MA COM’È CHE VOI EBREI SUONATE TUTTI IL VIOLINO?

Eh, prova un po’ tu a scappare per mezza Europa tirandoti dietro un pianoforte.

Sì, sono ridicoli con quei vestiti da signorotti polacchi del Settecento. E con quei chilometrici riccioli davanti alle orecchie. E sono fanatici, con quella loro rigorosa separazione fra uomini e donne. Sono religiosi nel senso più integralista del termine. Ma non vanno in giro a farsi saltare in aria fra quelli che non condividono il loro modo di vivere e di pregare. E le energie in eccesso non le scaricano piantando coltelli nella schiena del primo che passa, ma ballando e suonando fino a rompere le corde dei violini. Qualcuno talmente intollerante da armarsi e colpire ogni tanto si trova, ma si contano, letteralmente, su una mano sola. E dopo che hanno colpito non si intitolano loro scuole e piazze, ma si sbattono in galera.
Siccome oggi è la mia personale giornata della bontà, non dirò che quelli che cianciano delle religioni causa di tutti i mali del mondo possono andare affanculo, ma meriterebbero che glielo dicessi, lo si sappia.
(No, della Turchia non parlo. Ma una cosa la voglio dire: per come si sono svolti i fatti, e per le conseguenze che Erdogan ha già cominciato a mettere in atto, per la prima volta in vita mia mi viene una gran voglia di cedere alla tentazione del complottismo)

barbara

YOSHE KALB

Tanto ho amato La famiglia Karnowski che quando, a lettura quasi ultimata, ho visto questo, non ho esitato un attimo ad acquistarlo. E bene ho fatto: pur diversissimo dall’altro, è tuttavia altrettanto prezioso. Quella narrata qui è una storia realmente accaduta nel XIX secolo nel mondo dei hassidim – quel mondo interamente sterminato nelle camere a gas, e forse per questo idealizzato, in realtà un mondo fatto di grande ignoranza, pregiudizi, superstizione. E matrimoni combinati, spesso in età precocissima. In realtà in alcuni ambienti ortodossi i matrimoni sono ancora oggi combinati, ma almeno gli interessati hanno la possibilità di incontrarsi ed eventualmente rifiutarsi. Negli stetlach dell’Europa orientale invece questa possibilità non esisteva. Di solito, nonostante tutto, le cose riuscivano ad andare più o meno bene, ma quando andavano male, andavano male davvero, ed è ciò che accade in questa storia terribile e tuttavia bellissima, in tutti i suoi aspetti e in tutti i suoi risvolti. E nel raccontare questa storia fa scorrere davanti ai nostri occhi un grandioso affresco di quel mondo interamente scomparso, in cui vivevano fianco a fianco santità e corruzione, sconfinata cultura e devastante ignoranza, purezza di fede e volgare superstizione. Il tutto con la già nota mano magistrale di questo straordinario narratore.
Non c’è niente da fare, bisogna proprio che leggiate anche questo.

Israel Joshua Singer, Yoshe Kalb, Adelphi
Yoshe Kalb
barbara