LETTERA A DAVIDE FRATTINI

Chi ha avuto in mano, sabato scorso, il supplemento del Corriere della Sera “Io donna”, avrà sicuramente visto l’indecente servizio di Davide Frattini «Gaza, la cavalcata delle amazzoni». Indecente e inaspettato, perché finora Frattini si era sempre mostrato sostanzialmente corretto. Naturalmente siamo assolutamente sicuri che la lettera inviatagli sarà prontamente pubblicata, ma per ogni evenienza la pubblico anche qui.

Buongiorno,
la lettura sul supplemento Io Donna dell’articolo recante la sua firma mi ha stupito non poco perché, conoscendola, mi aspettavo di trovarla più attento a non indurre il lettore a non corretti pensieri.
Già nel titolo, parlando di Gaza, si parla di terra contesa. Contesa? Tra chi? Forse tra Hamas e Fatah, ma non certo tra israeliani ed arabi, visto che Sharon ha obbligato tutti gli ebrei, pur tanti, ad abbandonare tutti i loro averi e ad abbandonare la Striscia.
Siamo poi al patetico quando si parla della giovane che viene al maneggio per dimenticare i blocchi sul confine verso Israele. Beh, a me sembra che i blocchi siano simili non solo verso Israele, ma anche verso l’Egitto, e bisognava forse spiegarlo bene al lettore meno informato, e illustrare anche il perché di tali blocchi, mentre i confini di Israele verso Egitto e Giordania che hanno riconosciuto il diritto di esistere di Israele sono aperti alla libera circolazione.
Ma chi è poi questa giovane amazzone che può permettersi di frequentare un luogo esclusivo, con bei prati verdi, pagando 1500 dollari per una sella? Semplicemente la figlia di un normale imprenditore edile? Crede forse che sotto i regimi totalitari ci si possa arricchire senza stretti legami col dittatore? Crede forse che, senza questi rapporti, a Gaza ci si possa acquistare un IPad? E che belle parole quando dice che non ci sono soldi per ricompense in denaro; semplici parole ad effetto se ci sono soldi per acquistare dei computer da dare come ricompense ai vincitori delle gare di equitazione! Per non parlare dei milioni di dollari spesi per armi ed esplosivi – per un solo missile teleguidato, come quello che due anni e mezzo fa ha centrato uno scuolabus, vengono spesi fino a 280.000 dollari! – e per i campi militari utilizzati per addestrare all’uso delle armi e istruire all’odio i bambini fin dalla più tenera età. Sarei inoltre curioso di conoscere la fonte di quel dato, 85% di abitanti di Gaza che sopravvivono con 2 dollari al giorno, così sfacciatamente contrastante con le immagini – che tutti abbiamo visto, sicuramente anche lei – di piscine e parchi giochi traboccanti di gente, mercati e centri commerciali di lusso pieni di ogni bendidio e di pasciuti acquirenti, strade piene di auto, che in occasione di qualche mattanza di ebrei si danno a festosi caroselli, più o meno come da noi per la vittoria ai mondiali.
Vorrei poi ricordare che non è giusto, parlando del conflitto del 2012, mettere sullo stesso piano i bombardamenti israeliani ed i missili lanciati da Hamas; so benissimo che non ho bisogno di spiegare a lei la ragione di questo.
Infine penso che, parlando dell’elettricità che va e viene, sarebbe forse stato il caso di ricordare che Gaza riceve l’elettricità dal nemico israeliano il quale, ogni tanto, è costretto ad interrompere le forniture a causa dei missili che, cadendo sulla centrale che produce elettricità anche per la Striscia, deve sospendere giocoforza la produzione.
Sono certo che, con le sue conoscenze della situazione del Medio Oriente, potrà concordare con le mie osservazioni, e la saluto distintamente

Emanuel Segre Amar, Barbara Mella
(Qui le immagini)

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barbara