QUANDO UN CUBANO

entra per la prima volta in un supermercato americano e vede quello che per noi, tutti noi, è normalità quotidiana.

Dai, forza, gridate abbasso il capitalismo infame, inneggiate al comunismo (o socialismo, se preferite chiamarlo così, convinti che nei fatti siano due cose diverse) che porta libertà. giustizia, uguaglianza sociale: su, forza.

Credo che valga poi la pena di leggere questo articolo.

Cuba Libre?

Negli Stati Uniti, “Cuba Libre” significa rum e coca. A Cuba stessa, significa qualcosa di molto più inebriante: libertà. Stiamo vedendo quel grido di libertà ora nelle strade de L’Avana.
I regimi non cedono il potere volentieri, e le proteste popolari potrebbero non fare alcuna differenza. Basta chiedere al regime di Maduro in Venezuela, che ha schiacciato ripetutamente le rivolte. Eppure, le dimostrazioni a Cuba sono abbastanza grandi che l’amministrazione Biden ha finalmente offerto qualche elogio pacato dopo essere rimasta in silenzio per giorni (proprio come fece l’amministrazione Obama quando gli iraniani protestarono contro il regime dei mullah nel 2009).
I manifestanti cubani devono ancora sentire un messaggio inequivocabile di sostegno dalla Squad o da Bernie Sanders, che periodicamente ha tessuto gli elogi alla dittatura di Castro. A Sanders è piaciuto il programma di alfabetizzazione. Ottima osservazione, Bernie. Forse anche alla moglie di Abramo Lincoln era piaciuta l’uscita al teatro.
Anche se il fattore principale che guida le proteste è un desiderio di libertà (e la frustrazione per la mancanza di vaccini COVID-19 a Cuba [? Come mancanza di vaccini? Non ne avevano due pronti fabbricati da loro che intendevano regalare al mondo intero? Dai, c’era scritto su tutti i giornali!]), c’è anche una dimensione economica.
Questa dimensione economica può essere illustrata con un fatto sorprendente: I cubano-americani, con una popolazione di 2,38 milioni, guadagnano più dell’intera isola di Cuba, con 11,3 milioni di persone.
Questo non è perché i cubano-americani siano un gruppo di immigrati particolarmente ricco. Al contrario. Sono al 73° posto, ben dietro gruppi di immigrati come gli americani dall’India o i cinesi. Nonostante il 73° posto tra i gruppi etnici degli Stati Uniti, le famiglie cubano-americane guadagnano più, in totale, di tutte le famiglie cubane messe insieme, perché quelle negli Stati Uniti guadagnano più di otto volte tanto. È una differenza sbalorditiva, ed è successo in una sola vita.
Questo fatto illumina una verità profonda e potente. Mostra come i risultati economici dipendano dai diritti di proprietà, dallo stato di diritto e da altre caratteristiche fondamentali del sistema politico-economico americano. I sistemi competitivi e capitalistici non producono solo risultati migliori; producono risultati molto migliori, vite molto più prospere per i cittadini comuni.
Quanto più prospera? Ecco un’altra piccola illustrazione. In Unione Sovietica, Stalin mostrava al suo popolo il film del 1940 “The Grapes of Wrath“, perché illustrava potentemente la povertà degli americani durante la Grande Depressione. Smise di mostrarlo quando il pubblico notò che anche la povera famiglia Joad aveva un furgone. Un furgone! Nessuno nella gloriosa Unione Sovietica poteva permettersi un furgone. Molte fattorie collettive non potevano permetterselo. Eppure una famiglia povera in America poteva. Brutto messaggio per il nuovo uomo sovietico.
Ma è un buon messaggio da mandare all’ultima generazione di socialisti romantici d’America, compresa la quasi metà della più giovane generazione di elettori che preferisce il socialismo al capitalismo.
Naturalmente, l’estrema sinistra e i successori di Castro danno la colpa dei problemi economici di Cuba all’embargo statunitense. Si sbagliano. Sì, l’embargo ha contribuito, ma il problema fondamentale del paese è un sistema economico che strangola l’iniziativa e le opportunità del suo popolo, insieme alla sua libertà.
Per approfittare delle opportunità economiche intorno a loro, gli imprenditori hanno bisogno di sapere che raccoglieranno la maggior parte dei frutti, non di essere derubati dai cleptocrati al governo. Hanno bisogno di diritti di proprietà sicuri e di un ambiente politico stabile per fare investimenti a lungo termine. Hanno bisogno di limiti alla tassazione e alla corruzione pubblica in modo che tutti i profitti non vengano spogliati dai predatori. Hanno bisogno di un governo che fornisca alcune infrastrutture essenziali, come strade, ponti e porti. Hanno bisogno di poter competere sul mercato, vincere o perdere, e non avere il governo che riserva tutti i premi scintillanti ai suoi sostenitori politici. Hanno bisogno di un regime che non ingombri ogni iniziativa privata con pagine e pagine di regolamenti, che non solo soffocano l’innovazione, ma incoraggiano anche la corruzione, rendendo facile per i politici accattivarsi gli uomini d’affari e dire: “Posso aiutarti ad aggirare queste regole per un piccolo compenso. Meglio ancora, posso scrivere nuove regole solo per te”.
Per quanto banali siano questi punti, in realtà funzionano. Si sono dimostrati più e più volte. Quando i regimi predatori li violano, come fa Cuba da decenni, gli stessi punti diventano ostacoli insormontabili alla prosperità. Anche il popolo cubano lo sa. Meritano la libertà. Meritano un sistema economico che li faccia prosperare. E meritano il pieno sostegno di tutti. (qui)
Newsweek.com

Quanto all’embargo, la questione è molto semplice: se cessa la dittatura, cessa anche l’embargo, ma se cessa l’embargo non cessa di conseguenza la dittatura, che è causa del 90% delle carenze alimentari, sanitarie ecc. ecc. Come sempre, per risolvere il problema bisogna rimuovere la causa, non le conseguenze secondarie della causa.
Poi se hai ancora tempo e voglia, ti manderei a leggere queste vecchie cose.

barbara

LE COSE CHE È POSSIBILE DARE A BERE ALLA GENTE

Quelle che uno legge e dice no non ci credo non è possibile e invece sì, è tutto vero. Ne prendo solo tre, per esemplificare, ma ce n’è un’infinità.

Video su non ricordo quale canale su youtube, di quelli con le schermate scritte che raccontano una storia, e la storia è questa (titolo: “La vendetta di una moglie”). Un uomo dopo vent’anni di matrimonio si innamora di un’altra donna e lascia la moglie. Di lì a un po’ l’amante gli dice che vuole andare a vivere nella splendida villa in cui viveva prima con la moglie e in cui adesso vive lei da sola, e lui intima alla moglie di andarsene. La moglie si rivolge al giudice, ma quest’ultimo dà ragione al marito, il quale le dà tre giorni di tempo per fare fagotto e togliersi dai piedi. E lei questi tre giorni li usa molto molto bene: il primo lo usa per trovare una nuova casa, il secondo per raccogliere tutte le sue cose, caricarle in macchina e portarle nell’altra casa e il terzo per cucinare: cucina chili e chili di gamberetti, dopodiché toglie i pomoli dei bastoni delle tende, in tutti i bastoni infila i gamberetti, rimette i pomoli e se ne va.
Il giorno dopo entrano i due amanti innamorati e felici ma dopo qualche giorno cominciano a sentire un brutto odore, che di giorno in giorno diventa sempre più insopportabile ma non riescono a trovarne la causa. Chiamano una ditta specializzata ma neanche loro riescono a trovare la causa di quel terribile odore. Alla fine si decide a mettere in vendita la villa, ma tutti quelli che vanno a vederla scappano schifati per quel terribile odore, e lui continua ad abbassare sempre più il prezzo fino a farlo diventare proprio irrisorio e allora la compra l’ex moglie, che ripulisce per bene i bastoni delle tende e visse a lungo felice, contenta e vendicata.
Un numero infinito di commenti che dicono che cosa? “Brava!” “Ha fatto bene!” “Così si fa!” “Furba la moglie!” “Ma come si fa a essere così crudeli con una moglie anche se ci si è innamorati di un’altra?” Eccetera. Io ho scritto:
1. Che un marito possa buttare fuori la moglie dalla casa in cui sono vissuti insieme da sposati non esiste.
2. Che un giudice dia ragione al marito in una circostanza come questa non esiste.
3. Anche nell’ipotesi che se ne dovesse andare, i tempi li stabilirebbe il giudice, non certo il marito.
4. Uno sfratto entro un termine di tre giorni non esiste.
5. Chi si inventa che una trova casa in un giorno non ha sicuramente mai cercato casa.
6. Un giorno per mettere insieme le cose acquistate e conservate in vent’anni di matrimonio? E poi imballarle?! E poi anche trasportarle?! E farle stare tutte in un’auto?!
7. I bastoni delle tende non sono cavi.
8. Quando c’è un odore chiunque possieda un naso ne individua la fonte: basta andare verso dove è più forte.
9. I cibi che vanno in putrefazione si disfano, diventano liquidi e colano, imbrattando e impuzzolendo tutto ciò che toccano.
10. Chi ha inventato questa puttanata è un idiota totale.
Beh, nessuno ha cagato il mio commento, e hanno continuato a scrivere “Brava!” “Ha fatto bene!” “Così si fa!” “Furba la moglie!” “Ma come si fa a essere così crudeli con una moglie anche se ci si è innamorati di un’altra?”

Questa storia strappalacrime invece l’ho trovata in un blog. C’è una coppia di fidanzati e lei è cieca. Un giorno lui le dice che c’è un’operazione che le può dare la vista, e lei vi si sottopone. Quando, dopo l’operazione è in grado di vedere, scopre che il fidanzato è cieco e lo lascia, perché di un cieco non sa che farsene e allora lui le dice: “Io comunque ti amerò per sempre. Addio, abbi cura dei miei occhi”. Commenti: ma come si può lasciare uno solo perché è cieco, ma che egoismo, ma come si fa a essere così meschini, ma che ingratitudine, ma in che brutto mondo che viviamo, però stupido anche lui non poteva dargliene uno solo invece che tutti e due, e a ogni commento la titolare del blog rispondeva rincarando la condanna dell’infame donna. Dopo decine e decine di commenti di questo genere sono arrivata io e ho scritto: “Scusate, ma secondo voi gli occhi sono come due calzetti che me li sfilo io e te li infili tu?” Risposta della tizia: “Almeno poteva dargliene uno solo”. E questi sono i casi in cui io mi impunto e non mollo l’osso, e comincio a scrivere e poi riscrivere e poi ripetere e poi ancora ripetere, che di occhi non gliene ha dati né due né uno né mezzo perché la storia è una puttanata non solo inventata, ma che proprio non sta in piedi da nessuna parte, assurda, irrealistica, impossibile. Dopo una mezza dozzina di interventi la titolare dice: “Ma anche se non fosse vera sarebbe comunque istruttiva perché fa riflettere su quando certe persone sono egoiste”. E questo è il momento in cui dal puntiglio passo alla ferocia. Ultimo commento della titolare, dopo che l’ho portata allo sfinimento: Ma sì, l’avevo capito che è inventata, cosa credi, che sia scema?

Il terzo è di nuovo un video su YT in cui si spiega che con tre-quattro teste di aglio al giorno si guarisce (nota: non, eventualmente, si aiuta a prevenire, al massimo si previene, al massimissimo si cura, no: si guarisce) il cancro al cervello, alla gola, all’esofago, allo stomaco, all’intestino, al seno, ai polmoni, al fegato, al pancreas, alla milza, ai reni, alla vescica, all’utero, alle ovaie, alla prostata, alle ossa, alle linfoghiandole (e spero di non avere dimenticato qualcosa). Contenuto dei commenti: sì, ma per l’alito come si fa? Io ho scritto indirizzato agli autori del video “Siete dei criminali, andreste sbattuti in galera”, ma sono rimasta una mosca bianca.

E vogliamo meravigliarci della gente che si beve tutte le puttanate complottiste sui vaccini?

barbara

BIOLOGO MOLECOLARE

“Non me lo sono inventato”, mi è stato detto, “l’ho imparato seguendo due conferenze di un biologo molecolare”. Biologo molecolare come garanzia di qualità, come le vecchie pubblicità, vi ricordate? La stella di Negroni vuol dire qualità, Galbani vuol dire fiducia, Falqui: basta la parola (i confetti per cagare), o come “ha vinto il Nobel per la medicina”: poi magari propaganda l’omeopatia, sproloquia sulla memoria dell’acqua, considera i vaccini al pari di un’arma di distruzione di massa, ma chi sta a badare a questi particolari. Biologo molecolare, dunque. E che cosa ha insegnato cotanto personaggio?  Che il Pfizer è una “terapia genica sperimentale”. Ora, io credo che anche l’ultimo imbecille, e mettiamoci pure anche analfabeta, sappia che la terapia è una roba che si fa a uno che è malato per guarirlo e il vaccino è una roba che si fa a uno che non è ancora ammalato per impedire che si ammali. Quindi uno che afferma che un vaccino è una terapia – e stendiamo un velo, anzi meglio un tendone da circo, pietoso su “genica” e un altro su “sperimentale” – o è al di sotto dell’ultimo imbecille analfabeta, o è pagato per sparare una simile bestialità, tertium non datur. Di guardare i video delle conferenze mi sono rifiutata, esattamente come mi rifiuterei di guardare una conferenza di qualcuno che, spacciandosi per professore di matematica, raccontasse che 2+2 fa 22. Quello che sconvolge è che ci sia invece un sacco di gente che si beve simili montagne di puttanate come acqua fresca in un giorno d’estate – persone non solo con un grado di istruzione elevato, ma anche con formazione tecnico-scientifica, persone che sia per attitudine personale che per formazione dovrebbero essere abituale a usare la logica, a porsi domande su ciò che hanno davanti, e qui di domande ne basterebbe una sola: il Pfizer lo stanno sistematicamente inoculando alle persone malate evitando altrettanto sistematicamente quelle sane? Non sembrerebbe poi così difficile, no?  Invece niente, non ci arrivano, non ce la fanno, sono talmente persi nel loro delirio da non essere più raggiungibili, da non riuscire più a vedere e concepire nient’altro. E se ti rifiuti di guardare il video rivelatore ti prendi dell’arrogante saccente con la verità rivelata in tasca.

E con questo credete di averle viste tutte sui deliri vaccinofobi?

Beh, vi sbagliate: non avete ancora visto niente: state a sentire questa.

Strano… i presidenti di 3 dei 5 paesi che non vaccinano, sono morti in 4 mesi….

3 su 4, i fatti sono testardi…
Solo 5 paesi, tra i 194 Stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), non hanno ancora lanciato una campagna di vaccinazione. Togliamo la Corea del Nord per la difficoltà di accedervi, restano:
il Burundi,
Eritrea,
Haiti e
La Tanzania.
17 marzo: morte improvvisa (infarto) del presidente della Tanzania , John Magufuli, coronascettico ufficiale secondo la stampa mainstream [“coronascettico ufficiale secondo la stampa mainstream” vorrebbe dire che in realtà non lo sarebbe stato, il che fa un po’ a pugni col fatto che si è sempre rifiutato di introdurre in Tanzania una campagna vaccinale. In ogni caso, morto di infarto, effettivamente, lo è davvero “secondo le fonti ufficiali”: in realtà già la settimana prima si vociferava da più parti che fosse malato di covid].
8 giugno: morte improvvisa (infarto) del presidente del  Burundi, Pierre Nkurunziza, ferocemente contrario alla vaccinazione secondo la stampa mainstream. [faceva vaccinare o no?]
7 luglio: assassinio del presidente di  Haiti , Jovenel Moïse: (circolare non c’è niente da vedere – louyehi), niente a che vedere con il fatto che il paese non è vaccinato, ha subito affermato la stampa ufficiale.
Alice roy
Strano… i presidenti di 3 paesi su 5 che non si vaccinano sono morti in 4 mesi….

(Fonte: Resistenza repubblicana) (qui, traduzione mia)

Capito? Se muore una persona contraria ai vaccini è chiaro che è stato assassinato. Poi venitemi a dire che non è vero che hanno il baco nel cervello. Ma i fatti sono testardi, ricordiamocelo…
La cosa forse più sconvolgente di tutte però l’ho vista in un video postato su FB. Diceva “Cinque minuti per salvare la vita ai vostri bambini”; il video dura appunto cinque minuti, durante i quali decine e decine di medici o sedicenti tali in tono accorato, quasi con le lacrime agli occhi, supplicano lo spettatore di non vaccinare i propri bambini perché facendolo li condannerebbe a morte.

E poi, fresca fresca, ci sarebbe questa cosa qui.

Infermiera no vax muore di Coronavirus. Su Facebook scriveva: «Non fate il vaccino, è un esperimento sociale»

Olivia Guidry, un’infermiera no-vax dell’ospedele Ochsner Lafayette General (Louisiana) è morta a soli 21 anni per complicazioni da coronavirus. La morte della ragazza è avvenuta sabato 11 luglio, dopo una serie di giorni in cui era ricoverata nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale.
La notizia è stata riportata sui media locali e sui social di amici e colleghi che, rattristati, hanno scritto post consolatori per la ragazza.
La Guidry stava seguendo corsi di medicina alla LSU Eunice e sperava di andare alla scuola di medicina. Secondo quanto riporta un post sui social di sua sorella, Brittany Smith, all’inizio di luglio a Olivia era stato diagnosticato il virus, per cui ha avuto febbre alta e una crisi respiratoria.
Nonostante lavorasse nella sanità e conoscesse la gravità del virus, Olivia credeva che i vaccini in qualche modo alterassero il DNA umano «al livello molecolare» e che fossero «pericolosi» e falsi.
«Siamo un esperimento sociale diretto» scriveva su Twitter ma dopo quel tweet era stato cancellato. E ancora su Fb «Il vaccino? Non farlo. Non è sicuro. Sono l’unica a pensare che stiano cercando di vedere quanto possono controllarci???» scriveva in un post dell’11 luglio 2020.

Ventun anni. Ebbene sì: i fatti sono testardi, non c’è niente da fare.
POST SCRIPTUM: l’altro giorno ho detto al mio anestesista che quelli che mi vengono a parlare del pericolo della variante delta li mando affanculo. Mi ha risposto: “anch’io”.

barbara

SEMPLICE, CHIARO, CONCRETO

Luisa Piva

Dottoressa,
Cosa ne pensa del vaccino?
Partiamo de 3 presupposti essenziali che motiveranno le parole che seguono:
1. Sono una donna di scienza. Laureata in Biologia Molecolare. Tecnico specialista in Genetica Medica. Esperienza di 5 anni in laboratorio di ricerca e 10 anni seguenti come attività ambulatoriale di consulente nutrizionale.

2. Prima di parlare mi informo. Parlo solo di ciò che conosco. Per tutto il resto mi affido a chi ne sa di più (se la caldaia va in blocco chiamo idraulico e non sto lì a polemizzare su come abbia cambiato il tubo; se non ci vedo vado dall’oculista e non contratto sul numero di diottrie che mi mancano).

3. Sono talmente stufa di questa situazione che mi farei iniettare pure l’arsenico e in entrambe le braccia.

Tento ora di spiegare la mia visione che va letta gentilmente senza seguito di polemiche sterili o insulti che non avrei tempo di leggere e rischierei di essere maleducata e non rispondervi.
Step by step:

Mi dicono:

1. L’hanno creato troppo in fretta e quindi non sufficientemente sperimentato.
Io:
“E grazie a Dio!!! Volevate davvero tirarla ancora per le lunghe?!
Non è stato poco sperimentato; è stato sperimentato in tempi più brevi del solito perché tutti gli sforzi (e money) del mondo sono stati concentrati li.
Ogni fase OBBLIGATORIA dei Trail clinici è stata fatta, monitorata da FDA ed EMA.

2. “Non si sa nulla a proposito”
Io:
Cazzate! I dati sono pubblici … ma, magari, prima dovreste giusto prendervi una laurea (5 anni biologia o 6 anni medicina) per capirne qualcosa!
Ci riaggiorniamo dopo quel tempo (se vi laureate in corso). Ps. Vi avverto sono scritti in l’inglese scientifico … it’s not so easy

3. “I vaccini con l’RNA messaggero (Pfizer e Moderna) possono modificare il nostro DNA”
Io:
A parte che se mi aggiungessero 5 cm in altezza e togliessero l’alluce valgo sarei felice della modificazione genetica (ma questi sono dettagli personali)..Per il resto parliamone.
Qui torniamo a un piccolo deficit di preparazione scientifica.
Da Biologo Molecolare e tecnico di genetica medica, mi permetto per un attimo di esibire quel che conosco giusto quel pelo in più dell’Italiano medio senza formazione scientifica!
Semplificando:
L’mRNA deve il suo nome (messaggero) perché ha il compito di trasferire le informazioni del DNA per la produzione delle proteine.
L’mRNA ha una vita molto breve: una volta tradotto il suo messaggio viene degradato e non rimane in giro a combinare casini o chissà cosa voi immaginiate!
Dire che l’mRNA può modificare il DNA è come pressapoco dire che dal dado vegetale potete riavere carota sedano e cipolla utilizzati per farlo.

4. “È pericoloso”
Io:
Ecco. Qui possiamo in effetti discutere. Possiamo dire che il vaccino sia a rischio zero?
Ovviamente no. Una qualsiasi sostanza introdotta nel nostro organismo può scatenare effetti imprevedibili tra i quali anche negativi.
Chi di voi non ha mai letto il famoso bugiardino di un farmaco?
Una sfilza infinita di effetti collaterali tra cui talvolta viene indicata pure la morte.
Il vaccino è un farmaco e come tale.. ebbene si, può avere degli effetti collaterali.
Anche la morte? Sì: qualche caso su milione.
Molto meno di tanti farmaci che vi buttate giù a cuor leggero per ogni più minimo mal di testa, movimento di pancia o la più piccola unghia incarnita.
Si calcola rapporto rischio/beneficio.
La copertura della maggior parte dei vaccini per Covid-19 è superiore al 90%. Direi che nel rapporto stravince il beneficio (se pensi che puoi salvare la vita a tuo padre raggiunge il 110% come l’ecobonus).

5. “Magari non ora, ma potrebbe avere effetti negativi a lungo termine”
Io:
Sì. Tipo farci uscire da questa pandemia.
E poi: vi siete mai chiesti gli effetti a lungo termine della statina che prendete da anni per abbassare il colesterolo? O del protettore gastrico per il vostro reflusso?
No? Beh.. forse dovresti iniziare a farvi queste domande (Ps. per ipercolesterolemia e reflusso gastroesofageo consiglio una dieta adatta. Se avete bisogno di un nutrizionista ne conosco una brava).

6. “Io ho paura”
Io:
A questo rispondo che ti credo e capisco.
In questi mesi hanno solo diffuso disinformazione e creato confusione!
titoloni con “signora esce dal centro vaccinale e muore”.. e poi vai a leggere che l’aveva presa sotto un camion. Ovviamente la maggior parte delle persone si era fermata al titolo senza leggere articolo intero.
Io mi sono vaccinata sia chiaro: non perché imposto ma perché lo desideravo. E l’ho fatto col sorriso e consapevolezza. In mia coscienza era l’unica soluzione.
Qualcuno però è davvero stato male o addirittura è morto in seguito alla somministrazione. Sì “qualcuno”: POCHISSIMI casi!
Solitamente un tipo specifico di farmaco non viene certo somministrato in contemporanea a milioni di persone in tutto il mondo, giusto? È chiaro che sentire di qualche caso uno dopo l’altro a distanza di pochi giorni fa sembrare alto il tasso di rischio: ma in una situazione normale quei casi sarebbero stati spalmati in anni e voi non ne avrete mai saputo nulla!!
Il rischio zero non esiste per un farmaco.. anzi, amici mie: non esiste in nessun ambito nella vita!
Ma sappiamo che il rischio per questi vaccini è bassissimo.
Abbiate più timore di attraversare la strada a piedi, credete a me!

7. “ io aspetto che si vaccinino gli altri per monitorare gli effetti a lungo termine”
Io:
A parte che w l’altruismo e lo spirito di comunità.
ma.. effetti a lungo termine?
Intendete tipo gli effetti portati del vaccino anti-poliomelite ? Malattia che ha fatto morti e lasciato milioni di invalidi e completamente debellata proprio grazie al vaccino?
Vi siete chiesti gli effetti a lungo termine del virus COVID-19 ?
Non è una semplice influenza: no, non lo è.
E ancora non si sa di che intensità e per quanto possano perdurare le conseguenze neurologiche e respiratorie. Credetemi è un virus subdolo.
La libertà è fondamentale e ognuno sia libero di scegliere. Ma siate consapevoli e non bandiere al vento della disinformazione.
Buon vaccino a tutti!

Ho scelto di postare questo pezzo perché l’autrice è una biologa molecolare. No, non penso che i biologi molecolari siano più attendibili di biologi non molecolari, medici, virologi, epidemiologi, infettivologi e chi più ne ha più ne metta. Anzi, a dirla tutta, non ho neppure idea, ma proprio la minima idea, di che cosa sia esattamente un biologo molecolare. Il motivo per cui l’ho scelta è un altro, e ve lo spiego nel prossimo post, perché non voglio caricare troppo. In compenso vi lascio con una domanda: attenti che è molto molto difficile. Leggiamo che i nuovi positivi con la variante delta sono soprattutto i giovani. Ecco, la domanda è: quale potrà mai essere la differenza fra i vecchi e i giovani, che rende i giovani più facili a contagiarsi? Pensateci bene perché, come vi ho avvertito, è una domanda molto molto difficile.
Un’ultima cosa. In questo momento i pazienti covid occupano l’1,75% delle terapie intensive e lo 0,95% dei reparti ordinari. Il sottosegretario Sileri ha annunciato:
per ora nessun ritorno alle zone gialle”. Prepariamoci al peggio.

barbara

LE CURIOSE IDEE DEL SIGNOR GOOGLE SULLE DONNE

Le immagini presenti nelle varie categorie indagate le ho accuratamente contate, così come ho accuratamente contato le diverse tipologie. Non mi è possibile pubblicarle con le corrette percentuali, altrimenti dovrei pubblicarne centinaia, ma ho cercato di darne almeno un’idea. E dunque cominciamo.

Happy asian woman

Da questa ricerca emerge che il 98% delle donne asiatiche sono in grado di essere felici da sole, mentre il 2% per essere felici hanno bisogno di accoppiarsi, con un nero per la precisione.

Happy black woman

Da questa ricerca emerge che il 97% delle donne nere sono in grado di essere felici da sole, il 2% è felice accoppiandosi con un nero, poi sembrerebbe esserci un 1% di donne nere felici con un uomo bianco, ma in realtà si tratta della pubblicità di un sito per accoppiamenti interrazziali (? Ma non ci avevano detto che le razze non esistono? Boh).

Happy white woman

E qui viene il bello.

(certo che poverina… sembra perfino finta)

Solo il 18% delle donne bianche sono capaci di essere felici da sole, mentre l’80% ha bisogno del negro e un misero 2% riesce a essere felice accoppiandosi con un bianco. Non so, vedete un po’ voi. Certo che sto signor Google ne deve avere di problemi.

barbara

LA GUERRA È PACE, LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ, L’IGNORANZA È FORZA

E il razzismo più becero è antirazzismo.

L’America in rivolta perché a scuola i Dem dividono i bambini in base alla razza

L’America è in rivolta per la “teoria critica della razza” nelle scuole pubbliche. Una oscura ideologia accademica formulata negli anni Settanta, spiega il Wall Street Journal, è oggi al centro del dibattito politico. I legislatori della California e dei distretti scolastici di Washington e dell’Oregon l’hanno introdotta nel curriculum; i legislatori del Texas, dell’Idaho, dell’Oklahoma e, più recentemente, della Florida, hanno vietato agli insegnanti di promuovere in classe la teoria critica della razza. 
Cosa sia lo spiega su Usa Today il ricercatore che segue questo filone da un anno, Christopher Rufo del Manhattan Institute. “La teoria della razza critica è una disciplina accademica che afferma che gli Stati Uniti sono stati fondati sul razzismo, sull’oppressione e sulla supremazia bianca e che queste forze sono ancora alla radice della nostra società. Riformula la vecchia dialettica marxista di oppressore e oppresso, sostituendo le categorie di classe di borghesia e proletariato con le categorie di bianco e nero. Ma la conclusione fondamentale è la stessa: per liberare l’uomo, la società deve essere trasformata attraverso la rivoluzione morale, economica e politica”. 
Una forma di “marxismo basato sulla razza”, scrive Rufo, che fa molti esempi della sua penetrazione. A Cupertino, in California, una scuola ha costretto i ragazzi di terza elementare a decostruire le loro identità razziali e sessuali e classificarsi in base al loro “potere e privilegio”. A Springfield, nel Missouri, una scuola media ha costretto gli insegnanti a collocarsi su una “matrice di oppressione”. “Maschi, cristiani, etero di lingua inglese sono i più grandi oppressori”. A Filadelfia, una scuola ha costretto gli alunni di quinta elementare a celebrare il Black Communism e simulare un raduno del Black Power. A New York, un preside di una scuola pubblica ha inviato ai genitori materiale sostenendo la completa “abolizione dei bianchi”. A Portland, in Oregon, gli studenti sono istruiti sulla giustizia razziale in termini di “rivoluzione e/o resistenza”. In pratica, scrive Rufo, la teoria critica della razza nelle scuole è una forma di razzismo approvato dallo stato. 
La Stanford University ha obbligato i dipendenti a partecipare a “gruppi di affinità” basati sulla razza per riflettere sui propri pregiudizi. Due ebrei hanno denunciato la Commissione sulle pari opportunità per essere stati costretti a partecipare al gruppo dei bianchi, i quali hanno dovuto discutere il loro “privilegio razziale in quanto bianchi” e le “responsabilità dei bianchi”. Rufo ha anche diffuso i documenti relativi alle “sessioni di formazione” imposti dalla città di Seattle: dipendenti comunali e comuni cittadini vengono invitati a elaborare i loro white feelings, sentimenti di “tristezza, vergogna, paralisi, confusione, negazione”. 
“Se insegniamo che in qualche modo la fondazione degli Stati Uniti d’America era in qualche modo imperfetta, era corrotta, era razzista, è davvero pericoloso”, ha detto l’ex segretario di Stato Mike Pompeo a “The Cats Roundtable”. “Colpisce le… fondamenta stesse del nostro Paese. Si chiama teoria critica della razza, ma alla fine stanno attaccando le intese centrali che abbiamo condiviso insieme per 245 anni e tentano di dividere il Paese”. “Non dovrebbe essere difficile capire che risolvere il vecchio razzismo con un nuovo razzismo produrrà solo più razzismo” scrive anche Bret Stephens sul New York Times
Ma voci di rivolta contro questa ideologia arrivano anche dal mondo afroamericano. “I democratici lavorano notte e giorno per mantenere in buona salute l’ideologia della razza”. Lo scrive Barrington Martin II su Newsweek, che definisce la teoria critica della razza “un enorme business e fornisce un importante capitale politico ai democratici che desiderano far credere ai neri americani che il razzismo è onnipresente”. È in nome della teoria critica della razza che “stanno indottrinando questa generazione, invitando i nostri figli a guardarsi per il colore della pelle”. 
E non se ne esce. Come dice il ricercatore James Lindsay, uno dei principali critici di questa teoria: “Noti la razza? E’ perché sei razzista. Non la noti? E’ perché sei privilegiato, quindi razzista”. Nel dubbio non resta che inginocchiarsi.
Giulio Meotti

Sapevamo con certezza che con Biden, ossia il quadrumvirato (anche se in realtà sarebbe un triginato + un monovirato) Obama-Harris-Pelosi-Clinton alla Casa Bianca sarebbe iniziato un disastro planetario, sia per la pace mondiale che per la pace sociale interna, ma difficilmente si poteva immaginare che il disastro sarebbe stato di proporzioni così immani e di così rapida attuazione. Chi è credente preghi, chi non lo è si inventi qualche scongiuro o formula magica, perché il prossimo futuro lo vedo proprio nero nero, e non so se e fino a che punto sarà reversibile.

barbara

FINALMENTE ZAN SCOPRE LE CARTE

e svela il vero motivo della sua immonda legge:

Qui l’articolo

Chi ha figli piccoli tremi, che se la  legge passa non avrà più modo di proteggerli.

Quanto al tizio imbrattato che vorrebbe improvvisarsi politico, ignorando evidentemente che per fare il politico – anche un qualsiasi politico di merda, non solo un Cavour o un Churchill – bisogna sapere delle cose, bisogna informarsi, bisogna studiare, e avere qualche dote naturale, altrimenti si fanno delle figure di merda, quanto a quel tizio dicevo, vi inviterei a leggere questo e questo.

barbara

LA VARIANTE DELTA

Covid, in Israele i contagi risalgono

Record di contagi in Israele: ieri 501, il numero più alto da marzo. La variante Delta è la causa del 90% dei nuovi focolai nel Paese con il più alto tasso di immunizzazione al mondo (65% della popolazione). L’indice R è salito a 1.43, così come il tasso di positività allo 0,7%. Da inizio luglio, sono stati diagnosticati 2.024 positivi: a giugno erano 2.389. A fronte di questi dati preoccupanti, non vi è stato nessun decesso da Covid nelle ultime due settimane, né si registra un conseguente aumento delle ospedalizzazioni.

Secondo gli esperti, questo è il dato significativo a cui guardare, che avvicina il Paese alla condizione di «imparare a convivere con il Covid», grazie alla campagna vaccinale avanzata. Dati preliminari rilasciati dal ministero della Salute lunedì — che dovranno essere confermati da un’ampia indagine in corso — indicano che l’efficacia del siero* Pfizer di fronte alla mutazione indiana cala del 30% rispetto a quanto sperimentato con la variante inglese.
Sharon Nizza, La Repubblica.

Vale a dire che i positivi non sono ammalati, o almeno non in forma abbastanza grave da dover essere ricoverati. Quindi per favore finitela di frignare sui vaccini che non proteggerebbero e sulla fine del mondo prossima ventura.
Concludo con una sua domanda particolarmente pertinente:

Non essere vaccinati quanto è efficace sulla variante Delta?

*Vabbè, nessuno è perfetto. Ritengo comunque doveroso ricordare che il Pfizer è un vaccino, NON un siero.

barbara

ADESSO BASTA!

È arrivato il momento di dichiarare guerra all’infame patriarcato maschilista misogino fallocentrico fallocratico prevaricatore!

Si auto-dichiara donna e entra (nudo) nell’area femminile

Banali controindicazioni dell’auto-dichiararsi uomo o donna, checché ne dica natura. La scorsa settimana alla Wi Spa di Los Angeles è scoppiato un patatrac dai risvolti preoccupanti. Un uomo trans, ancora in possesso di tutti gli organi genitali maschili, ha chiesto (e ottenuto) dalla direzione del centro benessere di entrare nella sezione femminile completamente nudo. Con tutte le sue grazie in bella vista. Alla vista del pene, alcune delle donne presenti si sono giustamente alterare: che ci sta a fare “lui” qui? Facile: si è auto-dichiarato donna, dunque per la legge californiana ha il “diritto” di girare pene al vento di fronte a signore, donne e bambine.

A woman confronted the staff at the Wi Spa in Los Angeles after a man walked into the women’s section with his genitals hanging out in front of girls. He identified as a “woman.” The employees said he had a right to do that. The employees say that it’s the law.

Part 1 pic.twitter.com/m1VbU0WU6A

— Ian Miles Cheong @ stillgray.substack.com (@stillgray) June 27, 2021

Nel lungo alterco con l’impiegata (qui sopra il video diffuso sui social), la donna esprime concetti banali, forse in modo un po’ colorito, ma chiari. Ovvero: se me ne sto tranquilla in una sezione femminile della Spa, non mi interessa “l’orientamento sessuale” di chi entra, perché “io vedo un pene“. Ed è ciò che conta. Quella cosa lì “mi fa capire che è un uomo”, anche se si dichiara signorina. Concetto elementare, ma di questi tempi mai così rivoluzionario. “Quindi Wi Spa è d’accordo che gli uomini che dicono solo di essere una donna possono andare nella sezione femminile con il loro pene? – si chiede la signora – È questo che sta dicendo?”. E a un altro cliente, che cercava di convincerla che l’interessato è un “transgender” e dunque può andare dove meglio crede, replica: “Sono una donna. Ho il diritto di sentirmi a mio agio senza che un uomo si esponga”. Chapeau.

Nelle scorse ore, di fronte alla struttura si sono verificati scontri tra sostenitori Lgbt e tifosi della diversità di genere. La faccenda infiamma le polemiche. Wi Spa, sentita dal Los Angeles Magazine, ha difeso la sua decisione: “Come molte altre aree metropolitane, Los Angeles contiene una popolazione transgender, alcuni dei quali amano visitare una spa” e “Wi Spa si impegna a soddisfare le esigenze di tutti i suoi clienti”. Più perbenisti e soldatini arcobaleno di così, si muore.

La vicenda può apparire di poco conto, forse lontana nello spazio. Eppure quanto successo in California riguarda anche l’Italia. Nel ddl Zan, se mai verrà approvato, si riconosce l’identità di genere percepita, ovvero il diritto di ognuno di sentirsi oggi maschietto e domani femminuccia a prescindere dal sesso biologico. E dunque, se ne deduce, di introdursi nel bagno (o nella Spa) delle signore anche se si è nati gentleman. Ricordate quanto successo in Messico, dove alcuni candidati si sono auto-proclamati donne per ottenere le quote rosa? In fondo la scenetta della Wi Spa di Los Angeles è qualcosa di simile, forse ancora più grave. Perché nello stabilimento termale c’erano anche ragazzine e bambine minorenni. Che hanno dovuto subire il “pene” del transessuale entrato nudo nel loro spazio. (qui)

Ricapitolando: la Spa “si impegna a soddisfare le esigenze di tutti i suoi clienti” tranne che delle donne. Qualunque uomo ha il diritto di percepirsi donna ma una donna non ha il diritto di percepire un uomo quando si vede davanti un cazzo (la cliente del video a volte dice pene, ma diverse volte dice proprio “dick”, cazzo). Uno stupratore ha il diritto di dichiararsi donna in modo che, tanto per cominciare, il reato passa automaticamente da stupro al più mite violenza, perché è chiaro che una donna può commettere qualunque violenza ma non stuprare, e poco importa che lo strumento dello  stupro sia il cazzo e l’individuo in questione lo possieda  e lo abbia usato per stuprare; inoltre ha il diritto di essere detenuto in un carcere femminile, in cella con donne sulle quali continuare a esercitare il suo sport preferito. A fronte di tutto questo una donna che si trovi in carcere non ha il diritto di essere tutelata nei confronti dello stupro al quale, al contrario, viene intenzionalmente esposta. E vogliamo parlare delle cosiddette quote rosa? Che personalmente ho sempre considerato una mastodontica porcata (se mi si vota, se mi si assume, se mi si nomina, voglio che sia perché sono brava, non perché ho le palle in alto invece che in basso); sta di fatto che ci sono, e qualunque mezza calzetta che non ha i numeri per farsi votare-assumere- nominare non deve fare altro che dichiarare di percepirsi donna e ha il posto garantito, estromettendone le donne. E vogliamo parlare dello sport, in cui qualunque schiappa può portarsi a casa coppe medaglie soldi fama, e in America anche sostanziose borse di studio nelle migliori università (e avere programmi di studio ed esami all’acqua di rose in grazia dei successi sportivi, ossia laurearsi anche se perfino nello studio, oltre che nello sport, sono delle mezze seghe), il tutto con una banale dichiarazionicina e continuando tranquillamente a trombarsi femmine a gogò?
Che cos’ha tutto questo di diverso dall’antico “becero veteromaschilismo” contro cui hanno combattuto le femministe storiche? Che cos’ha di diverso dall’antica misoginia? Dalla sottomissione della donna d’altri tempi? Dal famigerato patriarcato? Dal sistema fallocentrico e fallocratico prevaricagtore con cui gli uomini si sono da sempre assicurati il dominio sulle donne? E questo lo volete chiamare progressismo? Lo volete chiamare apertura? Lo volete imposto per legge come nella sharia? Ma andate a cagare tutti quanti, e quando avete finito di cagare prendete una corda e impiccatevi.

PS: se poi la “donna” si presenta così…

E occhio che prossimamente su questi schermi

con annesso pasto finale “con” i concorrenti.

barbara