SU AQUARIUS E DINTORNI 4

(ultima, salvo imprevisti)

Inizio con qualche informazione su chi tira i fili e incassa i soldi del fenomeno migratorio, che trovate qui.

Proseguo con questo strepitoso video, che dimostra che forse qualcosa, in ambito giornalistico, sta cominciando a muoversi

e concludo con quest’altro video di tre anni fa con protagonista Gianluca Buonanno, prova vivente, anzi, ex vivente, dato che se n’è andato appena cinquantenne due anni fa, che è proprio vero che sono sempre i migliori che se ne vanno (mentre io sono ormai la prova vivente che è proprio vero che i peggiori restano, e qualcuno dovrà prima o poi farsene una ragione).

barbara

AGGIORNAMENTO: qui. (Posso farmi una grassa risata?)

NOTA: Per quanto riguarda il primo video mi si segnala, con annessa documentazione, che il montaggio non è del tutto rispettoso dell’esatta sequenza dei fatti.

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E PRIMA DI CAMBIARE DISCORSO

Impossibile non dare la parola al mitico, imprescindibile Andrea Marcenaro.

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Siamo fieri del Giro d’Italia filosemita

Ci piace da morire che le biciclette partano quest’anno da Israele

Ancora è in corso la pressione palestinista, così detta per dire di una complessa comunità araba la quale resta una via di mezzo tra ex giordani e non so, sui confini israeliani di Gaza. E l’altro giorno Abu Mazen, che sarebbe poi una via di mezzo tra un Arafat e un Fantozzi coi miliardi, ha scelto di indossare il vestito del primo, vale a dire di una via di mezzo tra Himmler e Nasser, per estrarre dalla kefiah una sua personale riedizione del Protocollo dei Savi di Sion, pubblicazione che rappresenta in maniera esemplare una via di mezzo tra la mascalzonata e l’orrore. Cioè: se la sono cercata, gli ebrei, Hitler coi forni glie l’ha fatta solo trovare. Bon. Prima in quanto europei, poi come italiani, siamo evidentemente orgogliosi di essere rappresentati in tutto ciò dalla commissaria Mogherini la quale, via di mezzo tra il nulla e il magico incrocio tra Obama e D’Alema, non pronuncia parola se non sente Teheran. Siamo fieri della mamozza nostra, in sintonia con l’Europa, epperò, lei ci perdonerà, restiamo filosemiti inguaribili. Fuori moda, in altri termini, povere vie di mezzo tra tradizioni e tendenze. Ci piace da morire, facciamola breve, che le biciclette del Giro d’Italia partano quest’anno da Israele. Prima tappa Gerusalemme, sede naturale delle prossime ambasciate, perciò a cronometro. Seconda in volata, sul lungomare di Tel Aviv, dove i bar sulla spiaggia fanno dei Negroni che levati. Terza a Eilat, 229 chilometri verso il Mar rosso tagliando il Negev. Siamo tutti una via di mezzo, questo è innegabile: tre tappe, poi di nuovo l’Italia. A pedalare. Dio quanto ci piace, però, che anche in Israele siano tappe di sola andata e il diritto al ritorno se lo pigli nel culo.
Andrea Marcenaro, il Foglio, 4 maggio 2018

E niente, quest’uomo si può solo adorare.

barbara

UN PAIO DI OPINIONI RACCATTATE QUA E LÀ

Inizio dalla più autorevole, quella dell’eroico rabbino – che rabbino in realtà non è ma lui giustamente si spaccia per tale, avendone tutte le doti di probità, onestà, sincerità, giustizia, intelligenza, saggezza, cultura, nonché suprema autorevolezza – che primo e forse unico ha osato dire, e testimoniarlo in un pregevole libro che potrete trovare in tutti i migliori siti nazisti, che la storia degli omicidi rituali per spillare il sangue con cui impastare le azzime di Pesach non è leggenda antisemita bensì realissima realtà. Tesi che, a ben guardare, fa capolino anche da questa lucida analisi di quanto avvenuto al confine fra Israele e Gaza.
Toaff su Gaza
E poiché gli antichi saggi, che erano molto saggi (lo dice la parola stessa) sostenevano che
Ἐν οἴνῳ ἀλήθεια, In vino veritas, (e, come disse un altro grande saggio, in grappa figuriamocis) le parole dell’esimio “rabbino” Ariel Toaff, devono sicuramente essere un purissimo distillato di verità.

Passo a Dore Gold:
Dore Gold
Traduco per i non anglofoni:
Alcuni dati basilari dimenticati: gli eventi di Gaza riguardano un’organizzazione illegale, Hamas, definita gruppo terroristico anche dagli stati arabi, che sta perseguendo una finalità illegale, ossia cancellare per mezzo della forza un confine internazionale, usando mezzi illegali quali il mescolare agenti armati con i civili.

E questo è veramente un dato basilare da tenere sempre presente.

Proseguo con questo breve testo, da standing ovation:

Tutti lodino i 100 tiratori israeliani schierati sul terrapieno di Gaza

Tutti lodino i 100 tiratori israeliani schierati sul terrapieno al confine con Gaza. Non solo il primo ministro Netanyahu, non solo il ministro della difesa Lieberman, non solo gli ebrei, non solo gli ebrei israeliani, non solo l’esercito israeliano (in cui militano, ricordarselo, molti drusi, beduini, arabi cristiani…), non solo i filo-semiti: anche gli anti-semiti. Anche un anti-semita la notte vuole dormire in pace, una volta chiusa la porta del proprio appartamento. E i 100 tiratori israeliani non hanno difeso solo se stessi e il loro Stato, hanno difeso un’idea universale. Il terrapieno di Gaza è un archetipo del confine. “Abbattere le frontiere vuol dire consegnare il mondo al caos” avvisa Jean Clair. Se le torme ululanti di palestinesi avessero superato quel terrapieno nessuno avrebbe più potuto dormire tranquillo, da nessuna parte. Tutti lodino i 100 tiratori israeliani schierati sul terrapieno di Gaza contro la violenza del numero.
Camillo Langone, Il Foglio

Non può mancare il solito strepitoso Giulio Meotti.

Immaginate se venerdì scorso Hamas avesse portato quelle 30.000 persone, miliziani armati, famiglie e bambini a marciare verso il confine siriano. Assad avrebbe ordinato a un battaglione di alawiti di sparare sulla folla. Ci sarebbero stati 200 morti. Poi, per dissuaderli dal farlo di nuovo, avrebbe loro lanciato due barrel bombs. Altri 80 morti. Infine, se i palestinesi avessero resistito, avrebbe loro lanciato due taniche di gas sarin. Decine di morti per asfissia e centinaia di (veri) feriti. I superstiti sarebbero stati evacuati con un autobus. Immaginate se Hamas avesse portato quei 30.000 al confine iraniano. Gli ayatollah avrebbero opposto loro i Basiji, le milizie sciite. A sparare sulla folla, a fare arresti di massa, a torturare in carcere a Evin, a fare desaparecidos. Pensiamo a quello che hanno fatto gli iraniani dopo che le loro donne hanno cercato di togliersi il velo per strada o i loro poveri hanno marciato per il pane. Lo hanno fatto ai propri cittadini. Immaginate se Hamas avesse portato quei 30.000 contro i turchi di Erdogan. Chiedetelo ai curdi per sapere cosa sarebbe successo ai palestinesi. E se Hamas avesse portato quei 30.000 contro il confine egiziano, Al Sisi avrebbe usato guanti bianchi? Non si rivolgono mai verso occidente, contro il blocco egiziano. Sanno che ci sarebbe un massacro. Sentiamo mai marce palestinesi in Giordania, dove costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione? No? Perché si ricordano di cosa fece loro Re Hussein nel 1972: 3.400 palestinesi uccisi a sangue freddo. La verità è che Israele, in un Medio Oriente fondato sull’abominio, il sopruso e la violenza di stato, costituisce quanto di più vicino ci sia ad Amnesty International, con regole di ingaggio che molti paesi occidentali si sognano e che adempie a quei principi democratici e civili che sono un vanto dell’Occidente. Lo sanno i palestinesi e per questo forzano la sua mano a fini politici e lo sa la comunità internazionale che gioca con il diritto a esistere di Israele.
Giulio Meotti

E chi è su FB si vada a guardare anche questo pregevole sbufalamento di alcune messinscene gazane.

Aggiungo questa analisi, che mi sembra plausibile e ragionevole. E infine una robusta bacchettata che arriva dritta in casa nostra.
Emily Landau
E traduco anche questo per i non anglofoni:
Sul serio, Mogherini? Non una parola su Hamas? Sulla violenta provocazione intenzionale? Su Hamas intenzionato a distruggere Israele? Sull’uso dei bambini? Sul fatto che la maggior parte dei morti erano terroristi? È per questo che lei non ha alcuna credibilità. Lei è priva di morale.

E per concludere due parole mie. Sappiamo che il mondo è costantemente in agguato – come un gatto che fa la posta al passero, non per mangiarlo, perché di fame non ne ha affatto, ma solo per divertirsi a torturarlo a morte – in attesa di un pretesto per scatenarsi come una muta di cani rabbiosi su Israele. A volte, se è da troppo tempo che di pretesti non ne trova e sta rischiando la crisi di astinenza, accade che si scateni anche senza pretesto (se il cannocchiale funziona e se avete due minuti leggete anche i commenti: ne vale la pena). E quindi non deve stupire questo ennesimo latrare scatenatosi non appena le orde palestinesi indottrinate addestrate e comandate da Hamas si sono lanciate contro il confine israeliano allo scopo preciso di scatenare la prevedibile e legittima reazione di difesa israeliana in modo da avere un po’ di cadaveri da esibire al mondo. Non deve stupire, dicevo, e non stupisce infatti. Ma la prevedibilità di quanto sta accadendo non è certo sufficiente a smorzare la rabbia. E il dolore.

barbara

UNA DEBORAH FAIT IN GRANDISSIMA FORMA

Signora Mogherini,

 Molti anni fa partecipai, con un banchetto di brochures su Israele, ad un Congresso del Partito Radicale all’Hotel Ergife di Roma, di fronte a me avevano preso posto dei cubani che, al posto dei depliant o delle medagliette, avevano in esposizione una barca. Si, Federica Mogherini, proprio una barca, un’imbarcazione molto insolita, scavata in un enorme blocco di polistirolo. Curiosa e interessata chiesi cosa rappresentasse e la risposta mi fece venire la pelle d’oca. Quel blocco ormai grigio e molto rovinato per l’uso, serviva ai cubani per scappare dall’isola infernale di Castro verso la libertà, verso la Florida. Naturalmente, mi spiegarono, solo pochissime di quelle imbarcazioni arrivavano alla meta, al sogno di una vita senza terrore e morte, la maggior parte si rovesciava dando in pasto ai pescecani il loro carico di umanità disperata. Erano uomini, donne, bambini, vecchi che anelavano ad una vita decente e libera e trovavano la morte nel mar dei Caraibi fuggendo dall’orco che portava il nome di Fidel Castro.
Molti anni prima ero a Boston e ricordo Joan Baez cantare “Comandante Che Guevara” e “Que linda es Cuba” e i giovani che urlavano “Hasta la Victoria siempre! Viva Cuba, Viva Fidel!” Ancora inconsapevoli (erano gli anni 60) di gridare la loro ammirazione a dei criminali assassini, Guevara e Castro. Perché le racconto questo, Federica Mogherini? Semplicemente perché lei, pur essendo giovane, è rimasta a quei tempi, ai tempi in cui la propaganda comunista aveva lavato i cervelli della gioventù americana e mondiale. Ho letto che è andata in visita ufficiale a Cuba “per costruire ponti e aprire le porte al dialogo e alla cooperazione”. Bellissimo, davvero encomiabile, se non fosse per un particolare di grande importanza. Lei, Mogherini ama costruire ponti e aprire porte con le peggiori dittature del mondo, con i paesi più canaglia che esistano con i quali sembra trovarsi completamente a suo agio e lo dimostra snobbando chi contro questi inferni in terra cerca di ribellarsi. A Cuba lei ha snobbato i dissidenti cubani, gli oppositori del regime, quelli i cui genitori, i cui nonni, annegavano tra le acque dell’oceano, ed è andata dire che Cuba e UE “condividono principi come la giustizia, la libertà la solidarietà”.
Ma con quale faccia tosta? Con quale impudenza ha osato dire quelle parole così false? Con quale coraggio lei ha sputato in faccia ai cubani perseguitati perché contro la dittatura, con quale sfacciataggine e crudeltà lei ha offeso la memoria dei loro morti! Cuba non è che l’ultima vergogna di cui lei si è macchiata, Alto Commissario Mogherini. Ha incominciato la sua carriera di ammiratrice di orchi quando, giovane fanciulla, è andata ad abbracciare Yasser Arafat per esprimergli tutto il suo amore e la sua solidarietà. Ammazzava più ebrei che poteva? Particolare di poco conto per lei che odiava Israele, paese che continua a odiare forse perché una democrazia, forse perché pieno di ebrei che, oltre ad essere ebrei, rifiutano persino, guarda un po’ che sfrontatezza, di essere le vittime sacrificali di una società che trasuda odio antisemita e che li vuole morti e annegati nel Mediterraneo. Dopo che il suo primo amore, l’orco egiziano diventato il raiss dei palestinisti, è, per fortuna, defunto, lei ( il lupo perde il pelo ma non il vizio) ha trovato conforto negli ayatollah iraniani. Si è completamente dedicata a quei pretacci schifosi, che hanno trasformato un paese meraviglioso come la Persia in un inferno dove vengono imprigionati e torturati i dissidenti, dove vengono appesi alle forche gli omosessuali e le donne accusate di infedeltà [crimine nel quale rientrano anche le donne stuprate. Ricordo ancora, tanti anni fa, il caso di una bambina di dodici anni stuprata dal fratello. La cosa è emersa quando è rimasta incinta. Condannata a morte, hanno aspettato che partorisse e poi l’hanno lapidata, a tredici anni. Il fratello si è fatto due mesi di galera; se non ricordo male, deve avere preso anche un paio di decine di frustate, ndb] o ribellione ai mariti padroni. Ormai pare che l’Iran dei preti neri sia la sua seconda patria dove si reca sempre tutta velata, intabarrata in palandrane senza forma, ossequiosa, direi untuosa, piena di sorrisi melliflui. C’è stata una rivolta in Iran, sono state ammazzate 30 persone, altre centinaia sono scomparse, la giovane che si è tolta il velo stando in equilibrio su una cassetta è stata arrestata, non se ne sa più niente e lei, Mogherini, che fa? Nulla, è stata solo capace di dire parole offensive, false e ipocrite oltre che crudeli, del tipo «dimostrazioni pacifiche e libertà di espressione sono diritti fondamentali che si applicano a ogni Paese, e l’Iran non fa eccezione».
Una presa in giro e non se ne vergogna? Ricordo perfettamente la sua felicità, la sua soddisfazione al giuramento di Rouhani quando, tutta velata, è andata a rendere omaggio a un regime che calpesta quotidianamente i diritti civili e di vita del popolo iraniano. Lei era raggiante e non la finiva più di farsi selfie su selfie con gli ayatollah. Era l’unica donna in mezzo a un mare di palandrane nere con barba. Uno schifo davvero, Mogherini, lo stesso schifo di quando si è fatta paladina dell’accordo nucleare col paese più pericoloso del mondo, quello, per intenderci, che quotidianamente minaccia di annientare Israele con i suoi missili. Ma a lei che importa? E’ una vita che dimostra il suo odio contro lo stato degli ebrei. Durante il disperato tentativo del popolo e soprattutto delle donne iraniane di manifestare contro il regime, mentre le strade delle città bruciavano, lei non ha detto una sola parola, oltre alle stupidaggini offensive sulla libertà di espressione, per difendere i dimostranti dalle leggi islamiche che li soffocano. Lei ha reso l’Europa un paese di ciarlatani senza spina dorsale ma è in buona compagnia, non c’è che dire, ha dalla sua parte la Boldrini, la Bonino, le deputate svedesi, donne che dovrebbero aiutare altre donne a spezzare le catene che le tengono prigioniere di un sistema arcaico e feroce, di una legge islamica che permette di darle in sposa a 9 anni per essere stuprate e, molte, ridotte in fin di vita dalle lacerazioni, da mariti criminali. Voi donne europee col velo in testa state infamando la civiltà.
Ma lei, Federica Mogherini, Alto commissario per la politica estera europea, lei che, nella sua posizione, avrebbe il dovere di difendere chiunque si batta per la libertà, per i diritti fondamentali degli esseri umani, ha abbandonato senza vergogna le donne musulmane che, ovunque si trovino, sono costrette a sopportare ogni tipo di umiliazioni e violenze. Lei dovrebbe essere la prima ad avere l’orgoglio e il rispetto di sé da gettare via quello straccio che ha in testa quando si presenta agli ayatollah. Lo fece Oriana Fallaci davanti a Khomeini [per la precisione, Oriana Fallaci raccontò di averlo fatto. Pare che l’eroico gesto sia disgraziatamente stato compiuto nell’unico secondo, in tutta l’intervista, in cui non c’erano fotografi né cameramen a immortalare – e documentare – lo storico evento, ndb], Melania Trump in visita ufficiale in Iran non si sognò nemmeno di metterlo quel velo della sottomissione. Ahhh, ma ha ragione, ho appena nominato due vere donne, non delle patetiche marionette che, senza un minimo di decenza, si inchinano a chi opprime e uccide la democrazia e chi la reclama. E’ triste e sconfortante vedere una donna europea che, dopo nazismo e comunismo, in un’ Europa che ha passato due guerre mondiali e una Shoah, dovrebbe sentirsi paladina di libertà, cadere così in basso fino ad essere complice di chi calpesta tutto e tutti, di chi uccide e opprime la vita di quelle che dovrebbero essere “l’altra metà del cielo” e sono invece tristi figure vestite di nero, tre passi dietro all’uomo che le comanda e che, se vuole, le può anche ammazzare.

Davvero niente da aggiungere a questa straordinaria appassionata requisitoria (però magari andate a dare un’occhiata qui).
deborah fait
Ho scelto questa foto perché la trovo bellissima (poi comunque i capelli sono ricresciuti).

Aggiungerò invece una piccola annotazione a margine. Su “Pagine ebraiche”, testata nata per rappresentare l’intero ebraismo italiano, e che ha sistematicamente, puntigliosamente, accuratamente estromesso tutti i collaboratori non aderenti alla più pura ortodossia sinistrorsa, ho letto un articolo (per la precisione, ne ho letto le prime righe: ad andare oltre il mio stomaco si è rifiutato), il cui autore mostrava perplessità nei confronti di questa rivolta in Iran, non riusciva a capirne il senso, lo scopo, non capiva che cosa questi giovani volessero perché, si chiedeva “chi c’è, in Iran, più moderato di Rouhani?” Cioè: avete il meglio che esista, il paradiso in terra, di meglio non potreste trovare a cercarlo col lanternino, come può venirvi in mente di protestare? Quos vult iupiter perdere dementat prius. Peccato che ad andare a fondo saremo tutti noi.

barbara

UNA PICCOLA PROPOSTA

Nella mia nota di oggi vorrei soltanto fare una piccola proposta, riguardo a un provvedimento che l’Unione Europea potrebbe adottare. Costi minimi, utilità, a mio avviso, notevole. Prima di formulare la proposta, però, vorrei ricordare tre cose, non direttamente collegate tra loro. Si tratta, segnatamente, di una nota direttiva UE, di un orologio e di una fotografia. La direttiva è la 2014/40, recepita in Italia con D. L. del 2/2/2016, con cui si impone a tutti i produttori di tabacco di dedicare almeno il 65% delle confezioni a messaggi volti a dissuadere dal fumo, anche, com’è noto, attraverso immagini forti e scioccanti. Una direttiva utile, secondo me, perché – lo dico da ex fumatore – fumare fa senz’altro male. L’orologio è quello inaugurato – in grande pompa – nello scorso mese di luglio, in una piazza centrale di Teheran, che segna il conto alla rovescia di tutti i giorni (un po’ più di 8400) che mancano al momento in cui, nel 2040, Israele sarà finalmente distrutto. Il giorno non è vicinissimo, ma neanche lontanissimo. (Tra parentesi, i dirigenti iraniani, oltre che collettivamente mentecatti e cerebrolesi, sono anche furbetti, in quanto la responsabilità del mancato rispetto della promessa non ricadrà su di loro, ma sui loro pavidi e inetti successori). La foto è quella – ripresa da molti media mondiali – di pochi giorni fa, che ritrae l’alta Rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera e la sicurezza, Federica Mogherini, sorridente e felice come una Pasqua, nel Parlamento iraniano – a poche centinaia di metri dall’ orologio – per la cerimonia di insediamento del Presidente Rohani (scusate, ho dimenticato di mettere l’aggettivo “moderato”, che sempre si accompagna al suo nome: in effetti, pensavo che “il moderato Rohani” fosse tutto un unico nome proprio, come Reza Rohani, Ruholla Rohani, Ciro Rohani ecc., perché lo chiamano tutti sempre così). Tutt’intorno, dei barbuti e turbantati onorevoli ayatollah, intenti a fotografarla, con l’identica aria divertita e incuriosita che ho visto di recente al bellissimo circo di Moira Orfei, nei bambini che guardavano gli animali esotici: “Guarda, papà, il cammello ha veramente la gobba! Com’è curioso!”; “Guarda, Ahmed, la Rappresentante è davvero una donna! Com’è carina, sorride pure!”. Nient’altro da dire, ho finito. Ah, già, dimenticavo la proposta. Eccola: c’è ancora un 35% disponibile sui pacchetti di sigarette, vero? E allora utilizziamolo per un’altra utile informazione, questa: “Questa campagna di dissuasione dal fumo è stata disposta da un’Istituzione tanto sensibile ai danni da tabagismo, quanto assolutamente indifferente rispetto a un futuro, annunciato nuovo Olocausto”.

Francesco Lucrezi (Moked, 16 agosto 2017)

Francesco Lucrezi scrive sempre cose bellissime. A volte ne scrive anche di molto bellissime, e questa è una di quelle volte.

barbara

LETTERA APERTA ALLA RESPONSABILE ESTERI DELL’UNIONE EUROPEA, SIGNORA FEDERICA MOGHERINI

Gentilissima signora Federica Mogherini
Per lo show di insediamento, e la vergognosa storia dei suoi selfi con gli autori della repressione e del terrorismo internazionale, il regime degli ayattollah aveva momentaneamente sospeso le esecuzioni riprendendo subito dopo. Ieri abbiamo ricevuto la triste notizia delle esecuzioni di massa incluso un giovanissimo ragazzo che all’epoca dei fatti aveva soli 15 anni. ( alireza Tajik. Shiraz).
Signora Mogherini il suo viaggio in Iran non solo [non] ha prodotto vantaggi a favore dei diritti umani bensi ha prolungato la sofferenza di 35 detenuti, condannati a morte, che hanno dovuto sopportare 5 giorni di isolamento in attesa dell’esecuzione.
In poche parolea se lei non ci fosse andato avrebbe risparmiato loro 5 giorni interminabili di sogni, incubi, sofferenze e qualcos’altro. [che cosa sia il “qualcos’altro” che tutti i prigionieri devono subire nelle prigioni iraniane, lo sappiamo fin troppo bene. Soprattutto le donne ancora vergini, perché secondo l’islam una donna che muore vergine va automaticamente in paradiso, e quindi devono evitare che una condannata a morte abbia questa gratificazione almeno post mortem, ndb]
Signora Mogherini lei e la sua politica chamberliniana porterà sicuramente una macchia nera nella storia contemporanea. Lei avrà sulla sua coscienza, premesso che ne abbia un briciolo nel suo portafoglio, la sofferenza e la morte di chi resterà vittima di queste barbarie fatte nel nome dell’islam.
Sappi che fin quando non manderemo il regime degli ayattollah nella pattumiera della storia non la perdoneremo mai e mai.
Resteremo la voce dei soldati italiani uccisi a Nassiria da coloro con cui lei si è divertita con i selfi!
Resteremo la voce dei senza voce
Resteremo la voce di Atefeh Rajabi, impiccata il 15 agosto del 2004 quando lei si stava prendendo il sole da qualche parte di questa terra!
Signora Mogherini per fare bene il suo lavoro ci vogliono uomini col cuore DONNA e non donne col cuor UOMO!
Sono sicuro che l’ambasciatore Giulio Terzi avrebbe declinato l’invito e l’avrebbe rimandato al mittente.
davood karimi, presidente dell’associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

Voglio aggiungere due parole su Atefeh Rajabi, del cui assassinio ricorrerà fra pochissimi giorni il tredicesimo anniversario. Rimasta orfana di madre molto piccola, un fratello annegato (pare), padre drogato, si prende cura dei nonni ottantenni, che da parte loro invece la ignorano. Stuprata da un uomo di cinquantun anni, viene processata per crimini contro la castità; sottoposta per tre mesi a stupri e torture di ogni sorta (al punto da doversi muovere a quattro zampe per il dolore causato dalle torture che le impedisce di camminare), “confessa” di avere avuto ripetuti rapporti sessuali con il cinquantunenne. Quando si rende conto che non ha alcuna speranza di scampare alla condanna a morte, si toglie in segno di sfida l’hijab, poi si toglie anche le scarpe e le scaglia contro il giudice. Il 15 agosto 2004 viene impiccata. Non aveva ancora compiuto diciassette anni.
(clic per ingrandire)

atefeh 2
atefeh 3
Buon anniversario, signora Mogherini (già ricordata in questo blog qui e qui)

barbara

DONNE A CONFRONTO

ursula-von-der-leyen
oriana-fallaci-velo
Sì, lo so, lei ha detto che poi se lo è levato, e magari sarà anche vero, per carità, però di questo suo coraggioso atto di ribellione di fronte all’ayatollah non esiste alcuna prova: gli unici documenti che abbiamo di quell’incontro sono le immagini di lei coperta di nero dalla testa – testa inclusa – ai piedi. Quindi vediamo di piantarla con la litania della Fallaci meglio di Bonino,
emma-bonino-velo
meglio di Mogherini,
mogherini-velo
meglio di Boldrini:
lauraboldrini-velo
meglio un accidente, quelle almeno hanno conservato i colori e un ciuffo di capelli, lei neanche questo (no, scusate, è che io i santini proprio non li sopporto abbiate pazienza).

barbara