ACCOLTELLARE È UN DIRITTO UMANO!

E se vi opponete siete degli infami razzisti fascisti colonialisti suprematisti bianchi pieni della vostra solita arroganza.

I Democratici gridano: “Lasciateli usare i coltelli”, perché le lotte con i coltelli tra adolescenti sono diritti umani

L’assurdità liberal raggiunge nuove vette sulla scia della sparatoria di Ma’khia Bryant.

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 22 Aprile 2021 di “Tucker Carlson Tonight”.

Buone notizie: dopo una ricerca decennale da parte di una commissione “blue-ribbon” di esperti di fama internazionale della McKinsey & Company e della Yale Law School, il Partito Democratico ha annunciato di aver finalmente trovato la singola politica più grottesca, più distopica, più anti-umana mai adottata da un governo occidentale. Hanno cercato a lungo per trovarla, come avrete certo notato.
In una trionfale conferenza stampa, i principali leder dei Democratici hanno svelato le loro scoperte, che ora sono un asse della piattaforma del partito: permetteranno agli adolescenti di accoltellarsi a vicenda.
Accoltellare le persone è stato a lungo un tabù in questo paese, specialmente per quelli sotto i 18 anni. Per decenni, i giovani americani hanno nascosto i loro coltelli a serramanico, i loro stiletti, le loro Ka-Bar e i loro machete. I ragazzi sono stati costretti a vivere come se affondare le lame negli sconosciuti fosse qualcosa di cui vergognarsi invece che una parte normale e sana della loro infanzia. Ora non più. Le lotte con i coltelli sono diritti umani. L’accoltellamento può finalmente uscire allo scoperto.
Per certi versi, è un ritorno al futuro. Il diritto di pugnalare è stato ripristinato nel pantheon delle libertà che i nostri antenati Maya enumerarono migliaia di anni fa nel nostro documento fondatore, la Dichiarazione della Diversità. In futuro, permettere ai ragazzi di pugnalare gli altri sarà sancito dalla legge, assieme agli altri (nuovi) diritti fondamentali dell’America: il diritto di commettere frodi elettorali, il diritto a piercing gratuiti, il diritto dei trans stranieri illegali con disturbi pituitari di diventare piloti di caccia. Questi sono gli stessi diritti su cui questa nazione è stata fondata – i diritti per cui il Partito Democratico esiste per proteggere.

Ora, non tutti hanno accolto bene questa notizia. Alcuni la chiamano una forma di sacrificio degli adolescenti. Certo che l’hanno fatto. Come Kamala Harris sottolinea spesso, i bigotti odiano il progresso. Vogliono riportare questo paese ai secoli bui, un tempo in cui i quartieri residenziali dell’America erano sicuri e la gente si piaceva. Ma non si può tornare indietro.
Martedì, qualche “Neanderthal” a ColumbusOhio – un razzista, probabilmente – ha chiamato il 911 per lamentarsi di un tentato accoltellamento – che all’epoca, se potete crederci, era considerato una brutta cosa. Durante la chiamata, ha detto:
“Queste ragazze qui cercano di combatterci, di accoltellarci, di metterci le mani addosso, di prendere nostra nonna. Venite subito qui… Abbiamo bisogno di un agente di polizia qui ora”.
Ora, se il vostro primo pensiero dopo aver sentito “qualcuno sta cercando di accoltellarci e prendere nostra nonna. Abbiamo bisogno di un agente di polizia qui ora” è stato: “Calmati, razzista. Accoltellare la gente è una parte importante dello sviluppo dell’infanzia”, concedetevi una medaglia all’equità. Potrebbe esserci un lavoro per voi in prima serata sulla MSNBC.
Un accoltellamento? E che male c’è? Questo avrebbe dovuto essere il nostro primo pensiero. Ma poi abbiamo visto un video più chiaro di quello che è successo dopo, e ammetteremo per un momento che ci siamo chiesti se permettere ai ragazzi di uccidere la gente con i coltelli fosse davvero l’idea illuminata che ci hanno detto essere.
Probabilmente avete visto il video, quindi decidete voi. Un’adolescente chiamata Ma’Khia Bryant era a pochi secondi dall’affondare un coltello in qualcun altro quando la polizia è arrivata. Non importa per chi avete votato o quale sia la vostra visione dell’America moderna, non avete bisogno di indovinare cosa stava succedendo quando guardate il video.

Credo che le persone più sensibili dovrebbero evitare di guardarlo.

Se ascoltate attentamente, potete sentire qualcuno che lo dice sul nastro: “Ti pugnalerò a morte“. Non c’è dubbio che stesse per farlo. La sua mano era in aria. Il coltello era diretto verso il basso. L’altra ragazza era ad un istante dall’essere pugnalata. Se il poliziotto voleva salvare quella ragazza, doveva sparare. E così ha fatto. Non siamo investigatori della scena del crimine, ma questa è stata la nostra conclusione dopo aver visto il video diverse volte.
Kiara Yakita del Black Liberation Movement of Central Ohio ha visto invece qualcosa di diverso e, onestamente, è possibile che abbia più esperienza con queste cose. Come ha detto al Washington Post:
“Non appena l’ufficiale è sceso dalla macchina, aveva la pistola pronta a sparare a qualcuno. Le forze dell’ordine e i funzionari della città si stanno affrettando a trovare scuse perché lei avesse un coltello. Queste scuse non sono valide per me”.
Quindi sappiate questo, America: quelle scuse non sono valide per Kiara Yakita, o per l’intero Movimento di Liberazione Nera dell’Ohio Centrale – quelle “scuse” sono una persona che accoltella a morte un’altra persona davanti alla polizia. Kiara Yakita sa esattamente come un abile dipartimento di polizia gestirebbe situazioni del genere. Non è difficile. Basta diventare Bruce Lee nel film del 1971 “The Big Boss”.
Se Bruce Lee può farlo in uno dei suoi migliori film, non c’è motivo per cui i poliziotti di Columbus, Ohio, non possano fare la stessa cosa. Sì, c’era un tentato omicidio in corso. Questo è comune nei film di kung fu. Ma questo non significa che sia necessario usare le armi da fuoco. Usare una pistola per salvare una vita non è come affermare qualcosa. Non è equità, anche se la ragazza che il poliziotto ha salvato era anche una afroamericana.
Se quel poliziotto avesse letto Ibram X. Kendi, se fosse stato addestrato ai principi dell’antirazzismo, avrebbe tirato fuori un paio di nunchaku di schiuma morbida e avrebbe disarmato l’aggressore – oppure avrebbe lasciato che l’altra ragazza venisse accoltellata.
Un giorno o l’altro, il Dipartimento di Giustizia di Merrick Garland probabilmente sputerà fuori un decreto che imporrà proprio questo, non abbiamo dubbi. Nel frattempo, la MSNBC ha sottolineato che sappiamo per certo che il poliziotto era un razzista, perché non si è nemmeno preoccupato di chiedere a Ma’Khia Bryant quale fosse la sua media di voti, o se avesse un account TikTok popolare… cioè se poteste anche solo immaginarvelo.
Jason JohnsonMa’Khia Bryant, una ragazza di 16 anni di Columbus, Ohio, ha chiamato la polizia per chiedere aiuto. Un agente era sulla scena. E in ventidue secondi le ha sparato a morte. Una studentessa onoraria che stava facendo video su TikTok sul trucco e i capelli. Questo non si è fermato… E ancora, 40 minuti dopo quella sentenza [Derek Chauvin], una ragazza di 16 anni può essere colpita davanti a casa sua. Quindi, No, non sono fiducioso. Perché a meno che non ci sia un cambiamento alla base, alla base, l’abolizione di questa istituzione che continua a deludere la gente nera che paga le tasse in questo paese, tutto il resto è solo un pensiero fantasioso.”
Chi è quel tizio, e che cosa sa? È Jason Johnson della MSNBC. È uno studioso accreditato. Insegna comunicazione alla Morgan State University di Baltimora. Il professor Johnson ha concluso che se i ragazzi non possono continuare ad accoltellare la gente nei vialetti, allora dovremo abolire la polizia. Qualsiasi istituzione che non permette accoltellamenti tra ragazzi non merita di esistere.
L’ACLU ha affermato questo. “Lo diremo di nuovo”, ha dichiarato l’ex organizzazione per le libertà civili su Facebook,
“un sistema che uccide impunemente i bambini non può essere riformato”.
Sapete chi ha annuito mentre lo leggeva? Bree Newsome. La Newsome non lavora all’ACLU, e non è un genio accademico come Jason Johnson. È una sostenitrice a tempo pieno del BLM – una figlia della violenza, un poeta della strada, che a un certo punto ha anche studiato cinema alla Tisch School of the Arts della NYU.
Secondo Bree Newsome, “Gli adolescenti hanno fatto risse, comprese le risse con i coltelli, per eoni“, cioè per molto tempo.
“Non abbiamo bisogno che la polizia affronti queste situazioni presentandosi sulla scena e usando un’arma contro uno degli adolescenti”.

Giusto. Solo perché qualcuno viene accoltellato non significa che tu debba fermarlo, razzista. I ragazzi accoltellano i loro amici da sempre. Fattene una ragione. Lasciate che i ragazzi siano ragazzi. Lasciate che si accoltellino a vicenda. Lasciateli accoltellare! Il tizio che dirigeva la NAACP lo ha detto mercoledì sulla CNN.
Cornell William Brooks, ex presidente e CEO della NAACP: “Non è sbagliato, anzi è giusto che la gente si chieda: è appropriato? Era la cosa giusta? Era una cosa necessaria per un agente di polizia, in pochi minuti, estrarre la sua pistola e sparare quattro proiettili nel corpo di un adolescente?… E se fosse stata vostra figlia? E se fosse stato vostro figlio, e se fosse stato un membro della vostra famiglia, il vostro vicino in una… essenzialmente in una rissa tra adolescenti, una rissa nel cortile della scuola?”
Era solo una “rissa nel cortile della scuola“, ci spiega Cornell Brooks. Vuoi dire che non sei andato in una scuola come quella, dove i ragazzi si affondavano le lame nel petto a vicenda? Allora non sai che ti sei perso.
Joy Reid, la “signora dell’antirazzismo” alla MSNBC, ha vissuto quella che sembra una vita insolitamente privilegiata. È cresciuta a Denver, figlia di un professore, poi è andata ad Harvard, dove ha studiato qualcosa chiamato arti visive. Quindi è un membro confermato del Top 1% della società. Ma anche avendo vissuto così, Joy Reid ha visto un sacco di lotte con i coltelli andando a scuola. Perché le scuole sono così.
Joy Reid“Mi ricordo di lotte anche al liceo o anche da più giovani, dove un ragazzo portava un coltellino o qualcosa del genere a scuola e gli insegnanti erano in grado di sedarle… e non avevano pistole.”
Non avevano pistole. Sì. Avreste dovuto vedere la Brooks House ad Harvard, era piena di sangue.
Quindi, accoltellare le persone non è un grosso problema, ci dice Joy Reid. Se pensate che lo sia – se avete un problema con i ragazzi che commettono violenza nella vostra strada o nella vostra scuola – il problema non sono loro. Il problema sei tuSei tu il criminale. Sei un razzista.
Come ha detto il Sindaco di Columbus, un Democratico di nome Andrew Ginther, dopo la sparatoria:
“Come siamo arrivati a questo punto? Questo è un fallimento della nostra comunità. Alcuni sono colpevoli, ma tutti noi siamo responsabili“.
Ma aspettate un attimo, vi starete chiedendo. Mio figlio non ha cercato di accoltellare nessuno. In effetti, mio figlio avrebbe potuto essere accoltellato. Come posso essere responsabile di tutto questo? Pago le tasse. Cerco di essere un genitore decente. Faccio il possibile per andare alle partite, fare cene in famiglia. E ora sono “responsabile” di un tentato omicidio? Come funziona, esattamente? Perché non ce lo spiega, signor Sindaco?
Beh, funziona grazie alla magia del “razzismo sistemico“. Il razzismo sistemico è il mezzo con cui si viene incolpati di cose con cui non si ha niente a che fare.
La piccola portavoce accigliata di Joe Biden ha fatto questo punto subito dopo l’accaduto a Columbus. In risposta, ha detto che la Casa Bianca lavorerà “per affrontare di petto il razzismo sistemico e i pregiudizi impliciti“. Di chi? I vostri. Il vostro razzismo, i vostri pregiudizi. Ecco cosa ha causato tutto questo.
Proprio così, Valerie Jarrett, la portaborse di Obama, che si è presa una breve pausa dall’arricchirsi per mettere l’America al corrente di ciò che è realmente accaduto: “Esigete responsabilità“, ha scritto. “Lottate per la giustizia“.

Che usino pure i coltelli! O altrimenti… (qui)

FoxNews.com

Vero che siamo tutti contenti che finalmente non ci sia più quel pazzo criminale di Trump che ha spaccato l’America e fatto aumentare la violenza? E sarà poco interessante il fatto che questi sono gli stessi che vogliono ridimensionare drasticamente il diritto di possedere armi?
Se poi vi resta ancora un minuto (è molto corto) leggete anche quest’altra edificante storia dell’America in marcia verso il Sol dell’Avvenir.

barbara

PASSERELLA CONTINUA

rosso
arancio
primavera
E questa è la gonna che sto facendo
gonna
E dato che le foto me le ha fatte la deliziosa ragazza che mi permette di avere una casa decente e lenzuola lavate e stirate, come accompagnamento sonoro vi propongo la bella lavanderina.

Che poi io questa la saprei anche ballare, solo che, dopo che mi sono spaccata tutte e due le zampe e ho fatto due mesi in sedia a rotelle e tutto il resto che è seguito, dopo l’incidente che mi ha resa per mesi semiinvalida, dopo la frattura della vertebra, con immobilità inevitabile per i tre mesi del busto e quasi immobilità prescritta per mesi dopo che l’ho tolto, mi sono accorta che non sono più capace di saltare: proprio non mi si sollevano i piedi da terra. Mi concentro tutta, tendo al massimo i muscoli di gambe e cosce, e riesco a sollevarmi di un paio di centimetri. Adesso comunque mi esercito, e appena mi sono rimessa vi faccio un fischio e venite tutti ad ammirarmi, ok? (e nei commenti al video – ci credereste? Beh sì, in effetti cosa c’è di più ovvio? – ci sono invettive contro i sionisti che fomentano le guerre vendendo armi a tutto il mondo. Ach, quella povera mamma degli imbecilli senza preservativi).

barbara

DICE, È TUTTA COLPA DELLA LOBBY DELLE ARMI

Cioè quella roba che chiunque può comprarsi un’arma e la potentissima lobby degli armamenti (ma saranno mica ebbrei questi qua, così potenti e così fetenti?) non vuole saperne di restrizioni e così uno gli gira di matto, va lì e si compra un superautomatico a nove miliardi di colpi e fa una carneficina, voi smettete di vendere le armi e le carneficine non le fanno più. Chenfatti – come dice Johnny Palomba, quello delle recinzioni – chenfatti mafia camorra terroristi criminali comuni le armi se le vanno a comprare al supermercato; voi chiudete il reparto armi nei supermercati e centri commerciali, chiudete i negozi di armi, chiudete tutto e i terroristi dovranno fare i loro attentati con le fionde, le rapine in banca coi denti delle forchette e i mafiosi imporranno il pizzo facendo bum con la bocca per intimidire le loro vittime. E vissero a lungo felici e contenti ora e sempre nei secoli dei secoli amen.

(Sì, ok, questi qui, a quanto pare, le avevano acquistate legalmente, ma vi sembra un argomento quando solo in quest’ultimo paio d’anni centinaia di migliaia di persone sono morte a causa di armi illegali, o di esplosivi fatti in casa con ingredienti comprati dal fioraio o, se si ha la pazienza di farli fuori uno alla volta, con un banale coltello da cucina? Cerchiamo di non essere ridicoli, per favore)

barbara

ISRAELE NOVE (6)

Kfar Giladi

Kfar Giladi
Kfar Giladi terra
è stato uno dei primi Kibbutz fondati in Israele, nel 1916 (il primo era stato Degania, nel 1909) da alcuni membri del movimento Hashomer Hatzair (“il giovane guardiano”) il cui compito principale era quello di occuparsi della sicurezza degli insediamenti ebraici. Si trova in Alta Galilea, al confine col Libano,
Kfar Giladi map
precisamente nella valle di Hula. Il nome definitivo, Kfar Giladi appunto, fu deciso dopo la morte per Spagnola nel 1918 di Israel Giladi, uno dei fondatori. Questa è la prima casa di Kfar Giladi, costruita per i fondatori
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(decisamente diversa da quella che possiamo vedere qui, nella decima foto).
Nel 1920 il kibbutz viene temporaneamente abbandonato, per dieci mesi, dopo un pesante e vittorioso attacco arabo al vicino insediamento di Tel Hai, che qualche anno dopo verrà assorbito da Kfar Giladi, formando un unico kibbutz.
Oggi, come la maggior parte dei kibbutz, anche Kfar Giladi ha abbandonato la struttura del “kibbutz puro” che si autosostenta unicamente con l’agricoltura; l’agricoltura è ancora attiva, con coltivazioni di mele, avocado, litchi, mais, cotone, grano, patate, allevamento di bovini e pollame e itticoltura, ma l’economia del kibbutz è basata anche sull’albergo (con la tipica struttura della maggior parte degli alberghi costruiti nei kibbutz, ossia tanti piccoli edifici disseminati tra gli alberi) e quattro cave.

La cosa singolare tuttavia, e particolarmente interessante, di questo kibbutz, è la storia delle armi. Ce l’ha raccontata Amnon Nir, vivace settantenne che ci ha fatto da guida in questa storia straordinaria.
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In seguito a un drammatico episodio di aiuti negati in un momento di pericolo estremo, i dirigenti del kibbutz hanno deciso che mai più avrebbero permesso che la loro salvezza dipendesse dalla buona volontà di qualcun altro, e hanno deciso di procurarsi armi sufficienti a far fronte a qualunque imprevisto potesse presentarsi in futuro, e a tenerle nascoste. Quindi sono passati all’azione: procurare le armi e scavare rifugi sotterranei, giurando solennemente di non rivelare il segreto a nessuno. Giuramento ferreamente rispettato fino alla fine. Rispettato fino al punto che quando la moglie di uno di coloro che vi lavoravano ha deciso che ne aveva abbastanza della storiella dei turni di sorveglianza tutte le notti tutta la notte (per non insospettire gli estranei, svolgevano di giorno i loro lavori normali, e lavoravano allo scavo dei rifugi quasi tutta la notte) e gli ha posto l’aut-aut: o mi dici la verità o me ne vado coi bambini, ha scelto di perdere moglie e figli piuttosto che tradire il giuramento. E solo per caso, in tempi piuttosto recenti, alcuni nascondigli sono stati scoperti (si dice che le armi siano state scoperte tutte, ma qualcuno sospetta che in realtà ce ne siano ancora da altre parti). Naturalmente voci sull’esistenza di armi nascoste erano trapelate, ma nessuno è mai riuscito a scoprire dove fossero. Si è presentato anche Ben Gurion, si sono presentati gli inglesi, ma nessuno è potuto penetrare nel nascondiglio. Proprio uno degli inglesi della missione incaricata di trovare le armi, non moltissimo tempo fa, si è trovato nella stanza fotografata qui sopra, e quando gli è stato detto che le armi si trovavano esattamente sotto i suoi piedi, ha rivelato che all’epoca aveva avuto il forte sospetto che le armi potessero essere lì sotto, e che ci dovesse essere una botola, e che questa botola potesse trovarsi sotto questo macchinario,
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ma il macchinario pareva cementato al pavimento, impossibile da spostare. Ciò che non avrebbe mai potuto sospettare era l’esistenza di un perno che tiene bloccato il macchinario, e che, fatto ruotare, lo sblocca,
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cosicché il macchinario scorre
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e lascia libera la botola, con la scala che porta fino al nascondiglio.
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E le armi, per ogni evenienza, se le tengono lì, perché “nella vita non si può mai sapere”. [NOTA: parecchie delle foto sono di Giovanni, soprattutto quelle prese nel nascondiglio in cui, a causa delle condizioni delle mie gambe in seguito all’incidente, e alcuni altri motivi, non sono potuta scendere]

barbara

CI FOSSE ANCORA UN BEGIN!

Quando la Knesset, con una maggioranza di due terzi, approvò l’annessione del Golan, gli Stati Uniti dichiararono che avrebbero “punito Israele”. Il 21 dicembre 1981 il primo ministro Begin, con una mossa senza precedenti, convocò l’ambasciatore e gli lesse la seguente dichiarazione, resa successivamente pubblica.

Tre volte negli ultimi sei mesi, il governo americano ha “punito” Israele.
Il 7 giugno abbiamo distrutto il reattore nucleare iracheno “Osirak” vicino a Baghdad. Non voglio ricordarle oggi da chi abbiamo ricevuto la conferma definitiva che questo reattore stava per produrre bombe atomiche. Su una cosa non abbiamo avuto dubbi: la nostra azione è stata un atto di salvezza, un atto di autodifesa nazionale nel senso più nobile della parola. Abbiamo salvato la vita di centinaia di migliaia di civili, tra cui decine di migliaia di bambini.
Ciononostante, lei ha annunciato che ci avreste puniti – e non avreste onorato un contratto firmato e confermato che comprendeva date specifiche per la fornitura di velivoli (da guerra).
Non molto tempo dopo, in un’azione difensiva – dopo che era stato perpetrato un massacro contro la nostra gente lasciando tre morti (tra cui un superstite di Auschwitz) e 29 feriti, abbiamo bombardato la sede dell’OLP a Beirut.
Voi non avete nessun diritto morale di fare la predica a noi sulle vittime civili. Abbiamo letto la storia della seconda guerra mondiale e sappiamo cosa è successo ai civili quando vi siete mossi contro un nemico. E abbiamo letto anche la storia della guerra del Vietnam e la vostra espressione “body-count”. Noi cerchiamo sempre di evitare di colpire la popolazione civile, ma a volte è inevitabile – come è avvenuto nel nostro bombardamento del quartier generale dell’OLP.
A volte mettiamo a rischio la vita dei nostri soldati per evitare vittime civili.
Ma voi ci avete puniti: avete sospeso la consegna degli aerei F-15.
Una settimana fa, su richiesta del governo, la Knesset ha approvato con una schiacciante maggioranza di due terzi in tutte e tre le letture la “legge delle alture del Golan”.
Ora dichiarate ancora una volta che punite Israele.
Che razza di linguaggio è “punire Israele”? Siamo un vostro stato vassallo? Siamo una Repubblica delle banane? Siamo ragazzini di quattordici anni che se non si comportano bene vengono bacchettati sulle dita?
Lasci che le dica da chi è composto questo governo. È composto da persone che hanno speso la vita nella resistenza, nella lotta e nella sofferenza. Non ci spaventerete con le vostre “punizioni”. Chi ci minaccia ci troverà sordo alle sue minacce. Siamo pronti ad ascoltare unicamente argomenti ragionevoli.
Non avete alcun diritto di “punire” Israele; io ne rifiuto persino la parola.
Lei ha annunciato la sospensione delle consultazioni sull’attuazione del memorandum d’intesa sulla cooperazione strategica, e che il vostro ritorno a queste consultazioni in futuro dipenderà dai progressi compiuti nei colloqui sull’autonomia e dalla situazione in Libano.
Volete rendere Israele ostaggio del memorandum d’intesa.
Io considero la vostra sospensione delle consultazioni per il memorandum come un’abrogazione (da parte vostra) del memorandum. Nessuna “spada di Damocle” penderà sopra la nostra testa. Prendiamo debitamente atto del fatto che avete abrogato il memorandum d’intesa.
Il popolo di Israele ha vissuto 3.700 anni senza un protocollo d’intesa con l’America – e continuerà a farlo per altri 3.700. Per noi (la sospensione statunitense) è un’abrogazione del memorandum.
Non ci lasceremo imporre da voi di consentire agli Arabi di Gerusalemme est di prendere parte alle elezioni sull’autonomia – e minacciare di sospendere il memorandum se non acconsentiamo.
Ci avete imposto sanzioni economiche – violando con ciò le promesse del Presidente. Quando il segretario Haig è stato qui, ha letto da un documento scritto la promessa del Presidente Reagan di acquistare armi israeliane e altre attrezzature per un valore di 200 milioni di dollari. Ora lei dice che non sarà fatto.
Questa è dunque una violazione della parola del Presidente. Si usa così? È corretto?
Avete cancellato altri 100 milioni di dollari. Cosa volevate fare – “colpirci nel portafogli”?
Nel 1946 viveva in questa casa un generale britannico di nome Barker. Oggi ci vivo io. Quando lo combattevamo, ci avete chiamati “terroristi” – e noi abbiamo continuato a combattere. Dopo che abbiamo attaccato il suo Quartier Generale nell’edificio dell’Hotel King David che aveva requisito, Barker ha detto: “Di questa razza si potrà avere ragione solo colpendola nel portafogli” – e ha ordinato ai suoi soldati di smettere si frequentare i caffè ebraici.
Colpirci nel portafogli – questa è la filosofia di Barker. Ora capisco perché tutti i grandi sforzi del Senato per ottenere la maggioranza per l’affare delle armi con l’Arabia Saudita è stato accompagnato da una ignobile campagna antisemita.
Prima c’era lo slogan “Begin o Reagan?” – e ciò significava che chiunque si opponesse all’affare sosteneva un primo ministro straniero e non era leale nei confronti del Presidente degli Stati Uniti. E così senatori come Jackson, Kennedy, Packwood e naturalmente Boschwitz non sono cittadini leali.
Poi lo slogan è diventato “Non dovremmo permettere agli ebrei di decidere la politica estera degli Stati Uniti.” Qual era il significato di questo slogan? La minoranza greca negli Stati Uniti si è data molto da fare per indurre il Senato a trattenere le armi della Turchia dopo l’invasione di Cipro. Nessuno spaventerà la grande e libera comunità ebraica degli Stati Uniti, nessuno riuscirà a intimidirla con la propaganda antisemita. Staranno dalla nostra parte. Questa è la terra dei loro antenati – e hanno il diritto e il dovere di sostenerla.
Alcuni dicono che noi dobbiamo “abrogare” la legge approvata dalla Knesset. “Abrogare” è un concetto dei tempi dell’Inquisizione. I nostri antenati andavano sul rogo piuttosto che “abrogare” la loro fede.
Non stiamo andando al rogo. Grazie a Dio. Abbiamo abbastanza forza per difendere la nostra indipendenza e per difendere i nostri diritti.
Se dipendesse da me soltanto, direi che noi non dovremmo abrogare la legge. Ma per quanto posso giudicare non c’è in effetti nessuno sulla terra che può convincere la Knesset ad abrogare la legge che è passata con una maggioranza di due terzi.
Il signor Weinberger – e più tardi il signor Haig – ha detto che la legge ha effetti negativi sulla risoluzione ONU 242. Chi dice questo, o non ha letto la risoluzione, o l’ha dimenticata, o non l’ha capita.
L’essenza della risoluzione è il negoziato per stabilire confini concordati e riconosciuti. La Siria ha annunciato che non condurrà trattative con noi, che non ci riconosce e non ci riconoscerà – e ha quindi rimosso dalla risoluzione 242 la sua essenza. Come potremmo dunque attentare alla 242?
Per quanto riguarda il futuro, voglia cortesemente informare il Segretario di Stato che la legge sulle alture del Golan rimarrà valida. Non c’è niente al mondo che possa farla abrogare.
Quanto al fatto che vi abbiamo colti di sorpresa, la verità è che non volevamo mettervi in imbarazzo. Sapevamo le vostre difficoltà. Venite a Riyadh e Damasco. È stato il Presidente Reagan dire che il signor Begin aveva ragione – che se Israele avesse detto (prima) agli Stati Uniti della legge, gli Stati Uniti avrebbero detto no. Noi non volevamo che diceste di no – e quindi siamo andati avanti e abbiamo applicato la legge israeliana al Golan.
Non era nostra intenzione mettervi in imbarazzo.
Per quanto riguarda il Libano, ho chiesto che il Segretario di Stato venga informato che non attaccheremo, ma se saremo attaccati, contrattaccheremo. (Qui, traduzione mia)

Già, ci vorrebbe davvero un Begin, in una situazione drammatica come quella attuale, e con Israele sotto la spada di Damocle del ricatto americano – che, come si può vedere da questo testo, è ben lungi dall’essere il primo. Un Begin o una Golda Meir: anche in occasione della guerra del Kippur gli Stati Uniti, nella persona di Kissinger, allo scopo dichiarato di “far sanguinare Israele”, aveva bloccato la fornitura d’armi (America cane da guardia di Israele? Ma mi faccia il piacere, come diceva quel tale); in quell’occasione Golda Meir permise che trapelasse e arrivasse a Kissinger la notizia che aveva dato ordine di tenere pronte le armi atomiche, nel caso si fosse messa male. La fornitura d’armi fu immediatamente sbloccata.
Ma di quella gente lì, purtroppo, sembra essersi perso lo stampo.

barbara

LE ARMI CHE HAMAS NON USERÀ

contro i civili israeliani
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Vedete, quando dicono “Gaza è uguale ad Auschwitz”, è la sacrosanta verità: Auschwitz era un’istituzione guidata da una banda di criminali che aveva come unico obiettivo ammazzare il maggior numero possibile di ebrei, e Gaza è  un’istituzione guidata da una banda di criminali che ha come unico obiettivo ammazzare il maggior numero possibile di ebrei. L’unica differenza è che ad Auschwitz gli ebrei stavano dentro e non si potevano difendere, mentre a Gaza gli ebrei stanno fuori e si difendono egregiamente. Ed è per questo, solo per questo, che vogliono annientare Israele, altro che stato di Palestina, autodeterminazione e altre balle!

barbara