RIMPIANTO, NOSTALGIA, VOGLIA IMMENSA DI TORNARE A ESSERE ANIMALI SOCIALI

E quei sorrisi durante l’abbraccio, che scaldano l’anima a chi guarda e hanno straordinari effetti terapeutici su chi lo fa. Io comunque gli amici, almeno quelli, li ho sempre abbracciati, e ci provassero a impedirmelo! Ma gli abbracci tra sconosciuti, il calore dato e ricevuto, e il sorriso che nasce subito spontaneo, o un abbraccio così,

senza alcun particolare motivo, seguendo un impulso del momento, talmente bello che un fotografo professionista mandato a illustrare le bellezze di Israele ha ritenuto di immortalare, e il giornale responsabile di pubblicare. Quanto mi manca tutto questo.

barbara

COSE SPARSE E ANCHE UN PO’ SPARPAGLIATE

Il mare, tanto per cominciare, che per me rappresenta sempre e comunque il sublime assoluto, il paradiso in terra, l’estasi senza tormento. E tanto più quando è capace di offrire panorami stupendi come questi (no, non sono storte le foto: è storto il mare. Giuro)







E poi dormire con la finestra aperta e mangiare, colazione pranzo e cena, sulla terrazza, in una stagione in cui qui chi ha una stufa ha già cominciato ad accenderla. E le decine di salutari chilometri macinati pur con la mia zampa fracassata. E una bellissima siciliana sul metro e ottanta o qualcosa di più, capelli biondi e occhi verde-azzurri, capitano di lungo corso. E trovare il coraggio – e abbandonarmi alla gioia – di cantare in coro, dimenticando di essere stonata. E una bimba in lacrime che si lascia coccolare e consolare. E nottate alcolico-musical-

meditative.

E gli interminabili, caldissimi abbracci con persone fino al giorno prima sconosciute. E l’esperienza mistico-carnale di una voce angelica che si leva tra le volte del mikvè facendo vibrare ogni cellula del corpo e dell’anima e scoppiare infine in un incontenibile dolcissimo pianto. E…

barbara