TENDI LA MANO, ISRAELE

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Tendi la mano, Israele, anche se non c’è nessuno a stringerla, e prendi il mondo a testimone di questa mano tesa. Finalmente si saprà chi sei: non una scheggia occidentale piantata nel cuore del Mondo Arabo, ma la punta di diamante del Medio Oriente nel mondo. (qui)

barbara

AGGIORNAMENTO
mi si fa notare (non me n’ero accorta, confesso), la zebiba sulla fronte dell’egiziano


che spiega tutto.

 

GUARDATE QUEST’UOMO

Dov Moran
Guardatelo bene. Si chiama Dov Moran. È l’inventore della chiavetta USB. Imprimetevi bene nella memoria la sua faccia e il suo nome perché È ISRAELIANO! DOVETE BOICCOTTARLO!
Poi se avete un paio di minuti date un’occhiata qui,

che forse ci trovate qualche altro ghiotto boccone da boicottare.
Nel frattempo continua a regnare sovrano lo spirito olimpico. La stretta di mano, da sempre consuetudine alla fine di un incontro tra due avversari, non è però obbligatoria. L’inchino invece sì, e per questo l’atleta egiziano viene richiamato e rispedito indietro a farlo. E almeno questo, come possiamo vedere, lo fa con grandissimo slancio ed entusiasmo.

barbara

IL PECCATO DI OMAR

Omar Sharif, intendo,
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morto la scorsa settimana, il grandissimo attore, reso noto da Lawrence d’Arabia e portato ai vertici del successo da Il dottor Živago, con oltre 100 film al suo attivo. Magari tutte voi, amiche, siete state un po’ innamorate di lui; magari tutti voi, amici, ne siete stati almeno un po’ invidiosi e gelosi, per via di quel suo fascino da bel tenebroso, con gli occhi neri e il suo sapor mediorientale. Ma sappiate che non sempre le cose sono come sembrano. Sappiate che il vostro idolo non è una creatura innocente. Omar Sharif ha sulla coscienza un mostruoso, gigantesco, imperdonabile peccato, a causa del quale nel 1968, letteralmente dalla sera alla mattina, è stato bandito, insieme a tutti i suoi film, dall’Egitto, suo Paese natale, e da molti Paesi arabi. Il suo crimine? Ve lo dico subito: ha recitato nel film Funny Girl accanto a Barbra Streisand.
Funny Girl
Sì, avete capito bene: questo ignobile individuo ha osato recitare insieme a un’EBREA! (Sì, lo so, vi ho demolito un mito e adesso non ci dormirete più la notte, ma la verità va detta, costi quel che costi, qui)

barbara

GIUSTO PER CAPIRCI

Chi, dei leader israeliani e palestinesi, è nato in Palestina?

LEADER ISRAELIANI:

BENJAMIN NETANYAHU,
Nato il 21 Ottobre 1949 a Tel Aviv 

EHUD BARAK,
Nato il 12 Febbraio 1942 a Mishmar HaSharon,
Mandato britannico di Palestina

ARIEL SHARON,
Nato il 26 Febbraio 1928 a Kfar Malal,
Mandato britannico di Palestina

EHUD OLMERT,
Nato il 30 Settembre 1945 a Binyamina-Giv’at Ada,

Mandato britannico di Palestina

ITZHAK RABIN,
Nato il 1° Marzo 1922 a Gerusalemme,

Mandato britannico di Palestina  

ITZHAK NAVON,
Presidente della Repubblica 1977-1982. Nato il 9 Aprile 1921 a Gerusalemme, Mandato britannico di Palestina  

EZER WEIZMAN,
Presidente della Repubblica 1993-2000. Nato il 15 Giugno 1924 a Tel Aviv, Mandato britannico di Palestina


LEADER ARABI “PALESTINESI”
:


YASSER ARAFAT
,
Nato il 24 Agosto 1929 al Cairo, Egitto 

SAEB EREKAT,
Nato il 28 Aprile 1955, in Giordania. Ha la cittadinanza giordana.  

FAISAL ABDEL QADER AL-HUSSEINI,
Nato nel 1948 a Bagdad, Iraq.  

SARI NUSSEIBEH,
Nato nel 1949 a Damasco, Siria. 

MAHMOUD AL-ZAHAR,
Nato nel 1945, al Cairo, Egitto. 

E così i leader israeliani nati in Palestina sarebbero “coloni” o “invasori”, mentre i leader arabi palestinesi nati in Egitto, Siria, Iraq e Giordania sarebbero “nativi palestinesi”?!?!?

barbara

QUARANT’ANNI FA LA GUERRA DEL KIPPUR

Stavano scorrendo gli ultimi giorni della guerra del Kippur, quarant’anni fa: quella in cui Israele ha seriamente rischiato di scomparire – perché loro, quando perdono una guerra, dopo un po’ si rimettono in piedi, fanno qualche roboante dichiarazione, alzano il livello delle loro pretese e il mondo li ascolta, il mondo li comprende, il mondo intima a Israele di fare qualche serio gesto di buona volontà nei loro confronti. Ma se Israele dovesse perdere, smetterebbe di esistere all’istante. E quella volta il rischio è stato grosso davvero. Della guerra del kippur mi sono occupata qui, con una ricostruzione di Carlo Panella, e qui, con uno straordinario power point con le immagini di quella guerra.
Quest’anno vi offro un po’ di numeri: quelli delle forze in campo.
schieramenti kippur
I numeri per spazzare via Israele, come vedete, c’erano tutti (come c’erano nel ’48, del resto). Ma ancora una volta Israele, nonostante tutto e contro tutto, ce l’ha fatta. Per due motivi, direi: uno è questo
Parfois une image vaut plus qu'un long discours
L’altro è che non c’è alternativa alla vittoria, perché Ein li eretz acheret: non c’è un’altra terra.

barbara