NELL’ESERCITO DI ISRAELE

Dopo i soldati in sedia a rotelle
dana-ofir
dopo i soldati autistici
yael-lapid
dopo i soldati mutilati
IDF
dopo i soldati (ufficiale, per la precisione) cerebrolesi
Jonathan Cohen
dopo i soldati Down
IDF Down
arriva ora anche la soldatessa nana
nana IDF
Nessuno di loro ha l’obbligo di servire nell’esercito, ma a tutti loro è riconosciuto il diritto di farlo, affinché ognuno, se lo desidera, possa avere l’onore e l’orgoglio di dare quanto può (così come all’alba dell’era dei Kibbutzim, mentre le femministe europee e americane combattevano per ottenere gli stessi diritti degli uomini, quelle israeliane combattevano per ottenere gli stessi doveri). Ricordando – come già altrove ho avuto l’occasione di dire – a tutti quelli che “Israele come la Germania nazista”, che nella Germania nazista tutti i protagonisti delle foto qui sopra finivano in gas con l’attiva collaborazione dell’esercito, in Israele vengono accolti nell’esercito con l’attiva collaborazione di tutto il popolo.

barbara

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RISERVISTI CONTRO BREAKING THE SILENCE

Decine di riservisti dell’esercito israeliano hanno costituito un’organizzazione chiamata “Riservisti sul fronte” per denunciare l’ONG Shovrim Shetika (Breaking the Silence) nei tribunali per diffamazione. Amit Dray, comandante della riserva e leader di questa lotta dice: “Per molto tempo abbiamo raccolto documenti che dimostrano che Shovrim Shetika mente e falsifica i fatti al fine di infangare i soldati e gli ufficiali di Tsahal, in Israele e all’estero”. Egli accusa questa ONG per prendere casi isolati, spesso inventati o approssimativi, per presentarli come se fossero la norma in vigore nell’esercito. Questo gruppo si rivolgerà la settimana prossima al consigliere legale del governo al fine di ottenere l’autorizzazione a presentare denuncia per diffamazione perché si tratta di soldati dell’IDF. Il gruppo ha anche scritto al primo ministro, accusando Shovrim Shetika di alimentare la campagna BDS. Tra il primo ministro e una delegazione del gruppo di riservisti è stato fissato un incontro. (qui, traduzione mia)

Ed ecco i risultati del lavoro dei riservisti, persino al di là delle più pessimistiche previsioni. Chi chiama fascista la cosiddetta destra israeliana e progressista nonché incommensurabilmente buona la sinistra, sarà il caso che si decida a farsi un esame di coscienza. Poi, nel caso a qualcuno fosse sfuggito, ci sono anche i veri e propri boia, complici diretti di torture e assassini. Sempre a sinistra, ovviamente, fra i belli buoni progressisti antifascisti.

barbara

MADRI D’ISRAELE – GHEFEN

Chiudete per un attimo gli occhi e provate ad immaginare un soldato, una soldatessa dell’esercito israeliano.
Divisa, fucile sotto la spalla destra, volto serio, impassibile.
Ora aprite gli occhi.
Vi presento Ghefen Stolero. Vent’anni, originaria di Netanya.
Niente fucile sotto la spalla, il viso costantemente illuminato da un meraviglioso sorriso. Solo la divisa verdognola ci pone un grande interrogativo sulla sua persona.
“Faccio parte di un’unità molto speciale”, mi accenna con uno sguardo complice.
Madre di Israele, serve lo Stato con amore e dedizione, con una passione che la contraddistingue. Il ruolo di Ghefen all’interno dell’esercito è, infatti, davvero singolare.
“Mi occupo di un gruppo di ragazzi tra i dodici ed i diciotto anni. Ragazzi che hanno sofferto, che sono stati abbandonati, raccolti dalla strada. Ragazzi che hanno conosciuto solo odio e tradimenti, solo violenza ed indifferenza. Privi di una qualsiasi forma di educazione, diffidano delle persone e dello Stato. Per questo motivo ogni mattina indosso la divisa ed entro sorridendo nella struttura che li ospita, per dimostrar loro che lo Stato, nel quale non credono più, tiene a loro, si prende cura di loro, crede ancora in un futuro migliore”. Ascolto commosso. “Proviamo a combattere la delinquenza giovanile, collaboriamo con psicologi e assistenti sociali. Cerchiamo di mostrar loro un mondo che non conoscevano prima, del tutto nuovo, ancora sconosciuto”. Ghefen, oltre a ricoprire il ruolo di mamma, sorella e migliore amica, si occupa di prepararli al momento dell’arruolamento all’esercito, psicologicamente e fisicamente. “Ho deciso io di entrare a far parte di questa unità, ho dovuto fare diversi colloqui per essere accettata, ottenendo infine l’approvazione da parte del ministero dell’Istruzione. Purtroppo il mio ruolo è sottovalutato e spesso deriso all’interno della società, il fatto di girare senza fucile a quanto pare mi rende una soldatessa meno credibile”, mi confida con una nota amara, ma le soddisfazioni non vengono mai a mancare. “Strappar loro un sorriso, guadagnarmi la loro fiducia, insegnar loro qualcosa di nuovo: questi sono i miei più grandi traguardi”.
David Zebuloni (27 agosto 2015, Moked)
Ghefen Stolero
Quell’Israele che ci sorprende. Quell’Israele che ci commuove. Quell’Israele che amiamo e ameremo sempre.

barbara

TUTTO TZAHAL MINUTO PER MINUTO

Tzahal, per i meno addentro alle sionistiche cose, sarebbe l’IDF, l’esercito di difesa israeliano, quella roba mostruosamente criminale che si diverte a fare “stragi per lo più inutili di bambini e civili” [dal che sembrerebbe potersi dedurre che ogni tanto capita che le stragi di bambini e civili si rivelano utili. Forse sono quelle perpetrate in Siria, o in qualunque altro luogo non infestato da israeliani], oltre ad altre inenarrabili nefandezze. Lo trovate qui, cominciando dal basso (grazie ad Anna Rolli per la segnalazione).
tzahal-phil
barbara