CHI HA DIRITTO AL 25 APRILE

Cari amici,
ieri sono stato a una piccola manifestazione che si è svolta in piazza Sana Babila a Milano, luogo un tempo considerato casa loro dai neofascisti neri e da qualche anno punto di ritrovo dei neofascisti neri rossi bianchi e verdi (per chi non capisce l’allusione, sono i colori della bandiera palestinista) per contestare la presenza ebraica alla manifestazione del 25 aprile. Il presidio è stato proposto dal deputato europeo di Forza Italia Stefano Maullu ma vi hanno partecipato soprattutto esponenti della comunità ebraica milanese e delle associazioni di amicizia con Israele. L’iniziativa è stata resa necessaria da un appello di organizzazioni palestiniste contro “la presenza sionista al corteo” (https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/25-aprile-palestina-1.3842371). E’ una pagliacciata che si ripete da qualche anno a tutte le feste della Liberazione, non solo a Milano, che questa volta sembra più organizzata e pericolosa. Tanto che a Milano, a differenza da quel che è accaduto a Roma negli anni scorsi, l’Anpi si è affrettata a condannare la provocazione.
Io non credo che ci saranno incidenti, per la vigilanza delle forze democratiche e soprattutto della polizia e anche perché l’assalto al corteo del 25 aprile da parte di sostenitori del terrorismo palestinese, magari guidati da avanzi di galera del terrorismo italiano degli anni Settanta, com’è successo l’anno scorso, sarebbe uno scandalo troppo grosso. Ma comunque vale la pena di riassumere qui un paio di argomenti cruciali su questo problema:

  1. GLI EBREI hanno tutto il diritto di stare in un corteo che festeggia la caduta del fascismo. Perseguitati dal fascismo ben prima dell’invasione nazista (le leggi razziste che fecero perdere agli ebrei italiani lavoro, scuola, proprietà ecc. sono del ‘38), internati, consegnati ai tedeschi per inviarli ai campi della morte, gli ebrei parteciparono alla Resistenza in proporzione molto maggiore del resto della popolazione e con rischio assai più grande. Per i clandestini, gli internati, i carcerati ebrei il 25 aprile 1945 fu letteralmente il momento che li riportò alla vita dall’anticamera della morte – almeno per quelli che non erano già stati trovati e sterminati. Chi più di noi ha diritto di festeggiare questa data? Chi più di noi ha l’antifascismo come matrice esistenziale?
  2. IL SIONISMO, movimento proibito e perseguitato dal fascismo e dal nazismo ha sempre avuto una organizzazione democratica e pluralista al suo interno, ha organizzato la lotta contro il nazismo del popolo ebraico, sospendendo anche in Israele la resistenza al colonialismo inglese per non ostacolare la guerra. L’antinazismo è radicato nel DNA del sionismo, dalla rivolta del ghetto di Varsavia ai partigiani come Primo Levi e tanti altri fino alla Brigata Ebraica.
  3. LA BRIGATA EBRAICA. Una delle prove di questa scelta è il reclutamento di un’intera brigata di volontari per l’esercito britannico, che fu curata dall’Agenzia Ebraica, l’organo esecutivo del sionismo. E’ un progetto formulato nel ‘39, all’inizio della guerra, che dovette superare fortissime resistenze nel governo e nello stato maggiore britannico e che quindi divenne operativo solo nel ‘44-’45. Ma la Brigata Ebraica combatté effettivamente contro i nazisti proprio sul fronte italiano, risalendo il versante adriatico fino alla pianura padana. Gli ebrei e i sionisti furono parte, con questa brigata della grande alleanza dei popoli contro il nazifascismo.
  4. I PALESTINESI. Anche se è improprio chiamare per gli anni ‘40 con questo nome gli arabi che oggi vogliono chiamarsi così, [fino al 1948 erano chiamati palestinesi gli ebrei che vivevano in quell’area, ndb] vale la pena di chiedersi: loro e i loro alleati nazionalisti arabi, da che parte stavano allora? La risposta è semplice: erano compattamente dalla parte dei nazifascisti. Il caso tipico e tante volte commentato è quello del Muftì di Gerusalemme Amin al-Ḥusaynī, il quale non contento di aver guidato stragi antiebraiche in terra di Israele e in Mesopotamia, nel 1941 si rifugiò in Italia (accolto con grandi onori da Mussolini) e poi in Germania dove fu ospite onorato di Hitler, amico personale di Himmler e consulente di Eichmann per la soluzione finale della questione ebraica e capo di una divisione di SS musulmane (trovate qui un riassunto delle sue imprese: https://it.wikipedia.org/wiki/Amin_al-Husseini).

Dunque: i fondatori del palestinismo si arruolarono con le SS, gli esponenti del sionismo con l’esercito britannico e nella Resistenza. Chi ha diritto di stare in una manifestazione che ricorda la vittoria degli alleati e del movimento partigiano contro i nazifascisti? Purtroppo l’antisemitismo che fu dei nazisti è riaffiorato abbondantemente anche a sinistra e l’odio per Israele dei centri sociali è identico a quello dei neofascisti. Esso si esprime nella orribile retorica negazionista per cui Israele farebbe ai palestinesi quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei. E’ un’immensa menzogna, i cittadini arabi hanno in Israele gli stessi diritti degli ebrei e nei territori contesi Israele si limita a impedire il terrorismo.

Ma il punto non è questo. In una manifestazione che ricorda la sconfitta del nazismo ha posto chi fece la resistenza e la guerra contro Hitler e Mussolini, non chi li appoggiava allora. E soprattutto non chi ancora oggi usa i loro simboli. Avete visto le fotografie e i video con la svastica fatta sventolare a Gaza insieme alle bandiere palestinesi?
fumo
Gli aquiloni che cercano di incendiare e bombardare le terre israeliane, con scarso successo, ma decorati ancora con la svastica?
aquisvastica 1
aquisvastica 2
I palestinisti erano filonazisti E LO SONO ANCORA esplicitamente, spudoratamente. Non c’è posto per loro in qualunque situazione, organizzazione o manifestazione che voglia essere antifascista.

Ugo Volli, su Informazione corretta, 23/04/2018

Di mio aggiungo solo il ricordo di quando, a una manifestazione del 25 aprile a Roma, Piero Terracina
25aprile2008b
25aprile2008 Terracina
– arrestato all’età di quindici anni su segnalazione di un delatore, deportato ad Auschwitz insieme ai genitori, la sorella, i fratelli, uno zio e un nonno, nessuno dei quali sopravvisse – si sentì urlare ripetutamente “assassino” (mentre quest’anno, invece…).

barbara

AGGIORNAMENTO: mi è venuto in mente che in archivio ho questo:
anac
Poi magari potresti anche leggere qui.

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