E RICORDIAMO ANCORA UNA VOLTA

Prima il sabato, poi la domenica.

Ieri

‘S BRENNT

Brucia! Fratelli, brucia!
Ah, la nostra povera città – D.o ci protegga – brucia!
Venti malvagi col loro fragore
trascinano, rompono, strappano
le fiamme selvagge diventano ancora più forti,
tutto intorno brucia!

E voi ve ne state a guardare
con le braccia conserte,
e voi ve ne state a guardare –
la nostra città brucia!

Brucia! Fratelli, brucia!
Ah, la nostra povera città – D.o ci protegga – brucia!
Lingue di fuoco lambiscono tutta la città –
e i venti selvaggi infuriano –
la nostra città brucia.

E voi ve ne state a guardare
con le braccia conserte,
e voi ve ne state a guardare –
la nostra città brucia!

Brucia, fratelli, Brucia!
Forse verrà il momento
in cui la nostra città con noi insieme
dal fuoco saremo trasformati in cenere,
resteranno – come dopo un macello
solo i muri nudi e neri.

E voi ve ne state a guardare
con le braccia conserte,
e voi ve ne state a guardare –
la nostra città brucia!

Brucia! Fratelli, brucia!
La salvezza è solo in voi stessi;
se questa città vi è cara,
prendete i secchi, spegnete il fuoco,
spegnetelo con il vostro stesso sangue,
dimostrate che ne siete capaci

Non restate, fratelli, a guardare
con le braccia conserte;
non restatevene così, fratelli, spegnete il fuoco
la nostra città brucia. (traduzione mia)

Oggi 

(cliccare sull’immagine per ingrandire)
crist persec
distruzione 1
distruzione 2
distruzione 3
distruzione 4
distruzione 5
fuoco 1
fuoco 2
fuoco 3
fuoco 4
fuoco 5
fuoco 6
crocifis 1
crocifis 2
crocifis 3
Quelle sanguinolente ve le ho risparmiate, ma se avete stomaco, potete trovarne quante volete.

barbara

SIMBOLICAMENTE

io ci vedo un parallelismo.
twin towers
Notre Dame 1
Notre Dame 2
Notre Dame 3
E qui

E nelle manifestazioni di gioia
festa TT
festa ND
con l’aggiunta delle esternazioni scritte
gioia 1
gioia 2
(qui il catalogo completo) e gli immancabili utili idioti
utili idioti
Nonostante gli inquietanti precedenti
12
Oggi (settimana santa!) come l’11 settembre, è stato colpito al cuore un importantissimo simbolo della nostra civiltà, della nostra cultura, del nostro stile di vita. Oggi anche se l’attacco non ha provocato la carneficina di 18 anni fa, si è però simbolicamente alzato ulteriormente il tiro: sono state colpite le nostre radici, la nostra spiritualità, la nostra arte, la nostra storia. Siamo, in entrambi i casi, stati colpiti al cuore noi.

barbara

E FINALMENTE SCOPRIRONO I PRESERVATIVI

I palestinesi, dico. Dopo avere tentato di sfondare in decine di migliaia il confine di Israele al fine dichiarato di fare strage degli abitanti dei villaggi e kibbutz nei pressi del confine e averci un tantino rimesso le penne; dopo avere bruciato decine di migliaia di pneumatici, coi quali si sono asfissiati in primo luogo loro, oltre all’immane disastro ambientale che hanno provocato; dopo avere bruciato ettari ed ettari di terreni coltivati israeliani inviando aquiloni con appesi ordigni incendiari, adesso hanno, come dicevo, finalmente scoperto i preservativi,
preservativi 1
che una volta gonfiati diventano palloncini, sono molto più facili e veloci da approntare, e volano anche meglio;
preservativi 2
preservativi 3
in un solo giorno, alla fine del Ramadan, sono arrivati a lanciarne fino a cinquemila. E ora guardate questa foto: lo riconoscete?
cormorano Iraq
È il cormorano iracheno imbrattato di petrolio la cui immagine ha fatto il giro del mondo, mostrata su tutti i giornali, in tutte le televisioni, diventato l’icona di quella guerra, l’emblema delle devastazioni provocate. E questa la riconoscete?
garzetta Israele
No, vero? Probabilmente non l’avrete neppure mai vista. Questa è una garzetta israeliana, in cerca di un cibo che non troverà, perché tutto il suo habitat è stato devastato dagli incendi appiccati grazie ai suddetti preservativi. Come scrive Giulio Meotti, “Le bombe incendiarie si accendono quando atterrano sul lato israeliano del confine con Gaza. 412 roghi hanno colpito i campi agricoli israeliani e le aree protette. Almeno un terzo della terra di Israele lungo il confine ha subito ingenti danni. Colture alimentari che avrebbero potuto nutrire migliaia di persone, le attrezzature per l’irrigazione e il sostentamento degli agricoltori, tutto è andato in fumo. Centinaia di tacchini nel Kibbutz Ein Hashlosha sono stati soffocati a morte, riempiendo l’aria del fetore della carne bruciata. Eucalipti, pini e foreste, ogni albero piantato a mano cinquant’anni fa nella periferia di Gaza sono ora moncherini anneriti. Oltre 40 alveari sono andati in fiamme vicino a Tel Gama.” Guardiamola, dunque, questa immane devastazione
bruciato 1
bruciato 2
bruciato 3
bruciato 4
bruciato 5
bruciato 6
bruciato 7
e diamo un’occhiata anche a queste altre immagini, che ci mostrano gli stessi scorci ora e nel recente passato.
prima dopo 1
prima dopo 2
prima dopo 3
prima dopo 4
Chiudo con un augurio: che a chi ha provocato questa catastrofe, non per impossessarsi di qualcosa, ma solo per l’esaltante piacere di distruggere, ritorni tutto con ampi interessi.

barbara

ANCORA UNA VOLTA

la Bibbia aveva ragione.

La Bibbia ha raccontato quel che è veramente accaduto. Clamorosa sentenza arriva da Israele, dove gli archeologi dell’Israel Antiquities Authority hanno effettuato una scoperta rivoluzionaria. Gli scavi nella Città di David, il primo storico insediamento, hanno portato alla luce una serie di reperti e artefatti datati 600 avanti Cristo, ritrovati bruciati. Come spiega HuffingtonPost.it, si tratta di semi di vite, legno, ceramiche, ossa bruciacchiate, tutto ricoperto di cenere. La datazione è stata resa possibile dai sigilli visibili sopra gli oggetti, “caratteristici del periodo di costruzione del Primo Tempio”, come ha spiegato il capo-archeologo Joe Uziel.
In pratica, la Città di David avrebbe subito un devastante incendio proprio nello stesso periodo indicato dall’Antico Testamento. Nel libro di Geremia (52, 12-13) si cita proprio un incendio, con queste parole: “Nel quinto mese, il dieci del mese, essendo l’anno decimonono del Regno di Nabucodònosor re di Babilonia, Nabuzaradàn, capo delle guardie, che prestava servizio alla presenza del re di Babilonia, entrò a Gerusalemme. Egli incendiò il tempio del Signore e la reggia e tutte le case di Gerusalemme, diede alle fiamme anche tutte le case dei nobili”.
(Libero, 18 febbraio 2018)

È un dato di fatto: ogni tanto arriva una nuova scoperta che conferma la realtà storica della narrazione biblica, come per l’incredibile impresa del tunnel di Ezechia, di cui avevo raccontato qui.

barbara

QUANDO LA NOTTE È PIÙ LUMINOSA

Anche qui, come nel precedente libro della stessa autrice, ancora Afghanistan, e ancora donne. Donne di ogni genere: la figlia, la madre, la matrigna, la suocera, l’amica, l’ospite, l’adescatrice, la volontaria, la prostituta; ognuna col suo carico di umanità, ognuna con qualcosa da donare.
Questa volta siamo nel tempo dell’invasione sovietica, e poi della guerra senza quartiere dei signori della guerra, tutti contro tutti, e poi dei talebani, del loro odio feroce per tutto ciò che è bello e buono, cioè per la vita, che infatti annientano spietatamente quanto più possono, ovunque ne vedano la minima traccia. Fortunatamente, oltre ai talebani, ci sono anche gli Uomini, ed è anche grazie a loro, oltre che alla straordinaria forza, allo straordinario coraggio delle donne (anche la fastidiosa adescatrice, sì, e anche la prostituta. Forse soprattutto la prostituta) che anche in questo libro possiamo trovare lo stesso messaggio che scaturiva dal precedente: per quanto lungo, per quanto buio sia il tunnel, prima o poi finisce, e si raggiunge la luce (sì, lo so, non è vero che c’è sempre un’uscita. Ma il fatto di non essere sicuri che ci sia non è una buona ragione per rinunciare a cercarla).
Bello quanto l’altro, intenso quanto l’altro, coinvolgente quanto l’altro, poetico quanto l’altro. Guai a voi se non lo leggete.

Nadia Hashimi, Quando la notte è più luminosa, Piemme
quandolanotte
barbara

DUE PAROLE, GIUSTO PER CHIARIRE

1. Arriva qua il fesso di turno e dice ah, tu posti una foto falsa per dimostrare che tutte quelle che circolano sarebbero false.
No, posto una foto falsa per dimostrare che quella foto è falsa (non facciamo confusione, bimbo: quello fesso sei tu, non io).
2. Arriva il solito fesso e dice questo è il primo articolo della costituzione di Hamas e non parla di ammazzare gli ebrei (e qui devo chiederti scusa, mi ero sbagliata: tanto mi ero fissata sull’idea che tu fossi un fesso al quadrato che non sono stata capace di accorgermi subito che invece sei un fesso al cubo). Quindi io leggo L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione e dico fantastico! In Italia non è vietato rubare ammazzare spacciare droga affiliarsi alla mafia fare denaro falso…
3. Quando uno non è proprio proprio completamente fesso si chiede: ma se ci sono centinaia di migliaia di milioni di miliardi di mostruosi crimini commessi dagli israeliani e documentati da foto e video AUTENTICI, perché non mandano in giro quelli invece di quelle ridicole puttanate taroccate? Se ci sono centinaia di migliaia di milioni di miliardi di poveri bambini palestinesi maltrattati torturati assassinati dagli israeliani, il tutto documentato da foto e video AUTENTICI, perché continuano a pubblicare foto di bambini siriani, bambini iracheni, bambini turchi morti nel terremoto, bambini di Gaza feriti in un incidente domestico, bambini di Gaza ammazzati dai familiari, certe volte addirittura bambini israeliani? Non farebbero prima a pubblicare qualcuno di quelle centinaia di migliaia di milioni di miliardi di documenti AUTENTICI in loro possesso?
4. Dice: perché non hai il coraggio di pubblicare foto di israeliani che torturano palestinesi?
Non tentiamo di ribaltare le frittate, per favore: VOI dite che questa roba esiste, e a VOI tocca dimostrarlo, non a noi, eccheccazzo.

A proposito, la sapete quella divertentissima barzelletta della povera donna palestinese aggredita da un branco di fanatici coloni ebrei? E quella dei poveri bambini palestinesi in lacrime?
I quattro uccisi sulla spiaggia di Gaza invece sì, sono proprio morti, ed erano proprio palestinesi. Solo che la storia non è andata esattamente come ve l’hanno raccontata, ma proprio per niente.
E non dimenticatevi le bambole, mi raccomando.

E per concludere, rivediamoci questa strepitosa interpretazione di attori degni come minimo di un Oscar. E prestate attenzione a tutti i particolari.

Shabbat shalom

barbara