SPIGOLATURE 1

Cioè un po’ di cose raccattate qua e là con in mezzo qualche considerazione mia e qualche immagine e vignetta e anche una canzoncina, un po’ per ridere, un po’ per sorridere, un po’ per riflettere, un po’ per andare a cercare un mitra e sparare ad alzo zero. E cominciamo facendo il punto di ciò che abbiamo imparato, che è sempre importante.

Giovanni Orciani

In questa emergenza covid19 abbiamo imparato che:

1) le mascherine non servono (perché non ci sono) però è meglio tenere una sciarpa su naso e bocca;
2) andare a camminare in solitaria o in famiglia è pericoloso, mentre le file al supermercato sono sicure;
3) i nipoti non possono portare la spesa ai nonni, ma gli sconosciuti del delivery sì;
4) le forze dell’ordine hanno abbastanza uomini e mezzi per presidiare il territorio (ricordateglielo quando ne avrete bisogno a emergenza finita, se vi dicono che non c’è nessun mezzo disponibile);
5) i detenuti in custodia cautelare, quindi ancora privi di processo e di condanne definitive, non possono essere messi ai domiciliari ma i condannati in via definitiva per reati di mafia invece sì, anche se le condizioni ex 41 bis, prevedendo l’isolamento degli stessi li pone al riparo dal contagio;
6) tutte le manifestazioni sono sospese, comprese le messe pasquali e i funerali, ma l’ANPI può uscire tranquillamente a manifestare (un’Italia che sarebbe da liberare nuovamente tra l’altro da questa classe dirigente e politica);
7) i soldi per mantenere le aziende non ci sono, ma ci sono per le task force, gli stipendi dei politici e dei dirigenti pubblici e anche per dare le mancette ai sanitari in una manovra esclusivamente demagogica. (vedremo poi con le aziende chiuse come li pagherete gli stipendi pubblici);
8) la sanità lombarda è la peggiore di tutta Italia e le migliaia di italiani che ogni anno salgono nei loro ospedali sono evidentemente scemi: dovrebbero restare in quelli delle rispettive virtuosissime regioni;
9) gli aeroporti sono chiusi, non ci si può spostare da una regione all’altra, ma i porti sono rigorosamente aperti per far attraccare navi spagnole che, evidentemente, nel loro Paese non sarebbero accolte;
10) con un’app si possono monitorare i movimenti dei cittadini italiani (personalmente non ho alcun problema a scaricarla), ma non degli immigrati che richiedono asilo perché verrebbero lesi i loro diritti.
Sì! il 25 aprile dovremmo scendere tutti in piazza per dare un nuovo significato alla ricorrenza della Liberazione!

Dopodiché facciamo il punto anche su quello che abbiamo appreso con l’attesissima e benvenutissima fase 2, che cambierà la nostra vita da così a così (l’avete visto il movimento della mano? No?! Ma come no! Dai, era così chiaro!)

Stella Tarolla

Allora, vediamo se ho capito:

1) il virus non attacca le prime 15 persone che partecipano ad un funerale. Il 16mo è fottuto;
2) il virus non attacca i prossimi congiunti: per la definizione di “congiunto”, il virus applicherà le definizioni contenute nel codice civile. Quindi non fate i cretini: se dite di andare dai nonni e invece andate a casa di amici, ovvero a casa della moglie di vostro cugino di secondo grado, il virus se ne accorge e vi contagia;
3) da nonna, sì; dalla fidanzata, invece, il virus ti contagia; [poi però si è ravveduto e ci ha aggiunto gli affetti stabili, e immagino che sarà la polizia a decidere, mediante stringenti interrogatori separati, se sono stabili abbastanza o se si meritano una bella multa per avere bluffato solo per farsi una scopata o per passare una mezz’ora con l’amico di asilo-elementari-medie-liceo-università-militare-testimoni di nozze-padrini dei figli eccetera eccetera lungo settant’anni di vita]
4) le 15 task forces e i 450 superesperti che salveranno il Paese dalla catastrofe socioeconomicosanitaria non sanno neanche leggere un calendario… o avrebbero evitato di riaprire i parrucchieri lunedì 1^ giugno, giorno di loro chiusura (non foss’altro per evitare di essere perculati da oggi sino alla suddetta data); si riaprirà il 2 giugno, che non sarà più festa giacché la Repubblica parlamentare è stata soppressa (ve n’eravate accorti, sì?);
5) le udienze civili e penali e, in genere, l’intera attività giurisdizionale riprenderanno il 12 maggio, ma i cancellieri, i funzionari e il personale amministrativo tutto dei Tribunali (compresi i magistrati fuori sede?) continueranno con presidi, turnazioni e Smart working sino al 30 giugno. Quindi, tribunali vuoti, assenza di personale, ma avvocati al lavoro… a fa’ che?!?!?
6) Peppiniello e cosolino so’ stati capaci di fa’ incazza’ pure il Papa… fantastici;
7) “L’Inps ha evaso in un mese quello che normalmente evade in 5 anni” (Churchill de noartri, testuale Traduzione dal Propagandese all’Italiano: all’Inps solitamente non fanno un cazzo, atteso che normalmente impiegano 5 anni per evadere ciò che potrebbero fare in un mese… l’importanza di avere un grande addetto stampa che sa scegliere le parole;
8) in sintesi, non è cambiato un cazzo, tranne l’aver autorizzato e disciplinato i funerali… ci vogliono far capire qualcosa?
9) l’Europa ci invidia… ha detto proprio così. Questa deve avergliela dettata Grillo, che non ha saputo rinunciare a rendere onore al suo passato comico.

E a proposito del Presidente del Consiglio che l’intera Europa, cosa dico, l’intero mondo e le galassie tutte ci invidiano, della sua specchiata onestà e del suo lavorare alla luce del sole e non col favore delle tenebre come fanno invece altri loschi figuri di cui potrei fare nomi e cognomi ma non li faccio per carità di patria, guardate questo che carino!

Passo ora a questo capolavoro di alta strategia internazionale
strategia
E a questo proposito merita menzione la
spettacolare figura di cacca che ha fatto Lilli Gruber propagandando la strasmentita bufala di Trump che vorrebbe iniettare la varechina in vena ai pazienti.

Otto e Mezzo, Lilli Gruber smentita da Riccardo Luna su Donald Trump: gelo in studio

26 aprile 2020

Smentita a casa sua. Si parla di Lilli Gruber, che a Otto e Mezzo su La7 ha dovuto incassare il “colpo basso” di Riccardo Luna, giornalista di Repubblica e componente della task-force del governo contro le fake-news. Il tema erano le controverse dichiarazioni di Donald Trump circa la possibilità di testare iniezioni di candeggina. E la Gruber, rivolgendosi a Fabrizio Pregliasco, presente in collegamento, ha affermato: “Trump ha detto che potrebbero funzionare delle iniezioni di disinfettante, chi può credere ad una simile panzana?”. E Pregliasco ha parlato di “esempio micidiale di disinformazione“, in riferimento alla “ricetta” di Trump. Ma a quel punto si è inserito Luna, il quale ha puntualizzato: “Se si va a vedere la conferenza stampa si scopre che Trump non lo ha detto. Ha fatto una domanda, che è molto diverso”.

Dunque, Luna ha spiegato nel dettaglio quanto accaduto: “Le conferenze sono molto divertenti, se non fosse che stiamo parlando di una tragedia. Trump ne ha dette di tutti i colori, ma questa volta ha fatto una domanda, ha chiesto ad un medico se poteva essere una buona idea, ovviamente non lo era. Si comporta come un uomo della strada. La cosa migliore che è accaduta è che il medico lo ha spiegato, tutta la stampa lo ha spiegato. Il miglior antidoto contro le fake sono la credibilità dei giornalisti e degli scienziati. La domanda di Trump è finita lì”. Evidente l’imbarazzo della Gruber, che con palese stizza e disappunto ha affermato: “Sì sì, diciamo così… era una domanda alla Trump… ma chi non è esperto e poco avveduto e attento…”. Gelo in studio. (qui)

Ma siccome Trump è brutto cattivo e antipatico, la favoletta di Trump che propone di iniettare varechina in vena continuerà a trovare adepti fra i soliti dementi che preferiscono le bufale preconfezionate (e anche prematurate?) piuttosto che la realtà (interessante comunque che la signora Dietlinde, tutta botulino, silicone e filoterrorismo, riconosca di essere non esperta, poco avveduta e poco attenta). E, visto che siamo in tema di sanità negli Stati Uniti, aggiungo un testo scritto da chi ci vive.

Jaime MancaGraziadei

Tutti gli Stati americani sono tenuti a rispettare le leggi Federali. Ci sono ben 2900 ospedali pubblici e “no profit” e tre leggi Medicare (1965) , Medicaid (1966) ed EMTALA (1986) che coprono i non coperti da assicurazione, i non abbienti e coloro che hanno reddito inferiore ai 23.000 inclusi i pensionati, i disabili, i senzatetto, i senza lavoro, ragazze madri e figli… tutti. Il tutto è coperto ed incluso nel welfare USA di 2700 miliardi di dollari ogni anno. E, sempre sotto EMTALA, a NESSUNO possono essere rifiutate cure. Alle volte si recano in un Urgent Care, un gabinetto poliambulatorio NON attrezzato con semplici infermieri e quasi mai dottori come il ragazzo deceduto in California recentemente, e quindi, non potendo intervenire, li indirizzano al più vicino ospedale, come infatti è successo. Tutti gli altri vengono curati ed, a seconda della polizza scelta, parte la pagano loro il resto dalle assicurazione o, se hanno scelto copertura totale, paga tutto l’assicurazione.

Aggiungo che noi, con la nostra preziosissima sanità pubblica, lasciamo allo stato molto più di quello che un americano paga per una copertura totale, che comprende visite, diagnostica, medicine, ricoveri, interventi chirurgici e dentista. Io solo con quello che ho speso di dentista almeno un bilocale lo avrei comprato. Oltre a tutto quello che devo spendere in aggiunta di ticket per medicine mutuabili e prezzo intero per quelle che non lo sono, visite specialistiche private perché altrimenti devo aspettare anche sei mesi o più, ed esami diagnostici privati perché per quelli convenzionati – e comunque con ticket di molte decine di euro – ho trovato liste d’attesa addirittura di 21 mesi. Quindi sarebbe ora di finirla con le bufale sulla sanità americana che lascia morire i poveri mentre da noi salva tutti. Così come ci salva il conticino
salvataggio
che si circonda di esperti per poter fare sempre le scelte giuste
tampone
e soprattutto mette al primo posto e la sicurezza degli italiani
mafia
e la giustizia per tutti,
contrario
ma contemporaneamente salvaguarda la nostra libertà, permettendoci di scegliere la nostra sorte
fragola
E infine ecco la canzoncina, di uno che non è mai stato fra i miei amori, ma questa cosetta qui mi è piaciuta un sacco.

barbara

UN PO’ DI COSE SPARSE 2

Comincio, in risposta ai negazionisti, con questo video, a proposito dei veri numeri dei morti in Italia.

 

E proseguo con questa testimonianza.

RIPORTO UN TESTO CHE MI E’ ARRIVATO: SCONVOLGENTE

A Nembro le strade quasi deserte, il traffico assente, uno strano silenzio è interrotto talvolta dalla sirena di un’ambulanza che trasporta con sé l’ansia e la preoccupazione che riempiono i cuori di tutti in queste settimane. A Nembro ciascun membro della comunità riceve continuamente notizie che non avrebbe mai voluto sentire, ogni giorno si perdono persone che facevano parte delle nostre vite e della nostra comunità. Nembro, in provincia di Bergamo, è il comune più colpito dal Covid-19 in rapporto alla popolazione. Non sappiamo esattamente quante persone siano state contagiate, ma sappiamo che il numero dei morti ufficialmente attribuiti al Covid-19 è 31.

Siamo due fisici: uno diventato imprenditore nella sanità, l’altro sindaco, in stretto contatto con un territorio molto coeso, in cui ci conosciamo l’un l’altro: abbiamo notato che qualcosa in questi numeri ufficiali non tornava e abbiamo deciso — insieme — di fare una verifica. Abbiamo guardato la media dei morti nel comune degli anni precedenti, nel periodo gennaio – marzo. Nembro avrebbe dovuto avere — in condizioni normali — circa 35 decessi. Quelli registrati quest’anno dagli uffici comunali sono stati 158. Ovvero 123 in più della media.

Non 31 in più, come avrebbe dovuto essere stando ai numeri ufficiali dell’epidemia di coronavirus. La differenza è enorme e non può essere una semplice deviazione statistica. Le statistiche demografiche hanno una loro «costanza» e le medie annuali cambiano solo quando arrivano fenomeni del tutto «nuovi». In questo caso il numero di decessi anomali rispetto alla media che Nembro ha registrato nel periodo di tempo preso in considerazione è pari a 4 volte quelli ufficialmente attribuiti al Covid-19. Se si guarda a quando sono avvenute queste morti e si confronta lo stesso periodo con gli anni precedenti, l’anomalia è ancora più evidente: c’è un picco di decessi «altri» in corrispondenza di quello delle morti ufficiali da Covid-19.

Nell’ipotesi — niente affatto remota — che tutti i cittadini di Nembro abbiano preso il virus (con moltissimi asintomatici, quindi), 158 decessi equivarrebbe a un tasso di letalità dell’1%. Che è proprio il tasso di letalità atteso e misurato sulla nave da crociera Diamond Princess e — fatte le dovute proporzioni per struttura demografica — in Corea del Sud.

Abbiamo fatto esattamente lo stesso calcolo per i comuni di Cernusco sul Naviglio (Mi) e Pesaro utilizzando esattamente la stessa metodologia. A Cernusco il numero di decessi anomali è pari a 6,1 volte quelli ufficialmente attribuiti al Covid-19, anche a Pesaro 6,1 volte. Impressionanti i dati di Bergamo, in cui il rapporto arriva addirittura a 10,4.

È estremamente ragionevole pensare che queste morti in eccesso siano in larga parte persone anziane o fragili che muoiono a casa o in strutture residenziali, senza essere ricoverate in ospedale e senza essere sottoposte a tampone per verificare che fossero effettivamente infettate con il Covid-19. Dato il calo che si è visto negli ultimi giorni dopo il picco è probabile che a Nembro si stia raggiungendo l’immunità di gregge.

Nembro rappresenta in piccolo quello che accadrebbe in Italia se tutti fossero contagiati dal CoronaVirus – Covid 19: morirebbero 600 mila.

I numeri di Nembro, inoltre, ci suggeriscono che dobbiamo prendere quelli dei decessi ufficiali e moltiplicarli almeno per 4 per avere l’impatto reale del Covid-19 in Italia, in questo momento.

Il nostro suggerimento, quindi, è di analizzare i dati dei singoli comuni in cui ci siano almeno 10 morti per Covid-19 ufficiali e verificare se corrisponde alle morti reali.

Il nostro timore è che non solo il numero dei contagiati sia largamente sottostimato a causa del basso numero di tamponi e test che vengono fatti e quindi della «sparizione» degli asintomatici dalla statistica, ma che lo sia anche — dati dei Comuni alla mano — quello dei morti.

Siamo di fronte ad un evento epocale e per combatterlo abbiamo bisogno di dati credibili sulla realtà della situazione, diffusi con trasparenza tra tutti gli esperti e le persone che con responsabilità devono gestire la crisi. Sulla base di questi dati possiamo capire e decidere cosa è giusto fare, nei tempi che la crisi richiede.

* sindaco di Nembro

** amministratore delegato del Centro medico Santagostino

25 marzo 2020 (modifica il 26 marzo 2020 | 12:13) qui.

Poi c’è la cazzata del giorno, il video che “dimostra” che il coronavirus è stato intenzionalmente fabbricato in laboratorio (se per caso qualcuno volesse sfidarmi a dimostrare che non è vero, io lo sfido a dimostrare per primo che non è vero gli specchi parlano e sanno se mia cugina è più bella o più brutta di me). Qualcuno ha detto: “Non può non essere vero: troppe coincidenze!” Ah sì? E allora cosa mi dite di questa coincidenza qui, eh?
schiaffo
E siccome una cazzata tira l’altra peggio delle ciliegie,

Ecco l’ultima scemenza.

“Il virus è una molecola proteica (DNA)”.

Se uno studente mi dice che il DNA è una proteina è morto, se me lo dice parlando di un virus a RNA come il coronavirus lo rianimo per ucciderlo una seconda volta. Altroché Johns Hopkins (qui)

Aggiungo ancora, perché è importante sapere che cosa ci aspetta, l’oroscopo della settimana
oroscopo
e un simpatico neologismo di Jean Pierre Mancini
neologismi
e concludo con questo toccante tributo ai caduti di questa ultima – e ancora in corso – guerra.

 

barbara

SUPREMATISTA BIANCA

sovranista fascista razzista eccetera aggredisce a calci e pugni poveri immigrati africani, colpevoli unicamente di essere del colore sbagliato

No, sul serio, se non fermiamo Salvini al più presto, finiamo peggio della Germania nazista, peggio dell’America del KKK, peggio del Sudafrica di Pieter Botha. E come se non bastasse ci si mettono anche quei nazisti di triestini che buttano fuori tutti i negri dalla mezza maratona. Roba da vergognarsi di essere italiani. Per fortuna c’è ancora qualcuno che, oltre a esporre coraggiosamente la propria fiera indignazione per il razzismo rosicone (sic!) che stiamo indecorosamente esibendo, ci mette anche quel pizzico (badilate, le chiama lei) di cultura che non guasta mai (nei commenti c’è anche un interessante scambio, che probabilmente verrà presto eliminato, come succede regolarmente a tutti gli scambi in cui non riesce a convincere l’interlocutore della propria intelligenza superiore e sconfinata cultura).

barbara

RAZZA UMANA UNA BELLA SEGA

Come direbbe Einstein se fosse nato a Livorno. Siccome invece era nato a Ulma, ha detto: “Menschliche Rasse eine schöne Säge”.
Mi ero sempre chiesta come fosse possibile che un uomo di scienza avesse potuto dire una simile puttanata, anzi, non solo detta ma addirittura scritta. Poi un dubbio espresso dall’amico Giovanni mi ha indotta a fare una ricerca, che ha dato immediatamente frutto: la frase, che mai il buon Einstein si è sognato di proferire, è una colossale bufala. La prova? I moduli compilati al momento dell’ingresso negli Stati Uniti nei tre viaggi effettuati nel 1921, nel 1930 e quello definitivo dopo la salita al potere di Hitler, nel 1933.
1921
1930
1933
Come si può chiaramente vedere, nel primo e nel terzo la razza è indicata come “ebraica”; il secondo è illeggibile, e sfido chiunque a vederci un “human”. E se vogliamo fermarci solo un momento a riflettere, ha senso che uno che scappa dalla Germania nazista perché discriminato e in pericolo in quanto appartenente alla “razza ebraica”, si presenti con una richiesta di accoglienza dichiarando qualcosa di diverso da “razza ebraica”? Solo ai soliti buonisti (non aggiungo coglioni, però ci starebbe di un bene, ma di un bene…) italiani (già: pare che la storiella della “razza umana” abbia avuto mercato solo in Italia) poteva venire in mente una simile corbelleria. E guardate come se la ride, alla facciaccia degli imbecilli.
Einstein_laughing
barbara

SCANDALO A CORTE?

Scheletri nell’armadio? Elisabetta nazista? Io, con tutta la buona volontà, riesco a vedere solo una bambinetta che con la sorellina più piccola saltella e si sbraccia a salutare verso la telecamera (sì, c’è anche un momento – forse un secondo, forse due – in cui si ferma e il braccio rimane teso in alto: sfido chiunque a giurare di non essersi mai mai mai mai mai nel corso della propria vita trovato in quella posizione).

Bambinetta che, una volta cresciuta, volle a tutti i costi arruolarsi per dare il proprio personale contributo alla guerra contro il nazismoElizabeth 1
e servì, in tutta umiltà, come camionista.
Elisabeth 2
barbara

CHI SPECULA SUGLI ANIMALI? (PARTE PRIMA)

Chi li adopera? Chi li sfrutta? La via per saperlo ce l’ha insegnata il grande Giovanni Falcone: follow the money. E seguendo la scia del denaro arriviamo, per esempio alla LAV, la centrale operativa di tutti gli animalari in circolazione: a farle un po’ di conti in tasca, si scoprono cose interessanti. Sempre seguendo la via del denaro incontriamo la colossale bufala, che da un po’ impazza per la rete, della “depenalizzazione dei maltrattamenti agli animali”, con appelli – accorati o isterici a seconda dei soggetti – ad opporsi e a firmare petizioni contro di essa. Qui viene dettagliatamente spiegato perché è una bufala e quanto hanno da guadagnarci le associazioni animalare. E ficcando un po’ il naso nei loro affari, possiamo anche apprendere quanto siano pronte, le associazioni animalare, LAV in testa, a sacrificare senza scrupoli i loro beneamati animali quando sono in gioco i loro sporchi interessi.
vegan
(continua)

barbara

NOVE ANNI FA

well..
Nove anni fa, in occasione dell’evento di cui oggi ricorre l’anniversario, componei (compobbi, componsi, componetti, compocqui …) quest’ode immortale (in breve: ho sciolto all’urna un cantico che forse non morrà) che ora vi ripropongo:

Ei fu.
Siccome impavida
dopo la lunga attesa
Suha staccò la spina
e andò a fare la spesa
così i miliardi immobili
in Francia se ne stan.

Naturalmente era opinione comune che la causa della morte fosse l’AIDS, per via, oltre che della compatibilità dei sintomi con la sindrome in questione, delle sue note attitudini sessuali, degli splendidi stalloni che regolarmente si sceglieva come guardie del corpo, degli ululati che, a detta dei testimoni, uscivano dalla sua stanza durante le ammucchiate notturne. E invece no, pare che le cause fossero altre:
Arafat's death
Poi, naturalmente, va assolutamente letto questo.
E infine, giusto per puntualizzare
arafat-rossi
e per rimettere le cose al loro posto

death-arrafat
barbara

AGGIORNAMENTO: qui.

SE C’È UNA COSA CHE MI FA PIÙ SCHIFO DELLE BUFALE

sono le bufale fabbricate sulle tragedie. Soprattutto quando sono fabbricate in maniera tanto sgangherata. Un po’ più di un anno fa ha preso a girare questa immonda cloaca, che sono andata a ripescare. Ora la ripropongo, inserendo in corsivo i miei commenti, perché credo che finora nessuno abbia provveduto a farlo, e l’idea che qualcuno possa prendere per buona una simile fogna mi fa star male fisicamente.

UNA STORIA VERA: LA COLLANA

Notare la precisazione: “una storia vera”, e già questo dovrebbe suggerire se non la certezza, almeno una forte probabilità che non lo sia.

Durante la Shoah un grande numero di donne ebree furono radunate in una piccola cittadina
quale cittadina? E quando esattamente? E quando mai ci sono state deportazioni di sole donne?
per essere inviate alle camere a gas. Appena il gruppo mise insieme i propri affetti personali da portare nel campo,
“affetti”? Mariti zii, cugini, amiche del cuore? A parte il ridicolo refuso, se le donne erano state radunate lì, e dunque non erano di lì, non dovrebbero avere già provveduto a prendere con sé le proprie cose? E se stavano andando alle camere a gas, perché parla di campo? E non sa, l’autore di questa produzione fecale, che le persone che andavano nei campi le proprie cose le portavano fino a lì? Mai sentito parlare dei grandi mucchi di scarpe vestiti giocattoli occhiali eccetera di Auschwitz?
gli ufficiali nazisti chiamarono gli abitanti del villaggio che stavano lì vicino a guardare quello che stava succedendo, e dissero loro: “Potete prendere qualsiasi cosa gli ebrei lasceranno dietro di sé,
chi ha fabbricato questa troiata evidentemente ignora che tutte le proprietà degli ebrei erano patrimonio del Reich, e che chiunque avesse preso anche solo uno spillo era passibile di essere giustiziato sul posto
in quanto certamente essi non torneranno indietro a riprendersi le proprie cose”.
I nazisti provvedevano a informare ufficialmente che si stavano accingendo a sterminare gli ebrei?!
Due donne polacche che stavano lì, videro una donna dietro al gruppo che indossava un grande, pesante, bel cappotto. Non volendo aspettare di vedere se qualcun altro voleva prendere il cappotto,
se la gente era stata invitata a prendere quello che voleva, perché mai si sarebbero dovute preoccupare di vedere se qualcun altro voleva quella roba?
esse corsero verso la donna la colpirono, la fecero cadere a terra, le strapparono il cappotto
ma non è più semplice sfilare un cappotto a una persona in piedi piuttosto che a una a terra?
e se ne andarono. Appena la donna fu portata via, queste due donne polacche frugarono nel cappotto per dividere tra loro il contenuto delle tasche.
? Hanno aspettato che venisse portata via? Avevano paura che chiamasse i carabinieri?
Trovarono all’interno delle tasche gioielli d’oro, candelabri d’argento ed altri oggetti preziosi,
cioè almeno un mezzo quintale di roba, per un volume di mezzo metro cubo, o giù di lì
ma sentivano che il cappotto continuava a pesare più di quanto avrebbe dovuto. Dopo un ulteriore controllo, scoprirono una grande tasca nascosta ed al suo interno videro una piccola bambina!
E qui uno, letteralmente, si piscia addosso dal ridere. Si accorgono della bambina solo per via del fatto che il cappotto pesa troppo, e per trovarla hanno bisogno di “un ulteriore controllo”, e la bambina, dopo che la madre con il cappotto e lei addosso era stata scaraventata per terra, dopo che il cappotto era stato sbatacchiato di qua e di là, era ancora viva e, presumibilmente, in buona salute. Oltre, ovviamente, a non avere mai pianto durante tutti quegli sbatacchiamenti.
Scioccata dalla scoperta, una delle due donne insistette nel
insistette “nel”?
prendere la bambina, dicendo all’altra: “Io non ho figli e sono troppo vecchia ormai per averne. Prendi tu l’oro e l’argento e lasciami tenere la bambina”.
Il patto fu concluso e la donna polacca portò la nuova “figlia” a casa a suo marito che ne fu entusiasta. Essi crebbero la bambina ebrea proprio come fosse la loro, trattandola molto bene, ma non le dissero mai nulla della sua vera storia. La ragazza eccelleva negli studi e divenne una pediatra di successo nel migliore ospedale della Polonia.
Notare “nel migliore ospedale della Polonia”: come “in vendita nei migliori negozi”.
Dopo alcuni anni, la “madre” della ragazza morì. Una settimana più tardi ella sentì bussare alla porta. Entrò una vecchia donna che le disse: “Voglio che tu sappia che la donna che è morta la scorsa settimana non è la tua vera madre”, e le raccontò l’intera storia.
“Una” vecchia donna? Da decenni vivono nello stesso villaggio ed è una perfetta sconosciuta? E parlando di quella che l’interlocutrice da sempre crede essere sua madre, si dice “la donna che è morta la settimana scorsa”?
All’inizio la ragazza non le credette, ma la vecchia donna le disse: “Quando ti abbiamo trovato, indossavi un ciondolo d’oro bellissimo con una strana scritta su di esso che deve essere ebraico. Sono certa che tua madre tenne la collana: trovala”; dopo di ciò la vecchia donna se ne andò.
La ragazza andò a guardare nella scatola dei gioielli della madre e trovò la collana che era proprio come la donna gliel’aveva descritta.
E in tutti quegli anni (per essere diventata medico e poi pediatra e poi di successo, dovrà avere sicuramente almeno trentacinque anni) non l’aveva mai vista? E la donna, che le aveva tenuto nascosta la sua identità, aveva tenuto lì, nella scatola dei gioielli, a portata di mano, una simile prova?
La indossò senza più levarsela.
Evidentemente l’unica persona al mondo a non avere avuto problemi di identità nello scoprire di essere tutt’altro da ciò che aveva sempre creduto…
Un po’ di tempo dopo, ella andò in vacanza all’estero e vide due ragazzi Lubavitch.
Perché una persona che in tutta la sua vita non ha mai visto un ebreo – dal momento che per incontrarne uno le tocca andare all’estero – un bel giorno incontra dei Lubavitch e immediatamente capisce chi sono
Pensando fosse una buona occasione, raccontò loro l’intera storia e mostrò loro la collana. I ragazzi le confermarono che sul ciondolo era scritto un nome ebraico, ma non seppero dirle nulla di più.
Cioè, non sono neanche in grado di dirle che nome ci sia scritto!? Dei Lubavitch!?!?
Le consigliarono, comunque, di mandare una lettera al Rebbe dei Lubavitch spiegando tutta la faccenda.
E qui torno a pisciarmi addosso dal ridere (azz, sarà meglio che finché non ho finito questo lavoro mi metta addosso un pannolone)
Ella scrisse la lettera e ricevette una pronta risposta nella quale era scritto che dai fatti risultava chiaramente che lei era ebrea
“fatti”? Il rebbe ha in mano unicamente un racconto di terza mano!
e che, considerato il fatto che possedeva un particolare talento, avrebbe potuto usarlo in Israele, un posto dove c’era un bisogno disperato di bravi pediatri.
Embè, certo, lo sanno tutti che in Israele non trovi un pediatra neanche a pagarlo oro!
Ella seguì il consiglio del Rebbe e si trasferì in Israele, dove contattò un Beth Din, che la dichiarò ebrea.
Ehm… sicuro che funzioni così?
Fu accettata a lavorare in un ospedale.
Ovviamente senza perdere tempo in scemenze tipo imparare la lingua.
Presto, incontrò quello che sarebbe diventato suo marito, si sposò e si creò una famiglia.
Alcuni anni più tardi, quando venne compiuto l’attentato terroristico al caffè Sbarro nel centro di Gerusalemme ad agosto del 2001, questa donna stava camminando lì vicino con suo marito. Disse al marito di ritornare a casa dai bambini ed ella si precipitò sulla scena dell’attentato dove prestò i primi soccorsi ai feriti e li accompagnò all’ospedale.
Li accompagna con che cosa?
Quando arrivò all’ospedale, incontrò un uomo anziano che era in stato di shock. Stava cercando dappertutto sua nipote che non riusciva più a trovare. Lei cercò di calmarlo ed andò insieme a lui fra i pazienti nel tentativo di cercare la nipote. Chiese all’anziano come avrebbe potuto riconoscerla e lui le fece una rozza descrizione di un ciondolo d’oro che la bambina indossava.
Cioè, lei gli chiede di descrivere la nipote per poterla riconoscere, e lui le parla (rozzamente!!) del ciondolo?
Dopo aver cercato tra i feriti, essi finalmente trovarono la nipote che, infatti, indossava il ciondolo.
Ovviamente aveva provveduto a sbottonarsi la camicia, in modo che chiunque passasse avrebbe potuto riconoscerla dal famoso ciondolo.
Alla vista di tale ciondolo, la pediatra fu gelata. Si girò verso l’anziano e gli chiese: “Dove ha comperato questa collana?”.
“Non è possibile comperare questa collana” egli rispose, “Io sono un gioielliere ed ho fatto io questa collana. In realtà ne feci due identiche, una per ognuna delle mie due figlie. Questa è la figlia di una delle due, l’altra mia figlia non è sopravvissuta alla guerra”.
Così la ragazza ebrea polacca ritrovò suo padre.
PRIMO: l’uomo che nei primissimi anni Quaranta era già nonno, nel 2001 ha più di cento anni: e se ne va in giro per locali? E lavora ancora come gioielliere tanto da poter parlare del proprio lavoro al presente? SECONDO: se nel ciondolo era scritto il nome, come potevano i due ciondoli essere identici? TERZO: anche ammesso che l’altra figlia fosse sensibilmente più giovane di quella uccisa, non può comunque avere meno di settant’anni: e ha una figlia bambina? QUARTO: la pediatra che era già nata nei primi anni Quaranta, nel 2001 ha circa sessant’anni: un tantino troppi per poter essere definita ragazza, e anche per avere dei figli bambini (quelli lasciati a casa e da cui deve andare il marito). QUINTO: l’uomo, in ogni caso, sarebbe suo nonno, non suo padre.

CONCLUSIONE: all’infame individuo che ha fabbricato questo letamaio, auguro di mangiare tanta merda quanta quella che ha prodotto. E chi ha provveduto a diffonderlo, si vergogni.

barbara