LA PIÙ BELLA RISPOSTA DI TUTTI I TEMPI

– Tu, in quanto non vedente…
– No per favore. Voi giocate a mosca non vedente? Vi fidate nonvedentemente di qualcuno? Io sono cieco.

E dopo le ridicole acrobazie verbali politicamente corrette, un po’ di sane acrobazie fisiche artisticamente corrette.

barbara

  1. Da: “il signore dei ratti”, di Leo Ortolani. Granbrakko è uno dei protagonisti, che fa il verso ad Aragorn

    ***
    Granbrakko: “adesso mi chiamano Granbrakko l’afroamericanomante”
    Bolo” Afroamericanomante?
    Granbrakko: “negromante non si può dire!”
    ***

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  2. Anni fa partecipai alla presentazione di una biblioteca di libri scritti in Braille. L’assessore femmina di turno magnificava l’iniziativa in favore dei non vedenti. Il presidente dell’associazione che aveva promosso l’iniziativa tenne a precisare: “noi siamo ciechi”. Gli altri ciechi presenti si misero ad applaudire.
    Ecco il mondo che vorrei. Ad esempio mi capita spesso di passare davanti ad una scuola per “sordi e sordastri” . Mi hanno spiegato che l’edificio è vincolato dalla sovrintendenza delle belle arti e la targa in marmo non può essere rimossa.
    Quando i negri ricominceranno ad essere chiamati negri, come previsto dalla lingua italiana, il mondo tornerà ad essere un posto civile

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  3. L’imbeccata qui sotto me l’ha data la mia fidanzata (mi sta coccolando dopo una nottata manutentiva abbastanza intensa). Lo metto come quote ma la frase è sempre mia…

    Ehi, semmai “non vedente” (che non vede) sarei io quando la mia fidanzata mi dà lezioni di tango.

    Aveva infatti cominciato a farmi stare a occhi bendati per impedirmi di sbagliare i passi guardando dove andavo, poi ho scoperto che mi trovo più a mio agio affidandomi agli altri sensi e potrebbe essere meglio che continui così.

    L’altro amore coreutico della mia fidanzata, la Tribal Fusion, è abbastanza praticata in Russia, Video stagionato ma sempre piacevole (l’artista è Tiana Frolkina):

    Le russe sono sempre dei bei pezzi di… fisba!

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      • Sono d’accordo. Faceva comodo la Russia eltsiniana, che svendeva le ricchezze pubbliche a pochi banditi e affaristi (come l’Ucraina oggi, a partire dalla terra…). Chubais, le ricette ultraliberiste friedmaniane, la scuola di Chicago… Ci si meraviglia del fatto che Putin abbia un grosso sostegno, bisognerebbe sempre ricordare com’era da quelle parti la vita negli anni ’90 dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

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        • Infatti i tanto disprezzati “oligarchi” sono diventati tali grazie a Eltsin con la complicità di Europa e America. Come ricordato in un articolo che ho ripreso un po’ di tempo fa, sia Mussolini che Hitler hanno preso in mano un Paese democratico, con tutte le magagne che vogliamo, ma che aveva conosciuto la democrazia e quindi a tutti era chiaro, anche se a molti piaceva, che era stata instaurata una dittatura; la Russia di oggi certamente non si può chiamare democratica, ma il fatto è che prima c’era stato lo zarismo con la servitù della gleba fino a tempi recentissimi, poi il terrore staliniano e poi Eltsin: la democrazia lì non è mai esistita, e chiunque abbia dai 30 anni in su ha conosciuto il peggio ed è perfettamente consapevole che sotto Putin si sta incomparabilmente meglio. I non molti oppositori – quelli convinti, quelli che vorrebbero più democrazia, non gli oppositori per ragioni di bottega – sono quasi esclusivamente i giovanissimi, che quel peggio non lo hanno conosciuto.

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        • Tra Stalin e Eltsin ci sono stati comunque quaranta anni di sviluppo, certo con contraddizioni, limiti ed errori. E la guerra fredda, non dimentichiamolo. Io capisco le aspirazioni dei giovani, che vorrebbero un paese “occidentalizzato”, ma temo che quando Putin lascerà il potere (prima o poi succederà, se non altro per ragioni anagrafiche) non sarà una passeggiata di salute per loro e per tutti. Magari mi sbaglio, ma la Federazione Russa è praticamente un continente, governarlo non è un affare da poco… da loro i Di Maio possono fare i bidelli, al massimo.

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        • Un certo sviluppo sì, ma libertà e democrazia erano totalmente sconosciute, i gulag continuavano a funzionare e per i dissidenti spesso si aprivano i manicomi, vale a dire che la limitata libertà e la limitata democrazia che stano vivendo sotto Putin sono la situazione migliore che abbiano mai sperimentato.

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  4. Due pensionati sulla panchina al parco.
    – Hai visto quel paralitico?
    – non si dice paralitico, bisogna dire motuleso.
    – E mi sa che è anche sordo.
    – non si dice sordo, bisogna dire audioleso.
    – Ma allora noi siamo tirolesi?

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