TIMNA

Il parco geologico di Timna, nel sud di Israele, a poche decine di chilometri da Eilat, è sicuramente una delle meraviglie di Israele (sì, lo so, di meraviglie in Israele ce ne sono tante, ma pur tra le tante meravigliose meraviglie, Timna spicca). Sede delle più antiche miniere di rame del pianeta (IV millennio a.C.), varrebbe da solo un viaggio in Israele. Vi si possono ammirare, oltre ai resti del tempio in cui pregavano i minatori,
tempio
straordinarie formazioni naturali, come le “colonne di re Salomone”,
colonne 1
colonne 2
colonne 3
colonne 4
colonne 5
il “fungo”,
fungo
una specie di sfinge,
sfinge
e una serie infinita di panorami mozzafiato, di cui vi offro solo una ridottissima scelta.
Timna 1
Timna 2
Timna 3
Timna 4
Timna 5

POST SCRIPTUM. Nel resoconto di questo viaggio non parlerò di Yam HaMelach – il mar Morto, oggi ribattezzato, non a torto, Sea of Life: ne potete trovare in abbondanza foto e racconti qui, alla voce “secondo viaggio” e, soprattutto, molto meglio di quanto mai potrei raccontarlo io, in questo straordinario concentrato di emozioni.

barbara

GERUSALEMME

La casa delle bullae
L’archivio, in pratica. Andato distrutto insieme a tutte le case circostanti e buona parte di Gerusalemme – fra cui, in particolare, il Tempio – nell’incendio appiccato dai babilonesi quando nel 586 a. C., a conclusione di un lungo assedio, riuscirono a irrompere nella città. I documenti si bruciarono, ma i sigilli (bullae, appunto) d’argilla che li chiudevano si cossero, e nel corso degli scavi ne furono riportati alla luce ben quarantacinque.
bullae (foto non mia)
bullae 1
bullae 2
bullae 3
bullae 4
bullae 5

L’ospizio austriaco
Ossia Österreichische Hospiz zur Heiligen Familie; fondata nel 1857, questa casa di accoglienza per i pellegrini cattolici austriaci fu ufficialmente aperta nel 1863. Fino al 1918 fu anche residenza del console d’Austria a Gerusalemme che, come i rappresentanti di varie potenze cristiane, aveva anche il compito di proteggere i cristiani dell’Impero Ottomano. Nel 1939, in quanto proprietà tedesca, l’Ospizio fu confiscato dagli inglesi e utilizzato come luogo di internamento per preti austriaci, tedeschi e italiani e membri di varie congregazioni religiose. Dopo il 1948 questa parte della città fu occupata dalla Giordania e l’ospizio fu convertito dalle autorità giordane in ospedale. Nel 1985 l’ospedale fu chiuso e l’edificio restituito all’Austria. Nel 1987 l’edificio fu completamente rinnovato e un anno dopo riaperto ai pellegrini. Dal portone che si apre sulla Via Dolorosa,
portone
(foto non mia)

per una scala di pietra si arriva all’ingresso,
ospizio 1
ai lati del quale si possono ammirare sedie e tavolini in ferro battuto, col ripiano in maiolica,
ospizio 2
così come nel giardino
ospizio 3
fresco e rigoglioso.
ospizio 4
Ma il motivo per cui vale la pena di visitare questo edificio sta più in alto: nella terrazza sul tetto, con vista mozzafiato su Gerusalemme, a 360°
ospizio 5
ospizio 6
ospizio 7
ospizio 8
ospizio 9
Altre cose mooooolto belle e mooooolto interessanti le trovate qui (come al solito, il link non è un invito a leggere: è un ordine!)

barbara