NEL NEGOZIO DI BIANCHERIA

– Vorrei dei calzini neri.
– Calze o collant?
– Calzini.
– Calzettoni? Quelli al ginocchio?
– No, calzini.
– Ah quelli corti? Alla caviglia?
– Sì, calzini.
– Allora, ci sono questi coi brillantini…
– No, mi servono neri.
– Poi ci sono questi con le stelline.
– No, mi servono neri.
– Ah, proprio tutti neri? Allora ci sarebbero questi col ponpon…

(no, dico, ho sessantasette anni! Lo so che me li porto benissimo e dimostro almeno tre quattro mesi di meno, ma cazzo, i calzini col ponpon mi vieni a proporre?)

– Oppure questi col fiocchettino di raso…
– Senta, se vuole vada pure a servire la signora, che mi cerco io qualcosa.

Alla fine li ho trovati, tutti neri, senza fronzoli, di quattro tipi diversi. Ne ho presi sei paia, per un totale di 11 euro (è per questo che vado lì).

Dopodiché, anche se non c’entra niente, ci metto questa

Che poi mentre lo scrivevo mi è tornata in mente quella volta dalla fruttivendola a Brunico:

– Mi dà mezzo chilo di ciliegie.
– Pomodori?
– No, ciliegie.
– Pomodorini ciliegia?
– No, ciliegie.
– Ma insomma, vuole pomodori o vuole ciliegie?

E visto che ci ho messo l’aggiunta, metto l’aggiunta anche di video

Che un attimo di tregua ci vuole. Poi domani si riparte.

barbara

SECONDO DIALOGO CON RICCARDO COCCIANTE

Col sole bianco e disteso al sole e i miei pensieri senza parole verdi illusioni rosse passioni appeso a filo ad asciugare con quei calzini da rammendare e i fazzoletti da ripiegare ma le tue mani piene di sole fra le tue mani piene d’amore
Qua mi sa che devi esserti fumato un po’ di robe strane che ti hanno fatto male, quindi preferisco evitare di inerpicarmi su questa ammucchiata di parole.

Decisamente tu sei stata un angelo da quella volta che hai detto sì senza parlare mi hai detto sì senza un altare senza arrossire mi hai detto sì
Sì ragazzo, la passione è così: non fa arrossire. E non ha neanche bisogno di altari: è così che funziona. Ma tu di queste cose non sei tanto pratico, vero?

Analizzando la situazione a mente fredda senza passione
Ah ecco, appunto, perché la passione ero solo io ad averla, eh. Molto gentile da parte tua informarmene

scopro che forse questo non è il momento di portare via le lenzuola dal vento e quei calzini da rammendare restano lì ad aspettare i fazzoletti da ripiegare li metto in tasca senza stirare
Eh sì, avevo capito bene: io sono venuta con te per passione, tu mi hai portata a casa per farti rammendare calzini e piegare fazzoletti. A mente fredda, beninteso. Senza passione.

Decisamente tu non sei più l’angelo che quella volta mi ha detto sì senza parlare mi ha detto sì senza un altare senza arrossire mi hai detto sì
Vedi caro, adesso ti spiego: ancora non abbiamo deciso se gli angeli abbiano o non abbiano un sesso, ma credo che possiamo stabilire con sufficiente certezza che gli angeli non FANNO sesso. Quindi vai tranquillo: se incontri un essere che ha l’aspetto di donna e questo essere dall’aspetto di donna viene a letto con te, NON è un angelo. E se non sei arrivato a capirlo, credimi, la colpa non è mia: sei tu che non sei capace di riconoscere una donna quando ne hai una davanti, o magari anche nel letto.

E l’incoerenza dei tuoi pensieri mi fa capire che fino a ieri ho coltivato senza successo un fiore falso fatto di gesso
Senza successo? Perché, cosa ti proponevi? Avevi dei programmi su di me? Avevi deciso che cosa fare di me? Come utilizzarmi? Cosa farmi diventare?

e adesso scendi dal piedistallo
Sta’ un po’ a sentire, bimbo, e vedi di aprire bene le orecchie, perché non torno poi a ripetertelo: TU mi hai portata a casa tua senza preoccuparti prima di conoscere i miei pensieri, approfittando del fatto che io – IO SÌ! – ero piena di passione, TU hai fatto programmi su di me senza neanche prenderti la briga di condividerli, TU mi hai ficcata su quello stramaledetto piedistallo, pretendendo oltretutto che da là sopra ti rammendassi i calzini e contemporaneamente continuassi a dirti sì – a dartela, per chiamare le cose col loro nome -, e adesso mi ordini di scendere come se mi ci fossi messa io? Ma vaffanculo, va’

perché sei vetro non sei cristallo
eh, ha parlato mister diamante, ha parlato

e adesso basta col tuo veleno perché sei niente forse di meno
il primo della classe sale in cattedra e distribuisce le pagelle

Decisamente tu non sei mai stata un angelo neanche quella volta che hai detto sì
già detto, caro: gli angeli non scopano, fattene una ragione

senza parlare mi hai detto sì senza un altare mi hai detto sì senza arrossire mi hai detto sì
e questa è la tua riconoscenza per averti seguito per passione, per averti detto sì senza un altare, per averti rammendato i calzini, per essermi lasciata mettere dove volevi tu senza protestare… E rivaffanculo, va’.

È che io, in questo campo, non tendo a generalizzare, che se avessi questa tendenza – e magari anche quella di rendere pan per focaccia – sarebbero cazzi acidi per un bel po’ di gente. Non tendo a generalizzare, e quando incontro un uomo che è un sacco di merda [giusto per precisare, a scanso di equivoci: non ci sono stati sacchi di merda fra i miei uomini, perché quando incontro un sacco di merda so riconoscerlo, e mi tengo alla larga] non mi metto in testa che tutti gli uomini del pianeta siano dei sacchi di merda. Neanche quando cercano di farmi credere che le cose stiano proprio così. Perché è esattamente questo che sta succedendo: si sta tentando, da più parti, di convincermi che per voi uomini, tutti senza eccezione, noi, tutte senza eccezione, siamo sostanzialmente un buco con la donna intorno, tipo i cessi alla turca, il buco con la ceramica intorno per deporvi le proprie deiezioni, e che per trattare questo fastidioso ma purtroppo ineliminabile intorno ci sono due modi: mettergli un po’ di soldi in mano o contargli un sacco di balle. E che se per caso qualcuna di noi qualche volta ha avuto l’impressione di essere amata, o desiderata, o tenuta in una qualche considerazione, le possibilità sono due: o abbiamo incontrato qualcuno particolarmente bravo a mentire, o siamo particolarmente stupide. O tutte e due le cose insieme, che è meglio ancora. E quando uno è un tale zero da non essere capace di farsi amare, né desiderare, e per avere una donna non ha altro modo che pagarla o riempirla di menzogne, per non doversi suicidare dallo schifo ogni volta che si guarda allo specchio non trova di meglio che convincersi, e tentare di convincere, che tutto intero l’universo maschile sarebbe fatto a sua immagine e somiglianza. E cosa volete che vi dica? Che la merda torni alle sue fogne; io torno fra gli uomini. Che esistono, checché ne dica la merda.

Perché anche le melle, nel loro piccolo, ogni tanto si incazzano (altro che sindache e ministre e avvocate imboldrinate marce).

barbara