IL GRANDE COMPLOTTO

Le cose che mi accingo a scrivere mi girano per la testa da molto tempo, ma lo spunto per metterle per iscritto e farne un post mi è venuto da una citazione inviatami da un’amica:

Ci si può forse domandare se sia giusto dedicare studi approfonditi, e tutto il tempo e l’energia che questi comportano, a una ridicola farsa come i Protocolli, e a figure oscure come il romanziere da strapazzo Herman Goedsche, l’impostore da quattro soldi Osman-Bey, il mezzo pazzo pseudo mistico Sergej Nilus e altri personaggi della stessa risma. Eppure è un grave errore supporre che i soli scrittori che contino siano quelli che la gente colta può prendere sul serio nei suoi momenti di maggiore equilibrio. Esiste un mondo sotterraneo in cui fantasticherie patologiche camuffate  da idee vengono agitate da imbroglioni e fanatici semicolti a beneficio degli ignoranti e dei superstiziosi. Ci sono momenti in cui questo mondo emerge dagli abissi  e subito affascina, conquista e domina moltitudini di persone di solito equilibrate e responsabili, che di conseguenza perdono il loro equilibrio e il loro senso di responsabilità. E di tanto in tanto succede che questo mondo  sotterraneo diventi un potere politico e cambi il corso della storia. E’ un fatto incontestabile che gli eccentrici dimenticati descritti nella prima metà di questo libro costruirono il mito che, dopo molti anni, i capi di una grande nazione  europea avrebbero usato come una licenza di genocidio.  (Norman Cohn, Licenza per un genocidio).

E il pensiero corre, spontaneamente, alla Germania, 1918: la Germania, la grande Germania, il Paese guerriero per eccellenza, il Paese abituato a vincere e stravincere, ha perso la guerra. Nessuno avrebbe mai immaginato che potesse succedere, eppure è successo. Come se non bastasse, ci sono i francesi, nazione tignosa e vendicativa che ancora non ha dimenticato il 1870, quando erano partiti al grido di “A Berlino! A Berlino” e una settimana dopo i prussiani erano a Parigi. Le condizioni di pace sono le più spaventose mai viste, almeno nella storia moderna, le riparazioni di guerra così astronomiche da distruggere praticamente la Germania, l’inflazione non ha limiti, il marco è polverizzato, un uovo arriva a costare un miliardo di marchi ma solo se lo compri subito, perché fra un’ora ne costerà due. Miseria, fame, fallimenti, suicidi, disgregamento della società… Come è possibile che sia successo tutto questo? La spiegazione in realtà è molto semplice: sono stati gli ebrei. Loro hanno tradito, loro hanno venduto la patria al nemico, come altro sarebbe potuto succedere, altrimenti, che i tedeschi – quelli veri, quelli puri – venissero sconfitti in guerra? Umiliati in questo modo? Ridotti sul lastrico? Impensabile. Inimmaginabile. Gli ebrei sono stati.
E l’idea è talmente affascinante, e soprattutto confortante e rassicurante (non è stata colpa nostra!) che l’intero Paese se ne lascia sedurre: loro ci hanno fatto perdere la guerra, loro ci hanno ridotti in miseria, loro hanno messo in ginocchio un intero stato. Loro sono la serpe che ci siamo allevati in seno e che dobbiamo estirpare, se vogliamo sopravvivere. Come sia poi andata a finire, non ho bisogno di ricordarlo.
Passano pochi decenni, e a rifare il giochetto – con le stesse vittime (perché di giochetti analoghi ce ne sono stati diversi, da quelle parti), ma con una categoria particolare di quelle vittime – provvederà Stalin, con il complotto dei medici ebrei. Un po’ per liberarsi di Berija, diventato troppo potente, o almeno ridimensionarlo, accusando l’apparato di sicurezza di negligenza, un po’ per rinfocolare l’antisemitismo – che un po’ di antisemitismo viene sempre buono per indirizzare il malcontento di un popolo oppresso e affamato – dà vita al “complotto dei medici ebrei”, accusati di avere organizzato un complotto finalizzato ad assassinare le più alte cariche del partito, dello stato e dell’esercito per mezzo di metodi di cura notoriamente sbagliati. Immediatamente sono partiti gli arresti, istantaneamente seguiti dalle “confessioni” ottenute mediante la tortura. E nonostante questi giochi infami perseguiti con metodi infami fossero in uso da ormai tre decenni e quindi ben conosciuti, l’intera Unione Sovietica ci ha creduto, l’intera Unione Sovietica è rimasta inorridita di fronte alle “prove” della criminale perfidia giudaica, e grandi sono stati lo stupore e lo sgomento quando, all’indomani della morte di Stalin, i medici ebrei sono stati frettolosamente scarcerati e la verità sulla loro totale innocenza ed estraneità a qualunque complotto è stata rivelata.
Questo complotto è passato alla storia col nome di “complotto dei camici bianchi” (teniamola a mente, questa espressione). E con questo veniamo ai giorni nostri – e parlo naturalmente di covid e dintorni. La prima accusa delirante che ho sentito è stata: siamo troppi, hanno inventato un virus apposta per sfoltirci; idea semplicemente ridicola, ma che ha affascinato e conquistato non pochi.
La seconda: li intubano e muoiono tutti, li intubano apposta per ucciderli. Ora, da sempre le consuete influenze stagionali possono attaccare i polmoni e provocano, soprattutto in persone anziane e con patologie predisponenti, difficoltà respiratorie. Che cosa si fa con una persona che non ce la fa a respirare da sola? Si intuba. Anch’io, come tutti, sono stata regolarmente intubata tutte le volte che ho subito un intervento in anestesia generale perché in quello stato non si è capaci di respirazione autonoma. I primi pazienti covid sono stati intubati, molto semplicemente, perché era la cosa più logica da fare, quella che si è sempre fatta e che ha sempre funzionato. E proprio il fatto che in questo caso non funzionasse ha fatto capire ai rianimatori che si trovavano di fronte a qualcosa di diverso, che quelle polmoniti non erano le consuete polmoniti a cui da sempre erano abituati, e hanno cominciato a cercare di capire meglio che cosa fosse questa malattia. La spiegazione è molto semplice, logica, razionale, ma quella arzigogolata ha affascinato e conquistato non pochi.
La terza: tachipirina e vigile attesa. Il covid è una patologia che provoca infiammazione, e per affrontare un’infiammazione la soluzione migliore è la tachipirina, lo sanno tutti. Facendo attenzione a come procede la cosa (“vigile attesa”), perché se l’infiammazione non diminuisce bisogna andare al pronto soccorso. Quindi le indicazioni date erano assolutamente logiche e giuste. Folle è stato mantenerle quando è emerso chiaramente che con questa patologia, ormai riconosciuta come diversa da quelle note, non era la cosa giusta da fare, ma nel momento in cui queste direttive sono state date, erano le più logiche. Naturalmente la stupidità, l’ignoranza e l’incompetenza di tutta la marmaglia che ha guidato la sanità in questi due anni e rotti non sono dati da poter mettere in discussione, ma questo ci porta anche, automaticamente, ad escludere che questa gente possa essere in grado di macchinare in intrigo che porti intenzionalmente a far morire i vecchi per non dovergli pagare la pensione, e tuttavia quella sorta di pensiero magico che si astrae dalla realtà, al pari di terrapiattismo scie chimiche memoria dell’acqua agricoltura biodinamica energizzazione intrugli vari che curano ogni sorta di malattie dal raffreddore al cancro alla cirrosi epatica nuovo ordine mondiale eccetera eccetera ha affascinato e conquistato non pochi, persone non di rado di grande cultura e grande intelligenza, ma dalla personalità evidentemente fragile e predisposta (così come il mio povero cugino, evidentemente già fragile e predisposto di suo, messo a terra da un lutto famigliare particolarmente drammatico e traumatico, si è lasciato affascinare, conquistare, in una parola: adescare, da una banda di “arancioni”. Adesso fa di mestiere il guaritore – guarisce con le “energie sottili” – è assolutamente sicuro che il mestiere dei medici consiste nel fare ammalare le persone e che tutte le medicine siano studiate per fare ammalare e che la cura per il cancro – un’erba di cui ha pubblicato la foto su FB – che funziona al 90%, esiste da decenni ma BigPharma non vuole che si sappia, e che a 56 anni, per sapere se il giorno dopo può o no accompagnare da qualche parte mia zia, novantacinquenne, semicieca e in sedia a rotelle, deve aspettare le dieci di sera, quando i suoi “capi” gli telefonano per dirgli che cosa dovrà fare, dove e in che orario, in modo che non possa mai decidere autonomamente i propri movimenti neanche con 24 ore di anticipo). Non a caso, a proposito del libro da cui ho riportato la citazione all’inizio di questo post, è reperibile su Amazon un libro pubblicato mezzo anno fa intitolato I Protocolli di Sion e il Nuovo Ordine Mondiale: Si compie il Piano di dominio del 1905, e fra le recensioni dei lettori  se ne trovano (non molte) come queste: “La prima parte è degna di lettura… Poi si perde in argomentazioni che non condivido, ufo, rettiliani, pianeta terra come ologramma… Delusione totale…” “Questo libro è un falso storico costruito ad arte dalla polizia segreta zarista in funzione antiebraica per giustificarne le persecuzioni. AMAZON deve vergognarsi di vendere libri come questi che la pongono in complicità con l’antisemitismo.” ma anche “Un libro che si apre la verità” (e stendiamo un velo pietoso sulla competenza linguistica) e altre di aperto apprezzamento, più articolate e argomentate. È l’indubbio fascino del sentirsi dalla parte dei migliori, dei più furbi, di quelli che hanno capito tutto a differenza dei pecoroni che non hanno capito niente e si accodano docili all’ordine del padrone, il fascino del sentirsi quelli diversi, quelli che vanno controcorrente (e chissà se si accorgeranno di quanto è affollata quella loro corrente-controcorrente), gli eroi che sfidano i poteri forti.
Tralascio di fare un’analisi analoga a quella sopra di tutto ciò che si è sviluppato intorno alla questione dei vaccini, perché non mi basterebbe una settimana per farlo approfonditamente, e comunque se ne è già parlato a sufficienza in questo blog e altrove, e ritorno invece a Stalin e al suo “complotto dei camici bianchi”. Ci avete fatto caso? Sempre più spesso, di nuovo, quando gli affascinati e conquistati dalle peggiori – e più ridicolmente menzognere – teorie complottiste fanno riferimento ai medici che praticano o consigliano i vaccini, non li chiamano medici bensì “camici bianchi”: la categoria identificata tramite la propria uniforme, come le camicie nere di Mussolini, le camicie brune di Röhm, le croci frecciate di Ferenc Szálasi: il male metonimicamente rappresentato, togliendo personalità e identità a chi dentro quella divisa opera, non più un essere umano, non più una mente con le sue scelte, ma unicamente un marchio. E ora per favore guardate questo video, guardatelo prima di continuare a leggere

Mi è stato inviato, con l’accattivante titolo: “Svegliatevi bambini!!!”La bambina da svegliare ero chiaramente io, tramite la rivelazione della verità che da sola non ero capace di vedere. Quella che segue è la mia interpretazione del video.
Non c’è ombra di dubbio che la signora padroneggi da maestra l’arte dell’ipnosi – ossia della manipolazione della mente (un po’ meno la lingua italiana, e meno ancora la storia, ma tralasciamo pure questi dettagli): occhi puntati fissi su di te, discorso ciclico che torna sempre, ipnoticamente, al punto di partenza per poi ripartire per un altro cerchio, ripetizione continua, ipnotizzante, per ben dieci volte, delle parole-mantra “ipnosi di massa” più un’altra mezza dozzina di ipnosi senza massa, con la voce che su quelle parole vibra, spingendotele dentro la testa, il focus che si restringe sempre di più fino a inchiodarti a un unico punto: sei vittima di un’ipnosi di massa. Un gioco esattamente speculare a quello del governo. Con la differenza che quelli sono dei cialtroni dilettanti, e la maggior parte degli italiani si rendono perfettamente conto delle balle che raccontano, del numero dei morti gonfiato, dei provvedimenti che ben poco hanno a che fare col contenimento del contagio – quando non sono addirittura controproducenti -, delle pesanti violazioni della costituzione eccetera. Questa tizia invece, esattamente come tutti gli altri che fanno questo genere di giochetti, è una professionista esperta, e nell’ipnosi esercitata da lei ne cascano molti di più, e ben pochi si rendono conto della ben più raffinata manipolazione della mente che subiscono (l’ha detto lei: quando sei vittima dell’ipnosi non te ne accorgi, addirittura lo neghi se qualcuno te lo fa notare). Una frase poi salta proprio agli occhi – per lo meno agli occhi di chi non si lascia catturare dalla “magia” dell’ipnosi, e conserva la capacità di vedere e ascoltare, e soprattutto di pensare con la propria testa: “la materia dell’ipnosi (quella eriksoniana, per il bene delle persone)”: le stesse, identiche, parole, citate da lei stessa, di quelli che impongono la clausura, e le mascherine anche all’aperto, e hanno messo in ginocchio l’economia, e hanno distrutto la vita sociale vietando addirittura alle persone di abbracciarsi e darsi la mano: lo fanno per il bene delle persone! Usano le parole del nemico per fare lo stesso identico gioco dalla sponda opposta, vi ipnotizziamo per il vostro bene, noi perseguiamo unicamente il bene del paziente – e va da sé che lo decidiamo noi, quale sia il suo bene. E c’è un sacco di gente che non se ne accorge e si beve tutto questo come acqua fresca, grata di essere stata illuminata! “Il video parla di molte cose”, mi ha detto la persona che me l’ha inviato: falso. Il video parla di una cosa sola: l’ipnosi di massa di cui vuole convincerci che saremmo vittime da parte del Grande Fratello. Tutto il resto ha la stessa funzione delle spezie forti su una carne un po’ troppo vecchia per mascherare l’odore e il sapore che cominciano a sentire di marcio, la stessa funzione delle parole del prestigiatore che invita a guardare la sua mano destra, a guardare la sua mano sinistra per impedirvi di guardare là dove il trucco sta venendo effettuato: serve a distrarre. Chi è predisposto a lasciarsi ipnotizzare è convinto che parli di quelle altre cose, delle dittature, delle azioni del governo, del fatto che la questione non è solo vaccino e, cosa tipica dell’ipnosi che funziona, non si rende conto di essere ipnotizzato, non si rende conto di stare reagendo a comando, non si rende conto che sta vedendo unicamente quello che lei, al pari del prestigiatore, vuole che veda.

In conclusione, questa gente – e sono tanti, ma veramente tanti tanti, e molto molto rumorosi, nonostante il loro continuo frignare che non li lasciano parlare e che vengono censurati a manetta, e fortemente invadenti e aggressivi nei confronti delle scelte diverse dalle loro – sta praticando un autentico terrorismo, uguale e contrario a quello del governo. Con la differenza che le balle del governo c’è sempre meno gente che se le beve, mentre le loro – che al confronto quelle del governo sono palline da ping pong vicino a palloni da calcio – quelli della confraternita se le bevono tutti. E fanno paura.

barbara

  1. La storia del gombloddo può essere autoconsolatoria, come giustamente hai scritto, per non ammettere le proprie manchevolezze. Quando pischello tentavo i concorsi pubblici spesso sentivo le storie “passano solo gli accozzati” con annesso odio verso la casta. E spesso chi ripeteva tale mantra era chi arrivava fra gli ultimi e non chi magari arrivava 21esimo in un concorso per 20 posti. Che passi l’accozzato di turno è ancora possibile, capita soprattutto in alcuni ambiti o concorsi con pochi posti dove puoi “ritagliare” il bando sul candidato. Invece è praticamente impossibile che passino sempre e solo gli accozzati. se al concorso ci son molti partecipanti; se la fanno troppo sporca, un ricorso di gruppo costa poco e tocca rifare tutto, con una nuova commissione.
    Non dico che nei maxiconcorsi non ci possano essere trucchi ma son pochi e lievi, per dire un 20 che passa a 22 non un 10 che viene portato sfacciatamente a 30.

    Un esempio chiaro di questa mentalità autoconsolatoria sono essere i test per medicina o per le altre facoltà a numero chiuso. Se leggi i forum degli studenti è tutto un “passano solo gli accozzati”, nessuno o quasi si mette il problema del “forse sono io che non son preparato”.

    Un paio di anni fa l’università di Cagliari durante le giornate di orientamento fece una simulazione di test di ammissione; in una simulazione non ha senso fare trucchetti e accozzi visto che non serve assolutamente a niente. I risultati furono catastrofici, eppure qui la questione “accozzati” non aveva senso,..

    Molte lamentele sui test astrusi e pochi che si posero il problema “ma io perché non son capace di rispondere a quei quesiti…”.

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    • Quando ho fatto domanda per andare a Mogadiscio, essendo confinata in un buco di paese di mille abitanti in Alto Adige, non sapevo niente né dei giochi, né delle leggende sui giochi. Solo dopo essere arrivata lì, dalle chiacchiere tra colleghi ho saputo che tutti, senza eccezione, erano raccomandati, chi da un ministro, chi dall’arcivescovo, chi da un’amica intima della Grande Capessa di tutta la baracca. E tutti a chiedermi, con gli occhi sbarrati: nessuna raccomandazione?! E come hai fatto ad arrivare qui? Il fatto è che che su 1500 domande ne venivano selezionati una quarantina per il colloquio al ministero e fra questi una quindicina da mandare in Somalia. Sapendo che a partire sarebbero stati pochissimi, in media l’1%, tutti si facevano raccomandare, ma d’altra parte, dovendone inevitabilmente eliminare il 99%, potevano tranquillamente permettersi, senza scontentare nessuno, di selezionare le persone unicamente, o quasi, prima in base al curriculum e poi in base all’impressione avuta durante il colloquio. E non poteva essere altrimenti: si trattava di mandare della gente a vivere e lavorare per sei mesi in un Paese che dire terzo mondo era un eufemismo, con condizioni climatiche estreme, con una cultura lontanissima dalla nostra, con un regime di dittatura militare, in cui devi essere abbastanza equilibrato da essere capace di controllare ogni parola che dici: non ci puoi mandare allo sbaraglio chiunque solo perché è amico del ministro o perché, come mi ha detto una collega, non hai raccomandazioni di altissimo livello però ne hai una buona dozzina. E non puoi permetterti di mandarci degli incompetenti e incapaci. Però tutti erano convinti di esserci arrivati perché erano riusciti a procurarsi la raccomandazione giusta. Il che a me sinceramente non sembra mica un grande motivo di orgoglio.

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  2. Letto tutto, e visto anche il video (avevo tempo).
    Posso dire che personalmente da sempre ritengo che ogni teoria del complotto sia ne’ più ne’ meno frutto di un “complotto” essa stessa.
    Le teorie del complotto vengono sempre elaborate a posteriori perchè è facile, comodo e pratico. Come quei giochini matematici dove si invita il pubblico a pensare ad un numero qualsiasi, poi si fanno tutta una serie di operazioni e si “indovina” il numero pensato.
    Eppure basterebbe chiedersi: perchè i complottisti di ogni ordine e grado continuano ad invitare la gente a “pensare con la propria testa”, e poi forniscono loro stessi gli argomenti cui pensare ?
    Se io dò retta ad una cosa assurda, non sono vittima di un complotto: sono un cretino. E il fatto che ci siano milioni di cretini che danno retta alla stessa cosa non cambia il fatto che io sia un cretino. Il complotto, se c’è, è dentro la nostra testa: che evidentemente è abbastanza vuota da lasciar spazio ai complotti.

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    • Poi a smontare qualunque teoria del complotto bastano i numeri. Quando una cugina, non stupida ma un tantino credulona e vittima del cugino guaritore, mi ha tirato fuori la storia che la cura del cancro esiste ma non vogliono che si sappia, in due minuti le ho smontato la puttanata unicamente coi numeri: quante persone in tutto il mondo sono coinvolte nella ricerca sul cancro, fra medici biologi microbiologi farmacologi docenti assistenti tecnici eccetera eccetera? Vogliamo fare dieci milioni? Vogliamo tenerci bassi e fare cinque? Vogliamo tenerci sotto terra e fare un milione? E ovviamente tutti sanno che la cura per il cancro esiste – lo sa quel deficiente di mio cugino, vuoi che non lo sappiano loro che è il loro mestiere? O vogliamo fare come col bicarbonato che cura diciotto miliardi di malattie ma il 90% delle persone non lo sa, e dopo che il post ha fatto sei volte il giro del mondo continua a tornarti invitandoti a condividerlo perché continua a esserci il 90% della gente che non lo sa – però non parlano. C’è chi è pronto a offrirti un miliardo in cambio del segreto, ma tu scegli di non tradire: continuerai a fare conti su conti per decidere se questo mese ti puoi permettere una pizza con tua moglie, e resti muto. Si ammala tua moglie, tua madre, tuo figlio, tu sai che esiste il modo di salvarli, ma li guardi stoicamente soffrire e morire e non parli. Ti ammali tu, sai esattamente in che modo potresti guarire, ma eroicamente ti immoli sull’altare del Grande Complotto e muori da martire conservando il segreto: c’è qualcuno che possa ragionevolmente trovare credibile uno scenario del genere? E, ciliegina sulla torta: se mio cugino conosce quell’erba che fa guarire dal cancro, perché non comincia a usarla lui per guarire quelli che conosce?
      (Ovviamente se mio cugino leggesse questo commento avrebbe la certezza che faccio parte dell’orrido complotto e vi sto rimbambendo di numeri per confondervi e impedirvi di vedere la Grande Verità).

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  3. Il corollario di ogni buon comploto che si rispetti è l’eliminazione fisica di chiunque vi abbia partecipato, con suicidio finale della “mente” del complotto.
    Ovviamente tutti tengono alla pellaccia. Ne consegue che i complotti sono fuffa.

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  4. C’è una cosa di cui ho notizia diretta, e che pure non trovo segnalata da nessuna parte: conosco diverse persone, direttamente o indirettamente, che quando sanno di qualche conoscente o parente con il Covid vanno apposta a trovarli sperando di prenderselo: un po’ come si faceva quando eravamo bambini con il morbillo, gli orecchioni, la rosolia. Non è una cattiva idea, perché se la variante attualmente prevalente è decisamente più benigna delle precedenti e non sei comunque in una categoria a rischio, si tolgono per almeno sei mesi – poi si vedrà – obblighi di terze, quarte, quinte dosi, green pass scaduti e altre seccature.
    Sulle persecuzioni antisemite nell’Europa dell’Est, ricordo che scrisse Von Rezzori (cito a memoria e non ho una memoria prodigiosa): ogni tanto la popolazione era scontenta per varie ragioni, così si organizzava un bel pogrom e tornavano tutti felici.

    Oggi, però, sarei più preoccupato di questo:
    https://www.jns.org/opinion/the-ayatollahs-men-in-washington/

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    • Sì, l’ho letto anch’io da diverse parti. Quando noi eravamo bambini, c’era gente che di morbillo moriva, o restava menomata per sempre: ammalarsi apposta era un’idiozia allora e lo è adesso. Vero che l’omicron a quanto pare per la maggior parte delle persone è al massimo un raffreddore, spesso neanche quello. Ma se io mi ammalo tu non puoi sapere quale variante mi sono beccata, e il fatto che questa sia molto contagiosa e quindi maggioritaria non è una garanzia. E non puoi neppure sapere con certezza se per caso tu non abbia una qualche patologia latente che funziona da aggravante del covid. Spiacente, ma chi va ad ammalarsi apposta è una gran testa di cazzo e basta.
      Quanto all’articolo – che come tutti di quella donna è straordinariamente interessante ma anche mostruosamente lungo – che da quella parte in America ci siano dei gran figli di puttana culo e camicia con la peggiore feccia mondiale, non è purtroppo una novità. E adesso che a capo dello stato c’è la Cloaca Maxima, figurati se non vengono a galla tonnellate di merda.

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