UNA COSA, COMUNQUE, LA SAPPIAMO DI SICURO

Il giuseppi, il giggino, il manlietto, il rocchetto, la lucietta, il domenichino, il nicolino, il sergino, l’emmetta, la lucianuccia, la fiorellina, la caroluccia, la michelletta, lo sconosciuto michelino che esige che gli scolari che si sentono male a scuola vengano stanzettati (niente di cui sorprendersi: è un amico dell’Oca Signorina), e naturalmente l’immancabile, l’immarcescibile gretina

NON SCORREGGIANO

Mai.

Neanche quando sono da soli.

Neanche in bagno.

Neanche inavvertitamente mentre dormono.

MAI.
scorregge
E già che ci siamo, guardatevi anche queste inestimabili dichiarazioni del rocchetto, l’uomo – sì, vabbè – che aiuta il giuseppi a governarci con saggio e illuminato spirito paterno

barbara

SPIGOLATURE RACCATTATE QUA E LÀ

Enrico Richetti

TACI, IL VIRUS TI ASCOLTA!

Dopo la disfatta di Caporetto bisognava mantenere il segreto su come e dove sarebbe stata preparato la controffensiva. Lo avessero saputo gli austroungarici, non avremmo vinto la guerra.
Durante i terribili mesi della disfatta del Covid il comitato tecnico scientifico ha redatto verbali su come difendersi dal virus. Li ha secretati per impedire che il virus, che sa leggere, scrivere e far di conto, venute a sapere le misure, ci sconfiggesse anticipando le nostre difese.
E’ bellissimo avere come Capo del Governo l’uomo più intelligente del mondo. Novello Churchill, novello Armando Diaz.

Quel capo del governo che ha nutrito gli entusiasmi bagnati di un sacco di gallinelle, soprattutto quando ha magistralmente “asfaltato Salvini e la Meloni”, perché si sa che compito essenziale di un governo è asfaltare l’opposizione, e allora ricordiamo:
favore delle tenebre
Che a me fa venire in mente questa cosa qui

Negate, negate sempre, negate anche l’evidenza. Però prima infilatevi almeno gli slip. (Francesca Mazzantin, qui)

Ecco, il signor conte si è proprio dimenticato di infilarsi gli slip, e si è fatto sorprendere a negare l’evidenza coi pendagli al vento. E direi che ha ragione anche quest’altro signore qui:
stato di emergenza
Enrico Richetti

Abbiamo un ottimo capo del Governo e un’ottima ministra della pubblica istruzione. Hanno intuito quello che all’estero non hanno capito ancora.
Se gli alunni si siederanno, magari alternati, su banchi tradizionali, anche monoposto, saranno facile preda del virus. Se invece i banchi avranno le rotelle (che mancano a parecchi personaggi altolocati) gli studenti, vedendo il virus avvicinarsi, potranno scivolare in tutte le direzioni, e il virus, lanciatosi per infettare lo studente, sbatterà la testa contro il muro, morendo sul colpo.
Avere il capo del Governo più intelligente del mondo dà molti vantaggi….!

Giulio Galetti

SE NON ARRIVA SANGUE AL CERVELLO…

Roma, 29 lug. (askanews) – “Se non arrivano tutti i banchi richiesti… vorrà dire che l’offerta non ha raggiunto i livelli qualitativi e quantitativi rispetto alla nostra domanda”

SEARCH & REPLACE

“banchi” con “mascherine”

E se l’uva non vuole saperne di maturare, è evidente che la colpa è unicamente dell’uva.

Fabio Rampelli

LAMORGESE SCARICA CLANDESTINI NEL LAZIO E ZINGARETTI NON BATTE CIGLIO. PULLMAN ELUDONO TEST SOTTO NASO RAGGI. È EMERGENZA NELL’EMERGENZA

Oltre agli sbarchi incontrollati sulle coste italiane, con i Cara e gli hotspot in sofferenza, partono anche i trasferimenti dei clandestini da una regione all’altra.
Il ministro dell’Interno Lamorgese scarica 334 migranti dalla Sicilia alla Regione Lazio, di cui 15 positivi al Covid mentre 9 risulterebbero addirittura irreperibili. Il governatore Zingaretti non batte ciglio e accoglie, in un territorio dove la situazione potrebbe non reggere per stessa ammissione dell’assessore alla Sanità: ‘così il meccanismo non può funzionare, si rischia di sovraccaricare il sistema sanitario già sotto pressione da mesi’.
Il Lazio è già contaminato da focolai d’importazione estera, in particolare dal Bangladesh e dall’Est Europa. Una situazione che non sembra proprio sottocontrollo, come dimostra il mistero dei pullman spariti che sotto il naso della sindaca Raggi sfuggono al controllo dei test sierologici sulla Tiburtina per chi arriva a Roma. Ed il sospetto – come riportato oggi sulla stampa – è che molti viaggiatori si facciano lasciare altrove dagli autisti per eludere i tamponi. Siamo all’emergenza nell’emergenza, e il Governo Conte spalanca le porte all’immigrazione irregolare.

E tuttavia, nonostante l’intenso impegno a riempire l’Italia di clandestini positivi, distribuendoli accuratamente per tutta la penisola, lasciando loro la libertà di allontanarsi incontrollatamente dalle zone di quarantena, allo scopo evidente di scatenare la promessa seconda ondata, in previsione della quale è stato prorogato il regime di dittatura e dello stato di polizia, pare che la natura abbia deciso di frustrare i loro progetti
covid-clandestini
E chissà dunque che cosa si inventeranno ancora per provocare una nuova epidemia che permetta loro di tenersi ben salda la poltrona sotto il sedere.

Mutarella

Chiamiamolo Mutarella, Sergio Mutarella. Unico paese europeo, coi tassi attuali più bassi di ricoverati e deceduti per il virus, l’Italia subisce dal governo in carica un provvedimento che non ha precedenti nella nostra storia repubblicana, nemmeno al tempo più acuto del terrorismo: il prolungamento dello Stato d’emergenza. Non pochi costituzionalisti si espongono a dire che è una violazione della Costituzione, un abuso, un’inutile restrizione. Non c’è alcuna ragione sanitaria, confermano i medici e i virologi non allineati al potere politico-sanitario. In caso precipiti la situazione, si proclama lo stato d’emergenza. Ma tanti tacciono.
Su tutti, tace lui, il Garante della Repubblica, il Custode della Costituzione, il Capo dello Stato Mattarella. I suoi silenzi sono la vera polizza di sopravvivenza per il governo cialtronesco del nostro Paese. Quella polizza lui la firmò quando disse, minacciando non solo grillini e sinistre ma anche berlusconiani e renziani, che se fate cadere Conte non c’è che il voto. Paura, il voto. Allora, la paura del voto si combatte con la paura del virus.
Il Parlamento ha così votato con l’emergenza l’autoconservazione del posto per molti di loro; l’annunciato soccorso dei berlusconiani si configura nella stessa specie. Poi c’è l’inefficacia dell’opposizione, l’assenteismo sospetto alla Camera.
Ma la cosa più grave è il silenzio della Massima Carica prima che Conte portasse al voto sull’emergenza; il silenzio della Corte Costituzionale, e magari dell’Europa e le sue corti. Mattarella e la presidente della Corte Suprema Cartabia tacciono; sono le Zittelle, e non nel senso del romanzo di Tommaso Landolfi.
Ma tutti stanno zitti se non dice nulla lui, il Presidente, che è anche un giurista. E il Presidente lascia che un improvvisato premier, dal curriculum taroccato, mai eletto in parlamento e in altra assemblea elettiva, mai annoverato tra i tecnici e le risorse della Repubblica, che ha guidato due governi opposti, che porta a profitto individuale una tragedia nazionale, che governa a colpi di decreti, vanterie e conferenze stampa one-man-show, possa impunemente ridurre in cattività un Paese, mettere sotto tutela la Democrazia e la Libertà, violare i diritti (altro che Orban) e firmarsi una proroga allo sfratto da Palazzo Chigi. Perché altra ragione non c’è all’emergenza, che tende a farsi stato d’eccezione, anticamera delle dittature. E se viene proclamato quando non c’è virulenza epidemica, figuriamoci cosa accadrà quando ci sarà davvero qualche avvisaglia. Non dite che lui magari dispone di informazioni a noi ignote; perché quei dati allarmanti non li hanno nemmeno Merkel e Macron, se non hanno proclamato lo stato d’emergenza, figuriamoci se ce li ha solo lui.
La sua è una dittatura temperata dalla cialtroneria, finalizzata a conservarsi il posto più che a stravolgere il paese. Ma è una dittatura strisciante, come si dice dei vermi e delle forme implicite.
Il silenzio di Mattarella è davvero assordante. È il silenzio sull’indecente gazzarra della magistratura e del Csm; il silenzio sullo scempio scolastico, unico paese in Europa a chiudere per primi e a non aprire ancora le scuola; il silenzio sugli sbarchi di clandestini, e di infetti, con cui saltano tutti i rigori invece pretesi per gli italiani. È il silenzio sul Parlamento esautorato a lungo, e a lungo oltraggiato, silenzio sulle esternazioni debordanti del premier o davanti a decreti che gridano vendetta davanti a Dio e alla Costituzione, alla logica e alla grammatica. Lui si palesa solo per premiare scrittori negazionisti delle foibe, per celebrare quasi ogni giorno la Shoah e magari qualche strage su cui si può imbastire la solita lettura.
Qualcuno dice: ma lui è sobrio e taciturno, è siculo, non esterna, fa le cose nell’ombra, al riparo dalla ribalta. Vorrei crederci, me lo auguro, ma quando poi vedi che nulla cambia e nulla succede, quando vedi che Conte annuncia di voler prolungare l’emergenza e nessuno lo ferma, lui va in Parlamento e chiede il voto, allora hai l’impressione che la moral suasion di Mattarella, le sue pressioni sotterranee o sottocutanee siano inefficaci o addirittura inesistenti.
Ci stiamo avvicinando alla sua scadenza al Quirinale e ci auguriamo che non gli rinnovino il mandato; ma quando si sentono i nomi alternativi, le manovre in corso, e il vuoto spinto del centro-destra sui nomi e le strategie, capisci che accadrà quel che accade ormai da decenni: sarà eletto un Presidente voluto dalla sinistra, non super partes; non un PdR ma un Pd, o paraggi. Diciamo un Pd filo-grillino, magari frutto di un patto obliquo con Berlusconi.
Negli ultimi cinquant’anni è andata così: gli unici due presidenti che non obbedivano al coro guidato dalla sinistra, vale a dire Giovanni Leone e Francesco Cossiga, sono stati massacrati con un linciaggio mediatico-politico-giudiziario. Tutti gli altri, compreso il Presidente bigotto che veniva dalla Dc più conservatrice, Oscar Luigi Scalfaro, sono stati dalla parte opposta e non per la sola messaggeria istituzionale: hanno operato e manovrato in quella direzione, pilotando la nostra democrazia e i verdetti elettorali. Sandro Pertini fu più vicino ai comunisti che agli stessi socialisti da cui proveniva; Ciampi, almeno, fu corretto e infatti con lui un governo di centro-destra non fu rovesciato per ben cinque anni. Poi venne il gran manovratore Giorgio Napolitano e il gran silenziatore Mattarella. Il Quirinale è appannaggio della sinistra & C. Ed essendo la prima carica dello Stato, diventa il parametro per tutte le cariche decisive e l’arbitro di tutte le operazioni politiche e trame istituzionali. Infatti sono anni che il Pd perde le elezioni ma poi vince il governo, da un decennio c’è sempre un ribaltone e dopo un giro ce lo ritroviamo lì, al potere. Nel momento più difficile della nostra repubblica, al Quirinale hanno tolto il sonoro, ed è comparso Mutarella.

MV, La Verità 31 luglio 2020, qui.

Già, il figlio di Bernardo.
figlio di Bernardo
Vi regalo ancora Jonathan Isaac,
Jonathan Isaac
cristiano, nonostante nome e cognome ebraici, nero come tutti gli altri, sicuramente non meno antirazzista degli altri, ma con una dignità che gli altri, che si prestano alla consueta e ormai di moda pagliacciata (ma con un consistente ammortizzatore per terra, non sia mai che si facciano la bua ai ginocchietti) neanche si sognano.

E infine un avviso per chi ha bambini che vanno a scuola: preparatevi:
gender scuola
(ma voi, da uno con questa faccia, comprereste un’auto usata?)

barbara

BANCHI ULTIMO ATTO

Giulio Galetti

QUEL GENIO DI ARCURI

Mettete da parte tutto quello che avete letto sui BanchiScontro. Lasciate perdere i 21gg per produrre, assemblare, consegnare 1.500.000 banchi con e senza rotelle. Dimenticatevi pure i costi.

Il bando di gara per i BanchiScontro a 6 ruote da destinarsi alle medie superiori, menziona una norma UNI a cui fare riferimento per la necessaria certificazione.

Ebbene quella norma non esiste più da oltre 1 anno sostituita da una nuova norma UNI che specifica l’uso destinato agli adulti. La norma stessa per evitare ogni disquisizione capziosa, cita che l’uso non è consentito negli istituti scolastici.

E adesso? La ministressa più bella del reame e il commissario er mejo fico der bigonzo, quello con quella faccia un po’ così quell’espressione un po’ così
domenico arcuri
se ne accorgeranno? Ne terranno conto? O proseguiranno a testa bassa nel loro delirante proposito? Vero che con lo stato di totale illegalità in cui ci troviamo da sei mesi è come fare la cacca nel letamaio, che uno dice ma chi vuoi che se ne accorga? Tanto più che lo stato di illegalità, la dittatura dell’avvocariato, la sospensione dello stato di diritto è stata prorogata di altri tre mesi, ossia aumentata del 50%. Per poter continuare efficacemente il lavoro, dice. Peccato che 0 più il 50% di 0 fa sempre 0: io ho il pallino della matematica, ma credo che anche alle persone più negate questo risultato sia evidente. E naturalmente con questa geniale proroghetta salteranno, immagino, le elezioni di settembre, che è l’evidente obiettivo del golpe bianco perpetrato undici mesi fa dal figlio di Bernardo.

barbara

A UNO POI PIACEREBBE CAPIRE

In spiaggia: bambini che giocano tutti ammucchiati.
Nei parchi giochi: bambini che giocano tutti ammucchiati.
Nei cortili dei condomini: bambini che giocano tutti ammucchiati.
Nei giardini delle case private: bambini che giocano tutti ammucchiati.
Poi inizia la scuola: alt! Fermi tutti! I bambini devono stare lontani! Pericolo di morte!
E allora che cosa si fa? Si provvede, logico. Con la competenza e la sagacia che in ogni momento ha mostrato il nostro ineffabile governo [Treccani: Ineffàbile – che non si può esprimere o manifestare con parole. E in effetti davvero non si può] E come provvede? Con questo gingillo
monobanco
con tanto di moscone compreso nel prezzo. Ma ora ascoltiamo i dettagli.

La Marianna

SILENZIO, PARLA ARCURI

Domenico Arcuri, il Super Commissario alla qualunque, il cui compenso rimane un segreto di Stato, ha combinato un nuovo disastro. Dopo aver garantito nel pieno dell’emergenza che le mascherine fossero introvabili ma a prezzo di Stato. Dopo aver ordinato cinque milioni di tamponi dimenticandosi di ordinare anche i reagenti. Dopo aver garantito il clamoroso flop della mitica app Immuni, che il 90% degli italiani si rifiuta di scaricare.
Dopo questi travolgenti successi – da lui stesso commentati il 4 giugno con un umile “Siamo stati straordinari, tutti dovrebbero riconoscerlo” – Giuseppi gli ha consegnato una nuova missione spaziale: garantire la riapertura delle scuole il 14 settembre, rispettando il mandato imperativo della nuova burocrazia sanitaria dell’onnipotente Comitato tecnico-scientifico. Le scuole si potranno riaprire solo garantendo almeno un metro di distanza fra le “rime buccali” degli alunni.
D’intesa con l’altro genio che fa il ministro dell’Istruzione, il duo Arcuri-Azzolina ha partorito la soluzione: occorrono subito tre milioni di nuovi banchi. [E i vecchi? Acquistiamo/affittiamo, sempre a spese del contribuente, chilometri quadrati di capannoni per stivarceli dentro?] E così, alle ore 19:05:23 del 20 giugno, Capitan Arcuri ha indetto una “Gara in procedura aperta semplificata e di massima urgenza” per l’acquisto di 1,5 milioni di banchi monoposto tradizionali e 1,5 milioni di sedute [che se non sbaglio, in uno dei suoi significati, dovrebbe essere sinonimo di WC] attrezzate di tipo innovativo [la parola “innovativo” è una di quelle che mi fanno correre la mano alla pistola] con sei ruote. [E chiunque si sia trovato a dover usare quella roba sa quanto siano scomode: un libro e un quaderno insieme non ci stanno, apri il quaderno e ti casca il libro, raccogli il libro e scivola giù la penna che non ha nessun punto fermo in cui stare…]
La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata per il 30 luglio. La sottoscrizione dei contratti avverrà entro il 7 agosto e le imprese che si aggiudicheranno la gara dovranno garantire l’imballaggio, il trasporto, la consegna e il montaggio dei prodotti entro il 31 agosto 2020.
Letto il bando e i suoi cinque allegati, le aziende italiane del settore hanno fatto sapere che non sta né in cielo né in terra e “andrà sicuramente deserto”, perché “in pratica significa che dal 7 al 31 agosto, cioè in 23 giorni compresi tutti i festivi, dovrebbe essere concentrata la produzione di 5 anni”.
“Non è il momento di fare polemiche”, ha replicato ancora una volta, come un disco rotto, Capitan Arcuri, quello che a fine aprile aveva attaccato i “liberisti che emettono sentenze quotidiane da un divano con un cocktail in mano”.
E ora che hanno intenzione di fare l’Asina Azzolina, il bullo di Stato Arcuri e il suo mandante Giuseppi? Il 14 settembre terranno ancora le scuole chiuse e gli studenti a casa per settimane in attesa dei banchi monoposto spaziali con sei ruote? O a casa, con tutte le polemiche del caso, non è forse ora che ci vadano finalmente loro, con le loro “rime buccali” e i loro bandi demenziali, finendo di infliggere danni al paese?

www.lamarianna.eu

E probabilmente andrà a finire così.
banchi
D’altra parte però è anche vero che, se in questo momento in virus non c’è perché già almeno un mese fa era sostanzialmente sparito, non è affatto escluso che per settembre starà di nuovo infuriando alla grande, perché il nostro governo è un governo di parola (e il capo del governo, parola di Antonio, è un uomo d’onore): aveva promesso che in autunno l’epidemia sarebbe tornata, e ora si sta dando indefessamente da fare affinché ciò avvenga.

Minacciano gli italiani, ma il virus lo portano i clandestini

di Max Del Papa

Eh, no. Non è “per quattro disperati su un barcone”. Chi ragiona così, o rimuove la realtà o la sua intelligenza. E passi il cittadino comune, mediamente frastornato, disinformato da una propaganda criminale, ma quando lo ripetono certi apprendisti giornalisti, la faccenda si fa preoccupante. Manco le basi der mestiere. Basterebbe ascoltare la sinistrissima Rainews 24, che peraltro non nasconde il compiacimento: “A Lampedusa 800 sbarchi in 48 ore”. Fanno 400 clandestini al giorno, “se andiamo avanti così”, come cantava Celentano, diventano dodicimila al mese eccetera. Basterebbe consultare lo specchietto del Dipartimento della Pubblica sicurezza sulle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco per il 2020, aggiornato al 22 luglio: Tunisia 3686, Bangladesh 1786, Costa d’Avorio 799, eccetera, totale: 10463. Con una avvertenza in calce: nessuno può dire se chi dice di essere sia davvero chi dice di essere, quasi tutti buttano in mare i documenti all’atto di essere “salvati”.
Ed è difficile, se non impossibile, stabilire anche quanti siano effettivamente positivi, le voci, le illazioni, si scatenano come uscite dal vaso di Pandora: i tamponi sono farlocchi, i tamponi non funzionano, i dati sono addomesticati, i contagiati sono il doppio dei dichiarati eccetera. Diciamo, per stima prudenziale, uno su due: davvero è questione di “quattro disperati su un barcone”: e così i focolai, piccoli ma veri, scoppiettano allegramente: in Sicilia; in Puglia, a Taranto; in Umbria; forse nelle Marche, hotel House e dintorni (qui censire i presunti positivi diventa roba manicomiale); eccetera, con buona pace del De Luca che, al colmo del delirio, vuole chiudere negozi e botteghe dove non ci si strangola con le mascherine, o come quell’altro bel tipo dell’assessore laziale alla Sanità, si fa per dire, che sogna disperati mascherati a 35 all’ombra, anche all’aperto, soprattutto all’aperto. C’è del sadismo di potere, in tutto questo.
Gli italiani non hanno futuro? Dategli le mascherine, che stanno buoni e non rompono i coglioni. Intanto la ministra Luciana Lamorgese ipotizza un travaso dalla Libia all’Italia, saranno pure contagiati ma sono tanto buoni. Ma è vero o no che il masaniello Conte si è ridotto a pietire euroelemosine “in nome dei morti di Covid”? Ed è vero o no che, off the record, queste cose non si dicono, non si scrivono, gli è stato risposto “sì, ma tu devi prorogare il terrorismo sanitario e imbarcare quanti più clandestini possibili”? Le due cose vanno di pari passo e dietro l’emergenza ci sono troppe ragioni, private come eterodirette: Conte ha bisogno di durare, questo lo hanno capito tutti, l’Unione Europea pure ha bisogno di durare e soprattutto di incamerare e il disegno, a farla breve, è sempre quello: frantumare la fascia mediterranea, ridurla un lander o una colonia pechinese. Briciole che già ci appartengono da ripagare care e da impiegare in controriforme che finiranno di accoppare il cavallo agonizzante: più tasse, più spesa ma più tagli sociali, rigore contabile, mani legate.
L’ultima trovata distopica della purtroppo ministra Azzolina sta nei banchi con le rotelle, utili come la App immuni: costano sui 300 euro cadauno, gli studenti in Italia sono circa 7 milioni, la mangiatoia è colossale, questi attrezzi verranno prodotti dalla Cina e veicolati attraverso l’Unione con tanto di bollino di regolarità; che altro resta da dire? L’Italia è il paese in cui fioriscono non i limoni, come voleva Goethe, ma i paradossi: più sale la psicosi e più si assorbono positivi, ma il paradosso è solo fittizio, c’è del metodo in questa follia. Ha detto Alberto Zangrillo, giustamente, aizzato da quel trascurabile provocatore di Parenzo, il piddino ridens: “Io sono mesi che dico le cose che vedo, che so e quello che so è che il Covid oggi non è più pericoloso; se il paese non riparte, a ottobre Conte dovrà chiedere non 80 miliardi ma 800”. E che problema c’è? Chi promette non spianta casa, si dice nelle Marche. Al che i raffinati, quelli che avevano ragione ad avere torto, passati dallo sputare sulle mascherine al totemizzarle, dall’abbracciare cinesi all’abbracciare bangladesi, replicano in modo raffinato: ah ma quello è il medico di Berlusconi. No, è che Berlusconi, avendo fatto i soldi, può permettersi un luminare e a quello si affida, non a certi virologi che non assolderebbe manco per Colpo Grosso.
Dal Bangladesh sbarcano, è sempre l’assessore sanitario laziale ad ammetterlo, 240 Bangladesh positivi alla volta ma si pretende di stritolare commerci, attività turistiche, psiche: avete rotto i coglioni. Sono riusciti a mettere noi contro di noi, hanno frugato nelle paure ancestrali finendo per concentrarle tutte nel virus cinese, da esorcizzare con uno scampolo di stoffa da parati, di carta da culo; c’è gente che, se le fai notare che l’informazione teppista chiama “morta di Covid” una che è spirata per leucemia, ti toglie il saluto, ti cancella dai social. Siamo 4 gatti, davvero, a mantenere la barra della logica e dell’onestà intellettuale, 4 gatti dell’informazione contro un sistema sciagurato che mente, che sforma, distorce per complicità con le logiche camorristiche, massoniche irriferibili.
Saremmo tenuti a distinguere tra pericolo cattivo, quello indigeno, degli italiani da movida o da spiaggia, e contagio buono, dei clandestini che scappano, non si capisce da cosa. Hanno perfino inventato lo stigma del “negazionismo”, come già per il fantomatico riscaldamento globale: se non credi che a ottobre moriremo tutti sei un nazista, uno che rifiuta il Covid. Sono cose che, a lungo andare, neanche tanto lungo, si pagano. Poi entri in un qualsiasi supermercato, vedi la commessa che stramazza sotto la mascherina e le chiedi: ma come fai a resistere? “Non me ne parli, li odio tutti, non serve a niente, ma bisogna farlo”. Bisogna? In nome di che? È sbottato Zangrillo, e veniva voglia di gettargli le braccia al collo: “Sono stanco, comincio ad averne le palle piene”. Sapesse noi, professore.

Max Del Papa, 23 luglio 2020, qui.

E l’allarme per la spada di Damocle che pende sulla nostra testa arriva anche dall’alto

E poi andate qui a vedere lo sfacelo di Roma – guardate anche il video – provocato dai clandestini che il governo ci porta a casa e scarica poi sulle nostre spalle. E infine godetevi questa chicca, che fino a tre quarti sono stata convinta che fosse una clamorosa presa per il culo e invece no, è una roba serissima. Praticamente uno stato trasformato in una scenetta di Lercio.

barbara

IL RAZZISMO È TALMENTE BRUTTO

che qualunque mezzo è lecito per combatterlo, e quindi non possiamo che approvare questo superbo spettacolo di lotta senza quartiere all’infame sentimento.

Poi naturalmente combattere il razzismo significa accogliere chiunque arrivi, non importa chi, non importa come, non importa in quali condizioni di salute.

Fulvio Del Deo

Da Betta:

“Quindi mi state dicendo che in Bangladesh vendevano certificati falsi a 36 euro per partire con la febbre verso il nostro Paese, che è in corso una caccia a 600 positivi introvabili sparpagliati per l’Italia, ma che abbiamo respinto un Jet privato con 4 americani sani a bordo atterrato in Sardegna?
Siete meravigliosi!

Cioè, qui si fa del terrorismo psicologico sui “focolai” di qualche manciata di positivi, perlopiù asintomatici, e ci mettono in casa 600 positivi con la febbre? Per poi rinchiuderci in casa un’altra volta perché è finalmente arrivata la sospirata seconda ondata? E con questa scusa impedirci di nuovo di andare a votare? Direi che ci sta proprio bene questo
contecess
e anche questo, tiè
governanti
E per combattere il razzismo bisogna anche evitare accuratamente di mostrare agli italiani che cosa succede là dove sbarcano i clandestini, non sia mai che, cattivi come siamo, ci venga da manifestare qualche pensiero ostile.

Stefano Zangrillo

Ci fosse stato un cazzo di TG che avesse fatto vedere agli italiani la situazione drammatica che stanno vivendo a Lampedusa e a Porto Empedocle. Il grido disperato del Sindaco al Governo “Venite a vedere con i vostri occhi invece di pontificare dalle comode poltrone romane” non ha diritto ad essere divulgato dalle TV, il fatto che si è assistito a turisti in fuga per l’imminente sbarco di 180 clandestini di cui 44 in grave stato di instabilità mentale (come riferito dalla ONG Ocean Viking) che si vanno ad aggiungere ai 300 già sbarcati (tra cui 34 infetti da covid) non deve trovare spazio in nessun TG nazionale. Come accadde per i terremotati, anche questi italiani vengono silenziati e lasciati soli nella discarica creata dal Governo. Altro che Villa Pamphili! Li prenderei così come stanno a tavola
governo
e li farei stare 10 giorni sulle banchine di Lampedusa e Porto Empedocle.

E va da sé che il razzismo si combatte anche accettando gioiosamente quella che sembra tanto disturbare

Marina Terragni

Mai sentita una donna che dice ad altre donne “succhiami il c…o”? Et voilà, eccola qua! Emilia Decaudin, responsabile delle donne nel Partito Democratico newyorkese.

Ed eccola dunque la nostra Emilia
Emilia Decaudin 1
che in effetti sotto il vestito sembra avere un bel po’ di roba,
Emilia Decaudin 2
nonostante il viso così inconfondibilmente femminile.
Emilia Decaudin 3
E un po’ più in là la stessa Marina Terragni dice anche

La parola madre va abolita in quanto transfobica.
Fra un po’ mi metto a picchiare

E deve essere veramente cattiva e razzista, oltre che spaventosamente priva di tatto, per volere a tutti i costi usare l’orrenda parola “madre”.

E poi vi metto questa cosa qui, che non è granché in tema però mi è piaciuta un sacco e comunque è utile da sapere, soprattutto per chi ha figli in età scolare.

barbara

SPIGOLATURE 6

Ancora una volta parto con un antipastino leggero, anzi due, uno in Italia, dove per fortuna il senso dell’umorismo non è ancora del tutto morto
brioches
e uno in Israele, dove le mascherine sono obbligatorie
mascherina IL
Passiamo al consommé che, come facilmente comprensibile anche da chi non conosca il francese, significa consumato. Resta da decidere chi o che cosa sia il consumato: il signor Arcuri, consumato attore specializzato in ruoli di fotti-popolo italiano? Il popolo italiano consumato fino all’esaurimento da un governo di cialtroni e farabutti? I farmacisti, coi nervi consumati dall’infinita richiesta di mascherine che non sono stati messi in condizione di poter fornire? Le mascherine, consumate in due ore a causa di un esperto incapace di mantenere le promesse? A voi la scelta.

 

E ora, per riprenderci dalla batosta delle mascherine e di tutto il bordello che vi gira intorno, una bella carbonara, ricca, saporita, nutriente, la meravigliosa notizia che ci ripagherà di tutte le sciagure e di tutte le amarezze: dopo tanti “esperti” da strapazzo abbiamo finalmente un’esperta vera, a prova di bomba
greta-covid
(qui l’articolo)

È arrivato il momento del secondo. Ci sarebbe un arrostino, che però si è cucinato un po’ troppo e si è seccato: è un po’ duro da masticare, ma magari, mentre mastichiamo, abbiamo il tempo di riflettere un po’.

“QUELLO CHE SILVIA ROMANO FACEVA IN KENYA NON AVEVA NESSUN IMPATTO SU NESSUNO” – EDWARD LUTTWAK

Da “la Zanzara – Radio24”

“Anni fa una brava persona è morta per salvare una donna andata in Iraq per scrivere male dei soldati italiani in Iraq. Vorrei dire che gli operativi dell’Aise sono operativi sul serio e chiunque critichi queste cose, non deve criticare loro. I loro colleghi di altri servizi sono molto operativi nei film, ma in pratica non sono operativi. Il peggior aspetto di questo è la collaborazione con i servizi turchi, gli agenti di Erdogan e dell’islamismo. Gli italiani avrebbero dovuto sputargli in faccia, a questi del servizio turco. Questa è una cosa terribile”.

Lo dice Edward Luttwak, politologo americano, a La Zanzara su Radio 24. “Queste persone italiane che si auto nominano Ong – dice Luttwak –  e che vanno a mettersi nei guai, non hanno diritto di esigere questi grandi sforzi. Più dei soldi c’è il rischio per il personale, che non sono lì per fare le bambinaie di queste disgraziatissime persone che vanno proprio lì dove c’è il pericolo. Vi assicuro che quello che questa signora faceva in Kenya non aveva nessun impatto su nessuno.

Io vi do una lista di quartieri a Napoli dove c’è un enorme bisogno di lei… invece lei va a fare  un’avventura personale e poi si fa salvare dallo Stato italiano, e poi com’è successo quella volta con quelle due disgraziatissime Simone, il padre diceva che se vogliono poi tornare in Iran, non è che le blocco. Hanno il diritto di farlo. E così ogni volta lo Stato italiano va lì e paga milioni”.

“Queste  Ong – aggiunge Luttwak –  sono ragazze e ragazzi che vanno in giro con Toyota Land Cruiser da 70.000 dollari, parlano a vanvera, non parlano la lingua, non sanno fare sono alcune ong importanti accreditate? La parola ong vuol dire non governativa. Vuol dire cioè che non è sorvegliata da nessuno. Questi sono giovanotti e giovanotte che non hanno una collocazione nella loro società, e sotto il nome di ong vanno a vanvera nel mondo. Ero in Bolivia e nell’Amazzonia boliviana, ho la mia fattoria di mucche. E vedo questi sbandati delle ong che vanno in giro a fare programmi cretini e poi scompaiono. Raccolgono soldi da qualche cretino e poi scompaiono. Sono una piaga”.

Silvia Romano si vuol far chiamare Aisha: “Un po’ di rispetto, Aisha è la moglie di Mohammed. L’ha sposata quando Aisha aveva sei anni, ma nella biografia ufficiale spiegano che non ha consumato fino all’età di nove anni. Quindi è un glorioso nome Aisha. Un orrore?  No, è una cosa bellissima. Adesso sento che questa vuole ritornare lì per farsi catturare di nuovo per essere liberata di nuovo. E magari c’è un genitore in giro, come ha fatto con le due disgraziatissime, che dice se mia figlia vuole ritornare io non è che la blocco.

Se dovremmo impedire a queste persone di tornare lì? No, no, bisogna pubblicare una notizia oggi, in giro per il mondo, che se tu sei un cittadino italiano, che ti chiami ong o non ti chiami ong, Ciro o Giro, tu devi contattare il consolato italiano più vicino, e se il consolato ti avvisa che è pericoloso essere dove sei, se tu non ritorni a casa il consolato italiano non può più tutelarti”.

Molti italiani sono rimasti infastiditi nel vedere la Romano vestita in maniera islamica? Tu sei un razzista del peggior tipo, sei un anti islamico. Lei si chiama Aisha che era la moglie di Mohammed. Che ha sposato a sei anni, consumato a nove. Questa è una parte importante. Io sto citando la biografia ufficiale del mondo religioso islamico. Lui ha detto guarda che non sono un pedofilo perché non ci ho fatto niente fino all’età di nove anni. Ma a me preoccupa solo un fatto, di aver collaborato coi puzzolenti turchi, i peggiori turchi del mondo, ci sono turchi belli e brutti. I più brutti sono quelli del servizio turco”. (qui)

Come ha ricordato qualcuno, lei era lì per intrattenere bambini (e, come ha ricordato Silvana De Mari e come tutti noi possiamo verificare girando per google immagini, farsi i selfie col negretto), perché sicuramente non si sono donne africane capaci di badare a un gruppetto di bambini. E siamo arrivati al dessert, per il quale propongo una bella torta alla panna, ben sostanziosa.

Urgono uomini seri

C’è aria di guerra civile in Italia. Una brutta aria di odio e d’insofferenza. Si sta scavando un fossato incolmabile tra italiani. Riassumo gli ingredienti o le stazioni che portano all’odio radicale. In primis le restrizioni e i divieti anche assurdi hanno lasciato un segno e una scia sul corpo e la mente degli italiani; poi le carenze sanitarie più elementari unite alle clamorose cialtronerie di commissari, ministri e task force; aggiungi la mancanza assoluta di strategia, prevenzione e test per governare il futuro ma tutto è affidato ai cittadini e alle loro limitazioni. Poi la drammatica situazione economica e sociale per famiglie e imprese, le tante aziende che non apriranno, i tanti che non riavranno il lavoro, l’impossibilità di far rinascere esercizi con quelle restrizioni, quei costi e quelle cadute. Intanto una legge libera fior di delinquenti dalle carceri e persino criminali in cella d’isolamento, che non erano a rischio di contagio; proprio mentre venivano inseguiti sulle spiagge come criminali innocui bagnanti, sporadici avventori o isolati corridori. Unisci questo quadro alla vanesia, fanfarona, irritante esibizione del governo, gli show inconcludenti su aiuti che non arrivano mai.

Se a tutto questo unisci vicende dell’assurdo come la liberazione di Silvia Romano, con pagamento ai terroristi per finanziare le loro imprese e le loro armi, il ritorno dell’ostaggio da moglie di uno di loro e credente nella religione dei suoi stessi carcerieri nella versione più feroce e antioccidentale, insieme all’autoincensarsi del governo che sfrutta l’occasione per farsi uno spot e una passerella, col premier e il ministro degli esteri che sgomitano per prendersi la vetrina, il codazzo di media allineati e vescovi inclusi, ti accorgi che la polveriera sta per esplodere. Non c’è più dissenso ma disprezzo, livore.

Su quest’ultimo caso ho letto giudizi sprezzanti che trasudano odio tra due Italie che non si parlano più ma si sputano, si schifano, si disprezzano. Agli uni pare civile, umano e misericordioso gioire per il ritorno a quelle condizioni dell’ostaggio e pare invece bestiale, infame e incivile chi ne mostra il conto, il rischio, la beffa. Agli altri, e ci sono anch’io tra questi, magari con toni e argomenti un po’ diversi, pare assurdo che una prigioniera torni con la divisa dei suoi carcerieri, che vanti il trattamento ricevuto, che ostenti anche nelle vesti il disprezzo per il mondo in cui è tornata e che ha pagato il riscatto e rischiato vite umane per riportarla a casa. Ma poi leggi i commenti dell’altro versante, anche di persone fino a ieri abbastanza equilibrate che provano schifo per chi fa queste elementari considerazioni, per chi ricorda le vittime del terrorismo e le volte che non abbiamo voluto pagare riscatti per non cedere ai terroristi, lasciando morire anche leader nazionali. A vergognarsi, per costoro, dovrebbe essere chi lo denuncia…

Allora ti accorgi che qualcosa si è rotto, il malessere sta facendo saltare i nervi a tutti e ci sono due vulcani pronti a eruttare, l’un contro l’altro armati. C’è un’aria terribile. Lo vedo anche nel mio caso personale, lo riconosco: non riesco più neanche ad ascoltare programmi come quello della “vipera tirolese” o simili, a vedere i tg filogovernativi o ad ascoltare, solo ad ascoltare, la voce del gagà di governo, di gigino, di fofò, della sinistreria assortita. Sono stato spesso all’opposizione, in aperto dissenso, non mi sono mai risparmiato nelle polemiche. Ma non mi era mai capitato di scendere a questi livelli d’insofferenza radicale e vedo che sta capitando anche dall’altro versante. Ed entrambi riteniamo di avere piena ragione.

Ma che ci sta succedendo? Dove ci porterà questo clima se si aggraveranno, come temono in tanti, le condizioni sociali ed economiche del paese e la depressione diffusa muterà in rabbia? Il dissenso verso questo governo ormai va ben oltre la critica e la richiesta di farlo cadere. La gente vorrebbe vederli sparire, mandarli a casa a calci nel sedere, se non in galera, perlomeno nello stesso carcere in cui è stato confinato il popolo italiano oltremisura. Penso alla sventura di un paese che sta attraversando il peggior momento della sua storia repubblicana col peggior governo che potesse capitare. Con più incapaci, cialtroni, quaquaraquà, ignoranti e presuntuosi mai avuti nella sua pur assortita storia.

Come pensate che si possa ricucire questo paese e riportare nella normale vita di una democrazia i dissensi e le divergenze? So che molti di voi sognano una svolta radicale, una sterzata elettorale, un’inversione di marcia. Lo capisco, d’istinto lo dico anch’io. Ma lasciate che vi dica una cosa: siamo arrivati a un punto che non si tratta più di destra e sinistra, di sovranisti e globalisti, di populisti e no. Urge affidare il paese nelle mani di persone serie. Abbiamo un elementare assoluto bisogno di gente seria. Seria, non dico altro. Una parola semplice e complicata. Serietà. Persone consapevoli della loro responsabilità, che non vendono fumo, che spengono gli odii, che mantengono gli impegni assunti, non vogliono raggirare nessuno. Voi direte sì, ma devono essere capaci, competenti, adeguati. Basta che siano seri. Perché una persona seria se capisce di non essere all’altezza non si assume il compito di guidare un paese, e in questo momento poi; e una persona seria nei campi in cui non ha competenza, si affida a persone serie, li investe di serie responsabilità. I buffoni, i mestatori e i dilettanti al potere sono gente priva di serietà.

Noi abbiamo bisogno di gente seria, il coraggio della serietà. Altrimenti quelli “seri” arriveranno da fuori. Poi ragioniamo sul resto, ma è necessario che al più presto si concordi un cambio di guardia per un governo autorevole composto da gente seria. Perché la situazione, come si usa dire, è grave ma non è seria.

MV, La Verità 13 maggio 2020, qui.

Aria da guerra civile. Ed ecco questa scena ripresa a Salerno, dove una donna è stata sorpresa dalle forze dell’ordine senza mascherina, diciamo una grappa ad almeno 50° buttata giù nello stomaco in un’unica sorsata e fatta lì esplodere:

 

Sì, l’esasperazione è ormai arrivata a un punto tale che non si ha neppure più paura delle possibili conseguenze. E non è interessante constatare che se si ribellano decine di persone tutte insieme, quei vigliacchi non hanno il coraggio di fare niente, esattamente come non fanno niente agli africani che spacciano, capaci di scatenarsi solo con il singolo, tanto più impreparato a difendersi quanto più consapevole di non avere commesso alcun illecito, per non parlare di reato? Prendiamone nota, e facciamone buon uso.

barbara

SPIGOLATURE 2

Dice il signor Domenico Arcuri, “commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all’emergenza COVID-19”:

“Distribuiremo, a titolo gratuito, al sistema sanitario le mascherine”.

Cioè, capite, questo sente la necessità di precisare che i medici ospedalieri non dovranno pagare di tasca propria le mascherine che verranno loro fornite. Come direbbe Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia: “Grassie… grassie…” E a proposito di mascherine per noi comuni mortali:
50 c
calmieramento
E magari leggi anche qui.
Poi ci sono quei famosi congiunti, affetti stabili e via straparlando, su cui si pronuncia l’imprescindibile Andrea Marcenaro:

Sul significato esatto di “congiunti”, allora, siamo finalmente d’accordo: genitori, figli, sorelle, fratelli, nonne/i, zie/i, nipoti, cugine/i, compagne/i, fidanzate/i, conviventi svincolate/i da unioni civili etero, o omosessuali, oppure non conviventi, solo amanti, etero o omo che siano, legate/i però da relazione affettiva stabile. Oh! E chiarita la cosa, non resta che preavvisare i carabinieri: personalmente sono bisessuale, poligamico naturale, multibifidanzato, profondamente affezionato e stabilmente legato a tutte e tutti loro. Anzi, cercasi pullman.

In vostro aiuto comunque, per aiutarvi a districarvi nella complessa materia, vi verrà in aiuto 3749° documento di autocertificazione
dich. affetti
però non cercate di fare i furbi, eh, che la polizia controllerà attentamente
affetti
Nel frattempo il sinistrissimo organo della sinistrissima UCEI, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (mi sa che quest’anno cercherò qualcun altro a cui dare l’8‰) lancia un grido d’allarme per la democrazia in pericolo:

Gli autocrati e il virus. L’emergenza sanitaria, in alcuni Paesi, si sta trasformando in un’occasione imperdibile per cancellare diritti e libertà. Lo ricorda Ezio Mauro, in un editoriale su Repubblica che guarda anche a quel che sta accadendo in Ungheria. Viktor Orbán, tra le varie azioni intraprese, ha infatti mandato “i corpi speciali dell’esercito a presidiare dall’interno le grandi aziende e ha tagliato le entrate dei Comuni, per colpire l’opposizione che si sta coagulando attorno ai sindaci, mentre nuove leggi di censura vietano ogni critica e la riscrittura dei libri di scuola ripropone scrittori antisemiti e cancella le glorie della letteratura magiara come il Nobel Imre Kertész”.

Dettaglio del tutto trascurabile il fatto che l’Ungheria sia, credo, l’unico Paese europeo in cui non c’è bisogno di presidi di polizia davanti a sinagoghe e scuole ebraiche. Dettaglio del tutto trascurabile che Orban abbia chiesto al Parlamento, e ne abbia ottenuto dopo regolare votazione, pieni poteri per poter fronteggiare l’epidemia senza i ritardi della burocrazia, mentre da qualche altra parte i pieni poteri siano stati scippati senza chiedere autorizzazioni di sorta e senza limiti di tempo e lasciando in piena attività l’intero apparato burocratico che rallenta criminalmente ogni provvedimento atto a mitigare i disastri provocati dalla situazione (sempre che siano poi vere le altre cose che dice a proposito dell’Ungheria). Situazione su cui sembrano avere qualcosa da dire, oltre alle persone già citate in altri post, sia Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte Costituzionale, sia l’attuale presidente, Marta Cartabia

Quanto alle conseguenze dell’ultimo dissennato prolungamento della chiusura, secondo alcuni calcoli pare che questo provocherà la chiusura definitiva di almeno mezzo milione di attività, il che significa decine di milioni di persone senza lavoro. Ossia senza reddito. Ossia 0 tasse che arriveranno allo stato per funzionare. E che l’uomo che parla a nome del governo quando il resto del governo è stato in realtà esautorato ed è rimasto solo lui, che quest’uomo, dicevo, possa ignorare queste conseguenze, credo proprio di poterlo escludere, quindi a uno viene da porsi qualche domanda. Sembra comunque che qualcosa abbia finalmente cominciato a muoversi: a Tolmezzo, in Friuli-Venezia Giulia

a Padova

e qualcuno ha detto che a Genova si stanno organizzando. E attenzione ai bambini:

Proseguo con una cosa ironica (almeno spero…)

DA UN AMICO BARISTA:
Bar. – Sono chiuso da oltre DUE mesi e finalmente posso riaprire. Alzo la saracinesca?
Esp.= No, no. Calmo, stai calmino. Devi far “sanificare” il locale.
Bar. – Ma scusate, non ci entra nessuno da un mese… chi volete che lo abbia infettato?
Esp. = Non importa. Va “sanificato”…
Bar. – Chi lo sanifica?
= Un’azienda autorizzata e iscritta all’albo. Poi ti rilascia un certificato che devi appendere in un posto visibile dentro il tuo bar e ti consegna le schede dei prodotti che ha usato per sanificare…
Bar. – Ok. Poi alzo la saracinesca e comincio a vendere?
Esp. = No. Tieni presente che puoi stare aperto dalle 7 alle 14.
Bar. – Azz. Il pomeriggio e la sera no?
Esp. = No. Ah… guarda che il personale dentro il bar deve avere cappello, mascherina, camice e sovrascarpe.
Bar. – Ma se nemmeno in ospedale hanno le soprascarpe. Va beh… poi posso far entrare i clienti e…
Esp. = Cosaaaa? I CLIENTI?
Bar. – Si.
Esp. = Ma sei scemo? I clienti possono solo telefonare e tu gli porti la roba a casa.
Bar. – Cioè io faccio sanificare, mi bardo come un operatore dell’ospedale Covid e posso solo fare consegne a domicilio? E solo di mattina? Tutt stu burdell per “Mi portate tre caffè e un cornetto, i caffè con zucchero a parte”?
Esp. = Si, è così.
Bar. – Ma se è solo per consegne a domicilio perché solo fino alle 14? Lo facevo tutto il giorno, almeno recuperavo un po’…
Esp. = No, è pericoloso. Ah, a proposito, guarda che il pomeriggio quando chiudi, ogni giorno, devi sanificare di nuovo.
Bar. – E me faccio fa n’atu certificato?
Esp. = No. La sera devi solo annotare sul registro chi ha sanificato quel giorno, che attività ha svolto e che prodotti ha usato.
Bar. – sopra un registro? Faccio un registro delle pulizie?
Esp. = Esattamente!
Bar. – Scusa, esperto: ti posso fare una domanda?
Esp. = Sono qui per questo, dimmi.
Bar. – A quanto lo metto un caffè consegnato a domicilio?
Esp. = Bah… non saprei…
Bar. – Te lo dico io: almeno a 20 euro altrimenti ci vado a perdere. Aprite voi
“Esperto”. Ho capito…
Barman; Io me sto a casa.
Copiato ed incollato… solidarietà (qui)

E una seria

Egregio Sig. Conte, io non ci sto.

Se dopo 36 anni di quotidiano e onorato lavoro di colazioni al bar, Lei e gli Scienziati mi “permettete” di aprire a giugno SENZA AIUTI veri non ci sto. Lei sa tutto di noi, i nostri redditi, i nostri più intimi debiti che abbiamo contratto e sa benissimo che così non si può ripartire. SENZA AIUTI VERI NON SI RIPARTE. Le nostre aziende non erano pigre, ne’ viziate, nè garantite da nessuno ma andavano avanti. Se non riesce a dare aiuto concreto in qualsivoglia ragionata maniera non può pretendere che comprenda le sue scuse per l’inps che non ha ancora esaudito le richieste, per la cassa integrazione che non si vede, son passati due mesi e ce ne chiede un altro. Guardi i registratori obbligatoriamente collegati a gennaio e tutta la fatturazione costata migliaia di euro e li ricontrolli quando riapriremo (se riapriremo) e si metta una mano sulla coscienza. Se sky mi scrive addolorato che blocca i pagamenti fino a maggio, se vodafone regala giga io non ci faccio niente. Vorrei perlomeno che lo Stato che rispetto, a sua volta mi rispetti, da sempre ho lavorato per lo Stato, ultimamente fino ad agosto versando ben oltre il 70 per cento in tasse dirette ed indirette . VOGLIO AIUTI DAL VERO non ulteriori debiti con le banche. Capisco il problema della salute, se non ci sono certezze posso stare anche chiuso, ma non mi faccio chiudere. Pretendo non parole ma FATTI E FUTURO. Marco Quattrini.

E ora una piccola cosa mia. Piccola per me e per chi mi legge, ma non certo per i protagonisti. Ieri, in centro, ho visto il primo negozio con sulla vetrina il cartello AFFITTASI. Evidentemente avevano resistito in attesa della fatidica fase due, in attesa di poter finalmente ripartire. Invece è arrivata la tremenda, micidiale mazzata di Conte. E hanno dovuto prendere atto che era finita. La loro strada è diventata un vicolo cieco, un tunnel senza luce in fondo. Non potranno mai più ripartire. Un cazzotto allo stomaco mi avrebbe fatto meno male. E tutto questo sfacelo è stato almeno di qualche utilità? Andiamo a leggere i dati: il 44,1% delle infezioni si è verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro. Non c’è traccia di contagi presi in giro o da persone che non rispettavano l’ordinanza. E il bollettino quotidiano? Il 26 aprile sono morte 260 persone, il 27 333, il 28 382 (fra cui 37 infermieri, mentre il bilancio totale dei medici sale a 152). E l’impietosa risposta è no, non è stato di alcuna utilità, né il blocco di tutte quelle attività, né una segregazione tanto feroce, che non ha pari nel resto d’Europa. E io mi pongo una domanda. Gli esperti ci avevano detto, fermiamoci per due settimane: questo è il tempo di incubazione del virus; se ci fermiamo il virus non circola più, si ammala chi sta già incubando e poi è finita. Ci abbiamo creduto e ci siamo fermati. Sono passate due settimane, poi tre, poi quattro, poi cinque, sei, sette, ora siamo all’ottava, e il virus a fermarsi non ci pensa neanche di striscio. Gli esperti, chiaramente, si erano sbagliati. Ok, succede, soprattutto quando si ha a che fare con una situazione nuova che non possiamo confrontare con niente di conosciuto, quindi niente anatemi, niente richiesta di teste da far rotolare (mica ci chiamiamo Guccini, noi), niente improperi. Però, questa è la mia domanda: perché quando questi stessi esperti ci dicono che per fermare il virus dobbiamo restare fermi e barricati in casa e isolati ancora per una, due, quattro settimane, perché dobbiamo credere che stavolta invece stiano azzeccando la soluzione giusta?

barbara