E POI HO VISTO 2

E poi ho visto Halutziot, anche questo in mezzo al deserto.
Halutziot 1
E ci hanno costruito strade e case e aiuole verdi.
Halutziot 2
Halutziot 3
E la sinagoga.
Halutziot 4
E il parco giochi per i bambini
Halutziot 5
Halutziot 6
(quel giorno quasi vuoto perché era Yom Yerushalaim, il giorno della liberazione di Gerusalemme, ed erano tutti lì a festeggiare). Che poi il deserto continua a sgusciare fuori da tutte le parti,
Halutziot 7
ma loro continuano imperterriti a coltivare anche nella sabbia
Halutziot 8
(requiem per sei milioni d’anime che non hanno mausoleo di marmo, e che malgrado la sabbia infame han fatto crescere sei milioni d’alberi).
E poi ho visto Felicita,
Felicita
che è riuscita a farmi piangere raccontando una storia che conosco a memoria (gran cosa la passione per le cose che si fanno).
E poi ho visto i bambini che vanno a prendere il loro primo libro di preghiere
bambini 1
bambini 2
(e, sì, anche le bambine naturalmente).
bambine
E poi ho visto uno spettacolare tramonto sul mare di Ashkelon
Ashkelon 1
Ashkelon 2
(sì, il Mediterraneo è storto, fatevene una ragione).
E poi ho visto tante belle pecorelle al pascolo
io
(sì, in mezzo al deserto anche loro).
E poi ho visto un sacco di altre cose, talmente tante che raccontarle tutte sarebbe davvero impossibile, e se volete vederle non dovete fare altro che andarci. Io comunque fra un po’ ci torno.

barbara

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ADDÌ LI DUE DI APRILE ANNO DOMINI DUEMILAEQUINDICI

Tutto il giorno senza riscaldamento, con le finestre aperte e senza calze. Mi pare fantascienza, mi pare, a me che io per vedere la primavera dovevo aspettare il giorno del giudizio.


barbara

VI AGGIORNO UN PO’ SUI FATTI MIEI

Avevo cercato un’estetista in internet, e ne ho trovata una a duecento metri da casa; ho detto proviamo la più vicina, se non mi trovo bene ne cercherò un’altra. Sono andata a chiedere un appuntamento per una pulizia al viso e me l’hanno dato per il giorno dopo. Arrivata lì, la ragazza mi dice che mi devo spogliare e mettere di pancia, perché loro usano iniziare con lo “sblocco”, ossia un massaggio alla schiena per rilassare, in modo che poi il trattamento risulti più efficace. Appena ha cominciato a infilarmi le dita tra le vertebre, mi sono resa conto di quanto queste settimane di pesi alzati (un cartone di 45X36X32 pieno di libri PESA), spostati, tirati, posati eccetera eccetera abbiano massacrato la mia povera schiena, già di suo afflitta da artrosi lombare (oltre che cervicale), così poi ho chiesto un altro appuntamento per un massaggio alla schiena, e me lo hanno dato per il giorno dopo, cioè ieri. Un massaggio che (per la stratosferica cifra di euro 20 – quando l’ho letto sulla ricevuta non credevo ai miei occhi) mi ha rimessa al mondo: posso muovermi in tutti i modi e da tutte le parti e non sento più il minimo dolorino. Quanto alla faccia dell’altro ieri, se mi fossi incontrata per strada non mi sarei neanche riconosciuta. Poi ieri uscendo dal massaggio mi sono fermata dalla parrucchiera (a trenta metri da casa) per una sforbiciatina, cosa che la signora ha fatto con mano da artista, preceduta da un lungo massaggio sciamposo effettuato dalle lunghe dita di un giovane nonché affascinante figlio del nostro bellissimo sud. Rimessa a nuovo, insomma.
In compenso la mia scorta di energia è praticamente arrivata al capolinea, ma insomma non si può avere tutto dalla vita. Ho ancora una decina di cartoni di libri una valigia e alcune borse più cose sparse sul ripiano di vari mobili nello studio, due cartoni una valigia e mezzo pavimento ingombro in camera, e condizioni indescrivibili in sala. Il resto è tutto a posto: il che, tenendo conto che il punto di partenza erano circa 150 cartoni (non tutti piccoli come quelli di cui ho dato la misura più sopra) e una cinquantina tra borse e valigie, non è davvero poco.


barbara

DUE PAROLE

Da lunedì mattina a giovedì sera sono stata fuori. Giovedì sera sono rientrata con l’angelo custode che mi ha assistita per il trasloco, giovedì sera e tutto venerdì abbiamo lavorato a imballare cose (in aggiunta alla quindicina di valigie che già avevo riempito io); sabato mattina sono arrivati quelli del trasloco e abbiamo lavorato fino alle quattro del pomeriggio di domenica. Poi siamo partiti e siamo arrivati qui alle undici di sera. Lunedì mattina in piedi alle sei e mezzo, lavoro ininterrotto fino all’una di notte, ieri in piedi alle otto, a mezzogiorno gli operai se ne sono andati e io ho continuato a lavorare con l’angelo custode fino alle due e mezza, quando l’ho accompagnato alla stazione. Sono tornata qui, un po’ di computer, una dozzina di valigie e cartoni vuotati, telefonata all’idraulico, quando finalmente dal caos sono emersi gli ugelli da gas, per sostituirli a quelli da bombola, corsa a un negozio di casalinghi per un paio di cose urgenti, corsa al supermercato appena in tempo prima che chiudesse, un boccone alle dieci e mezza quando sono riuscita a scovare una padella e la bottiglia dell’olio (i piatti no, ho mangiato su un piatto da portata, l’unico che sono riuscita a trovare, e bevuto in un bicchiere di carta), e sono andata a letto all’una e tre quarti. Adesso mi restano ancora un centinaio di cartoni borse e valigie ecc. da svuotare, pulire tutto a fondo e poi sono a posto.
Io sto bene. Sono felice. Sono piena di energia. E vi lascio con uno spettacolo che ha a che fare con ciò che ho davanti agli occhi dal posto in cui mi trovo in questo momento.


barbara

FINALMENTE

Finalmente sta per realizzarsi il grande sogno della mia vita: fra non molto – e, spero, per sempre – la vista che accoglierà i miei occhi, quando mi affaccerò alla finestra, sarà questa
mare
Per arrivarci, uscita dal cancello di casa, dovrò percorrere questa stradina, attraversare la strada in fondo, percorrere ancora qualche decina di metri, fare il sottopasso della ferrovia e sarò sul lungomare. Ancora qualche passo, e sotto i miei piedi ci sarà la sabbia.
strada
E vivrò qui
casa
Una curiosità: sono nata al quarto piano (letteralmente: sono nata in casa, per fortuna – prima o poi dovrò parlarne); quando sono andata a vivere per conto mio ho abitato al piano terra, poi al piano rialzato, poi al secondo piano più il rialzato, e adesso, nell’ultima fase della mia vita, torno al quarto, e il ciclo si chiude.
E così chiudo la seconda fase della mia vita e inizio la terza (e dato che un tempo sta per concludersi, e un altro tempo sta per iniziare, ho buttato nella spazzatura il mio orologio e ne ho comprato uno nuovo). E dunque LECHAIM!

barbara