REAZIONI AVVERSE E ALTRE STORIE*

Come già in altre occasioni mi è capitato di ricordare, nel mondo muoiono cento persone al minuto, quasi due persone ogni secondo: vecchi e giovani. Malati e sani. Vaccinati e non vaccinati. Che hanno o non hanno appena bevuto un caffè, sorseggiato un cognac, fumato una sigaretta, mangiato una fiorentina, scopato, nuotato, fatto una corsa, litigato con qualcuno, ascoltato il Largo di Händel, caricato una lavatrice, fatto una doccia, raccolto fiori in giardino, rifatto il letto, dormito, studiato, mandato una mail, vinto alla lotteria, perso alla lotteria, sbadigliato, sorriso, telefonato, fatto ginnastica, preso uno spavento, sceso una scala…
In questo momento un’infinità di persone stanno ossessivamente catalogando tutti coloro che dopo essersi vaccinati hanno avuto un malore, un infarto, una trombosi, un ictus, un aneurisma, un eritema, un mal di testa, un attacco di diarrea, freddo, stanchezza, un foruncolo sul naso, insomma un qualsiasi accidente (badando a non dimenticare i cucchiaini che si attaccano al braccio) intervenuto fra due secondi e due mesi dopo l’inoculazione del vaccino. Ora,  proviamo a immaginare che qualcuno si metta a raccogliere altrettanto ossessivamente dati su persone morte – e tralascio, per semplificare il compito ai volontari, tutti gli altri possibili accidenti minori. Minori della morte, voglio dire – da due secondi a due mesi dopo avere scopato: si accettano scommesse sui dati che ne risulterebbero. E magari proviamo a immaginare che man mano che raccolgono i dati si mettano a inondarne i social, fare migliaia di video accorati o disperati da far girare su whatsapp, facebook, twitter, instagram, siti, blog eccetera eccetera, e a strillare che i “giornaloni” non pubblicano quei dati perché non accettano “verità diverse” da quella ufficiale e non vogliono che voi ne veniate a conoscenza (salvo il fatto che, esattamente come il bicarbonato che cura il cancro ma la famigerata BigPharma non vuole che si sappia, ne sono a “conoscenza” miliardi di persone che continuano a farle girare per l’universo globo – ma chi sta a badare a queste quisquilie)… Ecco, immaginate…

NOTA: naturalmente sostituendo “scopare” con fumare una sigaretta, litigare, correre, prendere uno spavento o una qualsiasi delle attività o situazioni sopra elencate, il prodotto non cambia.

*Ognuno si senta libero di attribuire al termine “storie” il significato che preferisce.

barbara

PRATICAMENTE UNA VIA CRUCIS:

Prima Stazione:
Gesù è condannato a morte.

Seconda Stazione:
Gesù è caricato della Croce

Terza Stazione:
La prima caduta.

Eccetera

I “12 giorni di crisi” di Joe Biden

I “12 giorni di crisi” di Joe Biden: dai prezzi in aumento alle carenze nella catena di approvvigionamento, dalla crisi dei migranti al catastrofico ritiro dall’Afghanistan. Tutto questo è successo in meno di un anno con Joe Biden nello Studio Ovale. Il Partito Repubblicano ha pubblicato una serie di video intitolata i “12 giorni di crisi” per mettere in luce questi eventi.

Mentre Joe Biden e la sua amministrazione vantano quelli che dicono essere i loro “successi”, mentre si profila la fine del primo anno di mandato, le parole di Jen Psaki ed altri non corrispondono alla realtà vissuta dagli Americani in tutta la nazione.
Per evidenziare l’ampiezza dei problemi causati dalle politiche di Biden, il RNC ha rilasciato una serie di video intitolata i “12 giorni di crisi” di Biden durante il periodo di Natale al fine di evidenziare il dolore provato dagli Americani. “Crisibugie e fallimenti sono i tratti distintivi della presidenza di Biden“, ha notato la presidente del RNC Ronna McDaniel. “In meno di un anno sotto la guida di Joe Biden, c’è stato un ritiro catastrofico dall’Afghanistan, un aumento storico dei prezzi ed una crisi al confine coi migranti”. Ed è qui che iniziano i “12 giorni di crisi di Biden” – come delineato dal primo video pubblicato dal RNC – che sono stati tutti riportati da Townhall.com quest’anno.

Nel primo giorno di crisi Joe Biden ci ha regalato una crisi migratoria al confine meridionale.

Julio Rosas di Townhall ha riferito ampiamente le notizie provenienti dal confine tra Stati Uniti e Messico a Del Rio, in Texas e a Yuma, in Arizona – e anche da diverse località intermedie – mostrando la mancanza di azione dell’amministrazione Biden nell’arginare i numeri record degli attraversamenti illegali del confine, della politica degli “arresti e rilasci”, oltre all’aumento delle operazioni di contrabbando di persone e droghe. Quando Julio ha affrontato il segretario del DHS di Biden sulla situazione, Alejandro Mayorkas non ha ancora voluto definire la situazione al confine meridionale dell’America come una “crisi”. Biden continua a sostenere che il confine sia chiuso, ma i rapporti di giornalisti come Julio dimostrano che è solo una delle tante crisi non risolte di Biden.

Nel secondo giorno di crisi Joe Biden ci ha regalato un disastroso ritiro dall’Afghanistan.

Townhall aveva guidato la carica avvertendo i suoi lettori che ciò che Joe Biden diceva stesse accadendo in Afghanistan fosse poco più che una “pia illusione“. Mentre la Casa Bianca sosteneva che non ci fosse alcuna evacuazione dei diplomatici in corso a Kabul, Townhall ha riferito che il personale dell’ambasciata stava distruggendo i documenti e i computer. Quando Biden ha affermato che la potenziale caduta del governo afgano in mano ai Talebani era tutt’altro che certa, Townhall ha detto la verità per cui Biden sicuramente lo sapeva ma non lo voleva ammettere. Aveva anche avvertito che il ritiro di Biden dall’Afghanistan stava preparando il terreno alla più grande crisi degli ostaggi nella storia degli Stati Uniti, e quando Biden e la sua amministrazione hanno mentito su quanti Americani erano stati lasciati indietro, ha continuato a raccontare le storie di coloro che Biden ha abbandonato lì. In seguito all’attacco dei droni a Kabul che i funzionari della difesa di Biden avevano definito “un azione corretta”, Townhall aveva avvertito che invece sarebbe potuta essere una azione mal riuscita. E così è stato.

Nel terzo giorno di crisi, Joe Biden ha regalato dei prezzi della benzina alle stelle per ogni americano.”

Il dolore provato dagli Americani alle pompe di benzina è qualcosa che Biden ha ignorato, e la sua presunta soluzione di attingere alla Strategic Petroleum Reserve americana destinata ad essere usata in emergenze come disastri naturali od interruzioni causate da aggressioni militari straniere non ha fatto quasi nulla per aiutare il popolo americano. A peggiorare le cose, Biden ha trascorso il suo primo anno in carica trasformando gli Stati Uniti da un paese energeticamente indipendente ad uno dipendente dalle forniture estere. Uno dei suoi primi atti dopo il giuramento è stato quello di uccidere il progetto dei Keystone Pipeline, solo uno dei tanti atti del suo piano per rendere i combustibili fossili più costosi in modo che improvvisamente l’energia “verde” – meno affidabile – sembri attraente.

Il quarto giorno di crisi, Joe Biden ci ha regalato un obbligo incostituzionale alla vaccinazione.

Dopo aver detto che non avrebbe emesso un obbligo federale alla vaccinazione, Joe Biden – un po’ prevedibilmente – si è rimangiato la parola ed ha imposto tale obbligo ai dipendenti federali, agli appaltatori federali e a decine di milioni di Americani che lavorano per le aziende private. Il suo obbligo si è palesato come un estremo tentativo di distrarre l’opinione pubblica dal suo disastroso ritiro dall’Afghanistan, ed è stato messo insieme così a casaccio che ha rapidamente incontrato le cause legali dei procuratori generali degli stati e delle aziende che volevano combattere per la libertà di scelta in campo sanitario dei loro dipendenti. E, dopo che molte aziende hanno implementato comunque l’obbligo di Biden, un numero sempre più crescente ha anche deciso di non applicare l’obbligo, compresa la sua amata Amtrak (l’azienda federale che gestisce il trasporto ferroviario, n.d.r.).

Il quinto giorno di crisi, Joe Biden ha regalato agli Americani un’impennata di tasse e spese sconsiderate.”

Non importa quante volte Biden, Psaki, Schumer e Pelosi abbiano sostenuto che il costo del budget di Biden per il Build Back Better fosse di “zero dollari“, semplicemente non è vero. Come Townhall ha riportato, il Congressional Budget Office – che Biden ha sempre usato per lodarsi fino a quando non gli è servito più per il suo scopo – ha confermato ciò chela testata aveva riportato per mesi: Build Back Better è in realtà un piano per rendere l’economia americana ancora peggiore.

Nel sesto giorno di crisi, Joe Biden ha posto i genitori e gli studenti per ultimi.

Non c’è bisogno di guardare oltre i rapporti di Joe Biden con i sindacati degli insegnanti per vedere che non dà valore agli studenti ed alle loro famiglie. Chiusura delle scuole e didattica a distanza? Nessun problema per il Joe Biden. Obblighi di indossare le mascherine anche ai bambini piccoli? Secondo Biden è necessario. Terry McAuliffe pensa che i genitori non dovrebbero avere alcun ruolo nell’educazione dei loro figli? Piena approvazione anche da parte di Biden. E non dimenticate che il Dipartimento di Giustizia di Biden ha preso l’esempio fatto dalla National School Boards Association ed ha diretto l’FBI contro i genitori che stavano solamente parlando e chiedendo risposte ai loro consigli scolastici.

Il settimo giorno di crisi, Joe Biden si è concesso un’altra vacanza nel Delaware.

Non era un segreto quando è entrato alla Casa Bianca che Joe Biden amasse il Delaware. Quasi più di quanto ami i coni gelato e i treni dell’Amtrak. Quello che gli Americani forse non avevano messo in conto era quanto tempo avrebbe trascorso lì, anche nel bel mezzo di alcune delle molteplici crisi che ha causato. Forse la più importante è stato il suo pasticciato ritiro dall’Afghanistan, durante il quale Joe Biden sarebbe tornato alla Casa Bianca dalla spiaggia del Delaware per tenere un discorso e poi subito dopo sarebbe risalito sull’elicottero presidenziale Marine One per tornarsene nel Delaware.

Nell’ottavo giorno di crisi, Joe Biden ha regalato a tutti gli Americani dei prezzi in aumento.

Sembra che ogni mese porti un nuovo record di inflazione con Joe Biden alla Casa Bianca. All’inizio, ha detto che sarebbe stato un fenomeno “transitorio”, poi i membri della sua stessa amministrazione hanno smontato quella teoria, ma Biden ancora non sta prendendo alcuna azione per alleviare la pressioneI prezzi di praticamente ogni genere di bene, dai carburanti alla spesa alle bollette, continuano a salire. E mentre Biden continua a cercare di propagandare la crescita dei salari come “prova” che la sua politica economica stia aiutando gli Americani, trascura convenientemente di menzionare che l’inflazione ha spazzato via ogni maggior guadagno nei salari. Infatti, in mesi come ottobre, l’impatto dell’agenda economica di Biden ha comportato che gli Americani hanno effettivamente visto i loro salari reali diminuire dello 0,5%.

Nel nono giorno di crisi, Joe Biden ha creato una crisi della catena di approvvigionamento a livello nazionale.

Il periodo degli acquisti di Natale non è trascorso senza incidenti di percorso per gli Americani, alcuni dei quali stanno ancora aspettando un pacco trasportato su una nave proveniente dall’Asia, che potrebbe ancora stare flottando in rada nelle navi porta container nei porti di Long Beach e di Los Angeles, o fermo in qualche container in attesa di trasporto. La scarsità di beni ha causato dei razionamenti per certi articoli anche per il pasto del Ringraziamento nelle catene dei supermercati ed alimentari, e secondo la dichiarazione di Joe Biden all’inizio della stagione delle vacanze, Babbo Natale era l’unico che potesse garantire che l’albero sarebbe stato circondato dai regali la mattina di Natale.

Nel decimo giorno di crisi, Joe Biden ha messo la Cina al primo posto.”

Le questioni con la Cina, una delle prime incursioni di Biden in politica estera, sono andate male fin dall’inizio. Nonostante la promulgazione dell’Uyghur Forced Labor Prevention Act in legge, l’amministrazione Biden è stata esitante nel sostenere tale legislazione ed i rapporti hanno suggerito che la Casa Bianca stesse sollecitando addirittura un ritardo nell’approvazione della legge. E non dimenticate quanto spesso Biden e la sua amministrazione abbiano respinto le preoccupazioni circa il ruolo della Cina nello scoppio della pandemia del Coronavirus di Wuhan.

Nell’undicesimo giorno di crisi, Joe Biden non ha fatto nulla per affrontare gli aumenti della criminalità in tutto il paese.

Nel caso non ci fossero già abbastanza dati per dimostrare che l’America stia diventando meno sicura con Joe Biden, il furto d’auto a mano armata di questa settimana ai danni di un senatore statale dell’Illinois e di un membro della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti dovrebbero mandare un messaggio forte a Biden ed agli altri Democratici su come la loro agenda del “Defund-The-Police” stia mettendo in pericolo vite in tutto il paese. Omicidi, furti d’auto, rapine ed altri crimini continuano a macinare record mai visti da decenni, ma ancora una volta Biden non vuole agire.

Nel dodicesimo giorno di crisi, l’indice di approvazione di Joe Biden crolla sempre più in basso dopo ogni crisi.

Quindi Sìci sono un sacco di mali causati dall’amministrazione Biden, ma all’interno di questo c’è un filo conduttore che emerge per i Repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato: Il calo del favore di Biden significa che le fortune del GOP stanno aumentando nel momento in cui gli elettori in tutto il paese avranno – molti per la prima volta dal 2020 – la possibilità di registrare la loro opinione su Joe Biden nelle urne. Le cose sono andate così male che la Casa Bianca sta ora correndo freneticamente ai ripari parlando dei nuovi animali domestici di Biden nel tentativo di cambiare la narrazione.

Guardando all’anno a venire, la presidente del RNC Ronna McDaniel si è impegnata a “continuare a ritenere Biden e i Democratici responsabili delle loro politiche fallimentari e del rifiuto di assumersene ogni responsabilità” ed ha previsto che “gli elettori rifiuteranno sonoramente Biden ed i suoi fallimenti, e noi non vediamo l’ora di riprenderci la Camera e il Senato nel 2022“.

Guarda la serie “12 giorni di crisi” del RNC qui sotto:

Qui.

Con la piccola differenza che qui stiamo parlando di un criminale, sotto molti punti di vista, e in particolare pedofilo.

barbara

FORSE IL BUON SENSO NON È ANCORA DEL TUTTO MORTO

Matteo Bassetti 

Ho seguito e sto seguendo centinaia di persone vaccinate con 2 o 3 dosi di vaccino che hanno il Covid. Ebbene queste persone hanno un raffreddore o una forma influenzale che dura 3-4 giorni. Nulla a che vedere con il Covid di un anno fa e con il Covid di chi non è vaccinato. Dobbiamo quindi continuare con la stessa metodologia di affrontarlo dello scorso anno? Tracciamento? Milioni di tamponi? Isolamento di tutti i contatti? Quarantene dalle durate variabili e diverse a seconda di chi le decide? Reparti Covid dedicati con personale sottratto alle altre attività sanitarie? Colori delle regioni decise sulla base degli ospedalizzati senza distinguere malati da colonizzati asintomatici?
Non si può affrontare questa fase con le stesse regole. Abbiamo oltre l’80% della popolazione generale che è protetta. Chi non è vaccinato dovrebbe farlo presto, ma se non ha ancora capito o voluto capire l’importanza del vaccino difficilmente lo farà senza regole nuove.
Vedere code chilometriche nelle farmacie in questi giorni per fare il tampone serve a qualcosa?
Con oltre 50000 casi al giorno destinati a diventare molti di più nelle prossime settimane, dobbiamo vivere in maniera diversa la convivenza con il virus. Chi è malato deve stare a casa, come sempre si sarebbe dovuto fare per le malattie infettive contagiose e dobbiamo finire con il tracciamento. Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo.
Il rischio, continuando così e’ trovarci tra pochissimo con milioni di persone isolate e in quarantena. Chi farà il pane, chi guiderà gli autobus, chi svolgerà le lezioni a scuola, chi garantirà la sicurezza, chi batterà lo scontrino al supermercato, chi lavorerà in ospedale?
Usciamo dalla visione del Covid come malattia devastante e entriamo nella fase endemica con una malattia più gestibile (nei vaccinati) costruendo regole diverse. Altrimenti sarà durissima.

Peccato solo che i signori lassù – quelli, per inciso, che da oltre due anni ci stanno imponendo governi uno più di merda dell’altro, incapaci, criminali, autori di politiche devastanti, e lontanissimi dall’orientamento attuale del Paese, pur di non lasciarci votare – abbiano tutt’altro tipo di interessi.

barbara

E PRIMA CHE LA GIORNATA DI NATALE FINISCA

Un pensiero al nostro amato governo

che però non è per mania di protagonismo: il motivo c’è:

e i miei due antidepressivi preferiti, uniti in un unico spettacolo

(quindici anni! Peccato solo quel fastidiosissimo battimani per segnare il tempo, che nella marcia di Radetsky ci sta d’incanto, ma altrove disturba proprio, e quegli imbecilli ormai lo fanno dappertutto, perfino sulla musica classica)

barbara

OCCHIO GENTE, CHE ZIO DARWIN È SEMPRE IN AGGUATO

Donna muore di covid dopo aver mentito sulla sua falsa vaccinazione

La donna muore di coronavirus in ospedale dopo aver fatto credere ai medici di essere vaccinata.

Una donna di 57 anni che si era procurata un falso certificato di vaccinazione è morta di Covid-19 all’ospedale Raymond-Poincaré di Garches; nello stesso ospedale esisterebbe un altro caso analogo.
Il capo del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Raymond-Poincaré di Garches nell’Alta Senna, il dottor Djillali Annane, ha rivelato venerdì sera che una donna di 57 anni che si era procurata un falso certificato di vaccinazione è morta di Covid-19, e invita i pazienti non vaccinati a non nasconderlo ai medici.
La paziente, senza altre patologie, era stata ricoverata in ospedale  con un falso libretto sanitario acquistato da un medico, assicurando di essere vaccinata.  
I medici hanno constatato che soffriva di una forma grave della malattia che progrediva molto, molto rapidamente. «Era la prima volta che ci trovavamo di fronte a una persona giovane, senza alcuna patologia pregressa nota, vaccinato, e che ha sviluppato una forma di notevole gravità» ha  confidato il medico a France Info.

Se i medici lo avessero saputo, le avrebbero somministrato degli anticorpi

L’équipe medica si è finalmente resa conto che non aveva anticorpi  e ha capito che il suo certificato di vaccinazione era un falso. Ma se i medici avessero saputo che la paziente non era vaccinata contro il Covid-19, avrebbero potuto somministrarle anticorpi in una fase precoce, che avrebbero potuto fermare la progressione della malattia.
Un certificato di vaccinazione falso «non protegge dal virus e può sviare il medico che vi deve curare», spiega il medico.
«Non siamo mai arrabbiati con i nostri pazienti, ma è vero che quando abbiamo avuto la rivelazione che non era stata vaccinata, abbiamo capito meglio lo sviluppo della sua storia clinica».  E lancia un appello ai suoi colleghi: «soprattutto non fate certificati falsi, perché facendolo si inganna la persona».
È stato il marito della paziente ad ammettere alla fine che non era vaccinata. Lui lo era, ma «non era riuscito a convincere sua moglie» a farsi vaccinare, secondo il dottor Annane.
Il dottor Annane è molto arrabbiato, questo caso di falsa vaccinazione secondo lui non sarebbe isolato:  «abbiamo avuto almeno un altro paziente totalmente privo di anticorpi, che ha una forma grave e continua a dire che è stato vaccinato». «È fondamentale essere coerenti fino in fondo quando si decide di non farsi vaccinare, perché la conoscenza da parte del medico di queste informazioni può a volte cambiare il modo in cui si procede», ha concluso.
Lo scorso settembre l’assicurazione sanitaria ha stimato che 40.000 persone erano munite di pass falsi. (Qui, traduzione mia)

C’è una grossa differenza fra essere furbi e fare i furbi: i furbi lo sanno, quelli che fanno i furbi no. Ed è qui che arriva, implacabile, la mannaia di zio Darwin.
Nel frattempo le neonatologie si stanno riempiendo di neonati malati grazie alle madri che i terroristi novax hanno convinto a non vaccinarsi.

barbara

TUTTO IL TERRORE MINUTO PER MINUTO

Bollettino di sabato 11 dicembre 2021, dati presi da Sky tg24

La percentuale di positivi considerando il totale dei tamponi è al 3,7% (ieri era al 2,9%). L’altro ieri era al 4%, ma guai a dirlo, non sia mai che qualcuno si metta in testa che dopotutto non sta poi andando così tremendamente male e che parlare di zona gialla, come è stato fatto quattro giorni fa, o addirittura di prospettare la rossa, come mi è capitato di leggere tre giorni fa, sia un tantino esagerato.

I morti: nel titolo dice che sono 96 – e molti si fermano lì; nel cappello riporta alcuni altri dati ma non il numero dei morti – e molti di quelli che avevano proseguito oltre il titolo si fermano lì; nel primo spazio torna a riportare il numero dei morti, ossia 96 – e molti di quelli che avevano proseguito oltre il cappello si fermano lì; solo nello spazio successivo, dopo avere riportato il numero di 96 morti, ai pochi sopravvissuti fino a questo paragrafo viene ricordato che quelli del giorno precedente erano stati 118.

Il numero dei pazienti in rianimazione sale a 818 (+2 rispetto a ieri) ossia un aumento dello 0,24%, rispetto al precedente numero di pazienti, e dello 0,023% rispetto al numero di posti disponibili, arrivando così a occupare un totale del 9,72% dei posti disponibili, quello dei ricoverati nei reparti ordinari cresce a 6.539 (+56) ossia un aumento dello 0,86% rispetto al precedente numero di pazienti, e dello 0,029% rispetto al numero dei posti disponibili, raggiungendo un totale del 3,38% dei posti disponibili.

E con questi numeri mantengono la popolazione nel terrore, contando sul fatto che non tutti hanno come me il pallino dei numeri, che quando me ne arriva uno davanti – esattamente come quando attraverso una piazza dove dei ragazzini stanno giocando a calcio e il pallone mi arriva davanti ai piedi – non posso fare a meno di tirare. Quanto alle varianti, se qualcuno viene a prospettarmi il pericolo della omicron lo mando a cagare, e non perché sono trivaccinata e hanno assicurato che la terza dose la copre: quando è arrivata la delta (che era indiana mentre la omicron è sudafricana e l’alfa era inglese però il virus padre no, quello non è cinese, e soprattutto mai una variante potrà chiamarsi xi) il vaccino non c’era ancora, e ho detto la stessa identica cosa. Perché, sappiatelo, io non mi lascerò indebolire le difese immunitarie dalla paura.

IO NON HO PAURA
sottotitolo: non mi fate paura
sottosottotitolo: Corvo Rosso, non avrai il mio scalpo!

E quando rimetterete il coprifuoco, tornerete a trovarmi a passeggiare all’una di notte. E provate a multarmi, se ne avete il coraggio.

barbara

DICE CHE È MEGLIO PASSARE AL GIALLO

che se no poi con le feste e tutto quanto ci ammucchiamo e poi ci contagiamo e poi ci ammaliamo e poi intasiamo gli ospedali che già cominciano a essere in sofferenza e infatti un titolo di ieri strillava

Oltre 6mila posti letto occupati nei reparti Covid e 776 in terapia intensiva: il doppio di un mese fa

quindi meglio evitare, sai com’è, la prudenza non è mai troppa. E oggi leggiamo che

L’andamento dei ricoveri in ospedale nei reparti ordinari e in terapia intensiva segnala un aumento e secondo quanto riferisce La Stampa almeno mezza Italia è destinata a passare in zona gialla nei prossimi giorni. 
Secondo i dati Agenas aggiornati a ieri sera sono nove le regioni pronte a lasciare il bianco prima del 25 dicembre: Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Alto Adige, Trentino e Veneto. Questi territori sono tutti oltre la prima soglia di guardia del 10% di letti occupati nelle terapie intensive e sono ad un passo dalla soglia del 15% dei letti occupati nei reparti ordinari, due fattori che comportano il passaggio in zona gialla. Gli esperti [“esperti”: questa segnatevela] prevedono che le soglie verranno raggiunte in una-due settimane. Addirittura per il Friuli, già in giallo, lo spettro è quello della zona arancione a causa dei numeri Covid: il 16% dei letti in terapia intensiva e il 24% di quelli in area ordinaria sono occupati da malati che hanno contratto il virus.

Altrove poi veniamo informati che

l’indice di contagio Rt non cala e la variante Omicron raggiunge quota 13 casi in Italia [pauuuuura! Quasi quasi scappo su un’isola deserta, senza neanche Venerdì, che non si sa mai]
Intanto gli enti locali corrono ai ripari aumentando i posti letto nei reparti ordinari e nelle terapie intensive. [Ehm… Lo stato di emergenza è stato dichiarato esattamente 22 mesi e 23 giorni fa: e OGGI ci vengono a dire che bisogna correre ai ripari? che bisogna aumentare i posti letto? Ma andate affanculo tutti quanti] […] sta ancora aumentando in termini di numero di nuovi infetti [INFETTI. Riandate affanculo]. […] Ora abbiamo un quarto dei ricoverati nelle precedenti ondate. Ma i parametri in parte sono da zona gialla. […] A parte il coprifuoco, che è una misura a carattere nazionale, in zona gialla sono permessi […] [????????????????????? Coprifuoco in che senso? Che cosa intende dire?!]

E ora vediamo a confronto i dati dell’8 dicembre di un anno fa e quelli di oggi:

2020 Il rapporto tra positivi e tamponi è del 9,9%; ricoverati nei reparti ordinari 30.081; ricoverati in terapia intensiva 3.345; morti 634; in isolamento domiciliare 704.099.

2021 Il rapporto tra positivi e tamponi è del 3,2%; ricoverati con sintomi 6.099; ricoverati in terapia intensiva 791; 86 i morti; 242.324 in isolamento domiciliare.

Dunque, i pazienti ricoverati nei reparti ordinari sono un quinto di quelli dell’anno scorso, quelli in terapia intensiva un po’ meno di un quarto, i morti meno di un settimo (e nessuno mi venga a raccontare puttanate: a fare la differenza fra l’anno scorso e adesso è una cosa sola: il vaccino). Ma, dice, i parametri sono da zona gialla: e certo: se ogni volta che la situazione comincia a migliorare mi abbassate i criteri per entrare in zona critica, ci credo che di questa stramaledetta zona critica siamo sempre sull’orlo – e ri-riandate affanculo). Quanto al chiudere in casa le persone non vaccinate, dato che siete (siamo) pienamente e motivatamente convinti che, venendo a contatto col virus, un non vaccinato ha probabilità molto maggiori di contagiarsi e di contagiare poi a sua volta, ed essendo ampiamente documentato che la maggiore causa di contagio ridiede nei contatti famigliari, e siccome almeno una parte dei contagiati poi si ammala, e una parte degli ammalati abbisogna di ricovero, e una parte dei ricoverati necessita di ricorrere alla terapia intensiva, e dato che in questi quasi due anni non avete fatto un cazzo per migliorare la situazione ospedaliera aumentando posti letto, personale e attrezzature, posso farvi i complimenti per la genialità delle soluzioni da voi proposte? Quanto ai miracolosi effetti della reclusione, ripropongo un pezzo di questo mio post di quasi un anno fa, in cui li ho scrupolosamente documentati.

AGGIORNAMENTO SUGLI EFFETTI DEL SEQUESTRO DI PERSONA PREVENTIVO PRECAUZIONALE

per timore che i festeggiamenti potessero fare aumentare i contagi.

23/12/2020 ultimo giorno di semilibertà per gli italiani prima dell’imprigionamento: tasso di positività sostanzialmente stabile, assestato sull’8,2%.
29/12/2020, sesto giorno di sequestro di persona: 8,7%
30/12/2020, settimo giorno di sequestro di persona: 9,58%
31/12/2020, ottavo giorno di sequestro di persona: 12,6%
01/01/2021, nono giorno di sequestro di persona: 14,1%
02/01/2021, decimo giorno di sequestro di persona: 17,6%; aumentati di 16 unità i pazienti in terapia intensiva e di 126 unità quelli ricoverati nei reparti, mentre in tutti i giorni precedenti il sequestro di persona entrambi i dati erano andati costantemente calando.

Grazie governo. Grazie signor Conte. Grazie signor Mattarella. Grazie signor Speranza. Grazie signor Arcuri. Grazie signora Lamorgese. Grazie a tutta l’associazione per delinquere di stampo mafioso che ha preso il potere – anzi, i pieni poteri – in un’Italia sempre più anestetizzata dal terrore del covid e allucinata dal miraggio del rischio zero.

Le pedine Conte e Arcuri sono state sostituite, ma le regole del gioco sono rimaste invariate.
Se poi qualcuno, oltre ai politici, fosse punto da vaghezza di valutare anche i giornalisti, legga la frase, riferita ai non vaccinati in zona gialla “scatta il divieto di non spostarsi dal proprio comune” e calcoli il numero di classi di scuola elementare frequentate dall’estensore.

Questa invece non c’entra. O magari anche sì, fate un po’ voi.

barbara

LA SAPETE QUELLA BARZELLETTA?

Quella della Cina che, grazie ai modi rigorosissimi che, non essendo una democrazia, può permettersi di attuare, ha sconfitto il covid in quattro e quattr’otto. Che grazie a questo, pur avendo quasi un quinto dell’intera popolazione mondiale, se l’è cavata praticamente con una manciata di morti, non più di qualche migliaio, paragonabili più o meno a quelli della Liguria. Ecco, di quella barzelletta lì parlo.

Gli eroi cinesi e i covidioti d’Occidente

Sta morendo in carcere la blogger che mise il naso a Wuhan. Gli scomparsi, i murati vivi in galera, i morti. Colpevoli di essere stati giornalisti migliori della Botteri. Dov’è la nostra solidarietà?

“Siamo quasi estinti”, ha detto Liu Hu, un giornalista detenuto dal regime cinese per un anno. “Nessuno è rimasto a rivelare la verità”.
Zhang Zhan sta scontando una condanna a quattro anni di carcere, emessa il 28 dicembre 2020 al termine di un processo durato solo tre ore, come si faceva in Unione Sovietica. Zhan aveva denunciato gli insabbiamenti del regime cinese sull’epidemia di coronavirus a Wuhan. “Il modo in cui il governo ha gestito l’epidemia è stato solo intimidazioni e minacce, è la tragedia di questo paese”, aveva detto Zhan. La famiglia ora dice che Zhan sta morendo in carcere dopo l’inizio di uno sciopero della fame. Mentre i media cinesi (e la stampa italiana) elogiavano la gestione di Pechino, Zhan filmava i corridoi degli ospedali pieni di letti e barelle e i crematori saturi, incapace di conteggiare i morti. Il regime vorrebbe farle fare la fine di Liu Xiaobo, lo scrittore Premio Nobel per la Pace morto in carcere.
ll “paziente zero” di questa spaventosa repressione cinese è il dottor Li Wenliang, morto a soli 34 anni. Fu arrestato per aver diffuso “voci false” (cioé aver detto la verità quando il regime insabbiava) e costretto a firmare un documento di mea culpa. Wenliang aveva detto poco prima di morire: “Credo che una società sana non dovrebbe avere una sola voce”. Stava criticando la verità di stato, la censura, la repressione di informazioni e la mancanza di pluralismo del Partito Comunista Cinese.
In uno dei suoi video più diffusi da Wuhan, Chen Qiushi disse di conoscere i rischi che stava affrontando andando a Wuhan. “Ho paura. Di fronte a me c’è la malattia, dietro di me c’è il potere legale della Cina, ma finché sarò vivo, parlerò di ciò che ho visto e di ciò che ho sentito. Non ho paura di morire. Perché dovrei avere paura di te, Partito comunista?”. Chen si era già inviso il regime quando si era recato a Hong Kong sfidando la narrazione voluta dai media statali cinesi secondo cui i manifestanti erano violenti separatisti. Qiushi è scomparso per mesi e adesso vive sotto stretta sorveglianza del regime.
Non si hanno notizie di Fang Bin, rivelava a ottobre il Wall Street Journal, il commerciante di Wuhan che ha filmato gli ospedali al collasso. In un video virale, Fang mostra otto sacchi per cadaveri ammassati su un furgone fuori da un ospedale.
E’ stato condannato a 18 anni di carcere il miliardario cinese Ren Zhiqiang, scomparso dopo che in un blog aveva definito Xi Jinping “un clown nudo” per la gestione del coronavirus in Cina.
Il regime ha arrestato Chen Zhaozhi per “aver provocato problemi”. L’ex professore dell’Università di Scienza e Tecnologia di Pechino aveva pubblicato commenti online, tra cui “la polmonite di Wuhan non è un virus cinese ma un virus del Partito comunista cinese”. Un giornalista, Li Zehua, è riapparso dopo essere scomparso per due mesi mentre indagava sull’insabbiamento di Wuhan. Ma addomesticato. In contrasto con il tono del suo resoconto da Wuhan, il nuovo video di Zehua lo mostra elogiare il regime che lo ha detenuto: “Durante l’intero processo, gli agenti di polizia hanno agito in modo civile e legale, assicurandosi che stessi riposando e mangiando bene, si sono presi cura di me, ho fatto tre pasti al giorno, mi sono sentito al sicuro con le guardie e ho potuto guardare le notizie ogni giorno”. Sono le tragiche conseguenze della repressione cinese.
Il famoso professore di legge Xu Zhangrun, che in un saggio aveva criticato il Partito Comunista sul coronavirus, è agli arresti domiciliari. “Questo forse è l’ultimo pezzo che scrivo”, aveva scritto Zhangrun. “Posso prevedere con troppa facilità che sarò sottoposto a nuove punizioni. Lasciate che le vostre vite brucino con una fiamma di decenza; sfondate l’oscurità che si diffonde e date il benvenuto all’alba”. Oggi Zhangrun è oggetto di un terrificante monitoraggio del regime nella sua città, che non può lasciare, come Andrei Sacharov a Gorky.
Mentre infatti molti in Occidente pensavano che l’Unione Sovietica fosse un paradiso, una manciata di eroi oltre la Cortina di ferro ebbero il merito di farci conoscere i gulag, la polizia segreta, la censura, la repressione, in breve che il paradiso era più un inferno. Se ne potrebbero ricordare un centinaio, come il drammaturgo Václav Havel, lo scienziato nucleare Andrei Sakharov, lo scrittore Alexander Solzhenitsyn, il fisico Robert Havemann nella Germania dell’Est e il filosofo Jan Patočka. Allo stesso modo, oggi, se sappiamo qualcosa sulle responsabilità della Cina, lo dobbiamo a questi pochi desaparecidos. E non all’“utile covidiota della Cina”, come il Telegraph ha definito il giornalista collettivo occidentale.
Forse si spiega così il motivo per cui nel mondo cosiddetto “libero” non ci sono state petizioni alle autorità cinesi perché questi attivisti e giornalisti fossero liberati. I nostri media da due anni passano soltanto le veline di Pechino.
Giulio Meotti

La cosa buffa e che ci sono tantissimi che ancora non si sono accorti che è una barzelletta e la raccontano credendo che sia vera: la Cina sì che ci sa fare, vedi per esempio in Cina dove usano il pugno di ferro, in Cina il virus non circola più, la Cina ha risolto il problema, se tutti facessero come la Cina. Quos vult perdere Jupiter…

barbara

TORNIAMO UN MOMENTO AI VACCINI

In Russia stanno morendo di covid come mosche: come mai?

Covid: Russia, 929 morti in 24 ore, massimo da inizio epidemia

Anche in Romania e Bulgaria ne stanno morendo un bordello

Perché, vi piaccia o no, è così che funziona:

Poi ci sono quelli che amano confrontare i morti in una certa data dell’anno scorso, quando non c’erano i vaccini e quelli della stessa data di quest’anno per “dimostrare” che i vaccini non servono a niente, come se avesse senso confrontare i dati di situazioni totalmente diverse, e soprattutto come se avesse senso confrontare dati singoli. Io, che sono un po’ meno pigra, ho cercato i dati di una intera settimana, la prima di ottobre. Questi sono i dati della prima settimana di ottobre di quest’anno, con una precisazione: i bollettini pubblicano (mi verrebbe quasi voglia di dire: si divertono a pubblicare) il numero di morti dichiarati in quel determinato giorno, salvo poi precisare sotto (sotto sotto sotto: dopo aver cliccato continua a leggere, dopo aver cliccato bollettino, dopo avere letto tutto il bollettino, dopo avere letto alcune altre cose, quando si arriva finalmente alle note delle regioni) che in realtà un certo numero dei morti segnalati quel giorno – numero che a volte arriva anche quasi alla metà del totale – erano morti giorni, o settimane, a volte anche mesi prima, ed emersi quel giorno grazie a un ricalcolo. Io mi sono presa la briga di calcolare i morti da sottrarre al numero di quelli dichiarati, e ho riportato il numero degli effettivi morti del giorno.

1   3118   429   35   1,2%
2   3057   432   18   0,9%
3   2991   431   26   1%
4   3032   437   30   1,3%
5   2968   433   33   0,8%
6   2872   415   32   1,1%
7   2824   403   30   1%

I numeri indicano i ricoverati nei reparti, ricoverati in TI, morti e percentuale di positività fra i testati. La situazione dei ricoveri, come si può vedere, tende decisamente al ribasso.
E questa è la prima settimana di ottobre del 2020, prima che iniziasse la campagna vaccinale, e si guardi, anche qui, all’andamento dei ricoveri.

1   3097   291   24   3,76
2   3142   294   23   3,48
3   3205   297   27 
4   3287   303   18
5   3487   323   16
6   3625   319   28  
7   3782   337   31

Fra il primo e l’ultimo giorno di quest’anno abbiamo un calo del 10% nei ricoveri ordinari e del 6% nelle TI, fra il primo e l’ultimo dell’anno scorso abbiamo avuto un aumento del 18% nei ricoveri ordinari e del 14% nelle TI. I numeri sono numeri, i fatti sono fatti, le chiacchiere sono chiacchiere. Concludo con un’occhiata a Israele.

Enrico Richetti

Ogni 100 israeliani, compresi i bambini che non sono vaccinabili, abbiamo
39 vaccinati con terza dose
61 vaccinati con almeno due dosi (cioè 22 di loro non hanno fatto la terza)
66 vaccinati con almeno una dose (cioè 5 di loro non hanno fatto la seconda)
Perciò solo 34 compresi i bambini sono completamente privi di copertura
A fronte di una quota altissima di vaccinati, i malati che hanno avuto tre dosi sono una quota insignificante, mentre svettano in tutte le classi di età i non vaccinati.
E’ chiaro che il vaccino funziona, direi che esistano prove schiaccianti. Non protegge al 100 per cento, ma in maniera elevatissima…sì. All’inizio ero scettico, ora non più. [Qualcosina di più che scettico, lasciamelo dire…]

Ah, e poi ci sarebbe anche questa cosa qui.

barbara