ANCORA SUL CONFINE CON GAZA

Molte sarebbero le cose da mostrare, i documenti, le testimonianze, le dichiarazioni, le falsità piene di odio anti ebraico e anti israeliano che urlano da tutti i nostri mass media. Ma non mi piace intasare il blog con decine di post che poi nessuno leggerebbe, e quindi devo scegliere. Per oggi ho scelto due brevi pezzi di Giulio Meotti.

Sono incredibili i resoconti su cosa pianificava Hamas nel caso in cui avesse rotto il confine di Israele. I capi del terrore volevano conquistare i kibbutz al confine. Lo ha riferito la tv Hadashot. “Ismail Haniyeh parlerà a Nahal Oz, Khalil al-Hayya a Kfar Aza e (il leader palestinese della Jihad islamica) Nafed Azzam a Be’eri,” Hadashot ha citato le istruzioni palestinesi. “Poi inizieranno le celebrazioni in tutta la Palestina”. Ai manifestanti era stato detto che i trattori avrebbero cercato di abbattere il recinto, che dovevano armarsi con “un coltello o una pistola” e avevano mappe dettagliate delle comunità israeliane verso cui i palestinesi sarebbero stati incoraggiati a precipitarsi. Il colonnello Kobi Heller, comandante della brigata meridionale, ha detto che il rapporto corrisponde alle loro informazioni militari. “Alla fine, tutte le persone che si avvicinano alla recinzione lo fanno sotto la direzione di Hamas”, ha detto. Ha aggiunto che la leadership di Hamas era assente durante le violenze di lunedì. “Avevano paura”. Akhsan Daksa, comandante della settima brigata corazzata, ha detto a Hadashot: “Ho combattuto nella Seconda Guerra del Libano, nella Operazione Protective Edge (la guerra del 2014 a Gaza). C’era violenza qui come in un campo di battaglia”. Daksa, che parla arabo, ha comunicato con alcuni dei manifestanti oltre il confine, “a cinque metri di distanza”. Gli hanno detto: “Stiamo andando a Nahal Oz. Le preghiere di oggi si terranno lì “. Heller ha aggiunto: “Se non avessimo protetto il confine questa settimana, Hamas, la Jihad islamica e altri si sarebbero infiltrate nelle comunità”. Ecco, ora io penso una cosa: perché la comunità internazionale, i media, hanno applaudito e difeso un tentativo di invasione del territorio di Israele e il massacro che ci sarebbe stato se l’eroico esercito israeliano non avesse tenuto? Non ho parole. Però ho una foto. Sono Matan e Noam. Avevano cinque e quattro anni. Vivevano in un kibbutz, Metzer, come quelli che stanno di fronte a Gaza. I terroristi palestinesi li hanno uccisi nei loro letti. Nessun giornale pubblicò le loro fotografie. Altri bambini israeliani avrebbero fatto la stessa fine lunedì se i terroristi non fossero stati fermati.
Matan e Noam
Questo video lo dedico ai media che hanno detto il falso, ai paesi europei che al Consiglio dei diritti umani di Ginevra hanno appena votato contro Israele e a quei trogloditi che in questi giorni hanno sbavato antisemitismo. Guardate cosa è successo lunedì dal punto di vista palestinese. Era territorio di guerra. Come vi sareste sentiti se oltre quella rete ci fossero stati i vostri figli? Perché sì, lì dietro c’è un villaggio israeliano. L’incapacità che abbiamo visto di ammettere che Hamas è responsabile di ogni goccia di sangue versata sul confine di Gaza incoraggia la loro violenza e l’uso di scudi umani. E li rende complici in ulteriori spargimenti di sangue.

Questi video, a noi, non li passa clandestinamente qualche misterioso servizio segreto: sono pubblici, li può vedere chiunque. E dunque la domanda è: quanta malafede, quanta falsità, quanto odio, quanto marciume, quanto putridume ci vuole, da parte di politici e giornalisti, per gridare alla strage da parte dell’esercito israeliano, alla carneficina, al bagno di sangue, per invocare inchieste e sanzioni, per chiamare nazisti gli israeliani e non chi, oggi come ieri, dei nazisti persegue lo stesso identico programma contro lo stesso identico obiettivo?

barbara

Annunci

DI OPINIONI E DI ALTRE STORIE

C’è libertà di opinione, siamo in democrazia ho il diritto di esprimere la mia opinione, io resto della mia opinione, ognuno ha il diritto di avere la sua opinione, la mia opinione vale quella di chiunque altro… È uno dei mantra più gettonati del momento, questo della libertà di opinione e dei diritti che ne conseguono. E siamo tutti più o meno d’accordo, naturalmente. Ma il punto è: che cos’è un’opinione? Perché ad ascoltare quanto si sente in giro, sembrerebbe che sul concetto di opinione non ci siano idee troppo chiare e io vorrei, appunto, fare un po’ di chiarezza.

Diciamo allora che possiamo chiamare opinione tutto ciò che pensiamo su qualcosa per cui non esiste vero/falso, giusto/sbagliato. Per esempio Maria è simpatica antipatica divertente noiosa brillante insulsa. Se io faccio una di queste affermazioni potrà succedere che Tizio replichi “sono d’accordo”, Caio “io invece no” e Sempronio “sì, però”; sicuramente nessuno potrà dirmi che non è vero, o che sbaglio. Ogni tanto qualcuno tenta di convincermi che Quasimodo, e perfino Luzi sono dei poeti, o addirittura dei grandi poeti (ma l’aggettivo è solo un dettaglio: è il sostantivo che trovo la cosa più assurda di questo mondo), ma per quanti argomenti mi portino, si tratta sempre di impressioni soggettive dei miei interlocutori, che non possono scalfire la mia personale impressione che si tratti di due ammucchiatori di parole – e non parliamo di chi ritiene profonde le svagate ammucchiatine di parole di Alda Merini (“ci sono donne e poi ci sono le Donne Donne”. Naturalmente tutte quelle che citano questa cagata pazzesca sono fermamente convinte di essere delle Donne Donne, e probabilmente altrettanto convinte che “Donne Donne” voglia dire qualcosa).
Ma se io dico che Maria è ladra, è un’opinione? Se è simpatica a me e antipatica a Caio, possiamo tranquillamente dire che Maria è contemporaneamente simpatica e antipatica; ma può essere ladra e contemporaneamente non essere ladra? No, naturalmente, le possibilità sono due: o è ladra o non è ladra, tertium non datur. E se è ladra, il mio dovere di cittadina è di andarlo a dire ai carabinieri, non di strombazzarlo sui social. Se invece non lo è, il mio dire che lo è non si chiama opinione, bensì calunnia e diffamazione, e abita nel codice penale.
Stabilito questo, posso dire che l’opinione che la terra sia sferica non mi convince e che io ho un’opinione diversa? Posso dire che l’opinione che la terra giri intorno al sole mi sembra assurda, dal momento che vedo benissimo, coi miei occhi che non hanno il minimo difetto, che la terra è ben ferma sotto i miei piedi e che è, al contrario, il sole che la mattina presto viene su da sottoterra a est e poi si alza andando verso sud eccetera eccetera? Naturalmente non è tecnicamente impossibile che io lo dica ma, se lo dico, chiunque sa che sono o ignorante, o idiota, o pazza. Quartum non datur.

Un qualche filosofucolo da strapazzo, poco desideroso di compiere gli sforzi necessari per giungere alla conoscenza della verità, si è inventato la bella teoria che la verità non è conoscibile, o che addirittura non esiste – un’uva che per sua natura non maturerà mai, insomma, e quindi non è perché io sia incapace di raggiungerla che non la posso mangiare, bensì per una sua intrinseca impossibilità. E naturalmente ha trovato vasto seguito, e da un ragionevole “non tutto, almeno per il momento, si può sapere”, è stato fatto il comodo salto “la verità non esiste, la verità non può essere conosciuta”.
Naturalmente ci sono situazioni in cui la verità non si conosce. Come per esempio il caso di JonBenét Ramsey, che da quando è in grado di connettere si sente dire dalla madre, piccola reginetta di bellezza semifallita, “Ricordati: nella tua vita avrai un solo nemico: la cellulite”, e per salvarla dal nemico, la piccola JonBenét non conoscerà mai il sapore di una caramella; mandata all’età dell’asilo, dalla suddetta mammina, a fare sfilate truccata, permanentata, in abbigliamenti e pose, diciamo così, ambigui. All’età di sei anni viene violentata, torturata e strangolata in casa, dove si trovano unicamente il padre e la madre, oltre al fratello, bambino anch’egli. Non ci sono segni di effrazione; sulla neve alta intorno alla casa a quanto pare non si rinvengono impronte; a trovarla è il padre, in una stanza dell’interrato di cui neppure la domestica conosceva l’esistenza perché, spiega, la casa è costruita in modo così complicato che nessuno che non ne conosca dettagliatamente la pianta riuscirebbe a trovare tutte le stanze. La trova e, nonostante sia sicuramente morta e già completamente fredda e rigida, immediatamente la toglie di lì, la porta di sopra, le toglie il nastro adesivo che le chiude la bocca, elimina tutto ciò che potrebbe portare all’assassino. Quando poi arrivano i poliziotti nella ricchissima villa di questo uomo ricco e noto, pasticciano ulteriormente, spostano cose, tutti toccano dappertutto. Ecco, alla fine l’inchiesta è stata archiviata perché proprio non c’era modo di arrivare a scoprire chi mai potesse essere l’assassino violentatore pedofilo torturatore. Ed effettivamente il caso è talmente complicato che né io né voi, neanche con la più sfrenata immaginazione, potremmo riuscire a farcene un’idea. Però la verità, anche se nessuno di noi la conosce, né la sospetta, c’è. Il pedofilo c’è. L’assassino c’è.
A parte questi casi complicatissimi in cui la verità sfugge, ci sono poi tutti gli altri in cui non sfugge affatto: la terra è sferica è un fatto non confutabile e non dubitabile. La terra gira intorno al sole è un fatto non confutabile e non dubitabile. Le camere a gas non sono “la verità ufficiale propagandata dai vincitori”, come afferma l’ineffabile Piergiorgio Odifreddi (l’ateo militante che si emoziona e si genuflette quando gli telefonano facendogli credere che sia il papa):  sono un fatto non confutabile e non dubitabile; il fatto che ci siano persone che ne negano l’esistenza non le rendono una questione controversa. Queste realtà non possono essere fatte oggetto di dubbio filosofico – e del resto “dubito di tutto” non è una contraddizione in termini dal momento che non ho il minimo dubbio sulla necessità di dubitare di tutto e sul fatto che lo sto facendo?

E vengo al punto (sì, certo, c’è un punto: non si era capito?): sui vaccini ci sono verità certe? La risposta è sì. Sono sicuri? Sì. I danni che possono provocare (non esiste niente al mondo che non possa provocare danni) sono enormemente inferiori a quelli causati dalle malattie da cui ci difendono? Sì. Contengono metalli pericolosi? No. Un neonato è troppo piccolo per essere sottoposto ai vaccini? No: al contrario, è troppo piccolo per poter affrontare senza danni le malattie che potrebbe contrarre se non fosse vaccinato. Sei vaccini tutti insieme non sono troppi? No: l’unica differenza tra farli insieme e farli separati è che lo buchiamo, ossia gli procuriamo un dolore, una volta sola invece che sei. Possono causare l’autismo? No. Come sappiamo tutto questo? Da migliaia e migliaia di studi indipendenti. Dall’osservazione di centinaia di milioni di persone nel corso di oltre due secoli. Da tutto quello che possiamo constatare anche noi, se scegliamo di guardare la realtà VERA e non le chiacchiere dei laureati in facebook. E quella mamma che ha visto il suo bambino diventare autistico dopo il vaccino? È assolutamente identica a quel tizio che ha camminato per decine e decine di chilometri e ha visto la terra restare sempre piatta sotto i suoi piedi.

Dunque chi afferma che il vaccino provoca l’autismo è uguale a chi è convinto che la terra è piatta? Assolutamente no! Il terrapiattista è indiscutibilmente pazzo, ma è innocuo; chi va in giro a dire che i vaccini provocano l’autismo sta facendo del terrorismo psicologico, sta seminando dubbi insani in chi deve far vaccinare i propri figli, sta contribuendo a far aumentare malattie che, senza di loro, potrebbero essere già scomparse dalla terra, come è scomparso il vaiolo, le cui vaccinazioni sono state fortunatamente attuate in tempi in cui non avevamo la piaga dei novax, delle mamme informate, dei padri preoccupati, dei dubitatori professionisti, dei “se sei indignato condividi” e, grazie a questo, oggi per il vaiolo non si deve vaccinare più nessuno. Chi afferma che i vaccini provocano l’autismo, a differenza del terrapiattista, è socialmente pericoloso.

E ora lascio ancora una volta la parola a Roberto Burioni.

barbara

LE NOTIZIE DA ISRAELE

E i miei commenti alle notizie

Gerusalemme, scontri alla Spianata delle moschee: tre palestinesi uccisi. Tre israeliani accoltellati a morte in Cisgiordania
Mi raccomando: PRIMA i morti palestinesi, POI quelli israeliani, non sia mai che ci dimentichiamo le priorità.

Gli incidenti dopo che il governo ha lasciato in funzione i metal detector
che sono, notoriamente, quella cosa che impedisce di portare con sé i libri di preghiera e quindi, giustamente, chi va a pregare protesta per questo inaudito impedimento
e inasprito le misure di sicurezza
e chissà mai perché il governo avrà avuto l’idea di mettere in atto misure di sicurezza
impedendo l’accesso agli under 50. Fonti mediche:
di quale parte?
quasi 200 feriti, contusi, ustionati e intossicati. Il presidente palestinese Abu Mazen sospende i rapporti per i colloqui di pace. E in serata un palestinese ha ucciso due donne anziane e un uomo in una colonia,
colonia, eh? Ricordiamoci che è una colonia, mica un posto in cui vivono esseri umani. Come Itamar, per dire
e ferendo una quarta persona prima di essere ucciso a sua volta

GERUSALEMME – Tre palestinesi sono stati uccisi negli scontri avvenuti a Gerusalemme est nei pressi della spianata delle moschee,
cioè il Monte del Tempio
dopo la decisione delle autorità dello Stato ebraico di permettere l’ingresso nel terzo luogo sacro dell’Islam esclusivamente alle persone con più di cinquant’anni di età. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Maan una delle tre vittime è un ragazzo di 17 anni,
ragazzo, sottolineiamo ragazzo, cioè una creatura innocente, sarà stato lì a giocare a calcetto, immagino
colpito da un colono israeliano
colono, cioè di quelli cattivi. Perché l’avrà ucciso? Mah, non si sa
a Gerusalemme Est, nel quartiere a maggioranza araba di Ras Al-Amoud
diventato a maggioranza araba nel 1948 con l’occupazione illegale della Giordania che ne ha espulso tutti gli ebrei che ci vivevano (quindi in quel periodo era diventata non a maggioranza, ma esclusivamente araba), devastato sinagoghe e dissacrato cimiteri.
La seconda vittima è Muhammad Abu Ghannam. Il suo corpo è stato prelevato dalla famiglia dall’ospedale Muqassed di Gerusalemme est, per impedire che fosse preso in custodia dalle autorità israeliane.
Che cosa temevano che scoprissero, le autorità israeliane?
Testimoni hanno infatti raccontato che la polizia israeliana hanno fatto irruzione nella clinica per arrestare i palestinesi feriti che vi erano stati portati. Il terzo palestinese ucciso, un altro diciassettenne,
ragazzino, povero piccolo innocente. Ucciso perché? Non si sa. Mentre stava facendo che cosa? Non si sa. Forse si stava semplicemente scaldando per combattere il freddo polare di questi giorni, come questi altri suoi compari, tutti giovani, tutti angioletti
proteste 21-07
si chiamava Mohammed Mahmud ed è stato colpito al petto da un proiettile israeliano nel rione di Abu Dis.
La tensione, altissima, si è estesa in Cisgiordania,
si chiama Giudea-Samaria, (in ebraico: ושומרון יהודה, Yehuda VeShomron, in arabo: اليهودية والسامرة, al-Yahudiyyah was-Sāmarah: anche gli arabi sanno benissimo come si chiama)
già teatro di proteste durante la giornata: in serata un palestinese di 19 anni, Omar al Abed, proveniente dal vicino villaggio di Kobar, è riuscito ad infiltrarsi nella colonia di Neve Tsuf
che significa oasi del nettare
e ha accoltellato quattro coloni,
coloni, eh, ricordiamoci sempre che erano coloni, non esseri umani
uccidendone tre, due uomini di 40 e 60 anni ed una donna di 40. Ferita gravemente un’altra donna di circa 60 anni. Poi il giovane è stato a sua volta ucciso a colpi di pistola.
Poi hai dimenticato di dire che il “giovane” – mi raccomando, non dimentichiamo che era giovane, povero caro – era un affiliato di Hamas. Poi hai dimenticato di dire che due ore prima di colpire aveva chiamato, sulla sua pagina facebook, alla “difesa della moschea” sul Monte del Tempio: Take your weapons and resist… I only have a knife and it will answer the call of Al-Aqsa… I know I am going and will not return. Secondo varie testate israeliane comunque, ancora non si sa con certezza se sa stato ucciso o solo ferito. Il teatro della macelleria, chi è di stomaco molto molto robusto, può andarlo a vedere qui.
Alla periferia nord di Gerusalemme, nel rione di a-Ram, un bambino di sette anni è rimasto intossicato da gas lacrimogeni, mentre era nelle braccia del padre. Fonti palestinesi riferiscono che le sue condizioni sono ritenute gravi.
E che cosa ci faceva un bambino di sette anni in mezzo a quei violentissimi disordini? Perché, in previsione di violenti disordini, suo padre l’ha portato lì? Nella speranza di fabbricare un altro martire, come quest’altro padre?

Sono centinaia le persone ferite da proiettili di gomma o intossicate da gas lacrimogeni. Le forze israeliane hanno impedito alle ambulanze palestinesi di raggiungere la zona degli scontri
in nessun posto al mondo è consentito ai veicoli – di qualunque genere – di entrare nelle zone di scontri durante gli scontri, imbecille!
e la Mezzaluna rossa ha fatto sapere che alcuni suoi addetti sono stati colpiti da candelotti lacrimogeni.
Cioè stai dicendo che, non potendo arrivare lì con le ambulanze, hanno raggiunto la zona degli scontri a piedi: per fare cosa? Per partecipare agli attacchi, come spesso succede?
Altri incidenti si sono verificati in Cisgiordania: all’ingresso di Betlemme e al valico di Qalandya, presso Ramallah.
Sempre secondo la Mezzaluna Rossa,
eh, quella sì che è una fonte attendibile!
i feriti sono almeno 193, sia a Gerusalemme sia in Cisgiordania.
? 193 a Gerusalemme e 193 in Giudea-Samaria?
Oltre 4 poliziotti, sono 41 i feriti nel centro di Gerusalemme, portati in centri di soccorso medico, in maggioranza perché sono stati colpiti da oggetti,
? Oggetti? Gli israeliani tirano “oggetti”? Scarpe, paralumi, posacenere, bicchieri da cocktail, soprammobili di ceramica, bambole da collezione…
proiettili di gomma e hanno riportato ustioni,
ustioni? Ustioni come? Gli israeliani gli hanno dato fuoco?
mentre altri 31 sono stati curati sul posto. Nel quartiere di Isariya, due persone sono state ferite da munizioni vere, 10 da proiettili di gomma, 40 sono state curate per aver inalato gas lacrimogeni e ustioni.
In Cisgiordania, 11 feriti sono stati registrati a Ramallah, a causa di granate stordenti, gas lacrimogeni e munizioni vere, mentre 38 a Betlemme, in gran parte per asfissia da gas.
Bella questa ammucchiata di numeri: dobbiamo sommarli? Dobbiamo aggiungerli ai primi dati? Lo scopo, comunque, è chiaramente quello di “fare mucchio” per impressionare il lettore.
Disordini sono avvenuti anche nel nord e nel sud del Territorio paletinese,
territorio conteso: NON esistono territori palestinesi, perché gli arabi hanno sempre rifiutato uno stato palestinese, nel 1937, nel 1947, nel 1967, nel 2001…
con tre feriti a Qalqilia, sei a Tulkarem e sei a Hebron, di cui due per proiettili veri.
E gli altri?
La Spianata delle moschee – per gli ebrei il monte del tempio,
“Spianata” maiuscolo, “monte” minuscolo
ugualmente un luogo santo – è stata fonte di gravi tensioni negli ultimi giorni in seguito all’attacco terroristico contro due poliziotti israeliani, uccisi il 14 luglio scorso: gli assalitori infatti vi si erano rifugiati prima di essere abbattuti
abbattuti! Ma quanto ci piace questo verbo: abbattuti come selvaggina, come birilli, come innocenti passanti dai perfidi cecchini appostati sui tetti
dalla sicurezza.
Poi – alla scuola di giornalismo non lo insegnano più che le notizie devono essere date in modo completo? – ci sarebbe da dire che non vi si erano semplicemente rifugiati “dopo”: ci erano stati anche prima per prendersi le armi, perché la moschea – a suo tempo ne ho postato la documentazione – è un vero e proprio deposito di armi.
Da allora il governo israeliano ha deciso di installare dei metal detector all’ingresso del sito, misura aspramente contestata dai palestinesi che per protesta hanno deciso da domenica scorsa di radunarsi a pregare all’esterno della spianata.
metal detector
Poi arriva il re dell’Arabia Saudita a spiegare che i metal detector nei luoghi santi sono una cosa assolutamente normale, ma pensa te.
Proprio per evitare un eccessivo affollamento della città vecchia nel venerdì, principale giornata di preghiera islamica, e quindi ulteriori problemi di sicurezza
bello quel “quindi”: pregare significa porre automaticamente problemi di sicurezza, come quando le nostre bisnonne dopo avere lavato i piatti recitavano il rosario, vi ricordate? Tutta la polizia in allarme coi mitra spianati
la polizia israeliana ha deciso di consentire l’ingresso nella zona ai soli ultracinquantenni, provvedimento peraltro non inedito e che mira a ridurre il rischio di attentati.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha tuttavia più volte assicurato di non voler alterare in alcun modo lo statu quo (non scritto) che permette ai musulmani di accedere liberamente al sito mentre gli ebrei devono limitarsi ad ore precise e senza potervi pregare. Di fatto lo stato ebraico controlla l’accesso alla spianata ma la gestione degli edifici di culto è affidata alla Giordania.

Amman ha chiesto la “immediata e totale” riapertura del sito ai fedeli, lanciando un appello alla comunità internazionale perché intervenga sulla questione. Ieri era stato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a chiedere la rimozione dei metal detector “vista l’importanza della spianata delle moschee per tutto il mondo musulmano” e sembrava che il premier ne stesse valutando la rimozione per oggi, giorno della preghiera del venerdì. Ma dopo le consultazioni con i capi della sicurezza e i membri del governo, Benjamin Netanyahu ha deciso di mantenerli attivi.
(se li toglieva andavo a castrarlo col machete, andavo)
Nei giorni scorsi il Mufti di Gerusalemme ha ordinato che le moschee cittadine siano tenute chiuse e che i fedeli convergano invece verso la Spianata, al massimo delle loro capacità date le limitazioni imposte dalla polizia. In ogni caso, ha aggiunto, i fedeli avrebbero dovuto rifiutarsi di passare dalle porte elettroniche. Il presidente palestinese Abu Mazen ha convocato a Ramallah in Cisgiordania una riunione urgente dei vertici dell’Olp e di al-Fatah per discutere la “pericolosa escalation israeliana alla moschea al-Aqsa”.
Lo so che non dovrei, perché sono cose serie, ma a me, quando sento queste sparate, scappa tanto da ridere.
Abu Mazen è stato costretto ad abbreviare una visita ufficiale in Cina per seguire da vicino l’evolversi della crisi a Gerusalemme. In serata il presidente ha annunciato il congelamento dei contatti con le autorità israeliane fino a che non sarà risolta la crisi dei metal detector agli ingressi della Spianata. (qui)

Diceva un mio amico americano: se non leggi il NYT sei uninformed, se lo leggi sei misinformed. Mi sembra che la definizione vada benissimo anche per parecchie testate nostrane.

barbara

ANCORA SU REPORT

e sui vaccini anti HPV.

Di Roberto Burioni

Partiamo dalla fine di Report: da quella signora che vi ha detto che i vaccini sono contaminati. Questa affermazione è priva di basi scientifiche. Vediamo perché.
L’agenzia francese per la sicurezza dei medicinali ha condotto uno studio approfondito con l’ausilio di apparecchiature molto sofisticate nel quale sono stati analizzati numerosi vaccini. Parlando di questo studio è importante una precisazione: così come quando pesate una cassetta di frutta dovete sottrarre al peso misurato dalla bilancia quello della cassetta che contiene le mele, così negli esperimenti scientifici bisogna sempre includere una misurazione del “rumore di fondo”, che dovrà essere considerato lo zero. Da quello si parte per misurare, e si chiama “controllo negativo”.
Correttamente, i ricercatori francesi hanno scelto come “controllo negativo” un farmaco iniettabile contro l’ipertensione che non ha nulla da fare con i vaccini (il Tenormin) e della soluzione fisiologica iniettabile, sarebbe a dire una soluzione sterile di acqua e sale senza alcun medicinale all’interno. Ebbene, il risultato è stato chiarissimo. I vaccini non sono per niente contaminati: hanno lo stesso minimo numero di nanoparticelle che è presente nel “controllo negativo”, costituito dal farmaco iniettabile e dalla soluzione fisiologica, per cui nessuna preoccupazione riguardante i vaccini è giustificata.
Non solo: la quantità di queste particelle presente nei vaccini (così come nel Tenormin e nella soluzione fisiologica) è bassissima e in nessun modo nociva, confermando la grande cura che viene riposta nella produzione dei medicinali in generale. Recenti studi hanno dimostrato che anche nel sangue delle persone perfettamente sane sono presenti centinaia di particelle di metalli pesanti per millilitro, senza che questo crei alcun disturbo. Per cui la presenza in TUTTI I MEDICINALI di quantità infinitesimali di queste sostanze è considerata dagli esperti una contaminazione ambientale del tutto innocua, conclusione confermataci dal dato epidemiologico che nessuna malattia è più frequente nei vaccinati o nei trattati con il Tenormin o con soluzione fisiologica rispetto alla popolazione generale.
Dunque le particelle ci sono, ma sono dovunque e sono pochissime, e quando iniettiamo in un paziente un qualsiasi farmaco (vaccino o non vaccino) queste si diluiscono senza alcun pericolo nel sangue tra le tante già presenti all’interno del nostro corpo per il fatto stesso di respirare, mangiare e bere in un pianeta strapieno di esse.
In realtà ci sono anche altri recentissimi lavori che confermano la “pulizia” dei vaccini; ma purtroppo la loro qualità è troppo bassa (mancano per esempio del “controllo negativo” e alcuni dati sembrano degli evidenti errori sperimentali non verificati) e non è purtroppo possibile utilizzarli per confermare quanto scritto sopra. La ricerca fatta male non offre nessuna risposta affidabile, è una regola che vale anche per i lavori “a favore” dei vaccini. [vedi nota finale ] Dunque la conclusione è chiara: i vaccini sono “puliti” esattamente come sono “puliti” tutti gli altri farmaci iniettabili, e le nanoparticelle – nella quantità contenuta dai farmaci iniettabili e dai vaccini – sono innocue e quindi non c’è nulla da temere. I pericoli che vi raccontano sono dunque del tutto immaginari, mentre il rischio di contrarre il papilloma è reale e concreto.
[…] Fidatevi dunque delle persone che hanno una reputazione accertata ed affidabile e non lavorano in un sottoscala, ma in una prestigiosa università e sono stimati nella comunità scientifica: una di queste è il Prof. Pietro Gobbi che devo ringraziare per avermi aiutato a scrivere questo post che tratta di un argomento di microscopia elettronica di cui personalmente non sono esperto.
Il prof. Gobbi oltre ad essere un mio caro amico d’infanzia è anche Professore di Anatomia Umana all’Università di Urbino ed è uno dei più autorevoli microscopisti elettronici del mondo (trovate qui sotto il link al suo curriculum e alle sue pubblicazioni) ed è anche coautore del lavoro citato che ha dimostrato la presenza di un gran numero di nanoparticelle nel sangue di soggetti perfettamente sani. Lui è una di quelle persone di cui vi potete (e vi dovete) fidare.

Questo è il post che ho scritto insieme al Prof. Gobbi. Aggiungo io che in trasmissione avete visto uno dei due autori di quel lavoro di scarsa qualità che è citato nel testo, che trovate ben analizzato nel blog del bravissimo collega Salvo Di Grazia al link che trovate qui sotto.
L’altro autore del lavoro (che non nomino per non dargli visibilità che non merita) e non l’hanno fatto vedere forse perché nel suo sito ne dice da tempo di tutti i colori.
L’ultima – gigantesca – è proprio di ieri, perché questo signore rispondendo ad un lettore ha scritto testualmente
“Lo sa che non esiste alcuna prova scientifica che i vaccini abbiano salvato anche una sola vita umana? Lo sa che i grafici “elaborati” sono quelli raccolti dagli enti di statistica ufficiali britannico, statunitense, australiano, ecc.? “
Secondo voi è il caso di dare autorevolezza ad un lavoro scientifico pubblicato su di una rivista che non è neanche su pubmed e che ha come uno dei due autori una persona che fa simili affermazioni? Secondo me no.
Io ho molto apprezzato la lettera di oggi al Corriere di Sigfrido Ranucci. Capita anche a me: quando faccio lezione se gli studenti capiscono male è colpa mia, riconosco l’errore e rispiego. Lo stesso ha scritto lui e questo lo dipinge come una persona onesta intellettualmente che tiene alla qualità del proprio lavoro e io gli faccio i miei complimenti. Spero che a parlare di vaccini contaminati non chiami persone che scrivono lavori insieme a chi fa affermazioni come quella di cui sopra, ma persone come il Prof. Gobbi.
Domani, con l’aiuto di Pier Luigi Lopalco, mio bravissimo collega, parleremo della questione EMA.
PS: gira un link dove, come al solito, mi si accusa di conflitti di interessi a causa dei miei brevetti. Vorrei fare notare che sono tutti brevetti riguardanti anticorpi monoclonali umani, che potrebbero servire a mettere a punto farmaci ALTERNATIVI ai vaccini.
Se anche avessi brevetti riguardanti vaccini (ma non ne ho, purtroppo) la mia convenienza sarebbe affermare – per promuovere l’uso dei miei brevetti – che i vaccini esistenti sono pericolosi e non funzionano.
Che non mi pare corrisponda a quello che sostengo qui e altrove

Fonti
http://medbunker.blogspot.it/2017/02/i-vaccini-inquinati-unesperta-dice-di-no.html
Leuk Res. 2016 Nov;50:50-56.
https://tinyurl.com/jmju7ac
https://tinyurl.com/zj8kmbl
https://scholar.google.it/citations?user=mcYRIy0AAAAJ&hl=it

Ancora Report, oggi tocca alla questione EMA e farmacovigilanza. In generale, sarebbe bene fare riferimento a fonti autorevoli: per questo cominciamo con le parole di Nature Vaccines sulla questione:
“Noi mettiamo in evidenza come dei colleghi, sotto la bandiera di una autorità rispettata [Cochrane], sollevano preoccupazione riguardo al vaccino contro HPV citando come prove studi di cattiva qualità e di piccole dimensione, ignorando l’estesissima letteratura globale che chiaramente dimostra l’eccellente sicurezza ed efficacia [a proposito di Garattini] di questo vaccino”
Poi devo chiedere aiuto a un amico e collega, Pier Luigi Lopalco. Non è proprio l’ultimo arrivato. Oltre ad essere una persona competente e squisita, è medico, ordinario di Igiene all’Università di Pisa e ha lavorato per dieci anni a Stoccolma nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie a coordinare le strategie vaccinali del continente. Insomma, non proprio un Red Ronnie. Il pezzo originale lo trovate nel suo blog (indicato sotto), dove potete accedere ai link di tutti i documenti citati. Meglio di lui nessuno può spiegarvi come stanno davvero le cose.

—–

Il pezzo di Report di ieri sul vaccino contro l’HPV è da scuola di giornalismo: “come fare disinformazione acchiappando gli ascolti”. Se i giornalisti avessero fatto il loro dovere, cioè quello di raccogliere la notizia, documentarsi e spiegare la faccenda al pubblico, il pezzo sarebbe dovuto essere questo:
1) A partire da alcune segnalazioni, alcuni neurologi in Giappone sollevano il dubbio che il vaccino contro l’HPV possa scatenare alcune sindromi neurovegetative, caratterizzate dalle sigle POTS e CRPS (rispettivamente Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome [significa che il cuore va più veloce quando il paziente è in piedi] e Complex Regional Pain Syndrome ). Questa è una notiziona, perchè il governo giapponese sospende la raccomandazione all’offerta attiva della vaccinazione e, immediatamente, la copertura contro il papillomavirus crolla drammaticamente. Peccato che questo accadeva nel 2013, quasi quattro anni fa, e nessuno dei giornalisti di Report si è filato la notizia nemmeno di striscio.
2) Il mondo scientifico osserva con attenzione il fenomeno e, quasi unanimemente, si respinge l’ipotesi di associazione fra queste sindromi e la vaccinazione. Tranne che in Danimarca, dove una neurologa prende a cuore il caso di alcune ragazze che si sono sentite danneggiate dalla vaccinazione e inizia a fare una ricerca attiva di casi simili. Appunto: ricerca casi di ragazze vaccinate che abbiano sviluppato sintomi riconducibili a POTS o CRPR. Non fa uno studio epidemiologico, fa solo una ricerca attiva di casi! A questo segue un documentario e la pubblicazione di un libro (The vaccinated girls) che fa molto scalpore in Danimarca. [anche in questo caso, come in quello dei metalli pesanti: nessun lavoro scientifico, ma un libro e molto YouTube] Ovviamente anche questa notizia passa sotto silenzio.
3) In seguito alle segnalazioni dal Giappone e dalla Danimarca, l’EMA avvia una minuziosa indagine sulla possibile relazione fra vaccino HPV e POTS/CRPS. La relazione, pubblicata nel novembre 2015, conclude che NON VI È ALCUNA EVIDENZA DI RELAZIONE CAUSA EFFETTO FRA VACCINAZIONE E POTS/CRPS. Tale relazione è disponibile da due anni sul sito di EMA.
4) Anche l’OMS avvia una indagine sulla materia, mettendo in campo la Commissione Globale per la Sicurezza Vaccinale (GACVS). ANCHE QUESTA COMMISSIONE DICHIARA CHE NON ESISTE ALCUNA EVIDENZA DI ASSOCIAZIONE CAUSALE TRA VACCINAZIONE E POTS/CPRS. Il documento è consultabile pubblicamente dal dicembre 2015.
5) Nel frattempo un ricercatore danese, coordinatore del centro Cochrane nazionale, prende a cuore la cosa e accusa EMA di aver valutato la questione in modo superficiale. In realtà adduce pochi argomenti tecnici e scientifici, basando la sua critica principalmente ponendo un problema di mancanza di trasparenza e presenza di conflitto di interessi. Ecco il documento risalente ad un anno fa. [Il documento è su carta intestata del Cochrane, ma era una sua iniziativa personale non approvata dal centro Cochrane. Avete capito bene, fa di testa sua a nome di altri, e infatti viene prontamente sconfessato! I babbei ci sono anche tra i medici]
6) Dopo aver raccontato sapientemente la storia su esposta, il bravo giornalista avrebbe dovuto intervistare qualche protagonista della querelle e qualche esperto indipendente che avrebbe dovuto chiarire gli aspetti tecnici della faccenda.
Cosa fa Report? Intervista sì un protagonista: il medico danese che ha usurpato la carta da lettera del Cochrane.
A OMS spazio zero, a EMA quasi zero. Io ho conosciuto il responsabile di EMA che ha coordinato la ricerca e, vi assicuro, avrebbe avuto argomenti molto solidi per spiegare la vicenda.
Invece chi si intervista? Mr Shoenfeld: un ricercatore internazionalmente riconosciuto come l’inventore di una sindrome (la sindrome ASIA) di cui non è mai riuscito a dimostrare neanche l’esistenza. Una tale Dr Gatti, che mi riferiscono sia la proprietaria di un laboratorio privato in cui conduce analisi per ricercare nanoparticelle in diversi substrati. Mai pubblicato risultati convincenti su riviste accreditate.
Ovviamente il servizio giornalistico si è dilungato tanto tanto sulle storie di ragazze che denunciano l’insorgenza di sintomi simili a quelli delle ragazze danesi dopo la vaccinazione HPV. E ancora più spazio alla falsa notizia che i medici si sarebbero rifiutati di fare la segnalazione alla farmacovigilanza. La cosa grave è che la giornalista ha omesso di dire che la segnalazione di evento avverso alla farmacovigilanza può essere fatta da chiunque semplicemente mandando una mail dopo aver compilato un modulino facilmente scaricabile da internet.
E’ lecito chiedersi: dove era la notizia? dove l’approfondimento? L’intero servizio era solo un polverone su una ennesima storia legata alle vaccinazioni. In un momento in cui, se parli di vaccini, l’audience la prendi.
Comunque sia, questo non è giornalismo, bellezza.

Grazie, Pier Luigi.

—-

http://www.adultievaccinati.it/2017/04/18/questo-non-e-giornalismo-bellezza/
https://www.nature.com/articles/s41541-017-0004-x

Aggiungo due commenti lasciati ai post del dottor Burioni: il primo una preziosa precisazione, il secondo un piccolo gioiello.

Alla luce dei fatti, Report è un programma ben fatto solo per chi non sa di cosa si stia parlando. Ogni volta che parlano di qualcosa che conosco mi viene da star male per la superficialità e l’incompetenza. Non hanno le capacità (o la volontà) di soppesare le diverse informazioni e vien fuori un calderone in cui una zanzara pesa quanto un elefante. Del resto, sono programmi fatti per dare alla gente qualcosa di cui lamentarsi, che è il nuovo insopportabile sport nazionale di chi non ha niente di meglio da fare. (Sergio Menegon)
[Credo sia in effetti esperienza abbastanza comune quella di apprezzare certi servizi di “informazione”, fino a quando non vengono toccati argomenti sui quali siamo competenti, e in quella circostanza ci accorgiamo che vengono dette un’infinità di gigantesche sciocchezze]

Scusi Prof! Questo non può smentirlo! Avrà anche lei notato che, con l’aumento delle vaccinazioni, è aumentato il numero dei ponti crollati! I vaccini causano crolli! Innegabile! (Sabina Dalla Vecchia)

Invito infine a leggere questa toccante, oltre che competente, testimonianza, e questa perla, significativa del modo di ragionare di chi pretende di insegnare ai medici il mestiere di medici.

Di mio aggiungo due parole sull’infermiera che fingeva di vaccinare e buttava via le fiale, lasciando scoperti centinaia di bambini; due parole che rivolgo all’avvocato: secondo te ci potrebbe stare una bella incriminazione per tentata strage, ossia roba da ergastolo?

barbara

 

LETTERA APERTA ALL’OMS

Trovata in rete e molto apprezzata.

L’allarme carne arriva da buon ultimo di una serie infinita e legittima di raccomandazioni. Sono una lettrice “esperta”, per mestiere faccio comunicazione e credo di avere una buona cultura, ma mi pongo dalla parte del lettore medio, desideroso di sapere, ansioso di proteggere la propria salute, fiducioso degli esperti. Se mangia carne rischia il cancro, se si butta sui cereali trova il killer aflatossine, non parliamo del latte. Se ama gli zuccheri è fottuto, con i formaggi ammazza le coronarie. Per non parlare del pesce, dove lo mettiamo il mercurio? E la frutta poi. Aiuto! Un ricettacolo di pesticidi. E l’olio di palma? Il digiuno alla fine non è certo la scelta più sensata. Ergo, un po’ di sano equilibrio e soprattutto di informazioni non parziali, ma organizzate non sarebbero più etiche? Abbiamo il diritto di essere informati, non terrorizzati. Super esperti mondiali, ditemi quale deve essere la mia dieta senza che mi senta una aspirante suicida. Ma poi non cambiatemela il giorno dopo. Lo stress provoca il cancro.
Daniela Boresi
carne
E poi vai a leggerti un po’ di considerazioni sensate e interessanti qui, e poi magari anche questo.

barbara

A SAN COLOMBANO IL TEATRINO DEI BOICOTTATORI CONTINUA

Sul quotidiano Il cittadino il 2 ottobre è stato pubblicato un articolo firmato “Coordinamento BDS Lombardia” (già, non una semplice lettera: loro possono permettersi di farsi pubblicare articoli – e poi quelli della potentissima lobby saremmo noi!) che potete leggere qui Il Cittadino 2.10.2015 Coordinamento BDS Lombardia
Quella che segue è la lettera che, in quanto persona chiamata direttamente in causa, ho inviato al giornale. Staremo a vedere se verrà pubblicata.

Buon giorno. Io sono quella tale “una certa Barbara”, citata nell’articolo firmato “Coordinamento BDS Lombardia”, e in quanto persona chiamata in causa vorrei fare alcune precisazioni.
È scritto nell’articolo: “Definire l’ISM un movimento terroristico come scritto da una certa Barbara”. Falso, anzi, doppiamente falso: primo, non ho scritto “movimento terroristico” bensì “organizzazione pesantemente collusa col terrorismo”; secondo, non l’ho affermato, bensì DOCUMENTATO, linkando un documento in cui gli stretti legami tra ISM e terrorismo sono dimostrati con fatti e foto, come chiunque può verificare, essendo stato riportato nell’articolo il link al mio post. Se io fossi tipo che, come i signori firmatari dell’articolo, si diletta a minacciare querele, non so se ne sia più passibile io per avere documentato un fatto o i suddetti signori per avermi accusata di dichiarazioni rispondenti al falso.
“Accusare Vittorio Fera, membro dell’ISM, di essere un contestatore di professione”: giusto per amor di precisione, ho scritto “professionista della provocazione”, che non è un’accusa, bensì una constatazione: essendo il signor Fera sempre in giro a partecipare a manifestazioni di ogni sorta, e dovendo, presumibilmente, anche lui mangiare, e non avendo, evidentemente, tempo di esercitare altre professioni, è chiaro che la sua professione è quella – come lui stesso del resto, in almeno una occasione a me nota, ha apertamente ammesso.
“Ribaltare completamente i fatti accaduti a Nabi Saleh”: nel post in questione ho linkato una documentazione completa dei “fatti accaduti a Nabi Saleh”, che dimostra inequivocabilmente che al soldato israeliano è stata tesa un’imboscata (e la cui moderazione nel reagire e gestire la situazione è stata ammirata da tutta la stampa araba, ma questo si preferisce ignorarlo, vero?). Il ribaltamento dei fatti è stato invece operato dalla propaganda palestinese e filopalestinese, operando un’accurata selezione delle immagini disponibili, per far loro dimostrare ciò che faceva comodo dimostrare.
“Nei Territori Palestinesi Occupati”: chi conosca la storia e la legislazione internazionale sa perfettamente che quei territori (Giudea e Samaria in italiano, Yehuda ve Shomrom in ebraico, Yahud was Samara in arabo) non sono mai stati palestinesi, e non sono, in base a nessuna norma di diritto internazionale – se non quello inventato dalla propaganda anti-israeliana – occupati. Inventare nomi e leggi non aiuta ad avvicinare alla pace.
“Un ragazzino di 12 anni col braccio ingessato” che ogni tanto si confonde ed esce col gesso infilato nell’altro braccio, come documentato da alcune foto.
“Furto di terra e sorgenti d’acqua degli abitanti autoctoni a favore dei coloni che vivono illegalmente, secondo il diritto internazionale, su quella terra occupata”: devo parzialmente ripetere quanto scritto sopra: l’unico furto di terra (e di acqua) è quello perpetrato dagli arabi immigrati ai danni degli ebrei, che su quella terra, secondo il diritto internazionale, vivono legalmente – e su questo non perderò tempo a fornire documentazioni: chi le vuole trovare non avrà difficoltà a trovarle.
Tralascio, perché non intendo dare a questa lettera le dimensioni dell’Enciclopedia Britannica, come avverrebbe se provvedessi a contestare ogni inesattezza, tutta una serie di affermazioni per arrivare a “prendono una posizione molto forte contro l’antisemitismo, l’islamofobia e il sionismo”: per la serie il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. A parte il fatto che non ricordo prese di posizione dell’ISM contro l’antisemitismo – ma forse mi sono distratta, e sarò grata ai signori BDS se vorranno gentilmente rinfrescarmi la memoria – sembrerebbe che questi signori ignorino totalmente il significato del termine “sionismo”. Oppure lo conoscono ma fingono di ignorarlo perché ciò è più utile alla “causa”. Perché sionismo significa, semplicemente, esistenza dello stato di Israele, nient’altro che questo. E “prendere una posizione molto forte contro il sionismo” significa, semplicemente, auspicare “molto fortemente” la cancellazione di Israele, nient’altro che questo. E arrivati a questo punto, tutto il resto diventa dettaglio senza importanza, su cui non vale la pena di perdere tempo a discutere.
Cordialmente
barbara mella

Chi può, chi ha tempo, chi ha voglia, chi dispone di qualche argomento, aggiunga il proprio contributo e scriva. Grazie

barbara

AGGIORNAMENTO: lettera pubblicata! Il Cittadino 7.10.2015

ECCO QUA

Guardate come sto bene nella mia casa con vista mare!
casa nuova
E ora, poiché non c’è rosa senza spine, andate a leggere questa sfolgorante sfilata di intrepidi animalisti. Poi salta sempre fuori qualcuno a dire ah ma questi qua non sono mica veri animalisti, i veri animalisti non sono mica così… Beh, sono esattamente come quelli che, ogni volta che qualcuno uccide e massacra – dichiaratamente – in nome dell’islam, ci vengono a spiegare che quello, no, non è il vero islam.

barbara

CHI SPECULA SUGLI ANIMALI? (PARTE TERZA)

E veniamo all’affaire “Green Hill”. Se andiamo a guardare i FATTI anziché lasciarci incantare dagli strilli isterici degli animalari di professione (professione molto redditizia, come è stato precedentemente dimostrato), incontriamo diverse cose interessanti: testimoni totalmente ignoranti della materia su cui dovrebbero testimoniare in qualità di esperti; raddoppio della mortalità di cani – più tutta una serie di altri disastri – dopo che sono stati sottratti agli “assassini” di Green Hill; la delirante leggenda dei cani mutanti; una interessante rassegna di bufale diffuse sul caso in questione; le incredibili invenzioni e ribaltamenti, a scopo sensazionalistico, delle associazioni animaliste che, come quando i pallestinari esibiscono foto di bambini siriani uccisi, bambini iracheni uccisi, bambini israeliani uccisi spacciandoli per bambini palestinesi uccisi, ci inducono a chiederci: ma se c’è una così incredibile mole di misfatti a carico di questi efferati criminali, perché non ci documentano quelli invece di continuare a propinarci tutta questa paccottiglia di colossali balle?
Chi volesse saperne di più, comunque, vada qui e digiti “Green Hill” nell’apposito spazio, e potrà leggere tutti i documenti prodotti su questa vergognosa vicenda.

barbara

CHI SPECULA SUGLI ANIMALI? (PARTE SECONDA)

E passiamo alla disinformazione a manetta messa in atto da LAV e animalari vari misti, cominciando da quella sulla sperimentazione animale. Disinformazione che comincia con il lessico, ossia col vizio congenito di chiamare vivisezione qualunque tipo di sperimentazione animale, così, pour épater la bourgeoisie e farla saltare inorridita. Come se qualcuno mi desse una pacca sul culo e io mi mettessi a strillare che sono stata stuprata: che cosa ne direste? Premesso che chi si è azzardato a toccarmi il culo senza la mia autorizzazione si è ritrovato permanentemente vaccinato dalla tentazione di riprovarci, uno stupro è uno stupro e una pacca sul culo è una pacca sul culo. E se dopo esservi mobilitati in seguito alla mia denuncia di essere stata stuprata scopriste che in realtà mi è stata data una pacca sul culo, continuereste a solidarizzare con me? Continuereste a credere ciecamente a tutto quello che dico? Senza neppure provvedere a verificare? Che poi, volendo, ci sarebbe anche quel tizio che mi ha ficcato una mano sul culo per spingermi verso riva mentre rischiavo di annegare perché nella posizione in cui si trovava il culo era l’unica parte del mio corpo che poteva raggiungere. O quello che mi ha energicamente schiaffato una mano sul culo a bordo di un aereo sovietico (c’era ancora l’Unione Sovietica, all’epoca) per bloccarmi mentre stavo per sedermi sul sedile sporco di vomito – che poi, quando siamo atterrati, ho capito perché potesse capitare che qualcuno vomitasse. Cioè, ci sono anche toccate di culo così, per dire. Ecco, LAV e animalari vari misti fanno esattamente così, strillano allo stupro per ogni toccata di culo, fatta magari per salvarvi dal peggio. E con questo improprio uso del lessico e con tutti gli altri mezzi a disposizione fanno, come detto, disinformazione a manetta. Sulla sperimentazione animale, come dicevo, ci hanno ormai abituati a quelle famose cose che voi umani eccetera eccetera, di cui è assolutamente impossibile dare una panoramica completa, e quindi darò solo un microscopico campione, invitandovi a leggere uno, due, tre e quattro.
Un altro esempio di attivismo la LAV lo dà nel diffamare e calunniare Telethon: il problema, evidentemente, è che Telethon lavora in maniera decisamente più seria di loro, e per questo dà fastidio. Tanto, di imbecilli pronti a bersi qualunque idiozia, se ne trovano a carrettate.
(continua)

barbara