HEVRON, PARLA LA MADRE DEL TERRORISTA

“SE MIO FIGLIO AVESSE RAPITO I RAGAZZI ISRAELIANI, NE SAREI ORGOGLIOSA”

[…] Non è stato lui a rapire Eyal, Gilan e Naftalì, secondo la madre, ma “se fosse stato Amar, sarei orgogliosa di mio figlio fino alla fine dei miei giorni”, ha rivelato in una intervista al canale israeliano Arutz 10. Secondo la donna, i figli sono stati cresciuti secondo gli insegnamenti dell’islam: “Sono ragazzi religiosi, onesti e con le mani pulite” – ha continuato – “il loro unico obiettivo è quello di portare l’islam alla vittoria”. […] (qui)

Poi degli arabi hanno attaccato a sassate l’ambulanza dell’esercito che trasportava i corpi dei tre ragazzi.

ambulance
Ma mi raccomando, non commettete l’errore di confondere palestinesi con terroristi: i terroristi sono una sparutissima minoranza, frange del tutto irrilevanti; la popolazione in generale è tutta di specchiata onestà. Infatti ogni volta che qualcuno di questi rarissimi terroristi compie qualche mattanza di ebrei – per colpa della costruzione di appartamenti nel quartiere ebraico di Gerusalemme, suppongo – sono costretti a ingaggiare dei marziani per inscenare i festeggiamenti in strada, i caroselli di auto che neanche se avessero vinto il mondiale (i marziani si portano anche la benzina da casa perché lì c’è l’embargo, you know, loro non ne hanno mica, di benzina) e tutto il resto. Probabilmente i marziani sono anche responsabili dell’elezione di Hamas a stragrande maggioranza.
candele

(PS: noi ci vediamo a fine settimana)

barbara

MI RACCOMANDO, NON SPARATE SULLA CROCE ROSSA

Che la Croce Rossa è una cosa buona e giusta e serve solo per cose buone e giuste, come è documentato anche qui e quindi spararci su è una cosa brutta e cattiva. E meno che mai sparate se si tratta della Croce Rossa dell’Onu, che è una cosa ancora molto più buonissima e giustissima della Croce Rossa normale perché l’Onu è quella cosa buonissima, onestissima, superpartissima che serve per portare la pace nel mondo.

Poi se avete ancora un po’ di tempo, andate anche a leggere qui.

barbara