DARYA DUGINA MERITAVA DI MORIRE

E di morire esattamente in quel modo, perché seminava odio, una belva assatanata

Tutti morti li voleva gli ucraini, quel mostro imbottito di odio con delle idee degne di Hitler

Poi c’è questo:

Intervista a Oksana Soshenko, cugina di Natalia Vovk, la donna accusata di aver assassinato Darya Dugina. Secondo la Soshenko, le forze armate ucraine avrebbero minacciato di mandare Daniil, figlio della Vovk, in prima linea, costringendola così a realizzare l’attentato. Il figlio della Vovk ha studiato in una accademia militare e, dall’inizio dell’invasione russa, non gli è stato permesso di tornare a casa.
“Natalia piangeva, ha cercato di portarlo via ma non le è stato permesso”. (Qui)

Poi c’è il buffone cocainomane che celebra i soldati indovinate come, e poi c’è la spettacolare barzelletta della Mata Hari di Napoli. Non so, vedete un po’ voi.

E poi abbiamo il cigno

(Se solo quel coglione in vena di blaterare spegnesse il microfono!)

barbara

  1. Ho l’impressione che la diplomazia ucraina sia un po’ naive. Prendendosela con le dichiarazioni del Papa a proposito dell’attentato, hanno dichiarato: . “L’Ucraina è profondamente delusa dalle parole del Pontefice, che equiparano ingiustamente l’aggressore e la vittima.”. Però insistono che loro non c’entrano niente con l’attentato.

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        • La più probabile fine di questa storia – a meno che non comincino a tirarsi in testa bombe atomiche, nel qual caso la fine di questa storia coinciderà con la fine di tutte le storie – è che la Russia si prenderà e si terrà tutto ciò che è sempre stato russo fino all’altro giorno, la Polonia si prenderà tutto ciò che era originariamente polacco, e col nome di Ucraina resterà ciò che era l’Ucraina alla sua origine

          cioè una robetta grande più o meno come la Svizzera. Quello che non mi auguro è che Zelensky faccia la fine di Mussolini e di Ceausescu, giustiziati con tutta probabilità dopo un “processo” di un quarto d’ora per non rischiare che finissero in un processo vero, con un interrogatorio vero, con tutte le risposte che sia l’uno che l’altro, messi sotto sufficiente pressione, avrebbero potuto finire per dare. Fermo restando che la punizione deve essere commisurata ai suoi crimini.

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        • Non è un ipotesi troppo fantasiosa … se a est le cose si mettono male può essere che la Polonia entri per “aiutare” i fratelli ucraini a non far passare i russi oltre il Dniepr…

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        • E così va in pari coi territori suoi che alla fine della guerra sono rimasti all’Unione Sovietica.
          PS: nel dubbio di poter ricordare male, sono andata a controllare questa cosa in google, per non rischiare di dire qualche stupidaggine, e ho trovato questo paragrafo interessante:
          Dal 1944 al 1952 l’Esercito insurrezionale ucraino (UPA) continuò la battaglia armata contro il regime comunista e contro la popolazione locale non ucraina. Per eliminare l’UPA, i sovietici deportarono 600.000 persone (vedere anche Operazione Vistola), mentre 170.000 furono vittime dei combattimenti e della pulizia etnica dell’UPA.
          Vizi vecchi, dunque.

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  2. (Se solo quel coglione in vena di blaterare spegnesse il microfono!)

    Visto che capitano problemi audio anche coi video postati da me (ma trovati dalla mia fidanzata), un consiglio spassionato: staccate l’audio per guardarli.

    JT (traslittero secondo norme italiane) è folle, semplicemente. Ma è tornata fuori?
    La storia della spia a Napoli sembra la sceneggiatura (scarsa) di un telefilm, tanto assurda e sconclusionata è.

    La mia fidanzata propone questo:

    No, la ballerina senza capelli non è A. Jakovleva: si vede che questa è decisamente adulta, la Jakovleva avrebbe oggi circa 16 anni; questa si è rasata, mentre la Jakovleva è atrichica, non ha nemmeno le sopracciglia; inoltre questa compagnia di danza è di San Pietroburgo, mentre la Jakovleva fa parte di una di Mosca.
    Quell’effetto di ripresa all’inizio, quando l’operatore fa dondolare la videocamera, a me a solo venire il mal di mare…

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    • No, non ci sono problemi di audio, c’è il problema di una testa di cazzo di commentatore che disturba tutto il tempo spiegando quello che stiamo vedendo. Quanto a spegnere l’audio a una cosa in cui la musica è parte integrante dello spettacolo, sinceramente non so se sarebbe una buonissima idea.
      Ma la rapata è incinta? Quanto alle altre, stavolta ce ne sono alcune di bruttarelle assai…

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      • L’impressione di essere incinta la dà, ma potrebbe essere solo “pancetta”.
        Potrebbe essere che si siano truccate apposta per apparire brutte, se è qualcosa di stampo o postatomico o demoniaco.
        Nel canale della compagnia di danza ci sono anche alcuni altri video che fanno supporre in quello siano brutte per scena.
        Ora la mia fidanzata mi sta reclamando (speriamo non arrivi la bomba proprio stanotte…).

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  3. Non entro nel merito dell’affermazione che la signora sarebbe stata una spia russa. Non può essere definita “notizia” un caso risalente al 2018.
    Al massimo, a rimediare una pessima figura sono i servizi dei paesi NATO.
    Quello che stupisce è che, secondo la solita fonte autonoma del quotidiano organico al PD, lo smartphone della signorina sarebbe ancora oggi intercettato dai nostri servizi. A parte il fatto che sembra strano che una “spia” non cambi smartphone e relativa sim due volte al giorno (saranno le sanzioni…signora mia?), viene da sorridere pensando a coloro che rifiutano di scaricare le varie app governative, lanciando allarmi sulla protezione dei loro dati.
    Ma, signore e signori, se i nostri servizi sono in grado di acedere al traffico telefonico di un’agente del GRU in Russia, figuriamoci se non possono sapere tutto quello che vogliono sul sor Mario di Frosinone o sulla Sciura Carla di Milano.

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    • Ah, ma questo è niente! Da Porro c’è un articolo che spiega che i buoni motivi per essere praticamente sicuri che è una spia risiedono nel fatto che ha usato un passaporto russo con un numero di serie che fa parte di quelli usati dagli agenti segreti. Cioè, capisci, se tu fai di mestiere la spia russa, la direzione dei Servizi Segreti ti fornisce un passaporto con un numero di serie che ti rende immediatamente riconoscibile come spia russa, così non si rischiano malintesi.

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