LORO, SE NON ALTRO, INFORMANO

Il primo sospetto mi era venuto vedendo la posizione della chiusura della cerniera diversa da quella che avevo lasciato io, poi quando l’ho aperta, ho trovato il foglietto. Sicuramente Israele non è l’unico stato al mondo ad aprire e ispezionare le valigie, ma a quanto pare è l’unico che lo dichiara e lo documenta, offrendo inoltre la possibilità di chiedere spiegazioni. E credo che questa sia la prima volta che me la aprono, perché è la prima volta che trovo il contenuto disposto in modo diverso da come l’avevo sistemato io – ma comunque in maniera accettabilmente ordinata.

E visto che ho iniziato col post-arrivo, proseguo con il pre-partenza.

In questi viaggi mi faccio sempre un’assicurazione sanitaria, data la mia veneranda età, i molti acciacchi e la mia disposizione compulsiva agli infortuni; per Israele poi è obbligatoria una clausola aggiuntiva per il covid, quindi anche se non lo facessi di mia iniziativa, sarei stata comunque costretta a farla. Due agenzie che avevo contattato mi chiedevano un bel po’ oltre i 100 euro, per cui ho provato a cercare in rete per farne una online. Naturalmente so benissimo che ci sono un sacco di offerte truffa, per cui per prima cosa sono andata in cerca di siti di informazione sulle agenzie di assicurazioni sanitarie online, che indicano quali siano le più affidabili, quelle col migliore rapporto qualità-prezzo eccetera. E trovo indicata come la migliore una certa AXA, e quindi mi rivolgo a quella. Riempio il modulo con tutti i dati richiesti, destinazione, durata del viaggio eccetera, carta di credito, scadenza, pin, codice che mi viene inviato dalla banca per pagamenti con carta di credito e… non succede niente. Non mi arriva la conferma dell’agenzia per l’avvenuto acquisto, non mi arriva la notifica della carta di credito dell’avvenuto pagamento, niente. Sono perplessa, ma dico vabbè, arriverà, e procedo prenotando un monolocale per tre giorni a Tel Aviv. Stupidamente, perché sapevo benissimo che dovevo in ogni caso pagare prima dell’arrivo, seleziono “paga più tardi”. In serata mi arriva al cellulare un codice che mi invia la banca quando voglio fare un pagamento online, solo che io non sto facendo nessun pagamento, e naturalmente il pensiero va a questa AXA a cui ho fornito i dati per un’assicurazione che non mi è arrivata: mi hanno clonato la carta? Per la spesa che stanno tentando di fare comunque posso stare tranquilla: il codice è stato mandato a me, loro non ce l’hanno e quindi non possono completare l’acquisto (verifico poi in internet che si tratta di un sito per acquisti online di vario genere). Poco dopo mi arriva una notifica da VISA di una spesa in dollari effettuata dagli Stati Uniti, e quella è chiaramente andata a buon fine. Ovviamente blocco subito la carta e poi vado a vedere in internet di che cosa si tratta, e trovo una cosa semplicemente diabolica: con quella cifra, di una cinquantina abbondante di euro, “avevo” acquistato un’iscrizione, o abbonamento, a non so che cosa, per il quale la pagina che mi si apriva mi offriva la possibilità di disdirlo. Naturalmente per farlo avrei dovuto fornire tutti i miei dati: nella pagina di apertura la mia identità e il numero di telefono, col quale avrebbero potuto clonarmi il cellulare e ricevere loro il codice della banca, poi c’era un “prosegui” in cui, immagino, avrei dovuto fornire anche i miei dati bancari. E se lo fanno, significa evidentemente che di gente che ci casca ne trovano. Comunque, questo è stato di sabato; il lunedì chiamo la banca, chiamo la VISA, vado dai carabinieri a fare la denuncia (con un carabinierino veneto, che si è emozionato quando ha visto che sono nata a Padova, di uno strafigo che non vi dico), e poi contatto l’amministrazione del monolocale per avvertire che avevo dovuto bloccare la carta e che quindi se avessero provato a incassare il pagamento la cosa sarebbe risultata impossibile. Da lì è seguito un allucinante scambio di oltre un centinaio di mail proseguito per sei giorni: mi viene fornito un link dal quale procedere per effettuare direttamente il pagamento tranne bonifico, ma a quanto pare il mio nome è associato a quel numero di carta di credito che risulta non operativa e quindi il sistema mi blocca indicando “firma non valida”, mi vengono proposte altre opzioni ma inutilmente, il sistema continua a bloccarmi. Alla fine mi viene dato un numero di telefono da chiamare e il sabato, alla vigilia della partenza, con una lunghissima (e un bel po’ costosa) telefonata – ovviamente in inglese, che non ho problemi a leggere, ma ho qualche difficoltà a capire il parlato – si riesce finalmente a sbloccare la situazione fornendo tutti gli estremi del bancomat che la tizia inserisce direttamente dandomi così la possibilità di accedere al mio alloggio.

Con tutti questi casini che mi hanno provocato un bel po’ di ansia, oltre a portarmi via un’enorme quantità di tempo, è successo che al momento di partire ho dimenticato a casa un sacco di cose, fra cui le medicine. Alla cosa comunque, lo so perché era successo già una volta, c’è rimedio: vado al pronto soccorso di Malpensa e mi faccio fare tutte le ricette necessarie. Vado, spiego la cosa alla dottora di guardia che mi chiede: “Ha le prescrizioni del suo medico?” Ma razza di cretina idiota imbecille deficiente testa di cazzo ritardata, se ho le prescrizioni del mio medico, secondo te vengo qui per farmele ricopiare da te? “Ha almeno le confezioni?” Eccerto, come no, siccome so che potrei dimenticarmi di prendere le medicine, provvedo a infilarmi nella borsetta tutte le confezioni delle medicine che ho bisogno di portarmi dietro, ma a te ti hanno fatta assemblando pezzi di cadaveri portati fuori mentre diluviava per dimostrare che può sempre andare peggio? Continuando oltretutto a chiedere e questo a che cosa le serve? E quest’altro a che cosa le serve? E a te pezzo di merda che cazzo ti serve chiedermelo dal momento che non hai intenzione di farmi la ricetta per nessuna di queste cose? Alla fine me ne sono andata con un sonoro (molto sonoro) vaffanculo, e mi sono decisa a fare quello che il mio compagno di viaggio (d’ora in avanti cdv) mi aveva suggerito fin dall’inizio: chiamare la mia dottoressa, spiegare la situazione e farle mandare le ricette alla mail di cdv e poi finalmente andare con quelle in farmacia. Qualcuno evidentemente ignora, anche se vi presta servizio, che un pronto soccorso serve per le emergenze, per gli imprevisti, per le cose che capitano tra capo e collo, e che tu sei pagato esattamente per porvi rimedio. E rivaffanculo.

Ma poi, non dei remi bensì di ali vere facemmo ali al folle volo che ci condusse a riveder la magica Terra d’Israele

Tutte e quattro le foto sono di cdv.

E poi beccatevi questo

e questo

e poi anche questo

perché tutti gli Amalek della terra – se ne facciano una ragione i nemici di Israele – prima o poi saranno sconfitti, come sempre sono stati sconfitti in passato.

AM ISRAEL CHAI!

barbara

  1. Bene, in linea di massima sono contenta di esser venuta a cercare tue nuove, che ho puntualmente trovato.
    Tornerò quanto prima a leggere tutto, ma già mi sembra bello aver verificato che sei rientrata, e non mancherò di approfondire.

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  2. Se hai fatto una sfuriata a Malpensa… dovevi farci un video.
    Almeno: io ti ci ho immaginata!

    Circa come quando qualche ditta cliente comincia a chiedere alla nostra Sas dilazioni di pagamento per i nostri lavori (nel nostro gergo: “marcia Radetzky”).

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    • ? Quando vivo una situazione provvedo a viverla, non a filmarla! Non sono mica una squallida Chiara Ferragni che prostituisce anche i figli fin da quando sono ancora in pancia filmando ogni momento della propria e della loro vita. A parte questo, non ho fatto nessuna sfuriata: prima ho provato a discutere, poi quando ho visto che non era possibile me ne sono andata mandandola affanculo, tutto qui.

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      • Una sfuriata ci sarebbe stata bene, visto cosa hai scritto a posteriori. Filmata o no.
        Nemmeno noi filmiamo le nostre inca77ature quando dei clienti (ditte, mica privati!) ci suonano la Marcia Radetzky: “Pagherò, pagherò, pagherò doman. Pagherò, pagherò, pagherò mai più”.
        Uno ha già chiuso, p.es.

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  3. Spezzerei una lancia per il PS di Malpensa, se posso. Un medico che prescrive un farmaco “su richiesta” ad un paziente mai visto, e senza documentazione, commette un illecito amministrativo, una violazione deontologica ed un azzardo professionale. Infatti capita abbastanza spesso che in ambulatorio si presenti il, o più spesso la paziente che vuole la prescrizione del farmaco di cui ha letto meraviglie su una rivista sfogliata dal parrucchiere, o che le è stato magnificato dall’amica del cuore, o che ha fatto tanto bene allo zio Gianni, o di cui ha sentito parlare in TV. A me capitava perfino in Guardia medica, quando mi stavo pagando gli studi di specialità: e lì capisci che se non vanno dal loro medico in orario di ambulatorio un motivo ci sarà. Certo, non hai l’aspetto del tossico che chiede insistentemente uno sciroppo per la tosse contenente oppiacei, ma metti che chiedi un farmaco cui poi sei allergica e vai in anafilassi: se ti trovano in tasca la ricetta del PS, per quel medico sono grane a non finire.
    Per fortuna le ricette elettroniche non hanno più neppure bisogno di essere stampate, ed il tuo medico di famiglia è pagato proprio per questo.

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    • Senza il tuo smartphone di supporto non avrei avuto alcuna possibilità di farmi mandare le ricette, e senza quei farmaci, molto semplicemente, sarei stata costretta a rinunciare a partire e a tornarmene a casa buttando oltretutto via tutti i soldi già spesi per colpa di una baldracca in preda a delirio di onnipotenza, pagata per fare fronte alle emergenze e che si rifiuta di farlo. Arriva il tossico che simula tosse per farsi prescrivere lo sciroppo agli oppiacei? Un medico degno di questo nome dovrebbe essere in grado di distinguere caso per caso e decidere secondo scienza e coscienza: la troia non lo ha fatto.
      La mia dottoressa, se c’è gente, resta in ambulatorio anche fino alle dieci e mezza di sera SENZA CHE NESSUNO LA PAGHI PER TUTTE LE ORE STRAORDINARIE: non credo sia necessario ricordare a lei che è pagata per lavorare.

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  4. Un mio socio e la sua neo-moglie vanno in luna di miele in Israele, lo hanno scelto perchè hanno trovato i posti in aereo (da Vienna) e perchè lei aveva pensato inizialmente a un altro paese oggi non più così raggiungibile (Russia).
    Hanno solo abbozzato e non hanno quindi un’idea precisa di dove andare e quando, solo che fanno base a Tel Aviv, hanno trovato una buona sistemazione (botta di fondoschiena?). Entrambi parlano inglese, lei anche russo.
    Potresti elencare qualche posto che si deve visitare per dire di aver visitato Israele? Magari anche in che ordine andarci, quale prima e quale dopo.
    Saranno lì dal 27/11 al 12/12.

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    • Impossibile dare consigli, non tutti hanno gli stessi gusti e interessi. Inoltre restando fissi a dormire a Tel Aviv non possono spostarsi tantissimo. Gerusalemme si raggiunge velocemente in treno, ma ovviamente dovranno fare su e giù almeno due o tre giorni se non di più, per poter dire di avere visto qualcosa. Anche Haifa è raggiungiible in treno in poco più di un’ora, lì c’è il tempio Bahai ma ovviamente non so se il genere gli interessi.

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      • A lei penso di sì, so che ha studiato anche storia delle religioni (è lei la laureata).
        Il monte del Tempio è accessibile o è come entrare nella curva della Lazio con la maglia della Roma?
        Masada è troppo distante? Quella so che interessa a tutti e due.
        Ci sono posti tipo parchi naturalistici?
        Sai, hanno dovuto un po’ improvvisare perchè i posti sul volo gli sono capitati per puro popò.
        Com’è la cucina ebraico-israeliana?
        PS: so che leggono anche loro…

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        • Il Monte del Tempio è accessibile eccetto il venerdì e quando ci sono disordini. Fare attenzione a restare a distanza di sicurezza fra marito e moglie e a evitare qualunque minimo contatto se no si vedono piombare addosso la polizia palestinese.
          Masada (suggerisco la lettura del post omonimo sempre nella sezione “in Israele”) è vicino al mar Morto e la visita va rigorosamente abbinata a un bagno nel suddetto, esperienza di vita unica e irrinunciabile.
          Di parco naturalistico c’è Timna (vedi post) nel deserto, appena sopra Eilat (dove c’è anche un bellissimo e ricco acquario), e all’estremo nord, al confine col Libano ci sono le grotte di Rosh Hanikra (vedi). Volendo possono noleggiare una macchina (noi per una piccola abbiamo speso una cinquantina di euro al giorno).
          La cucina è mediorientale, ma anche sefardita, europea, un po’ di tutto perché di ebrei ne sono arrivati da tutto il mondo.
          Attenzione ai mezzi di trasporto: dal venerdì pomeriggio al sabato sera non ce ne sono.
          (Adesso me ne vado a riposare, che sono qua con influenza bronchite un piede che è tutto un ematoma e un’infezione a un occhio, e ho bisogno di andarmi un po’ a riprendere).

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        • Sì, a volte resta latitante per qualche ora, a volte per giorni o settimane o mesi. Al momento è tanto che non ci vado e quindi non so da quanto duri. Sulla vecchia piattaforma ci sono i primi 5 viaggi, dal sesto in poi sono qui e sono visibili.

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      • Sicuramente una delle poche pianificazioni che hanno fatto è quello di andare a Gerusalemme in treno, da fermodellista quale è.
        Non so se circolino ancora e facciano anche quella tratta, a lui piacciono molto quei treni snodati con le testate in gomma, mi pare siano di origine danese, sicuramente vorrebbe viaggiarci su. Per capirci, questi:

        Rimettiti e curati bene.

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  5. Se sei arrivata (o partita) di sera, dalle foto, che volo avevi preso? El Al?
    Il nostro socio e la di lui moglie, ha fatto tutto lei, hanno trovato un Wizz Air da Vienna (e sono piuttosto strettini, quello c’era).

    Ho visto nel primo viaggio un titolo coi gatti: come ti erano capitati? I nostri due amici sono “scoppiati” dei gatti, infatti un’incombenza del nostro socio sloveno, che sta a trecento metri da quella che ora è la loro casa, durante la loro assenza è di cibare i tre felini e sono i tre felini uno dei motivi per cui è lui ad essere andato ad abitare da lei (un altro è la soffitta bella sgombra e abitabile in cui montare il plastico ferroviario: mi ha già detto che se voglio veder correre i miei modellini posso andare da lui).
    Speriamo che in queste due settimane non salti qualche pulsione omicida a qualche personaggio che non sa che l’asciugamano va in bagno e non sulla testa. Rassicura che hanno un appoggio lì, soggiornano da una signora che lei ha conosciuto e che aveva suggerito il viaggio di nozze lì, credo.
    Dove vanno so sicuro solo il Mar Morto e Masada, ma possono spostarsi abbastanza agevolmente perchè la signora che li accompagna ha un’auto. Ah, sì, sono sicuro anche del viaggio a Gerusalemme in treno!

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  6. Ho seguito il loro volo e ho scoperto una cosa sconcertante: FlightAware, un sito che monitora i voli, ha dato quello su cui il mio socio e sua moglie si trovano (Vienna-Tel Aviv di WizzAir)… senza destinazione! Israele gli fa così schifo da nasconderla? L’ha messa a volo concluso. Non penso che il nostro socio e consorte siano così importanti da far nascondere dove stiano andando!
    Flightradar 24, un altro, la dava, invece. Sono atterrati con dieci minuti d’anticipo. 18:58 contro 19:10.
    Dovrebbero uscire e raggiungere la loro guida dopo quanto? Tre quarti d’ora?
    Non so quale programma di escursioni la signora che li ospita abbia fatto per loro ma dovrebbero fare una bella luna di miele.

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    • Di solito per sapere quando atterra un volo si consulta la compagnia aerea. Comunque ci sono molti siti che non nominano Israele perché nominarlo significa riconoscerne automaticamente l’esistenza, altri che ti informano che è atterrato “a Tel Aviv, Palestina”. Capita anche qualche comandante di volo che annuncia gioiosamente “Stiamo per atterrare in Palestina!” oppure “Benvenuti in Palestina”.
      Se è un volo low cost la discesa è lunga perché non c’è il cannocchiale bensì il trasbordo con autobus e ci sono diversi chilometri da percorrere perché l’aeroporto è molto grande. Poi c’è il primo controllo passaporti, poi le lunghe file per arrivare al casottino per il secondo controllo passaporti ed eventuale interrogatorio sui motivi della visita, poi il recupero bagagli e poi si esce. Ci vuole un po’.

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      • Ho visto solo stamattina, hanno scritto che “andavano a nanna” circa a mezzanotte locale, la signora che li ospita li ha trovati subito. Non hanno messo altri dettagli. Sì, uno: che la signora li ha messi nella camera che era stata dei figli attaccando i due letti.
        A Gerusalemme in treno vanno mercoledì.
        Altro non hanno detto, probabilmente oggi visitano Tel Aviv e pianificano con la signora dove andare nei prossimi giorni.
        Chissà se c’è qualche sito che dia le previsioni meteo in Israele (ci sarà di certo, spero sia in inglese).

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