UN SACCO…

Un sacco di politica interna.

Per quanto riguarda i “famosi” 49 milioni di cui tutti sanno tutto, un paio di considerazioni di non trascurabile importanza.

La recente sentenza della magistratura genovese sui conti della Lega, fino al recupero immediato dei famosi 49  milioni di Euro, appare una clamorosa conferma del marasma legislativo e dell’arbitrio che sembrano caratterizzare la nostra democrazia (democrazia?).

Intanto qualche precisazione, per avere una quadro passabilmente chiaro del problema.

1-I fatti risalgono a circa dieci anni fa, quando segretario della Lega era Bossi e l’amministratore era Belsito.

2- I soldi contestati sono poco più di 300.000 Euro, ma i giudici pretendono il recupero di 49 milioni di Euro, cioè l’intero ammontare del finanziamento pubblico ricevuto dalla Lega negli anni 2008- 2010 (ora il finanziamento pubblico non esiste più), contestandone l’invalidità di principio per l’intero ammontare, perché considerato infedele.

3- In un caso analogo il partito La Margherita, con Rutelli segretario e Lusi amministratore, non fu tenuto a rimborsare i soldi rubati e anzi fu considerato parte lesa e risarcito.

4-Bossi e Belsito sono stati condannati solo in primo grado, ma i giudici non si sono fermati davanti ad una simile quisquilia, pretendendo il recupero immediato dei soldi e condannando la Lega di Salvini a morte certa per asfissia. (consiglio di leggere anche il resto del post qui)

E ancora, per una più dettagliata analisi tecnica della questione, raccomando di leggere qui.

barbara

RIFLESSIONI SUI FATTI DI TURCHIA

Che preferisco far precedere da queste altre riflessioni non di un addetto ai lavori, bensì di un comune cittadino dotato di semplice logica e buon senso. A cui aggiungerei il mio ammirato stupore per la supersonica velocità con cui il signor Erdogan è riuscito a compilare in poche ore, come reazione al golpe, liste di proscrizione con decine di migliaia di nomi; anzi, a dirla tutta, sono proprio scioccata, scioccata.
E passo alle riflessioni mie.
Questa è una lista, forse neanche completa, degli elementi epurati.
epurati Turchia

Non ci sono i giornalisti, come potete vedere, perché non è più necessario: nel solo 2016 ne sono stati licenziati 894, in aggiunta al fatto che la Turchia detiene il record mondiale di giornalisti in prigione (altre interessanti informazioni qui), quindi l’informazione era già imbavagliata da prima e non c’è bisogno di occuparsene ulteriormente.
Esercito. Una robusta epurazione degli elementi ostili era avvenuta cinque anni fa, sotto il pretesto di “notizie certe” di un golpe in preparazione. Con quest’altro scossone nell’esercito non c’è più nessuno che possa in futuro organizzare azioni come quelle più volte messe in atto in passato dall’esercito per ristabilire laicità e stabilità in Turchia.
Polizia. Eliminati tutti coloro che potrebbero manifestare dissenso in nome della giustizia, della coscienza, del dovere.
Giustizia. Eliminati tutti gli elementi convinti che la giustizia debba prevalere sulle ideologie. Scongiurato quindi il pericolo che a qualcuno possa in futuro venire in mente di incriminarlo per le sue azioni.
Istruzione. Nelle scuole d’ora in poi verranno impartite unicamente lezioni islamicamente corrette, e di assoluta fedeltà al padrone.

Quindi Erdogan ha realizzato un controllo completo su tutti gli ambiti sociali, politici e militari del Paese. Il risultato di tutto questo è evidente: Erdogan è il padrone assoluto della Turchia, la dittatura saldamente installata, ogni possibilità di dissenso annientata alla radice, spalancata la strada per l’applicazione integrale della sharia come legge di stato.
E vedo che anche a qualcun altro è venuto in mente il paragone che è venuto in mente a me, fermo restando il fatto che l’attentato, pur maldestro e quindi fallito, era comunque autentico. Molto più appropriato, per quanto riguarda la messinscena, il paragone con l’incendio del Reichstag.

barbara