QUAND ON EST CON ON EST CON

come cantava il grande Georges Brassens.

Papa Francesco: ‘Una triste notizia’

I profughi cubani (sì, profughi: quelli sono profughi veri) invece commentano così

Agli amanti di Castro di casa nostra, sicuramente a lutto stretto per la morte del vecchio porco, dedico invece questo.

barbara

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RIFLESSIONI SUI FATTI DI TURCHIA

Che preferisco far precedere da queste altre riflessioni non di un addetto ai lavori, bensì di un comune cittadino dotato di semplice logica e buon senso. A cui aggiungerei il mio ammirato stupore per la supersonica velocità con cui il signor Erdogan è riuscito a compilare in poche ore, come reazione al golpe, liste di proscrizione con decine di migliaia di nomi; anzi, a dirla tutta, sono proprio scioccata, scioccata.
E passo alle riflessioni mie.
Questa è una lista, forse neanche completa, degli elementi epurati.
epurati Turchia

Non ci sono i giornalisti, come potete vedere, perché non è più necessario: nel solo 2016 ne sono stati licenziati 894, in aggiunta al fatto che la Turchia detiene il record mondiale di giornalisti in prigione (altre interessanti informazioni qui), quindi l’informazione era già imbavagliata da prima e non c’è bisogno di occuparsene ulteriormente.
Esercito. Una robusta epurazione degli elementi ostili era avvenuta cinque anni fa, sotto il pretesto di “notizie certe” di un golpe in preparazione. Con quest’altro scossone nell’esercito non c’è più nessuno che possa in futuro organizzare azioni come quelle più volte messe in atto in passato dall’esercito per ristabilire laicità e stabilità in Turchia.
Polizia. Eliminati tutti coloro che potrebbero manifestare dissenso in nome della giustizia, della coscienza, del dovere.
Giustizia. Eliminati tutti gli elementi convinti che la giustizia debba prevalere sulle ideologie. Scongiurato quindi il pericolo che a qualcuno possa in futuro venire in mente di incriminarlo per le sue azioni.
Istruzione. Nelle scuole d’ora in poi verranno impartite unicamente lezioni islamicamente corrette, e di assoluta fedeltà al padrone.

Quindi Erdogan ha realizzato un controllo completo su tutti gli ambiti sociali, politici e militari del Paese. Il risultato di tutto questo è evidente: Erdogan è il padrone assoluto della Turchia, la dittatura saldamente installata, ogni possibilità di dissenso annientata alla radice, spalancata la strada per l’applicazione integrale della sharia come legge di stato.
E vedo che anche a qualcun altro è venuto in mente il paragone che è venuto in mente a me, fermo restando il fatto che l’attentato, pur maldestro e quindi fallito, era comunque autentico. Molto più appropriato, per quanto riguarda la messinscena, il paragone con l’incendio del Reichstag.

barbara

CHI C’È DIETRO IL «GOLPE FASULLO» IN TURCHIA, E CHE COSA SUCCEDE ORA

Che cosa è avvenuto realmente in Turchia? Un golpe?
«Beh, golpe è una parola grossa. Al massimo potremmo definirlo un minigolpe improprio, a scoppio anticipato».

Perché non credi al golpe?
«Primo: perché nella mia vita professionale ho visto tutto e il contrario di tutto, ma un golpe di sole quattro ore non avrei mai potuto immaginarlo, neppure nello stato libero di Bananas. Secondo, ci sono retroscena quasi inquietanti, quantomeno improbabili».

Puoi raccontarli e spiegarli?
«Parto dalle notizie accertate. Ho conosciuto la Turchia trentasei anni fa, e vi sono tornato regolarmente. Ho intervistato tutti i leader politici, compreso il carismatico Recep Tayyip Erdogan, con il quale una volta ho litigato.Tanta frequentazione mi ha consentito di tessere importanti rapporti personali. Insomma, ho fonti credibili e preziosissime. Anche venerdì sera, per telefono, mi hanno messo in guardia».

In che senso?
«Mi hanno fatto capire: attenzione, può essere una sceneggiata. Domani Erdogan sarà più forte di oggi».

Ma ci sono stati circa 200 morti…
«Sì, ma — scusate il cinismo — il bilancio delle vittime è simile a quello dei morti di Ankara durante la manifestazione pacifista. Credete che importi a Erdogan?».

Insomma, cos’è accaduto?
«Noi giornalisti, spesso per vanità o per attrazione fatale della prima Repubblica, tendiamo a preferire l’articolessa e i banali ghirigori old style, sottostimando i fatti. Ma sono i fatti, la sana cronaca, occhi attenti, umiltà e una mente attrezzata a ragionare a fare la differenza. Non mi sono sfuggite e non ne ho ridotto la portata, notizie e informazioni degli ultimi mesi dalla Turchia. La nomina di un nuovo capo del governo, Binali Yildirim, fedelissimo di Erdogan. Personalità grigia ma capace. Improvvisamente il presidente ha aumentato la pressione militare sui curdi in armi del Pkk, intensificando la repressione più violenta. E Yildirim ha annunciato, a tappe ravvicinate: primo, la pace con Israele dopo la rottura seguita all’assalto contro il convoglio navale pacifista turco, al largo di Gaza, costato 9 morti [Antonio Ferrari è da sempre fortemente anti israeliano: nessuna meraviglia quindi che dia spazio alla bufala del convoglio pacifista, dell’assalto israeliano, dei poveri morti innocenti]; secondo, una lettera di scuse di Erdogan a Putin, e la pace fatta con la Russia dopo l’abbattimento del cacciabombardiere di Mosca nei cieli della Siria; terzo, la mano tesa al regime siriano, cioè mano tesa a Bashar al Assad, che fino al giorno prima il presidente turco avrebbe fatto ammazzare: al punto che il sultano faceva affari con i tagliagole dell’Isis (petrolio di contrabbando),e portava armi agli estremisti islamici siriani, a partire dal sedicente Stato islamico; quarto, rilancio del ruolo della Turchia nella Nato e amicizia perenne con gli Usa».

D’accordo, ma il golpe o minigolpe che c’entra?
«A questo punto abbandoniamo il binario dei fatti comprovati ed entriamo in quello delle ipotesi, supportate però da forti indizi. Le Forze armate turche erano in agitazione, in opposizione a Erdogan, accusato di molte nefandezze: repressione della libertà di stampa, bugie sui profughi, rifiuto di partecipare attivamente alla coalizione internazionale contro il terrorismo. Ma la bassa forza, molti colonnelli e graduati minori non avevano realizzato che gli alti comandi si erano avvicinati al sultano».

Questa bassa forza era pronta ad agire in proprio?
«No, ma era influenzata da Fetullah Gulen, il predicatore sunnita che vive in esilio negli Usa. Un islamico visionario e moderato, amico anzi quasi fratello di Erdogan — o almeno del primo Erdogan. Fu Gulen a spalancare al futuro sultano le porte delle fondazioni più influenti. Gulen è miliardario, controlla scuole, università, ha radici nella magistratura, nei servizi segreti, nella polizia, ed è molto popolare tra i soldati. Forse, i tempi del minigolpe sono stati quelli di una prova di forza».

Innescata da chi?
«Non mi stupirei che la miccia sia stata accesa dallo stesso Erdogan o dai suoi fedelissimi».

Vuoi dire che potrebbe essere un «golpe fasullo»?
«Esattamente. Le mie fonti turche hanno sostenuto questa possibilità».

E il viaggio aereo di Erdogan nei cieli d’Europa?
«Temo che qualcuno, compreso qualche collega, abbia confuso Erdogan con Ocalan. Il leader del Pkk Abdullah Ocalan, che ho intervistato nella valle della Bekaa, fu cacciato dalla Siria e vagò nei cieli in cerca di asilo politico, prima d’essere catturato dai turchi e condannato all’ergastolo.Pensate possibile che Erdogan lanci un appello al popolo invitandolo a scendere nelle strade e di proteggere il Paese, mentre vola su Francoforte, pronto a scendere a Berlino per inginocchiarsi davanti a Merkel supplicando asilo politico? E magari, dopo il no di Merkel, pronto a virare su Londra per comprendere le intenzioni della neopremier May? Ma per favore, solo a pensarci mi vien da ridere. Amici e colleghi, questo è il risultato di non conoscere ciò di cui si parla, magari sbraitando scemenze in un salotto televisivo».

Quindi, secondo te, dov’era il presidente?
«In vacanza, a Marmara. È salito sull’aereo diretto ad Ankara, poi ha preferito dirigersi a Istanbul, avendo saputo che c’erano migliaia di persone ad attenderlo, assonnate ma festanti. Fine del golpe, quattro ore dopo. Ma per cortesia, siamo seri finalmente».

Per te, insomma, è quasi una farsa?
«Se non ci fossero i morti, direi di sì».

Ma a chi ha giovato questo minigolpe, come lo hai chiamato?
«A Erdogan. È molto più forte. Magari spera di avere i voti per cambiare la Costituzione, e trasformare la Turchia in una Repubblica presidenziale».

La tua opinione?
«Spero di no, soprattutto per i miei amici turchi. E per i miei colleghi che in quel Paese rischiano ogni giorno la prigione. Se non peggio».

Antonio Ferrari, 16 luglio 2016, Il Corriere della Sera

Lui professionista con fonti privilegiate, io dilettante con occhi e orecchie: identiche le conclusioni. E chissà quanto tempo dovrà passare prima che – anzi, chissà semplicemente se – potremo riavere questa Turchia qui.

barbara

 

MARLENE DIETRICH

La tedesca che odiò il nazismo e le dittature. La tedesca che ebbe il coraggio di arruolarsi con gli alleati e indossarne la divisa per combattere, in nome della libertà e della giustizia, contro un Paese criminale e genocida, anche se era il suo. La tedesca che amò gli ebrei e Israele, che visitò due volte, lasciandovi – e conservandone – piacevoli ricordi.
Marlene in Israel
Marlene Ditriech in Jerusalem
A Yad Vashem
dietrich-yad vashem
Nel villaggio dei ragazzi al Moshav Ben Shemen
Marlene-in-Ben-Shemen
Riconoscimento dello stato di Israele (clic per ingrandire)

E per concludere, naturalmente:

barbara

AMA IL FUTURO

Che sarebbe una cosa, libro e CD, pubblicata da Feltrinelli, su Ai Weiwei, quel poliedrico artista e dissidente cinese a cui hanno chiuso il blog e poi lo hanno messo in galera e poi gli hanno dato una multa pari a circa un milione e mezzo di euro e un po’ di queste cose le avevo lette in giro e così quando ho visto il libro sullo scaffale della libreria mi era sembrato che fosse una buona idea prenderlo. Mi era. Perché il libro comincia con una intervista che dire che due palle dovrebbe rendere l’idea ma invece non la rende mica, perché altro che due palle, saranno almeno una dozzina, e di una cretinitudine che se lo fate fare come esercitazione ai bambini delle elementari non ci riescono mica, a fare domande e commenti altrettanto cretini.

Incredibile!
Trovo interessante che il blog sia cominciato con una frase scritta.
Anche tu trovi che, rispetto agli inizi del Ventesimo secolo, ora ci sia un rapporto meno stretto tra arte e letteratura?
Come definiresti la poesia?
Trovo affascinante che tu, come rarissimi altri artisti, sia riuscito a sviluppare una vera pratica architettonica, accanto a quella artistica.
È estremamente affascinante. Quindi per te Wittgenstein [il filosofo, ndb] è stato molto più importante di qualsiasi architetto?
È un’ottima rivista.

Poi c’è una roba che non mi ricordo più, poi qualche pagina dal suo blog e poi un po’ di articoli di Mauro Del Corona pubblicati sul Corriere della Sera. Insomma, se lo volete comprare, per carità, siamo in democrazia, non vengo mica a prendervi a botte, però insomma vedete voi.
amailfuturo
barbara

DEDICATO AL SIGNOR ABBADO CLAUDIO, NEOSENATORE A VITA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Premessa

Nel 2005 un accorato appello ha chiesto al mondo intero di intervenire contro la possibilità che la Commissione per i diritti umani dell’Onu si permettesse di giudicare Cuba, faro di luce e di civiltà. L’appello è questo:

BISOGNA FERMARE LA NUOVA MANOVRA CONTRO CUBA

Dal 14 marzo al 22 aprile 2005 avrà luogo a Ginevra la 61ma sessione della Commissione dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, dove, ancora una volta, il governo degli Stati Uniti, esercitando la pressione sugli stati membri, tenterà di far votare una risoluzione contro Cuba. Si tratta di una manipolazione finalizzata a giustificare la recrudescenza della politica del “blocco” e di aggressione che, in violazione del diritto internazionale, esercita la maggiore potenza mondiale nei confronti di un piccolo paese. La Commissione deve rappresentare tutti i popoli delle Nazioni Unite e sorvegliare sul rispetto dei diritti di tutti gli uomini e di tutte le donne del mondo intero. Tuttavia, bisogna rimarcare che in seno alla Commissione, durante la sessione dello scorso anno, non è stato possibile valutare, anche solamente per provocare un dibattito, sulle atroci violazioni dei diritti dell’uomo nelle prigioni di Abu Ghraib e Guantanamo.
Il Governo degli Stati Uniti non ha l’autorità morale per erigersi giudice sulla violazione dei diritti dell’uomo a Cuba, dove non c’è stato un solo caso di sparizione, di tortura o di esecuzione extragiudiziaria [carina questa, vero? ndb] e malgrado l’embargo non abbia danneggiato la sanità, l’informazione e la cultura, notoriamente a livelli internazionali.
Noi chiediamo ai paesi che rappresentano la Commissione di non permettere che questa sia utilizzata per legittimare l’aggressione che subisce Cuba da parte dell’Amministrazione Bush in un momento come l’attuale, dove la  politica aggressiva di Washington potrebbe avere un’escalation dalle gravissime conseguenze.
Inoltre, facciamo appello ai giornalisti, agli scrittori, agli artisti, ai professori, agli insegnanti e alle insegnanti e agli attivisti sociali a premere sui propri governi con tutti i mezzi possibili affinché si fermi questa manovra pericolosa.

L’appello è stato firmato da molte migliaia di persone, fra cui il nostro neosenatore, signor Abbado Claudio. Quello che segue è il post che ho scritto all’epoca, otto anni e mezzo fa.

L’appello era giusto, rivendica il Nostro, e ce ne spiega il perché:

Conosco Cuba, ci sono stato più volte e ci tornerò.
Visto? Lui ci è stato: serve altro?
Stranamente delle cose più valide che ci sono a Cuba non si parla mai. Cominciamo dalla ricerca medica, che a Cuba è all’avanguardia. C’è un dottore, Gregorio Martinez Sanchez, che sta lavorando alla ricerca per debellare il cancro e che ha «scoperto» una nuova e, a quanto pare, importante cura.
Sentito? C’è un dottore! Sta lavorando! “Pare” anche che abbia fatto una scoperta! A parte questo, che cosa ha a che fare il dottore col rispetto dei diritti umani?
L’ho fatto sapere al professor Umberto Veronesi, che qualche settimana fa mi ha scritto una lettera, in cui dice che appoggerà il progetto di questo medico cubano.
Grandioso! Adesso lo sappiamo per certo: quel medico è il nuovo Pasteur, il nuovo Jenner, il nuovo Sabin!
A Cuba, forse i potenti se lo dimenticano, non esiste l’analfabetismo, che è invece assai diffuso in molte altri parti del mondo.
QUALI altre parti del mondo, esattamente? Potrebbe cortesemente precisare? A parte questo, che cosa ha a che fare l’alfabetizzazione col rispetto dei diritti umani?
A Cuba con un po’ di terra libera, non ci si mette a speculare: loro preferiscono fare degli orti enormi,
momento: con UN PO’ di terra ci fanno degli orti ENORMI? Tipo moltiplicazione dei pani e dei pesci? Cazzarola, questa sì che è forte! A parte questo, che cosa hanno a che fare gli orti col rispetto dei diritti umani?
che serviranno poi a tutti (esempio che è stato ripreso poi da altre nazioni).
Sarebbe a dire che prima che Cuba lo insegnasse, nessuno al mondo faceva gli orti? Forte!
A dicembre ho portato la Mahler Chamber Orchestra per dei concerti, a gennaio l’Orchestra Giovanile Simon Bolivar, di cui facevano parte anche 44 cubani.
Ciò ci fa molto piacere, ma che cosa hanno a che fare i 44 orchestrali cubani in fila per sei con resto di due col rispetto dei diritti umani?
Il fatto poi che ho portato quei 44 musicisti cubani a Caracas e che l’anno prossimo li porterò con tutta l’orchestra in Europa, smentisce che i cubani non possono uscire.
Giusto! Se 44 cubani possono uscire, ciò significa che tutti i cubani possono uscire. E i condannati a morte per aver tentato di fuggire ce li siamo sognati noi.
C’è poi un gruppo di bravissimi musicisti cubani, ‘Ars Longa’, che ho voluto sostenere e che vengono regolarmente invitati al Festival Gesualdo in Basilicata. Li abbiamo fatti conoscere l’anno scorso attraverso una tournée che ha toccato anche Bari, Matera, Roma e Bologna.
Ciò ci fa molto piacere, ma che cosa ha a che fare il gruppo “Ars Longa” col rispetto dei diritti umani?
Mi chiedo anche perché non si parla quasi mai di nuove idee e realtà italiane, a mio avviso, molto importanti per l’ecologia e per l’ambiente, come i treni con nuovi locomotori che trasportano i Tir, o altri camion, attraverso il Brennero, da Monaco di Baviera a Innsbruck, Bolzano, Trento, Verona con nuovo innesto dal Veneto all’Emilia Romagna. Oppure di quella cittadina vicino a Trento che sta realizzando un progetto impostato sul traffico e riscaldamento totale con l’utilizzo di energie naturali (pannelli solari, idrogeno). Questa cittadina ha vinto fra l’altro il primo premio per il miglior progetto in Europa.
Ah, beh, allora, a questo punto non possiamo più avere dubbi: se ci sono treni con nuovi locomotori che attraversano il Brennero, e vicino a Trento usano i pannelli solari, allora vuol proprio dire che a Cuba i diritti umani vengono rigorosamente rispettati e loro hanno fatto benissimo a firmare l’appello!
abbado
E pensare che qualcuno aveva avuto da ridire quando era stata nominata Rita Levi Montalcini!

barbara

FINALMENTE IL GRANDE PORCO HA TIRATO LE CUOIA

videla
Ti hanno minacciata molte volte?

Molte, molte volte. Minacce da codardi, senza mai mostrare la faccia. Una volta mi hanno investita con un’automobile. Sono venuti non so più quante volte a saccheggiare casa mia, senza lasciare nulla, portandosi via persino i quaderni. Però le cose materiali si possono ricomprare. Il peggio che ci hanno rubato sono stati i nostri figli, e non c’è furto più grande. Per questo ancora oggi, quando ci dicono di fare l’elenco di quello che ci viene rubato, in modo da essere risarcite, non accettiamo; è grottesco, è un abbassare l’uomo all’espressione minima, mentre i nostri figli ne erano l’espressione massima. Li hanno portati via e basta, per questo non c’è risarcimento. (Le pazze)

E poi devi leggere questo, e questo, e questo, e questo e questo. (Certo, questo post sarebbe stato più bello poterlo fare prima. Anzi, la cosa migliore di tutte sarebbe stata quella di non aver mai avuto bisogno di fare quelli precedenti. Ma insomma, bisogna accontentarsi).
bergoglio-videla
barbara

E LA PRIMAVERA CONTINUA A DARE I SUOI FRUTTI

Egitto: arrestato comico Bassem Youssef per insulti a Morsi

13:36 30 MAR 2013

(AGI) – Cairo, 30 mar. – Le autorità egiziane hanno arrestato il celebre comico satirico Bassem Youssef per insulti all’Islam e al presidente Mohamed Morsi. Lo ha reso noto l’agenzia Mena.
All’inizio del mese Youssef aveva ricevuto un ondata di proteste per il suo show El-Bernameg (Il Programma) in cui aveva affermato, in chiave appunto satirica, che Morsi avrebbe dovuto avere un Oscar come migliore attore, produttore, sceneggiatore e fotografo di scena. Il 4 marzo il procuratore generale egiziano aveva aperto un’inchiesta sul caso sulla base di 12 querele di cittadini che si erano detti “feriti psicologicamente” dalla sua satira politica. Youssef, 38 anni, medico chirurgo, è balzato alla notorietà nel Paese durante la rivoluzione di primavera per essere inizialmente sceso in piazza per soccorrere i feriti. IN quell’occasione pubblicò una serie di video satirici su Youtube in cui ridicolizzava i critici e i persecutori dei manifestanti di piazza Tahrir mettendo in atto una vera e propria ‘rivoluzione con l’humor’, come è stata definita.
(AGI). (qui)

E pensare che quelli che l’avevano iniziata, questa “primavera”, lo avevano fatto per cacciare i dittatori e conquistare la libertà… Lui, comunque, lo aveva messo in conto di fare una brutta fine.

barbara

AGGIORNAMENTO: concessa la libertà provvisoria su cauzione (2200 dollari).
AGGIORNAMENTO 2: foto dello spettacolare arrivo di Bassem Youssef al tribunale.