LA PRIMA PAROLA

prima parola
Rubata qui. Nel senso che la vignetta muta gira abbondantemente, e questo testo qui credo che lo abbia aggiunto il titolare del blog. Qualcun altro invece ha preferito spiritoseggiare con la matematica, peccato che si sia dimenticato di studiarla, la matematica, prima di spiritoseggiarla.
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Ma adesso passiamo ai discorsi seri, e leggiamo questo ottimo articolo.

Non devi vaccinare tutti i tuoi figli – solo quelli che vuoi tenere

22 maggio, 2017

Il motivo per cui scrivo questo post e’ che sono preoccupata. Siamo sette miliardi e viviamo sempre piu’ gomito a gomito, impilati gli uni sugli altri i case sempre piu’ alte, sempre piu’ vicini; sempre piu’ ci respiriamo addosso, ci tocchiamo, viaggiamo sempre piu’ lontano, e ci scambiamo microbioma che arriva da chissa’ dove.
Questo in se’ non e’ un male, aumentiamo la biodiversita’ dei batteri che, grazie ai passaggi che gli diamo, riescono a scambiarsi molto piu’ materiale genetico rispetto al passato e a diventare sempre piu’ resistenti agli antibiotici. Si evolvono, loro. Noi, invece, ci ammaliamo. Ecologicamente questa e’ quella che gli anglosassoni chiamano una win-win situation, si vince sempre, come alle fiere: aumenta la biodiversita’ e si riducono i numeri della specie che sta alterando gli ecosistemi piu’ rapidamente, cioe’ noi e la nostra progenie.
D’altro canto, anche se siamo una specie ecologicamente perniciosa, siamo anche molto, molto intelligenti e siamo in gara nella corsa della regina rossa con i batteri, quella per cui si corre per rimanere fermi nello stesso posto evolutivo, pena l’estinzione. Ad esempio, se gli antibiotici non funzionano piu’, abbiamo comunque i vaccini.

Ecco qui un dizionarietto incompleto sui vaccini.

Autismo
E’ una malattia genetica con cofattori epigenetici, cioe’ ambientali come alcol o infezioni in gravidanza, e di solito e’ determinato gia’ durante la vita intrauterina del feto, anche se i genitori se ne accorgono dopo. Avendo basi genetiche, non e’ raro che piu’ di un figlio ne sia colpito. (fontefontefonte… potrei continuare a lungo). Nessuna correlazione coi vaccini e’ mai stata dimostrata

Big Pharma 1
Questo blog lo scrivo gratis, e vivo della mia attivita’ didattica e divulgativa, ma se per caso big pharma volesse passarmi quel milione o due di euro per scrivere le stesse cose che sto scrivendo gratis possiamo parlarne, mi contatti in privato.

Big Pharma 2
Se vaccinate i bambini Big Pharma vi vende i sieri, se non li vaccinate vi vende i farmaci per tentare di salvar loro la vita. Siccome i vaccini costano poco, dovrebbero essere scemi per spingere per le campagne vaccinali potendo lucrare su costosissimi inibitori della replicazione virale. Ah, bisogna proprio dirgli tutto, a Big Pharma…

Difterite
Casi di difterite negli USA tra il 1939 e il 2010. Dati del CDC
difterite
Un mio zio, negli anni trenta, mori’ a tre anni di difterite. A parte lui, io personalmente non ho mai seintito  di nessun mio contemporaneo morto di difterite. Secondo dati dei CDC, nel 1921 solo negli USA morirono 15.520 persone di difterite su 206.000 persone colpite, con un tasso di mortalita’ dello 7.5%. Tra il 2014 e il 2015, sempre negli USA, ci sono stati invece solo due casi di difterite, non mortali. La differenza e’ dovuta alla campagna di vaccinazione, che ha pressoche’ eradicato la malattia dai paesi occidentali. La biodiversita’ e’ salva pero’, perche’ la malattia continua a uccidere nei paesi in via di sviluppo. Dove noi andiamo in vacanza, e magari ci infettiamo in ascensore, o nel bar del resort, dato che non ci hanno vaccinati da piccoli. Cioe’, io si, sono stata vaccinata, ma non posso dire altrettanto di alcuni di voi.

Meningite
Se siete in dubbio se sia il caso di vaccinare i bambini contro il meningococco, e’ imperativo che clicchiate su questo link, dove ci sono persone che avevano genitori in dubbio.

CLICCA QUI!

Cliccate, perche’ a parole non saprei dirvelo. Una cosa importante: no, non ce la portano i migranti, abbiamo i nostri ceppi, semmai e’ vero il viceversa, sono loro che dovrebbero avere paura delle malattie che gli portiamo

Mercurio
No, non c’e’ mercurio nei vaccini moderni per i bambini. Full stop. Fonte CDC. Anche ci fosse (e non c’e’), nessuno studio ha evidenziato una correlazione con l’autismo. Del resto, si trova mercurio anche nel pesce pescato in Mediterraneo, in quantita’ significative  nelle specie che vivono a lungo come tonni o palombi. Se fate diventare i bambini vegetariani, io non ho obiezioni.

Morbillo
Un caso molto discusso e’ quello dell’incriminato vaccino contro il morbillo, in realta’ di solito somministrato insieme ad altri. Io ho avuto il morbillo da piccola e sono sopravissuta, anzi ho anche fatto due settimane di vacanza da scuola. Non e’ stato questo il caso dei 134200 bambini e adulti morti di morbillo nel 2015, che fa 367 morti al giorno, o 15 all’ora, un caso su cinque nei paesi in via di sviluppo, uno su 3000 nei paesi industrializzati. E questo dopo campagne vaccinali estesissime. Prima del 2000 la situazione era davvero drammatica, mentre io gongolavo delle mie due settimane di vacanza da scuola. Non sempre pero’ il morbillo ammazza. Un caso su mille sviluppa encefalite, che puo’ portare a irreparabili danni permanenti al cervello.
D’altro canto, secondo dati della World Health Organization (WHO), un caso su un milione puo’ avere reazioni gravi al vaccino, piu’ o meno le probabilita’ di vincere al superenalotto. Quindi, se vaccino mio figlio il rischio e’ di uno su un milione, se non lo vaccino il rischio e’ di uno su mille. Quindi vaccinarsi e’ mille volte piu’ sicuro che non vaccinarsi. D’altro canto farei meglio a stare zitta, perche’ tutto sommato siamo sempre sette miliardi.

Pertosse
A proposito delle mie vaccinazioni, sono stata vaccinata anche contro la pertosse, ma l’immunizzazione che fornisce non e’ permanente e occorrerebbero richiami periodici o ci si ammala lo stesso. Per quello serve vaccinare i bambini. Un giorno ero in un bar e una infernale bambina non vaccinata mi ha tossito in faccia. Ci sono quasi morta. Mi ci son voluti due anni per uscirne e ho tutt’ora qualche strascico sotto forma di lievi problemi respiratori, e molti a livello mentale per il trauma di svegliarmi la notte senza poter respirare, per mesi. La tosse era cosi’ violenta che tossivo sangue. Prima di capire che era pertosse i medici mi davano gia’ per spacciata per cancro ai polmoni. Se ritrovassi l’abominevole infante la ucciderei con le mie mani, e anche sua madre. In Italia nel 1890 ci furono 425 morti registrate di pertosse per milione di abitante, ma ce ne furono solo due nel 1960, poiche’ negli anni quaranta comincio’ l’uso del vaccino trivalente contro tetano, difterite e pertosse. (Fonte). Era troppo bello e non e’ durato. La pertosse dal 2000 circa e’ tornata (lo so, eh, come lo so!) e dal 2000 al 2014 negli USA sono morti 277 bambini di pertosse, quasi tutti sotto i tre mesi, prima dell’eta’ vaccinale, perche’ non c’e’ piu’ immunita’ di gregge. Anche in Italia i casi sono in aumento. Dal 2002 al 2014 non ci sono stati decessi ma ce ne sono stati due nel 2015. Per questa malattia bisognerebbe non solo vaccinare i bambini, ma anche fare richiami alle mamme, che fanno da serbatoio. Oppure non fare niente e rimanere in attesa del superbug che ci soffoca nel sonno. Tanto io oramai sono immune, e penso che sette miliardi di persone siano troppe.

Il problema quindi non e’ il rischio reale, ma quello percepito. I dati che ho scritto qui li ho tratti da complessi paper scientifici in inglese che richiedono un certo addestramento e certe competenze per comprenderli, oltre alla conoscenza della lingua. Creano sconforto, e la loro indecifrabilita’ crea sospetto, come se “ci fosse qualcosa che non ci vogliono dire”. No, non c’e’ niente che non viene detto, i dati sono li. Solo, occorrono molti, molti anni di studi per capirli a fondo, quindi ve li sto mediando. Li ho letti e li racconto in parole povere. I siti degli antivax invece sono molto piu’ rassicuranti, sono scritti in italiano da “mamme come voi, garantito, mio cugino li conosce”. Oppure “me lo ha detto un pediatra, sei forse un pediatra, tu”? No, non sono un pediatra, ma so leggere i dati epidemiologici, che sono tratti da studi con centinaia di casi, e non si basano solo sul figlio dell’amica di vostro cognato, o di quella mamma che scrive sul gruppo Facebook o Whatsapp delle mamme, o su un pediatra assillato da mamme ansiose che non ne puo’ piu’ e da loro ragione.
Se non vi ho convinti, meglio cosi’, anche i panda hanno i loro diritti, tutto sommato

Lisa Signorile, qui

A quei genitori preoccupati per le possibili reazioni negative al vaccino – che esistono, naturalmente: non esiste una sola sostanza presente sulla terra, dai farmaci ai cibi ai pollini alla polvere alla plastica ai detersivi agli animali – a cui qualcuno non sia allergico, con conseguenze anche mortali – consiglio di guardare con attenzione questo disegno: guardatelo, e fatevi due conti.
incidenti bambini

Ad ogni buon conto, perché la prudenza non è mai troppa, quando fate vaccinare i vostri bambini controllate bene che l’ago non abbia un canale troppo ampio (sì, lo so, si chiama lume, ma magari non tutti lo sanno), che non si sa mai:
microchip
barbara

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ANCORA SU REPORT

e sui vaccini anti HPV.

Di Roberto Burioni

Partiamo dalla fine di Report: da quella signora che vi ha detto che i vaccini sono contaminati. Questa affermazione è priva di basi scientifiche. Vediamo perché.
L’agenzia francese per la sicurezza dei medicinali ha condotto uno studio approfondito con l’ausilio di apparecchiature molto sofisticate nel quale sono stati analizzati numerosi vaccini. Parlando di questo studio è importante una precisazione: così come quando pesate una cassetta di frutta dovete sottrarre al peso misurato dalla bilancia quello della cassetta che contiene le mele, così negli esperimenti scientifici bisogna sempre includere una misurazione del “rumore di fondo”, che dovrà essere considerato lo zero. Da quello si parte per misurare, e si chiama “controllo negativo”.
Correttamente, i ricercatori francesi hanno scelto come “controllo negativo” un farmaco iniettabile contro l’ipertensione che non ha nulla da fare con i vaccini (il Tenormin) e della soluzione fisiologica iniettabile, sarebbe a dire una soluzione sterile di acqua e sale senza alcun medicinale all’interno. Ebbene, il risultato è stato chiarissimo. I vaccini non sono per niente contaminati: hanno lo stesso minimo numero di nanoparticelle che è presente nel “controllo negativo”, costituito dal farmaco iniettabile e dalla soluzione fisiologica, per cui nessuna preoccupazione riguardante i vaccini è giustificata.
Non solo: la quantità di queste particelle presente nei vaccini (così come nel Tenormin e nella soluzione fisiologica) è bassissima e in nessun modo nociva, confermando la grande cura che viene riposta nella produzione dei medicinali in generale. Recenti studi hanno dimostrato che anche nel sangue delle persone perfettamente sane sono presenti centinaia di particelle di metalli pesanti per millilitro, senza che questo crei alcun disturbo. Per cui la presenza in TUTTI I MEDICINALI di quantità infinitesimali di queste sostanze è considerata dagli esperti una contaminazione ambientale del tutto innocua, conclusione confermataci dal dato epidemiologico che nessuna malattia è più frequente nei vaccinati o nei trattati con il Tenormin o con soluzione fisiologica rispetto alla popolazione generale.
Dunque le particelle ci sono, ma sono dovunque e sono pochissime, e quando iniettiamo in un paziente un qualsiasi farmaco (vaccino o non vaccino) queste si diluiscono senza alcun pericolo nel sangue tra le tante già presenti all’interno del nostro corpo per il fatto stesso di respirare, mangiare e bere in un pianeta strapieno di esse.
In realtà ci sono anche altri recentissimi lavori che confermano la “pulizia” dei vaccini; ma purtroppo la loro qualità è troppo bassa (mancano per esempio del “controllo negativo” e alcuni dati sembrano degli evidenti errori sperimentali non verificati) e non è purtroppo possibile utilizzarli per confermare quanto scritto sopra. La ricerca fatta male non offre nessuna risposta affidabile, è una regola che vale anche per i lavori “a favore” dei vaccini. [vedi nota finale ] Dunque la conclusione è chiara: i vaccini sono “puliti” esattamente come sono “puliti” tutti gli altri farmaci iniettabili, e le nanoparticelle – nella quantità contenuta dai farmaci iniettabili e dai vaccini – sono innocue e quindi non c’è nulla da temere. I pericoli che vi raccontano sono dunque del tutto immaginari, mentre il rischio di contrarre il papilloma è reale e concreto.
[…] Fidatevi dunque delle persone che hanno una reputazione accertata ed affidabile e non lavorano in un sottoscala, ma in una prestigiosa università e sono stimati nella comunità scientifica: una di queste è il Prof. Pietro Gobbi che devo ringraziare per avermi aiutato a scrivere questo post che tratta di un argomento di microscopia elettronica di cui personalmente non sono esperto.
Il prof. Gobbi oltre ad essere un mio caro amico d’infanzia è anche Professore di Anatomia Umana all’Università di Urbino ed è uno dei più autorevoli microscopisti elettronici del mondo (trovate qui sotto il link al suo curriculum e alle sue pubblicazioni) ed è anche coautore del lavoro citato che ha dimostrato la presenza di un gran numero di nanoparticelle nel sangue di soggetti perfettamente sani. Lui è una di quelle persone di cui vi potete (e vi dovete) fidare.

Questo è il post che ho scritto insieme al Prof. Gobbi. Aggiungo io che in trasmissione avete visto uno dei due autori di quel lavoro di scarsa qualità che è citato nel testo, che trovate ben analizzato nel blog del bravissimo collega Salvo Di Grazia al link che trovate qui sotto.
L’altro autore del lavoro (che non nomino per non dargli visibilità che non merita) e non l’hanno fatto vedere forse perché nel suo sito ne dice da tempo di tutti i colori.
L’ultima – gigantesca – è proprio di ieri, perché questo signore rispondendo ad un lettore ha scritto testualmente
“Lo sa che non esiste alcuna prova scientifica che i vaccini abbiano salvato anche una sola vita umana? Lo sa che i grafici “elaborati” sono quelli raccolti dagli enti di statistica ufficiali britannico, statunitense, australiano, ecc.? “
Secondo voi è il caso di dare autorevolezza ad un lavoro scientifico pubblicato su di una rivista che non è neanche su pubmed e che ha come uno dei due autori una persona che fa simili affermazioni? Secondo me no.
Io ho molto apprezzato la lettera di oggi al Corriere di Sigfrido Ranucci. Capita anche a me: quando faccio lezione se gli studenti capiscono male è colpa mia, riconosco l’errore e rispiego. Lo stesso ha scritto lui e questo lo dipinge come una persona onesta intellettualmente che tiene alla qualità del proprio lavoro e io gli faccio i miei complimenti. Spero che a parlare di vaccini contaminati non chiami persone che scrivono lavori insieme a chi fa affermazioni come quella di cui sopra, ma persone come il Prof. Gobbi.
Domani, con l’aiuto di Pier Luigi Lopalco, mio bravissimo collega, parleremo della questione EMA.
PS: gira un link dove, come al solito, mi si accusa di conflitti di interessi a causa dei miei brevetti. Vorrei fare notare che sono tutti brevetti riguardanti anticorpi monoclonali umani, che potrebbero servire a mettere a punto farmaci ALTERNATIVI ai vaccini.
Se anche avessi brevetti riguardanti vaccini (ma non ne ho, purtroppo) la mia convenienza sarebbe affermare – per promuovere l’uso dei miei brevetti – che i vaccini esistenti sono pericolosi e non funzionano.
Che non mi pare corrisponda a quello che sostengo qui e altrove

Fonti
http://medbunker.blogspot.it/2017/02/i-vaccini-inquinati-unesperta-dice-di-no.html
Leuk Res. 2016 Nov;50:50-56.
https://tinyurl.com/jmju7ac
https://tinyurl.com/zj8kmbl
https://scholar.google.it/citations?user=mcYRIy0AAAAJ&hl=it

Ancora Report, oggi tocca alla questione EMA e farmacovigilanza. In generale, sarebbe bene fare riferimento a fonti autorevoli: per questo cominciamo con le parole di Nature Vaccines sulla questione:
“Noi mettiamo in evidenza come dei colleghi, sotto la bandiera di una autorità rispettata [Cochrane], sollevano preoccupazione riguardo al vaccino contro HPV citando come prove studi di cattiva qualità e di piccole dimensione, ignorando l’estesissima letteratura globale che chiaramente dimostra l’eccellente sicurezza ed efficacia [a proposito di Garattini] di questo vaccino”
Poi devo chiedere aiuto a un amico e collega, Pier Luigi Lopalco. Non è proprio l’ultimo arrivato. Oltre ad essere una persona competente e squisita, è medico, ordinario di Igiene all’Università di Pisa e ha lavorato per dieci anni a Stoccolma nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie a coordinare le strategie vaccinali del continente. Insomma, non proprio un Red Ronnie. Il pezzo originale lo trovate nel suo blog (indicato sotto), dove potete accedere ai link di tutti i documenti citati. Meglio di lui nessuno può spiegarvi come stanno davvero le cose.

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Il pezzo di Report di ieri sul vaccino contro l’HPV è da scuola di giornalismo: “come fare disinformazione acchiappando gli ascolti”. Se i giornalisti avessero fatto il loro dovere, cioè quello di raccogliere la notizia, documentarsi e spiegare la faccenda al pubblico, il pezzo sarebbe dovuto essere questo:
1) A partire da alcune segnalazioni, alcuni neurologi in Giappone sollevano il dubbio che il vaccino contro l’HPV possa scatenare alcune sindromi neurovegetative, caratterizzate dalle sigle POTS e CRPS (rispettivamente Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome [significa che il cuore va più veloce quando il paziente è in piedi] e Complex Regional Pain Syndrome ). Questa è una notiziona, perchè il governo giapponese sospende la raccomandazione all’offerta attiva della vaccinazione e, immediatamente, la copertura contro il papillomavirus crolla drammaticamente. Peccato che questo accadeva nel 2013, quasi quattro anni fa, e nessuno dei giornalisti di Report si è filato la notizia nemmeno di striscio.
2) Il mondo scientifico osserva con attenzione il fenomeno e, quasi unanimemente, si respinge l’ipotesi di associazione fra queste sindromi e la vaccinazione. Tranne che in Danimarca, dove una neurologa prende a cuore il caso di alcune ragazze che si sono sentite danneggiate dalla vaccinazione e inizia a fare una ricerca attiva di casi simili. Appunto: ricerca casi di ragazze vaccinate che abbiano sviluppato sintomi riconducibili a POTS o CRPR. Non fa uno studio epidemiologico, fa solo una ricerca attiva di casi! A questo segue un documentario e la pubblicazione di un libro (The vaccinated girls) che fa molto scalpore in Danimarca. [anche in questo caso, come in quello dei metalli pesanti: nessun lavoro scientifico, ma un libro e molto YouTube] Ovviamente anche questa notizia passa sotto silenzio.
3) In seguito alle segnalazioni dal Giappone e dalla Danimarca, l’EMA avvia una minuziosa indagine sulla possibile relazione fra vaccino HPV e POTS/CRPS. La relazione, pubblicata nel novembre 2015, conclude che NON VI È ALCUNA EVIDENZA DI RELAZIONE CAUSA EFFETTO FRA VACCINAZIONE E POTS/CRPS. Tale relazione è disponibile da due anni sul sito di EMA.
4) Anche l’OMS avvia una indagine sulla materia, mettendo in campo la Commissione Globale per la Sicurezza Vaccinale (GACVS). ANCHE QUESTA COMMISSIONE DICHIARA CHE NON ESISTE ALCUNA EVIDENZA DI ASSOCIAZIONE CAUSALE TRA VACCINAZIONE E POTS/CPRS. Il documento è consultabile pubblicamente dal dicembre 2015.
5) Nel frattempo un ricercatore danese, coordinatore del centro Cochrane nazionale, prende a cuore la cosa e accusa EMA di aver valutato la questione in modo superficiale. In realtà adduce pochi argomenti tecnici e scientifici, basando la sua critica principalmente ponendo un problema di mancanza di trasparenza e presenza di conflitto di interessi. Ecco il documento risalente ad un anno fa. [Il documento è su carta intestata del Cochrane, ma era una sua iniziativa personale non approvata dal centro Cochrane. Avete capito bene, fa di testa sua a nome di altri, e infatti viene prontamente sconfessato! I babbei ci sono anche tra i medici]
6) Dopo aver raccontato sapientemente la storia su esposta, il bravo giornalista avrebbe dovuto intervistare qualche protagonista della querelle e qualche esperto indipendente che avrebbe dovuto chiarire gli aspetti tecnici della faccenda.
Cosa fa Report? Intervista sì un protagonista: il medico danese che ha usurpato la carta da lettera del Cochrane.
A OMS spazio zero, a EMA quasi zero. Io ho conosciuto il responsabile di EMA che ha coordinato la ricerca e, vi assicuro, avrebbe avuto argomenti molto solidi per spiegare la vicenda.
Invece chi si intervista? Mr Shoenfeld: un ricercatore internazionalmente riconosciuto come l’inventore di una sindrome (la sindrome ASIA) di cui non è mai riuscito a dimostrare neanche l’esistenza. Una tale Dr Gatti, che mi riferiscono sia la proprietaria di un laboratorio privato in cui conduce analisi per ricercare nanoparticelle in diversi substrati. Mai pubblicato risultati convincenti su riviste accreditate.
Ovviamente il servizio giornalistico si è dilungato tanto tanto sulle storie di ragazze che denunciano l’insorgenza di sintomi simili a quelli delle ragazze danesi dopo la vaccinazione HPV. E ancora più spazio alla falsa notizia che i medici si sarebbero rifiutati di fare la segnalazione alla farmacovigilanza. La cosa grave è che la giornalista ha omesso di dire che la segnalazione di evento avverso alla farmacovigilanza può essere fatta da chiunque semplicemente mandando una mail dopo aver compilato un modulino facilmente scaricabile da internet.
E’ lecito chiedersi: dove era la notizia? dove l’approfondimento? L’intero servizio era solo un polverone su una ennesima storia legata alle vaccinazioni. In un momento in cui, se parli di vaccini, l’audience la prendi.
Comunque sia, questo non è giornalismo, bellezza.

Grazie, Pier Luigi.

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http://www.adultievaccinati.it/2017/04/18/questo-non-e-giornalismo-bellezza/
https://www.nature.com/articles/s41541-017-0004-x

Aggiungo due commenti lasciati ai post del dottor Burioni: il primo una preziosa precisazione, il secondo un piccolo gioiello.

Alla luce dei fatti, Report è un programma ben fatto solo per chi non sa di cosa si stia parlando. Ogni volta che parlano di qualcosa che conosco mi viene da star male per la superficialità e l’incompetenza. Non hanno le capacità (o la volontà) di soppesare le diverse informazioni e vien fuori un calderone in cui una zanzara pesa quanto un elefante. Del resto, sono programmi fatti per dare alla gente qualcosa di cui lamentarsi, che è il nuovo insopportabile sport nazionale di chi non ha niente di meglio da fare. (Sergio Menegon)
[Credo sia in effetti esperienza abbastanza comune quella di apprezzare certi servizi di “informazione”, fino a quando non vengono toccati argomenti sui quali siamo competenti, e in quella circostanza ci accorgiamo che vengono dette un’infinità di gigantesche sciocchezze]

Scusi Prof! Questo non può smentirlo! Avrà anche lei notato che, con l’aumento delle vaccinazioni, è aumentato il numero dei ponti crollati! I vaccini causano crolli! Innegabile! (Sabina Dalla Vecchia)

Invito infine a leggere questa toccante, oltre che competente, testimonianza, e questa perla, significativa del modo di ragionare di chi pretende di insegnare ai medici il mestiere di medici.

Di mio aggiungo due parole sull’infermiera che fingeva di vaccinare e buttava via le fiale, lasciando scoperti centinaia di bambini; due parole che rivolgo all’avvocato: secondo te ci potrebbe stare una bella incriminazione per tentata strage, ossia roba da ergastolo?

barbara

 

GIURAMENTO (Diario di un soldato)

In Israele funziona così.

Yair Lapid, brillante giornalista e discreto uomo di politica, solleva questo mese un tema delicato, visibile a tutti sul suo profilo facebook.
Pubblica dunque una semplice immagine, una fotografia scattata di spalle e ritraente lui abbracciato a sua figlia Yael, una ragazza autistica affetta da mutismo sin dalla nascita.
“Mia figlia, durante la sua cerimonia di giuramento all’esercito israeliano, indossa la divisa mentre suo papà piange e spera che nessuno se ne accorga”, scrive commosso.
Yael, tuttavia, non è la sola eroina a colmarci di orgoglio: sono migliaia i ragazzi che, ogni anno, decidono di arruolarsi come volontari, sfidando con coraggio quelli che tutti noi reputiamo erroneamente dei limiti insuperabili, fisici o mentali, dimostrando per l’ennesima volta che l’unico limite mentale è il nostro. Jonathan Cohen, il primo ufficiale cerebroleso nella storia dell’esercito israeliano, diventa un simbolo nazionale, un esempio perfetto per ragazzini (e non) in cerca di solidi punti di riferimento da seguire all’interno di una società sempre più allo sbaraglio.
“La prossima volta che qualcuno vi dirà che l’unico ruolo dell’esercito israeliano è quello di combattere, mostrategli pure questa fotografia”, continua e conclude il fondatore del partito Yesh Atid. “Forse ciò può considerarsi vero per gli altri eserciti del mondo, ma l’esercito israeliano vale molto più di questo.”
David Zebuloni (Moked, 30/06/16)
yair-lapid
Piccolo appunto per quelli che “Israele è come la Germania nazista”: nella Germania nazista gli handicappati finivano in gas con l’aiuto anche dell’esercito, in Israele gli handicappati vengono accolti nell’esercito con l’aiuto di tutta la nazione.

barbara