IDROSSICLOROCHINA: PERCHÉ FUNZIONA? PERCHÉ NON FUNZIONA?

Riprendo, con maggiore documentazione, il tema emerso qui, con la polemica (nei commenti) sull’efficacia dell’idrossiclorochina. E inizio facendo parlare il professor Cavanna

Luigi Cavanna: «Con cura precoce di idrossiclorochina a casa, solo 5% ricoveri per Covid-19»

Luigi Cavanna primario di oncoematologia all’ospedale di Piacenza, ha affermato in diretta televisiva che con l’assistenza domiciliare si può ridurre al 5% il numero dei ricoveri per Covid-19 sul totale dei pazienti trattati. Tutto ciò a patto che si intervenga nella fase iniziale della malattia. Il video, stralciato dalla trasmissione “Fuori dal Coro“, condotta da Mario Giordano, è stato postato sulla propria pagina social da Matteo Salvini, il quale ha invitato ad ascoltare la testimonianza, chiedendo al Governo di essere ascoltato per evitare il sovraccarico degli ospedali.

In sintesi Cavanna ha affermato, come si evince dal filmato, che l’assistenza domiciliare ha dato e sta dando tuttora risultati, perché «Covid è una malattia virale e lascia il tempo di intervenire precocemente a domicilio prima che i pazienti si aggravino ed arrivino al pronto soccorso». Covid non è un infarto e neanche un ictus «di cui una persona si ammala mentre sto parlando con lei», ha detto il medico piacentino a Giordano sottolineando anche la grandissima quantità di altre patologie che la vicenda del virus, mediaticamente parlando, ha fatto scivolare in secondo piano.

I malati che arrivano al pronto soccorso – ha proseguito il clinico – «hanno tutti una storia, ripeto tutti, di 7, 10, 15 giorni di febbre, tosse, mancanza d’aria, quindi: perché non intervenire precocemente a domicilio con un trattamento adeguato?».

Da qui è nato il cosiddetto “modello Piacenza“, che prevede l’ecografia del torace e la diagnosi di un’eventuale polmonite con ecografi palmari portatili. A seguire si lasciano al paziente un saturimetro, i farmaci e poi si prosegue con un controllo costante delle sue condizioni da remoto.

«Con questo modello abbiamo seguito a casa centinaia di pazienti con un tasso di ricovero inferiore al 5%», ha dichiarato Cavanna.

«Le cure sono a base di cosa?, ha chiesto allora Giordano. «Nei primi tre mesi, Marzo-Aprile-Maggio, – ha risposto il primario – avevamo a disposizione un farmaco che in questo momento è al centro di polemiche e si chiama idrossiclorochina. Usato precocemente funziona, ha proseguito Cavanna, «però deve essere utilizzato precocemente», ha sottolineato di nuovo.

«Gli studi pubblicati attraverso i quali l’Oms ed Aifa hanno tolto l’idrossiclorochina – ha concluso – si riferiscono a pazienti ospedalizzati, quindi a categorie di pazienti con malattia molto più avanzata o tardiva rispetto ai malati curati a casa».

Ma perché l’idrossiclorochina funziona allo stadio iniziale della malattia e non negli stadi successivi? Un’interessante ipotesi scaturisce da alcune osservazioni del dottor Mazzanti, che insieme al professor Cavanna sta cercando di approfondire questa importante questione.

Ultimamente, con l’arrivo della pandemia da Coronavirus, si è parlato anche sui quotidiani nazionali, precisamente da Milena Gabanelli in Database del Corriere della sera, del ruolo dello Zinco (di cui l’olio di semi di canapa è particolarmente ricco, tant’è che stato citato nell’articolo) nel corretto funzionamento delle nostre difese immunitarie. Lo Zinco è infatti naturalmente correlato alla nostra  immunità ed il suo potenziale antivirale è noto da decenni. Il fatto che la disgeusia [distorsione o abbassamento del senso del gusto] e l’anosmia [perdita dell’olfatto], caratteristici sintomi dell’infezione da Coronavirus, siano anche quelli della carenza di Zinco rende suggestiva l’ipotesi che il Covid-19 possa utilizzare una deplezione o almeno un iperconsumo di Zinco per eludere le nostre difese naturali. Le ultime osservazioni si stanno concentrando principalmente sul meccanismo d’ingresso del patogeno. Inutile dire che se l’organismo si trovasse già in carenza di tale oligoelemento, l’equazione sarebbe già risolta in partenza. Invece quello che più ha colpito negli ultimi giorni (e che ci ha richiamato alla mente il paziente numero uno di Codogno, suo malgrado, con tutte le cautele possibili), è l’elevatissimo numero di casi registrato negli sportivi professionisti o “amatoriali estremi”, che sicuramente sono tra gli individui più controllati sotto ogni profilo, in primis quello nutrizionale. Sarà un caso che questa categoria sia soggetta molto più del normale a una rilevante perdita di Zinco con la sudorazione? Infine un ragionamento sull’utilizzo dell’idrossiclorochina… l’esperienza sul campo del Prof. Luigi Cavanna, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Ospedale di Piacenza (94 casi di Covid-19 trattati a domicilio con 94 guarigioni…), che purtroppo non ha trovato ancora spazio sulle riviste scientifiche anche perché il medico è stato sempre impegnato in prima linea, ha dimostrato l’efficacia del farmaco nelle prime fasi della malattia. Possiamo pensare, visto che il meccanismo di azione dell’idrossiclorochina consiste proprio nel trasporto dello ione Zinco all’interno della cellula,  che il farmaco diventi inefficace quando di Zinco da trasportare non ce ne sia  più?
Dott. Roberto Mazzanti

Riepilogando: lo zinco ha una importante funzione nella difesa immunitaria; l’idrossiclorochina agisce trasportando lo zinco all’interno della cellula, che grazie a ciò si difende molto meglio dall’attacco del virus; il virus potrebbe agire eliminando lo zinco, che gli impedisce di attaccare la cellula; quindi se l’idrossiclorochina viene somministrata nelle fasi iniziali della malattia, trasporta lo zinco disponibile all’interno della cellula e riesce così a bloccare lo sviluppo della malattia, mentre se viene somministrata quando la malattia è in fase avanzata, l’idrossiclorochina non trova più zinco da trasportare nella cellula, e diventa pertanto inefficace. Come già è stato detto più sopra, gli studi sono stati effettuati in ospedale, ossia su pazienti a uno stadio avanzato della malattia, e per questo non hanno dato alcun risultato positivo.
A quanto ho sentito, l’idrossiclorochina non è stata vietata, ma è stata tolta dai protocolli, vale a dire che il medico può utilizzarla, ma a suo rischio e pericolo, nel senso che se a un paziente, successivamente alla sua somministrazione su iniziativa del medico, succede qualcosa, di qualunque genere (un infarto, un tumore, una caduta dal letto…) il paziente, o i parenti se lui decede, possono denunciare il medico – e se pensiamo che non solo ci sono genitori che, per la grande gioia degli avvocati, presentano denuncia e chiedono risarcimenti per il figlio “diventato” autistico in seguito a un vaccino (cioè all’età in cui l’autismo viene SEMPRE rilevato, con o senza vaccino), ma addirittura ci sono persone che denunciano i produttori di sigarette per il cancro emerso dopo quarant’anni di fumo accanito, è facile capire che non sono molti i medici disposti a rischiare.
Poi magari aggiungo, in merito alla guerra contro l’idrossiclorochina, che una confezione che basta per due settimane costa una manciata scarsa di euro. Ma sono sicura che questo non ha avuto alcun peso nel rifiuto di prenderla seriamente in considerazione da parte di chi deve prendere le decisioni.

barbara

OGGI PARLO DI SCUOLA

Martedì scorso ho trascorso sei ore dentro un seggio elettorale, ossia una scuola. Elementare, per la precisione. Avevo da fare, mi era stato chiesto di raccogliere i dati dello spoglio, e giostravo tra cinque sezioni, ma avevo anche del tempo libero, tra un dubbio e l’altro degli spogliatori (- Secondo te questa è valida? – Ssss-sì, però – Mmmm-no, però – L’intenzione però si capisce – Sì, ma non è scritta in modo regolare – Ma l’intenzione di voto è chiara – Ma doveva segnarlo sopra – Però è sul partito giusto – Vabbè, vado a chiederlo al presidente dell’altra sezione che lui ste cose le sa meglio). Tempo per guardarmi intorno. Per leggere. I regolamenti, per esempio, affissi dappertutto. Igienizzare le mani prima di entrare in classe, igienizzare le mani dopo avere fatto questo, igienizzare le mani prima di fare quest’altro, igienizzare le mani quando, igienizzare le mani se… E poi tutte le frequenti “sanificazioni”, e poi miliardi di regole su tutto. Per dare un’idea, ho trovato in rete questo tetraicosalogo.

Back to school [ma dire ritorno a scuola pareva brutto?]: le 24 regole anti-Covid che ti salvano la vita [bum!]

Di Veronica Adriani. 11 Settembre 2020

Le 24 regole per prevenire la diffusione del Covid: ecco cosa fare e cosa non fare quando tornerai a scuola a settembre

RITORNO A SCUOLA

Regole anti-covid per un rientro a scuola in sicurezza — Fonte: Istock

In previsione del ritorno a scuolaOrizzontescuola ha elaborato una lista di 24 consigli per prevenire la diffusione del Coronavirus sulla base del regolamento di prevenzione e contenimento della diffusione del SARS-COV-2.
Queste regole si aggiungono alle misure che i singoli istituti stanno prendendo in questi giorni, come i tamponi rapidi o le misure adottate se non usi la mascherina. Nel frattempo la ministra Azzolina ha fatto sapere che sono previsti test sierologici a campione per gli studenti nel corso dell’anno.
Di seguito riportiamo quindi le 24 regole da seguire una volta tornati in classe. 

REGOLE PER LA PREVENZIONE DELLA DIFFUSIONE DEL COVID-19 

Ecco 24 consigli da seguire per prevenire la diffusione del virus:

  1. Misura la temperatura prima di uscire di casa. Se supera i 37,5°C oppure se hai sintomi influenzali, resta a casa, avvisa i genitori e chiamate il medico di famiglia.
  2. Installa sul tuo smartphone IMMUNI e ricordati di avvisare la scuola se hai avuto contatti sospetti con possibili positivi [NOTA: non se sei andato a trovare la zia che due giorni dopo si è ammalata e che quindi sicuramente in quel momento era già contagiata e contagiosa, no: se hai avuto contatti “sospetti” (se qualcuno poi volesse cortesemente spiegare cosa diavolo sono dei contatti “sospetti”… Sarà mica per caso qualcosa come la “relazione impropria” di Clinton con la stagista? Boh) con “possibili” positivi: ma mastodontiche teste di cazzo, cosa cazzo è un possibile positivo? Uno che potrebbe avere avuto un contatto sospetto con un altro possibile positivo? Ma quanta merda vi siete infilati nel cervello per riuscire a partorire una simile cloaca?!].
  3. Metti sempre nello zaino una mascherina chirurgica di riserva, un pacchetto di fazzoletti monouso e un flaconcino di gel disinfettante per uso personale.
  4. Sui mezzi pubblici indossa la mascherina e mantieni la distanza di 1 metro dagli altri [posso fare una grassa risata?].
  5. Cambia la mascherina ogni giorno oppure quando diventa umida. Attento a non danneggiarla o appoggiarla su superfici non disinfettate.
  6. Cerca di arrivare a scuola tra le 7:45 e le 7:55 già indossando la mascherina. Evita un anticipo eccessivo per non provocare assembramenti.
  7. L’entrata a scuola è dalle 7:48. Raggiungi rapidamente la tua classe senza sostare nei corridoi. Il personale scolastico potrebbe chiederti nuovamente di misurare la temperatura.
  8. Raggiungi il banco e sistema sulla sedia il giubbotto e gli altri effetti personali sotto il banco. Togli la mascherina solo in presenza dell’insegnante, una volta al banco [questa della presenza non l’ho capita].
  9. Indossa la mascherina ogni volta che non sei sicuro di poter mantenere la distanza di 1 metro dagli altri (insegnanti, compagni di classe…).
  10. Durante la lezione puoi chiedere agli insegnanti di uscire dall’aula solo per andare in bagno. Prima di uscire metti una spunta sul tuo nome nell’elenco affisso vicino sulla porta dell’aula [?].
  11. Ogni locale della scuola va arieggiato aprendo le finestre almeno ad ogni cambio d’ora oppure durante la lezione su indicazione dell’insegnante.
  12. Durante la giornata igienizzati più volte le mani, soprattutto dopo aver toccato oggetti di uso comune.
  13. Resta all’interno del settore a cui è assegnata la tua classe, spostandoti solo se necessario.
  14. Vai in giardino durante l’intervallo previsto per il tuo settore.
  15. Rispetta il distanziamento fisico fuori dall’aula servendoti dell’apposita segnaletica. Non intralciare il passaggio nei corridoi.
  16. Per andare in palestra e nei laboratori, utilizza la mascherina e rispetta le distanze.
  17. Fai lo stesso all’interno di palestra e laboratori.
  18. Alla fine delle lezioni in aule diverse dalla tua, disinfetta gli oggetti utilizzati.
  19. Puoi toglierti la mascherina durante le attività sportive, ma mantenendo una distanza di almeno due metri dagli altri.
  20. Porta con te due sacche per lo sport: una con gli oggetti che ti serviranno e una vuota per riporli alla fine dell’attività.
  21. Segui le indicazioni dei docenti in palestra e negli impianti sportivi: accedi agli spogliatori a gruppi di 4-5.
  22. Negli spogliatoi lascia i tuoi effetti personali in corrispondenza del numero indicato dal tuo insegnante.
  23. Quando suona la campanella, resta al tuo posto, indossa la mascherina, riprendi le tue cose e aspetta il tuo turno per uscire. Esci dalla scuola rispettando le uscite previste per il tuo settore, senza sostare negli spazi comuni.
  24. Se avverti sintomi influenzali, avvisa i tuoi professori, che ti accompagneranno in un’aula vicina dove attenderai l’arrivo dei tuoi genitori che ti riporteranno a casa. Una volta a casa, avvisate il medico di famiglia. (qui)

Manca il divieto di scambiare coi compagni matite penne gomme elastici fogli vocabolari e qualunque altro oggetto, che ho letto da alte parti. E mi chiedo: ma c’è qualcuno che si renda conto che stiamo annientando le difese immunitarie di un’intera generazione, ossia che li stiamo assassinando? Letteralmente: con l’igiene assoluta come quella imposta è impossibile il formarsi degli anticorpi, ossia delle difese immunitarie, e il primo batterio in cui tutte queste vittime di una follia delirante inciamperanno – perché non c’è niente da fare, i batteri esistono e prima o poi ci inciampi – il batterio li ucciderà. Io comunque di pericoli non ne corro: non ho mai usato un “igienizzante”, tranne le pochissime volte in cui mi è stato imposto, con severo controllo che lo facessi a dovere, all’ingresso di qualche esercizio, non mi sono lavata le mani una sola volta più del consueto, ossia quando sono sporche, quando vado in bagno e quando devo maneggiare il cibo, mi sono regolarmente infilata le dita in naso occhi e bocca – non necessariamente in quest’ordine e non necessariamente nella stessa seduta – il tutto per tutta la durata dell’epidemia, e per questo ho goduto per tutto il tempo di ottima salute, e ancora continuo a goderne (più o meno come in Somalia, dove sono stata l’unica a mangiare abitualmente verdura cruda, evitata da tutti come la peste in quanto possibile veicolo di infezioni intestinali, e fra tutti i colleghi sono stata quella che ha sofferto meno problemi intestinali di tutti, perché, a differenza di loro, mi sono fatta una vagonata di anticorpi). E leggo poi questa testimonianza.

Rosalba Diana

Dalla bacheca di un amico :

Cito un docente e che Dio stramaledica chi ha organizzato questa colossale presa per culo:
<<È questo che volete per i vostri figli ?
Gli sguardi preoccupati degli alunni mi tolgono il sonno:
“Prof. ma fino a quando ci saranno queste regole?”.
“Prof. posso alzarmi, sono 4 ore che non mi muovo, mi fa male la schiena..”
Si Dario. Puoi alzarti. Ragazzi! Mettete tutti la mascherina. Dario si alza, ma non può andare in giro per la classe. Fermo. In piedi… Ci guardiamo da dietro la mascherina ed io mi vergogno come un ladro per essere lo “sgherro” che gli impedisce di vivere e respirare. “Dario vai in bagno”. Non mi scappa.
Gli occhi cerchiati di stress. “Lo so. Vai lo stesso, mi sembri stanco, fai due passi”. “Grazie prof.”.
Che vergogna.
Gli alunni sono turbati, spaventati. Queste figure asettiche poi che entrano una volta all’ora a spruzzare ovunque “nebbie” disinfettanti.. il terrore di toccare, anche accidentalmente, il compagno… sollevano lo sguardo.. “Mi scusi”…
Agamben qualche mese fa parlava di Requiem per gli studenti. Ci siamo per davvero. Salvare questi ragazzi è responsabilità di Docenti e Genitori. Dalle Istituzioni possono arrivare solo pagine e pagine di Protocolli da applicare. Siamo al 17 settembre. Non reggono. Nessuno regge nella scuola. Il personale ATA è stanco, nervoso. I docenti, quelli normali, pure. Gli studenti si muovono all’entrata e all’uscita come piccoli automi. Qualcuno urla “Le distanze! Rimettiti la mascherina!”. Per il resto tutto è immobile.
Qualcosa – docenti, alunni.. – morirà in noi durante questo periodo infernale. A Verona, un bambino che ha portato per ore la mascherina è svenuto e ha sbattuto la testa sul banco. I media hanno oscurato questa notizia.>> (cit.)

Li stanno massacrando. Li stanno uccidendo. E gli stanno facendo il lavaggio del cervello per convincerli che questa tortura è per il loro bene. Un’intera generazione di alienati, che finirà molto male.
Però adesso tiratevi su, che arriva una buona notizia: la scuola si occupa anche di cose serie e di grandissima utilità; anzi, se ne stava già occupando lo scorso aprile, quando marciavamo sul mezzo migliaio di morti covid al giorno. Guardate un po’ che bello!

Che se poi, Lombroso docet, pensiamo che il promotore ha questa faccia qui

si spiegano parecchie cose. E se pensiamo, oltretutto, che questa canzone non ha MAI avuto alcunché a che fare coi partigiani, ennesima fabbricazione farlocca della sinistra, abbiamo il quadro completo.
E poi vai a leggere anche qui, dopodiché possiamo tranquillamente spararci.

AGGIORNAMENTO:

qui

barbara