UN SACCO…

Un sacco di politica interna.

Per quanto riguarda i “famosi” 49 milioni di cui tutti sanno tutto, un paio di considerazioni di non trascurabile importanza.

La recente sentenza della magistratura genovese sui conti della Lega, fino al recupero immediato dei famosi 49  milioni di Euro, appare una clamorosa conferma del marasma legislativo e dell’arbitrio che sembrano caratterizzare la nostra democrazia (democrazia?).

Intanto qualche precisazione, per avere una quadro passabilmente chiaro del problema.

1-I fatti risalgono a circa dieci anni fa, quando segretario della Lega era Bossi e l’amministratore era Belsito.

2- I soldi contestati sono poco più di 300.000 Euro, ma i giudici pretendono il recupero di 49 milioni di Euro, cioè l’intero ammontare del finanziamento pubblico ricevuto dalla Lega negli anni 2008- 2010 (ora il finanziamento pubblico non esiste più), contestandone l’invalidità di principio per l’intero ammontare, perché considerato infedele.

3- In un caso analogo il partito La Margherita, con Rutelli segretario e Lusi amministratore, non fu tenuto a rimborsare i soldi rubati e anzi fu considerato parte lesa e risarcito.

4-Bossi e Belsito sono stati condannati solo in primo grado, ma i giudici non si sono fermati davanti ad una simile quisquilia, pretendendo il recupero immediato dei soldi e condannando la Lega di Salvini a morte certa per asfissia. (consiglio di leggere anche il resto del post qui)

E ancora, per una più dettagliata analisi tecnica della questione, raccomando di leggere qui.

barbara

DEDICATO AL NOSTRO MAGNIFICO ALESSANDRO-IL-GRANDE DI BATTISTA

Alessandro_Di_Battista
Ripesco questo gioiellino di tre anni e mezzo fa.

All’inizio vennero a fucilare i comunisti persiani
Non dissi nulla perché non ero persiano
Poi decapitarono Daniel Pearl
E non dissi niente, non ero mica un giornalista
Poi accoltellarono Theo Van Gogh
Tacqui, che non ero un regista
Poi sterminarono i darfuri
Son forse un negro, io?
Seppellirono vivi gli yazidi
Avevo tanti difetti, ma non ero zoroastriano…
Crocefissero i caldei
Ma avevo ben altro di cui occuparmi.
Infine vennero a prendere me
Ma era rimasto solo di Battista:
“Tocca capirli, cos’altro posson fare? La colpa è nostra. E dei gasdotti. Serve il dialogo.”
Dissi loro: “decapitate lui!”
“Ehi, siam jihadisti, mica scemi. Lui ci serve così. Alla fine, se mai. Dulcis in fundo.”
Vanni Frediani

Immagino che adesso questo delizioso divertissement a carico del braccio destro del Lìder Maximo, anche se il Nostro ha deciso di non voler essere ministro, sarà diventato vilipendio alle autorità dello stato, ma in nome della libertà di parola sono pronta a offrire il collo al boia amico del signor Alessandro-il-grande Di Battista. Il quale va a votare e sbaglia seggio.

È perché ha cambiato casa, dice, e il comune non gli ha mandato l’indicazione del nuovo seggio: ma lui, ha provveduto a comunicare in comune che ha cambiato casa?

barbara