CI FOSSE ANCORA UN BEGIN!

Quando la Knesset, con una maggioranza di due terzi, approvò l’annessione del Golan, gli Stati Uniti dichiararono che avrebbero “punito Israele”. Il 21 dicembre 1981 il primo ministro Begin, con una mossa senza precedenti, convocò l’ambasciatore e gli lesse la seguente dichiarazione, resa successivamente pubblica.

Tre volte negli ultimi sei mesi, il governo americano ha “punito” Israele.
Il 7 giugno abbiamo distrutto il reattore nucleare iracheno “Osirak” vicino a Baghdad. Non voglio ricordarle oggi da chi abbiamo ricevuto la conferma definitiva che questo reattore stava per produrre bombe atomiche. Su una cosa non abbiamo avuto dubbi: la nostra azione è stata un atto di salvezza, un atto di autodifesa nazionale nel senso più nobile della parola. Abbiamo salvato la vita di centinaia di migliaia di civili, tra cui decine di migliaia di bambini.
Ciononostante, lei ha annunciato che ci avreste puniti – e non avreste onorato un contratto firmato e confermato che comprendeva date specifiche per la fornitura di velivoli (da guerra).
Non molto tempo dopo, in un’azione difensiva – dopo che era stato perpetrato un massacro contro la nostra gente lasciando tre morti (tra cui un superstite di Auschwitz) e 29 feriti, abbiamo bombardato la sede dell’OLP a Beirut.
Voi non avete nessun diritto morale di fare la predica a noi sulle vittime civili. Abbiamo letto la storia della seconda guerra mondiale e sappiamo cosa è successo ai civili quando vi siete mossi contro un nemico. E abbiamo letto anche la storia della guerra del Vietnam e la vostra espressione “body-count”. Noi cerchiamo sempre di evitare di colpire la popolazione civile, ma a volte è inevitabile – come è avvenuto nel nostro bombardamento del quartier generale dell’OLP.
A volte mettiamo a rischio la vita dei nostri soldati per evitare vittime civili.
Ma voi ci avete puniti: avete sospeso la consegna degli aerei F-15.
Una settimana fa, su richiesta del governo, la Knesset ha approvato con una schiacciante maggioranza di due terzi in tutte e tre le letture la “legge delle alture del Golan”.
Ora dichiarate ancora una volta che punite Israele.
Che razza di linguaggio è “punire Israele”? Siamo un vostro stato vassallo? Siamo una Repubblica delle banane? Siamo ragazzini di quattordici anni che se non si comportano bene vengono bacchettati sulle dita?
Lasci che le dica da chi è composto questo governo. È composto da persone che hanno speso la vita nella resistenza, nella lotta e nella sofferenza. Non ci spaventerete con le vostre “punizioni”. Chi ci minaccia ci troverà sordo alle sue minacce. Siamo pronti ad ascoltare unicamente argomenti ragionevoli.
Non avete alcun diritto di “punire” Israele; io ne rifiuto persino la parola.
Lei ha annunciato la sospensione delle consultazioni sull’attuazione del memorandum d’intesa sulla cooperazione strategica, e che il vostro ritorno a queste consultazioni in futuro dipenderà dai progressi compiuti nei colloqui sull’autonomia e dalla situazione in Libano.
Volete rendere Israele ostaggio del memorandum d’intesa.
Io considero la vostra sospensione delle consultazioni per il memorandum come un’abrogazione (da parte vostra) del memorandum. Nessuna “spada di Damocle” penderà sopra la nostra testa. Prendiamo debitamente atto del fatto che avete abrogato il memorandum d’intesa.
Il popolo di Israele ha vissuto 3.700 anni senza un protocollo d’intesa con l’America – e continuerà a farlo per altri 3.700. Per noi (la sospensione statunitense) è un’abrogazione del memorandum.
Non ci lasceremo imporre da voi di consentire agli Arabi di Gerusalemme est di prendere parte alle elezioni sull’autonomia – e minacciare di sospendere il memorandum se non acconsentiamo.
Ci avete imposto sanzioni economiche – violando con ciò le promesse del Presidente. Quando il segretario Haig è stato qui, ha letto da un documento scritto la promessa del Presidente Reagan di acquistare armi israeliane e altre attrezzature per un valore di 200 milioni di dollari. Ora lei dice che non sarà fatto.
Questa è dunque una violazione della parola del Presidente. Si usa così? È corretto?
Avete cancellato altri 100 milioni di dollari. Cosa volevate fare – “colpirci nel portafogli”?
Nel 1946 viveva in questa casa un generale britannico di nome Barker. Oggi ci vivo io. Quando lo combattevamo, ci avete chiamati “terroristi” – e noi abbiamo continuato a combattere. Dopo che abbiamo attaccato il suo Quartier Generale nell’edificio dell’Hotel King David che aveva requisito, Barker ha detto: “Di questa razza si potrà avere ragione solo colpendola nel portafogli” – e ha ordinato ai suoi soldati di smettere si frequentare i caffè ebraici.
Colpirci nel portafogli – questa è la filosofia di Barker. Ora capisco perché tutti i grandi sforzi del Senato per ottenere la maggioranza per l’affare delle armi con l’Arabia Saudita è stato accompagnato da una ignobile campagna antisemita.
Prima c’era lo slogan “Begin o Reagan?” – e ciò significava che chiunque si opponesse all’affare sosteneva un primo ministro straniero e non era leale nei confronti del Presidente degli Stati Uniti. E così senatori come Jackson, Kennedy, Packwood e naturalmente Boschwitz non sono cittadini leali.
Poi lo slogan è diventato “Non dovremmo permettere agli ebrei di decidere la politica estera degli Stati Uniti.” Qual era il significato di questo slogan? La minoranza greca negli Stati Uniti si è data molto da fare per indurre il Senato a trattenere le armi della Turchia dopo l’invasione di Cipro. Nessuno spaventerà la grande e libera comunità ebraica degli Stati Uniti, nessuno riuscirà a intimidirla con la propaganda antisemita. Staranno dalla nostra parte. Questa è la terra dei loro antenati – e hanno il diritto e il dovere di sostenerla.
Alcuni dicono che noi dobbiamo “abrogare” la legge approvata dalla Knesset. “Abrogare” è un concetto dei tempi dell’Inquisizione. I nostri antenati andavano sul rogo piuttosto che “abrogare” la loro fede.
Non stiamo andando al rogo. Grazie a Dio. Abbiamo abbastanza forza per difendere la nostra indipendenza e per difendere i nostri diritti.
Se dipendesse da me soltanto, direi che noi non dovremmo abrogare la legge. Ma per quanto posso giudicare non c’è in effetti nessuno sulla terra che può convincere la Knesset ad abrogare la legge che è passata con una maggioranza di due terzi.
Il signor Weinberger – e più tardi il signor Haig – ha detto che la legge ha effetti negativi sulla risoluzione ONU 242. Chi dice questo, o non ha letto la risoluzione, o l’ha dimenticata, o non l’ha capita.
L’essenza della risoluzione è il negoziato per stabilire confini concordati e riconosciuti. La Siria ha annunciato che non condurrà trattative con noi, che non ci riconosce e non ci riconoscerà – e ha quindi rimosso dalla risoluzione 242 la sua essenza. Come potremmo dunque attentare alla 242?
Per quanto riguarda il futuro, voglia cortesemente informare il Segretario di Stato che la legge sulle alture del Golan rimarrà valida. Non c’è niente al mondo che possa farla abrogare.
Quanto al fatto che vi abbiamo colti di sorpresa, la verità è che non volevamo mettervi in imbarazzo. Sapevamo le vostre difficoltà. Venite a Riyadh e Damasco. È stato il Presidente Reagan dire che il signor Begin aveva ragione – che se Israele avesse detto (prima) agli Stati Uniti della legge, gli Stati Uniti avrebbero detto no. Noi non volevamo che diceste di no – e quindi siamo andati avanti e abbiamo applicato la legge israeliana al Golan.
Non era nostra intenzione mettervi in imbarazzo.
Per quanto riguarda il Libano, ho chiesto che il Segretario di Stato venga informato che non attaccheremo, ma se saremo attaccati, contrattaccheremo. (Qui, traduzione mia)

Già, ci vorrebbe davvero un Begin, in una situazione drammatica come quella attuale, e con Israele sotto la spada di Damocle del ricatto americano – che, come si può vedere da questo testo, è ben lungi dall’essere il primo. Un Begin o una Golda Meir: anche in occasione della guerra del Kippur gli Stati Uniti, nella persona di Kissinger, allo scopo dichiarato di “far sanguinare Israele”, aveva bloccato la fornitura d’armi (America cane da guardia di Israele? Ma mi faccia il piacere, come diceva quel tale); in quell’occasione Golda Meir permise che trapelasse e arrivasse a Kissinger la notizia che aveva dato ordine di tenere pronte le armi atomiche, nel caso si fosse messa male. La fornitura d’armi fu immediatamente sbloccata.
Ma di quella gente lì, purtroppo, sembra essersi perso lo stampo.

barbara

LE ARMI CHE HAMAS NON USERÀ

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Vedete, quando dicono “Gaza è uguale ad Auschwitz”, è la sacrosanta verità: Auschwitz era un’istituzione guidata da una banda di criminali che aveva come unico obiettivo ammazzare il maggior numero possibile di ebrei, e Gaza è  un’istituzione guidata da una banda di criminali che ha come unico obiettivo ammazzare il maggior numero possibile di ebrei. L’unica differenza è che ad Auschwitz gli ebrei stavano dentro e non si potevano difendere, mentre a Gaza gli ebrei stanno fuori e si difendono egregiamente. Ed è per questo, solo per questo, che vogliono annientare Israele, altro che stato di Palestina, autodeterminazione e altre balle!

barbara

LE PREOCCUPAZIONI DEL MINISTRO

Per tirarli fuori dal carcere Enrico Letta ce la sta mettendo tutta
Un giudizio i cui toni «sgradevoli» hanno sorpreso Palazzo Chigi. Il presidente del consiglio italiano si è preso a cuore la vicenda.
tentativo di sbloccare al più presto la situazione giudiziaria
il capo del governo ha detto che la nostra opinione pubblica è «molto preoccupata» per il loro destino, ha chiesto una «attenzione particolare» e la «massima accelerazione possibile» per risolvere il caso. «Ti prego di fare tutto ciò che è in tuo potere – ha scandito “con calore” Letta – perché questi obiettivi siano raggiunti».
Dopo il bilaterale tra i due governi, Letta ha incontrato in ambasciata i genitori dei ragazzi arrestati. A tutti ha stretto la mano, poi si è chiuso per un quarto d’ora con un padre e una madre. «Vi sono vicino e seguirò gli sviluppi con la massima attenzione», ha promesso. (Corriere della Sera, 06/12/12, articolo di Monica Guerzoni)

I marò quasi sicuramente innocenti e illegalmente trattenuti in India, per i quali si profila di nuovo una condanna a morte? No: i teppisti laziali, sicurissimamente colpevoli, legittimamente trattenuti in Polonia.
Signor ministro, vada a cagare.
armi laziali
le armi trovate ai “tifosi” laziali, (qui)

barbara

GIORGIANA MASI

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Assassinata nel maggio di 36 anni fa, all’età di 19 anni, dai cecchini di Francesco KoSSiga. Quello che ha ammesso di avere fornito ai terroristi armi e documenti falsi (e in un’altra occasione ha dichiarato che siccome il terrorismo è una realtà, bisogna venirci a patti), cercando poi di rifarsi una verginità con la “rivelazione” del lodo Moro, ossia quella cosa che consentiva ai terroristi di usare in territorio italiano quei documenti falsi e quelle armi che il signor KoSSiga aveva fornito loro. (Ignorava evidentemente, il signor KoSSiga, che una baldracca, anche se si fa ricostruire l’imene, sarà pure tecnicamente vergine, ma sempre baldracca resta).

[…]E poi, fra tanti, c’era lei, Giorgiana, anche lei la nostra eta’ ma molto piu’ matura di noi. Un modello a scuola, voti buoni, ed un equilibrio che ce lo sognavamo noialtri con la testa piena di progetti e fantasie. Il suo impegno, il femminismo convinto. Un impegno militante, la convinzione della non-violenza. Lei, una figura esile e magra, che portava il busto tanto era fragile, con quei capelli neri un po’ arruffati, fermati ogni tanto da una fascia, d’inverno l’immancabile poncho peruviano, altrimenti gli ampi camicioni a coprire quel suo esile corpo. Ma dentro era una roccia, granitica nelle sue convinzioni. Fu grazie a lei che scoprii i Radicali, anche se non era del tutto convinta di quel partito…. lei era di sinistra, ma l’impegno civile per le donne da lei ricercato si
coniugava bene con quell’allora folckloristico partito. Fu grazie a lei che presi coscienza che i diritti civili e politici erano importantissimi e si potevano esprimere anche con una pacata fermezza. Lei che era nella classe accanto alla mia, la V A del Pasteur dove c’era pure la Federica che ora e’ giornalista del TG3. Per anni che la vedevamo tutti i giorni sempre uguale, una presenza certa quanto discreta; mai un gesto eclatante od un urlo.
“Ma come ti chiami, sul registro c’e’ scritto Giorgiana…”
“Giorgina” e l’avra’ ripetuto chissa’ quante volte.
Ogni tanto non la reggevi coi suoi discorsi a senso unico specialmente nelle assemblee, ma lei non si scomponeva :
– Parliamo d’altro, che palle, dai …-
“Si vede che e’ piu’ facile arrivar li’ che nella tua testa….”.
-…’Mazza ce vai giu’ co’ lo scannatoio altro che col bisturi Giorgi’….!! –
Mai un’incertezza, mai un tentennamento, sempre sicura.
– T’ho vista con un ragazzo… –
” Stiamo insieme….”
– Ma dai… chi l’avrebbe detto… pensavo che ci considerassi tutti nemici noi maschietti…!! –
“Ma va’, stupido…”.
Quella mattina doveva esserci anche lei a scuola. Il giorno prima c’era stata la manifestazione non autorizzata dalla questura di Roma organizzata dai radicali in ricordo della vittoria del referendum sul divorzio del ’74, tre anni prima. Si sarebbe dovuto festeggiare,cantare, ballare e basta… Io non ci andai…. gli allenamenti erano prioritari su queste cose. Molti invece ci andarono lo stesso perche’ pensavano che ballare, cantare e festeggiare non facesse male a nessuno. Ci ando’ pure lei col suo carico di entusiasmo, di impegno politico non violento e di gioventu’. Quelli pero’ erano anni che raramente lasciavano spazio alla moderazione ed all’impegno pacifico. Ci furono gravi scontri scientificamente programmati sia da parte delle forze dell’ordine che da manifestanti di estrema sinistra. E ci ando’ di mezzo pure chi voleva solo festeggiare. Era la sera del 12 maggio ’77 quando spararono a Giorgiana mentre cercava di andare verso Trastevere, dall’altra parte di ponte Garibaldi, lontano da quegli scontri. Un colpo alla schiena mentre stava per mano del suo Gianfranco.Un buco nella schiena di quel corpo cosi’ esile. Un buco cosi’ grande che le piego’ le gambe e scivolo’ per terra con ancora la mano in quella di Gianfranco. Davanti al cancello, in attesa di entrare, la notizia arrivo’ come una mazzata nello stomaco ed un freddo gelido che mi attraverso’ le ossa.
“Ma chi… Giorgina…. ma non e’ possibile, ma non ha mai fatto nulla di strano !!”
Tutto avrei immaginato che sarebbe potuto accadere, ma non a lei.
Non lei.
Lei no.
[…]
Giorgiana fu colpita da un proiettile non appartenente a quelli in dotazione delle Forze dell’Ordine che usano la Beretta calibro 9, ma di un calibro di arma da “guerra”.
(Da un post di un compagno di scuola, riportato qui)

Per chi è troppo giovane per ricordare quei fatti, una dettagliata ricostruzione qui:
Giorgiana Masi

Poi un video costruito dai radicali con immagini di quel giorno e dichiarazioni ad esso relative

e la bellissima e struggente Bologna ’77 del grande Stefano Rosso, dedicata a Giorgiana, anche questa con un video che mostra le immagini di quei giorni e didascalie in sovraimpressione.

PERCHÉ GIORGIANA, ASSASSINATA CON UN COLPO ALLA SCHIENA A DICIANNOVE ANNI, NON DEVE ESSERE DIMENTICATA. MAI.

barbara