E INTANTO IL TEMPO SE NE VA

e il Donbass non è più Ucraina,
le truppe russe han preso già
il posto dei nazistoni.

E intanto il tempo se ne va
ma i nazi sono assai fetenti
e ogni giorno sono qua
non smettono i bombardamenti.

Il video è del 9 giugno. In quest’altro video, del 10 giugno, vediamo in azione le armi francesi

E intanto il tempo se ne va
e tu sei proprio sputtanata
con quella balla enorme che
adesso in faccia ti è scoppiata.

L’ex difensore civico dell’Ucraina ha riconosciuto la menzogna sullo stupro di bambini da parte dei soldati

L’ex difensore civico dell’Ucraina ha ammesso di aver inventato storie sullo stupro di bambini da parte di soldati russi
L’ex difensore civico ucraino Lyudmila Denisova ha ammesso di aver mentito sulle “atrocità” dei soldati russi in Ucraina. Assicura che ciò è stato fatto “per il bene del suo paese”.
In particolare, ha affermato di aver inventato lo stupro di bambini da parte dell’esercito russo durante un discorso davanti al parlamento italiano per ottenere la fornitura di armi all’Ucraina. E allo stesso tempo per eliminare i prossimi prestiti per Kiev.
Allo stesso tempo, Denisova ha persino inventato una storia sullo stupro di un pappagallo da parte dei militari delle forze armate RF, riferisce Pravda.ru.
Lo stesso difensore civico ha ammesso di “aver esagerato un po’”. Tuttavia, le perversioni sessuali di Denisova hanno destato sospetti anche tra le autorità ucraine, che si sono affrettate a licenziare l’ormai ex difensore civico.
Ricordiamo che   il vice Yaroslav Zheleznyak ha annunciato la rimozione di Denisova dall’incarico . Tuttavia, non ha fornito una motivazione per il licenziamento.
In precedenza, il primo vice rappresentante della Russia presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyansky, ha anche affermato che Denisova  è stata licenziata per aver diffuso falsi . 
All’inizio di marzo, Denisova  ha rinunciato agli accordi  per fornire assistenza ai soldati catturati. Inoltre, in un’intervista all’edizione svizzera di Blick  , ha affermato che i soldati russi avrebbero “stuprato in modo che le donne non possano più partorire bambini”. (Qui, con traduttore automatico)

E ancora

L’ex difensore civico Lyudmila Denisova ha ammesso di aver inventato la notizia sui crimini sessuali dell’esercito russo in Ucraina.
“Quando ho parlato al Parlamento italiano in Commissione Affari Internazionali, ho sentito e visto tanta fatica dall’Ucraina, capisci? Ho parlato di cose terribili per spingerli in qualche modo, per prendere le decisioni di cui l’Ucraina e il popolo ucraino hanno bisogno “, ha detto Denisova.
Capisci che essere licenziato in Ucraina per cazzate contro i russi è come essere cacciato dalla Gestapo per crudeltà.
Allo stesso tempo, nessun politico al mondo e nessun media si è scusato per aver trasmesso bugie mirate. Inoltre, le narrazioni lanciate da Denisova continuano a vivere e a diffondersi ulteriormente. (Qui, tradotto con google translate)

E intanto il tempo se ne va
e tra menzogna e contraddizione
non hai più niente ormai da far
che le liste di proscrizione.

LISTE DI PUTINIANI E VERI PROBLEMI

10 GIUGNO 2022

Chiedo scusa a tutti quelli coinvolti ma le varie e ormai famose “liste dei putiniani”, al netto delle miserie giornalistiche, sono una vera fregnaccia. Ci sono, per quanto riguarda l’informazione e la propaganda, problemi ben più seri di cui occuparsi. Faccio una premessa personale: ho scritto spesso, fino alla vigilia dell’invasione russa in Ucraina, che non ci sarebbe stata alcuna guerra. Era l’epoca in cui moltissimi, me appunto incluso, pensavano (io ancora lo penso) che una guerra sarebbe stata (anche) contro gli interessi della Russia e che per questo un leader razionale e cinico come Vladimir Putin non l’avrebbe intrapresa.  Lo scrivevo in settimane in cui a dirlo e ripeterlo, oltre a tantissimi ucraini e russi, c’erano anche osservatori più o meno insigni e, per fare solo un paio di nomi, leader politici come Macron (“Non ci sarà alcuna escalation militare”, disse il presidente francese dopo la visita a Mosca) e Volodymyr Zelensky. Previsione sbagliatissima, come si vede.
C’è però un’enorme differenza tra sbagliare una previsione e distorcere i fatti. Perché di questo dovremmo occuparci, altro che delle liste dei putiniani. Per tre mesi il sistema mediatico italiano ci ha raccontato una guerra in cui i russi, crudeli e imbecilli, non ne azzeccavano una e venivano ridicolizzati e massacrati sul campo dagli ucraini. Ci è stato detto e ripetuto che le armi occidentali avrebbero spezzato le reni ai russi. Che Putin sarebbe stato presto spodestato dalle contestazioni, da un golpe o da una malattia. Che Putin non sapeva più quale ministro (Shoigu, quello della Difesa) o comandante (quello di stato maggiore Gerasimov, quello delle operazioni sul campo Dvornikov) silurare. Che le sanzioni avrebbero ridotto la Russia a pezzi. Tutto può ancora succedere. Ma dopo tre mesi la realtà è una sola: la Russia, che PRIMA della guerra controllava (tra Crimea e Repubbliche del Donbass) il 7% del territorio ucraino, OGGI ne controlla più del 20%. Le armi occidentali stanno finendo e quelle russe no. Le sanzioni colpiranno ma per ora non bastano a fermare la Russia. Putin sembra saldo in sella. E per dirla tutta, Zelensky e i suoi sembrano invece sull’orlo della disperazione.
Altro che quattro veri o presunti putiniani. Truppa in cui peraltro ogni tanto gli zeloti in cerca di visibilità e collaborazioni provano ad arruolare a forza e a mettere nelle liste anche rispettabilissimi personaggi come Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, o Lucio Caracciolo, direttore di Limes, colpevoli solo di essere un poco più intelligenti della marmaglia. È di tutto il resto che dovremmo preoccuparci.
Ma se a pontificare su Ucraina e Russia ci sono gli stessi (e con gli stessi argomenti) che nel 2003 pontificavano su quanto fosse bella e buona l’invasione dell’Iraq, un problema ci sarà o no? Se il 95% di quelli che partecipano ai talk show non sono mai stati in Ucraina, un problema ci sarà o no? Se il 99% di quelli che ce la spiegano non sono mai stati in Ucraina negli anni Novanta, e non hanno quindi visto il nazionalismo montante a Ovest e l’eredità sovietica vivissima a Est, un problema ci sarà o no? Se il 90% di quelli che “raccontano” la Russia oggi non sono mai usciti da Mosca, e quando sono a Mosca parlano (quando va bene) solo con i circoli della borghesia liberale e occidentalizzata, è un problema o no? Se la stampa italiana per mesi ha riportato come se nulla fosse le notizie selezionate dalla stampa ucraina, cioè dai media di un Paese che già prima della guerra era al 106° posto (su 180) nella classifica della libertà di stampa, dove le Tv dell’opposizione venivano chiuse per decreto (7 in un anno e mezzo) e dove dall’inizio dell’invasione russa tutti i media (comprensibilmente) sono stati di fatto accorpati in un solo organismo alle dipendenze del Presidente e dei suoi collaboratori, un problema l’abbiamo o no? Se uno che va nel Donbass è ipso facto “putiniano” e uno che che ha passaporto americano, casa e incarichi retribuiti negli Usa è un osservatore obiettivo, un problema ce l’abbiamo o no?
Che il sistema mediatico abbia deciso di schierarsi per la vittima contro l’aggressore, per il piccolo contro il grande, insomma per l’Ucraina contro la Russia, peraltro in perfetta coincidenza con il mandato politico di un premier che fin dal primo discorso disse che l’ancoraggio agli Usa e alla Ue era per l’Italia fondamentale, ci sta pure. Ma che il risultato reale, a prescindere dagli schieramenti, sia un’inaffidabile pseudo-informazione è sotto gli occhi di tutti. Per cui, delle liste dei presunti “putiniani” bisogna altamente fregarsene. Al massimo considerarle per ciò che sotto sotto sono, cioè un modo per buttare la palla in tribuna, per parlar d’altro, per mimetizzare il clamoroso scollamento tra la realtà e la sua narrazione.
Fulvio Scaglione (qui)

E intanto il tempo se ne va
e Draghi è sempre più coglione
E manda armi che finiran
a terroristi e islam in azione.

Le armi italiane in Ucraina non portano la pace

Le armi assicureranno più morti in Ucraina, ma non cambieranno l’esito finale del conflitto

by Patrizio Ricci10 Giugno 2022

Le armi all’Ucraina complicano la guerra, aumentano morte e distruzione ed allontanano i negoziati. Questo credo che sia chiaro alla maggioranza degli italiani.
Ciononostante, il governo italiano continua a mandare armi a Kiev e sembra che il nostro paese sia uno dei maggiori fornitori occidentali anche se la stampa russa ha definito le armi italiane ‘non particolarmente efficaci’.
Questo video mostra le armi italiane in transito in  Romania. Si vedono “circa 50 veicoli corazzati per il trasporto di personale Puma e Stryker, nonché di altre attrezzature militari. Il treno si dirige verso est fino ai confini di ucraina e Moldavia”.

https://t.me/rossobruni/21251

Nonostante i tentativi delle autorità italiane di mantenere segreti i nomi delle armi trasferite in Ucraina, gli invii di armi vengono comunque pubblicizzati, scrive Analisi Difesa. La pubblicazione ha criticato l’Ucraina, che riferisce puntualmente di equipaggiamenti militari e armi ricevute dai paesi occidentali. Ogni giorno sul sito web del Ministero della Difesa ucraino compaiono pubblicazioni che raccontano l’uso riuscito delle armi ricevute.
Inoltre, le informazioni sull’equipaggiamento ricevuto dalle forze armate ucraine sono pubblicate sui social da DPR, LPR e Russia.
Un altro aspetto di irresponsabilità nell’invio di armi è stato sottolineato dall’Interpol e dal Washington Post, ove si faceva notare che molte di queste armi cadranno in mano a organizzazioni pericolose: “molte delle armi inviate in Ucraina finiranno per arrivare in mano ai criminali in Europa e altrove. “.
Lo stesso comportamento è caotico e non coerente. E’ singolare che la NATO oggi supporti l’Ucraina mentre nel 1999 ha attaccato la Jugoslavia usando l’uranio impoverito e l’Italia vi ha partecipato attivamente. Sempre più i dialoghi e le discussioni nel nostro “coraggioso mondo nuovo” sono stati sostituiti da guerre per procura di grandi potenze fatte sui territori di paesi terzi, alimentate anche attraverso la fornitura di armi. Questo è successo anche precedentemente in Siria e Libia.
Il 21° secolo, nonostante la “nuova era” luminosa più volte proclamata che dovrebbe portare più vivibilità sul pianeta, non sembra affascinante. Finora, i nuovi approcci alla risoluzione dei conflitti geopolitici prevalgono distruttivamente.
Papa Francesco ha diffuso oggi un inaspettato annuncio sulla guerra in Ucraina. In un’intervista al Corriere della Sera, ha affermato che l’invasione russa dell’Ucraina potrebbe aver causato “un cane della NATO che abbaia alle porte della Russia”.
Inoltre, ha affermato che “i paesi terzi sono responsabili del conflitto in Ucraina”. Ha aggiunto che questa guerra è simile ad altri conflitti fomentati da interessi esterni, come in Siria, Yemen, Iraq e in vari paesi africani.
VPNews, qui.

E guardate un po’ qui che cosa è capace di fare un russo: perfino le acrobazie con un braccio al collo

barbara

  1. Nulla da dire sulle menzogne dell’occidente e del comico: crolleranno.

    E guardate un po’ qui che cosa è capace di fare un russo: perfino le acrobazie con un braccio al collo

    Fra questo, quelli a occhi bendati, manca solo uno o una che riesca a farlo legato/a in una camicia di forza e abbiamo le prove che quelli sono pronti a farci il didietro come il tunnel sotto la Manica: a tre aperture!
    (la mia fidanzata si ricorda di aver visto, forse era un talent show, una ragazzina che appunto danzava la Modern Dance legata in una camicia di forza, ma non ricorda che talent fosse nè di che paese; forse, ma forse, poteva essere americano)
    Hai dato tu il contributo alla celebrazione della bellezza e della bravura russe, tengo di riserva il mio per i prossimi giorni, ho libera ancora questa settimana.

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