ANCHE OGGI FIGURE

Con qualche commento. E iniziamo con la cronaca estera, partendo dall’Iran

Hananya Naftali
iran proteste
Ecco come il regime islamico in Iran ha a che fare con i manifestanti – o sparategli sul posto o eseguirli più tardi.
Dov’è l’ONU? Dove sono le organizzazioni per i diritti umani? Questi giovani non sono ancora stati giustiziati. Hanno bisogno della nostra voce. Gli iraniani hanno bisogno della nostra voce.

Proseguendo con la solita, immancabile Cina e la collaborazionista Botteri,
botteri fake
continuando col Libano
missili Libano
e approdando infine a New York, dove qualcuno giustamente si preoccupa
libertà piange
E veniamo in casa nostra, col sindaco più simpatico ed efficiente del pianeta

Il fantastico mondo di De Magistris

Sembra una foto del 2010 e invece è di oggi dal Cavone sopra piazza Dante.
Napoli De Magistris
Grazie sindaco, scegliendo una decoratrice di dolci come capo di Asia stiamo vedendo degli ottimi risultati soprattutto adesso in emergenza Covid, con la città piena di immondizia, i negozi che non riaprono e i turisti che non tornano più. Sei il fenomeno della politica che Napoli meritava dopo l’eruzione del Vesuvio e il colera. Grazie per questi splendidi anni!

passando per l’attivista più simpatico della galassia che guida gli squamo-pinnati più simpatici della galassia

Attilio Fontana

Sui canali delle Sardine è stato postato il video dell’arresto di un ‘innocuo’ ragazzo con una ricostruzione non verificata: fermato da 5 agenti perché di colore e senza mascherina. (nell’immagine vedete le scritte)
sardine fake
Era una #FakeNews.

La realtà è diversa: il 25enne del Mali aveva scavalcato i tornelli urlando e spaventando i passeggeri, con sé aveva un coltello e permesso di soggiorno scaduto da un anno.
Grazie alle Forze dell’Ordine, sono intervenute con prontezza, non contro ad una persona per il colore della pelle ma perché identificato come fonte di pericolo verso gli altri.

per arrivare al presidente del consiglio più simpatico ed efficiente e geniale di tutte le galassie
1 Conte Orban
2 scadenze
3 appello mattarella
(clic per leggere l’articolo)
4 tossico
5 misure
e con questa sconfiniamo con la cosiddetta emergenza, molto cosiddetta
6 Zangrillo
(clic)
Ricordando che Zangrillo è uno dei pochissimi che i medici considerano attendibile, dal momento che non è uno che sta chiuso dei laboratori e va poi in televisione a fare la bella statuina, bensì un medico che è stato in prima linea come loro, e oltre a quello che dice lui ci sarebbe anche questo
7 fine emergenza
e questo
8 esperti
che è comunque quello che da oltre due mesi stiamo vedendo tutti noi coi nostri occhi, ma lui, il primo ministro bello ed elegante e affascinante che fa tremare il culo a un sacco di donne e io, lasciatemelo dire, le donne non le capirò mai, non demorde, figuriamoci se demorde, perché le sue risorse sono infinite.
9 cercasi infetti
10 ondata 2 programmata
Nel frattempo in giro per il Paese
11 chiusura
ma lui non può occuparsi di queste scemenzine perché ha ben altri progetti, lui, ben altre priorità
12 cittadinanza
(clic)

Aggiungo questa cosa che non c’entra niente, che ho visto per caso qualche ora fa, per la quale mi mancano le parole per commentare. Si riferisce a un evento tenuto alla fine dello scorso anno in memoria di Giancarlo Siani:

Il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, ha letto invece un messaggio del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: “Oggi avrebbe 60 anni e di sicuro sarebbe un giornalista affermato e ascoltato. Il suo sacrificio sia esempio ai giovani”.

Cioè, per un ragazzo che, sapendo perfettamente che cosa stava rischiando, ha continuato a denunciare i crimini della camorra facendo nomi e cognomi, ed è stato per questo assassinato a 26 anni, questo essere per il quale non trovo aggettivi sufficienti a descrivere il livello di cloachitudine, tutto quello che trova da dire è che avrebbe 60 anni e sarebbe un giornalista affermato. Meriterebbe xxx xxxxxx xx xxxxxxx x xxxxx xxxxxx xxx xxxxxxxxxx, xxxxxxxxxxx.

E chiudo con la rubrica “chi la fa l’aspetti”: l’ortottero dedica alla signora Mezzidiametri un sonetto in cui mostra scarso apprezzamento per i romani,
fogna
e i romani lo ripagano come merita
contro grillo
Qualcuno ha detto che sì, lui ci è andato pesante ma loro hanno sbagliato. Beh, a me sembra proprio l’esatto contrario: lui ha colpito indiscriminatamente quasi tre milioni di persone che non conosce, loro hanno colpito due persone per fatti specifici e reali, e la vittima sarebbe lui?! Ah già, che stupida, me lo dimentico sempre: è Caino quello che non si deve toccare, Abele si fotta pure.

barbara

POLITICAMENTE CORRETTO PARTE PRIMA

Perché qui siamo fautori entusiasti del politicamente corretto, fautori ad oltranza, fautori fino alle budella, fautori all’ultimo stadio.

Kelly Carnemolla

Siccome in Italia il virus di Wuhan era stato finalmente arginato e boccheggiava, era necessario accogliere tanti bengalesi e immigrati positivi per poter continuare imperterriti a terrorizzare e controllare i cittadini. Ce ne sono centinaia che scorrazzano ovunque e le forze dell’ordine non possono usare la forza per costringerli alla quarantena (droni, elicotteri, pattuglie e multe erano ovviamente riservati solo agli italiani su cui non c’era nemmeno la prova della positività). Meno male che la carica virale pare al momento ridotta, perché sennò eravamo già tutti di nuovo ai domiciliari.

Naturalmente non è l’unica ad averlo capito, e infatti l’osservazione viene fatta anche da

Enrico Richetti

In Italia l’emergenza è passata. all’estero dilaga. Per prolungare i super poteri di Conte fanno arrivare centinaia di clandestini. Criminali criminali criminali. I clandestini? No, Giuseppe Conte e la sua squadra, dalla Lamorgese in poi.

A proposito dei quali clandestini, poi:
nazionalità
E c’è chi osa andare anche oltre.

Piergiorgio Molinari

“Inoltre, penso che Conte, il PD e i Cinque Stelle debbano essere trascinati a processo per i loro crimini.” Contemplavo poco fa l’onirica astrazione del plenilunio all’alba, e mi chiedevo per quale motivo fossi costretto in un sogno tanto stupido. Perché non è possibile che nessuno ricordi cosa è avvenuto non più tardi di quattro mesi fa, quando:

– il sanguinario regime comunista cinese nascondeva la diffusione di un virus forse da esso stesso creato; [questo sappiamo per certo essere falso: i virus fabbricati in laboratorio sono chiaramente riconoscibili per il fatto che sono stati “montati” con parti di virus esistenti, e quindi conosciuti, mentre questo era totalmente sconosciuto. E non trovo sia una cosa sana insistere con questi ridicoli complottismi, che secondo me hanno l’unico effetto di distogliere l’attenzione dai reali crimini della Cina]
– Conte andava in televisione con la tinta fresca ai capelli, l’abitino della festa da bifolco arricchito e la pochette cafonetta a dire che eravamo “brontissimi”;
– il governo PD/Cinque Stelle mandava in onda spot con anziani rintronati al ristorante cinese per dire che “il contagio è molto difficile”;
– i virologi di partito sconsigliavano vivamente l’uso della mascherina perché inutile;
– il PD organizzava manifestazioni sardinesche contro il razzismo e diceva no alla chiusura di frontiere;
– il governatore PD della Toscana Rossi (nomen omen) irrideva i primi contagiati affermando che era solo un “virus fascioleghista” ;
– il segretario PD Zingaretti organizzava spritz ai Navigli per dimostrare che non c’era alcun pericolo, e poi confessava di essersi ammalato di Coronavirus;
– il sindaco PD di Milano Beppe Sala (quello che legge i propri stessi libri), il sindaco PD di Bergamo Giorgio Gori e altri si facevano fotografare tronfi, tonti e progressisti nei ristoranti cinesi;
– il “popolo di sinistra”, dopo essersi tolto le magliette rosse e i Rolex, si faceva ritrarre con libri mai letti (e se letti, mai capiti) al posto delle mascherine affermando che l’unico virus era il razzismo;
– i formigli, gli pseudointelettuali, e quelle che ora si inginocchiano per praticare nuove fellatio ideologiche, ingollavano avidamente involtini primavera in diretta per sfottere chi chiedeva di mettere in quarantena i viaggiatori provenienti dalla Cina;
– Di Maio inviava gratuitamente in Cina tonnellate di materiale sanitario che poi la Cina ci ha rivenduto a prezzo pieno;
– infermieri e medici venivano lasciati senza mascherine né camici, né indicazioni chiare – così poi una volta morti ne avremmo potuto fare degli eroi – e intanto Conte si faceva un ospedale privato per sé e gli amici;
– quando la gente ha incominciato a morire, la Consip iniziava a fare le gare d’appalto per l’acquisto urgente di attrezzature sanitarie, e ancora non ha finito di farle;
– Conte, sostenuto da PD e Cinque Stelle, si arrogava i pieni poteri e sospendeva dall’oggi al domani i diritti costituzionali con un semplice atto amministrativo di quelli con cui al massimo si organizzano i turni dell’umido;
– imponevano la raccolta figurine delle molteplici versioni di “autocertificazione”, necessarie anche per andare a fare la spesa;
– facevano inseguire podisti e multare pisciatori di cani, vecchi sulle panchine, eremiti in riva al mare nonché accompagnatori di disabili, usando anche droni ed elicotteri;
– alla gente ormai alla canna del gas promettevano una “botenza di fuogo” da 750 miliardi che si è dimostrata essere un petardo bagnato;
– cercavano di svendere il paese alle care amiche jene della UE in cambio di un posto da usciere a Bruxelles;
– Come risultato, dopo aver imposto il lockdown più lungo, rigido e insensato di tutto il mondo, riuscivano a fare dell’italia uno dei paesi con più vittime e a distruggere un terzo delle attività economiche / produttive.

Non mi aspetto, come pure sarebbe auspicabile, di scorgere folle febbrilmente impegnate a erigere patiboli per queste carogne criminali. Ma non posso neppure credere che dopo 34.000 morti, e mentre ancora ci costringono all’oscena pagliacciata della mascherina e del “distanziamento sociale” perché hanno capito che solo un’emergenza ormai fittizia può giustificare la loro permanenza al potere, tutto questo (e molto altro) sia già stato dimenticato. Devono renderne conto, e devono pagare le loro colpe.
Pertanto, come Catone il Censore riguardo alla distruzione di Cartagine, da questo momento in poi concluderò tutti i miei post con questa frase:
“Inoltre, penso che Conte, il PD e i Cinque Stelle debbano essere trascinati a processo per i loro crimini.”

Attentato alla Costituzione, attentato alle istituzioni dello Stato, violazione dei diritti umani e delle libertà costituzionalmente garantite, strage colposa, non so se rientri nell’interesse privato in atti d’ufficio il vero e proprio ospedale che si è fatto in casa, addirittura con defibrillatori, bombole di ossigeno, respiratori, mentre mancavano i dispositivi perfino ai medici ospedalieri, ma da qualche parte sicuramente rientrerà: ce n’è abbastanza per un bell’ergastolo?

Poi c’è questo signore qui
B.I.D.E.N.
di cui già più di una voltami sono occupata, e ci metto il video segnalatomi dall’amico Myollnir

a cui aggiungo i suoi commenti

non solo gli piace che i negretti gli saltino in grembo [in relazione a un passaggio del post precedente], gli piace anche che gli accarezzino i peli delle gambe.
Per non parlare dell’uso del termine “cockroaches” (scarafaggi) in quel contesto!

Avrai notato che il discorso è completamente sconclusionato e balbettante, sembra una parodia ma non lo è. Cosa avrà voluto dire con il riferimento agli scarafaggi? E chi lo sa, nessuno lo ha capito, come spesso gli succede. Come quando ha detto ad una sua sostenitrice: “You’re a lying dog-faced pony soldier”: l’epiteto non ha alcun senso in nessuna lingua conosciuta.

E poi ci metto questo NOTA: il sito israeliano che ha pubblicato la foto, ha pubblicato solo quella; la scritta è stata aggiunta in seguito in altra sede.

E questo augurio, che condivido:
augurio
Poi questa è tanto carina
sciocchiamericani
e a proposito di comici, sembra che ogni primo ministro abbia il comico che si merita
Churchill Chaplin
conte grillo
Sempre che non siano i comici a scegliersi i primi ministri alla propria altezza.

E adesso questo

30 gennaio 2020 “Siamo prontissimi, abbiamo adottato misure cautelative all’avanguardia rispetto agli altri, ancora più incisive.”

10 luglio 2020 “Alcuni esperti ragionano sulla possibile nuova ondata di contagi, è un dibattito pubblico. Io non so se arriverà, anche perché non sono uno scienziato, e mi pare capire che essendo questa pandemia un nuovo virus le previsioni son difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l’Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo”. (qui)

L’ho già detto in più di un’occasione: l’invidia del pene è un puttanata inventata da uno psicopatico col cervello spappolato dalla cocaina, e se anche esistesse sarebbe davvero l’ultima cosa che potrebbe venirmi in mente di invidiare. Chiarito questo, devo confessare che in questo momento un paio di pendagli – cinque secondi, eh, mica di più – da toccare per scaramanzia mi farebbero comodo. (“essendo questa pandemia un nuovo virus”. Non so se mi sono capita)

Aggiungo questa
I'm offended
che spero tanto che sia ironica, ma di questi tempi la mano sul fuoco non ce la metterei. E infine, dato che nella vita ogni tanto ci vuole anche qualcosa di bello, vi offro l’uomo più intelligente del pianeta.
voglia di te
barbara

OGGI PARLIAMO DI VOTO

Del diritto di voto, per la precisione. Avete presente quella cosa cominciata come diritto di quattro gatti, poi i gatti sono diventati otto, poi ci sono entrati anche quelli senza pedigree, poi anche le gatte… E uno si immagina che una volta raggiunti i diritti siano irreversibili, garantiti, irrevocabili. Si immagina. Ma siccome la realtà non di rado supera l’immaginazione, ecco che arriva un saltimbanco bufalaro pregiudicato per omicidio, che decide che ai vecchi il diritto di voto dovrebbe essere revocato (sono caduti in prescrizione? E a che età dovrebbe scattare, la prescrizione? Settantun anni e tre mesi sono il momento giusto?). E sapete perché? Perché essendo vecchi, non hanno più nessun futuro (mai sentito, giusto per dirne una a caso, che c’è gente che vive anche fino a 100 e più anni? Mai sentito, giusto per dirne un’altra a caso, che c’è gente per la quale a 16 anni il futuro è già finito?) E arrivati a questo punto pensate che abbiamo toccato il fondo? Beh, scordatevelo. Perché adesso arriva il Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, avvocato Giuseppe Conte, seduto su quello scranno grazie allo scippo del diritto di voto perpetrato dal signor mattarella ai danni di tutti gli italiani, che, richiesto di un parere in merito risponde:

No, dico, ci rendiamo conto?
Risponde invece da par suo il solito Giovanni Bernardini

VECCHI E GIOVANI

Beppe Grillo vuole togliere il voto agli “anziani”. Perché? Semplice. Chi è vecchio, dice il buffone genovese, è grettamente legato al presente, non ha una visione ampia, proiettata al futuro del mondo. Quindi non è giusto che col suo voto comprometta le aspettative di chi è giovane e nel futuro ci vivrà.
Fantastico! Cosa controbattere a tanta profonda filosofia politica? Vediamo un po’…

“Ragionando” (si fa per dire) come Grillo si dovrebbe attribuire un diverso valore al voto a seconda dell’età dei votanti. Perché limitarsi a togliere il voto ai vecchi? Un ventenne ha prospettive di vita più lunghe che non un quarantene, quindi il suo voto dovrebbe valere 10 e quello del quarantenne solo 5. Il voto del sessantenne dovrebbe valere due, quello del settantenne zero. Interessante…

Chi ha detto che i vecchi non pensano al futuro? I vecchi hanno figli e nipoti e votando pensano a loro più che a se stessi. Non solo, con l’avanzare degli anni si riduce non solo l’aspettativa di vita ma anche la quantità di piaceri che la vita può offrire. Tutto questo spinge il vecchio, anche quello senza figli, a pensare più al futuro che al passato. Chi è più giovane può votare pensando più che altro alle conseguenze immediate del suo voto. Chi giovane non è più ha meno prospettive immediate che lo attirano ed è spinto a pensare a chi verrà dopo di lui.

Ma questi sono dettagli. Il vero problema è: si può contrapporre il presente al futuro? La riposta è un NO grande come una casa.
Il futuro di oggi è il presente di domani ed il passato di dopodomani. Si lavora per un buon futuro costruendo un presente almeno decente. Non esistono fratture insanabili fra generazioni. Risolvere alcuni problemi che ci assillano oggi vuol dire anche lasciare qualche problema in meno ai nostri figli e nipoti.

Esistono però filosofie politiche che si basano tutte sulla contrapposizione assoluta fra presente e futuro. Sono le filosofia futuriste. Il marxismo – leninismo è forse la più importante.
Per queste filosofie le esigenze di chi vive nel presente non contano nulla e devono essere sacrificate alla felicità delle generazioni future. Il sacrificio di intere generazioni è stato in questo modo giustificato con l’argomento che questo preparava la assoluta felicità di chi vivrà fra cento o mille anni.

Si tratta di filosofia irrazionali ed immorali.
Irrazionali perché, si risolvono in un continuo rinvio al futuro. Fino a che esisterà il mondo esisterà un futuro, quindi un domani indeterminato a cui rinviare l’assoluta felicità di persone che mai conosceremo, che mai NESSUNO conoscerà. Le sofferenze di chi vive nel presente continueranno in eterno ad essere sacrificate ad una sempre sfuggente felicità futura.
Immorali perché nessuna generazione ha più diritti di un’altra. Perché le esigenze della generazione di oggi devono essere sacrificate a quelle della prossima? (vale anche l’opposto, ovviamente). Le generazioni vecchie hanno gli stessi diritti di quelle giovani, e viceversa. I vecchi devono veder tutelati tutti i loro diritti, compreso quello di voto. Punto.
Il futurismo spezza il legame fra generazioni ma in questo modo sacrifica qualche generazione a qualche altra. Per questo, ricorda Popper in “La società aperta e i suoi nemici” è profondamente immorale.
Ma pretendere che un buffone conosca Popper è davvero esagerato.

Ma se Giovanni Bernardini prende posizione per la conservazione del diritto di voto nella forma attuale, e se qualcuno propone di estenderlo ai sedicenni, c’è anche chi getta impavido il cuore oltre l’ostacolo e decide di andare oltre, molto oltre… Ecco il suo pregnante articolo, con qualche nota mia inserita fra le righe.

I nostri ragazzi, il futuro, il voto. Prendiamoli sul serio

Luigino Bruni venerdì 11 ottobre 2019

La storia della democrazia è la storia del progressivo allargamento della partecipazione. In principio, nell’antica Grecia o nell’Israele biblico, la partecipazione alla vita della comunità era privilegio esclusivo di pochi maschi adulti, liberi (non schiavi), non poveri, non lavoratori manuali. Quella democrazia, che rimane straordinaria per molti punti di vista, era un’esperienza elitaria riservata a una minoranza ben delimitata. Era una democrazia oligarchica. Quella prima élite, con il passare dei secoli, ha incluso nuove categorie di soggetti, ma lo ha fatto molto lentamente e in seguito a qualche forma di conflitto o di rivoluzione. Nell’Europa cristiana il voto era riservato agli aristocratici e agli uomini benestanti. Si votava per sesso, censo e per istruzione – gli analfabeti erano quasi ovunque esclusi. Solo in brevissimi periodi durante le rivoluzioni (francese o romana) si realizzarono dei suffragi estesi ai poveri e alle donne. E anche nella seconda metà del Novecento, quando in quasi tutti i Paesi hanno conosciuto il suffragio universale, in realtà il suffragio non è mai stato veramente universale, perché restavano e ancora restano esseri umani, che potenzialmente avrebbero il diritto di voto [che cosa significa “potenzialmente avrebbero diritto al voto”?] ma che di fatto non votano – per non parlare degli animali, dei fiumi, degli oceani, degli insetti, delle piante, che subiscono le scelte votate dagli umani. [ah, ma io non ho mica niente in contrario: mi si infili un oceano dentro una cabina, e io gli riconosco il diritto di voto seduta stante. Si insegni agli insetti a tenere in mano una matita e io gli riconosco il diritto di voto seduta stante. Tutti centottantamila miliardi di miliardi di miliardi] Si pensi ai residenti senza cittadinanza, e si pensi ai minorenni, cioè ai ragazzi e ai bambini.

Quando con il Novecento si iniziò ad estendere il voto ai poveri e poi alle donne, le élite detentrici del voto e del potere avevano forti dubbi e molti timori, perché in molti pensavano che concedere il voto ai poveri – che erano molto più dei ricchi – avrebbe comportato la fine di molta parte del loro potere e dei loro privilegi secolari. La soluzione di questo paradosso – se non si dà il voto ai poveri questi fanno la rivoluzione, ma se diamo loro il voto questi ci tolgono il potere democraticamente – fu la nascita del Welfare State, lo Stato sociale. Le élite, per restare al loro posto, dovettero offrire – quasi sempre obtorto collo – parte della loro ricchezza ai più poveri: riconoscendo diritti, creando la scuola pubblica e forme di assistenza e di sanità universali, e soprattutto dando vita a lavori dignitosi. [Uhm. Sicuro che sia proprio proprio così che sono andate le cose?] Sono queste le basi del patto sociale del Novecento e delle Costituzioni, su cui si regge ancora (con fatica) la nostra democrazia.

Gli allargamenti del diritto di voto sono stati frutto di cambiamenti epocali di paradigma socio-economico-politico, e sempre accompagnati da grandi dibattiti e tensioni tra chi era ‘dentro’ e chi era ‘fuori’ la cittadella dei votanti e del potere. Oggi stiamo vivendo una stagione di cambiamento di paradigma, e gli ‘esclusi’ che ci chiedono di entrare nel club dei votanti sono i ragazzi, i bambini. Si riparla, anche in Italia, del voto ai sedicenni. Ma, in realtà, la vera sfida – distinta e legata a questa: l’abbassamento della soglia della maggiore età lascia aperta la questione più ampia della rappresentanza politica dei minori – riguarda il voto ai bambini di ogni età [di tre anni, di un anno, di sei mesi, di tre settimane, di quattro giorni, di due ore].

Tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, alcuni filosofi ed economisti, come il belga Philippe Van Parijs e l’italiano Luigi Campiglio avevano posto la questione del voto ai bambini – il libro di Campiglio, ‘Prima le donne e i bambini’, è del 2005. Proposte che hanno suscitato dibattiti tra alcuni addetti ai lavori, ma che non hanno mai raggiunto il grande pubblico perché il voto ai bambini diventasse effettivo [mattugguarda che cosa strana. Tutta colpa dei Poteri Forti, scommetto].

L’urgenza della questione ambientale, e la conseguente entrata sulla scena pubblica del pensiero dei ragazzi grazie al movimento Fridays For Future, che rappresenta l’evento politico globale più importante del nuovo millennio, stanno creando oggi le condizioni affinché la proposta di estendere il voto ai bambini venga presa molto sul serio [a me veramente quell’osceno bordello sembrerebbe una validissima ragione per riportarlo almeno a 21 anni, pensa un po’]. Chiaramente si tratta di un voto espresso tramite un adulto [no, questa non l’ho capita, potrebbe cortesemente spiegarmela?], che per Campiglio dovrebbe essere la madre – proposta che personalmente condivido, anche se sono possibili altre soluzioni, come l’alternanza tra i genitori nella rappresentanza dei minori.

È evidente che quanto sta avvenendo nel mondo sta mostrando una nuova soggettività politica dei ragazzi – non dimentichiamo che quando Greta ha iniziato la sua protesta aveva quindici anni, e molti attivisti del suo movimento sono pre-adolescenti [appunto, è esattamente quello che stavo dicendo io]. I bambini, le bambine, le ragazze e i ragazzi ci stanno dicendo cose nuove sulla politica [sì?], sull’economia [ma va?], e soprattutto sul presente e sul futuro del pianeta [ullàllà]. E stanno, a loro volta, dando voce al pianeta, agli animali e alle altre specie viventi [anche questa, se devo essere sincera, mi rimane un pelino oscura. Non è che cortesemente…]. Possiamo continuare a trattarli paternalisticamente da bambini [ma se i bambini li stiamo trattando paternalisticamente (magari qualcuno preferirebbe trattarli bibbianamente, chissà), le piante come le stiamo trattando? E gli insetti? Gli oceani? No sa, non per pignoleria, ma vorrei sapere come devo chiamare quelle cose lì], e continuare tutto come prima; oppure possiamo prendere molto sul serio questo kairos della storia, e allargare la democrazia includendoli. Come abbiamo fatto con i poveri, con gli analfabeti, con le donne [sa, ci sarebbe una cosa. Gli analfabeti nelle democrazie non ci sono più. Quanto ai poveri e alle donne, hanno un cervello che funziona quanto quello dei ricchi e degli uomini. Una volta non lo pensavano perché c’erano molti pregiudizi, adesso quei pregiudizi non ci sono più e lo sanno tutti. È sicuro che esista un kairòs in cui il cervello di un bambino di un anno comincerà miracolosamente a funzionare come quello di una persona adulta?]. Oggi ci vergogniamo quando dobbiamo dire ai nostri figli che le loro bisnonne non votavano [noi chi? Parli per sé, per favore. Io sono invece molto orgogliosa dei progressi fatti da allora grazie alle battaglie delle donne e degli uomini di buona volontà che ci hanno preceduti!]. Domani ci vergogneremo quando diremo ai nostri pronipoti che nel XXI secoli i bambini e i ragazzi non avevano un accesso al voto e quindi alle decisioni che riguardavano il loro futuro [sulle quali avevano piena cognizione di causa, al punto da dare lezioni di climatologia ai migliori climatologi del mondo].

Estendere, in qualche modo [che cosa significa estendere il voto “in qualche modo”? È un voto o non è un voto?], il voto ai bambini significa spostare il baricentro della politica verso il futuro, che è la vera e forse unica soluzione agli enormi problemi del pianeta creati da adulti che si sono comportati da ‘bambini’ [no, questa proprio non ce la faccio a commentarla]. Certo, anche in questo allargamento ci sono molte ragioni per evitarlo, e alcune anche serie e importanti (tra queste il dettato costituzionale sul voto…). Se torniamo a leggere le ragioni che molti portavano contro la partecipazione elettorale di analfabeti e donne, troviamo argomentazioni che in quel tempo sembravano convincenti e inoppugnabili. Eppure, qualcuno riuscì a trovare una ragione in più e diversa per allargare il voto. Forse anche oggi possiamo trovare una buona ragione in più, e far diventare davvero cittadini anche i bambini.

Nella Bibbia i bambini sono presi molto sul serio. Davide, Geremia, Samuele erano dei ragazzi quando hanno ricevuto la loro vocazione [Davide, al di là dell’iconografia, non era esattamente un ragazzino, Geremia ha iniziato la sua attività a 24 anni, Samuele era giovane, non ragazzino]. Gesù a dodici anni ammaestrava i dottori nel tempio [forse non avrebbe guastato una rilettura (o prima lettura?) del vangelo di Luca, prima di scrivere simili puttanate], che (forse) capirono che un dodicenne aveva cose importanti ed essenziali da dire [il vangelo non dice ASSOLUTAMENTE niente del genere]. I nostri dodicenni ci stanno dicendo cose essenziali, le cose più importanti da molti decenni [qualche esempio? Qualche documentazione?]. Saremo alla loro altezza se li includeremo pienamente in quella cittadinanza che si stanno meritando sul campo. (qui)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sì, lo so, mettermi a commentare il contenuto di questa pattumiera è una cosa un po’ scema, ma magari uno lo legge in fretta e qualche delirio gli sfugge. E invece non deve sfuggire, perché una roba come questa serve perfettamente a spiegare perché stiamo sempre più sprofondando nella merda.

barbara

CON L’ESERCITO

Così meno di quattro anni fa il signor Grillo Giuseppe – di formazione geometra, di professione spacciatore di mastodontiche bufale e giganteschi imbrogli – così, dicevo, si proponeva di fermare chi avesse tentato di mettere in atto la “Gronda”, che avrebbe alleggerito il traffico del ponte Morandi

Nel 2014 dopo l’alluvione che colpì la città di Genova, Grillo si trovava in città assieme al Comitato “No Gronda” che denunciava lo spreco di denaro per le grandi opere: “6 per il terzo Valico e 3-4 miliardi di euro per la Gronda”, dichiarava il grillino Paolo Putti del Comitato.
L’opera della Gronda avrebbe dovuto alleggerire il traffico sul Ponte Morandi deviando almeno i mezzi pesanti, ma il leader dei pentastellati lo riteneva uno spreco di denaro e incitava il pubblico gridando: “Dobbiamo fermarli con l’esercito”. Qui, mentre qui potete vederlo in tutta la sua bellezza e ascoltarlo in tutto il suo starnazzare.

E oggi? Anche oggi ha molto da dire, il signor Grillo Giuseppe. Ascoltiamolo.

di Beppe Grillo – La Superba è tagliata in due, in cielo volano gli elicotteri dei Vigili del Fuoco e del 118, che stanno operando in condizioni estremamente difficili e pericolose. La rapidità del loro intervento è fondamentale.
Ancora più rapidi, per natura, gli sciacalli già volteggiavano nel cielo delle parole. Parole nauseanti, al 90% inutili. [Eh sì, signora mia,  così fastidioso lo sciacallaggio, ma così fastidioso quando non ne siamo gli autori bensì i bersagli…]

E’ difficilissimo rispondere a questa gente, che nel tempo ha trasformato in pettegolezzo macabro un mestiere (informare) che era nobile. Spesso richiedeva un grande coraggio.
Gli sciacalli sono animali veloci e senza alcuna forma di rispetto, la natura non li ha neppure forgiati belli nel corso dell’evoluzione. [Ora le spiego una cosa, signor Grillo Giuseppe: gli sciacalli a quattro zampe non sono uguali a quelli a due zampe. E, soprattutto, se si vuole descrivere qualcosa, il modo migliore non è quello di guardarsi allo specchio. Se mai le fosse capitato di vederne uno, saprebbe che sono fatti così
sciacallo
e sfido chiunque a sostenere che questo sia un animale brutto. Che poi, a dirla tutta, leoni tigri leopardi giaguari hanno forse rispetto? E che senso ha parlare di rispetto in un ambito come questo?]

A loro non serve essere prestanti per razzolare in mezzo alla morte ed approfittarne. [? Prestanti? Ma non stava parlando di bellezza? Di estetica? Comunque per una volta concordo: anche lei in effetti non è poi così prestante. Ma poi mi dica – ah, che sciocca! Stavo per scrivere “mi dica onestamente”, o “mi dica sinceramente”: quale assurdità” – è peggio un animale quadrupede che, essendo sprovvisto di forti armi, si sfama e sfama i propri figli con quando rimane degli animali uccisi da altri animali, o un animale bipede che stermina un’intera famiglia?]

*Non c’è grande opera pubblica che mancherà di essere rivalutata! Non c’è pettegolezzo che possa essere ascoltato se non da un altro pettegolo.
IO AMO GENOVA, e questo schifo di tirapiedi in cerca d’autore mi ha infastidito nel profondo.* [questa parte non l’ho capita. Nel senso che proprio non ho capito di che cosa stia parlando]

Proprio quel viadotto e tutta l’infinita serie di revisioni a costi esorbitanti, esitato comunque nel crollo, nella tragedia: un pugno nello stomaco al futuro della città. Proprio quello stesso viadotto era una grande opera pubblica. Era malata alla nascita, [«Ci viene poi raccontata, a turno, la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi» Chissà chi l’avrà detto? Mah…]

e proprio mentre siamo sgomenti a contemplare il suo disastro, esito triste e muto di una gestione dissennata, gli sciacalli colpiscono esattamente lì. [Vero. Ne sto contemplando uno proprio in questo momento]

*La motivazione a rivalutare tutti questi mostri potenziali è ancora più forte oggi. Revisionare queste mangiatoie, rivalutare anche quei gioielli che verranno costruiti con i soldi della gente e che alla gente devono restare.* [anche questo non l’ho capito]

Non sono uso a rispondere agli schiavi dei rapaci, ma questa volta non posso evitarlo. Noi rivedremo tutti questi “progetti”. [? Noi chi? Lei, tirando fuori il suo diploma di ragioniere che le dà la competenza sufficiente?

Che da anni e decenni stanno lì, come se fossero scritti con l’inchiostro simpatico. Destinati, dopo l’opportuna spartitoria stagionatura politica, ad essere costruiti male e di fretta. Oppure con infinita lentezza come la SA-RC.

Insomma, sento che devo rispondere agli sciacalli, devo rispolverare un’ascia di guerra che non avrei mai pensato di riconsiderare [HAHAHAHAHA!]: noi rivedremo quei progetti dissennati, fermeremo questa ininterrotta serie di obbrobri pericolosi e, agli sciacalli, non resta che un vaffanculo a mille decibel. [e quando mai è stato capace di dire qualcosa di diverso]

Contemplando questo orrore sono ancora più convinto che le grandi opere pubbliche dalla carta al mondo reale devono essere riviste: tutte.

La concessione a operatori così dissennati della nostra viabilità va revocata e restituita allo stato! [Quello stato che – giusto per fare un esempio a caso – nella gestione dell’acqua si perde per strada il 40%? O che mette ventottomila forestali in Sicilia mentre il Canada, con oltre 400.000 Km² di foreste, ne ha 4200?]

Esiste uno sciacallaggio peggiore del fingere di non avere detto quello che è stato detto e che ha contribuito a spianare la strada al disastro? Sì, lo so, nessuno può garantire che senza i “no-gronda” il ponte sarebbe ancora in piedi, ma questa non è una buona ragione, per chi ha battuto tutti i marciapiedi possibili, per farsi fare un’imenoplastica e presentarsi come vergine immacolata e offesa.

barbara

A MARGINE

A margine dell’eclissi
Quella spettacolare dell’ottobre 1986, a Mogadiscio. E il baccano infernale, per tutta la città, della gente uscita in strada con pentole, coperchi o qualunque altro oggetto capace di produrre rumore, sbattuti freneticamente per spaventare il mostro che stava mangiando la luna e farlo scappare. E non ridacchiate voi moderni progrediti eruditi scientificizzati: si è sempre fatto così, e ha sempre funzionato. Dal che si desume che è scientificamente dimostrata la realtà del fatto che la causa dell’autismo sono i vaccini.

A margine dello smalto
Qualche anno fa un amico mi ha raccontato di una volta che era a pranzo al ristorante con la famiglia. Mentre erano lì è entrata la loro nuova vicina di casa (sposata) insieme a un uomo. Conoscevano pochissimo lei, e per niente le sue frequentazioni, quindi quell’uomo poteva essere chiunque: un parente, un amico, un collega con pausa pranzo in comune, un conoscente incontrato per caso. Se la signora li avesse salutati, avrebbero continuato a ignorarlo; senonché, non appena li ha visti, si è girata dall’altra parte, fingendo di non averli visti o riconosciuti, e a questo punto è stato chiaro chi era l’uomo in sua compagnia.
Se l’articolo sullo smalto fosse stato ignorato; se, a eventuale domanda specifica, si fosse risposto qualcosa come “E che ne so! Ma le pare che in mezzo a un naufragio abbiamo tempo e testa da badare a queste cazzate?!” il tutto sarebbe passato inosservato. Ma, come per la signora al ristorante, qualcuno ha sentito il bisogno di montare tutta una messinscena: nooooo! Non lo aveva quando l’abbiamo raccolta! Gliel’abbiamo messo noi a bordo per distrarla e farla parlare! Poteva bastare questa ridicola spiegazione? Ma neanche per sogno! Bisogna indagare sulla giornalista. La quale a quanto pare collabora anche con il giornale di Casa Pound, il che diventa automaticamente “pagata da Casa Pound” (se Francesco Schettino chiamasse i carabinieri per avvertire che il suo vicino sta massacrando di botte la moglie, è il caso di verificare se è vero o si rifiuteranno di prenderlo in considerazione e gli diranno “chiuda il becco, cazzo!” perché è un delinquente e quindi automaticamente non affidabile?), e poi collabora al sito di Luca Donadel, definito con disprezzo “noto sovranista” e anti immigrati. Ora, a parte il fatto che Donadel si è occupato di islam, brexit, Trump, Kekistan, spot pubblicitari, violenze all’università, Licia Colò, per quanto riguarda il tema in questione ha provveduto a dimostrare che i presunti salvataggi non sono affatto salvataggi, che non avvengono del Canale di Sicilia, e che le Ong non sono figlie degli angeli. Esternazioni contro i migranti, a quanto mi risulta, zero.
E qui, come si suol dire, la domanda sorge spontanea: perché tutto questo polverone sulla faccenda dello smalto, oltretutto alterando quanto scritto dalla giornalista? Perché questo attacco a 360° contro la persona e contro un onesto sbufalatore come Luca Donadel? A me tutto questo giochetto ricorda quello dei prestigiatori: guardate la mia mano destra guardate la mia mano sinistra niente nella mano destra niente nella mano sinistra, il cui unico scopo è quello di non farvi guardare là dove il trucco si sta svolgendo.

A margine e basta
Qui.

barbara

E PER RESTARE PIÙ O MENO IN TEMA

Ecco il Grande Divulgatore che si è arricchito con le sue straordinarie rivelazioni scientifiche.

E qui in un’altra indimenticabile performance.

Che poi quello che mi sconvolge non è neanche lui; ognuno, dopotutto, sceglie la forma di prostituzione che più gli si confà: c’è chi sceglie di esercitarla affittando parti del proprio corpo – che secondo me è, fra tutte le possibili forme di prostituzione, la più onesta, la più pulita, soprattutto la più innocua – e chi vendendo bufale stratosferiche, balle mastodontiche, colossali prese per il culo. No, quello che mi sconvolge è tutta quella massa che si accoppa dalle risate, che applaude entusiasta. La stessa accorsa più tardi in piazza in folle oceaniche a gridare vaffanculo, che secondo me l’ispirazione l’ha presa dalle litanie lauretane, avete presente? Sancta Maria – ora pro nobis, Sancta Dei Genetrix, – ora pro nobis, Sancta Virgo virginum – ora pro nobis… Ecco, così: le banche – vaffanculo, i pregiudicati al governo – vaffanculo, i finanziamenti ai partiti – vaffanculo, i poteri forti – vaffanculo, le multinazionali – vaffanculo. Che se vi andate a rivedere qualche vecchio filmato sono praticamente identici alle folle oceaniche di piazza Venezia DU-CE-DU-CE, a quelle del Lustgarten a Berlino, SIEG HEIL, pronte a seguire il padrone che grida più forte. A partire da quello che dice che i vaccini sono un’emanazione di satana.

barbara

LA SOLUZIONE DI TUTTI I NOSTRI PROBLEMI

Vero che adesso vi sentite molto più tranquilli sul futuro vostro e dei vostri figli? E scommetto che non sapevate neanche che Zuckerberg è un esperto mondiale nel settore del lavoro robotizzato. Ach, se non ci fossi io a insegnarvi tutto!

barbara

AGGIORNAMENTO: a proposito dei posti di lavoro persi a causa della robotizzazione, l’amico Gaetano Evangelista, economista di alto livello, mi manda questa nota, che conferma pienamente quanto ho scritto io nei commenti.

DEDICATO A CHI VOTA 5 STELLE

Vedo in giro che c’è ancora – per quanto incredibile possa sembrare – qualcuno che si propone di votarli perché “finalmente qualcosa di nuovo” e perché “loro almeno sono puliti” e “l’honestà” e “la trasparenza”. Ecco, leggete.

Esclusiva: così Davide Casaleggio è diventato il padrone del M5s

di Luciano Capone

Roma. “L’anno duemilasedici, il giorno otto del mese di aprile. In Milano, in una stanza dell’Istituto in via Mosè Bianchi n. 90. Davanti a me, notaio Enzo Sami Giuliano, sono presenti i signori Gianroberto Casaleggio e Davide Federico Dante Casaleggio…”. Inizia così il documento più importante – e forse proprio per questo tenuto segreto, anche dopo le nostre reiterate richieste di pubblicazione – della galassia di statuti e non-statuti che regolano la vita del M5s. È l’atto costitutivo dell’“Associazione Rousseau”, che il Foglio è in grado di rivelare in versione integrale qui, di quell’associazione non riconosciuta che coincide fisicamente con la sede della Casaleggio Associati e con la persona di Davide Casaleggio, attraverso cui il figlio di Gianroberto gestisce per discendenza diretta la democrazia diretta del M5s.
Al di là degli articoli dello statuto che indicano le finalità, gli organi e il funzionamento dell’associazione, ciò che è più importante per capire il contesto in cui sboccia il ruolo di dominus del M5s di Davide Casaleggio è proprio l’incipit del documento. Intanto la data: l’8 aprile del 2016. E poi il luogo: l’Istituto Auxologico di via Mosè Bianchi, dove in quei giorni Gianroberto era ricoverato sotto falso nome per esigenze di privacy. Quattro giorni prima della sua morte, avvenuta il 12 aprile 2016 al termine di una lunga malattia, un notaio viene convocato in una stanza d’ospedale per redigere un testamento politico che consegna al figlio il controllo del partito per via ereditaria. Così, se Beppe Grillo ha il ruolo di Garante del M5s, grazie a Rousseau Davide Casaleggio occupa quello di Garantito.
L’Associazione Rousseau, che ha lo scopo di “promuovere lo sviluppo della democrazia digitale nonché di coadiuvare il Movimento 5 Stelle” nella sua azione politica, è un’associazione composta da due persone: Gianroberto Casaleggio, che è in fin di vita, e il figlio Davide. Versano due quote da 150 euro, che costituiscono il fondo iniziale, e sono rispettivamente Presidente e vicepresidente, entrambi componenti dell’Assemblea e membri del Consiglio direttivo, mentre Davide è anche Tesoriere. Ma l’obiettivo dello statuto, date le condizioni di salute del padre, è assicurare al figlio il controllo perpetuo e assoluto su Rousseau. E il potere di Casaleggio jr. viene blindato da due articoli – il 6 e il 13 – che consegnano eternamente i ruoli e le funzioni più importanti ai “Fondatori”. Ma di fondatori ce ne sono due e dopo appena quattro giorni, in seguito alla morte di Gianroberto, ne resta solo uno: Davide.
L’art. 6 dello statuto sancisce che possono entrare nell’associazione persone “la cui ammissione è deliberata dal Consiglio direttivo”. Ma secondo l’art. 13 “il presidente del consiglio direttivo è nominato dall’Assemblea tra i soci fondatori” (quindi solo il Garantito, Davide Casaleggio). Il 12 aprile, il giorno della scomparsa di Gianroberto, tutte queste distinzioni non contano. L’Associazione Rousseau è una sola persona, in cui coincidono l’assemblea, il presidente, il consiglio direttivo e il tesoriere. Ma lo schema dello statuto è fatto per garantire a Casaleggio il dominio eterno sull’Associazione: è solo lui, l’unico Fondatore superstite, che può essere nominato presidente; ed è sempre lui che, attraverso il Consiglio direttivo, di cui è l’unico presidente possibile, a decidere chi può entrare e chi no nell’associazione. E’ in questo contesto di regole che il 5 maggio Davide fa entrare nell’Associazione Rousseau due nuovi soci, Max Bugani (consigliere comunale a Bologna) e David Borrelli (europarlamentare), il cui ruolo però è quello di fare numero. Sono solo figuranti. E questo lo ha dichiarato lo stesso Borrelli al Foglio il 4 gennaio 2018: “Sono in quell’associazione ma è come se non ci fossi. Tutti e tre gli incarichi sono intestati a Davide Casaleggio, bisogna chiedere a lui”.
E veniamo ai tre incarichi. Secondo quanto emerge dal rendiconto sommario del 2016 pubblicato sul sito, il Garantito Davide è contemporaneamente presidente, tesoriere e amministratore unico di Rousseau. Ciò vuol dire innanzitutto che rispetto allo statuto il Consiglio direttivo, l’organo collegiale che amministra l’associazione, è stato sostituito da una figura monocratica come l’Amministratore unico. Ma soprattutto che il figlio di Gianroberto concentra nella sua persona tutti i ruoli dirigenziali e di vigilanza, senza alcuna divisione dei poteri, e in pieno conflitto d’interessi. Secondo lo statuto il Consiglio direttivo (ora l’Amministratore unico) nomina il tesoriere, delibera i rendiconti predisposti dal tesoriere, decide sui contratti superiori ai 100 mila euro e sui propri rimborsi spese. Il tesoriere provvede alla gestione economico-finanziaria ordinaria e predispone il rendiconto. Il presidente presiede il consiglio direttivo e rappresenta l’associazione. In pratica Casaleggio nomina se stesso, autorizza se stesso, controlla se stesso e presiede se stesso. Una condizione che potrebbe portare a un disturbo della personalità, ma che di sicuro disturba il sano e trasparente funzionamento di qualsiasi organizzazione. In particolare di un’associazione come Rousseau che, a dispetto dal numero esiguo dei membri, maneggia una flusso enorme di danaro (finora oltre 550 mila euro), rendicontato in maniera approssimativa. Nessuno sa a chi sono andati centinaia di migliaia di euro finora spesi, se ad esempio la Casaleggio Associati – società che ha la stessa sede di Rousseau e lo stesso presidente garantito per diritto ereditario – è mai stata pagata per i servizi resi all’associazione e per aver “sviluppato” la piattaforma Rousseau. Nessuno sa quali e quanti siano i “rimborsi spese” che il garantito si è autorizzato. Non lo si può evincere dal rendiconto sommario pubblicato sul sito, non lo sanno i donatori, i militanti e gli eletti del M5s, non lo sanno neppure gli altri soci di Rousseau (“Ho partecipato a una sola riunione su Skype, ho visto il bilancio che è online e ho dato l’ok”, ha detto al Foglio Borrelli).
Il potere di Davide Casaleggio è ulteriormente rafforzato dalle nuove regole del M5s. L’art. 1 del nuovo statuto vincola per sempre il M5s all’associazione Rousseau e l’art. 6 del regolamento obbliga tutti i nuovi eletti in Parlamento a versare una tassa mensile da 300 euro a Rousseau (che fanno almeno 3 milioni di euro in 5 anni). Il movimento è così legato mani e piedi, giuridicamente, economicamente e tecnicamente, a un’associazione privata su cui non ha nessun potere o vigilanza. Il nuovo statuto prevede una procedura per sfiduciare il capo politico (Di Maio) e anche una per rimuovere il garante (Grillo), ma non ce n’è nessuna per recidere i legami con il garantito (Davide Casaleggio e la sua Associazione Rousseau). L’unica soluzione è modificare lo statuto. Ma per farlo serve una procedura complicatissima e una maggioranza irraggiungibile. E in ogni caso “la verifica dell’abilitazione al voto e il conteggio dei voti – dice lo statuto – sono effettuati in via automatica dal sistema informatico della Piattaforma Rousseau”. Non se ne esce, se non con una scissione. A supervisionare e gestire tutto c’è sempre lui, Davide Casaleggio, il Garantito che, per discendenza diretta e con soli 300 euro di capitale, ha preso il controllo assoluto ed eterno del primo partito italiano. (qui)

Poi magari, giusto perché su una torta che si rispetti non può mancare la ciliegina, ricordiamo (in ordine sparso) la guerra ai vaccini, ricordiamo l’impegno contro le scie chimiche, ricordiamo il filo arabismo e filo islamismo a oltranza, ricordiamo lo ius soli, ricordiamo le menzogne contro Israele, ricordiamo i microchip impiantati nel corpo e complottismi vari misti, e soprattutto non dimentichiamo l’indimenticabile campagna elettorale di Filippo Nogarin, a suon di molecole e atomi che muoiono e rinascono.

barbara