MAMMA MAMMA, GUARDA CHE BEL SELFIE!

Stiamo bruciando i campi dei giudei, guarda che spettacolo!
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Vero che siamo bravi?
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E i bambini? Non vorremo mica lasciarli a casa, vero? Via tutti anche loro a godersi lo spettacolo!
bambini 1
E per non rischiare che non lo vedano bene, piccoli come sono, li mettiamo in prima fila, davanti a noi, così possono vedere bene i soldati israeliani quando rispondono alle molotov che gli lanciamo.
bambini 2
Nel frattempo a Barkan va in onda un altro delizioso spettacolo. L’attrice protagonista è Kim Levengrond Yechezq’el
Kim Levengrond
Aveva ventinove anni; il palestinese l’ha legata alla sedia, poi le ha sparato. Secondo attore è Ziv Hajbani
Ziv Hajbani
trentacinque anni: dopo Kim è toccato a lui. Terza attrice una donna di cui ignoro il nome, di cinquantaquattro anni, all’ospedale con una fucilata nello stomaco. Comparsa Chai Yechezq’el,
Chai Yechezq'el
diciotto mesi, che non vedrà mai più la mamma. Sceneggiatore e regista questo baldo giovane che, terminate le riprese, si allontana dalla scena.

E questi sono i suoi compatrioti che festeggiano con la consueta distribuzione di dolci la felice riuscita dell’impresa.
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dolci 2
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dolci 4
E niente, dobbiamo metterci in testa che la pace si fa coi nemici, che con loro dobbiamo dialogare, che senza dialogo non si risolve niente e col dialogo si risolve tutto, che se gli regaliamo anche una fettina di culo ci ameranno incondizionatamente…

barbara

BARKAN (13/13)

Barkan è questa,
Barkan 1
e si trova qui.
Barkan 2
Vi abbiamo visitato prima la serra, dove ci siamo allegramente fotografati,
noi serra
in cui vengono sperimentati modi di coltivazione diversi, finalizzati tra l’altro al migliore sfruttamento dello spazio
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(ricordiamo che lo stato di Israele – quel minuscolo fazzoletto di territorio che i giochi internazionali hanno lasciato per la costituzione dello stato ebraico – è per il 60% deserto), e poi c’è questa cosa curiosa:
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sono acquari
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collegati alle piante. Qualcuno ha pensato che l’acqua arricchita con gli escrementi dei pesci potrebbe migliorare le coltivazioni, e adesso stanno verificando l’ipotesi: se dovesse risultare esatta, si avrebbe un miglioramento dei risultati delle coltivazioni, e contemporaneamente un risparmio di acqua.

Poi abbiamo visitato una fabbrica
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di materiali plastici,
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che esporta i suoi prodotti anche in vari Paesi esteri, Italia compresa. Gli operai sono metà israeliani e metà palestinesi che godono, naturalmente, dello stesso trattamento, dello stesso orario di lavoro e dello stesso stipendio – molto più alto di quello percepito, per analogo lavoro, nei territori controllati dall’Autorità Palestinese. Se per ipotesi dovessero imporsi anche qui i boicottatori, centinaia di palestinesi finirebbero sul lastrico, esattamente come le centinaia di palestinesi che lavoravano nello stabilimento Sodastream di Mishor Adumim, zona industriale di Ma’ale Adumim, costretto a chiudere dopo la grande vittoria dei “filo palestinesi” del BDS.

Dedico questo post alla memoria di Stefano Gay Taché, assassinato trentacinque anni fa da terroristi palestinesi con il supporto morale di una notevole fetta della nostra sinistra, all’età di due anni. Assassinio originato da quello stesso odio anti israeliano e antiebraico che muove, sia pure in forme diverse, terroristi e boicottatori.

barbara