26 GENNAIO 2007 – OVVERO LELEGÌA

Quindici anni fa se ne andava, in questo giorno, Emanuele – Lele Luzzati. E lo voglio ricordare con un bel libro a lui dedicato dall’amica Adriana Ferrari, Lelegìa, appunto: un po’ biografia, un po’ narrazione  rievocazione ricordo nostalgia, un po’, anche, autobiografia, e un po’ elegia: l’elegia di Lele. E un po’ tanto tanto sorriso, a cui è dedicato il sottotitolo: il sorriso di Lele Luzzati,

così candido, così timido, così ingenuo, così disarmante. Così infinitamente dolce. Quelli narrati qui sono gli anni della frequentazione di Adriana col Maestro, dalla folgorazione di una trasmissione di Sorgente di vita fino all’ultima visita, una settimana prima della morte, all’ultima telefonata, due giorni prima che se ne andasse – forse, chissà, ucciso dal buio:

«Siamo al buio, devo tenere le luci accese, ci sono i ponteggi con gli operai che rifanno la facciata, e le persiane sono chiuse. Non posso aprirle.»
Aveva scrollato un po’ la testa, mestamente; Lele amava tanto la luce del sole.
[…]
«Mi hanno detto: Stia tranquillo, in tre mesi finiamo. Non capiscono che, alla mia età, tre mesi sono un tempo lunghissimo. Senza luce, non vivo».

Un piccolo grande atto d’amore nei confronti di un grande Artista, un grande Maestro, un grande Uomo, che lo fa conoscere meglio anche a noi.

Adriana Ferrari, Lelegìa, CTL (Livorno)

E un piccolo omaggio, al grande Emanuele Luzzati, anche da me.

barbara

CHAD GADYA – UN CAPRETTO

Canto inserito nella Haggadah di Pesach nel XVI secolo (qui informazioni utili e testo) e da allora cantato ogni anno come parte integrante delle celebrazioni di Pesach. Io però ve lo propongo nella speciale interpretazione di Chava Alberstein, che vi ha messo una sua aggiunta personale dal momento che, se la storia di base non cambia, poi mi dor le dor, di generazione in generazione, la Storia si incarica di aggiungere nuove tragedie e a imporre nuove riflessioni.

Quest’altra speciale versione italiana che vi propongo invece, è ciò che accade quando due Grandi Maestri prendono in mano un capolavoro e lo fanno proprio. Buon ascolto e buona visione.

AGGIORNAMENTO: il video con le illustrazioni di Emanuele Luzzati a quanto pare non esiste più, quindi vi dovete accontentare di questo:

barbara