LA PIÙ BELLA RISPOSTA DI TUTTI I TEMPI

– Tu, in quanto non vedente…
– No per favore. Voi giocate a mosca non vedente? Vi fidate nonvedentemente di qualcuno? Io sono cieco.

E dopo le ridicole acrobazie verbali politicamente corrette, un po’ di sane acrobazie fisiche artisticamente corrette.

barbara

IL DELIRIO PIANETOCENTRICO

Pronto a sacrificare l’intera umanità sull’altare di un ammasso di minerali.

“L’oscurantismo degli omini verdi minaccia l’Occidente”

Intervista al filosofo Yves Roucaute, autore di un gran libro sull’estremismo ambientalista. “Quando il ministero per la Promozione delle Virtù Ecologiche e la Repressione del Vizio?”                              

“L’Europa dovrebbe creare una giornata commemorativa per le vittime del cambiamento climatico”, ha chiesto il capo del Green Deal dell’UE Frans Timmermans. Il clima “ultima religione occidentale” come spiega nel suo nuovo libro il filosofo tedesco Peter Sloterdijk. Si intitola L’oscurantismo verde il nuovo libro del filosofo francese Yves Roucaurte. Ne ha parlato Le Figaro e Roucaurte è qui a colloquio con me. Mostra che l’imperatore verde è nudo e spero che un editore italiano lo porti all’attenzione della nostra opinione pubblica da anni maltrattata dal pensiero unico. C’è bisogno di voci libere…

Nel libro sviscera in 63 brevi capitoli le fantasie dell’ecologia ideologica e dimostra cos’è la religione oscurantista verde e come ci siamo arrivati.

All’oscurantismo verde, al suo processo inquisitorio contro l’umanità e al suo culto animistico del pianeta, mi oppongo con le scienze, la storia del pianeta e la verità della condizione umana. Era necessario difendere un’ecologia che mette al centro l’umanità. Tutto ha avuto inizio con la sconfitta del pensiero. Di fronte all’ondata ideologica che ha portato al culto oscurantista del pianeta, il campo della libertà e dell’Illuminismo ha perso la battaglia delle idee. Ha consentito a un’armata di demagoghi di sfruttare il vuoto spirituale dopo la caduta del muro di Berlino per stabilire il suo dominio sulle menti più fragili. Ha imposto il mito di una Madre Terra benevola di cui sarebbero i sacerdoti e che sarebbe necessario salvare da un’umanità ridotta a essere un sottosistema del pianeta, colpevole di distruggerlo per aver accettato un ‘modello occidentale’ di sviluppo basato sul liberalismo, l’antropocentrismo e l’individualismo. Abbiamo così potuto veder convergere le coorti dei nemici delle democrazie liberali, dai Verdi della cosiddetta ecologia ‘profonda’ agli ex marxisti riciclati in ecologia, circondati da pochi cosiddetti studiosi ideologizzati, come già sapevano i marxisti fare ieri, vendere l’odio degli Antichi e l’odio per le società basate sulla libertà. Hanno inventato un pianeta che brucia e di inondazioni o cicloni, malattie e così via, mali di cui l’umanità sarebbe responsabile, al punto da attribuirle la schiavitù di ieri e il presunto aumento della miseria sociale oggi. Alla fine, intorno agli altari sacrificali dove stanno le pire degli amici dei Lumi, abbiamo la sconfitta del pensiero, la debacle politica e la depressione morale. Una depressione che colpisce i giovani, che credono nell’apocalisse in arrivo e che denunciano le generazioni precedenti. Questa nuova religiosità non solo crea una situazione di odio generale tra gli esseri umani che vivrebbero secondo virtù ecologica e gli altri, e che è essenzialmente totalitaria. Poiché l’umanità si è trasformata in un sottosistema del pianeta, non c’è una parte della nostra vita che non possa essere controllata dallo stato ecologico salvifico e dai comitati di salvezza verde che affermano di parlare in nome del pianeta con cui avrebbero una connessione wifi, come l’illuminata Greta Thunberg. Invece di mettere al centro delle nostre città la libertà e l’amore per l’umanità, questa religiosità ci ordina di metterci il pianeta

In Europa vengono denunciati i comportamenti ecologicamente scorretti…

Dagli idrocarburi all’albero di Natale, dal foie gras all’auto, l’inquisizione colpisce ovunque con leggi, decreti, regolamenti repressivi. Una mediocre burocrazia fa andare di pari passo la governance con l’ignoranza al punto da proclamare che a causa della diabolica molecola di Co2 prodotta dall’uomo, che sarebbe la principale causa dei gas serra, la causa del riscaldamento globale, dovremmo vietare le auto termiche, senza ogni considerazione della verità scientifica, dei bisogni sociali e del potere delle nazioni. Così si stanno gradualmente costruendo gli altari dove dilagano i ministeri per la Promozione delle Virtù Ecologiche e la Repressione del Vizio Verde, mentre la transizione ecologica si sostituisce alla transizione socialista di un tempo. E che le ghigliottine e le punizioni dei media siano innalzate per coloro che osano sorridere a questo fumoso ‘Salva il pianeta’.

Ma chi si oppone a questo ambientalismo e alla sua religione animista viene accusato di essere un “negazionista climatico”.

Ecologia deriva dal greco ‘oïkos’ che significa ‘casa’ e non pianeta. E la casa è sempre stata costruita artificialmente depredando la natura, le sue foglie, i suoi alberi, i suoi metalli, per proteggersi dalle malefatte della natura, pioggia, neve, sole, vento, attacchi di animali, per umanizzare l’ambiente. Quindi, sì, sono per la vera ecologia, per l’umanizzazione dell’ambiente a servizio dell’umanità. Contro il culto animistico del pianeta, voglio ricordare che il pianeta non è un essere, né un ecosistema, ma un ammasso molecolare formatosi 4,55 miliardi di anni fa, parte dell’ecosistema solare. E devi avere un orgoglio tale per immaginarti come Hulk, il gigante verde dei fumetti, capace di influenzare le variazioni climatiche e i processi naturali. Perché il nostro ambiente è il sole e la luna, i movimenti dell’asse di rotazione terrestre e l’angolo della sua orbita, meteoriti e supernove lontane come dimostrato dal mostruoso riscaldamento di 359 milioni di anni fache distrusse il 70 per cento della vita, è il nucleo e il mantello terrestre, con le sue conseguenze, eruzioni vulcaniche, terremoti, tsunami, cicloni e così via, queste coccole che sono il nostro pane quotidiano sulla terra. E le conseguenze di questo ambiente sono irrevocabili. Al posto della fantasmagoria di un’armonia perduta con la natura a causa dell’umanità, era urgente ricordare che il 99,99 per cento dei vivi sul pianeta era stato distrutto anche prima dell’arrivo dei primi ominidi, 7 milioni di anni. Sì, era urgente ricordare che la prima causa delle fosse comuni sono le variazioni climatiche del pianeta, che continua a navigare tra riscaldamento e glaciazione. E, senza offesa per gli inquisitori, allora è sempre stato più caldo di oggi, escluse le glaciazioni per 4,5 miliardi di anni. Talvolta così considerevolmente che la grande massa dei vivi fu sterminata, come 359 milioni di anni fa, 259 milioni di anni fa, 252 milioni di anni fa, durante questo episodio chiamato ‘la Grande Morte’ che vide lo sterminio, in questo unico episodio, del 96 per cento dei vivi. Sì, era sistematicamente più caldo, anche i nostri antenati hanno sperimentato queste distruttive violenze naturali tra il caldo e il freddo. Così, per 2,8 milioni di anni, i nostri antenati hanno subito 17 glaciazioni. Gli ippopotami fecero il bagno nel Tamigi 130.000 anni fa. E per 12.000 anni e i primi insediamenti, è continuato. La civiltà di Akkad, la VI dinastia egizia, quella dell’Indo, di Liangzhu, furono distrutte dalla terribile siccità di 4.200 anni fa e allora non c’era ancora l’estrazione di idrocarburi. Forse troppo lontano dalla data di nascita degli ignoranti omini verdi? Ma i Vichinghi costruirono due colonie in Groenlandia nel 950 mentre noi coltivavamo la vite nel nord Europa e poi dovettero fuggire al ritorno di una piccola era glaciale nel Rinascimento, è ancora troppo lontano? E migliaia di eruzioni vulcaniche come quella che seppellì Pompei, quella di Krakatoa, nel 1883, pari a 13.000 bombe di Hiroshima e cicloni che hanno ucciso centinaia di migliaia di esseri umani, come nel Bangladesh pre-industrializzato nel 1970. Sì, cicloni non sempre più importanti, né più numerosi oggi di ieri nonostante ciò ne parlano i mercanti di fantasie. Contro i Bouvard e Pécuchet dell’Europa verde, era urgente ricordare che la CO2 non è una molecola malvagia, che è prodotta molto poco dall’umanità, che non è l’effetto principale del gas serra, perché è più del 60 per cento di acqua vapore, che il suo tasso non è grave per la salute e, infine, che per 541 milioni di anni è stato di 817 volte superiore a quella attuale, escluse le glaciazioni, e talvolta anche durante le glaciazioni. In ogni caso, è giunto il momento di dire che l’ignoranza non è un argomento e che l’umanità deve essere rimessa al centro delle Città respingendo le forze oscure nel nulla del pensiero da cui provenivano.

Perché l’opposizione a questa ideologia è fondamentale?

L’umanità non è un essere vivente tra gli altri, ma una specie eccezionale e meravigliosa, composta da esseri liberi e creativi. L’unica che trasforma il suo ambiente umanizzandolo e adattandosi alle sfide planetarie. L’unica che guarisce e trasforma il proprio corpo. L’unica che trasforma le sue relazioni costruendo civiltà. Che qualcuno mi mostri una pianta o un animale che dimostrerebbe in ogni momento la sua triplice creatività, nei confronti dell’ambiente, di sé e dei suoi amici? L’umanità non è una specie tra le altre, ma un creatore che crea i suoi territori non solo terrestri ma celesti. Certo, capita di sbagliare, inquinare, il che avvantaggia i demagoghi. Ma è proprio perché se l’umanità cerca il meglio, come diceva Aristotele, trova sempre e solo il meglio possibile. E quando sbaglia, cerca di sfruttare i suoi errori per andare sempre oltre. L’auto termica, che ha liberato molta energia, inquina un po’, ecco quindi l’auto elettrica. La batteria al piombo non soddisfa più, ecco la batteria agli ioni di litio, e se non funziona più, ecco la batteria allo stato solido. La libertà segue le orme del vero progresso quando è messa al servizio dell’umanità. L’Illuminismo unisce la saggezza biblica e quella di Confucio che diceva che è bello vivere nella terra dell’umanità.

In che modo questo oscurantismo logora l’Occidente dall’interno?

Una nazione che non crede più nel proprio futuro è una nazione morta. Un segno della sua decadenza. Si noti, inoltre, che questa ondata oscurantista verde esiste solo in Occidente e che mina il potere delle nazioni europee. Già ieri, quando i sovietici minacciavano l’Occidente, i pacifisti erano l’Occidente, i missili erano l’Oriente, come notò in un momento di lucidità il compianto François Mitterrand. Oggi oscurantismo e demagogia sono a Occidente, ragione e pragmatismo a Oriente.
Giulio Meotti

Atto primo: bisogna smettere di pensare che l’uomo bianco sia superiore alle altre razze (sì lo so, le razze non esistono, ma quando serve si fanno esistere): ok, va bene.
Atto secondo: bisogna smettere di pensare che la specie umana sia superiore alle altre specie – che poi sarebbe a dire che ogni specie vivente fa parte della catena alimentare di qualche altra specie vivente tranne la specie umana che può benissimo, se capita l’occasione, far parte della catena alimentare della tigre ma deve rinunciare ad avere nella propria catena alimentare il pollo il manzo e financo il branzino, e col piffero che va bene, oltre al delirio di pensare che io non sarei e non dovrei sentirmi superiore alla mosca stercoraria.
Atto terzo: bisogna che i regni animale e vegetale la smettano di pensare di essere superiori al regno minerale, il pianeta inanimato conta molto di più, e per esso vale la pena di sacrificarsi e morire (sicuramente lo pensano quelli che programmano di annientare centinaia di ettari di verde per piazzarvi i famigerati pannelli solari).
Arriverà un atto quarto in cui qualcuno spiegherà al pianeta Terra che deve smetterla di ritenersi superiore agli altri corpi celesti e che farebbe bene a sacrificarsi in nome di… boh, prima o poi qualcuno sicuramente lo inventerà un buon motivo per cui anche lei si debba sacrificare. Ma andate affanculo tutti quanti, va’.
Nel frattempo, mentre i protagonisti del secondo atto si accomodano tra i loro fratelli rospi cornacchie e scarafaggi, io mi accomodo tra i fratelli miei.

barbara

VI RICORDATE LA GUERRA DEI SEI GIORNI?

Per la precisione, vi ricordate come è cominciata? Tralascio tutte le premesse, gli anni di feroci attentati terroristici a cui Israele aveva accuratamente evitato di rispondere in maniera troppo forte per non rischiare di scatenare una guerra (eh sì, non sempre le narrative corrispondono alla realtà) e vengo unicamente agli ultimi eventi. È dunque successo che ad un certo momento l’Egitto, che aveva come consiglieri e consulenti una miriade di criminali nazisti rifugiatisi lì come in altri Paesi arabi per sfuggire alla giustizia come responsabili di crimini di guerra e crimini contro l’umanità (in aggiunta ai circa 70.000 fatti arrivare in Sudamerica da Vaticano e Croce Rossa), ha avuto la brillante idea di chiudere alle navi israeliane gli stretti di Tiran. Ora, la chiusura di un passaggio internazionalmente riconosciuto è, a tutti gli effetti, un atto di guerra, e Israele sarebbe stato pienamente legittimato a dichiarare immediatamente guerra all’Egitto, ma ha preferito non farlo, perché non sempre le narrative corrispondono alla realtà, e non sempre gli stati raccontati come guerrafondai lo sono realmente e, soprattutto, non sempre gli stati realmente guerrafondai sono quelli raccontati come tali. La guerra, però, aveva tutta l’intenzione di farla – non necessariamente dichiararla – l’Egitto, che aveva però un ostacolo: i Caschi Blu dell’Onu schierati nel Sinai allo scopo, appunto, di evitare un contatto diretto fra Egitto e Israele. Ma gli ostacoli sono fatti apposta per essere rimossi, quando si è persone di carattere: detto fatto, Nasser intima all’Onu di levarglieli di mezzo perché deve andare a distruggere Israele e ributtare a mare i sionisti e l’Onu, nella persona del segretario generale U Thant, obbedisce istantaneamente, e 48 ore dopo dei Caschi Blu nel Sinai non rimane più neanche l’ombra. Il resto è storia nota, e le conseguenze di quella sciagurata decisione (di quellE sciaguratE decisionI, dell’Egitto e dell’Onu), in termini di morte e distruzione e molto altro ancora, le stiamo vedendo purtroppo ancora oggi, cinquantacinque anni dopo.
E veniamo all’attualità, in cui vediamo un bel giorno la Lituania, patria dei più spietati, insieme agli ucraini, collaborazionisti dei nazisti negli stermini di massa degli ebrei, chiudere alla Russia il passaggio dal territorio metropolitano a quello di un’enclave separata, ossia a compiere un vero e proprio atto di guerra, oltre a una trappola micidiale. La Russia avrebbe potuto, legittimamente, dichiarare guerra alla Lituania, e qui sta la trappola perché, essendo la Lituania un Paese NATO, la NATO sarebbe intervenuta in sua difesa, e trovandosi contro la NATO tutta intera, Putin non avrebbe avuto alternative, per uscirne, di ricorrere al nucleare, scatenando analoga risposta dalla controparte. Stavolta per fortuna le cose sono andate diversamente dal 1967, e come la catastrofe del blocco egiziano di Tiran ha avuto per padrini due demoni, Nasser e l’Onu, così la salvezza dal blocco lituano di Kaliningrad, ha avuto due angeli custodi, Putin, che la guerra non l’ha fatta ma si è limitato a mettere in guardia da quello che sarebbe stato costretto a fare se la situazione non si fosse sbloccata (più o meno come a suo tempo Golda Meir,
qui alla fine del discorso di Begin, ma se avete tre minuti leggete anche quello, che ne vale la pena) e la ragionevole, per una volta almeno nel corso della sua storia, Unione Europea, bastarda sì ma non quanto l’Onu, che ha intimato ai lituani di smetterla di fare i coglioni. Confronti e parallelismi fateli voi.
E ora, dopo le considerazioni mie, vediamone qualcuna d’autore.

Il fallito blocco di Kaliningrad da parte della Lituania è una sconfitta per gli USA

Il chiarimento della Commissione Europea, secondo cui le sue sanzioni antirusse non dovrebbero essere interpretate dalla Lituania come un via libera al blocco di Kaliningrad, suggerisce fortemente che il blocco non è a suo agio con l’influenza destabilizzante che gli Stati Uniti sono sospettati di esercitare sul Paese baltico. L’interpretazione unilaterale di Vilnius di queste restrizioni preventive come pretesto per tagliare i collegamenti stradali e ferroviari con l’exclave russa è stata più una provocazione politica orchestrata da Washington e finalizzata a manipolare le menti degli occidentali che un tentativo di peggiorare gli standard di vita della popolazione della regione, come l’autore ha spiegato a suo tempo qui. La decisione di assecondare Bruxelles in questo senso è quindi una sconfitta per l’egemone unipolare in declino, per di più inaspettata.
Gli Stati Uniti sono riusciti a riaffermare con successo la loro egemonia sull’UE con un pretesto antirusso all’inizio dell’operazione militare speciale di Mosca in Ucraina, inducendo persino i suoi vassalli europei a sanzionare in modo controproducente il loro principale fornitore di risorse grezze e innescando così una crisi economica assolutamente evitabile che ha portato l’euro alla parità con il dollaro per la prima volta in due decenni. Se alcune aziende europee finiranno per fallire nel prossimo futuro, i loro concorrenti nordamericani e britannici ne beneficeranno. Tutto sommato, gli Stati Uniti hanno un controllo quasi totale sull’UE al momento, ma alla fine hanno oltrepassato il limite convincendo la Lituania a bloccare Kaliningrad, provocando così una grave crisi tra la Russia e il blocco.
Questo è stato troppo per i “Tre Grandi” (Francia, Germania e Italia), che sono prontamente intervenuti attraverso le istituzioni europee per riaffermare la loro egemonia molto più diretta sul Paese baltico, chiarendo che le sue sanzioni non possono essere sfruttate per tagliare il transito ferroviario di prodotti civili verso l’exclave russa. Anche se la Lituania è uno Stato vassallo degli USA, è molto più europeo quando si trova a dover fare i conti, come è successo di recente. Vilnius non poteva sfidare la Commissione Europea, quindi si è conformata ai suoi chiarimenti politici, andando contro la volontà di Washington. L’unica ragione per cui ciò è accaduto è che i “Tre Grandi” hanno ritenuto inaccettabile provocare la Russia in modo così sfacciato, il che a sua volta dimostra la loro posizione relativamente più pragmatica nei confronti del conflitto ucraino.
Tuttavia, nessuno deve cadere nella falsa ipotesi che questo sviluppo implichi una spaccatura transatlantica tra l’UE e gli USA, poiché non si sta verificando nulla di simile. Piuttosto, è successo che l’UE ha inaspettatamente reagito contro gli Stati Uniti dopo che questi ultimi hanno oltrepassato il limite provocando una grave crisi tra la Russia e il blocco attraverso lo sfruttamento della Lituania a tal fine. Questo dimostra che i più grandi vassalli europei degli Stati Uniti accetteranno praticamente tutto ciò che il loro padrone chiederà loro, tranne se questo rischia di scatenare un conflitto diretto con la Russia nel peggiore dei casi, come alcuni temevano che il blocco di Kaliningrad orchestrato dagli Stati Uniti minacciasse di fare la Lituania. In questi casi, i “Tre Grandi” hanno dimostrato di avere la volontà politica di intervenire con decisione contro la volontà di Washington.
Sono cinque gli elementi che si possono trarre da questo incidente. In primo luogo, gli Stati Uniti sfrutteranno i loro vassalli più piccoli e russofobi dell’UE per provocare una crisi tra la Russia e il blocco. In secondo luogo, se i responsabili politici dei “Tre Grandi” ritengono che la crisi rischi un conflitto diretto con la Russia nel peggiore dei casi, allora interverranno con decisione per evitarlo. In terzo luogo, questo intervento assume la forma di riaffermare la propria egemonia su qualunque vassallo statunitense sia stato sfruttato per provocare la crisi. In quarto luogo, non ci si aspetta che gli Stati Uniti litighino con l’UE ogni volta che ciò accade, perché così facendo rischiano di spaccare l’unità del blocco e quindi di indebolire la piattaforma più ampia che è stata sfruttata per “contenere” la Russia. Infine, queste inaspettate differenze tra UE e USA non devono essere interpretate come una frattura tra loro.
(Articolo pubblicato in inglese su One World)
Andrew Korybko, 17 Luglio 2022, qui.

Poi ci sono le centrali nucleari, prima quelle bombardate dai russi che non era vero niente ma lo raccontavano tutti lo stesso, adesso quelle bombardate dagli ucraini per davvero, che metà non lo dicono e l’altra metà lo dice però “ma lì dentro ci stanno i russi!”, ecchecc. E – a parte che non è vero – non è un bijou questa cosa che se i russi bombardano un quartier generale installato in un edificio civile sono criminali di guerra ma se gli ucraini bombardano addirittura una centrale nucleare una scusa si trova sempre, un po’ come quello che citava sempre Enzo Biagi, che aveva sì messo incinta la fidanzata, ma appena appena. Comunque leggiamo.

L’Ucraina ha bombardato la centrale nucleare di Zaporozhyze

L‘Ucraina ha preso di mira le centrali nucleari situate sui territori non più sotto il proprio controllo. Il 18 luglio le forze ucraine (APU) hanno effettuato 4 attacchi con droni sulla centrale nucleare di Zaporozhyze a Energodar.

A seguito incidente 11 tecnici sono rimasti feriti, di cui 4 gravemente.
La notizia è stata ripresa da parecchie pubblicazioni russe, tra cui Izvestia (uno dei quotidiani di più antica fondazione in Russia, nonché uno dei più diffusi e famosi):
Il 20 luglio, gli UAV delle forze armate ucraine (AFU) hanno attaccato quattro volte la centrale nucleare di Zaporozhye (NPP). Lo ha annunciato il 20 luglio il servizio stampa dell’amministrazione della città di Energodar, dove ha sede questa impresa.
“Quattro volte UAV ucraini hanno attaccato oggi la centrale nucleare di Zaporozhye. L’ultimo attacco è stato registrato alle 16:01 ora di Mosca “, RIA Novosti cita il comunicato stampa delle autorità locali. (fonte)

Altre fonti confermano l’attacco:

… scoppiato dopo un attacco di droni ucraini alla centrale nucleare di Zaporozhye. Questo è stato affermato nell’amministrazione militare-civile. Ricordiamo che l’incendio è scoppiato mercoledì sera, subito dopo l’attacco delle Forze armate ucraine.
A seguito dell’impatto, 11 dipendenti della centrale nucleare sono rimasti feriti. Quattro operai sono in condizioni critiche. È noto che sono stati utilizzati droni kamikaze. L’ultimo attacco è avvenuto alle 16:01 ora di Mosca. In totale, le forze di sicurezza ucraine hanno effettuato quattro attacchi. La parte del reattore della stazione non è stata danneggiata. – https://www.osnmedia.ru/proisshestviya/pozhar-na-zaporozhskoj-aes-potushen/

Il governo ucraino ha intenzione di provocare un disastro nucleare?
No, anche se lo volesse non potrebbe riuscirci. Vediamo perché dalla fonte Cont.ws:
La centrale nucleare di Energodar, situata sulle rive del bacino idrico di Kakhovka, è la più grande centrale elettrica d’Europa. Oggi, il territorio della centrale nucleare è stato attaccato da droni kamikaze ucraini. Secondo le prime informazioni, 11 persone sono rimaste ferite. Naturalmente, la centrale nucleare è un’infrastruttura molto gustosa che è passata sotto il controllo della Russia; gli ex specialisti ucraini ci lavorano ancora. La disabilitazione della stazione è sicuramente uno degli obiettivi principali di Kiev. Ma è noto da tempo che qualsiasi centrale nucleare sovietica è stata progettata per resistere al colpo diretto di una bomba atomica. Pertanto, oggi l’Ucraina non dispone di armi in grado di renderla inabile.
 La domanda allora sorge spontanea: perché allora è stato sferrato questo attacco?
Tutto è molto semplice: le autorità ucraine stanno cercando di intimidire, instillare panico e persino uccidere i loro cittadini rimasti nei territori liberati per destabilizzare la situazione e quindi interrompere il funzionamento di infrastrutture civili critiche. Probabilmente la stessa cosa sarà ripetuta in futuro. L’obiettivo è disseminare panico in masse sempre più grandi di persone. 
Zaporozhye NPP alimenta ancora un quinto dei territori dell’ex Ucraina. E, secondo i dati disponibili, già quest’anno hanno in programma di trasferire la stazione alla rete elettrica russa, quindi creare un anello energetico attorno ai territori liberati del Mar d’Azov e della Crimea.
fine citazione
Secondo il ​​servizio stampa del municipio di Energodar, non è la prima volta che l’esercito ucraino attacca una centrale nucleare. Il 12 luglio, sono stati sparati dalle forze ucraine  diversi proiettili da 120 mm contro un edificio vicino alla centrale elettrica, danneggiando il tetto e le finestre.
Sembra molto chiaro che queste pratiche andrebbero censurate da parte occidentale, perché sono vere e proprie azioni di terrorismo contro installazioni civili sensibili. Gli attacchi sulle centrali nucleari sono vietati dagli organismi internazionali.
Sebbene il reattore è blindato e messo in sicurezza da sistemi passivi di protezione, è pur vero che le condutture e tutta la linea di produzione potrebbe tramutarsi in una bomba sporca con fuoriuscita di radioattività. Ci sono molte variabili impreviste in una centrale nucleare anche senza il bisogno di bombardamenti, specialmente quando trattasi di centrali con decine di anni di servizio.
by Patrizio Ricci, WPNews,  21 Luglio 2022, qui, con video e foto.

Poi volendo ci sarebbe anche quella cosa buffa dell’oro, che a febbraio il deposito della Banca Centrale ammontava a 27 tonnellate e da allora ne hanno vendute 138 tonnellate – roba tipo pani e pesci insomma. E infine c’è la Lettonia.

Lettera da Mosca

RUSSI DI LETTONIA, ATTENTI ! – I russi con doppia cittadinanza che vivono in Lettonia e che sostengono le azioni della Russia in Ucraina potrebbero essere privati ​​del passaporto lettone. Lo ha detto il presidente Egils Levits in un’intervista Tv. Secondo Levits, nella situazione attuale, una posizione neutrale è impossibile. “Tra i russi lettoni c’è una parte chiaramente filoucraina, e c’è ancora chi non ha ancora capito cosa sta succedendo, e si sta progressivamente muovendo nella giusta direzione. Poi c’è una parte – una minoranza – che sostiene la posizione russa. E questo significa che sono al di fuori della democrazia”.
Il Presidente ha aggiunto che questi russi lettoni potrebbero essere privati del passaporto lettone. I dati sul supporto dell’operazione speciale da parte di una persona saranno raccolti dalle agenzie di sicurezza dello Stato. Il Parlamento lettone ha approvato emendamenti alla legge sulla cittadinanza, che prevedono la privazione della cittadinanza delle persone che sostengono l’aggressione militare di alcuni Stati contro altri, nonché il genocidio e i crimini di guerra. Per “supporto” la legge intende contributi finanziari o materiali, di propaganda, tecnologici o di altro tipo fornito a individui e Paesi che hanno “commesso crimini contro la pace”.

Cioè, chi non la pensa come vuole il governo è fuori dalla democrazia, ossia fuori legge. Diventerà apolide. Persone nate lì da genitori nati lì da nonni nati lì, sempre vissute lì, che non hanno un altro posto in cui andare perché la loro casa è quella e nessun’altra, diventeranno stranieri in patria (tipo quelli che si chiamavano Levi o Coen? Anche se fino al giorno prima Trenta secoli di storia ci permett[eva]no di guardare con sovrana pietà talune dottrine di oltr’Alpe, sostenute dalla progenie di gente che ignorava la scrittura, con la quale tramandare i documenti della propria vita, nel tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto. (Acclamazioni altissime) Figuriamoci quest’altri che di secoli di storia non ne hanno né trenta né venti né dieci e si mettono a scimmiottare l’Inquisizione per sapere che cosa pensa la gente). Cosa che potrebbe anche, se non essere legittima, avere almeno qualche attenuante SE la Lettonia fosse in guerra con la Russia, ma non lo è, quindi è proprio solo odio etnico – vogliamo chiamarlo razzismo? – allo stato puro, accompagnato da pesante ritardo mentale. E il dittatore erede di Hitler e Stalin sarebbe Putin, rendiamoci conto. Di questa gente ho paura io, altro che di Putin.
E dopo tanta pesantezza, proviamo a risollevarci per un momento con questi due corpi letteralmente senza peso.

barbara

SPIGOLATURE 5

Titoli urlati: 1000 sindaci vogliono che Draghi resti

A parte questo, il compito istituzionale dei sindaci è far funzionare i propri comuni: a quale titolo mettono il becco sulla Presidenza del Consiglio? E, a proposito del Consiglio dei Ministri:

E se questo consiglio non piace loro, dato che con tutti i problemi che hanno soffriranno sicuramente di ansia, ne ho un altro:

Un problema comune a tutti noi è invece il riscaldamento climatico, questo innegabile riscaldamento climatico che qualche folle si ostina a negare,  e di cui abbiamo l’inconfutabile prova in questi giorni, con questo caldo africano con temperature mai viste prima

e la conseguente siccità

Alle immagini aggiungo una condivisibile considerazione

Giovanni Bernardini

Due immagini: un giornale del 19 luglio 1964 in cui si parla di ondata record di calore ed una petizione di oggi, in cui si invita la gente a firmare contro i fiumi in secca.
Interessante ed estremamente significativo uno dei commenti a questa seconda immagine:
“Il pianeta ci sta’ restituendo tutto il male, che da decenni gli stiamo arrecando !! “
Non si sa se ridere o se piangere. Il “pianeta” trasformato in una persona vendicativa e, diciamolo pure, un po’ stronza. Noi gli facciamo del male e lui cosa ti combina? Ci ricambia con una bella siccità.
Dove oggi ci sono le Dolomiti un tempo c’era il mare. In certi periodi i ghiacci arrivavano sin quasi ai tropici, Fra qualche milione di anni il sole collasserà e il “pianeta” sarà distrutto o diventerà una landa priva di qualsiasi forma di vita. E di tutto questo “il pianeta” se ne fregherà altamente, perché per “lui” che ci sia caldo o freddo, che esista o non esista la vita è qualcosa di assolutamente indifferente.
Non per certi adepti della nuova religione pseudo ambientalista. Loro pregano per i ghiacciai, firmano petizioni contro la siccità, e chiedono scusa al “pianeta” per il male che gli facciamo.
E sperano che diventi un po’ meno suscettibile.
Penoso…

E a proposito delle cose che i folli si rifiutano di credere, aggiungo l’efficacia dell’omeopatia

Sono invece rimasti ormai in pochi a credere che

E ora vi porto a visitare un Paese molto intelligente:

E guardate la reazione dei crucchi quando Trump li avverte che si stanno legando mani e piedi alla Russia e che non andrà a finire bene:

D’altra parte lo sappiamo che i crucchi sono quelli che regolarmente cominciano le guerre e regolarmente le perdono. Perché? Perché sono crucchi! Dall’altra parte in compenso abbiamo un Biden che in Israele ancora una volta porge la mano all’aria e a Yad Vashem invece che di “horror of Holocaust” parla di “Honor of Holocaust”.

E vogliamo parlare dei contorcimenti mentali in fatto di sesso, genere, percezione e altre analoghe cazzate?

Fino all’orrore supremo

Non che questo sia granché da meno

Fulvio Del Deo

Dal canale di Maria Zakharova

Rachel (Richard) Levine – Ammiraglio, Assistente Segretario di Stato per la Salute transgender, MSNBC 18 luglio 2022
Corrispondente: Lei ha recentemente chiesto che le leggi siano scritte e che le dichiarazioni pubbliche siano fatte sulla base di prove scientifiche e un senso di compassione, non di speculazioni. Di recente hai interagito con giovani transgender della Florida, ci racconti di cosa hai parlato con loro?
R. Levin: I giovani transgender sono molto vulnerabili. Sono perseguitati e vittime di bullismo nelle scuole in cui vivono. Ora sono oggetto di attacchi motivati politicamente a causa delle azioni di alcuni stati dirette contro di loro. Queste azioni non sono basate sulla scienza, sono motivate politicamente.
Pertanto, dobbiamo aumentare la capacità di utilizzare i bloccanti della pubertà per questi bambini e di operarli in base al sesso approvato.

Non è nemmeno più eugenetica. Questo è vero fascismo liberale. Qualcuno “affermerà” il sesso del bambino, bloccherà la pubertà naturale e quindi eseguirà un’operazione mutilante.
E sempre in tema di politicamente corretto

Questa potrebbe sembrare satirica, ma è tragicamente autentica

E questa la naturale conclusione di tutta la baracca

Chiudo la rassegna con gli effetti collaterali del ringiovanimento

che comunque, effetti collaterali a parte, è se non altro un filtro di qualità decisamente migliore (e usato con maggiore accortezza) di quelli usati dalle oche narcisiste

e con una comprensibile domanda

E visto che il tema più gettonato resta sempre quello dei cambiamenti climatici, vi propongo le quattro stagioni (no, non la pizza), che come cambia il clima da una stagione all’altra, ragazzi, roba da paura.

barbara

uzova zhulin

COMINCIA FINALMENTE A SVEGLIARSI ANCHE L’ONU?

Report ONU accusa la parte ucraina di usare scudi umani

E’ stato pubblicato un rapporto delle Nazioni Unite secondo cui l’Ucraina usa i civili come scudi. Questo è esattamente ciò che hanno detto gli abitanti di Mariupol. Non dovrebbe meravigliare nessuno.
Rilancio di seguito la notizia come riportata da Rai News che ha ‘diluito’ la gravità tra parte ucraina e russa. Mentre la responsabilità ucraina nell’usare i civili come scudi umani nel report ONU è chiara e non dovrebbe consentire funambolismi.
Ciò che è rilevante è che il modus operanti messo in atto in questo ospizio di Lugansk, è stata la prassi a Mariupol ed in molte altre occasioni, come raccontano i testimoni.

Rai News ha riportato:
Un rapporto Onu accusa l’Ucraina: “Anche Kiev responsabile dei morti all’ospizio di Lugansk”
Pochi giorni prima dell’attacco dell’11 marzo, i soldati ucraini presero posizione all’interno della casa di cura, rendendo l’edificio un bersaglio.

Un rapporto Onu accusa l’Ucraina: “Anche Kiev responsabile dei morti all’ospizio di Lugansk” Ansa/UKRINFORM

Anche le forze armate ucraine hanno una responsabilità importante, forse uguale a quella russa, in quanto accadde, circa due settimane dopo l’inizio dell’invasione di Mosca, in una casa di cura nella regione di Lugansk, dove morirono decine di persone. È quanto ha stabilito un rapporto dell’Onu, secondo l’agenzia Associated Press. Nell’ospizio c’erano soprattutto anziani e disabili, che rimasero intrappolati all’interno, senza luce elettrica e acqua, quando i ribelli filorussi assalirono la struttura, vicino al villaggio di Stara Krasnyanka.
L’assalto provocò un incendio che intrappolò all’interno quanti erano allettati. Secondo le Nazioni Unite, almeno 22 dei 71 pazienti riuscirono a trarsi in salvo, “ma il numero esatto delle persone uccise rimane sconosciuto”. Subito dopo l’attacco, Kiev accusò Mosca di aver causato la morte di oltre 50 persone. Ora le Nazioni Unite correggono la versione, sostenendo che pochi giorni prima dell’attacco dell’11 marzo, i soldati ucraini presero posizione all’interno della casa di cura, rendendo l’edificio un bersaglio. Il rapporto dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite non arriva a sostenere che le parti abbiano commesso crimini di guerra, ma osserva che la battaglia nella casa di cura è un esempio di come possano essere usate le persone come “scudi umani” nelle aree di guerra.
fine citazione

Il report di RAI News è sbilanciato a favore della parte Ucraina. Pur evidenziando che l’esercito ucraino ha utilizzato gli anziani come scudi umani, afferma che questa responsabilità è condivisa tra le parti.
Ovviamente, se l’esercito ucraino non si fosse coscientemente installato all’interno della casa per anziani, questi ultimi non avrebbero corso alcun rischio.
E’ solo il primo riconoscimento da parte dell’ONU , ma le testimonianze video dei civili sono tantissime che riferiscono lo stesso contesto. E’ pratica comune delle forze ucraine utilizzare gli edifici residenziali facendosi scudo dei civili.
Questo avviene sopratutto in quella parte di territorio ucraino che corrisponde al Donbass, in fondo in molti casi si tratta di quegli stessi edifici che le forze stesse ucraine bombardavano. Mentre, in altri casi, si tratta di popolazioni non amichevoli con le forze governative di Kiev. Anche perché in genere è plausibile che  una bella fetta della popolazione fedele al governo ucraino, si è spostata ad ovest. Di conseguenza , il report ONU dimostra che anche nella conduzione delle ostilità l’esercito ucraino non si fa scrupolo di fare terra bruciata. Si tratta in fondo di territorio che sta perdendo e che quindi non vuole lasciare al nemico intatto. Se poi aggiungiamo che la popolazione non è stata amichevole, allora il quadro che emerge è abbastanza chiaro. Ovviamente, il nome più appropriato in questo caso sono rappresaglia e sterminio.
Quindi dire ‘è colpa di entrambi’ rivela una certa partigianeria, in questo caso inopportuna, perché non si sta parlando di chi sia l’aggressore o altro (evidentemente l’invasione del territorio ucraino, è russa), stiamo parlando invece del metodo di condurre la guerra e della preservazione dei civili e delle aree residenziali.
Al di là degli approfondimenti e delle analisi, comunque la notizia degli anziani deceduti in questa vicenda bellica è desolante. Dovrebbe bastare a indurre le parti a trovare una soluzione equa che tenga conto della realtà e delle rispettive responsabilità- Che non avvenga indica inequivocabilmente che coloro che che buttano benzina sul fuoco sono solo a parole interessati alla popolazione civile, quando – come vediamo – non conta nel raggiungimento dei target prefissati.
Patrizio Ricci, VPNews, 14 Luglio 2022, qui.

Va ricordato – e visto che non lo ricorda l’Onu lo ricordo io, che in base alle Convenzioni di Ginevra e dell’Aja sono protetti scuole, ospedali, luoghi di culto e monumenti storici, strutture civili e altri impianti che non sono usati a sostegno di attività militari. Ma ci sono delle eccezioni: una scuola, per esempio, diventa un obiettivo militare legittimo se vi sono acquartierati dei soldati. L’immunità dagli attacchi può essere persa se le persone o gli oggetti vengono usati per commettere atti che danneggiano una delle parti in conflitto.
Per il diritto internazionale umanitario, le parti in conflitto devono tenere le loro postazioni militari più lontano possibile dalle concentrazioni di civili. Anche l’uso di civili come scudi umani è considerato come crimine di guerra. L’articolo 51 del primo protocollo aggiuntivo del 1977 alle Convenzioni di Ginevra del 1949 dispone che “la presenza o gli spostamenti di popolazioni civili o di singoli individui non deve essere sfruttata per rendere immuni da operazioni militari certi punti e certe zone del territorio allo scopo di evitare che vengano attaccati obiettivi militari, o di proteggere, favorire o impedire operazioni militari.” Quindi nel caso in questione la Russia ha colpito un obiettivo militare legittimo e l’Ucraina ha commesso un crimine di guerra , e altro non resta da dire.
Stesso discorso per il bombardamento di Vinnitsa.

Il Ministero della Difesa della Federazione Russa sull’attacco missilistico alla casa degli ufficiali a Vinnitsa

Il 14 luglio, le forze aerospaziali russe hanno colpito obiettivi a Vinnitsa e nella regione con missili a lungo raggio ad alta precisione. Secondo le informazioni disponibili, gli obiettivi dell’attacco erano strutture militari adiacenti alla Camera degli ufficiali di Vinnitsa, dove è stata effettuata la formazione delle unità di difesa territoriale ucraina. Un altro obiettivo era un’unità militare nella città di Gaisin nella regione di Vinnitsa, dove le forze ucraine stavano ammassando ed erano immagazzinate attrezzature militari, compresi veicoli corazzati e artiglieria forniti dall’estero.
Questo è quanto rende noto il Ministero della Difesa della Federazione Russa sull’attacco missilistico alla casa degli ufficiali a Vinnitsa:
«Il 13 luglio, missili ad alta precisione Calibr hanno colpito la casa di guarnigione degli ufficiali a Vinnitsa dove in quel momento si stava svolgendo una riunione del comando dell’aeronautica ucraina con i rappresentanti dei fornitori di armi stranieri.
Durante l’incontro, si è discusso del trasferimento all’esercito ucraino del nuovo lotto di aerei, armi di distruzione e organizzazione della riparazione della flotta aerea ucraina. A seguito dell’attacco, i partecipanti alla riunione sono stati eliminati».
LA REDAZIONE DE L’ANTIDIPLOMATICO, qui.

Ma i nostri mass media allineati e appecoronati hanno scelto, nonostante tutti gli analoghi precedenti, di credere ciecamente alla versione ucraina.
Intanto l’esercito ucraino continua a martellare, come sta facendo da oltre otto anni, i civili del Donbass.

Attacco ucraino al centro di Donetsk provoca diverse vittime civili

Le forze armate ucraine hanno effettuato un attacco di artiglieria contro il centro della città di Donetsk, causando diverse vittime, ha riferito la Difesa territoriale della Repubblica Popolare di Donetsk.
Secondo le informazioni disponibili, 2 persone sono state uccise e 3 risultano ferite.
Il leader della Repubblica Popolare di Donetsk, Denis Pushilin, ha dichiarato sul suo canale Telegram che l’offensiva è stata condotta contro una stazione degli autobus della città.
Pushilin ha citato Ruslan Yakubov, capo della rappresentanza della Repubblica presso il Centro congiunto per il controllo e il coordinamento del regime di cessate il fuoco, secondo cui l’attacco è stato effettuato con un obice M777 da 155 mm.
Il leader della Repubblica ha sottolineato che “non ci sono strutture militari nelle vicinanze”, definendo l’evento un nuovo attacco “deliberato” ai cittadini civili della RPD.
Le truppe del regime di Kiev, imbottite di armi dai paesi del blocco occidentale, bombardano regolarmente Donetsk e gli insediamenti vicini. 
Usano principalmente artiglieria calibro NATO da 155 mm. A causa degli attacchi, i civili continuano a morire. 
LA REDAZIONE DE L’ANTIDIPLOMATICO, qui.

E qui (non per stomaci delicati) un video di Vittorio Rangeloni.

E intanto il mondo intero continua a essere praticamente nelle mani di uno che arrivato in Israele scende dall’aereo e chiede con aria smarrita “What am I doing now?” e non riesce ad arrivare al centro del tappeto rosso largo un metro nonostante il cospicuo aiuto fornitogli

e continua a precipitare sempre più velocemente verso il baratro.

Ad un passo della catastrofe, la UE continua a ripetersi ‘vogliamo darla vinta a Putin?’.

Secondo quanto riferito dai media, l’Ungheria ha dichiarato lo stato di emergenza nel settore energetico. A quanto pare, questo scenario si estenderà ad altri paesi europei. In generale, non ci sono altri che presto saranno nelle stesse condizioni.
Lo stato di emergenza comporta l’introduzione di una distribuzione razionata delle risorse energetiche, la creazione di limiti di consumo e l’assegnazione di destinatari prioritari. Bene, i blackout continui sono un classico in questa situazione.
Ora tocca alla propaganda, che cercherà di trarre beneVincenzoficio alla manipolazione ed alla minimizzazione dei rischi. Questo gioco in fondo non è particolarmente necessario e faticoso. Il cittadino europeo deve ricevere un’indicazione chiara e precisa di chi è responsabile dei suoi guai. Uno sfondo ideale per accelerare le transizioni energetiche, che in precedenza avrebbero richiesto molti sforzi, approvazioni tramite i parlamenti, dibattiti pubblici problematici. Ora sarà incommensurabilmente più facile.
A proposito, questa notizia che apparentemente sembrerebbe buona per l’Ucraina, in realtà non lo è: ora che l’Europa avrà tutto il diritto di confiscare i beni russi congelati a suo favore come risarcimento del danno economico causato, la domanda è cosa rimarrà dell’Ucraina visto che Putin in persona ha detto che il rischio atomica è sempre più vicino.
Ma intanto per i “falchi” europei anche questa è una buona notizia, visto che loro rispondono con il solito ora hanno n argomento: vuoi arrenderti a Putin?
Questa corrisponde all’apice dell’idiozia, ma è ripreso da un mucchio di persone che pensano di essere ‘angioletti buoni’.
Ma non lo sono ed a questo punto lo scenario prospettato dal prof Vincenzo Costa è realistico:

(…) la logica evoluzione del conflitto non può che seguire tre stadi:
1) a breve una carneficina tra russi e ucraini, con molti soldati occidentali dislocati li come “mercenari”;
2) un ingresso nel conflitto della NATO, perché se le parole hanno un senso gli ucraini per quanto supportati non possono vincere la guerra e ad ogni aumento di aggressività Ucraina corrisponderà un incremento della risposta russa, per cui se si vuole vincere la guerra la NATO deve intervenire in prima persona e non per interposta persona usando gli ucraini;
3) il passaggio a una guerra nucleare, dapprima con l’uso di atomiche tattiche che farebbero dell’Ucraina una terra fumante e poi, se non sì rinsavisce, con atomiche di ben altra portata. 
Per arrestare tutto questo sarebbe necessario un grande movimento per la pace, che chieda e imponga sicurezza per tutti, un nuovo ordine globale, multipolare e decentrato. 
Purtroppo di questo movimento non vi è traccia, tranne le parole di Papa Francesco, che ha detto una cosa chiara: questa guerra è una guerra tra potenti,  che decidono della vita di milioni di uomini e forse del pianeta e di tutti noi, per cui a fermarla devono essere i popoli, e anche la disobbedienza  è giustificata.
Ma anche la sua voce non arriva, distorta dai media, che alzano o abbassano il volume e amplificano ciò che interessa al potere e ai potenti. 
Lentamente forse si andrà nell’ordine delle tre possibilità prima enunciate. L’inverno può essere freddo ma anche molto caldo, e l’estensione della guerra è ormai nell’interesse di troppi attori.
Tenete conto che anche nel caso di una guerra nucleare nessun dei potenti morirebbe. 
Come gli oligarchi ucraini si sono spostati in Inghilterra e in UE, salvando le loro lussuose auto, allo stesso modo gli oligarchi occidentali hanno la possibilità di trasferirsi in Africa, America del Sud e in altri posti in cui un’eventuale guerra nucleare non avrebbe effetti diretti (li avrebbe ovviamente, ma non quelli che avremmo noi). 
E ovviamente neanche Putin e i suoi oligarchi pagherebbero le conseguenze di un conflitto devastante.
A essere in pericolo sono i popoli.
Proprio per questo non è la politica a poter fermare questa follia, non è la stampa degli Agnelli che con la guerra fa affari d’oro. 
Sono solo i popoli a poterlo fare. 
Per adesso sembra siano però occupati anche loro a fare altro, tra apericena, vacanze e saldi imperdibili nei negozi. (Vincenzo Costa)
Patrizio Ricci, VPNews, 13 Luglio 2022, qui.

In mezzo a questo sfracello, almeno una nota positiva: la Lituania, a quanto pare, è stata convinta a rinunciare ai suoi deliri da superpotenza che può permettersi di dettare le condizioni al mondo intero.

[…]
L’Unione europea ha finalmente convinto la riluttante Lituania a lasciar passare i treni tra l’enclave e la Russia.
Un uno – due in controtendenza rispetto alle dichiarazioni bellicose che si intrecciano sulla guerra. Cenni di distensione che sembrano allinearsi con gli scenari di taluni analisti che parlano di un cambiamento di clima sul conflitto.
Non siamo alla fine della guerra, né, sembra, all’inizio della sua fine. Ma sicuramente siamo alla fine del suo inizio. L’Occidente, cioè, ha ormai riconosciuto che tutte le sue previsioni di una vittoria a breve termine sulla Russia, prodotta da una valorosa resistenza militare ucraina (leggi Nato) e dall’effetto devastante delle sanzioni, sono state incenerite dalla realtà.
Una realtà che ha posto anche drammatiche criticità all’altra prospettiva, stavolta a lungo termine: quella di una guerra che avrebbe logorato il paese di Putin. Anche qui la realtà dice che questa guerra sta logorando più l’Europa e tanta altra parte di mondo che la Russia.
Finite queste illusorie geostrategie, l’Occidente deve rivedere i suoi piani. Resta, certo, anche se meno assertiva, la prospettiva di logorare la Russia (né può decadere prima dell’Endgame). Ma accanto a questa iniziano a essere prese in considerazione anche ipotesi di tutt’altro segno, cioè come uscire indenni da questa trappola per topi nella quale i neocon e i leader della Nato hanno cacciato il mondo.
Se solo si pensa che il fiume di armi diretto in Ucraina doveva servire, come ripetevano e ripetono tutti gli strateghi – televisivi e non -, a portare Kiev al tavolo del negoziato da una posizione di forza, si può notare come tale prospettiva stia logorandosi anch’essa, perché la posizione dell’Ucraina si sta indebolendo ogni giorno che passa.
Si tratta, quindi, di chiudere il conflitto senza consegnare la vittoria a Putin, cosa che col passar del tempo diventa sempre più difficile.
Né le dichiarazioni dei leader ucraini sulla prossima creazione di un esercito di un milione di uomini muta la questione. È un’iperbole propagandistica, dal momento che gli eserciti non si creano dal nulla, né si possono trasformare magicamente, e in pochi giorni, dei civili in truppe d’assalto. Roba da macelleria, carne da cannone.
C’è solo da attendere, purtroppo, che l’America esca dal tunnel, anche se non si vede come. Un semplice cessate il fuoco può offrire appigli al riguardo, perché può essere rivenduto come un momentaneo stallo, così come avvenne per la guerra coreana, con uno stallo poi diventato ultradecennale. Ma anche tale soluzione presenta criticità per Washington, da superare in qualche modo.
Però va anche registrato che l’alternativa folle propria dell’opzione apocalisse, da realizzarsi tramite escalation (sul punto rimandiamo a una nota di Responsible Stratecraft), pure propugnata con fervore dai neocon e dai loro compagni di merende, al momento sembra aver perso mordente. Bene. (Qui)

Va detto, comunque, che quei poveri russi sono veramente sfigati:

perché in effetti

Certo è, in ogni caso, che per salvarci, ormai, serve proprio qualcuno capace di fare le acrobazie.

barbara