QUELLE FAMOSE ANTICHISSIME TRADIZIONI CINESI – PARTE SECONDA

Sì, d’accordo, costruiscono in dieci giorni un ospedale da campo che noi italiani fancazzisti caciaroni pasticcioni completiamo in tre o quattro; in campo alimentare hanno condizioni igieniche che solo a vederle ci viene da vomitare;
Cina a
Cina b
Cina c
Cina d
Cina e
fra le loro antiche gloriose tradizioni hanno avuto quella di massacrare per secoli i piedi delle loro donne, trasformandole in deliziosi soprammobili – costantemente sofferenti, ma deliziose – relegati tra le mura domestiche; le famiglie povere vendevano le figlie all’età di tre anni alle famiglie ricche, quelle brutte per fare le donne di servizio, quelle belle per i piaceri sessuali dei signori (sì, a tre anni; testimoniato nei libri di Pearl S. Buck); hanno attuato deliranti e devastanti politiche agricole; con la politica del figlio unico unita al mito del figlio maschio hanno indotto decine di milioni di donne a praticare l’aborto selettivo e l’infanticidio, col risultato di ritrovarsi poi con uno spaventoso numero di uomini senza donne e di comprare poi schiave all’estero (questa è solo l’ultima emersa); per non parlare di tutto l’apparato oppressivo, dai campi “di rieducazione” che ben poco hanno da invidiare ai campi di concentramento nazisti, al divieto di sposarsi senza l’autorizzazione del partito, alla deportazione in caso di scoperta di relazioni sessuali eccetera eccetera. OK, tutto vero, però la Cina ci ha almeno regalato quella autentica panacea di tutti i mali che è l’agopuntura, capace di curare qualunque dolore, di guarire qualunque malattia, che permette addirittura di eseguire interventi chirurgici senza anestesia. E questa è un’antichissima tradizione cinese. E funziona. Giusto?  Ehm…

Punti nel vivo: l’agopuntura, un mito intoccabile.

L’articolo, molto lungo, di cui tralascio ampie parti – che potete leggere qui, dove potrete trovare anche le immagini e vari link – è una risposta a una critica alle sue affermazioni sull’agopuntura.

Elenco le sue principali affermazioni estratte singolarmente per comodità.

1) L’agopuntura risale al III millennio a.C.

La storia ci dice che il primo documento scritto che descrive qualcosa di simile all’agopuntura risale forse al III secolo a.C., probabilmente al secondo secolo a.C. (la fonte più accreditata è lo Huangdi Neijing, il primo testo storico di medicina cinese, ma lo dicono due esperti agopuntori cinesi, in un loro testo, manuale adottato ufficialmente dagli studenti cinesi di agopuntura), che descrive i “nove aghi”, la prima forma descritta di “ago” per uso medico ed ecco scomparsi già i millenni di storia, rivelazione proveniente da chi di agopuntura ne capisce abbastanza e lo conferma Plinio Prioreschi, noto storico della medicina, come risale al II secolo avanti Cristo il Lingshu (antico testo di medicina tradizionale cinese, forse il più noto) che descrive ancora “i nove aghi” della medicina cinese, strumenti chirurgici veri e propri che nulla avevano a che vedere con gli aghi da agopuntura ma avevano ognuno un ruolo ben preciso: drenaggio, puntura, massaggio, taglio, incisione, eccetera, esattamente come qualsiasi strumento chirurgico primitivo di qualsiasi parte del mondo (antico).
Che l’agopuntura sia una pratica medica che risalga al massimo ai primi secoli prima di Cristo lo affermano varie fonti “insospettabili”, anche “di parte”, altre sono molto vaghe, il NCCAM (il centro per le medicine alternative e complementari del National Institute of Health), dice come sia stata “practiced in China and other Asian countries for thousands of years” (“praticata in Cina  ed altri paesi orientali per migliaia di anni”) ma persino lo stesso termine cinese (针 Chen) che definisce l’agopuntura, è stato scritto per la prima volta un secolo prima della nascita di Cristo.
Questa è storia, chi si documenta seriamente ed onestamente sull’argomento, non ha particolari dubbi, l’agopuntura è nata attorno al 100 a.C. in forma primitiva e poco simile alla forma moderna e tutti gli altri racconti che la vogliono come pratica plurimillenaria, risalente a 3000 o 6000 anni prima di Cristo sono leggende senza alcuna base storica, l’agopuntura moderna è ancora più recente (e di molto).
Tutti gli altri report che gli agopuntori legano all’origine di questa pratica sono infatti documenti culturalmente rilevanti ma che con l’agopuntura non hanno niente a che vedere (descrivono pietre o lance infisse per “curare” ed “estrarre il male”, punte arrotondate per massaggiare parti doloranti, punte di metallo per incidere ascessi, trapanature, cauterizzazioni, tanto che lo scopo di molti di questi strumenti era proprio quello di procurare sanguinamento…). Sono gli stessi strumenti che usavano le popolazioni primitive occidentali ed avevano lo stesso scopo.
Anche da noi in occidente (epoca romana, antico Egitto, Britannia…), infatti, esistono antichi strumenti a punta (anche in ferro), utili per eseguire i primi e primitivi interventi chirurgici (lance, punte, aste di metallo) ma nessuno si sognerebbe mai di chiamarli aghi. Chi legge comunque può giudicare se gli “antichi aghi da agopuntura” siano paragonabili all’uso che se ne fa in questa pratica.
Antichi strumenti orientali descritti come “primi esempi di aghi da agopuntura” (206 a.C.), sono i “nove aghi dell’agopuntura antica”, ognuno con uno scopo preciso e descritto nei documenti storici (utilizzati per incisioni, svuotamenti, trapanazioni, cauterizzazioni) come si evince d’altronde dalle loro dimensioni e dallo spessore, simili agli strumenti della medicina preistorica occidentale. Questi sono strumenti di circa 2000 anni fa, per molti agopuntori, gli aghi esistevano già 6000 anni fa.
I “nove aghi” dell’agopuntura, sono descritti nei primi testi storici di medicina cinese, risalenti al I-III secolo avanti Cristo, è falsa la teoria che vuole l’agopuntura risalire a 3000 e più anni prima di Cristo.
Perdoni la mia ignoranza quindi, ma dalla mia conoscenza dell’agopuntura (sicuramente mai pari alla sua), questa si basa sull’infissione di aghi nella cute. Chiaramente per essere infisso nella cute avendo un effetto benefico senza risultare “rischioso”, l’ago deve essere particolarmente sottile (e resistente o si spezzerebbe) tanto che oggi si usano aghi da meno di 1 millimetro. Cioè, non è che si possa dire che dare una pugnalata alle spalle sia una forma di agopuntura, ne conviene? Altrimenti chiunque facesse iniezioni intramuscolo potrebbe definirsi “agopuntore”. Varianti dell’agopuntura come l’auricoloterapia poi, hanno origine solo pochi secoli fa, nessuna tradizione millenaria. Il fatto che molti di questi “aghi preistorici” abbia un buco sulla sommità, non le fa venire il sospetto di un suo uso molto più… occidentale di quanto sia fatto credere dai fautori dell’agopuntura (suggerimento: cruna)?
Che l’agopuntura possa derivare da antichi riti (anche preistorici) quindi o da superstizioni lontane nei millenni mi starebbe pure bene (c’è chi dice derivi dalla demonologia, addirittura e molti la legano all’astrologia, con la quale ha interessanti connessioni), ma naturalmente non mi riferisco all’origine della medicina in Cina ma all’origine dei princìpi dell’agopuntura. Se agopuntura significa “infissione di aghi sulla cute” (lo dice il nome stesso), che senso ha indicare come “strumenti da agopuntura” grosse punte di metallo che sono comuni in tutte le medicine preistoriche di tutto il mondo? La diceria che l’agopuntura abbia origine migliaia di anni prima di Cristo è una semplice operazione di marketing, non storica.
Non per niente ancora oggi in oriente è utilizzata proprio la tecnica del salasso (incisione della cute con scalpelli che prevede fuoriuscita di sangue) che ha degli specifici punti di applicazione (con delle punte si incide la cute in punti specifici per ogni malattia e tradizionali, per “estrarre il male”) diversi dall’agopuntura, esattamente come da noi in occidente molti secoli fa, eppure nessuno osa sostenere che le tecniche di salasso siano una sorta di agopuntura primitiva.
Riuscirebbe d’altronde a farmi vedere (anche solo per curiosità e vista la sua trentacinquennale esperienza) un ago (quindi con una punta molto sottile e resistente) in acciaio (ma anche di legno o di osso) del III millennio a. C. inseribile nella cute senza provocare gravi danni? Riuscirebbe nello stesso tempo a spiegarmi con quale tecnica gli uomini del 3000 a.C. sarebbero riusciti a costruire aghi così sottili da non assomigliare più a punte di lancia o coltelli? Perché lei avrà sicuramente ragione ad affermare che ciò che dico è sbagliato (ed anche banale), ma a questo punto tocca a lei farmi da maestro e farlo anche a chi vuole conoscere meglio la storia dell’agopuntura.
Naturalmente non serve mostrarmi pietre, punte o pezzi di legno come “antica agopuntura”, qui parliamo di aghi, giusto?
L’origine storica dell’agopuntura quindi è molto ma molto più recente rispetto a quando il marketing cerchi di farla risalire, tanto che nemmeno gli agopuntori sono mai riusciti a datare accuratamente questa fantomatica origine (se fosse un fatto “storico” la datazione sarebbe immediata) dando delle date a caso, c’è chi la fa risalire (tra gli agopuntori, naturalmente) addirittura a 3.000.000 di anni fa! Prima della comparsa dell’uomo!
La diffusione in Cina dell’agopuntura, invece, fu opera di Mao che, per offrire alle fasce povere della popolazione una cura non costosa (che non potevano permettersi), pubblicizzò l’agopuntura (alla quale peraltro non credeva neanche lui).

2) I punti da agopuntura corrispondono a strutture esistenti

Falso o almeno, se proprio vogliamo essere letterali discutibile. Naturalmente è facile trovare una corrispondenza tra qualche struttura anatomica ed un punto di agopuntura (sono disseminati praticamente dovunque, dalla testa ai piedi, sul corpo umano non c’è zona con “niente” sotto la pelle), è molto più complicato dimostrare come ad ognuno di essi corrisponda una struttura anatomica precisa ed esclusiva o che un punto di agopuntura abbia caratteristiche diverse da un punto del corpo a caso, non per niente esistono studi che mostrano come un effetto analgesico avvenga infliggendo aghi in punti “a caso” e non in quelli dell’agopuntura, addirittura fingendo di infliggere aghi e conoscerà sicuramente il “needle effect” (effetto dell’ago) che mostra come l’effetto analgesico dipenda da “come” si infili l’ago e non dal “dove” e che l’efficacia di questo effetto dipenda anche dallo “stato d’animo” del paziente. Il dott. Giovanardi avrebbe un modo semplicissimo per dimostrarmi che “i meridiani” siano strutture anatomicamente reali ed esistenti, mostrarmi una pagina di un testo di anatomia umana che li illustri, che ne descriva il decorso, l’aspetto, la struttura. Se non esiste, evidentemente non si tratta di punti anatomici ma di punti letteralmente immaginari, inventati.
Come fa un medico a definire “esistenti” delle strutture che nel 2014 nessuno vede e nessun testo di anatomia umana descrive? Qualche agopunturista dice che, se “pungere” questi punti ha un effetto, evidentemente in quei punti deve esserci qualcosa.
L’ho detto prima, che un effetto dopo aver infilzato un ago nella pelle esista non stupisce nessuno, stupisce invece credere che intervengano forze oscure, immateriali e impalpabili. I punti da agopuntura sono del tutto inventati, non seguono il decorso di vasi sanguigni o nervi, non corrispondono in maniera univoca ad organi o punti particolari dell’anatomia umana, sono punti a caso, cambiati negli anni, senza alcuna “evidenza” anatomica o fisiologica. Secondo gli agopuntori, questi punti corrispondono a linee altrettanto immaginarie, i meridiani, che corrispondono a “canali” nei quali scorre il “flusso energetico” che pone il nostro organismo in equilibrio: dove sono questi canali? Me ne mostrerebbe uno? Il flusso? Di che tipo? Come lo misuriamo?
Che un ago infilzato sulla pelle stimoli particolari zone cerebrali, può stupire chi non conosce la fisiologia, visto che pure una martellata su un braccio stimolerà le stesse aree (ed in maniera più evidente). Non si tratta di fantascienza, ma di fisiologia spicciola. Le stesse aree cerebrali infatti, sono stimolate dalla “falsa agopuntura” (sham acupuncture), ovvero da aghi retrattili che non penetrano la cute e… guardacaso, anche questi hanno effetti (e non importava neanche dove venissero inseriti!). Basarsi su queste cose può essere giustificato quando un agopuntore parla con un profano, con chi non conosce i meccanismi di base dell’elettrofisiologia, con chi non sa cosa sono le tecniche di “neuroimaging”: anche una carezza modifica la risposta delle aree cerebrali.
Per “dimostrare” la consistenza scientifica dei punti da agopuntura, lei cita prima una ricerca sui conigli su una rivista scientifica di elettronica nemmeno indicizzata su Pubmed (eppure una scoperta del genere meriterebbe ben altri palchi scientifici), poi una ricerca che mostrerebbe particolarità di tipo elettrico nei punti da agopuntura (variazioni elettriche), ma la sua sicura conoscenza delle regole della ricerca (corretta) sa benissimo che non è uno studio (ma neanche 100 se vogliamo) che trae una conclusione, ancora di più quando lo studio citato è poco importante, ha parecchi punti deboli (in inglese si chiamano flawed data) o si trova tra altri studi di tenore opposto, come quello che cito io (realizzato anche da agopuntori, pensi un po’) che dice l’esatto contrario, che cioè non è per niente dimostrata una corrispondenza tra i punti dell’agopuntura ed eventuali alterazioni elettriche. L’ipotesi che nei punti da agopuntura esistano particolarità di tipo elettrico è ad oggi del tutto indimostrata, messa in dubbio e discussa persino da centri di eccellenza di medicina complementare.
I punti di agopuntura sono talmente tanti che ricoprono tutto il corpo. Studi hanno dimostrato che non fosse importante rispettarne la localizzazione per ottenere un effetto sull’uomo.
Pensi che sempre il NCCAM ha finanziato uno studio (pubblicato su una rivista di medicine complementari!) che conclude come non vi sia alcuna attendibilità in questi studi sulle variazioni elettriche cutanee in agopuntura. Parola di Andrew Ahn, docente all’istituto di medicina complementare della Harvard School di Boston, studioso che lei sicuramente conoscerà. Curioso, non crede?
Gli studi, alcuni agopuntori e persino scuole ed istituzioni di medicina complementare dicono che quello che lei dice è sbagliato, non se la prenda con me quindi.
Sono comunque disponibile ad un esperimento controllato. Lei scelga il macchinario più adatto per la misurazione di una caratteristica a sua scelta di particolari punti da agopuntura (per esempio quelli sulla schiena). Su 20 soggetti dovrà dirmi (senza l’aiuto della vista) quale punto di agopuntura sta misurando (schiena? Polpaccio? Gamba?). Se li descrive tutti esattamente, evidentemente potrebbe essere un risultato interessante, se sbaglia in maniera significativa evidentemente ha tirato ad indovinare e quindi lei, esperto trentennale, non sa distinguere un punto da agopuntura da un altro (naturalmente decideremo assieme i particolari e le sicurezze di controllo dell’esperimento). Essendo il rappresentante (con esperienza trentacinquennale) di una società ufficiale di agopuntura, nessuno potrà dire che l’esperimento sia stato effettuato da persona inesperta, quindi lei ha un modo facilissimo per dimostrare a tutti che i punti da agopuntura esistono e sono identificabili.
Accetta?

3) Gli effetti

[…] Le uniche patologie per le quali l’agopuntura sembra avere qualche evidenza (anche qui, per niente dimostrata in maniera inequivocabile) sono quelle di tipo doloroso, come la cefalea ed i dolori articolari (non le elenco la mole di studi anche in questo campo) e qualche problema di tipo psicosomatico, tutti problemi che risentono tantissimo dell’effetto placebo ed anche in questo senso non si è giunti ad una conclusione univoca. Per il resto l’agopuntura non ha mai mostrato efficacia superiore al placebo (parliamo naturalmente degli studi più corretti, altrimenti la discussione non ha senso) e soprattutto non cambia il decorso di malattie considerate incurabili dalla medicina (un fenomeno che si ripete stranamente in maniera costante in tutte le medicine alternative, funzionano solo dove si riesce a guarire da soli o con i farmaci, altrimenti esisterebbero agopuntori che curano i loro pazienti solo con gli aghi con file di clienti soddisfatti e sani). Vuole che le elenco gli studi? Non credo ce ne sia bisogno, li conosce sicuramente. Ma giusto per non sembrare autoreferenziale le indico un paio di analisi della Cochrane (così andiamo dritto al punto), come quella sui sintomi della menopausa, quella sull’incontinenza o quella sulla riabilitazione post trauma (fatta da medici cinesi) (anzi, visto che lei ne ha inserita una sulla procreazione assistita ne aggiungo uno anche io). Risultati? Placebo. Placebo. Placebo, ben che vada i risultati sono definiti “incerti” e “da confermare”, l’agopuntura mostra di non funzionare nemmeno per smettere di fumare e…sorpresa, anche l’effetto sul dolore non è per niente così “accertato”. Naturalmente esistono centinaia di studi che mostrano effetti evidenti dell’agopuntura, ma si tratta nella quasi totalità dei casi di studi debolissimi, fatti male, pubblicati su riviste di scarsissimo valore (quando non evidentemente di parte) ed a questo proposito le riporto l’opinione dell’accademia francese di medicina a proposito degli studi sull’agopuntura:
“la loro qualità è, per molti di essi, considerata mediocre per chi li valuta con i criteri della medicina fondata su prove (errori di metodo, assenza o imperfezione del placebo, “doppio cieco” insoddisfacente, mancanza di significatività statistica dei risultati, impossibilità di una meta analisi”
Se una pratica medica funzionasse senza ombra di dubbio, d’altronde, non servirebbero migliaia di studi che cercano di dimostrarlo “da 6000 anni”, chi potrebbe dire oggi con uno studio che un antibiotico non funziona? Sarebbe molto complicato. C’è uno studio recente molto interessante che fa capire come “fare qualcosa” (in questi casi infilzare aghi sulla cute) sia molto meglio del “non fare niente” e che fa comprendere le potenzialità dell’effetto placebo (e quindi dell’agopuntura). Hanno misurato gli effetti sull’asma con 5 diversi “trattamenti”:

1) Broncodilatatore
2) Placebo
3) Agopuntura vera
4) Agopuntura finta (aghi retrattili)
5) Nessun intervento

L’effetto migliore è stato oggettivamente (in maniera misurabile) quello del farmaco, l’agopuntura ha funzionato peggio ed allo stesso modo di tutti gli altri interventi (quindi della falsa agopuntura, del placebo e del non fare nulla: in pratica un buon effetto placebo) ma quando si chiedeva ai pazienti un giudizio sui loro sintomi, ecco che agopuntura vera, falsa e farmaco avrebbero funzionato (a giudizio soggettivo) bene ed allo stesso modo, molto più del semplice “non far nulla”. In pratica per gli strumenti funziona il farmaco ma non l’agopuntura, per il giudizio personale funziona tutto tranne il “non far nulla”.
Non è affascinante come il metro di giudizio soggettivo sia del tutto diverso da quello oggettivo, strumentale?
Questo significa che l’agopuntura sia una truffa oppure che lei nonostante la sua esperienza trentacinquennale sia poco aggiornato?
No, significa che le teorie dell’agopuntura, ad oggi considerate non scientifiche, restano non scientificamente dimostrate e che deve buona parte dei suoi successi all’effetto placebo, lo stesso che si ottiene usando una finta agopuntura, altrimenti non saremmo qui a parlarne e non continuerebbe la ricerca, finora infruttuosa, dell’esistenza dei meridiani o del “Qi” o dei punti da agopuntura, questa è la posizione della comunità scientifica, non quella mia, personale.
Io non ho detto che un agopuntore sia un ignorante ma che l’agopuntura non abbia efficacia dimostrata.
Lei non ha dimostrato l’efficacia dell’agopuntura ma mi ha dato dell’ignorante.
Trovi le differenze.
Oltre ad essere legale, infliggere aghi sulla cute può (a volte) avere qualche effetto limitato su certi tipi di dolore, l’ho già detto, ma può avere alcuni rischi e non ha effetti dimostrati in nessuna patologia. È corretto quindi e doveroso essere onesti: spiegare al paziente che somministrare agopuntura significa provare un metodo non scientificamente dimostrato, che può avere alcuni rischi e che si basa su teorie pseudoscientifiche.
Aggiungo che sono state avanzate diverse ipotesi che spiegano il funzionamento dell’agopuntura su queste patologie, oltre al già citato effetto placebo, conosciamo ad esempio effetti neurologici noti (come l’effetto “distrazione” che si usa in diversi ambiti senza per questo evocare spiriti maligni o danze vudù) o la produzione di sostanze come le endorfine o l’azione sui recettori dell’adenosina (meccanismi che rientrano perfettamente nel già citato effetto placebo). Questo significa che, rispetto ad altre medicine non convenzionali (per esempio l’omeopatia), l’agopuntura, prevedendo un’azione fisica (l’infissione di aghi, appunto), può suscitare delle reazioni visibili, fisiologiche e misurabili. Nulla di magico né di incredibile, ma da questo dire che i meridiani esistano o l’agopuntore curi gli “squilibri energetici” ce ne passa (lo dicono gli studi e l’oggettività dei fatti, ripeto, non io). Per questo il mio atteggiamento nei confronti di questa pratica è quello di ammettere un effetto fisico (per forza, è ìnsito nella stessa tecnica), ammettere la possibilità, a volte, di migliorare alcuni stati di tipo doloroso (per vari meccanismi conosciuti), ma nello stesso tempo mi piacerebbe che i colleghi agopuntori si mantenessero nel campo della scienza, non della pseudomedicina parlando di energie o fantasiosi flussi corporei.
Sono convintissimo ad esempio, che l’agopuntura possa agire su disturbi di lieve entità di tipo doloroso, psicosomatico, psicologico, fa risparmiare soldi ed ha meno effetti collaterali dei farmaci, ma lasciamo stare le energie cosmiche, parliamo di placebo, endorfine, endocannabinoidi, “bridge effect”.
Se poi lei da medico che ha studiato fisica, chimica, biologia e fisiologia, vuole dirmi che crede ai “flussi di energia” o al Qi, naturalmente è libero di farlo, ma non può pretendere che lo faccia io o che si debba andare contro la scienza semplicemente perché lo dice lei senza aver mai mostrato al mondo questi fantasmagorici flussi e soprattutto non può vendere ai pazienti come scientifici, dei concetti assolutamente astratti ed indimostrati, questa è onestà e deontologia: un collega che pratica anche agopuntura mi ha raccontato di docente in una scuola di agopuntura che disse agli allievi: “se curate una polmonite con l’agopuntura sarei il primo a denunciarvi, esistono gli antibiotici”. […]

Ricapitolando, l’agopuntura come la conosciamo è una pratica recentissima (introdotta da Mao, quindi  nella seconda metà del XX secolo), e nonostante l’immensa mole di ricerche, non è in grado di produrre alcun beneficio documentabile oltre al placebo, oltre a non essere mai stata in alcun modo dimostrata l’esistenza di questi fantomatici “meridiani” e degli altrettanto fantomatici “flussi di energia”, vale a dire che è una pura e semplice ciarlataneria, al pari di omeopatia, pranoterapia, digitopressione, shatsu, riflessologia, cristalloterapia, ayurveda eccetera eccetera. Personalmente, in parte a naso e in parte per una questione di logica, non ci ho mai creduto, e quando una fisioterapista ha detto “le metto questi tre aghini nella schiena”, ho detto in modo molto fermo “no, per favore”. “Ma sono sottilissimi, non li sente”. Non ho avuto il coraggio di dirle che il problema non era quello, bensì il fatto che non credevo minimamente alla loro utilità. Allora mi ha proposto in alternativa uno stimolatore elettrico e quello l’ho accettato: in effetti non so se faccia qualcosa, ma la possibilità penso che ci sia. Poi, volendo, per altre documentazioni sull’agopuntura potete andare qui e qui.

Va bene, tutta le famose antichissime tradizioni cinesi sono mastodontiche ciofeche, ma che nella ginnastica nessuno al mondo li batta è un fatto autentico, vero? Sì, quello è un fatto autentico. Autenticissimo.

barbara

MA VOI LO SAPETE PERCHÉ BORIS JOHNSON HA VINTO?

Perché ha detto e fatto le cose giuste? Perché Corbyn ha detto e fatto le cose sbagliate? Ambecilli! Agnoranti! Non sapete niente e non avete capito niente! Allora ve lo dico io il perché: ha vinto perché Uri Geller gli ha dato il cucchiaio che era appartenuto a Golda Meir e che lui ha caricato di energia: come avrebbe potuto perdere con un simile potere tra le mani! Non ci credete? E allora andate qui e leggete con i vostri occhi, che così ci trovate anche la faccenda del tempo che si allunga (no, non c’entra Einstein), e se ancora, ancora vi rifiutate di crederci, ascoltatelo dalla viva voce di Uri Geller in persona, e vediamo se avrete ancora il coraggio di essere scettici e magari anche scherzarci sopra (e mi perdoneranno i più giovani, che non hanno avuto modo di conoscere le gesta di quel desso).

barbara

MISCELLANEA GRETIANA

(Post lungo. Vi ho fatto battere la fiacca più che a sufficienza, adesso è ora di tornare al lavoro)

Inizio con qualche foto, partendo con la rabbiosa accusa della nostra martire, rivolta, suppongo, a tutti noi
infanzia
Proseguo con questa, che dimostra inconfutabilmente che il livello di delirio si sta pericolosamente alzando
super
Il Toscano irriverente commenta:
“Telling bullshit is not a superpower”, io osservo che da superpower a Übermensch il passo non è lunghissimo, e i toni messianici che, da buona commediante fortemente indottrinata, esibisce nelle sue seguitissime rappresentazioni, mostrano che vi si è avviata di buona lena. E tra il Savonarola e il profeta Geremia, la sentiamo declamare, passando dall’una all’altra di queste terrificanti espressioni
facce
cose come questa

”People are suffering, people are dying, entire ecosystems are collapsing. We are in the beginning of a mass extinction and all you can talk about is money and fairytales of eternal economic growth.”

Ma vediamo questo breve video

Parecchie cose impressionano: l’insulsa retorica delle frasi che sputa fuori, la recitazione (difficile pensare che rabbia e odio – soprattutto odio – siano davvero spontanei quando vengono manifestati mentre si sta leggendo) decisamente eccessiva, i coglioni che applaudono, forse non avendo capito che è esattamente di loro che sta parlando, i due burattini seduti al suo fianco che fanno sì sì con la testolina come i cagnetti sul lunotto posteriore della macchina, e quell’allucinante “non vi perdonerò mai” che fa venir voglia di dire oh oh oh, sveglia! Ma chi cazzo credi di essere? E se avete ancora una manciatina di minuti provate a fare un esperimento che ho fatto io: togliete l’audio e riguardatelo: il viso contratto, gli occhi sbarrati, le parole sputate, i gesti concitati… No, non scriverò che cosa mi ricorda, però me lo ricorda. Poi arriva il momento drammatico:

Trump incrocia Greta Thunberg: lo sguardo che fulmina il Presidente Usa (qui)

e infatti si vede benissimo che il povero Trump si sta cagando addosso, mentre nei commenti al video qualcuno ha scritto: “Reports are saying that her cold stare just lowered the planet by 2 degrees” (viene riferito che il suo sguardo freddo ha appena abbassato la temperatura del pianeta di due gradi). Su Trump invece penso che valga la pena di leggere questo.
Ma lasciamo per il momento la cialtroncella ignorante, per dedicarci alla scienza vera.

Mentre Greta sbrocca all’Onu, ascoltiamo gli scienziati: in 500 dicono che la nostra casa non è in fiamme

di Federico Punzi [lo conosco da una vita: è una garanzia]

Ieri, al vertice sul clima in occasione della 74esima sessione dell’Assemblea Generale dell’Onu, Greta Thunberg ha pronunciato un discorso che qualcuno ha definito “iconico”, ma che ad un osservatore disincantato è apparso solo molto scomposto, squilibrato, ai limiti del parossismo (guardare per credere).

Tra smorfie e lacrime di rabbia, Greta ha letteralmente perso il controllo, qualsiasi freno, scagliandosi contro i leader mondiali – a molti dei quali in questi mesi ha stretto la mano e sorriso lei stessa – e confermando tutte le peggiori impressioni, di cui abbiamo scritto ieri, sul movimento di cui è ispiratrice e testimonial: il suo fanatismo, il catastrofismo, i toni apocalittici, millenaristici, e il pregiudizio anti-capitalistico.

“Venite a chiedere la speranza a noi giovani? Come vi permettete? Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote”, ha tuonato esibendo una retorica davvero degna di miglior causa, pensando ai milioni di bambini nel mondo a cui davvero, tutti i giorni, vengono “rubati sogni ed infanzia”. Bambini che tribolano nella fame, nella miseria, nello sfruttamento sessuale, nelle guerre. Anzi, come abbiamo cercato di spiegare ieri, è proprio la religione di Greta che rischia di “rubare i sogni” di miliardi di persone, negando loro la possibilità di sviluppo, di benessere, con ricette che in nome dell’ambiente sacrificano la crescita economica. Ed è lei stessa a rivendicarlo, rimproverando ai leader “tutto ciò di cui parlate sono soldi e favole di eterna crescita economica? Come vi permettete?”.

Quindi, il pentitevi o morirete tutti: “Le persone stanno soffrendo, stanno morendo. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa… Il mio messaggio è che vi teniamo gli occhi addosso”.

Ma almeno una cosa, ieri, Greta l’ha detta giusta: “Non dovrei essere qui, dovrei essere a scuola, dall’altro lato dell’oceano”.

A proposito di scuola, sempre ieri in Italia il ministro dell’istruzione Fioramonti (quello che vuole tassare le merendine) ha pubblicato una sua circolare in cui si invitano le scuole a giustificare le assenze degli studenti che venerdì 27 settembre parteciperanno al Global Strike di Greta, “stante il valore civico che la partecipazione riveste”, si legge. E se gli studenti vorranno partecipare a scioperi contro la guerra il lunedì, contro la povertà il martedì e via dicendo di nobile causa in nobile causa, godranno della stessa giustificazione? Come ciascuno può facilmente comprendere si tratta di un precedente scivoloso, dato che ciascun ministro potrebbe in futuro riconoscere lo stesso “valore civico” nella partecipazione alle manifestazioni politiche che condivide.

Dai FridaysForFuture ai sabati fascisti è un attimo.

Ma mentre tutti i riflettori sono puntati sulla giovane attivista svedese, facciamo come dice Greta, ascoltiamo gli scienziati. Nell’indifferenza delle istituzioni e dei media mainstream, 500 di loro hanno indirizzato al segretario generale dell’Onu Guterres una lettera contro l’allarmismo climatico. Lanciata da Guus Berkhout, geofisico e professore emerito presso l’Università dell’Aia, l’iniziativa è il risultato di una collaborazione tra scienziati e associazioni di 13 Paesi. Pubblicato in un momento in cui l’agenda internazionale pone di nuovo il clima in cima alla lista delle preoccupazioni, questa “Dichiarazione europea sul clima” ha lo scopo di far sapere che non c’è urgenza né crisi climatica. Chiede quindi che le politiche climatiche vengano completamente ripensate, riconoscendo in particolare che il riscaldamento osservato è inferiore al previsto e che l’anidride carbonica, lungi dall’essere un inquinante, ha effetti benefici per la vita sulla Terra.

Di seguito riportiamo una traduzione della lettera:

Eccellenze,

Non c’è emergenza climatica

Una rete mondiale di oltre 500 scienziati e professionisti esperti del clima e di campi correlati hanno l’onore di inviare alle Vostre Eccellenze l’annessa “Dichiarazione europea sul clima”, di cui i firmatari di questa lettera sono gli ambasciatori nazionali.

I modelli di divulgazione generale sul clima su cui si basa attualmente la politica internazionale sono inadeguati. È pertanto crudele nonché imprudente sostenere la perdita di trilioni di dollari sulla base dei risultati di modelli così imperfetti. Le attuali politiche climatiche indeboliscono inutilmente il sistema economico, mettendo a rischio la vita nei Paesi a cui è negato l’accesso all’elettricità permanente a basso costo.

Vi invitiamo a seguire una politica climatica basata su solida scienza, realismo economico e reale attenzione a coloro che sono colpiti da costose e inutili politiche di mitigazione.

Vi invitiamo inoltre a organizzare con noi all’inizio del 2020 un incontro costruttivo di alto livello tra scienziati di fama mondiale di entrambe le parti del dibattito sul clima. Questo incontro renderà effettiva l’applicazione del giusto e vecchio principio di buona scienza e giustizia naturale secondo il quale le due parti devono poter essere ascoltate in modo completo ed equo. Audiatur et altera pars!

Rispettosamente,

Gli ambasciatori della Dichiarazione europea sul clima:
Guus Berkhout, professore (Paesi Bassi)
Richard Lindzen, professore (Stati Uniti)
Reynald Du Berger, professore (Canada)
Ingemar Nordin, professore (Svezia)
Terry Dunleavy (Nuova Zelanda)
Jim O’Brien (Irlanda)
Viv Forbes (Australia)
Alberto Prestininzi, professore (Italia)
Jeffrey Foss, professore (Canada)
Benoît Rittaud, docente (Francia)
Morten Jødal (Norvegia)
Fritz Varenholt, professore (Germania)
Rob Lemeire (Belgio)
Viconte Monkton of Brenchley (Regno Unito)

Dichiarazione europea sul clima

Non c’è emergenza climatica
Questo messaggio urgente è stato preparato da una rete globale di 500 scienziati e professionisti. La scienza del clima deve essere meno politicizzata, mentre la politica del clima deve essere più scientifica. Gli scienziati devono affrontare apertamente le incertezze e le esagerazioni nelle loro previsioni sul riscaldamento globale, e i leader politici devono valutare in modo spassionato i benefici e i costi reali dell’adattamento al riscaldamento globale, nonché i costi reali e i benefici attesi della mitigazione.

Un riscaldamento è causato da fattori naturali e antropici
La documentazione geologica rivela che il clima della Terra varia da quando esiste il pianeta, con fasi naturali fredde e calde. La piccola era glaciale si è conclusa solo di recente, intorno al 1850, quindi non sorprende che oggi stiamo vivendo un periodo di riscaldamento.

Il riscaldamento è molto più lento del previsto
Il mondo si è riscaldato con un ritmo inferiore alla metà di quanto era stato inizialmente previsto, e meno della metà di ciò che ci si poteva aspettare basandosi sulla forzatura netta umana e allo squilibrio radioattivo. Questo ci dice che siamo lungi dal comprendere il cambiamento climatico.

La politica climatica si basa su modelli inadeguati
I modelli climatici presentano molte carenze e sono difficilmente sfruttabili come strumenti decisionali. Inoltre, probabilmente esagerano gli effetti dei gas serra come la CO2. Infine, ignorano il fatto che arricchire l’atmosfera con CO2 è benefico.

La CO2 è il cibo delle piante, il fondamento di tutta la vita sulla Terra
La CO2 non è un inquinante. È essenziale per tutta la vita sulla Terra. La fotosintesi è una benedizione. Più CO2 fa bene alla natura, rende la Terra verde: l’aggiunta di CO2 nell’aria ha portato ad un aumento della biomassa vegetale globale. È anche buono per l’agricolutura, aumentando i raccolti in tutto il mondo.

Il riscaldamento globale non ha per forza causato disastri naturali
Non ci sono prove statistiche che il riscaldamento globale stia intensificando uragani, alluvioni, siccità o altri disastri naturali simili, né che li renderebbe più frequenti. Al contrario, le misure di mitigazione della CO2 sono devastanti quanto costose. Le turbine eoliche uccidono uccelli e pipistrelli e le piantagioni di olio di palma distruggono la biodiversità delle foreste tropicali.

L’azione politica deve rispettare le realtà scientifiche ed economiche
Non c’è emergenza climatica. Non vi è quindi motivo di panico e di allarmarsi. Ci opponiamo fermamente alla politica inutile e irrealistica di neutralità carbonica proposta per il 2050. Fino a quando non emergeranno approcci migliori, il che certamente accadrà, abbiamo ampio tempo per riflettere e adattarci. L’obiettivo della politica internazionale deve essere quello di fornire energia affidabile ed economica, permanentemente e in tutto il mondo. (qui)

Avrei voluto tradurre e postare uno splendido articolo segnalato ieri dall’amico Myollnir, ma purtroppo è stato rimosso: conteneva un elenco di una cinquantina di catastrofiche previsioni climatiche fatte nell’ultimo mezzo secolo che il clima ha puntualmente (per pura cattiveria secondo me) evitato di realizzare: se faremo questo e non faremo quest’altro entro dieci anni le calotte polari saranno completamente sciolte, interi stati saranno sommersi eccetera eccetera. Come Greta, insomma, che oltre a tutto il resto non è neanche capace di essere originale. È stato rimosso, dicevo; cercando in rete ne ho trovato uno che presenta le stesse cose, solo che invece dell’elenco delle catastrofiche previsioni ci sono le foto degli articoli che le contengono, comunque se avete voglia di vederlo – è straordinariamente interessante, e utilissimo come promemoria per quando il prossimo messia verrà ad annunciarci un’altra volta che abbiamo i giorni contati – lo trovate qui. E per chiudere in bellezza, è arrivato el merendinero
assenze
POST SCRIPTUM: ho visto che qualcuno ha preso a chiamarla Cassandra; niente di più sbagliato: Cassandra preannunciava cose vere e nessuno le credeva, Greta dice puttanate senza fondamento e le credono tutti.

POST POST SCRIPTUM, FUORI TEMA: stasera ho brindato.

barbara

AL POLITECNICO SALE IN CATTEDRA LA CIARLATANERIA

L’Università non può voltare le spalle a Galileo

di Andrea Grignolio e Roberto Defez

Cosa vuole fare, davvero, la società occidentale nei confronti delle fake news? Può sembrare una domanda ovvia, ma non è così e crediamo che in gioco ci sia l’idea stessa di democrazia. Partiamo da due fatti, accomunati dall’ingresso di pratiche magiche e pseudoscientifiche nelle più alte istituzioni scientifiche italiane. Inizieranno nelle prossime settimane in circa metà delle 50 università italiane i Master post-laurea di I e II livello in Omeopatia e Medicine Complementari (o alternative) per medici, farmacisti e personale sanitario. E il Politecnico di Milano, cuore pulsante dello sviluppo tecnico scientifico del paese, il 16 e 17 novembre ospiterà, partecipandovi, il “35° Convegno internazionale di agricoltura biodinamica”. Analizziamo ora i fatti. Al di là dell’autosuggestione, di ciò che tecnicamente è effetto placebo, l’omeopatia non ha mai dimostrato alcuna efficacia, cosa indiscutibile visto che persino le analisi chimico-spettrografiche confermano che nei preparati omeopatici non v’è alcun principio attivo, ma solo acqua e zucchero.
Inoltre, nell’ultimo decennio ben tre enti scientifici internazionali, britannico (2010), australiano (2015) ed europeo (2017), hanno decretato l’inefficacia dell’omeopatia, valutando centinaia di articoli scientifici che analizzavano gli effetti sui pazienti. Perché dunque dopo un corso di laurea di 6 anni, con duri esami di fisica, chimica e metodologia clinica, agli studenti viene insegnata una teoria che contraddice tutte le conoscenze sino a quel momento acquisite, come, ad esempio, la credenza nella “memoria dell’acqua” o che shakerare un preparato omeopatico lo “dinamizzi”?
Al Politecnico si parlerà invece di come “irradiare la vita” dalle corna di una vacca, anzi di più, perché dalle corna si “irradia astralità”. Siamo nei fumi delle pratiche esoteriche nate in Austria dove Rudolf Steiner ispirò l’agricoltura “biodinamica” con solo otto lezioni tenute nel 1924. Più tardi le teorie di Steiner saranno accolte da gerarchi nazisti come Walther Darrè e Rudolph Hess. Così le corna di una vacca che abbia partorito almeno una volta vanno riempite di letame e sotterrate per un lungo inverno a Pasqua diventeranno fertilizzante: questo è il “preparato 500”. [La vacca ha le corna al fine di inviare dentro di sé le forze formative eterico-astrali, che, premendo verso l’interno, hanno lo scopo di penetrare direttamente nell’organo digestivo. Proprio attraverso la radiazione che proviene da corna e zoccoli, si sviluppa molto lavoro all’interno dell’organo digestivo stesso”. Rudolf Steiner]
Duecento grammi di letame stagionato per un ettaro di terreno, la superficie grande come due campi di calcio. Poi si usano anche i crani di animali domestici per contenere corteccia di quercia (preparato 505), oppure vesciche di cervo maschio riempite di fiori di achillea appese al sole della prima estate (preparato 502). Sorprende che siano presenti al convegno esperti di estetica del paesaggio, che forse sapranno meglio disporre le vesciche dei cervi nei campi biodinamici. Strabilia la presenza di intellettuali come Gad Lerner [vi strabilia perché non conoscete Gad Lerner, cari estensori! ndb] e ci auguriamo che tutti i relatori si documenteranno bene prima di mettere il proprio nome in calce a un simile evento.
Quali conclusioni trarre da questi due casi? Innanzitutto, è auspicabile che tutti i centri di ricerca e le istituzioni continuino a tenere la schiena dritta. Sulla frode Stamina, per esempio, se è vero che pochi ospedali accettarono le infusioni, confondendo colpevolmente l’opinione pubblica, tutti gli altri si rifiutarono, dimostrando rispetto per la medicina basata sulle prove, un alto senso civico e la presenza di comitati etici degni di questo nome. Sul caso della cosiddetta “agricoltura biodinamica”, la schiena dritta l’ha tenuta nel 2016 l’Università Bocconi – che tra l’altro non è un centro di ricerche tecnico-scientifiche – ospitando un convegno di biodinamica senza sapere che si trattasse di fake news pseudoscientifiche, e poi scusandosi ufficialmente, con una pubblica dichiarazione, proprio al Foglio, in cui il rettore dichiarava che non sarebbe “mai più accaduto”. In secondo luogo, capiamo che una delle strategie del marketing della biodinamica è quella di vendersi per quello che non è, ovvero confondendosi con l’agricoltura a basso impatto ecologico (che invece usa tecniche altamente innovative e scientifiche, tra cui gli Ogm).
Uno specchietto per le allodole, dunque, per farsi ospitare in consessi scientifici, che ingenuamente cadono nella trappola, con la conseguente logica parassitaria per cui chi offre gli spazi (ai ciarlatani) perde la faccia, mentre chi viene ospitato si fregia di un accreditamento scientifico. Con il terzo punto, vorremmo infine rispondere alla domanda da cui siamo partiti. Fake news, o “bufala”, è oggi una delle parole più inflazionate: le vengono tributati ampi spazi nei principali tg, incontri nei principali festival scientifici, corsi e lezioni nelle università. Il che è un bene, perché si dice, giustamente, che la confusione tra fatti e opinioni porta verso derive populiste come la vagheggiata democrazia diretta (dove uno vale uno), verso forme demagogiche volte al dominio della paura sulla politica. Si dice che le fake news tribalizzano i cittadini, rinforzano cioè il “ragionamento motivato” che enfatizza l’identità e l’adesione al gruppo sociale, mettendo a repentaglio persino i rapporti diplomatici tra le nazioni, la tenuta dell’Unione europea e dei rapporti atlantici.
Ebbene, chi può reagire a queste spinte se non le istituzioni scientifiche? E come spiegare ai cittadini che, nei luoghi delle scienza, il lunedì si insegna la genetica vegetale e il giovedì la biodinamica sul sotterramento durante il plenilunio di corna e letame? Se le istituzioni scientifiche non tengono la barra a dritta, quali saranno le alternative? La fase storica attuale ci suggerisce che l’estensione del fenomeno è impressionante e ben diversa dal passato con i suoi isolati casi di propaganda, complotti e frodi. Occorre reagire fermamente, l’argine è colmo, a farlo cedere saranno simili tentennamenti istituzionali, che finirebbero per favorire l’opzione alternativa: entrare nell’epoca dei post-fatti.
Ma allora, per coerenza, i rettori dovrebbero sedersi attorno a un tavolo e decidere che il confine tra dati e opinioni non esiste più, che le università debbano essere al passo con i tempi della realtà post-fattuale, aprire le porte a biodinamica, omeopatia e terapie di non comprovata efficacia, e che l’avventura scientifica nata cinquecento anni fa con Galileo è stata molto utile, a tratti entusiasmante, ma oggi è diventata un fardello ingombrante, specie per certa politica, a cui è preferibile la fiction della post-verità.

Andrea Grignolio – Università Vita-Salute S.Raffaele e CNR-ITB
Roberto Defez – CNR Napoli

Per coerenza mi aspetto, nel prossimo futuro, presso le migliori facoltà di medicina, convegni e corsi di laurea e prestigiosissimi master in scienza delle scie chimiche, diagnosi clinica mediante pendolino, cristalloterapia, chiromanzia, analisi comparata dei braccialetti energetici, proprietà terapeutiche del bicarbonato, tecniche di svaccinazione per guarire dall’autismo… Appena mi viene in mente qualche altra scienza fin qui colpevolmente trascurata da lobby medica, BigPharma e compagnia cantante, torno qua e la aggiungo.
Grazie per l‘attenzione e buona giornata a tutti (e buona notte a me).

barbara

CROLLO DI UN MITO?

Parliamo di medicina. Parliamo, specificamente, di ciarlatanerie, bufale, truffe, imbrogli, quelle tremende sabbie mobili in cui si muovono a proprio agio cinici delinquenti che sfruttano la disperazione di chi sta male per arricchirsi senza ritegno. In mezzo a questa melma, per nostra fortuna, c’è (c’era?) un faro luminosissimo, che con competenza professionale e infinita pazienza ci aiuta (aiutava?) a orientarci in mezzo a queste paludi, smontando leggende, smantellando bufale, facendo a pezzi ciarlatanerie. (Personalmente, a dirla tutta, non posso dire di avere avuto un’esperienza positiva con questo blog: due volte ho commentato, in tanti anni di lettura, entrambe per porre una domanda. La prima volta non ho ricevuto risposta, la seconda il mio commento è stato eliminato. Vabbè)
Tutto questo fino a ieri. Perché ieri è comparso questo articolo in cui la medicina israeliana, all’avanguardia in tutti i settori, presa a modello in tutto il mondo, viene trattata, né più né meno, da ciarlataneria. Il tema specifico del post è quello dei “viaggi della speranza”, e le destinazioni-truffa che il post denuncia sono due: Londra e, appunto, Israele, “soprattutto per le malattie neurodegenerative, in alcuni centri di Israele disporrebbero di una cura che ne migliorerebbe i sintomi. Peccato che di queste cure non c’è traccia in nessuna pubblicazione scientifica e peccato che molte affermazioni di alcuni centri ricordino quelle tipiche dei ciarlatani”. La fonte di questa incredibile denuncia? Un suo post di cinque anni fa (peraltro citato solo nei commenti, e solo perché qualcuno ha chiesto spiegazioni) in cui denuncia le pseudo guarigioni di un ciarlatano israeliano. Sì, avete letto bene: UNO. Che miracolosamente (giusto: non siamo nella Terra della moltiplicazione dei pani e dei pesci?) diventa “alcuni centri”, i quali alcuni centri trasformano a loro volta Israele in una meta da escludere fra quelle in cui cercare trattamenti medici utili. E, come se non bastasse, quando nei commenti qualcuno chiede conto di queste incredibili affermazioni su Israele, che cosa fa il Nostro? Svicola, spudoratamente quanto penosamente.
In base alla stessa logica, immagino che siccome in Italia abbiamo avuto Di Bella e Vannoni e un po’ di altra cianfrusaglietta varia mista, dietro ogni medico dobbiamo aspettarci una Vanna Marchi in camice bianco, dietro ogni centro medico un antro di fattucchiere, dietro ogni istituto di ricerca un Gotha della ciarlataneria. Per non parlare dell’Inghilterra che ha avuto addirittura Jack lo squartatore, cosa che deve giustamente renderci diffidenti nei confronti di qualunque inglese ci capiti a meno di due metri di distanza. Insomma, sarà stato solo un incidente di percorso, per carità, ma come continuare ad avere fiducia in chi, in un campo così delicato come quello della ricerca della salute, si fa guidare più dai propri pregiudizi che dalla realtà dei fatti?

barbara

L’EFFETTO BARNUM DELLE CIARLATANERIE

In seguito alle recenti polemiche scatenate dal fatto che ho preso per il sedere una buffonata messa in atto in occasione del mio ultimo viaggio in Israele (polemiche che hanno procurato centinaia di nuove visite a un post che ormai non guardava più nessuno, perché chi doveva vederlo lo aveva già visto – e grazie dunque per la pubblicità gratuita che mi è stata regalata; se qualcuno avesse voglia di regalarmene un altro po’ scatenandomi qualche altra polemichetta, gliene sarò sinceramente grata), con grave risentimento di chi, nella sua veste di “counselor olistico esperto in tensio-planto riflessologia psicosomatica”, come recita il santino-biglietto da visita proditoriamente infilato in una tasca al momento dei saluti, si è sentito ferito nell’onore peggio di Mimì metallurgico, e con intervento – non so se spontaneo o su richiesta – dell’avvocato con grande esibizione di minacce di querela e tentativi di intimidirmi con la lista dei miei mostruosi crimini, spacciati poi come un favore a me (si sa che la gente dà buoni consigli…), in seguito a tutto questo, dicevo, ritengo utile riprendere questo illuminante pezzo del dottor Salvo Di Grazia, che allo smascheramento di bufale e fuffe e ciarlatanerie e truffe di ogni sorta in ambito terapeutico sta meritoriamente dedicando gran parte del suo tempo e delle sue energie.

Pochi giorni fa ho visitato un mercato del biologico. Chissà per quale misterioso motivo (che c’entra il biologico con la magia?), più che bancarelle o esposizioni di alimenti biologici era quasi esclusivamente un mercato di pratiche “olistiche“, alternative quando non vere e proprie truffe.
Mai vista una tale concentrazione di sciocchezze.
Io sono per la libertà di scelta, ognuno faccia ciò che vuole della sua salute e dei suoi soldi ma vedere tanta gente credere a vere e proprie cialtronerie mi ha scoraggiato parecchio e mi ha fatto riflettere.
C’è la bancarella di quello che vende i libri “alternativi” (di tutto e di più, dal Reiki alla riflessologia), delle palestre che pubblicizzavano i loro corsi di discipline orientali (e qui saremmo pure nella normalità), io passeggiavo e guardavo ma più mi mescolavo al pubblico, più scendevo in un tunnel che ha cominciato a mettermi angoscia. Il mio stupore è stato tanto presente da farmi chiedere se fossi io la “persona strana”, non ero a mio agio, non stavo bene.
C’era gente, adulti e bambini, sdraiata a terra mentre una persona agitava le mani sopra il loro corpo, come in una sorta di massaggio “esterno” che poi ho capito che era un “massaggio di energia” (energia? Quale energia?), buttati a terra, in pubblico, in mezzo alla strada, mentre qualcuno li “ripuliva dalle negatività”. Altri che scoprivano le (presunte) intolleranze alimentari con test ridicoli (tenere due alimenti, uno in ogni mano ed un macchinario faceva diagnosi!), chi proponeva “lavaggio dell’aura”, chi curava i dolori con le suole riflessoterapiche, persone che compravano delle calamite che avrebbero schermato le onde elettromagnetiche del cellulare (ovviamente mortali)… cartelli con i termini più assurdi e tipici della ciarlataneria: “biorisonanza”, “onde energetiche“, “luce informazionale”… un delirio e ad un certo punto, non scherzo, ho avuto la nausea. Vedere una persona adulta, apparentemente normale e sana, abbracciarsi con un “maestro di luce” (eh?) per riceverne gli influssi positivi mi ha sconvolto abbastanza. C’era chi vendeva aggeggi per curare le “geopatie” (presunte patologie dovute ad “interferenze” di vario tipo presenti sul nostro pianeta, vera pseudoscienza).
Vedere una ragazza elegante e normalissima sottoporsi ad una seduta di “lavaggio dell’aura” (una donna spostava, con le mani, l’energia negativa dal suo corpo, 20 euro) mi ha lasciato confuso e vedere tanta gente credere a certe cose mi ha fatto male. (continua)

PIESSE: a chi mi obietta che “ci sono centinaia di milioni di persone che”, l’unica risposta adeguata mi sembra questa:
milioni di mosche
PIPIESSE: da più parti mi è stato consigliato di lasciar perdere questa stupida polemica. E non è che non sia un consiglio ragionevole, ma vedere incazzarsi persone tanto piene di sé, tanto occupate a prendersi sul serio da trattare ogni parola riferita a loro come un crimine di lesa maestà, è uno di quei piaceri che rendono la vita degna di essere vissuta, e ai quali per niente al mondo sono disposta a rinunciare (senza contare, comunque, che io non cerco polemiche con nessuno, ma se qualcuno arriva qui in cerca di guerra, si faccia pure sotto, che qua ce n’è per tutti)

barbara