QUESTA È VIDA MOHAVED

Vida Mohaved 1
condannata a due anni di carcere. E questo è il suo crimine
Vida Mohaved 2
Si chiama Vida Mohaved ed è una delle donne più coraggiose del mondo. E’ iraniana e la ricorderete togliersi il velo un mese fa. Ieri gli ayatollah che girano in pantofole l’hanno condannata a due anni di carcere. Ma più di questi satrapi ipocriti mi fanno pena le nostre paladine delle donne che ci sbattono in faccia la loro falsa litania di statistiche su quanto stiano male in Occidente e che tacciono spudoratamente sulle ragazze di Teheran. Se vogliono le aspetto davanti all’ambasciata iraniana a Roma. Urge una manifestazione in cui la gente sventoli lo stesso velo bianco costato due anni di galera a questa ragazza. Posso loro assicurare che ancora in Occidente si possono fare queste cose. Ero lì, nel 2005, quando col Foglio manifestammo contro la chiamata iraniana alla distruzione di Israele. Coraggio!
Giulio Meotti

Poi, alle paladine delle donne, alle nostre avvocate ministre sindache eccetera eccetera qui parlent féministe, potremmo chiedere conto anche del loro silenzio su questo, e questo, e questo.

barbara

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E MI SEMBRA GIUSTO, MI SEMBRA

carmen
Rubato qui. Poi, con calma – ma non troppa però -, ci occuperemo anche dell’Otello, di Francesca da Rimini e via via tutte le altre opere che vergognosamente discriminano e umiliano e martirizzano le donne. Per quanto riguarda il calcio, però, non me ne voglia il mitico Vujadin, ma per chiunque abbia almeno sessant’anni la priorità assoluta fra le onte da lavare spetta indiscutibilmente a Italia-Corea 1966.

E poi guardate anche questa, con una Carmen (che finirà anche male, ma vive, fin che vive, con una libertà, una vitalità, una esplicita e calda sensualità che boldrine e bonine si sognano, altro che liberazione sessuale!) dalle diverse ma altrettanto gustose provocazioni, e con in più il crimine assoluto: LE SIGARETTE! (a morte! a morte! Anzi, oltre al finale bisognerà cambiare anche mestiere e ambientazione) e quindi doppiamente da rifare.

PS: un sospetto però mi sovviene: e se in realtà non l’avesse ammazzata per gelosia bensì per non rischiare che dopo vent’anni quella se ne uscisse a dire che l’aveva violentata? In questo caso secondo me si tratterebbe di legittima difesa preventiva, e una discreta botta di attenuanti le meriterebbe.

barbara

NANNE…

Zitti, fate piano, non le svegliate e lasciamole dormire. Anzi cantiamo insieme una antica ninna nanna, non sia mai detto che i rumori di protesta che arrivano dall’Iran le sveglino. “Nonna-nonna, nunnarèlla. Vieni ca sta figlia è bella; vieni e nun tardàri, ca se vòle addurmentàri…”. E mentre le belle figlie di Teheran lottano per il diritto a mostrare i loro capelli scoperti cosa fanno le belle figlie dell’Occidente e dell’Italia? Le nostre femmine femministe, le nostre attive combattenti per i diritti delle donne, cosa fanno? Le nanne. Tutte. Da Laura Boldrini fino a Federica Mogherini, da Emma Bonino fino alle madri delle cause palestinesi come Rosa Schiano e le Donne in Nero. Tutte a nanna. “Nonna-nonna, nunnarèlla, Vieni ca sta figlia è bella; vieni e nun tardàri, ca se vòle addurmentàri…”. Perché le figliole di Iran non interessano, non hanno diritto ad essere donne con o senza velo, con o senza obblighi religiosi. E poi ci sono gli interessi economici (quelli veri) e mica le nostre donne potranno svegliarsi e mettersi contro il mondo ed il petrolio? Proprio adesso che le sanzioni sono sospese? E mica potranno le nostre donne dimenticare il fascino di quando, durante visite più o meno ufficiali, sono state loro quelle che hanno indossato l’hijab? Se e quando tutte le donne sensibili alle lotte ben scelte e ben ponderate vorranno svegliarsi, ci sarà sempre tempo ed occasione per una bella marcia contro Israele, una rassegna cinematografica antisionista, un aperitivo solidale con i bambini palestinesi ed un giro di saldi per l’acquisto di un nuovo foulard per la prossima visita in un paese governato da un regime teocratico, che offende e distrugge ogni diritto femminile ed ogni istanza democratica. Ed intanto a Gerusalemme, lo scorso 2 gennaio, un gruppo di esuli iraniani sfuggiti per un soffio ad arresti e condanne capitali – guidati dalla giornalista Amin Neda, anche lei una vera attivista per i diritti umani esule ed esiliata dall’Iran – hanno protestato contro la Repubblica Islamica di Iran e contro il mancato sostegno occidentale, ringraziando lo Stato di Israele che li ha accolti e salvati da morte certa. Ma non le svegliate le nostre amazzoni a tempi alternati. Lasciatele tranquille: “Nonna-nonna, nunnarèlla Vieni ca sta figlia è bella; vieni e nun tardàri, ca se vòle addurmentàri…”

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino – Moked, ‍‍05/01/2018

Certo, la priorità assoluta è la guerra a 360° contro il maschilismo linguistico, lottare perché si impongano le corrette denominazioni di sindaca avvocata ministra presidenta architetta ingegnera (e noto con orrore che, ad eccezione di presidenta, word non me li segnala più come errori), altro che bazzecole quali il diritto di sposarsi a diciotto anni e non a nove, di scegliere il marito e non vedersi imporre, a dieci anni, un sessantenne, di decidere il proprio abbigliamento, ma quando mai.
E ora, per riprendere uno dei temi toccati da rav Punturello, vediamo in azione i poveri bambini palestinesi innocenti e gli infami soldati israeliani.

barbara

ANCORA MARINE LE PEN

22 feb 2017 09:07

  1. CI VOLEVA UNA FASCISTONA COMA MARINE LE PEN PER TENERE ALTO IL VALORE DELLA LAICITÀ
  2. LA LEADER DEL “FRONT NATIONAL” IN VISITA IN LIBANO RIFIUTA DI COPRIRSI IL CAPO CON IL VELO, COME PREVISTO DALLA LEGGE ISLAMICA, E FA SALTARE L’INCONTRO CON IL GRAN MUFTI
  3. È UN GESTO DI RISPETTO DEI VALORI NON NEGOZIABILI DI LAICITÀ, DI UGUAGLIANZA TRA UOMINI E DONNE, DI LIBERTÀ DI SCEGLIERE E DI PENSARE. ED È UNA LEZIONE ALLE NEOFEMMINISTE SEMPRE IN PRIMA LINEA QUANDO C’È DA FIRMARE PETIZIONI CONTRO IL SESSISMO IN OCCIDENTE O CONTRO TRUMP, MA QUANDO C’È DI MEZZO L’ISLAM SONO BEN CONTENTE DI SOTTOMETTERSI (qui. Vale la pena di leggere tutto l’articolo relativo al viaggio in Libano)

le-pen-velo
Come ha ricordato, non molto tempo fa, Ugo Volli, la storia insegna che i fascismi prima o poi passano, l’islam no. Quindi…

barbara

FEMMINIIISTEEEE!

Dove diavolo siete?! In Iran viene cancellato un concerto dell’Orchestra Filarmonica di Teheran (in realtà da quando il cattivissimo Ahmadinejad è stato sostituito dal “moderato” Rouhani, ne sono stati cancellati dozzine) perché ci suonano delle donne (la richiesta, a quanto pare, era stata di togliere le donne, ma il direttore Ali Rabhari ha coraggiosamente scelto di non sottostare al diktat e ha ritirato l’intera orchestra, che in quell’occasione avrebbe dovuto suonare l’inno nazionale – qui), e voi dove siete? Siete impegnate a fare quello schifosissimo e volgarissimo gesto
gesto_femminista
che significa – mi sembra l’unica interpretazione possibile – che la vagina è l’unica parte di voi che vi rappresenta e tutto il resto non conta? O siete ancora lì a strepitare che è vostra e ve la gestite voi? Che poi non so, ma a me nessuno si è mai sognato di contestarmene la titolarità, quindi non vedo davvero perché dovrei andare in piazza a rivendicare qualcosa che non è mai stato contestato. A meno che non sia per informare che ce l’avete nella speranza che qualcuno si faccia avanti, boh. Se poi aveste per caso intenzione di tirare fuori il solito, becero mantra che “è la loro cultura” e quindi le donne sono contente così, andatevi a guardare uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette. E infine guardiamoci questa esibizione dell’Orchestra Filarmonica di Teheran con le donne.

Ho sentito interpretazioni migliori, ma ritengo doveroso guardarla e ascoltarla ugualmente (che comunque non mi sembra disprezzabile, ma su questo attendo il parere dell’esperto).
Ah, stavo quasi per dimenticare

FEMMINISTE DI MERDA, VERGOGNATEVI!

barbara

AGGIORNAMENTO: mi sono accorta che il blog in cui era contenuto uno dei link, che qualcuno ha cliccato, è stato cancellato, e quindi il documento non è più raggiungibile. Per fortuna lo avevo salvato, e quindi lo metto qui come allegato. tutti pacifisti con le manifestazioni degli altri

DOV’È AMINA?

Il mio corpo mi appartiene e non rappresenta l’onore di nessuno, aveva scritto sul proprio petto. Ora rischia una condanna a dieci frustate e poi lapidazione “finché morte non sopraggiunga”. Il fatto è che adesso Amina è scomparsa, chi dice che è a casa sua, chi che è stata chiusa in un ospedale psichiatrico, ma di notizie certe sulla sua sorte non se ne hanno. Le Femen hanno organizzato manifestazioni in tutto il mondo
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(qui maggiori dettagli e tutte le immagini) per richiamare l’attenzione sul destino di questa ragazza coraggiosa, ennesima vittima di quella “primavera” che tanto ha entusiasmato le anime belle, e quei pittoreschi “barbuti” che tanta simpatia raccolgono da certe nostre giornaliste, soprattutto se rossocrinite, hanno dedicato loro un grazioso avvertimento:
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Io, nel frattempo, mi chiedo: e le femministe storiche? Quelle che scendevano in piazza a bruciare i reggiseni? Quelle che proclamavano fieramente “io sono mia” e “l’utero è mio e me lo gestisco io”? Sono andate in letargo? O forse trovano giusto che il corpo di Amina appartenga agli integralisti islamici e che questi abbiano il diritto di farne ciò che vogliono? Care signore, fate una bella cosa: impiccatevi, che almeno vi renderete utili servendo come concime.

barbara

AGGIORNAMENTO: e hanno ragione, in Tunisia, ad occuparsi delle tette della studentessa, se no rischierebbero davvero di morire di noia dal momento che lì non succede mai niente, tranne cazzatine come questa, o questa.

FINITO IL RAMADAN, APERTA LA CACCIA




La caccia alle donne, come abbiamo appreso in questi giorni, come giusto coronamento per l’evento più religioso, più spirituale, più sublime del calendario islamico. E le femministe tacciono.
Nel frattempo apprendiamo anche che in Inghilterra avvengono MIGLIAIA di mutilazioni genitali ogni anno, senza che la legge intervenga, ossia, sembra di capire, almeno di fatto se non (ancora) di diritto, legalmente. E le femministe tacciono.
E in Iran improvvisamente si scopre che le studentesse hanno risultati migliori di quelli dei loro compagni. Come rimediare a questa ingiustizia che, come si usava dire una volta, grida vendetta al cospetto di Dio? Semplicissimo: le ragazze vengono escluse da buona parte dei corsi universitari. E le nostre femministe, qualcuno le ha sentite fiatare? No, tacciono.
E in Tunisia la nuova costituzione nata dalla meravigliosa primavera araba toglie alle donne quella parità di cui – grazie al presidente-padre-padrone-dittatore Burguiba – godevano da oltre mezzo secolo. Le donne tunisine scendono in piazza per protestare. E le nostre femministe? Tacciono, naturalmente.

barbara