TUTTO IL PERSONAGGIO IN DUE VIDEO

Undici anni fa al Got Talent di non so quale Paese si sono presentati questi due signori con questa, lasciatemelo dire, squallida e anche un po’ schifosa esibizione.

Cinque anni più tardi tale signor Zelenzky, di professione marionetta, si è esibito in una prestazione apparentemente uguale

Notiamo tuttavia che
1) i primi due abbassano i pantaloni e le mutande, il signor Z. solo i pantaloni
2) nel primo video ritmo e note corrispondono ai movimenti, nel secondo no
3) nel caso restasse qualche dubbio, arrivano poi gli altri due per i quali viene allungata una tavola verticale, dietro la quale ovviamente non c’è tastiera, e come se non bastasse, ai movimenti dell’ultimo della fila, a cui dovrebbero corrispondere note altissime spaccatimpani, fanno invece seguito le note più basse (e stendiamo un velo pietoso sulla penosa scena delle sghignazzate all’indirizzo del nuovo arrivato, facendolo intendere come portatore di dotazione contenuta).
Quindi il signor Z. non sta producendo alcun suono, bensì si sta esibendo in playback: in altre parole, sta millantando attributi che non ha. Come adesso, che lancia gran proclami di resistenza al nemico, mandando a morire i padri di famiglia. Che invoca armi per allargare il conflitto, invoca la no fly zone perché la guerra diventi mondiale e i morti si contino a milioni. Solo che qui non siamo su un palcoscenico dove ogni dramma è un falso: qui siamo nella realtà, la guerra è guerra vera, le distruzioni sono distruzioni vere, i morti sono morti veri. Quell’uomo va fermato.

Nel frattempo sentiamo levare alti lai sull’ospedale pediatrico bombardato; da più fonti tuttavia ho letto che l’ospedale era stato evacuato dieci giorni fa per farne una base militare, come stanno facendo un po’ dappertutto, esattamente come i terroristi palestinesi

cosa che in base alle convenzioni di Ginevra, rende tali edifici legittimi obiettivi militari. E magari si potrebbe anche parlare dei laboratori di armi batteriologiche gestiti dall’America (clic, clic, clic), cosa ne dite?
Poi sembrerebbe esserci anche questa cosa qui su cui non mi pronuncio perché i testi sono troppo rimpiccioliti per poterli leggere, ma ad ogni buon conto segnalo.

Se poi qualcuno dovesse documentarmi che è una palla la toglierò.

Quello che segue è un articolo dedicato a quelli che già immaginano un Putin nell’angolo, abbandonato dal mondo intero: bello sognare, se fa star bene, ma estremamente pericoloso confondere i propri sogni con la realtà.

Perché Putin non è affatto isolato

La linea anti-Russia di Usa, Uk e Ue? Non è proprio condivisa in tutto il resto del mondo. Anzi…

L’India ha confermato che non condanna o mette sanzioni o altre misure contro la Russia. Il Pakistan pure e anzi questa settimana ha fatto un accordo per il petrolio russo e gas russo. Come noto, Putin si è incontrato a Pechino con Xi qualche giorno prima di iniziare l’azione in Ucraina ed è ovvio che ne abbiano parlato insieme. La Cina ha annunciato che costruirà un gasodotto per avere più gas direttamente dalla Russia. Il Brasile non condanna la Russia e Bolsonaro dice che resta neutrale. Il Messico idem, non condanna e resta neutrale. Per quanto riguarda i Paesi Arabi del Nordafrica e del Medio Oriente, alcuni sono stati bombardati e anche invasi per anni da Usa e Uk per cui non si impressionano quando questi dichiarano che i russi commettono crimini (le stime di 20 anni di intervento militare angloamericano in questi paesi viaggiano sui 400mila civili morti). Nel resto dell’Asia, dal Giappone all’Indonesia, non si ha notizia di sanzioni di alcun genere verso la Russia. Apple ha bandito le vendite dei suoi prodotto in Russia, e Samsung è molto contenta di non aver più concorrenza. Anche la Turchia ha ribadito che non può mettere sanzioni alla Russia con cui ha troppi legami economici importanti. In Europa la Serbia ricorda i due mesi di bombardamento Nato di Belgrado del 1999 che fecero più di 500 vittime civili e si chiede come mai la separazione dei russi di Crimea, Donbass o Donestk dall’Ucraina sia trattata in modo opposto da quella del Kosovo dalla Serbia.
Complessivamente quindi, sembra che l’80% del pianeta non condivida, nei fatti, la politica di USA, UK ed Europa contro la Russia. Va ricordato, inoltre, che, oltre ovviamente a Mosca e alla Bielorussia, Eritrea, Corea del Nord e Siria hanno votato contro la risoluzione di condanna della Russia da parte dell’Onu, mentre Cina, India, Iran, Sudafrica e Cuba sono alcuni dei 35 Paesi che si sono astenuti.
Secondo il New York Times 120 mila ucraini di origine russa sono ora profughi in Russia. Questo perché venivano in casa propria bombardati, nonostante ora la presenza di truppe russe. Queste sono poche (130mila in totale) perché il Cremlino non mira ad occupare militarmente il Paese ma a far cadere il governo. A questo proposito, si veda qui la mappa militare dell’Ucraina aggiornata a ieri e si nota che i russi controllano il 10 o 15% del Paese a est.

I 500mila ucraini che sono ora rifugiati in Polonia per allontanarsi dal fronte hanno percorso 1,000 km o anche 2,000 km attraversando l’intera Ucraina, controllata da forze ucraine per attraversare la frontiera a ovest.  Si potrebbe pensare che per evitare i combattimenti bastasse spostarsi di 100km ed erano al sicuro, in zone senza russi e senza guerra. Sembra quindi logico pensare che se attraversano tutto il paese da est a ovest per arrivare in Polonia, in molti casi sia presente una motivazione più di migrazione che di rifugio dalle bombe.
I russi invece nella parte est che si sono rifugiati in Russia non avevano scelta perché il fronte era a pochi km e per allontanarsi dalle bombe potevano solo passare la frontiera russa vicina. Di questi per ora però non si ha menzione sui media. Tuttavia, dall’insurrezione-rivoluzione o colpo di Stato, a seconda dei punti di vista, del 2014 di Piazza Maidan, la minoranza russa ha lamentato appunto di violenze e bombardamenti nelle zone est e ovviamente il governo e maggioranza ucraina hanno parlato al contrario di loro violenze. Il fatto però che anche 120mila circa di questi russi dell’Ucraina siano ora profughi in Russia mostra che probabilmente non venivano trattati molto bene in Ucraina. Insomma, l’Ucraina è un paese diviso, come mostra, ad esempio, la seguente mappa elettorale.

Tutto questo non sfugge ai Paesi che hanno deciso di non mettere sanzioni alla Russia, come non sfugge il fatto che gli Usa hanno pubblicamente riconosciuto di aver speso 5 miliardi di dollari per rovesciare il legittimo governo ucraino (chi abbia dubbi può controllare qui il video in cui lo rivendica).

Spendere 5 miliardi in un paese povero come l’Ucraina per far cadere il governo Yanukovich nel 2014 può essere considerato una ingerenza, specie se poi il nuovo governo chiede di far parte della Nato. Ma questo gli europei non lo hanno mai voluto riconoscer vedere.
Di Victoria Nuland è apparsa all’epoca sui media una conversazione intercettata con l’ambasciatore a KIev in cui discutevano la composizione del nuovo governo decidendo in pratica chi dovesse governare (per chi volesse, ecco una ricostruzione della vicenda ad opera dell’ex sottosegretario al Tesoro di Reagan David Stockman che con “translate” può essere letta in ottimo italiano). Per Draghi come per molti altri politici che guidano i paesi della Ue nel 2014 c’è stata una rivoluzione popolare e basta. I fatti tuttavia lo smentiscono, come del resto lo hanno smentito nella gestione fallimentare della pandemia. E questi fatti spiegano perché nel  resto del mondo, dalla Turchia alla Cina, dall’India al Brasile, la linea anti-Putin di Usa, Uk e Ue non sia condivisa.
Paolo Becchi e Giovanni Zibordi, qui.

E qui possiamo vedere concretamente quanto sia isolato.

Occhio, che a forza di wishful thinking rischiamo di diventare noi la barzelletta del “Nebbia sulla Manica, il continente è isolato”.

Quanto alla visione del mondo occidentale che ha obbedito compatta all’ordine di odiare il nemico comune del momento, ho trovato questo commento che presenta alla perfezione i meccanismi pavloviani che presiedono a certi comportamenti:

Sono OTTO ANNI che le milizie ucraine stanno massacrando civili nel Donbass, ma i media mainstream si sono svegliati solo adesso che la Russia si è decisa a rispondere per le rime.
E’ la stessa identica cosa che succede a Israele da decenni: i media non parlano dei missili di hamas, degli attentati islamici in Giudea e Samaria, ma si svegliano solo quando Israele risponde. E mandano foto di scuole bombardate, di antenne TV distrutte, di bambini morti ecc. mettendo in campo tutte le risorse di Pallywood.
Disgraziatamente, Ucrainwood è molto più potente di Pallywood perché tiene a capo un esperto della comunicazione che è diventato miliardario proprio facendo serie TV, film, sceneggiature e spettacoli televisivi, compreso Danzando con le Stelle.

Concludo la rassegna odierna con una notizia importantissima che ho trovato in rete:

Elodie aiuta i bambini in Ucraina con ‘Bagno a mezzanotte’ FOTO e VIDEO

Non ho la più pallida idea di chi sia questa Elodie, ma penso che riusciremo a sopravvivere entrambe. Curiosa comunque di vedere in che modo concretamente li stia aiutando, ho cercato il video, vedi mai che se non è qualcosa di troppo difficile magari posso provare a fare qualcosa anch’io, e ho trovato questo breve trailer

(Qui la canzone completa, nel caso vi interessasse) I bambini li aiuterà dando in beneficienza il ricavato del disco, e quindi no, temo proprio che i bambini ucraini non li potrò aiutare: chi mai potrebbe riuscire a scrivere una canzone così!

E infine un po’ di spazio a chi altrove se lo vede negare

Не отрекаются любя – nie otrekayutsya lyubya: non rinunciare all’amore. Un meraviglioso messaggio dalla Piazza Rossa, Mosca.

barbara

LA FAMOSA STRAORDINARIA EFFICIENZA CINESE

Cina, la realtà

Esiste da molti anni un hype che riguarda l’incredibile modernità e l’incredibile efficienza dei cinesi. Si continua a celebrare la loro capacità di costruire un ospedale in 10 giorni (che poi è un ospedale militare, quindi 10 giorni sono anche TROPPI), ma non ci si chiede cosa possiamo dedurre dal caso “coronavirus”, sullo stato reale del paese.
Certo, chi va in Cina scopre che le strade sono pulite e gli edifici sono nuovi. Questo è abbastanza normale per tutte quelle nazioni che costruiscono ogni cosa partendo da una situazione “green field”, cioè partendo dal nulla. Tutto è nuovo, tutto usa tecnologie recenti, tutto ha un design moderno.
E la stampa italiana, gestita da imprenditori che sognano lo sweatshop cinese dove si lavora 24/7 (con l’aggiunta dello Jus Primae Noctis), ovviamente si è sempre guardata bene dallo scavare un attimo dentro l’ascesa della Cina. E hanno aiutato la propaganda cinese a costruire il mito del paese supermoderno.
Ma questa è tutta estetica.
Prendiamo per esempio la storia dell’ospedale da 1000 posti costruito in 10 giorni. Sembra una cosa incredibile, se andiamo a confrontarlo con i tempi europei, e se pensiamo che sia un vero ospedale.
Ma non è un vero ospedale. È praticamente fatto di container, niente di più di quanto la Protezione Civile italiana costruisce ad ogni terremoto. Che costruiscano containers per 1000 persone in dieci giorni è una prestazione, onestamente, MEDIOCRE. È vero che la protezione civile italiana in questa cosa eccelle per via della storia di terremoti (durante il disastro di Haiti gli americani mostrarono limiti ben peggiori, dal ridicolo al patetico) ma d’altro canto, stiamo parlando di un paese che la stampa italiana continua a vendere come modernissimo ed efficientissimo.
Ma il problema è ancora peggiore se osserviamo il contesto. Il contesto è quello di una zona di 57 milioni di abitanti (in pratica, la popolazione dell’Italia), che non riesce a sistemare in ospedale 1000 persone. Ora, secondo i dati ufficiali del ministero della Sanità italiano, la tanto vituperata sanità italiana fa questo:
Cina 1
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2879_allegato.pdf

Significa che mille pazienti, in Italia, te li curano direttamente a casa con uno sforzo aggiuntivo pari all’uno PER MILLE dello sforzo a regime. UNO. PER. MILLE. Significa che se parliamo di percentuali, è il primo decimale dopo la virgola. Zero virgola qualcosa per cento.
Anche sul piano di coloro che si presentano in un pronto soccorso, i numeri italiani sono ENORMI:
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3,4 accessi per 10 abitanti, di cui il 14.3% ricoverati.
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I dati complessivi per l’attività di pronto soccorso: la popolazione italiana è grande quanto la zona infetta dall’ultimo coronavirus

Quando stiamo a decantare l’efficienza di un paese che costruisce un ospedale da ~1000 posti in dieci giorni, stiamo parlando di un paese che, per ~60 milioni di persone, non riesce a trovare mille posti. Cosa che in Italia non è neppure uno sforzo facilmente rilevabile su scala statistica. Con la stessa popolazione della zona infetta, l’Italia ha capacità di pronto soccorso di VENTI MILIONI DI CASI in un anno, di cui quasi TRE MILIONI i ricoverati.
In Cina, se servono mille posti devono costruire un ospedale da campo.
Dover costruire un ospedale da 1000 pazienti in una zona che ha 60 milioni di abitanti ci parla di un paese con un’organizzazione sanitaria DA TERZO MONDO.

Potranno avere le strade pulite e le ferrovie fiche quanto vogliono. Ma i cinesi hanno un sistema sanitario da TERZO MONDO. Punto. I numeri parlano chiaro.

Andiamo a vedere tutto il sistema di risposta. Perché qui siamo a livelli così penosi da far sembrare Chernobyl una sciocchezza.
Innanzitutto, i dati. I numeri che arrivano hanno poco senso, e sembra che il numero di morti sia corretto, mentre il numero di infetti sia sottostimato di un fattore dieci. Il guaio è che questo modo di procedere non ha soffocato l’allarme, ma lo ha AMPLIFICATO.
Se il numero di infetti e di morti fosse corretto, sapremmo che la nuova infezione uccide il 2% delle volte.
Se il numero di infetti è più grande di un fattore dieci, come si teme, allora questa nuova infezione uccide lo 0.2% delle volte. Il che ne fa una cosa preoccupante quanto un’infezione stagionale, o poco più.
Io non so chi sia stato il genio, nel partito comunista cinese, che ha avuto la geniale idea di sottostimare il numero di infetti. Ma se voleva stroncare il panico, avrebbe dovuto dare numeri corretti nel numero di morti, e numeri SOVRAstimati nel numero di infetti. Se infatti la Cina avesse denunciato 1000 morti ma detto che il 90% della popolazione cinese era infetta, le autorità di tutto il mondo se ne sarebbero strasbattute il cazzo.

Chiunque stia censurando i numeri dell’epidemia, sottostimando il numero di infetti, non sta solo facendo un lavoro criminale di censura perché offusca la vista della comunità scientifica. Sta anche facendo un lavoro PESSIMO di censura, perché riducendo il numero di infetti, a parità di morti, l’allarme non si abbassa, ANZI SI ALZA.

Stiamo parlando di censori, ma stiamo parlando di censori INCOMPETENTI.
La risposta delle autorità, comunque è stata penosa. Quando le autorità sovietiche tacevano sui problemi, come a Chernobyl, stavano nel frattempo lavorando forsennatamente per risolvere il problema, a costo di mandare a morire le persone.
Ma i cinesi hanno messo a tacere i medici che parlavano dell’infezione, SENZA cercare di fermarla. Hanno lasciato aperti i mercati degli animali SELVATICI vivi, per esempio. È come se a Chernobyl le autorità sovietiche avessero prima taciuto il problema (come hanno fatto) e nel frattempo ordinato di fare un altro “test”, identico a quello che ha causato il disastro, nei rimanenti reattori.

La gestione cinese non è solo stata criminale nel censurare le informazioni. È stata criminale E INCOMPETENTE. Incompetente perché si sono censurate le informazioni in modo da AUMENTARE il panico, e incompetente perché si sono ritardate le notizie SENZA usare il ritardo in maniera utile.

Non è un regime tirannico ma efficiente, e non è un regime tirannico ma competente.

È un regime tirannico, E inefficiente E incompetente.

Ma torniamo al sistema sanitario, al capitolo “profilassi”. Nei paesi europei esiste una precisa profilassi per l’allevamento e la macellazione degli animali. Inoltre gli animali selvatici NON possono entrare in contatto con gli animali da allevamento, e la macellazione deve avvenire in un determinato ambiente, ove gli addetti sono vaccinati, hanno le maschere e le protezioni, e gli ambienti vengono lavati.
Questo è quello che avviene in un qualsiasi mercato cinese. Considerate che la stragrande maggioranza delle pandemie (la SARS, per esempio) si trasferiva da polli ad esseri umani, e considerate che quelle galline verranno macellate sul posto.
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E verranno macellate in un posto che ha queste condizioni igieniche:
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Se non sapete cosa ci sia di sbagliato, provate a farlo in Italia e aspettate che passino i NAS. Ve lo metteranno per iscritto.

Se facciamo un confronto con i metodi occidentali:
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USA: nemmeno un paese particolarmente restrittivo.

E anche la tanto vituperata italia.
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Possiamo criticare la farragginosa burocrazia europea quanto vogliamo, le norme sanitarie asfissianti e tutto quanto. Ma se facciamo vivere più di un miliardo di persone in queste condizioni, poi non dobbiamo stupirci se le epidemie passano “dagli animali all’uomo”. Chissà in che modo potrà mai succedere, eh?
Ora, di queste norme si occupa il governo. E se un governo come quello italiano (e senza particolari urgenze, visto che dall’Italia non sono partite, recentemente, particolari epidemie) riesce a tenere un livello di profilassi alta, è complesso ma non impossibile.
Allora, lo ripeto: potete tenere le strade pulite e i poliziotti in divisa immacolata e i treni puntuali. Ma se poi fallite sulle basi, il vostro governo è tutto tranne che competente e tutto tranne che efficiente. La Cina è più estetica che sostanza.
Ultima cosa, la questione delle mascherine. In un paese che vuole essere la zona industriale del mondo, trovarsi a chiedere mascherine ai paesi europei significa che qualcosa sta andando storto. MOLTO storto. Le mascherine sono dei dispositivi che si producono a milioni e milioni in pochissimo tempo. Non esistono cause di questa possibile carenza, a meno che… a meno che gli sweatshop non siano già lavorando al massimo.
Se prendiamo una fabbrica di mascherine europea, ove i lavoratori stanno al lavoro per 40 ore a settimana, possiamo chiedere uno sforzo straordinario e averli al lavoro altri due giorni, nei festivi. Possiamo anche organizzare turni più lunghi, e alla fine possiamo ottenere tranquillamente 70 ore a settimana. Possiamo quasi raddoppiare la produzione.
I cinesi sembrano incapaci di farlo. Perché? Perché se in uno sweatshop lavorano già 24/7, non puoi chiedere più di 24 ore al giorno. E non puoi chiedere più di 7 giorni a settimana.
Il punto è semplicemente questo. L’organizzazione del lavoro cinese è fragile, perché non flessibile: sebbene sembri efficiente far lavorare le persone 24/7, si dimentica sempre che in caso di emergenza non sarà possibile scalare ancora.
Questa emergenza sta mostrando il bluff dell’organizzazione statale cinese. Inesistente, incompetente, catastroficamente politicizzata, con una carenza assoluta di buone pratiche nei settori di base (sanitario e agroalimentare) e una classe politica che non capisce di cosa stia parlando e censura i dati nella maniera sbagliata.
Un paese del terzo mondo con punte di eccellenza, molto propagandate, ma quando alziamo il tappeto sotto c’è la sciatteria più totale.

E pregate che la cosa non colpisca gli USA, perché col loro sistema sanitario ci sarebbe da ridere. [Questa per la verità non l’ho capita, ma sarà sicuramente colpa mia] Qui, via Toscano irriverente.

E non è finita.

barbara