SPIGOLATURE 5

Premessa importante: per ogni attività che fallisce, c’è un cinese pronto a comprarla per due soldi. E l’imprenditore fallito DOVRÀ vendergliela, perché lui deve mangiare, e nessun altro, qui, è in grado di comprargliela, perché chi non è ancora fallito è messo poco meno peggio di lui. E quando si saranno comprati tutta l’Italia, ci terranno per la gola, o per le palle, che dir si voglia, e faranno di noi tutto ciò che vorranno.

Per la prima non c’è bisogno di parole di accompagnamento
presentiassenti
E, restando in tema di governo, o meglio, di gente che comanda, qui e altrove, non necessita di didascalie neppure la seconda
PD-CARICHE
Poi vi faccio una domandina facile facile: qual è l’infrazione per la quale questo signore è stato sanzionato?
giustificato
E adesso godetevi questo meraviglioso intellettuale che è convinto che la mancanza di respiratori, di mascherine, di qualunque strumento atto a fronteggiare un’epidemia annunciata sia una sciagura naturale, come i terremoti, gli uragani, le eruzioni dei vulcani, e quindi non si possono imputare colpe al nostro meraviglioso Bisconte biscottato: non è colpa sua se tutto è andato storto, è solo perché mancavano i respiratori, mancavano le mascherine…

Ma quante tonnellate di malafede ci vogliono per sparare una simile montagna di cazzate? Perché non basta l’ideologia per arrivare a questi livelli, qui ci vuole proprio dell’altro, e in quantità industriali.

E poi cosa vi metto? Ah sì, quegli sporchi infami sovranisti fascisti razzisti che predicano prima gli italiani, che si oppongono alla benefica regolarizzazione dei clandestini e altre simili porcherie

E ora guardatevi questa spettacolare carrellata di dichiarazioni di esperti dal 2 febbraio al 12 marzo, quando già avevamo superato il migliaio di morti
sentenze
e ancora, alla metà di maggio, tocca sentirci dire che dobbiamo fare questo e dobbiamo fare quest’altro perché lo dicono gli esperti?! Ma andassero, come dice quel tale che non ama il turpiloquio, a fare mercimonio del proprio tafanario! E per concludere vi offro ancora un interessante video

e un altrettanto interessante articolo

Siamo ormai allo squadrismo sanitario

Il virus ha infettato il loro ego. Perciò voglia Dio, nella fase 2, liberarci dai ducetti della pandemia. Abbiamo bisogno di leader che ci trattino da cittadini maturi e responsabili, non da ragazzini minchioni da sottoporre a minacce e umiliazioni.

Prendete la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Già si era esibita sotto Pasquetta: se andate a fare le grigliate «vi becchiamo», «vi pizzichiamo», avvertiva i romani. Un linguaggio da poliziotto penitenziario, più che da primo cittadino di una capitale. Evidentemente, entrare nella «cabina di regia» con Giuseppe Conte deve averle montato la testa. E così, la Raggi, alla vigilia di questa falsa ripartenza, ha rincarato la dose, reclamando i pieni poteri per i sindaci e presentando in questi termini la riapertura dei parchi: «Sono una concessione che ci viene fatta dal presidente del Consiglio, ma dobbiamo meritarcela». Chiara la filiera? Se possiamo mettere il naso nella natura è per bontà del caudillo. La caudilla però ci mette sull’attenti, come all’asilo: se non fai il bravo, ti tolgo il giocattolo.

D’altro canto, la scuola d’illibertà del Movimento 5 stelle non ha nulla da invidiare alla scienza della reclusione del Pd. Il circolo Litorale dem di Ostia, ad esempio, per la stagione balneare aveva lanciato una brillante idea: il braccialetto elettronico contro gli assembramenti. Bello: andare in spiaggia come i condannati ai domiciliari. Per fortuna, i gestori degli stabilimenti hanno riconsegnato l’idea al mittente. Il circoletto piddino potrà rivendersela a una delle varianti del totalitarismo asiatico: dal regime di Xi alla tecnocrazia populista di Singapore.

A proposito di tecnici. Al coro delle minacce agli italiani s’è aggiunto il superesperto del ministero, Walter Ricciardi. Quello che era dell’Oms ma non è dell’Oms. Quello che attaccava il Veneto per i tamponi a tappeto, però aveva torto marcio, perché i tamponi a tappeto hanno consentito alla Regione di Luca Zaia di spegnere i focolai infettivi. Ebbene, il consigliere di Roberto Speranza, con un passato da attore, già rimprovera «le tante persone viste in giro»: «Voglio ricordare che come si è aperto, si può anche richiudere». Siamo ormai allo squadrismo sanitario: noi vi abbiamo ridato un pezzetto di libertà, noi ve lo possiamo togliere. Perché «abbiamo ancora bisogno di un cambiamento culturale forte, permanente». Scusi Ricciardi, ma lei chi è per imporcelo a suon di intimidazioni? Chi l’ha eletta? Chi la controlla? In virtù di quale autorità dovremmo sposare le sue convinzioni?

Solo lavate di capo. Nessuno è sfiorato dal sospetto che gli italiani non siano anarchici e smidollati, che sappiano regolarsi da soli, che i loro diritti fondamentali non dipendono dai comitati tecnico-scientifici o dalle manie di protagonismo di politicanti di secondo piano, poiché sono scolpiti della Costituzione e nel diritto naturale. Abbiamo preso in giro Boris Johnson e la Svezia, Donald Trump e Jair Bolsonaro. Ma noi siamo sotto il tiro dei «lanciafiamme» di Vincenzo De Luca, identico alla sua caricatura, personaggio più che persona.

Il sospetto è che qualcuno, qui, stia mischiando le carte per poter mettere le mani avanti: se le cose vanno storte, dannato sia chi va a correre, chi va al parco, chi fa al bagno al mare o la passeggiata sotto i portici con i bambini. Lo si legge nelle parole di Conte al Corsera: «La ripartenza del Paese è nelle nostre mani. Tocca a noi decidere se vogliamo che sia risolutiva e definitiva». Loro sono stati bravissimi: se poi finisce male, la colpa è nostra.

Alessandro Rico, 4 maggio 2020, qui.

Avete presente la famosa mamma napoletana che ti rincorre con la ciabatta gridando “Come ti ho fatto io ti disfo”? Ecco.

barbara

SI ALLUNGA LA LISTA DEI CRIMINI DELL’OMS

E non solo.

Coronavirus in Kurdistan: l’OMS mette in grave pericolo migliaia di sfollati

L’OMS ci ricasca. Per “non inimicarsi” un regime nasconde i dati in suo possesso e rischia di trasformare un caso isolato di Coronavirus in una epidemia. La lezione cinese non è servita?

Un comunicato ufficiale della Autorità di autogestione della regione del Kurdistan siriano accusa l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di aver nascosto il primo caso di Coronavirus nella regione.

Le autorità curde accusano l’OMS di «irresponsabilità per aver messo gravemente in pericolo la popolazione omettendo di comunicare all’autorità di autogestione il primo caso di Coronavirus e quindi impedendo alla stessa autorità di assumere decisioni volte all’isolamento delle persone infette e di coloro venute in contatto con esse».

Il comunicato della autorità curda si riferisce al caso di un uomo di 53 anni con sintomi di COVID-19 ricoverato presso l’ospedale di Hasaka il 22 marzo. Cinque giorni dopo, il 27 marzo, l’uomo viene giudicato positivo al Coronavirus a seguito di un tampone inviato a Damasco. Il 2 aprile l’uomo muore dopo essere stato trasferito in un ospedale governativo nella città di Qamishli.

Le autorità curde accusa l’OMS di aver taciuto su questo che è il primo caso di Coronavirus nella regione e così facendo di aver messo in grave pericolo la popolazione in quanto le autorità non hanno potuto isolare tempestivamente le persone venute in contatto con l’uomo infetto. [continua]

E dunque OMS DELENDA EST.

E si allunga la lista dei crimini dei trafficanti di carne umana.

ONG TEDESCA SCARICA 146 CLANDESTINI SU NAVE ITALIANA, POI LO SBARCO

Una nave della Compagnia Italiana di Navigazione pronta ad ospitare i 146 clandestini prelevati su appuntamento con gli scafisti dalla nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea Eye.
Il trasferimento viene effettuato “nell’ambito della Convenzione del 18 luglio 2012” tra lo stesso ministero e la compagnia, “per finalità di interesse pubblico nel contesto emergenziale accertato dal provvedimento adottato dal Capo della Protezione civile e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”. Così la delirante nota del governo.
Di fornire assistenza ai clandestini si occuperà Protezione civile. Gli immigrati resteranno nella nave messa per almeno due settimane, per un costo di circa 1 milione di euro. Poi, ovviamente, scenderanno a terra in Sicilia dove saranno ospitati per una vacanza lunga una vita in qualche resort con piscina aperto apposta per loro, come già accaduto in questi giorni.
E’ quello che avevano chiesto i parlamentari scafisti della sinistra.
Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Salvatore Margiotta, rispondendo ad un’interrogazione alla Camera, ha sottolineato “la determinazione del ministro De Micheli che, sulla base dei nostri principi di solidarietà, obbligo di soccorso e salvaguardia della vita umana, si è adoperata con impegno nel trovare una soluzione per assicurare la sorveglianza sanitaria delle persone soccorse in mare dalla nave Alan Kurdi”.
Il capo missione Jan Ribbeck, da qualche giorno è in contatto diretto con il sindaco, Leoluca Orlando, che ha sentito anche l’ambasciatore tedesco in Italia. Ieri gli attivisti della Ong avevano chiesto di accelerare le pratiche per lo sbarco. (qui)

E i nostri medici e infermieri muoiono a centinaia perché non ci sono soldi per dispositivi di protezione. E i nostri cittadini muoiono a decine di migliaia perché non ci sono abbastanza posti in rianimazione. E noi siamo agli arresti domiciliari perché se andiamo in giro saremo responsabili di genocidio.

E si allunga la lista delle “task force” nominate dal nostro ineffabile Grande Timoniere, Conducator, Piccolo Padre, Líder Máximo eccetera, che sono arrivate a quindici, mentre noi il 18 aprile abbiamo avuto 3491 nuovi infetti e 482 morti. E si allunga contemporaneamente la lista delle violazioni della costituzione da parte del suddetto signore. Prima lo dice, così tra amici, Giovanni Bernardini

ARTICOLO 16

Costituzione, articolo 16 comma 1.

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.
L’articolo parla di possibili limitazioni al diritto dei cittadini di CIRCOLARE e SOGGIORNARE in qualsiasi parte del territorio nazionale. E’ evidente, direi, che portare a spasso il cane, far due passi nel paese o nel quartiere in cui si vive, fare una corsa non significa SPOSTARSI o SOGGIORNARE.
In ogni caso deve essere LA LEGGE a porre limiti alla libertà di spostarsi, anche ammettendo che tali limiti comprendano il portare a spasso il cane ad oltre 200 metri dalla propria abitazione o farsi una corsa. La LEGGE, non un DPCM, non un regolamento attuativo, non un atto amministrativo.
Anche a prescindere da ogni valutazione sulla efficacia, ormai abbastanza dubbia, delle misure adottate dal governo è chiaro che stiamo vivendo in una situazione di illegalità e di violazione di articoli fondamentali della Costituzione. (qui)

E poi ve lo faccio dire dal presidente emerito della Corte Costituzionale.

“Non si eluda il Parlamento”. Il monito di Gaetano Silvestri

Il presidente emerito della Corte Costituzionale lancia un allarme: “Sento parlare di sospensione delle garanzie costituzionali. Persino in vista di una guerra, l’articolo 78 della Costituzione non mette da parte la democrazia parlamentare”

di Fabio Greco

La fase 2, quella della ripartenza dopo la chiusura totale per l’epidemia da coronavirus, deve prevedere “senza dubbio” il passaggio in Parlamento e fondarsi, nel rapporto con i governatori, sul “regionalismo cooperativo”, senza mai dimenticare che il quadro in cui agire è quello costituzionale. Su quest’ultimo punto Gaetano Silvestri, presidente emerito della Corte Costituzionale, è nettissimo.
Ma anche da preoccupato, tanto da aver messo a punto qualche giorno fa una riflessione sul sito di Unicost in cui sottolinea che “persino in vista della situazione eccezionale per antonomasia, la guerra, l’articolo 78 della Costituzione non mette da parte la democrazia parlamentare, giacché lo stato di guerra può essere dichiarato solo dal Parlamento e prevede che quest’ultimo possa delegare al Governo i ‘poteri necessari’, non i pieni poteri”.
“Quando ho sentito parlare di ‘sospensione’ delle garanzie personali e istituzionali, è scattato in me un allarme”, spiega Silvestri in questa intervista all’AGI. Si tratta, aggiunge, di “una affermazione pericolosa: i diritti vengono esercitati in forma diversa, ma mai sospesi” “Il vuoto non può esistere”, poiché sarebbe riempito, ragiona, “dalla volontà del sovrano, inteso come potere pubblico liberato da ogni vincolo giuridico e capace di trasformare istantaneamente la propria forza in diritto”.
Nel caso della libertà di circolazione e soggiorno, le limitazioni sono avvenute se non in un vuoto normativo, in una sorta di caos per colpa di “errori che arrivano da lontano”.
“Nessuna legge autorizzativa – scrive Silvestri nella sua riflessione – potrà mai consentire ad una Regione (a fortiori ad un ente locale) di emanare norme che impediscano o ostacolino la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, in palese dispregio del primo comma del citato articolo 120 della Costituzione, come purtroppo in qualche caso si sta verificando. Un blocco di transito da una Regione ad un’altra ha una rilevanza nazionale per diretto dettato costituzionale”.
“In mancanza di una legge quadro sull’emergenza – afferma all’AGI il giurista – abbiamo assistito a una corsa ad arrivare primi” da parte di enti, governo e governatori “in cui appariva preminente la necessità di conquistare ‘like’ sui social”. Il risultato è stata una “ridda di atti normativi” che ha generato confusione. “E’ il problema dei problemi”, questo, per Silvestri: “La corsa al mezzo punto nei sondaggi”.
I cittadini, invece, “si sono dimostrati più responsabili di una classe politica che non si è fatta mancare dispetti e polemiche di corto respiro. Lo dico con grande amarezza. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal canto suo, sta facendo un lavoro eccezionale, intervenendo con l’unica arma che ha, il potere di persuasione, nel richiamare i partiti alla coesione”.
Non solo i partiti litigano; lo fanno anche i governatori, con lo Stato centrale e tra loro. Verranno ripetuti gli stessi errori, come quelli da lei sottolineati quando afferma nella sua riflessione che “La Repubblica ‘una e indivisibile’ (articolo 5 della Costituzione) non può tollerare che parti del territorio e della popolazione nazionali si pongano in contrapposizione tra loro”?
“Sono sempre stato favorevole – risponde Silvestri, oggi presidente dell’Associazione italiana dei costituzionalisti – a un regionalismo cooperativo, e non dualistico. Bisognerebbe, oltre alla Conferenza Stato-Regioni, andare a incontri informali per definire una griglia normativa. Potrebbe rivelarsi utile che il presidente del Consiglio si riunisca, anche in teleconferenza, con tutti i presidenti di Regioni per concordare atti normativi” e dare vita a un “patto nazionale, a quel minimo denominatore comune” che permetta di “riaprire tutti insieme oppure definire parametri condivisi: io, cittadino di una regione, se voglio interagire con cittadini di altre regioni devo sapere di poterlo fare in sicurezza”.
Poi, però, come si vara un decreto legge senza ledere la Costituzione, che prevede un passaggio parlamentare? La Costituzione, spiega, “non include la conversione in legge dei decreti legge tra i casi in cui è obbligatorio il procedimento ordinario. Di conseguenza, esclude il procedimento decentrato in commissione. A prevedere il procedimento ordinario sono i regolamenti della Camera e del Senato. Bisognerebbe modificare quelli, attraverso una convocazione del Parlamento, e consentire così alle capigruppo di poter decidere. Ma, ancora una volta, servono la disponibilità e la responsabilità della classe politica”. (qui)

E il divieto di praticare sport all’aperto non è un crimine solo contro la costituzione, ma anche contro le leggi di natura:

E si allunga la lista degli abusi – che in qualche caso si configurano in veri e propri crimini – sui cittadini, dal medico che sta andando in clinica per un’emergenza alla famiglia che porta la bambina leucemica al controllo.

E si allunga, naturalmente, la nostra prigionia, mentre apprendiamo che la Svezia, che non ha messo in atto nessuna limitazione, ha un sesto dei nostri abitanti e un quattordicesimo dei nostri morti, che la Svizzera, che non ha messo in atto nessuna limitazione, ha poco più di un ottavo dei nostri abitanti e poco più di un ventesimo dei nostri morti. E sicuramente, anche se non sarà mai registrato da nessuna parte, entrambe avranno molti meno morti futuri per conseguenza della povertà. DISOBBEDIENZA CIVILE!

barbara

RIFLESSIONI PERSONALI

In entrambi i significati dell’espressione. La prima è una riflessione personale nel senso che è una riflessione che riguarda la mia persona.

Il mese scorso ho compiuto 69 anni (68+1 per i puritani), e ho una leggera tendenza all’ipertensione, ma proprio leggera, delle pastiglie prendo il dosaggio più leggero, ogni tanto devo anche dimezzare, o sospendere per un giorno o due, perché la massima mi scende addirittura sotto 100, mentre la minima è sempre tra 60 e 70. Non credo di correre il rischio imminente di morire di ipertensione, meno che mai di vecchiaia; anzi, se seguo l’andamento familiare – di entrambe le famiglie di origine – mi aspettano ancora 20-25 anni di vita. Se però dovessi beccarmi il virus malefico e lasciarci le penne, verrei classificata come ultra sessantacinquenne con patologia pregressa (anche al rinnovo della patente: ho detto quali pastiglie prendo e con quale dosaggio, e lui ha scritto semplicemente “ipertensione”), e quindi “morta con”, perché ad ammazzarmi, per i distinguisti, saranno stati la vecchiaia e la patologia pregressa. Siamo davvero sicuri che la distinzione fra morti per e morti con sia opportuna e adeguata alla realtà?

E ora qualche riflessione personale nel senso di uscita dalla mia testa, cominciando con le cose che, per un motivo o per l’altro, non capisco. Per esempio, se la cosa da evitare come la peste è l’assembramento, perché supermercati, banche, uffici postali e forse anche altro che non so hanno ridotto l’orario? Avendo meno tempo a disposizione ci si ammucchia di meno? E se la cosa da evitare come la peste sono i contatti, cosa c’entra il fatto di uscire? Camminare da soli è come stare in un bar affollato, in un cinema, in un teatro? E perché intorno a casa mia posso (potevo, adesso non so se sia stato tolto anche quello) passeggiare ma sulla spiaggia no? È più facile che incontri un conoscente e ci si fermi a fare due parole e magari succeda che ci si dimentichi della distanza obbligatoria a cinquanta metri da casa o su una spiaggia profonda un centinaio di metri che corre ininterrotta per oltre venti chilometri? (Ho letto di quel tale sulla spiaggia che si è messo a correre per sfuggire alla polizia e ci è riuscito, ma è stato poi bloccato più avanti da un’altra pattuglia; all’obiezione che non danneggiava nessuno perché era da solo qualcuno ha risposto che era da solo perché gli altri erano disciplinatamente a casa. Il che è una colossale puttanata: in spiaggia fuori stagione non ci va quasi nessuno, si incontra sì e no una persona ogni dieci minuti, e quindi tutti gli altri, se non fossero stati a casa, sarebbero stati come sempre in centro, o al bar, o da amici eccetera). E perché per noi la porta di casa è chiusa mentre per i clandestini le porte dello stato sono spalancate e arrivano a migliaia, sani o infetti senza distinzione, e scorrazzano dove vogliono? E perché io ho i capelli che non stanno più in nessuna maniera e il presidente della repubblica ha il ciuffo che scappa perché anche lui non va dal barbiere, e Sua Eccellenza il Cavalier Giuseppe Conte è sempre freschissimo di taglio, tinta e messa in piega? E quelle due settimane originariamente previste per la quarantena: erano state calcolate sulla durata massima dell’incubazione; noi evitiamo i contatti per due settimane, durante queste due settimane si ammalano quelli che stavano incubando la malattia, qualcuno di questi morirà nella settimana o nelle due settimane successive e poi basta, tranne qualche caso sporadico il problema è risolto. Adesso siamo agli arresti da più di un mese  e stiamo ancora navigando sul paio – e oltre – di migliaia di contagiati e oltre il mezzo migliaio di morti al giorno: c’è qualcosa che mi sfugge? C’è qualcosa che dovremmo sapere e non ci viene detto? E questa marea di poliziotti e carabinieri che pattugliano indefessamente il territorio, non sia mai che qualche criminale abbia la tentazione di cedere alla strattonata del cane che vuole andarsi a rotolare un po’ più in là, dove l’erba è più verde e morbida, per non parlare di elicotteri e droni, tutta questa roba, dicevo, come mai non c’è mai quando c’è da difendere gli italiani dalla mafia nigeriana, e gli onesti cittadini dai ladri d’appartamento, e le donne dai mariti violenti, e i ragazzini dagli spacciatori, perché? Perché quando ne hai bisogno contro la criminalità non trovi un poliziotto neanche a pagarlo oro?

E poi.

Sto diventando sempre più allergica al “andrà tutto bene”. Capisco il desiderio di essere ottimisti, ma in che senso andrà tutto bene? Che cosa esattamente andrà tutto bene? Abbiamo oltre ventimila morti ufficiali e almeno il doppio reali, e stiamo ancora marciando al ritmo di oltre mezzo migliaio di morti al giorno ufficiali: andrà tutto bene cosa? I morti resusciteranno? Le centinaia di medici morti torneranno in corsia? E quei rianimatori che tutte le volte che, con le terapie intensive al collasso, arrivano due pazienti e c’è un posto solo e hanno dovuto scegliere chi condannare a morte, e scegliere in fretta altrimenti li avrebbero condannati a morte entrambi, riusciranno a superare un simile trauma? Andate un po’ a raccontarla a loro la favoletta natalizia che andrà tutto bene.

Sono diventata allergica anche a “Bella ciao”,
cervello
che qui c’entra poco, ma lo volevo dire. Che poi tra siam pronti alla morte e mi sento di morir, un’allegria, guarda, da pisciarsi addosso.

E non ne posso più dei giustizieri da tastiera, non ne posso più di dover leggere “Sono state denunciate 20.000 persone sorprese fuori senza valido motivo: 20.000 persone inutili”. Persone inutili? Ma come cazzo ti permetti di definire inutile un essere umano?! Ma chi cazzo sei? Ma non ti viene da sputarti addosso quando ti guardi allo specchio? Perché a me sì che viene da sputarti addosso, e tanto anche.

E non ne posso più, dopo i cinquanta milioni di commissari tecnici e dopo i cinquanta milioni di virologi ed epidemiologi, degli attuali cinquanta milioni di economisti, che sanno con certezza che dopo che praticamente tutta l’economia nazionale sarà rimasta ferma un mese, due mesi, sei mesi, fino a quando “il virus non sarà scomparso” (perché i nostri esperti epidemiologi lo sanno che i virus fanno così: un bel giorno, sim salabim, magicamente scompaiono), riapre tutto e si riparte, come se niente fosse successo. Perché non ci saranno fabbriche che non saranno più in grado di riaprire perché saranno fallite, e non ci saranno negozi che riapriranno ma avranno ben poco da vendere perché sono fallite le fabbriche che li rifornivano, e anche quel poco resterà lì perché la gente non ha soldi per comprare. E le persone che saranno rimaste senza soldi verranno aiutate dallo stato, perché non succederà che ci siano persone che, rimaste senza lavoro, non avranno più un reddito, e senza reddito non pagheranno le tasse, quelle tasse con cui lo stato paga gli stipendi agli statali e le pensioni ai pensionati e, nel caso ci sia un governo degno di questo nome, aiuta chi si trova in difficoltà. E, giusto così per inciso, fa funzionare gli ospedali. Perché è chiaro: è solo di covid che si muore, mai capitato che si muoia anche di miseria, infatti nel terzo mondo con la miseria nera che si ritrovano hanno tutti un’aspettativa di vita di due-trecento anni come minimo.

E non ne posso più dei “ne usciremo migliori” e “impareremo ad apprezzare le cose veramente importanti” e “saremo meno egoisti” e “impareremo a rispettare di più la natura”, perché naturalmente il virus è nato dalla plastica (quella che la Cina butta in acqua a miliardi di tonnellate, per inciso, ma i distruttori della natura siamo noi). Intanto aspettate a vedere se ne uscite, tanto per cominciare, e poi, se e quando ne saremo usciti, oltre che inevitabilmente più poveri, oltre che, per decine di migliaia di persone,  segnati dalla perdita dei propri affetti, oltre ai milioni di medici infermieri e altro personale sanitario che ne usciranno – quelli sopravvissuti – stremati fisicamente e psicologicamente, secondo me ne usciremo molto più incazzati e incarogniti di prima. Io, per lo meno, ci potete giurare che lo sarò, dal momento che lo sono già adesso. Quello che è certo è che quello che ci aspetta alla fine del tunnel sarà un mondo diverso, e sicuramente non migliore. Probabilmente peggiore. In ogni caso nuovo, con cui dovremo imparare a fare i conti.

E già che siete arrivati fin qui, beccatevi anche questo

Non si sono piegati, si sono spalmati agli eurousurai e non sanno far altro che essere comunisti

Ci avevano promesso che mai si sarebbero piegati agli eurousurai: non si sono piegati, si sono spalmati come pelli di animali morti. Sono comunisti, non hanno scrupoli nel mentire sapendo di mentire.
Ci hanno scaricati ad un accordo pieno delle peggiori umiliazioni, capace di farci finire esattamente come la Grecia: esultano, parlano di “grande primo tempo”, sapendo che ormai siamo direttamente ai supplementari. Sono comunisti, usano la lingua di legno, naturalmente proporzionata alle capacità culturali, che sono nulle.
Ci hanno storditi con le allettanti promesse, 25 miliardi, altri 25, altri 50, poi 400, poi 700: non si vede un euro e intanto le aziende e le botteghe muoiono. Sono comunisti, non gli importa dell’economia, sognano la classe unica, il sottoproletariato straccione e nemmeno lo mascherano.
Ci hanno ammazzati di tasse che neppure in una fase come questa, bellica, da autentica emergenza civile, si sono azzardati a toglierci, neppure una, neppure per sbaglio: eccoli, vogliono metterci sopra un altro prelievo per i “ricchi” da 80 mila euro in su. Sono comunisti, lo stato non gli basta mai e lo stato sono loro, sono le loro bocche eternamente spalancate, da Conte Ugolino che divora tutto.
Ci hanno scaricato addosso il loro odio dall’alto delle loro borse firmate, delle loro barche, delle tette rifatte, dei completi di sartoria, dei loro attici vista Colosseo, Battistero o Duomo, le loro raffinate abitudini, i loro privilegi da Politburo: ora vogliono una patrimoniale, da chiamare “contributo di solidarietà”. Sono comunisti, non conoscono il valore della fatica, della dignità, dell’individuo, fin da bambini (o sardine), ondeggiano gregari e inetti, nullafacenti in carriera.
Ci hanno giurato che “era tutto sotto controllo” a partire dalla macchina dello stato: la realtà si è vista subito, portali in tilt, oscene accuse a fantomatici hacker russi, scaricabarile indecente, proliferazione di decreti, di autocertificazioni, novecento pagine di norme psicopatiche, tutto per niente, tutto per legittimare il niente a tutti. Sono comunisti, drogati di burocrazia, grigi, irranciditi dentro, anche davanti ad un tramonto sul mare (come li canzonava don Camillo) non sanno pensare ad altro che all’ultima direttiva di partito.
Ci hanno irriso quando avevamo paura e restavamo chiusi in casa, ci hanno offeso come fascisti, sessisti, ignoranti, ci hanno additato con la complicità dei virologi di riferimento, hanno abbracciato cinesi, degustato aperitivi solidali con presentatori eterni ragazzini di riferimento; perdendo tempo, mentendo a noi e a loro stessi, abbandonandoci nelle fauci della pandemia. Sono comunisti, sono sempre gli stessi, come i russi a Chernobyl, come i Cinesi a Wuhan, che sarà mai qualche ondata di cadaveri da sacrificare alla propaganda.
Le hanno sbagliate tutti, diagnosi, prognosi, terapia, spocchiosi da (far) morire prima, più spocchiosi alla prova dei fatti, spocchiosi come non mai alla resa dei conti. Sono comunisti, la loro autocritica è sempre la stessa: “dove avete sbagliato, compagni?”.
Sono passati dall’insultarci perché troppo cauti, all’insultarci perché spericolati; per recuperare il tempo (criminalmente) perduto ci hanno recluso, rinchiuso, incamiciato “per il nostro bene”, senza termine, allungando sempre la data del riscatto; hanno scoperto che gli piaceva, gli dava la misura del loro potere, che, come noto, è sempre meglio che fottere, e non hanno più saputo rinunciare all’orgasmo continuo; vogliono vedere quanto possono stritolare un popolo, arriveranno a proibire di affacciarsi alla finestra, una sigaretta sul balcone: e già chiunque indossi una divisa si sente autorizzato alla peggiore arroganza: moniti, minacce, maniere forti, “controlli ferrei” li chiamano, in una escalation di eccitazione allarmante: i cittadini tornano sudditi, un paio di stivali da ghepeù legittima qualsiasi abuso. Sono comunisti, lo stato etico è il loro pane avvelenato, approfittano anche di una morìa per tentare i loro esperimenti sociali da Stranamore.
Ci hanno messo la mascherina di ferro, serrato le strade, gli scali, le stazioni, unica eccezione: i migranti, per quelli i porti rimangono sempre aperti, anche in Africa ha attecchito la pandemia ma sia preso e processato chiunque se ne accorga. Loro non debbono “fare come Salvini”, ripetono la Boldrini e Orfini. Sono comunisti, che gliene frega se chi arriva rischia di infettare chi c’è e chi c’è rischia d’infettare chi arriva? L’ideologia anzitutto, l’ideologia è tutto e, se la realtà non combacia, beh, che si fotta la realtà.
“Stiamo facendo tutto e più di tutto, tutto quanto serve, siamo i migliori, il mondo prende esempio da noi”, si vantano: ma il mondo sempre più non capisce, compatisce questo governo da operetta che, come dice Luttwak, scivola sempre più nello stato autoritario. Sono comunisti, non sanno fare niente e attrezzano grottesche commissioni di controllo, dette task force, assoldano i loro Berjia perché nessuno si permetta di fiatare.
Questo, ha confermato il coronavirus, l’orrenda pandemia cinese. Che non esistono come liberali, liberallib: sono, restano i vecchi compagni di sempre, da sezione lugubre, coi ritratti dei morti alle pareti ingiallite, polverosi; odiano il loro popolo, odiano l’Italia e fremono per discioglierla in un carrozzone europeo che è fine a se stesso, che non serve a nessuno se non alle loro pornografiche attitudini opportuniste da neurodeliri. Sono comunisti. Non cambiano, non possono.

Max Del Papa, 11 Apr 2020, qui.

barbara

OGGI PARLIAMO DELLA GRECIA

O meglio, del tentativo della Turchia di invadere la Grecia (sono solo io a ricordare il 1° settembre 1939?) . Riporto un articolo pescato in rete, il primo che mi è capitato sottomano.

Profughi respinti. Spari e violenza al confine tra Turchia e Grecia, è battaglia/ Video

Come annunciato ieri da Ankara, questa notte sono arrivati i primi uomini del battaglione delle forze speciali turche a cui è stato dato l’ordine di “contrastare” il respingimento di migranti da parte delle forze armate di Atene [clandestini, signor giornalista, si chiamano clandestini]. Fin dall’alba i militari della mezzaluna hanno attaccato con candelotti stordenti, fumogeni e lacrimogeni il posto di polizia greco e l’intera linea di confine. Immagini girate dai militari di Atene mostrano il fitto lancio dal versante turco.
L’operazione di Ankara, che al momento assume i contorni di un’azione di disturbo, [a me veramente l’attacco armato ai confini di uno stato sembra un’azione di guerra, non di disturbo] osservata da questa parte del confine sembra come una provocazione a cui per il momento Atene non risponde. Dalle torrette i militari greci sostengono di avere avvistato diversi piccoli droni “con cui i turchi coordinano i lanci e dirigono il tiro”.
I migranti vengono tenuti nella retrovia, in attesa dell’ordine di prendere d’assalto la barriera metallica. “Abbiamo visto – spiega una fonte del governo greco – che dietro alla cortina di fumo i militari turchi consegnano cesoie e frese ai profughi, così che possano aprirsi un varco verso la Grecia”.
Le operazioni turche, scattate alle prime luci dell’alba, presagiscono una serie di azioni analoghe lungo tutti i 212 chilometri di frontiera.
L’esercito greco viene dunque messo sotto pressione, con il crescente rischio di incidenti che possano far precipitare la situazione sul campo tra i due Paesi.
Proprio al tramonto, quando la giornata sembrava chiudersi meglio di come era cominciata, senza altri spari né lanci di fumogeni, dal versante turco del confine è ripreso la fitta esplosione di colpi, in un’escalation che fa salire la tensione, rischiando seri incidenti tra due Paesi comunque alleati nella Nato. [questo è ciò che succede quando si tiene una faina nel pollaio]
ef
Come mostra uno dei video diffusi dalle guardie di confine di Atene, oltre a fumogeni e granate stordenti indirizzati contro i militari greci, sono stati sentite almeno tre scariche di mitra. Nessuno è rimasto colpito ma perfino il militare che stava riprendendo i fumogeni è stato colto di sorpresa lasciando cadere la videocamera.
La Turchia ha allestito una tendopoli per i profughi [è documentato che siano profughi?] che vengono spinti fino alla barriera, a dimostrazione di come al momento non vi sia l’intenzione di riaccompagnarli indietro.
Nel corso della giornata sono stati rinvenuti sui terreni a ridosso della barriera metallica diversi candelotti lanciati dal territorio turco. Secondo la polizia greca sono stati lanciati dai “colleghi” turchi dispiegati a Edirne. Alcuni dei proiettili sono stati fotografati, dopo verifiche incrociate svolte anche da “Avvenire”, non ci sono molti dubbi che si tratti di dotazioni turche.
In uno di questi è chiaramente scritto di “non usare contro le persone” poiché si tratta di esplodenti contenenti sostanze nocive che dovrebbero essere adoperati solo a distanza per creare cortine fumogene lontane dagli assembramenti. Invece sono stati scagliati all’interno del perimetro del posto di frontiera greco costringendo i militari a indossare per tutto il giorno le maschere antigas.
In un nuovo video diffuso dalle autorità greche, si vedono militari turchi picchiare selvaggiamente alcuni migranti. L’aggressione, secondo le fonti, sarebbe avvenuta a poca distanza dalla barriera tra i due Paesi. Secondo l’Esercito di Atene, le forze speciali di Ankara per tutto il giorno hanno spinto i profughi a continuare a dare l’assalto al posto di frontiera per sfondare le barriere ed entrare in Grecia. Chi si rifiuta o arretra viene spinto di nuovo in avanti.
Sui due lati è attiva una guerra di propaganda che rende sempre più difficile il lavoro dei cronisti. Ai giornalisti è infatti impedito di arrivare a pochi metri dagli scontri, e chi ci prova viene immediatamente riportato indietro dai militari, rendendo più complicata la verifica sul campo delle informazioni [ragazzo, nelle sone di battaglia è sempre vietato entraguerrare. Se lo fai, è a tuo rischio e pericolo, e se ci lasci le penne non mandare poi la mamma a frignare. Oltre a quell’altra roba lì, neanche la guerra è un pranzo di gala].

Nello Scavo, inviato a Kastanies (confine greco-turco) venerdì 6 marzo 2020, qui.

Comunque tranquilli, che adesso ci pensa la nostra amata Europa a sistemare tutto.

barbara

SEA-WATCH E DINTORNI ANCORA

Un po’ di cose raccattate in giro per la rete, con alcune riflessioni che condivido e che ritengo utili (è un po’ tanta roba, ma portate pazienza che domani vi faccio riposare, così se volete potete leggere anche a rate).

In arrivo a Lampedusa una carovana di parlamentari del Pd a difesa della SeaWatch.
Siamo su Scherzi a Parte…
Per certi politici l’Italia non ha leggi, non ha confini, non ha regole, non ha dignità.
Per loro vengono prima i clandestini?

Vengono prima i soldi che ricavano dai clandestini.

Questa storia è scandalosa. I naufraghi proprio non interessavano a nessuno. Questa deficiente li ha portati a spasso per due settimane solo per entrare in Italia (aveva tutte le possibilità del mondo, ma non le interessavano). E i politici di sinistra stanno dimostrando che le leggi le debbono rispettare solo i loro nemici…
Ah, a proposito:ho le palle piene di sentir chiamare “flussi migratori” queste buffonate. Il flusso migratorio che viola coscientemente le leggi (piacciano o meno) è un atto delinquenziale come tutti gli abusi. E siccome di delinquenti ne abbiamo a sufficienza, questa capitana andrebbe punita senza sconti. (qui)

Da Ornella, che di Africa ne ha vista un bel po’.

“Questa presunzione tutta razzista, provinciale e presuntuosa per la quale si possa vivere una vita dignitosa soltanto in Europa, e in Africa no, mi ha veramente stancata. Sotto la retorica dell’accoglienza spesso e volentieri si legge un disprezzo per l’Africa, generalizzato e superficiale, che fa venire i brividi. L’Africa ha più di 50 paesi, diversissimi, con ricchezze e bellezze uniche, culture meravigliose e nuove opportunità. C’è la povertà, ma non c’è solo quella. Prima di tutto, un po’ di rispetto, questo continente lo merita.” (qui)

CAPITANA vs CAPITANO (qualcuno mi ricorda perché il semipremier lombardo ha questo soprannome??). Tra una vertigine e l’altra ho cercato di buttare giù qualche riga, alle quali premetterei che sarebbe ora in questo disgraziato Paese di rispettarci un po’ di più l’un con l’altro, comprendendo tanto le motivazioni di chi propende all’accoglienza tanto quelle di chi invece ha le sue ragioni per negarla. Direi che un po’ di visione a lungo termine e l’attuazione di un sano “principio di precauzione” sarebbe utile a tutti.
Ciò premesso, direi che la Capitana (della nave) ha avuto in vita sua tante possibilità, indubbiamente è preparata, è plurilaureata e ha un curriculum come un papiro, ma questo non le dà alcun diritto di sentirsi al di sopra della legge, né di infrangere le leggi degli Stati altrui, men che meno interpretare a suo insindacabile giudizio il Diritto marittimo. Aggiungerei che costei non ha studiato – se lo avesse, qualche sacrosanto dubbio dovrebbe averlo – un po’ di antropologia e di “antropologia delle migrazioni”: chi le dice che lei possa spostare persone, con relativi usi e costumi, dove più le aggrada, e che i riceventi debbano sottostare alla SUA visione del mondo senza esprimere alcuna forma di resistenza? Lei e i suoi fan non si rendono conto che se anche nel Sud d’Italia si è arrivati a votare un Salvini, probabilmente gli elettori (che saranno beceri, ma ne hanno il diritto; di sicuro non sono stupidi) hanno avuto le loro ragioni. IO personalmente non li approvo, ma questo non mi rende cieco di fronte alle loro motivazioni. Qualcun altro, dall’alto delle sue lauree e dei suoi curriculum, è invece cieco, ma solo in determinate direzioni guarda caso.
E non ho toccato il più grave argomento: quanto questa emigrazione dall’Africa PEGGIORA le condizioni degli Stati e delle popolazioni locali?? Perché ricordiamoci: l’Africa è un continente in grandissima parte in pace; dove la crisi alimentare è stata abbondantemente superata (e chi veramente muore di fame non emigra); ed è in forte sviluppo economico… Certo non è l’Europa, ma chi si sta muovendo in questa emigrazione economica sta togliendo al suo continente, al suo Paese, alla sua gente la speranza di un miglioramento futuro.
Ora, se è vero che, a detta di qualcuno, è impossibile fermare le migrazioni e la storia lo dimostrerebbe (a dire la verità, la storia dimostra che non è affatto detto: tante migrazioni sono state bloccate o abbondantemente diluite), è anche vero che quasi mai le migrazioni sono state accettate supinamente, anzi più erano incontrollate più hanno scatenato conflitti anche sanguinosi.
Gianni Pellegrini, qui.


Franco Londei

Come sapete non sono un salvinista, non condivido nulla delle idee di questo personaggio, NULLA, ma mentiremmo a noi stessi se non ammettessimo che in questa vicenda della Sea-Watch c’è una sfida palese alle leggi di questo paese, che possono essere giuste o sbagliate, ma che fino a che ci sono vanno rispettate. Che poi Salvini ne approfitti per fare propaganda è un altro paio di maniche, ma la sinistra pretenda pure il rispetto dei Diritti dei migranti a bordo, pretenda qualsiasi cosa e qualsiasi intervento di salvaguardia di quei poveracci in mare da settimane, ma non faccia l’errore di pretendere una sorta di salvaguardia per gli operatori della ONG. Io quando stavo bene ho collaborato con diverse ONG e la prima cosa che si impara in questo mestiere e che, d’accordo o meno, si rispettano le leggi del paese dove si opera. Non esiste nel Diritto Internazionale ed umanitario una regola che ti permetta di bypassarle. (qui)

Fulvio Del Deo

Parole come “umanità” e “accoglienza” non hanno nulla a che vedere con lo sporco traffico umano che questi nuovi negrieri stanno compiendo. Questo gioco criminale sta estirpando giovani dalla loro terra e li sta portando qui a vivere un’esperienza di vuoto ed emarginazione, di giornate caratterizzate dal nulla assoluto, di attese interminabili che renderanno piacevole perfino “essere liberi” di essere assunti per chiedere l’elemosina agli angoli delle strade e fuori ai supermercati, mettendo a posto i carrelli in cambio di qualche spicciolo.
Nella foto vedo solo uomini, giovani e forti (qui; cliccare sulla foto per ingrandire)
seawatch

Fulvio Del Deo

Nella generazione dei suoi nonni, anche loro bianchi e ricchi come lei, si sono dedicati allo spostamento di persone, via dalle loro case per eliminarle dal paese.
Adesso lei, insieme alla generazione dei suoi coetanei, continua a spostare persone, e le allontana dalle loro case per scaricarle in un paese da danneggiare. (qui)

Il fine dei pirati è demolire gli stati

Gian Micalessin

Adesso Sea Watch ha calato la maschera e issato la sua vera bandiera. Quella della pirateria umanitaria.
Una pirateria che, al pari delle navi corsare al servizio degli stati nazionali del XVII secolo non agisce per fini propri, ma per soddisfare gli interessi di nuove entità sovranazionali poco disposte a metterci la faccia. A garantire la «lettera di corsa» alle navi con teschio e tibie e il soldo ai loro capitani di ventura pensavano, un tempo, Paesi come Inghilterra, Francia e Spagna interessati a bloccare i commerci del nemico senza esibire e le proprie cannoniere. Oggi la pirateria umanitaria interpretata con un tocco di romantico femminismo dalla 31enne Carola Rackete, capitana di Sea Watch, svolge esattamente la stessa funzione. La capitana Rackete che si dice in dovere di forzare il blocco «per salvare 42 naufraghi allo stremo» sa bene di mentire. E sa altrettanto bene che il suo aiuto ai quei 42 «naufraghi» sarebbe stato molto più sollecito se li avesse sbarcati in Tunisia o in qualsiasi altro porto del Mediterraneo raggiungibile durante i 15 giorni trascorsi a comiziare e far politica davanti a Lampedusa. Ma la «lettera di corsa» garantitale formalmente dall’opaca organizzazione umanitaria di cui è al soldo le richiede altro. Le richiede di approdare solo ed esclusivamente in Italia perché solo da quel ventre molle, dove l’anomalia di un esecutivo giallo-verde ostacola la compattezza dell’Unione, può iniziare lo sfondamento dei cancelli della «fortezza Europa». La missione assegnata alla capitana Carola come a tanti altri capitani mercenari è insomma quello di penetrare in Italia per scavare una breccia nelle mura dell’Europa. Ma per conto di chi? La risposta è semplice. Per ottenerla basta seguire il denaro fatto affluire nelle casse di organizzazioni umanitarie come Sea Watch. Nel XVII e XVIII secolo i corsari servivano agli stati nazionali per garantirsi il controllo dei traffici. Oggi i «pirati umanitari» servono a fare carne di porco delle frontiere e delle ingombranti legislazioni nazionali per far spazio ad entità multi o sovra-nazionali. Entità come i giganti del web o le grandi aziende globalizzate che considerano gli stati, i loro confini, i loro sistema fiscali e le loro leggi sul lavoro alla stregua di limitazioni obsolete da abbattere quanto prima. Spazzare via il concetto d’inviolabilità delle frontiere legittimando l’arrivo di manodopera a basso costo da trasformare in futuri consumatori dei servizi delle aziende globali è la via più breve per accelerare la fine dei vecchi stati nazionali. Per questo la vera missione della capitana Carola non è quella di salvare o proteggere il carico umano di cui s’è impossessata andando incontro ai trafficanti e violando la zona di soccorso assegnata alla Libia. La vera missione di questa capitana di sfondamento è riversare quel carico umano nella breccia del vallo italiano per dividere il nostro Paese e spaccare l’Europa. Dribblando i divieti di Salvini e scaricando sulle coste italiane quei 42 migranti utilizzati alla stregua di ostaggi la Capitana avrà esaurito il suo compito. Potrà dimostrare a chi la paga di aver contribuito a inasprire i rapporti tra l’Italia e un’Olanda che offre ai pirati di Sea Watch la sua copertura di bandiera. Potrà consolare le anime belle di una Germania che mentre lascia agire impunemente la concittadina Carola Rackete scarica in Italia migranti narcotizzati e si vanta di aver deportato in un Paese in guerra come l’Afghanistan più di 530 migranti irregolari. (qui)

I PALADINI DELLA GIUSTIZIA

di Niram Ferretti

Tra i demagoghi di provincia, Leoluca Orlando è in pole position da anni. Re della retorica più melensa, delle banalità più insulse, patetico menestrello di un multiculturalismo da operetta, ora si fa promotore della cittadinanza onoraria all’equipaggio della Sea Watch.
«Per rendere omaggio a cittadini e cittadine che negli ultimi mesi sono protagonisti di una operazione di umanità e professionalità; un atto di amore e coraggio che giorno dopo giorno ha salvato e salva vite umane, ridato speranze e costruito un ponte di solidarietà nel mare Mediterraneo, anche contro logiche, politiche e leggi che poco hanno di umano e civile».
La logica del cuore, la nobiltà d’animo contro la durezza di leggi disumane come quelle volte a impedire l’immigrazione indiscriminata. Perché la vera nobiltà d’animo consiste nell’accoglienza sempre e comunque, anche di chi domani non vorrà integrarsi e costruirà società parallele come in Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Svezia o, non trovando qui il Bengodi finirà sfruttato dalla criminalità organizzata come le donne nigeriane, oppure ne prenderà parte con solerzia.
Ma oggi la nuova figura iconica della sinistra a corto di proletari e rivoluzionari è quella del migrante. E’ il migrante infatti che riassume l’umiliato e offeso, il diseredato, l’uomo e la donna da riscattare e da redimere. E a sinistra sono tutti potenziali redentori, laici, si intende.
Leoluca Orlando appartiene alla luminosa genia dei Saviano, dei Lerner, dei Gino Strada, degli Ovadia. Loro stanno con l’Umanità oppressa, con quelle che identificano come vittime. Tutto il resto è secondario una volta che sono state individuate perché a quel punto si sa esattamente chi sono le canaglie e gli oppressori. E il gioco è fatto. (qui)

Ed ecco qui, in tutta la sua bellezza, il nostro bel satrapetto.
alibabaorlando
Poi c’è anche il Dalai Lama, che ha qualcosa da dire in merito

mentre su quelle famose “convenzioni internazionali” di cui i fans della novella Antigone che sfida le leggi in nome della giustizia morale (“se aveste un pizzico di cultura, sapreste che un tale di nome KANT scriveva:”Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.”…. Ma immagino non sappiate nemmeno chi sia costui…. Figuriamoci se per voi possa esistere la LEGGE MORALE!!!” No, questo non vi dico dove si trova: non ho nessuna intenzione di fare pubblicità gratuita a qualcuno a cui non la farei neanche a pagamento), può essere utile dare un’occhiata qui. Quanto ai sinistri, a me fanno venire in mente questa:

PS: per un momento, girando oggi in rete (in realtà il calendario dice che sarebbe ieri, ma fino a quando non vado a letto rimane sempre oggi) mi era venuto il sospetto che il Ghisberto fosse passato di qui e mi avesse rubato un’idea; poi, prima di accusarlo di plagio, ho voluto verificare e ho constatato che in effetti no, semplicemente la stessa idea era venuta anche a lui, già qualche mese fa:
smartphone
barbara

IMMAGINO CHE QUESTO SIA UN POST ABBASTANZA IMPOPOLARE

L’ho detto fin dall’inizio: avere sofferto non è un titolo di merito. Se i senatori a vita devono essere persone che hanno guadagnato benemerenze nei confronti dello stato, persone che hanno dato lustro allo stato con le proprie azioni, l’avere sofferto non rientra in questa categoria. Se uno stato ha contratto dei debiti nei confronti di un gruppo di cittadini, paghi i suoi debiti, ma non li metta in posizioni dove possono far danni. Quello che voglio dire è che non ne posso più dei deliranti sproloqui della signora Segre, dei suoi osceni paragoni fra gli ebrei strappati alle loro case, portati contro la loro volontà a migliaia di chilometri di distanza, privati di tutto, sfruttati fino alla morte e infilati nelle camere a gas, e gente che sceglie di lasciare la propria casa, che entra illegalmente in un altro stato, che una volta giunta a destinazione vive di delinquenza. E che se qualcuno tenta di protestare e di riappropriarsi del proprio territorio reagisce così, qui in Inghilterra, prossimamente dappertutto

È veramente vergognoso che la mancanza di lucidità di una signora molto vecchia venga spudoratamente sfruttata da loschi figuri per sporche finalità politiche – politiche ai danni di tutti noi.

barbara

QUEI BAMBINI NAUFRAGHI DELLA DICIOTTI

bambini diciotti
Qualche considerazione, che condivido, trovata in rete. Enrico Richetti:

Ecco il mio parere. Se i 150 migranti hanno il passaporto e il visto per l’ingresso in Italia (ovviamente non li hanno) devono essere liberi di scendere, e possono essere trattenuti solo per motivi di salute pubblica, per le loro malattie. Se vogliono andarsene, e qualche nave propone loro di portarli in un Paese straniero, non si può impedire loro di farlo, perché non sono agli arresti e sarebbe sequestro di persona. Ma se ci si limita ad impedire loro di entrare in Italia per assenza di documenti validi, senza impedire loro di andarsene, non è sequestro di persona. Proviamo a spiegarlo al magistrato? Quanto al diritto del mare e al diritto dei naufraghi di essere portati eccetera eccetera, se è vero che non erano naufragati, non stavano naufragando, non volevano essere soccorsi ma trasportati in Italia, il diritto del mare direi che non c’entri un c@@@o…. O sbaglio? Chiedo a chi ne sa più di me di diritto di illuminarmi.

Cui segue un commento di Alberto Cesati:

Inutile sforzo di razionalizzazione, per altro corretto e condivisibile. È stato un trappolone ben costruito (in questo sono abili) che ha anche distolto dal ponte di Genova. Il che dimostra che il governo è accerchiato e tutti gli apparati, Marina compresa, sono saldamente in mano al PD. Il colle tace perché l’umore della gente è per Salvini. Ma agli italiani non piacciono i perdenti e, purtroppo Salvini si è fatto incartare come un pollo. Purtroppo per noi che perdiamo l’occasione di ristabilire alcuni principi di sana convivenza che il PD e Berlusconi (lo ha attaccato per primo sulla Rai) hanno messo sotto i piedi. Auguri a tutti ne abbiamo bisogno!

E due riflessioni di Giovanni Bernardini:

ERRORI

E’ giustissimo difendere Salvini ed il governo dagli attacchi faziosi di cui sono fatti oggetto, ma è anche giusto sottolineare i loro errori.

Non ha molto senso mandare la guardia costiera a raccogliere migranti fin quasi in acque maltesi, permettere l’attracco di una nave in un porto italiano salvo poi non far sbarcare i passeggeri. In questo modo si da vita ad un braccio di ferro da cui è difficile uscire vittoriosi. Probabilmente nel governo ci sono sensibilità molto diverse sui migranti. E si vede.

E’ sbagliato mettere al centro della polemica la cosiddetta “equa distribuzione dei migranti”. L’Europa occidentale è già piena di migranti, non a caso è tormentata dal terrorismo islamico. E’ vero che Francia, Germania, Spagna ed altri perseguono politiche ipocrite: si dicono favorevoli alla “accoglienza” a condizione che ad accogliere sia solo l’Italia. Ciò non elimina il fatto che il vero problema è l’azzeramento o almeno la drastica riduzione di partenze e sbarchi ed il rimpatrio degli irregolari, non l’”equa distribuzione” di chi arriva.

In tanta confusione un briciolo di ottimismo. Comunque vada a finire la vicenda della “Diciotti” il clima è radicalmente cambiato, e si vede.

CINQUE PUNTI

1) Pare che i migranti scenderanno dalla “diciotti”, Albania e Irlanda ne accoglieranno, ho sentito, un cinquantina in tutto. Un centinaio la CEI. Ma… la CEI è forse uno stato? Non è sottoposta alle leggi italiane? Il clero cattolico considera la Chiesa uno stato nello stato? Solo per chiarire.

2) In questa crisi la UE ha assunto un atteggiamento di totale chiusura, perché? Non perché Francia o Germania non potessero farsi carico di qualche decina di migranti. La UE voleva battere il governo italiano, infliggergli una umiliazione politica.

3) A Genova crollano 200 metri di viadotto, ad Amatrice non si sono ancora sgombrate la macerie a due anni dal sisma, e la gente aspetta ancora le casette prefabbricate. Ma la magistratura italica indaga formalmente il ministro dell’interno “reo” di compiere atti che rientrano pienamente nelle sue prerogative. Uno scandalo! Non è il primo, non sarà l’ultimo.

4) E’ fin troppo facile prevederlo: mirano a far cadere il governo per sostituirlo, probabilmente, con un governo tecnico sostenuto da PD, sinistre, pezzi dei 5 S o di FI. E’ un piano difficilissimo da realizzarsi, ma possiamo starne certi: lo tenteranno.

5) L’Italia è sempre meno una democrazia. La elite mondialista non vuole cedere un grammo del suo potere. Le elezioni contano sempre meno: chiunque vinca a dettare l’agenda politica sono sempre gli stessi. Occorre reagire o anche le ultime parvenze di stato di diritto saranno spazzate via.

E infine una considerazione mia: dato che i clandestini non avevano subito un naufragio e non erano in pericolo quando la Diciotti li ha presi a bordo, e dato che si trovavano in acque maltesi e non italiane, il comandante della nave non è, esattamente al pari degli scafisti, colpevole del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina? E la magistratura che non solo interviene indebitamente sull’operato del ministro dell’Interno, ma tenta di impedirgli di far rispettare le leggi dello stato – l’immigrazione clandestina è reato – non è colpevole di qualcosa tipo concorso esterno in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina?

barbara

UOMINI E NO

Dunque c’è un tale che i luminosi illuministi illuminati considerano come un non-uomo. Per farci vedere come è fatto uno che invece ha tutti i requisiti per poter essere definito uomo, gli mettono accanto un’altra foto.
uomini e no
Non sapendo chi fosse quel signore, ho guglato, e ho appreso che è un sindacalista. Ma perché fra tutti i sindacalisti che ci sono in Italia, come rappresentante della specie umana è stato scelto proprio lui? Era amico di uno che è stato assassinato, dice. Ah, ok. Ma quello è l’unica persona che può vantare amicizia con qualcuno che è stato assassinato? Anch’io ero amica di uno che è stato assassinato, ma nessuno è venuto a cercarmi. Che poi con tutti i magistrati poliziotti giornalisti gente comune – per limitarci alla gente perbene – che vengono assassinati, ognuno con la sua più o meno ricca cerchia di parenti e amici, perché proprio lui? Che sarà sicuramente una persona per bene, onestissima, buonissima, che paga tutte le tasse e non cornifica mai la moglie, ma non mi sembra che sia famoso per avere compiuto qualche impresa speciale, operare salvataggi, sventare rapine, impedire attentati… E allora, allora, che cosa avrà mai questo uomo di diverso dal non uomo? Guarda e riguarda, pensa e ripensa, ponza e riponza, mugina e rimugina (sì, lo so, mugina non c’è, risparmiatevi la fatica di venirmi a fare le pulci), niente, non trovo niente, non riesco a venirne a capo. A meno che… no, aspetta, non è possibile, non ci posso credere… Eppure…  l’unica differenza fra i due è il colore della pelle, non riesco a vederne altre, non riesco a indovinarne altre. Cioè, quello che distingue un uomo da un non uomo è il colore della pelle?! Non riesco a capacitarmene, ma d’altra parte, se il messaggio non volesse essere quello, perché mai avrebbero cercato un negro per contrapporlo come uomo al bianco-non-uomo? E perché avrebbero pubblicato le foto senza una sola parola di spiegazione se la differenza fra i due non fosse qualcosa che si vede, qualcosa che salta immediatamente agli occhi? E a questo punto mi chiedo anche: questo che non è un uomo, che cosa sarà mai? Forse un… Untermensch? Un… Stück da caricare su un carro bestiame piombato per essere mandato alla destinazione… finale? Sì, deve essere così, perché noi, lo sanno tutti, siamo antifascisti, antirazzisti, contro ogni discriminazione, contro ogni prevaricazione; per dirla in tre parole siamo DALLA PARTE GIUSTA, per dirla con una parola sola siamo quelli BUONI. E quindi negro=uomo, bianco=non uomo. Ecco, finalmente l’ho detto, che neanche ve lo immaginate da quant’è che  ce l’avevo qui nel gozzo.

(Poi vai a dare un’occhiata qui, che male non ti farà)

barbara

SU AQUARIUS E DINTORNI 2

Oggi comincio con l’angolo della bontà: i buoni di professione, i moralmente superiori, quelli sempre dalla parte giusta, antifascisti, antirazzisti, antidiscriminatori, antifrontiere (magari anche antivax, che non stona mai e si porta bene su tutto): insomma, i sinistri. Di cui abbiamo tutti sentito un esemplare campione, che vi voglio riproporre:

C’è una sola cosa, fra quelle dette dal signor Albinati, che non credo neanche morta, e sono sicura di non avere bisogno di dire quale. Ho sempre sostenuto che alle due infinità di Einstein ne va aggiunta una terza: la perfidia dei buoni di professione, e ogni volta che incontro un rappresentante della categoria, la mia convinzione viene ulteriormente rafforzata: sono perfidi, cinici, maligni, malvagi, di una crudeltà sconfinata, anime nere marce putrefatte. Dante ha sbagliato a fermarsi alla quarta zona del nono cerchio: al di sotto di quella c’è una quinta zona, o un decimo cerchio, che li aspetta tutti. Poi magari andate a leggervi queste considerazioni, dal tono decisamente più pacato del mio, del solito mitico Giovanni. Del quale vi propongo anche quest’altro post di qualche giorno fa, pieno, come sempre, di ragionevoli riflessioni.

AQUARIUS

Non so come andrà a finire il braccio di ferro sulla “Aquarius”. Se Salvini fosse costretto cedere molti, fra un saltello di gioia e l’altro, direbbero: “visto? Una cosa sono le promesse elettorali, altra cosa affrontare concretamente i problemi”.

Prima lavorano per rendere in problemi insolubili, poi si fanno forti di questa presunta insolubilità. Per anni hanno lavorato per trasformare l’Italia in una sorta di terra di nessuno, nel campo profughi d’Europa, e ora fanno i saggi. Ogni commento è superfluo.

Ciò detto val la pena di fare alcune telegrafiche considerazioni, per punti.

1) L’Italia non sta violando alcun trattato, alcuna legge internazionale. Non sta scritto da nessuna parte che quelli italiani siano gli unici porti sicuri cui debbano attraccare le varie navi piene di migranti. Nessuna convenzione prevede che navi battenti bandiere tedesca o spagnola debbano attraversare mezzo mediterraneo per approdare sempre e solo in porti italiani, lasciandosi alle spalle altri porti di altri paesi. E’ addirittura successo, in passato, che i migranti si siano rifiutati di sbarcare in porti non italiani costringendo il comandante della nave che li trasportava a far rotta verso l’Italia. Questo sarebbe diritto?

2) Le navi delle ONG non effettuano, nella maggioranza dei casi, alcun salvataggio in mare. Non soccorrono dei naufraghi. Fanno servizio taxi per migranti. Si recano a pochi chilometri dalle coste libiche e lì accolgono i migranti, spesso mettendosi d’accordo con gli scafisti. Lo hanno detto alcuni serissimi magistrati, non dei pericolosi populisti.

3) La gran maggioranza delle persone trasportate nelle navi delle ONG non sono profughi. I profughi rischiano grosso per abbandonare i paesi da cui fuggono. I passeggeri delle navi ONG partono alla luce del sole, indisturbati. I paesi da cui i veri profughi fuggono molto spesso rivogliono indietro i fuggitivi, ne reclamano il rimpatrio. Quelli da cui salpano i migranti invece non vogliono che torni indietro nessuno. Li lasciano partire indisturbati poi dicono: “teneteveli”.

4) E’ triste assistere alle sofferenze di persone in mare da molti giorni. Ma non si può continuare a cedere ai ricatti morali. Il problema non sono i passeggeri della “Aquarius”. Quei passeggeri sono stati preceduti, e potrebbero essere seguiti, da decine, centinaia di miglia di altri. I finti buoni sminuzzano i problemi, li riducono ad una serie di casi isolati e lacrimevoli. Invece bisogna vedere il problema nella sua interezza e complessità, per cercare una buona volta, se non di risolverlo, almeno di renderlo meno acuto.

5) Nessuno stato può delegare a delle organizzazioni private (tali sono le ONG) la gestione di un problema assolutamente fondamentale come quello del controllo dei flussi migratori. Sarebbe come affidare la difesa ad eserciti privati o la giustizia a tribunali privati.

6) In queste ore l’Italia non sta tenendo alcun comportamento particolare. Sta facendo esattamente ciò che fanno praticamente TUTTI gli stati del MONDO. Qualcuno crede sul serio che la “Acquarius” potrebbe approdare in un porto giapponese o statunitense, o australiano? O in un qualsiasi porto europeo non italiano? Perché il signor Macron, tanto bravo nel lodare l’impegno dell’Italia sui migranti, non la fa approdare a Marsiglia?

7) L’Europa non esiste, non ha uno straccio di politica comune su un problema assolutamente fondamentale come quello del rapporto con le migrazioni. La cosa non sorprende nessuno, penso.

8) Al di la di tutti i discorsi e le polemiche una cosa dovrebbe essere chiara: non siamo di fronte ad una serie di emergenze. Quello che è in corso da anni è un autentico trasferimento di popolazioni, una migrazione nel senso storico del termine. Un fenomeno che se non bloccato o controllato seriamente ed in maniera coordinata è destinato a cambiare, e di certo non in meglio, dalle fondamenta la natura sociale, politica, economica, culturale del nostro continente.

E ora, aspettiamo l’evolversi degli eventi…

E concludo (per oggi) con un altro eccellente video del nostro giovane geniaccio Luca Donadel

(continua)

barbara