NELL’ESERCITO DI ISRAELE

Dopo i soldati in sedia a rotelle
dana-ofir
dopo i soldati autistici
yael-lapid
dopo i soldati mutilati
IDF
dopo i soldati (ufficiale, per la precisione) cerebrolesi
Jonathan Cohen
dopo i soldati Down
IDF Down
arriva ora anche la soldatessa nana
nana IDF
Nessuno di loro ha l’obbligo di servire nell’esercito, ma a tutti loro è riconosciuto il diritto di farlo, affinché ognuno, se lo desidera, possa avere l’onore e l’orgoglio di dare quanto può (così come all’alba dell’era dei Kibbutzim, mentre le femministe europee e americane combattevano per ottenere gli stessi diritti degli uomini, quelle israeliane combattevano per ottenere gli stessi doveri). Ricordando – come già altrove ho avuto l’occasione di dire – a tutti quelli che “Israele come la Germania nazista”, che nella Germania nazista tutti i protagonisti delle foto qui sopra finivano in gas con l’attiva collaborazione dell’esercito, in Israele vengono accolti nell’esercito con l’attiva collaborazione di tutto il popolo.

barbara

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ED ERA LUI STESSO SPETTACOLO

Spiccava tra questi, ed era lui stesso spettacolo, un vecchio mal vissuto, che, spalancando due occhi affossati e infocati, contraendo le grinze a un sogghigno di compiacenza diabolica, con le mani alzate sopra una canizie vituperosa, agitava in aria un martello, una corda, quattro gran chiodi, con che diceva di volere attaccare il vicario a un battente della sua porta, ammazzato che fosse.
Roger-Waters
Alcune fra le sue principali interpretazioni
r.w. palflag
r.w. pig
roger-waters-fence 1
roger-waters-fence 2
roger-waters-fence 3
e guardate che spettacolo queste due immagini a confronto!
bandiere 1
bandiere 2
Non crediate però che la sua politica si limiti alla pur amatissima Palestina: no no! Il ragazzo ha il cuore grande, ed è capace di guardare anche altrove.

barbara

UN SOTTOFONDO INTERESSANTE

Il video che state per vedere, pubblicato da una rete palestinese, mostra un soldato israeliano colpito sull’elmetto da un cecchino palestinese, sul confine di Gaza. La scena, naturalmente, è stata ripresa dalle vicinanze del cecchino. Ascoltate bene.

Le avete sentite? Voci di bambini. Vicino al cecchino che sta per sparare, ossia là dove, prevedibilmente, arriverà il fuoco di risposta israeliano. Poi chiediamoci perché muoiono i bambini palestinesi.

OGGI PARLIAMO DI COSE SERIE: LE SCIE CHIMICHE

Ma soprattutto andate su youtube e leggete i commenti! Poi strada facendo ho anche appreso che le scie chimiche e le piramidi egiziane sono la stessa cosa (no, non ho approfondito: conosco i miei limiti e sono consapevole di non essere all’altezza  di una materia così complessa). Questa invece è una cosa veramente seria,

parte di questo progetto qui.

barbara

PRESTO PRESTO CHE C’È DA ANDARE A SALVARE I NAUFRAGHI

che se perdiamo anche un solo minuto rischiano di affogare tutti!
naufraghi
Come qui, praticamente.
Ma siccome qui siamo persone serie e non ci piace dare informazioni di parte, tipo quelle che vengono dal nostro orrendissimo ministro dell’Interno e dai sovranisti populisti razzisti fascisti xenofobi islamofobi suoi sodali, vi faccio informare da Al-Jazeera

E poi do la parola a un africano.

Tranquilli comunque, che abbiamo già provveduto alle carrozzine per i poveri piccoli binbi africani che sbarcano da noi.
carrozzina migranti
E concludiamo con una foto seria, che ci sta sempre bene.
shoahgrant
barbara

L’OLOCAUSTO, LA MEMORIA E LA LOBBY EBRAICA

smemoria
Ivan Paone, vice direttore dell’Unione Sarda, 27 gennaio 2019

Buongiorno direttore,
mi è stato inviato da Israele, e più precisamente da Deborah Fait, l’articolo pubblicato oggi scritto dal suo vice Paone.
Vivendo io a Torino non ho l’abitudine di seguire quanto viene pubblicato sul giornale da lei diretto.
Ho quindi voluto entrare nel profilo di Paone su FB e ho trovato la condivisione di quanto le allego.
paone1
paone2
Mi rendo conto che non tutti sono tenuti a conoscere la storia del conflitto che perdura da oltre 100 anni, ma ritengo pure che, prima di scriverne, un giornalista dovrebbe approfondire l’argomento.
Le propongo quindi di organizzare un dibattito pubblico su questo tema al quale sono pronto a partecipare. Sono certo che servirebbe a Ivan Paone e, soprattutto, ai lettori del giornale da lei diretto.
Distinti saluti
Emanuel Segre Amar

L’argomento l’ho approfondito adeguatamente. Del resto uno che ha come idolo Netanyahu si qualifica da solo.
Mi spiace solo che lei abbia problemi di lettura, visto che del mio articolo non ha capito nulla.
Lei chiede un dibattito pubblico? Prontissimo. Mi stupisce però che per criticare me si sia rivolto al direttore. Non aveva il coraggio di scrivermi? Non mangio i bambini e comunque può sempre farsi proteggere dal potente esercito israeliano e da quell’esempio di democrazia rappresentato dal Mossad.
Distinti saluti
Ivan Paone

La sua lettera era finita nello spam, è stato un automatismo di grande precisione visto il contenuto della sua risposta.
Desidero informarla che non ho idoli essendo di fede ebraica, rigorosamente monoteista, non so lei. Quanto ai problemi di lettura, lasci il sarcasmo da ginnasiale e il guappismo anabolizzato a casa con la fionda, sia gentile.
Peccato che un talento come il suo si debba esercitare su un giornale di provincia. Lei merita un pubblico ben più ampio. Se crede possiamo provare a trovarle un posto a Roma, in una sede assai più prestigiosa. Lo dovrebbe sapere che abbiamo molte aderenze.
Distinti saluti a lei
Emanuel Segre Amar

Non dubito che abbiate molte aderenze. A casa mia si chiamano lobby. E non le sopporto, di qualsiasi fede, colore politico siano.
A proposito, confermo le sue difficoltà con la lingua italiana. La parola idoli, nel buon linguaggio corrente, non ha alcuna connotazione religiosa. E il rigorosamente monoteista poteva risparmiarselo. Perché una religione parzialmente monoteista non esiste. Infine, c’è chi usa la fionda e chi il mitra. Legga un po’ i  giornali per capire chi usa una o l’altro. Al contrario, lei non merita alcun palcoscenico,  provinciale o nazionale. Può consolarsi scrivendo sui muri o sui vagoni della metropolitana, a Roma è pratica comune.
Distinti saluti anche a lei.

Curioso che il bacchettatore della lingua italiana altrui sia convinto che il contrario di “rigoroso” sia “parziale”. Per quanto riguarda il merito, evito accuratamente di esprimermi, perché il mio patrimonio lessicale manca di termini adeguati.

barbara

AGGIORNAMENTO

Casa sua non l’ho mai frequentata, la suburra non è esattamente il mio habitat. E’ lei che ha grosse difficoltà con la lingua italiana e sicuramente anche con il greco, visto che “idolo” deriva dal greco “eidolon”, simulacro, e viene usato in senso metaforico nel linguaggio corrente. Naturalmente le è sconosciuta anche quella figura retorica che si chiama metafora e l’uso dell’ironia. Non mi meraviglio, se no non potrebbe scrivere quello che scrive.
Sulla storia delle religioni testimonia ancora di più la sua crassa ignoranza, poiché il monoteismo ha una storia, una evoluzione che culmina con quello rigoroso ebraico. Ma lei che non ha mai letto una pagina di Mircea Eliade o di Joseph Campbell non può saperlo. Scrive infatti per un piccolo giornale di provincia e lì resterà fino alla fine dei suoi giorni che le auguro serenamente lunghi.
Le scritte sui muri della metropolitana di Roma sono bellissime e hanno sicuramente un pubblico molto maggiore rispetto a quello di chi legge lei.
Si diverta.
ESA

La chiudo qua. Lei è uno sbruffone. Non conosce i miei studi né la mia storia e si permette di dare giudizi. Solo perché non sono filo israeliano come lei. Bell’esempio di tolleranza. A proposito di idoli, parlavo del linguaggio comune e in senso metaforico adesso non usiamo questo termine per indicare un dio. Il greco l’ho studiato, al liceo classico (lo stesso dove hanno studiato Segni, Berlinguer e Togliatti) e all’università, dove mi sono laureato con 110 e lode. Le letture? La mia prima in assoluto, da adolescente, è stata Se questo è un uomo di Primo Levi. E ha segnato la mia vita. Poi sono arrivati i sionisti come lei…
Buonanotte.
IP

Non è spettacolare questo trarre gloria dalle personalità che hanno frequentato il suo stesso liceo? E non è formidabile il portare vanto della comune frequentazione con uno dalle mani letteralmente grondanti di sangue? Carino anche il fatto che la sua prima lettura in assoluto l’abbia fatta da adolescente, il che spiega parecchie cose.

LA SEA WATCH, I MINORI E IL DIRITTO DI NAVIGAZIONE

Iniziamo col colpo di genio del nostro brillante politico:
minori
Diamo poi un’occhiata più estesa ai bambini presenti sulla nave (ricordiamo che “minore” significa al di sotto di 14 anni. E non dimentichiamo che questi disgraziati sono in fuga da guerra miseria e fame, quindi sottonutriti, se non denutriti, e dunque con uno sviluppo ridotto rispetto ai coetanei cresciuti in condizioni normali nel nostro ricco Occidente. Per cui un tredicenne può facilmente essere assimilabile a un nostro bambino di nove anni)

Infine qui la docente di diritto di navigazione Elda Turco Bulgherini ci spiega le ragioni per le quali la Sea Watch non sarebbe MAI dovuta arrivare in Italia. Mi sia pertanto permesso di dire che trovo indecente la gioia che alcuni manifestano per il fatto che si è finalmente “trovata una soluzione”: per ogni nave fatta abusivamente arrivare in Italia per la quale si “trova una soluzione”, altre dieci navi verranno fatte abusivamente arrivare in Italia, contando sul fatto che tanto “una soluzione bene o male si troverà”, ossia si perpetrerà un assassinio premeditato della legalità, con conseguente distruzione della nostra società e anche – piccolo effetto collaterale – un nuovo aumento esponenziale delle morti in mare, dato che se partono in massa, non sarà comunque possibile arrivare a tutti. Mentre i trafficanti di carne umana e tutti i loro complici, fiancheggiatori e “utilizzatori finali” (di manodopera schiava, di prostitute, di fornitori – un tantino inconsapevoli – di organi) continueranno ad arricchirsi a dismisura, senza che ciò turbi la coscienza delle anime belle. Se poi vi restano ancora due minuti, vi suggerirei di leggere qualche riflessione qui.

PS: alle ultime elezioni non ho votato Salvini. Alle prossime lo farò.

barbara

E ADESSO RIPETETE TUTTI CON ME

Salvini è cattivo. Salvini è cattivissimo. Salvini è cattivissimerrimo. Salvini è cattivissimerrimissimo. Salvini è una belva sanguinaria che gode nel vedere scorrere il sangue. Salvini è IL MALE fatto persona. Al contrario di noi che siamo tutti buoni.
isazzani
PS: io non l’ho votato. Ma alle prossime elezioni lo farò.

barbara