LA SAGRA DELL’UVA DI SAN COLOMBANO AL LAMBRO

Resoconto di Eyal Mizrahi

Alla fine è andato tutto bene, al mattino dopo aver montato i gazebo e sistemato i vini e il tavolo ADI eravamo un po’ preoccupati, vista la posizione un po’ defilata rispetto ai centri della festa (anche se si trattava di 60 – 70 metri). Passava poca gente ma tutti ci hanno confermato che al pomeriggio sarebbe arrivato il grosso del pubblico ed effettivamente così è stato perché la via era un passaggio obbligato per il centro della festa. Abbiamo lavorato tanto al pomeriggio fino alle 18.30 e posso dire che siamo più che soddisfatti sia del passaggio della gente che dell’interessamento per i vini Israeliani. Abbiamo offerto assaggi a centinaia di persone e tanti hanno anche comprato. L’atmosfera era tranquilla e di pace e il fatto di essere fuori dalla mischia ci ha offerto l’occasione di parlare con la gente in pace senza i rumori molesti delle vie centrali e senza la calca della gente. Insomma una bella giornata passata in compagnia, fra amici e senza l’ombra di contestazione di nessun genere, anzi i cittadini che sono passati a trovarci erano tutti contenti e incuriositi dalla novità dei vini Israeliani e ci hanno fatto tantissimi complimenti della loro qualità. Abbiamo vinto questa battaglia, ma la guerra contro il boicottaggio e contro la campagna di terrorismo atta a indurre la gente a rigettare per paura qualsiasi cosa che riguarda Israele, è appena iniziata.

E noi la combatteremo fino alla fine, senza lasciarci intimidire e senza sconti per nessuno.

Aggiungo un’annotazione in merito alle foto: alle quattro circa del pomeriggio il grossista israeliano, essendo osservante, se n’è andato perché stava per iniziare la festa di sukkot; a partire da quel momento è stato Eyal a provvedere agli assaggi e alle vendite e di conseguenza, essendo impegnato lì, non gli è stato possibile provvedere a fare foto, proprio nei momenti di maggiore affluenza. Quelle che vedete qui sono quelle scattate la mattina, quando l’affluenza era modesta in tutta la sagra.
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sagra 5
barbara

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DOPO LA GUERRA

Nir Oz è un kibbutz al confine con Gaza: quella che vedete subito dopo il campo è Khan Yunis
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e in mezzo al campo c’era lo sbocco di uno dei tunnel costruiti – al costo di milioni di dollari ciascuno e di tanti bambini morti nel corso dei lavori e di operai assassinati a lavoro concluso perché non potessero parlare – per andare a portare terrore in Israele.
Prima era tutto così
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(l’orizzonte è più storto del solito perché l’ho fatta dall’autobus, al volo e in equilibrio precario). L’acqua disponibile è pochissima, quindi per gestirla è stata installata questa centralina computerizzata
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che controlla ogni singola goccia emessa.
Prima, dicevo. Perché poi c’è stata la guerra, ed è di qui che sono passati i carri armati per le operazioni di terra. Questo, all’inizio dell’estate, era un campo di grano, oggi è così
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e la polvere sollevata dai carri è finita sui melograni lì accanto
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Di verde, oggi, ci sono solo le fronde cresciute dopo la fine delle operazioni,
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per il resto bisognerà aspettare la pioggia. Sotto la polvere, comunque, quelle melagrane sono come questa
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lavata e offerta dal contadino che ha guidato la nostra visita. Se della visita poi volete un resoconto dettagliato, oltre che appassionato, vi invito a leggere questo, bellissimo, scritto da una compagna di viaggio.

barbara