L’ODISSEA DELLA AQUARIUS

Rimasta per otto giorni in balìa delle onde, otto lunghissimi, interminabili giorni, col suo tragico carico di vite umane sofferenti, affamate, incerte del proprio futuro. Poi, arrivata a Valenza, scarica il carico e in un giorno ritorna in Libia. Un giorno? Un giorno. E adesso voi, lo so, voi che siete maligni e perfidi e malvagi e tanto altro ancora che adesso non sto a scrivere se no ci faccio mattina, voi, dicevo, penserete male: perché ci ha messo così tanto? Avrà mica perso tempo apposta per creare l’emergenza? Per alzare la temperatura del dramma? Per dare tempo a qualche passeggero di crepare in modo da fare contento il signor Edoardo Albinati, di professione “buono”? NOOO!! Niente di tutto questo! Ve l’ho detto che siete cattivi e poi ancora cattivi e malpensanti! E adesso vi faccio sbugiardare di brutto dal signor David Puente, di professione sbufalatore, che abbiamo già avuto l’onore di incontrare.

«Perché la nave Aquarius ha impiegato diversi giorni ad arrivare a Valencia? Il motivo principale era maltempo, il quale ha imposto ad una nave con a bordo centinaia di vite di seguire una rotta più sicura costeggiato la Sardegna, la Corsica e la Francia meridionale. Il 14 giugno si parlava di “onde fino a 4 metri e vento a 35 nodi“.» [che meraviglia quel “centinaia di vite”, eh? Che umanità! Che poesia!]

Ecco perché, razza di delinquenti che non siete altro, che vedete il male perché avete il male negli occhi: c’era maltempo! C’erano le onde! Ha dovuto cambiare rotta! Tipo che devo andare da Rimini a Milano ma fra Modena e Parma l’autostrada è inagibile e anche la strada statale e anche tutte le strade intorno perché c’è nebbia, e allora vado su fino a Verona e poi da lì a Milano, e invece che 3 ore e 12 ci metto 25 ore e 36 (sì, lo so, Percorsi Michelin dice che ci dovrei mettere 5 ore e 02, ma Michelin è pagata da Salvini e dalle multinazionali e dai Poteri Forti e dalle Banche – e non fatemi dire chi c’è dietro alle banche). Dice, ma che onde erano? Onde teribbbili, ve l’ho già scritto là sopra, da tre a quattro metri, dice, e vento a 35 nodi, ossia un po’ meno di 65 chilometri all’ora, ossia mare forza 5. Questo per esempio è un mare forza 10, con onde alte 15 metri e oltre e vento oltre i 100 Km/h

L’imbarcazione tiene botta, nonostante le onde alte quattro volte tanto e il vento a velocità quasi doppia, e nonostante sembri, da quello che si può vedere, ben altra cosa che una rompighiaccio di 70 metri, ma se vi dico che il mare era impossibile vuol dire che era impossibile, e smettetela di tentare di contraddirmi, per la miseria! Che poi c’era anche la benemerita Medici Senza Frontiere, quella che generosamente cura gli ultimi della terra in ogni parte del mondo (come? In cambio chiedono sesso? Dai, non ci posso credere! Loro?! Proprio loro così per bene da avere sposato in toto la causa palestinese – MEDICI SENZA FRONTIERE – e dichiarato guerra a Israele?! No, non ci posso davvero credere. Poi comunque la ONG ha detto che ha bisogno di maggiori informazioni per avviare indagini: e io ingenua che credevo che le indagini servissero per raccogliere informazioni, vedete un po’ che torda che sono!) e anche loro dicono che c’era un mare spaventoso, e quindi smettetela di fare del complottismo da quattro soldi. Che poi per smentire le vostre subdole ipotesi basta dare un’occhiata al tragitto di ritorno della Aquarius:
ritorno Aquarius
da Valenza alla Libia è tutta discesa! Eccerto che ci mette molto meno che all’andata tutta in salita, razza di allocchi che non siete altro!

barbara

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QUELLA FAMOSA POMPA DI BICICLETTA

Quella di Emma Bonino, intendo, con cui si è anche fatta orgogliosamente fotografare mentre pratica un aborto. Recentemente tale signor David Puente, titolare di un blog che si pretende antibufala, ha deciso di scendere in campo per smascherare la “bufala” degli aborti con la pompa di bicicletta. Non è vero niente! proclama accoratamente il nostro: lei non ha praticato quei diecimila e rotti aborti con la pompa di bicicletta, neanche per sogno! Lei stava semplicemente insegnando come si fa a fare un aborto con una pompa di bicicletta, tutto qui. Poi “il contenuto dell’utero” veniva raccolto in un vaso per la marmellata: “Alle donne non importa nulla che io non usi un vaso acquistato in un negozio di sanitari” confida a Neera Fallaci di Oggi, “anzi, è un buon motivo per farsi quattro risate”. E possiamo immaginarle, le risate matte di queste brave donne mentre quell’angelo le aiuta ad assassinare il figlio che portano in grembo. Le aveva insegnato a riderci sopra Adele Faccio, con cui nel 1974 aveva fondato a Milano il Centro Informazioni Sterilizzazione e Aborto, che vanta il record di 10.141 aborti procurati.

Ecco dunque smascherata la “bufala”: oltre diecimila aborti mai smentiti, una pompa di bicicletta per metterli in atto, mai smentita. Quattro risate mentre un individuo vivo veniva trasformato in un individuo morto e buttato in un barattolo di marmellata, hahaha mamma che ridere. Tanto si tratta di nient’altro che di un grumo di cellule. Guardiamolo, dunque, questo grumo di cellule, nelle varie fasi di grumificazione:
sviluppo-del-feto-nel-primo-trimestre 1
E questo è un grumo di cellule di undici settimane, quando ce ne sono ancora due disponibili per praticare legalmente l’aborto:
sviluppo-del-feto-nel-primo-trimestre 2
All’undicesima settimana di gravidanza il bambino misura da quattro centimetri e mezzo a sei centimetri e pesa circa otto grammi; alla fine della settimana la lunghezza del corpo raddoppia. Negli occhi comincia a svilupparsi l’iride e si forma l’orecchio interno. Il bambino è in grado di sbadigliare, succhiare e deglutire. Il fegato, i reni, l’intestino, il cervello e i polmoni sono completamente formati  e cominciano a funzionare. Compaiono le unghie e la peluria sulla testa, mentre il cuore pompa sangue verso tutti gli organi interni.

Ok, l’aborto è legale, e chi decide di praticarlo rivendica il diritto di farlo. Io, da parte mia, rivendico il diritto di chiamare tutti costoro assassini.

PS: di aborto avevo già parlato qui.
PPS: carina la precisazione che “non è un intervento operatorio micidiale per l’utero”: vero: è micidiale solo per il bambino, che infatti non ne esce vivo.
PPPS: quattro risate. Poi mi si venga a parlare dell’atroce dramma di queste povere donne “costrette” ad abortire.

barbara