SPIGOLATURE 2

Dice il signor Domenico Arcuri, “commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all’emergenza COVID-19”:

“Distribuiremo, a titolo gratuito, al sistema sanitario le mascherine”.

Cioè, capite, questo sente la necessità di precisare che i medici ospedalieri non dovranno pagare di tasca propria le mascherine che verranno loro fornite. Come direbbe Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia: “Grassie… grassie…” E a proposito di mascherine per noi comuni mortali:
50 c
calmieramento
E magari leggi anche qui.
Poi ci sono quei famosi congiunti, affetti stabili e via straparlando, su cui si pronuncia l’imprescindibile Andrea Marcenaro:

Sul significato esatto di “congiunti”, allora, siamo finalmente d’accordo: genitori, figli, sorelle, fratelli, nonne/i, zie/i, nipoti, cugine/i, compagne/i, fidanzate/i, conviventi svincolate/i da unioni civili etero, o omosessuali, oppure non conviventi, solo amanti, etero o omo che siano, legate/i però da relazione affettiva stabile. Oh! E chiarita la cosa, non resta che preavvisare i carabinieri: personalmente sono bisessuale, poligamico naturale, multibifidanzato, profondamente affezionato e stabilmente legato a tutte e tutti loro. Anzi, cercasi pullman.

In vostro aiuto comunque, per aiutarvi a districarvi nella complessa materia, vi verrà in aiuto 3749° documento di autocertificazione
dich. affetti
però non cercate di fare i furbi, eh, che la polizia controllerà attentamente
affetti
Nel frattempo il sinistrissimo organo della sinistrissima UCEI, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (mi sa che quest’anno cercherò qualcun altro a cui dare l’8‰) lancia un grido d’allarme per la democrazia in pericolo:

Gli autocrati e il virus. L’emergenza sanitaria, in alcuni Paesi, si sta trasformando in un’occasione imperdibile per cancellare diritti e libertà. Lo ricorda Ezio Mauro, in un editoriale su Repubblica che guarda anche a quel che sta accadendo in Ungheria. Viktor Orbán, tra le varie azioni intraprese, ha infatti mandato “i corpi speciali dell’esercito a presidiare dall’interno le grandi aziende e ha tagliato le entrate dei Comuni, per colpire l’opposizione che si sta coagulando attorno ai sindaci, mentre nuove leggi di censura vietano ogni critica e la riscrittura dei libri di scuola ripropone scrittori antisemiti e cancella le glorie della letteratura magiara come il Nobel Imre Kertész”.

Dettaglio del tutto trascurabile il fatto che l’Ungheria sia, credo, l’unico Paese europeo in cui non c’è bisogno di presidi di polizia davanti a sinagoghe e scuole ebraiche. Dettaglio del tutto trascurabile che Orban abbia chiesto al Parlamento, e ne abbia ottenuto dopo regolare votazione, pieni poteri per poter fronteggiare l’epidemia senza i ritardi della burocrazia, mentre da qualche altra parte i pieni poteri siano stati scippati senza chiedere autorizzazioni di sorta e senza limiti di tempo e lasciando in piena attività l’intero apparato burocratico che rallenta criminalmente ogni provvedimento atto a mitigare i disastri provocati dalla situazione (sempre che siano poi vere le altre cose che dice a proposito dell’Ungheria). Situazione su cui sembrano avere qualcosa da dire, oltre alle persone già citate in altri post, sia Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte Costituzionale, sia l’attuale presidente, Marta Cartabia

Quanto alle conseguenze dell’ultimo dissennato prolungamento della chiusura, secondo alcuni calcoli pare che questo provocherà la chiusura definitiva di almeno mezzo milione di attività, il che significa decine di milioni di persone senza lavoro. Ossia senza reddito. Ossia 0 tasse che arriveranno allo stato per funzionare. E che l’uomo che parla a nome del governo quando il resto del governo è stato in realtà esautorato ed è rimasto solo lui, che quest’uomo, dicevo, possa ignorare queste conseguenze, credo proprio di poterlo escludere, quindi a uno viene da porsi qualche domanda. Sembra comunque che qualcosa abbia finalmente cominciato a muoversi: a Tolmezzo, in Friuli-Venezia Giulia

a Padova

e qualcuno ha detto che a Genova si stanno organizzando. E attenzione ai bambini:

Proseguo con una cosa ironica (almeno spero…)

DA UN AMICO BARISTA:
Bar. – Sono chiuso da oltre DUE mesi e finalmente posso riaprire. Alzo la saracinesca?
Esp.= No, no. Calmo, stai calmino. Devi far “sanificare” il locale.
Bar. – Ma scusate, non ci entra nessuno da un mese… chi volete che lo abbia infettato?
Esp. = Non importa. Va “sanificato”…
Bar. – Chi lo sanifica?
= Un’azienda autorizzata e iscritta all’albo. Poi ti rilascia un certificato che devi appendere in un posto visibile dentro il tuo bar e ti consegna le schede dei prodotti che ha usato per sanificare…
Bar. – Ok. Poi alzo la saracinesca e comincio a vendere?
Esp. = No. Tieni presente che puoi stare aperto dalle 7 alle 14.
Bar. – Azz. Il pomeriggio e la sera no?
Esp. = No. Ah… guarda che il personale dentro il bar deve avere cappello, mascherina, camice e sovrascarpe.
Bar. – Ma se nemmeno in ospedale hanno le soprascarpe. Va beh… poi posso far entrare i clienti e…
Esp. = Cosaaaa? I CLIENTI?
Bar. – Si.
Esp. = Ma sei scemo? I clienti possono solo telefonare e tu gli porti la roba a casa.
Bar. – Cioè io faccio sanificare, mi bardo come un operatore dell’ospedale Covid e posso solo fare consegne a domicilio? E solo di mattina? Tutt stu burdell per “Mi portate tre caffè e un cornetto, i caffè con zucchero a parte”?
Esp. = Si, è così.
Bar. – Ma se è solo per consegne a domicilio perché solo fino alle 14? Lo facevo tutto il giorno, almeno recuperavo un po’…
Esp. = No, è pericoloso. Ah, a proposito, guarda che il pomeriggio quando chiudi, ogni giorno, devi sanificare di nuovo.
Bar. – E me faccio fa n’atu certificato?
Esp. = No. La sera devi solo annotare sul registro chi ha sanificato quel giorno, che attività ha svolto e che prodotti ha usato.
Bar. – sopra un registro? Faccio un registro delle pulizie?
Esp. = Esattamente!
Bar. – Scusa, esperto: ti posso fare una domanda?
Esp. = Sono qui per questo, dimmi.
Bar. – A quanto lo metto un caffè consegnato a domicilio?
Esp. = Bah… non saprei…
Bar. – Te lo dico io: almeno a 20 euro altrimenti ci vado a perdere. Aprite voi
“Esperto”. Ho capito…
Barman; Io me sto a casa.
Copiato ed incollato… solidarietà (qui)

E una seria

Egregio Sig. Conte, io non ci sto.

Se dopo 36 anni di quotidiano e onorato lavoro di colazioni al bar, Lei e gli Scienziati mi “permettete” di aprire a giugno SENZA AIUTI veri non ci sto. Lei sa tutto di noi, i nostri redditi, i nostri più intimi debiti che abbiamo contratto e sa benissimo che così non si può ripartire. SENZA AIUTI VERI NON SI RIPARTE. Le nostre aziende non erano pigre, ne’ viziate, nè garantite da nessuno ma andavano avanti. Se non riesce a dare aiuto concreto in qualsivoglia ragionata maniera non può pretendere che comprenda le sue scuse per l’inps che non ha ancora esaudito le richieste, per la cassa integrazione che non si vede, son passati due mesi e ce ne chiede un altro. Guardi i registratori obbligatoriamente collegati a gennaio e tutta la fatturazione costata migliaia di euro e li ricontrolli quando riapriremo (se riapriremo) e si metta una mano sulla coscienza. Se sky mi scrive addolorato che blocca i pagamenti fino a maggio, se vodafone regala giga io non ci faccio niente. Vorrei perlomeno che lo Stato che rispetto, a sua volta mi rispetti, da sempre ho lavorato per lo Stato, ultimamente fino ad agosto versando ben oltre il 70 per cento in tasse dirette ed indirette . VOGLIO AIUTI DAL VERO non ulteriori debiti con le banche. Capisco il problema della salute, se non ci sono certezze posso stare anche chiuso, ma non mi faccio chiudere. Pretendo non parole ma FATTI E FUTURO. Marco Quattrini.

E ora una piccola cosa mia. Piccola per me e per chi mi legge, ma non certo per i protagonisti. Ieri, in centro, ho visto il primo negozio con sulla vetrina il cartello AFFITTASI. Evidentemente avevano resistito in attesa della fatidica fase due, in attesa di poter finalmente ripartire. Invece è arrivata la tremenda, micidiale mazzata di Conte. E hanno dovuto prendere atto che era finita. La loro strada è diventata un vicolo cieco, un tunnel senza luce in fondo. Non potranno mai più ripartire. Un cazzotto allo stomaco mi avrebbe fatto meno male. E tutto questo sfacelo è stato almeno di qualche utilità? Andiamo a leggere i dati: il 44,1% delle infezioni si è verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro. Non c’è traccia di contagi presi in giro o da persone che non rispettavano l’ordinanza. E il bollettino quotidiano? Il 26 aprile sono morte 260 persone, il 27 333, il 28 382 (fra cui 37 infermieri, mentre il bilancio totale dei medici sale a 152). E l’impietosa risposta è no, non è stato di alcuna utilità, né il blocco di tutte quelle attività, né una segregazione tanto feroce, che non ha pari nel resto d’Europa. E io mi pongo una domanda. Gli esperti ci avevano detto, fermiamoci per due settimane: questo è il tempo di incubazione del virus; se ci fermiamo il virus non circola più, si ammala chi sta già incubando e poi è finita. Ci abbiamo creduto e ci siamo fermati. Sono passate due settimane, poi tre, poi quattro, poi cinque, sei, sette, ora siamo all’ottava, e il virus a fermarsi non ci pensa neanche di striscio. Gli esperti, chiaramente, si erano sbagliati. Ok, succede, soprattutto quando si ha a che fare con una situazione nuova che non possiamo confrontare con niente di conosciuto, quindi niente anatemi, niente richiesta di teste da far rotolare (mica ci chiamiamo Guccini, noi), niente improperi. Però, questa è la mia domanda: perché quando questi stessi esperti ci dicono che per fermare il virus dobbiamo restare fermi e barricati in casa e isolati ancora per una, due, quattro settimane, perché dobbiamo credere che stavolta invece stiano azzeccando la soluzione giusta?

barbara

IL PIDDÌ, LA POVERA GRETA E IL RISCALDAMENTO GLOBALE

(come sottotitolo l’amico Myollnir suggerisce “Greta e i gretini”)

Il piddì è quella cosa che ha fatto le primarie. Le primarie sono quella cosa che è stata vinta dal signor Zingaretti. Il signor Zingaretti è quella cosa che ha dedicato la vittoria a Greta.
Greta Thunberg
E che cos’è questa Greta di cui fino all’altro ieri ignoravamo l’esistenza? No, non ditemi che il “che cos’è” è una mancanza di rispetto: è infatti perché genitori e altri loschi personaggi la stanno strumentalizzando e usando proprio come una cosa, che siamo venuti a conoscere la sua esistenza; e ciò di cui tutti parlano non è la persona Greta, bensì il fenomeno Greta, che vuole salvare il pianeta mediante lo sciopero scolastico. Ogni venerdì prima da sola con l’unico supporto dei genitori (già: i genitori…) poi sempre più in compagnia, diserta la scuola e si piazza davanti al parlamento perché “noi abbiamo fatto i nostri compiti a casa e i politici no” (se hanno, come da noi, circa 35 settimane di scuola l’anno e cinque ore di lezione al giorno, fanno 175 ore di lezione perse) e uno particolarmente maligno magari potrebbe chiedersi dove se la sia costruita tutta questa competenza climatologica ecologica eccetera eccetera. Soprattutto ti chiedi da dove sia venuta a una bambina di otto anni in cui si manifestano i sintomi dell’Asperger la certezza che la causa della sua patologia siano i cambiamenti climatici, la certezza che questi siano antropogenici, la convinzione che se i politici fanno i compiti a casa possono in quattro e quattr’otto rimettere tutto a posto. Poi se sei ancora più maligno potresti chiederti se sia proprio una coincidenza la concomitanza dell’inizio della sua “protesta” e l’uscita del libro di sua madre e della costante presenza in scena dell’agente della suddetta madre (qui qualche dettaglio).

E da noi? Eh, non crediate, anche da noi i giovani sono pienamente coscienti della gravità del problema e, pur con grande sofferenza, si sottopongono al tremendo sacrificio di rinunciare a un giorno di scuola per scendere in piazza a chiedere giustizia per l’ambiente

NOTA: il video non è più disponibile, ma nell’articolo linkato qui sopra è stato sostituito con uno ancora visibile. Non so se sia copiabile – io almeno non so come si fa- ma lo potete andare a vedere lì. Fatelo, ne vale la pena.

Due parole ora sulla questione che tanto angustia la povera Greta, anzi tre. Quella di Carlo Rubbia

Quella di Antonino Zichichi

D: Una delle grandi emergenze planetarie sulla quale lei si sta cimentando è quella del clima. In un recente articolo lei però ha invitato a fare una distinzione tra inquinamento e clima e a stare in guardia da chi teorizza una responsabilità umana come principale causa del cambiamento climatico. In cosa consistono quelle che per lei sono “eco-bufale”?
«L’errore sta nel fare confusione tra inquinamento e clima. Un conto è l’inquinamento, che significa immettere veleni nell’atmosfera, fenomeno di cui è responsabile l’uomo e che si può e si deve combattere. Altro è l’evoluzione del clima. Io sostengo che i motori che contribuiscono all’evoluzione climatologica sono tre: l’oceano globale (la superficie liquida del pianeta), la superficie solida (terra, alberi ecc.) e l’attività umana. Quest’ultima incide al massimo per il 10%. È corretto ignorare il 90% dovuto a effetti naturali, come ad esempio le macchie solari, i vulcani, i raggi cosmici? L’attività umana ha un effetto dieci volte meno importante di quelli della Natura. Ha fatto bene perciò Trump a non firmare gli accordi sul clima sottoscritti a Parigi, in quanto i modelli matematici che descrivono l’evoluzione del clima erano e sono privi di credibilità scientifica. L’evoluzione del clima è una realtà che dipende da tante variabili e non può essere descritta usando modelli matematici con un enorme numero di parametri liberi come fanno molti climatologi. Il padre di questa matematica, John von Neumann, insegna che con appena 4 parametri liberi è possibile costruire un modello matematico il quale dimostra che gli elefanti volano. Oltre ai numerosi parametri liberi i climatologi dimenticano Galilei: i loro modelli non hanno alcuna conferma sperimentale. Il padre della Scienza moderna insegna che la matematica da sola non è lo strumento con cui possiamo dimostrare di avere torto o ragione».

E quella di questo grafico
allarme clima
Aggiungo un invito a leggere questo post di Davide Romano di quattordici anni fa, relativo al Protocollo di Kyoto che i buoni hanno firmato e i cattivissimi no, La sinistra alleanza tra ecologisti ideologici e terzomondisti usa lo Tsunami e qualche considerazione su quei poveri bambini che a sei anni impartiscono lezioni di comportamento climaticamente corretto.

E concludo con il micidiale Andrea Marcenaro.

Cosa dire a chi ve li scassa
Può essere Cacciari, o tua cognata, può essere Spalletti, o Freccero, o Settis, oppure uno a caso della Juve, o Carlo Verdelli, ma può essere Goffredo Bettini, o quello che ti racconta quando conobbe l’avvocato Agnelli, o chi scegliete voi. A chi vi scassa i maroni, all’unica condizione che deve scassarveli veramente, voi dite così: “Guarda che ti faccio passare un pomeriggio con la piccola Greta Thunberg”.

No vabbè basta, abbiamo scherzato, adesso parliamo seriamente. Anche se noi boccaloni ci siamo bevuti tutte queste scemenze, il vero manovratore occulto qualcuno, infinitamente più sveglio di noi, l’ha sgamato.
Greta-Rotschild
barbara

ANDREA MARCENARO E LO STATUS QUO DEL PAPA

Casino in medio oriente, ieri. Altro, probabilmente, ce ne sarà domani. Chissà dopodomani poi si spera di no. Pensandoci meglio, poteva venir bene lo status quo raccomandato subito da Papa Ciccio. Con i libri di scuola in Cisgiordania e Gaza, dove Israele non compare sulle cartine geografiche. Con gli attentatori proclamati martiri, anche meglio se sono femmine, più vitalizio relativo ai parenti. I bambini di Betlemme ai quali, nelle feste comandate, viene regalato un coltello. Odio a chilometro zero. Ebrei da cancellare. Quegli altri che non ne vogliono sapere. Tre morti con un camion di qua. La reazione di là. Qualche missile da Gaza. Un paio di bombardamenti per autodifesa. Dieci morti di qua. Quindici di là. Altri trenta da questa parte, solo che il benedetto tir travolga come deve. Qualcuno di più con le bombe dai droni, che intelligenti sì, ma la precisione l’è quel che l’è. Un campo di bare con la stella di Davide. Un altro campo di bare con la mezzaluna. E a quel punto ci siamo. Un pizzico di fantasia, giusto quel cicinìn che serve per immaginarsi i campi uno sopra l’altro, poi basta lo status quo che l’obiettivo è raggiunto: due popoli, due strati. (08/12/2017)

E niente, Marcenaro è un genio. E dato che – voi non lo sapete ma io sì – il sodalizio Marcenaro-Fait è antico di decenni (è stata lei a mandarlo, da filo palestinese – ma lei era sicura che era intelligente – a spese dell’associazione Italia Israele di Merano, in Israele: lui è andato, ha visto, ha capito, ed è tornato così), vi schiaffo giù anche la nostra Deborah. Poi, volendo, ci sarei anch’io, che in altra occasione ho avuto qualcosa da dire a questo papa, e anche al precedente.

barbara

AGGIORNAMENTO: apprendo ora che Deborah Fait e Giulio Meotti sono stati sospesi da FB.

ALLE PORTE DI VIENNA, QUESTA VOLTA, IL NEMICO NON È STATO FERMATO

Tutta l’Europa a Bruxelles decisa a difendersi

Tutta l’Europa a Bruxelles, decisa a difendersi. Determinata a resistere di fronte alle minacce portate dall’invadenza del mondo esterno. Accampamenti notturni, ideazioni di strategie, andirivieni di ambasciatori, dissidi tra capitali, accordi vilipesi o ritrovati con esibizioni di muscoli, nel nome della Grecia. E con i greci. Tutti a Bruxelles. Anche i greci, com’è ovvio. Alcuni materialmente, per primi i capi, i condottieri più valorosi, fiancheggiati dai guerrieri d’élite. Ma a Bruxelles, col cuore, anche tutti gli altri: dall’Attica alla Tessaglia, e i traci, e le popolazioni del Peloponneso, dell’Egeo settentrionale, di Creta, delle isole. Tutti a Bruxelles, tutti a far muro sulle belghe Termopili della moderna Europa. E mo’ chi glielo dice che l’imperatore Barack, quatto-quatto, l’esercito persiano stava facendolo passare da Vienna? (Andrea Marcenaro)


Iran, raggiunto il folle accordo sul nucleare

Oggi è un giorno nero in cui i P5+1 hanno accettato di sottostare ai sotterfugi, per altro evidenti ad ogni persona di buon senso, che consentiranno al regime iraniano di proseguire il loro programma nucleare sia pure rallentato. La firma del Trattato di Vienna lascia intatte all’Iran le sue ambizioni egemoniche sul Medio Oriente e sul mondo, e il suo primato sul terrorismo. Agli occhi di chi è contro la folle promessa di dist ruggere Israele e di aggredire l’America, che è stata reiterata più volte durante le trattative, la battaglia continua e la prossima tappa sarà l’approvazione da parte del Congresso americano. Sarebbe bello, tuttavia, che anche l’Europa facesse sentire un parere dissenziente. È strano, ma potremo contare soltanto sull’oltraggio che di sicuro esprimeranno i Paesi sunniti come Egitto, Arabia Saudita, Paesi del Golfo. (Fiamma Nirenstein)

E poi leggi qui. E ringraziamo che, mal che vada, ci sarà sempre Israele a pararci il culo.
Naftali Bennet
Oggi, comunque, questo blog è in lutto per il vile attentato cinicamente perpetrato contro la pace mondiale.

lutto
barbara