E ANCHE DEBORAH FAIT PER L’ENNESIMA VOLTA

è stata messa in castigo da facebook. Il crimine? Questo:
sono musulmano
Eh sì, stavolta è stata proprio cattiva cattiva cattiva. Epperò, nonostante la sua immensa cattiveria nonché giudaica perfidia, quelli di facebook invece sono stati smisuratamente buoni: invece del solito mese di sospensione le hanno fatto lo sconto e le hanno dato solo ventinove giorni.

PS: ma ve lo immaginate se oggi…

barbara

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FACEBOOK, LA SVEZIA, LA RELIGIONE DI PACE, I PENSIONATI ECCETERA ECCETERA

Durante l’interrogatorio, la pensionata ha spiegato: “Mi sono arrabbiata quando ho letto come funziona con gli immigrati e come essi evitino le punizioni per tutto ciò che fanno. Vengono assolti anche se rubano e fanno altre cose. È ingiusto che coloro che commettono gravi crimini possano essere rilasciati…”. La pensionata ha detto che non avrebbe scritto quelle parole se avesse saputo che era illegale. Evidentemente l’ha fatto con la convinzione errata di vivere ancora in uno Stato di diritto democratico. A gennaio, la donna è stata condannata a pagare un’ammenda di 4 mila corone svedesi (443 dollari). Vive con una pensione di soli 7 mila corone svedesi (775 dollari) qui.

Della Svezia prostituita alla religione di pace, della Svezia con interi quartieri in cui non entra neppure la polizia, della Svezia in cui gli stupri aumentano in maniera esponenziale, della Svezia in cui essere ebrei è altamente sconsigliato, si è scritto ripetutamente in questo blog. Adesso sappiamo che la Svezia non è neppure più uno stato di diritto. Non per gli infedeli, per lo meno; diciamo che c’era uno stock di diritti da distribuire, e si è scelto di distribuirli tutti ai fedeli della religione di pace, lasciandone totalmente sprovvisti tutti gli altri. L’aria della non equa distribuzione spira un po’ dappertutto, ma la Svezia, come sempre, è all’avanguardia.

Da noi, per il momento, anche se fortemente sconsigliato, non è, credo, ancora vietato dalla legge. A scoraggiare gli incauti provvede però quella signorina allegra di facebook. L’ultima vittima della serie è Alberto Levy, che per questo post
A. Levy
è stato sospeso per un mese. Gli amici che ne sono a conoscenza vorrebbero diffonderlo, ma non si azzardano a pubblicare il suo post per non rischiare di essere a loro volta sospesi. Per questo ho voluto fare questo post, affinché chi voglia far conoscere la sospensione di Alberto Levy e il motivo per cui è stata messa in atto, lo possa fare condividendo questo post. Come potete vedere, nel titolo e in tutta la prima parte, che compare nelle condivisioni, ho evitato il termine tabù che potrebbe scatenare l’ira del feisbucchiano Minosse che sta orribilmente, e ringhia: essamina le colpe ne l’intrata; giudica e manda secondo ch’avvinghia.

E per non farci mancare niente, aggiungiamo la Germania, a suo tempo aiutata dalle SS musulmane, che ricambia il favore rifiutando di dichiarare terrorista Hezbollah. Come cantava quel tale, “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.

barbara

GLI EBREI SONO DI UNA RAZZA INFERIORE

Un tema sul razzismo vira decisamente verso l’antisemitismo. Da qui il voto basso, la reazione della studentessa su Facebook, la bocciatura.

Scrive nel compito in classe sul razzismo che quella ebrea “è una razza inferiore”. Il docente, nella correzione del lavoro, l’ultimo dell’anno scolastico, sottolinea gli errori storici e le citazioni di presunti studiosi della genia umana. Quindi decide di valutarlo con il voto: insufficiente. La ragazza si ripresenta a scuola con degli opuscoli dai quali avrebbe estratto il succo del suo tema. La docente spiega che si tratta di teorie dalle basi inconsistenti. Qualche ora dopo, su facebook, nel profilo della studentessa, la foto del compito con tanto di correzioni e una lunga serie di epiteti e insulti alla “insegnante comunista del c… che difende gli ebrei”. Frasi lette e commentate da diversi utenti e dagli amici dell’adolescente. Qualcuno, però, ha pensato di fotografare il piccolo “forum” e mostrarlo all’insegnante. A quel punto nasce “il caso”. All’unanimità la scuola decide per il cinque in condotta, un voto che significa bocciatura.

Tutti i dettagli nell’articolo di Vito Fiori sull’Unione Sarda oggi in edicola.

Venerdì 05 luglio 2013 11:58 (qui)

Beh, certo, un’insegnante che arriva addirittura a difendere gli ebrei, metterla alla gogna è davvero il minimo.

barbara

POST SCRIPTUM: in fatto di Sardegna, ebrei e razze, dovete assolutamente andare a leggere questa autentica perla.