HO CAMBIATO IDEA

E due parole sull’antisemita di merda che ha recentemente tirato le cuoia le voglio dire. O meglio, le faccio dire a chi sa farlo molto meglio di me.

Il lato oscuro dell’eredità di Desmond Tutu

Desmond Tutu è stato sepolto ieri con tutti gli onori, ed è giusto: perché il vescovo sudafricano è stato un grande combattente della battaglia contro l’apartheid in Sud Africa, e ha contribuito a distruggere l’obbrobrio razzista, la peggiore delle violazioni dei diritti umani. Ma dobbiamo essere giusti, ed evitare, specie in tempi di antisemitismo crescente, di costruire falsi santini. Qualcosa si è confuso nella psiche del vescovo rivoluzionario, se il suo messaggio dalla sacrosanta crociata contro il razzismo si è avventurato in una autentica guerra contro il Popolo ebraico, la sua religione, il suo Stato.
Purtroppo restano nella sua biografia le frequenti affermazioni contro la “lobby” ebraica definita “troppo potente” e “terrificante”, gli stereotipi che usava per gli ebrei sul “denaro”, il “potere”, “l’arroganza”, l’idea nazifascista che siano gli ebrei “la causa di molti problemi nel mondo”. Tutu era appassionatamente filopalestinese, e questo è legittimo: ma sostanziava la sua passione con una quantità di stereotipi menzogneri, paragonando gli ebrei ai nazisti, e trasferendo su di loro il concetto di Shoah. Diceva  che gli ebrei si attribuisco il monopolio dell’Olocausto, e che il mondo non vuole perdonare i nazisti, mentre perdona Israele per l’Olocausto che opera sui palestinesi; ha persino detto che “le camere a gas” erano comunque “una morte più pulita” di quella inflitta dall’apartheid di Israele sui palestinesi.
Tutu immaginò proditoriamente e con violenza propagandistica che Israele fosse razzista, come lo era il Sud Africa bianco, verso gli arabi… E non finisce qui. La sua invenzione che Israele sia razzista è la madre della delegittimazione odierna del Paese del Popolo ebraico, che è invece multirazziale, multietnico, multiculturale, multicolore, pieno di immigrati dall’Africa, con una minoranza araba che ha tutti i diritti, che protegge i cristiani, i bahai, qualsiasi minoranza religiosa. Gli arabi siedono in Parlamento e nel Governo con un Partito della Fratellanza musulmana oltre ad avere accesso a ruoli di primaria importanza nelle università, negli ospedali, nell’high-tech, nella vita sociale e pubblica.  L’invenzione di boicottare Israele, di Desmond Tutu, è la madre del BDS: un movimento che cerca di soffocare Israele, compreso gli arabi israeliani e i palestinesi che vi sono legati, strangolandolo culturalmente ed economicamente, ed è difficile da attribuire a un cuore cristiano e altruista. Tutu ha risposte all’accusa di essere antisemita dicendo che “c’è poco da fare, gli ebrei sono un popolo peculiare, gli piaccia o meno”.
Sì, peculiare, altruista, morale, forte e determinato: lui se lo immaginava in modo stravolto dall’odio, e questo si chiama antisemitismo. Niente monumenti per favore.
Fiamma Nirenstein, 1 gennaio 2022.

I seminatori di discordie stanno nella IX Bolgia dell’VIII cerchio: sarà lì che si trova? O nell’ottava, coi cattivi consiglieri? O forse nel IX cerchio con i traditori, e precisamente nella Giudecca, in quanto traditore di Cristo? Questo non abbiamo modo di saperlo, ma sicuramente possiamo dire che si trova là, nel fondo del fondo.

barbara

  1. Credo di aver trovato un grave errore nell’articolo. Lo dico subito, senza neanche finire di leggerlo. Desmond Tutu non è stato sepolto, ma liquefatto e smaltito nelle fognature, come si deve a ogni merda come lui.

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    • È vero, e hai fatto bene a precisarlo. Dato che è improbabile che Fiamma ignorasse questo particolare, penso che abbia usato l’espressione come modo di dire per riferirsi genericamente a tutta la messinscena che segue la morte di un personaggio famoso con la fama di essere dalla parte dei buoni.

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  2. Come ogni bravo parroco, Tutú doveva raccogliere soldi, un po’ per la parrocchia di più per sé.
    Di solito i parroci risolvono facendo contente le beghine non negando la comunione domenicale ai loro mariti e figli bestemmiatori e adulteri. Poi, ai funerali dei suddetti, vengono ricordate la loro fede e probità.
    La parrocchia di Tutú era una nazione intera e la sua pancia era molto capiente. Non sorprende che il laido estinto abbia chiesto soldi agli arabi, esibendosi nel più retrivo antisemitismo in cambio. Considerate,poi, che era anglicano, ossia il rappresentante di una chiesa morta. Nessun problema per lui, quindi, a pregare verso la Mecca.

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    • La cosa interessante è che ci sono parecchi sudafricani fra i più fieri sostenitori di Israele e oppositori alla favola dell’apartheid israeliana, proprio perché loro hanno conosciuto quella vera, e la differenza gli è chiara come il sole. Quindi se un sudafricano, oltretutto dopo essere stato in Israele, l’accusa di praticare l’apartheid, tutto può essere tranne che in buona fede. Poi aggiungi che gli orrendissimi difetti degli israeliani li estende all’ebraismo tutto, e hai la misura del personaggio, che non si fa il minimo scrupolo a svendere la verità, la giustizia, e anche Gesù Cristo.

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