E ORA TRASFERIAMOCI UN MOMENTO NELLE FILIPPINE

barbara

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IL GIUSTO CHE NON CONOSCEVAMO

Proprio allora, quando l’inferno si approssimava. Proprio allora quando tutte le porte, una dopo l’altra, si chiudevano in faccia alla speranza di scampare alla tragedia ormai imminente. Proprio allora, quando la Svizzera chiedeva al governo tedesco di stampigliare una J per Jude sui passaporti degli ebrei in modo da poter riconoscere subito chi doveva essere respinto e gli Stati Uniti rifiutavano di aderire persino a quella minima opera umanitaria messa in atto dalla Gran Bretagna, ossia l’accoglienza di un certo numero di bambini da strappare alle fauci naziste (con la strepitosa argomentazione che… sarebbe stato crudele separare dei bambini dai genitori). Proprio allora accadde che una porta, inaspettatamente, si aprì: quella delle Filippine, per mano del loro presidente Manuel Quezon.

Poiché a quest’uomo generoso non poteva essere decretato il titolo di “Giusto fra le nazioni”, spettante unicamente a chi, per salvare ebrei, ha messo a repentaglio la proprio vita, e d’altra parte Israele non poteva ignorare il debito di riconoscenza che aveva verso quest’uomo e verso la sua nazione, è stata infine decisa la creazione di un monumento a Rishon LeZion, chiamato Open doors:
Israel-Open-Doors-Monument
tre porte spalancate, come ci spiega Giorgio Bernardelli, di dimensioni tra loro diverse. Tre porte che in un gioco di forme geometriche intrecciate, vanno a comporre tanto il triangolo della bandiera filippina quanto la stella di Davide della bandiera israeliana.

barbara

SASSI CONTRO CARRI ARMATI?

No: sassi contro le teste dei bambini.
auto-sassi
La bambina che stava dietro quel vetro, Avigail Ben Zion di due anni, è stata colpita alla testa e si trova ora in gravi condizioni all’ospedale.
Nel frattempo si è conclusa la missione umanitaria israeliana nelle Filippine

E questa è la mappa degli aiuti umanitari israeliani nel mondo
Tzahal senza frontiere
(cliccare sulla mappa per accedere alla mappa interattiva)

barbara

AGGIORNAMENTO: no, niente, sono bravi ragazzi, stavano solo tirando sassi alle pecore per gioco – e poi un sasso per caso è uscito dal campo, ha attraversato la strada, ha raggiunto l’auto, ha spaccato il vetro, è arrivato alla testa della bambina e le ha fratturato il cranio.

TUTTO TZAHAL MINUTO PER MINUTO

Tzahal, per i meno addentro alle sionistiche cose, sarebbe l’IDF, l’esercito di difesa israeliano, quella roba mostruosamente criminale che si diverte a fare “stragi per lo più inutili di bambini e civili” [dal che sembrerebbe potersi dedurre che ogni tanto capita che le stragi di bambini e civili si rivelano utili. Forse sono quelle perpetrate in Siria, o in qualunque altro luogo non infestato da israeliani], oltre ad altre inenarrabili nefandezze. Lo trovate qui, cominciando dal basso (grazie ad Anna Rolli per la segnalazione).
tzahal-phil
barbara

UN PICCOLO, PICCOLO PENSIERO

per le Filippine che soffrono
Filippine
barbara

AGGIORNAMENTO 1: qui.
AGGIORNAMENTO 2: La UE ha stanziato 7 (sette) milioni per le Filippine. L’Italia, da sola, in settembre ha inviato 60 (sessanta) milioni ai palestinesi. Evidentemente fornire armi per sgozzare neonati in culla e ragazzini addormentati e per far saltare autobus è altamente prioritario rispetto al salvare innocenti da una catastrofe.
AGGIORNAMENTO 3: