CHE SE UNO NON LO VEDE NON CI CREDE MICA

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Qui le informazioni.

barbara

 

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MALEDETTI!!!!

Sì, maledetti, maledetti e stramaledetti! Hanno inventato anche le sciechimiche surgelate, pronte per essere velocemente trasportate dove ce n’è bisogno:
s.c.surgelate
D’altra parte c’è per fortuna chi si era già accorto delle sciechimiche prefabbricate e portate in loco già pronte. E perciò sappiatelo, o voi potenze occulte che volete inchimicarci i cieli per farci cadere tutti in vostro potere: NON AVRETE IL NOSTRO SCALPO! Se poi aggiungete che abbiamo dalla nostra parte anche una sublime cantante che si è dedicata anima e corpo a prestare il proprio volenteroso aiuto a Giulietto nostro nello smascherare tutti i terrificanti complotti che quotidianamente vengono orditi dalle forze più oscure, possiamo essere più che certi che no pasaran.

barbara

ISRAELE NOVE (4)

Safed (Zfat) e i cabalisti
Zfat 1

Zfat 2
Zfat 3
Ero già stata in un viaggio precedente, a Zfat, e vi avevamo incontrato un cabalista logorroico e squinternato. Supponendo che quello incaricato di incontrarci fosse un tipico esemplare di cabalista, ne ho dedotto – forse un po’ pregiudizialmente ma senza sentirmene minimamente in colpa – che i cabalisti in genere sono logorroici e squinternati. E per questo nuovo incontro mi aspettavo qualcosa di analogo all’incontro precedente, e invece no: stavolta è stato peggio. Molto peggio. Infinitamente peggio. Incommensurabilmente peggio. Inimmaginabilmente peggio. Perché oltre a una logorrea molto peggiore del precedente, oltre al saltare di palo in frasca, oltre a partire per tangenti che poi non rientravano più, oltre a perdere il filo del discorso senza neppure tentare poi di recuperarlo – probabilmente senza neppure ricordare che quel filo ci fosse mai stato – è toccato sentire autentici deliri. Come quello sulla Shoah, che è stata una cosa giusta e buona perché gli uomini si erano allontanati dalla Torah e quindi era necessario che D.o li punisse, ed era necessario che fosse eliminata tutta quella gente per poi ricominciare con gente migliore. Si fa notare che in realtà i 5/6 degli ebrei spazzati via erano quelli dell’Europa orientale, i più religiosi, i più devoti, i più scrupolosamente osservanti… Risponde no, non è vero, erano osservanti solo nella forma, ma nei loro cuori non c’era alcuna spiritualità. Che a questo punto la domanda ovvia sarebbe: ma tu cosa diavolo ne sai di cosa c’era nei loro cuori?! Ma la risposta, perfettamente adeguata al delirio di questa gente, è altrettanto ovvia: lo sappiamo per il fatto che c’è stata la Shoah. Se i loro cuori fossero stati puri, la Shoah non ci sarebbe stata. La Shoah come prova documentale del fatto che quegli uomini erano peccatori. E gli innocenti colpiti insieme ai reprobi? Qui la risposta è esattamente identica a quella degli stalinisti per le vittime innocenti di purghe e repressioni: quando si abbattono le foreste, le schegge volano. Senza nessuno che abbia un quarto di grammo di buon senso da chiedere ma scusate, qualcuno mi potrebbe spiegare perché diavolo si devono abbattere le foreste? Poi, se fosse gente con cui abbia senso discutere, si potrebbe anche chiedere come mai si sono salvati proprio quelli, come gli ebrei americani, che spesso non erano religiosi neanche formalmente, o quelli che si sono comprati la salvezza con soldi magari non sempre pulitissimi, ma poiché i deliri non sono esattamente il mio forte e il masochismo non compare fra le mie doti più spiccate, non mi è neanche passato per la testa di provare a interloquire. Certo è, si discuteva poi con una compagna di viaggio, che se la logica è quella di distruggere per ricostruire meglio, allora è molto più logico il diluvio: distruggo tutto, ma proprio tutto senza eccezioni, salvo un unico seme, il meno peggio disponibile, e riparto da zero.
Qualcuno ha anche chiesto come la mettiamo con gli arabi, con quel loro etereo vivere di studio e di amore e di armonia eccetera eccetera – intendendo beninteso quegli arabi che hanno come unico scopo nella vita di ammazzarli tutti. E lui è partito con un bellissimo luminoso discorso sull’amore che è contagioso, il bene che è contagioso, se tu fai così poi succede cosà ed elevandosi sempre più sulle vette eteree della sua vaporosa spiritualità fino a quando qualcuno, non ricordo se lo stesso di prima o un altro, ha detto: sì, va bene, ma se gli arabi vi attaccano? Seminare il bene perché fra duecento anni germogli va benissimo, ma se vi attaccano adesso? E lui è ripartito con un bellissimo luminoso discorso sull’amore che è contagioso, il bene che è contagioso, se tu fai così poi succede cosà ed elevandosi sempre più sulle vette eteree della sua vaporosa spiritualità e, ovviamente, senza dare alcuna risposta al cosa fare se un arabo ti aggredisce con un coltello per farti fuori.
Insomma, un altro articolo della serie “se lo conosci lo eviti”.
Detto questo, la cittadina di Zfat è un autentico gioiello, e se state attenti a non fare brutti incontri, vale davvero la pena di visitarla.

barbara

RACHITISMO

Il rachitismo è una grave e invalidante malattia delle ossa, che colpisce prevalentemente i bambini. Può determinare alterazioni del bacino (cosa che in passato ha provocato un alto tasso di mortalità tra puerpere e feti al momento del parto), asimmetrie del cranio, ritardo e deficit nella crescita, difetti nella struttura dei denti. Sintomo frequente è il dolore osseo, oltre a tutte le difficoltà che le malformazioni creano nella vita quotidiana.
La causa principale del rachitismo è di natura alimentare, ossia la carenza di vitamina D, responsabile dell’assorbimento del calcio nell’intestino e del suo fissaggio nelle ossa, carenza che nel bambino provoca appunto il rachitismo, e nell’adulto l’osteomalacia. La vitamina D si trova nei pesci grassi, nel latte e nei latticini, e nelle uova.
Fino a qualche decennio fa capitava abbastanza spesso, andando per strada, di poter godere dello spettacolo di questi esseri deformi, storti e contorti, che trascinavano faticosamente i loro miseri corpi. Poi è successo che l’accresciuto benessere (ah, il maledetto capitalismo!) ha messo a disposizione di un sempre crescente numero di persone cibi di origine animale, e il popolo vi si è sconsideratamente buttato sopra, facendo così sparire questo ameno fenomeno. Ma niente paura: grazie alla benemerita setta dei vegani, che allattano perfino i neonati col famigerato e puzzolente latte di soia, molto presto torneremo a godere dello spettacolo di gambe che formano cerchi pressoché perfetti (o parentesi contrapposte), corpi più contorti di un ulivo di montagna, piedi che non possono sorreggere il corpo, donne impossibilitate a partorire, bambini che non si possono toccare altrimenti attaccano a urlare dal dolore.

Parlando seriamente, io credo che i vegani, e soprattutto i propagandisti di questo delirio, andrebbero processati per crimini contro l’umanità: fra lo sterminio delle generazioni presenti e quello delle generazioni future, faccio davvero fatica a vedere differenze. O la galera, o il manicomio criminale, fate un po’ voi. L’importante è non lasciarli a piede libero (poi magari se hai un po’ di tempo vai anche qui)

veganamenti
barbara

PER ME È PERVERSIONE. DELIRIO. PSICOPATIA ALL’ULTIMO STADIO

Alcuni giorni fa ha fatto scalpore la notizia che Marius, una giraffa dello zoo di Copenhagen, era stata uccisa e poi sezionata e data in pasto ai leoni. Ne ho accennato anch’io, senza conoscere assolutamente niente del contesto. E non avrei dovuto. Poi ho trovato un post che spiega esattamente la situazione, che spiega le ragioni per cui sono state scartate tutte le soluzioni alternative. Un post pacato, non di pancia ma solo di testa. In cui la titolare del blog – che in campo animale non è una pincapallina qualsiasi – non prende posizione, non dà ragione allo zoo, non dice che ha fatto bene a fare quello che ha fatto: semplicemente spiega perché è stato fatto.
Si può non essere d’accordo. Si può non essere convinti che quelle ragioni siano ragioni valide. Si può disapprovare sia l’operato dello zoo che il post in questione. Quello che non si può fare è ciò che è stato fatto in molti degli oltre 200 commenti che seguono il post. A parte il solito scatenamento dei cinquanta milioni di commissari tecnici che abbiamo in Italia che sanno perfettamente come si fa a far vincere la squadra (tipo “se si vuole le soluzioni si trovano”, senza, beninteso, essere in grado di proporne una di attuabile, e senza essere in grado di contestare ragionatamente gli argomenti con cui le alternative erano state scartate), a parte questo, dicevo, in questi commenti è stato chiamato in causa Hitler. È stato chiamato in causa il Mein Kampf. È stata chiamata in causa Auschwitz. La titolare del blog è stata chiamata nazista. È stata chiamata idiota. Per quattro volte un commentatore, prima di essere bannato, le ha augurato di venire stuprata. A uno che aveva apprezzato quanto scritto è stato detto: “Spero che i suoi nipoti tra qualche anno vengano da lei con il colpo in canna come hanno fatto i danesi con la giraffa. Così magari in quel momento capirà la differenza tra la necessità e la morale”.
A me, sinceramente, questa gente fa paura: persone che in nome del loro presunto amore per gli animali trovano ragionevole augurare stupri e assassini (e augurano a Caterina di crepare per salvare il pesce rosso) non mi sembrano molto diversi da quelli che sono pronti a uccidere in nome della lotta proletaria o della causa dell’islam. Sono o di un cinismo sconfinato, incapace perfino di concepire il rispetto e la morale, o estremisti invasati capaci di qualunque crimine in nome della propria ideologia, ed esattamente come le brigate rosse o gli estremisti islamici, sono un pericolo per l’umanità.
Un’altra cosa che non saprei se definire tragica o comica – ma sicuramente la posso definire grottesca – è quella di mettere sul banco degli imputati la nostra “visione antropocentrica”. No, scusate, ma che altro cavolo di visione dovremmo avere? Formicocentrica? Lombricocentrica? Topogigiocentrica? Che poi uno magari ci potrebbe anche pensare su, se almeno un lombrico avesse la cortesia di farci sapere quale diavolo sia la sua visione. Poi resta da chiedersi se, per par condicio, chiederemo al leone di assumere una visione gazzellocentrica. La diagnosi, chiaramente, è quella che ho enunciato nel titolo: perversione, delirio, psicopatia all’ultimo stadio.
Naturalmente poi – quasi superfluo dirlo – molti di questi animalisti integralisti sono di quei bei tipi che si tengono il gatto in casa, depredandolo della sua vita naturale, condannandolo a una prigione “fine pena mai”, nutrendolo con degli assurdi croccantini o con scatolette di carne di animali macellati apposta per nutrire gli animali degli animalisti. E spesso sterilizzati (la sterilizzazione, essendo un intervento che si effettua introducendo uno strumento in un corpo vivo, è una vivisezione a tutti gli effetti: lo sapevate? Ci avevate mai pensato?).

Comunque, se volete leggere il post e i relativi commenti, li trovate qui. E concludo con un breve articolo di Giulio Meotti.

Gli animalisti sono pericolosi

In nome della “compassione”, la Danimarca ha proibito la macellazione rituale ebraica kosher. Il ministro dell’Agricoltura Dan Jørgensen lo ha spiegato così: “I diritti degli animali vengono prima della religione”. E’ la stessa Danimarca che si è posta l’obiettivo di diventare per il 2030 una “nazione senza bambini Down”, tramite un progetto eugenetico di selezione della specie. Come la Spagna zapaterista, che estendeva ai gorilla i diritti umani ma intanto abortiva 16.133 bambini in cinque anni perché portatori di qualche forma di handicap. Come il super animalista Peter Singer, che vuole uccidere i neonati emofiliaci e disabili. Tutti degni eredi di un altro animalista, anti-vivisezionista, salutista e progressista vissuto settant’anni fa e raccontato qui. Leggendo la Danimarca mi tornano in mente le parole di un grande rabbino, Yerucham Levovitz, che visitando Berlino tra le due guerre vide animali domestici vestiti con pantaloni e pullover. Il rabbino commentò: “In un posto in cui trattano gli animali come se fossero esseri umani, massacreranno esseri umani come se fossero animali”.

barbara

QUALCUNO ME LA SPIEGA?

SPUGNE SUPERFICI DELICATE

PROPRIETÀ: grazie al suo spessore trattiene meglio la schiuma e permette di pulire in profondità ma delicatamente stoviglie preziose, pentole antiaderenti, superfici delicate. Non trattiene residui e cattivi odori. Ideale per stoviglie in porcellana, pentole antiaderenti e smaltate, plastica e vetro.

MODALITÀ D’USO: utilizzare con il normale detersivo. Risciacquare bene dopo ogni utilizzo.

ATTENZIONE: non utilizzare su superfici fragili come le superfici antiaderenti o vetroceramica. Per verificare che non graffi, si consiglia una prova in un angolo o in un punto nascosto.
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barbara