REGALIAMOCI UN PO’ DI COSE BELLE

Il coraggio di dire no 1
chi-non-segue-il-gregge
Qui qualche informazione.

Il coraggio di dire no 2

Qualcuno ha parlato di due “svitati bianchi”, di “suprematisti bianchi” che impugnano le armi al passaggio della protesta “pacifica” di black lives matter a st. Louis. In realtà i manifestanti avevano sfondato il cancello
cancello
ed erano entrati nella proprietà privata in cui vive la coppia (e il sindaco di cui chiedevano le dimissioni) e hanno iniziato a urlare slogan minacciosi, e i due avvocati che fino a quel momento si facevano gli affari propri, hanno esercitato il diritto molto americano di difendere la loro casa. Il testo che ho ripreso dice molto americano: io direi molto umano, anzi, molto naturale, visto che qualunque animale fa esattamente la stessa cosa.

Il coraggio di dire no 3


La capacità di guardare anche dall’altra parte della barricata, anche quando è scomodo, se non addirittura pericoloso, farlo.
Daniel Shaver
Liverpool: non solo calcio


Salar de Uyuni: dove non sai se ti trovi in cielo o in terra

Questo video è stato realizzato nel * Salar de Uyuni, * in Bolivia, ed è il luogo in cui si dice che cielo e terra si incontrino. Si scopre che per gran parte dell’anno, il salar (un deposito naturale di sale a cielo aperto) rimane completamente asciutto, ma nella stagione delle piogge che arriva con l’estate, il sito può essere allagato. Quando ciò accade, la salina diventa una specie di specchio, che riflette l’intero paesaggio visto sul terreno. È allora che il paradiso incontra la terra. (qui)

E chiudo questa carrellata di cose belle con questo spettacolare

“Bianco e nero”

barbara

IN SALA D’ATTESA

Al CUP per pagare i raggi al ginocchio (pagamento intero, 107 euro, se no andavo a maggio qui o ad aprile in un’altra città). Ad un certo momento nella tasca della signora seduta vicino a me il cellulare si anima e comincia a cantare, in toni sapientemente modulati

UAA-AÀ-AAAÀ-ALLAA-AÀ-AAAÀ-HUÙ-UÀ-AAAÀ-AKHBÀ-AAAÀ-AÀA-AR

L’ha tirato fuori, ha guardato, poi ha respinto la chiamata e l’ha rimesso in tasca (questa mi è piaciuta un sacco, devo dire).

Proseguo con due etti di fatti miei. Ieri discesa dal letto praticamente antelucana per gli esami del sangue, poi visto che ero in giro sono andata in comune per il rinnovo della carta di identità scaduta da un anno, poi in banca a prendere un libretto degli assegni nuovo per pagare il dentista (ottomila euro in tre rate), e poi mi sono fermata in un negozio in cui ho comprato un trolley medio-piccolo perché il mio vecchissimo ormai perde letteralmente i pezzi (che poi a rigor di termini non sarebbe neanche propriamente mio ma lo detengo con tutti i diritti, e questa comunque è un’altra storia), quattro etti in meno, tre centimetri più alto, largo uguale, niente espansione ma un centimetro e mezzo di profondità in più), due anni di garanzia, e poi una bellissima borsa grande per quando si viaggia e oltre a tutta l’ordinaria amministrazione ci vanno anche tutte le altre cose di cui ci si ricorda all’ultimo momento quando la valigia è già chiusa e la borsa da viaggio non è più in grado di ospitare neanche uno spillo, e una bellissima piccina per quando si esce con cellulare chiavi fazzoletti e venti euro nel taschino. Totale 67 euro. Tornata a casa, guardata la posta, mangiato un boccone e ricorsa all’ospedale per i raggi al ginocchio. Tornata a casa, fatto un paio di cose e corsa dal dentista per foto e impronte. Tornata a casa, fatto la doccia e ricorsa all’ospedale per l’infiltrazione alla spalla.

E adesso, per neutralizzare quella robaccia là sopra, metto due cose strepitose: questa meravigliosa vendetta

e poi la cosa più erotica, e quindi peccaminosissima per definizione, che mai sia stata creata

barbara