VOGLIAMO DISCORRERE UN PO’ DI ECONOMIA?

Presto presto, dobbiamo diminuire i parlamentari! Costano troppo, anzi troppissimo! Bisogna tagliare le spese! Subito subitissimo, se no non ne usciamo!

Conte alza gli stipendi: quanto guadagnano ora i dirigenti di Palazzo Chigi

L’Italia è messa in ginocchio dagli effetti del Covid-19, ma per i dirigenti di palazzo Chigi c’è l’aumento in busta paga. Alla faccia della lotta alla casta

I drastici effetti economici provocati dall’emergenza Coronavirus sono purtroppo sotto gli occhi di tutti, tra attività chiuse e infinite difficoltà nella ripartenza.
Il governo non sempre si è dimostrato concretamente al fianco di chi è stato maggiormente colpito in questi mesi. L’auspicio è che con l’arrivo dei soldi del Recovery Fund si possa fornire il giusto carburante per il rilancio del nostro Paese, ma a una settimana dal vertice dei leader previsto a Bruxelles per giovedì e venerdì prossimi è andato in scena uno scontro totale tra il Parlamento europeo e il Consiglio sul Bilancio pluriennale della Ue e il Recovery Fund, che potrebbero restare così bloccati. Come se non bastasse, mentre l’Italia è ancora in ginocchio, i dirigenti di palazzo Chigi sono pronti a brindare. Magari, rispettando le nuove limitazioni sul distanziamento nelle case e sull’obbligo di indossare la mascherina, si potrebbe organizzare una grande festa.
Eh sì, perché per loro sarebbe previsto un bell’aumento in busta paga. Chi se ne frega se gli italiani ogni giorno devono fare i conti con le realtà più tristi e sgradevoli. Tanto le loro buste paga si preparano a essere rimpolpate. Come riportato dall’edizione odierna di Libero, il nuovo contratto proposto dall’Aran arriverebbe a garantire fino a 1.126 euro lordi in più al mese. In tal modo i dirigenti di seconda fascia della Presidenza del consiglio, destinatari della somma prevista dall’agenzia che rappresenta lo Stato nella contrattazione con i sindacati del pubblico impiego, giungerebbero a una simile cifra addizionando le diverse voci (aumento generalizzato, incremento per ridurre il divario dai loro colleghi di prima fascia, fondo legato al risultato).

“Un giusto ricompenso”

[Ho controllato: esiste. Ma finora non l’avevo mai sentito]

Anche gli altri dirigenti di palazzo Chigi sono pronti a esultare: nella peggiore delle ipotesi potrebbero sommare 331,80 euro di aumento ai 136,80 euro della retribuzione di risultato, arrivando così ad avere una busta paga più pesante di 468,6 euro. Mica male. Alt, però. Non è mica finita qui: questi sono solamente i numeri portati al tavolo dall’Aran, cioè la “parte datoriale”, che durante il confronto con i sindacati potrebbero addirittura lievitare. Alla faccia della lotta alla casta (con la poltrona degli altri) portata avanti dai grillini fino al 4 marzo 2018. Chi sa se organizzeranno quelle stesse mobilitazioni nazionali che erano soliti promuovere quando al governo vi erano gli altri.
L’8 ottobre sul sito dell’Unadis è apparso un comunicato mediante cui è stato annunciato l’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto dei circa 300 dirigenti della Presidenza del consiglio dei ministri: stando ai numeri calcolati nell’anno 2015, si tratterebbe di 101 afferenti alla prima fascia e 169 di seconda fascia. La trattativa si è riaperta dopo dieci anni di blocco. Per l’Unione nazionale dei dirigenti dello Stato si tratta di un momento “molto importante, nonostante il ritardo con cui si è arrivati, per dare il giusto riconoscimento, economico e giuridico, ai dirigenti di Presidenza, impegnati in settori cruciali per il nostro Paese”. L’Unadis, insieme a Cgil e Cisl, ha chiesto di arrivare a un accordo in tempi celeri, ragionevolmente entro la fine del 2020. I fondi per il rinnovo, nello specifico per la riduzione della forbice tra prima e seconda fascia, erano stati stanziati con la legge di Bilancio dello scorso anno.
Luca Sablone – 10/10/2020, qui.

E ora una saggia riflessione, preceduta da questa significativa immagine

Fabrizio Fabbro

Non muore nessuno se non si va dal #Parrucchiere per due mesi. Al massimo muore quel salone (e magari il titolare è tua sorella, tua mamma, tuo zio) e nel quale la ragazza che fa lo shampoo è in affitto nella casa che hai acquistato ad uso investimento e per il quale stai pagando un mutuo.
Non muore nessuno saltando la ceretta dall’#estetista. Al massimo chiude quello studio… che magari è di tua figlia, tua moglie… o che fornisce di prodotti tuo figlio che verrà licenziato a fine mese se non raggiunge l’obbiettivo di vendita. Cosa accadrà mai saltando due mesi di #Danza, al massimo chiude quella Scuola … che potrebbe essere però della tua compagna o di tua sorella ed è aperta da soli 30 anni. Puoi anche non andare in #palestra per 60 giorni. Che ci interessa!?!? Puoi sempre fare del sano esercizio fisico nel giardino di casa… Poi se non riaprirà più perché non sarà in grado di pagare gli affitti arretrati, continuerai a fare step sul gradone della veranda… E sì, se è di tuo padre che mantiene te e tuo fratello agli studi!?! Al #ristorante? Ma cucinate a casa vostra che si mangia anche meglio… tanto quando avranno chiuso più della metà dei locali perché i titolari sono in ginocchio… tu potrai ottimizzare l’arte dell’uso del lievito che hai messo a fuoco in questi mesi. Sperando che il ristorante non sia del tuo datore di lavoro. #Sartoria? Ma davvero vai ancora dalla sarta? Ma compra su Amazon come tutti! Anche se la sartoria l’ha fondata tua nonna ed hai messo la tua fideiussione personale sul leasing per l’acquisto dei nuovi macchinari. E che dire dei #bar? Meglio se chiudono, no!?!? Così tuo marito torna a casa prima la sera e non perde tempo a parlare di pallone con gli amici… Sperando però che non sia il proprietario di quel locale. #Contadini? Ma dai!!! Che le mele dall’estero riusciamo ancora a prenderle e, del sano vino all’etanolo, lo importiamo senza problemi.
Esiste un punto in cui le misure per contrastare il #virus uccidono più del virus stesso.

È FACILE DIRE DI STARE A CASA QUANDO HAI LO STIPENDIO GARANTITO. MA NON #ANDRATUTTOBENE #ACASADITUTTI

Fulvio Del Deo

Proibire la musica, gli spettacoli. Finora c’erano riusciti solo i talebani quando tenevano in scacco l’Afghanistan.

Stefano Burbi

Quando sento dire che è giusto chiudere le “attività non essenziali”, non posso non pensare alla mancanza di empatia e di sensibilità che mostrano le persone che lo pensano, adducendo come motivazione il “bene comune” e la salute.
Cosa vuol dire “non essenziale”? Pensate ad un mondo senza musica, senza spettacoli, senza cinema, e vediamo se vi sembrerà ancora lo stesso mondo; parlate alle tante persone che lavorano per gli spettacoli dal vivo e vediamo cosa vi diranno su queste attività, per loro essenziali per poter vivere; pensate che vi tolgano lo stipendio sicuro che ogni mese giustamente riscuotete e forse riconsidererete il concetto di “non essenziale”.
Se prevedete dei congrui risarcimenti, e non delle elemosine, per ognuno dei lavoratori dei settori che reputate non necessari e di cui potete fare a meno, continuate pure a ritenere che sia giusto chiuderli o ridimensionarli. Altrimenti tacete. Purtroppo non si ragiona con chi ha paura e la paura va rispettata. Ma, a maggior ragione, si deve anche rispettare un semplice ed elementare diritto: quello di vivere.
Stefano Burbi

Con due immagini della protesta dei lavoratori dello spettacolo in Piazza Duomo

e un video

NOTA: non sono vestiti di nero in segno di lutto, come ho letto in un articolo, ma perché il nero è l’unico colore ammesso nel teatro e nello spettacolo in genere: devi concentrarti unicamente su quello che stai facendo, sulla tua parte, sulla gestualità, sull’espressione, senza rischiare di essere distratto da colori fantasie luccichii.

Noi abbiamo cominciato ieri sera, rigorosamente in nero, ovviamente, e così:

1_stampare il proprio copione, evidenziare le proprie parti e custodirlo in una bustina/pinzarlo per evitare fogli volanti. 

2_portare una penna e/o una matita personali 

3_indossare la mascherina fino al raggiungimento della propria postazione (che sarà debitamente indicata). [in realtà qualcuno l’ha tenuta per tutta la serata, anche per leggere le parti; qualcuno l’ha abbassata, io l’ho messa in tasca]

4_indossare un maglione ed eventualmente un doppio calzino in quanto prevederemo 5 min di areazione tra un’ora e l’altra di lavoro 

5_igienizzarsi le mani all’ingresso 

6_portare una busta grande tipo quelle del supermercato che possa contenere TUTTI i vostri accessori che non dovrebbero entrare in contatto con quelli degli altri: la vostra giacca, la vostra borsa e le vostre scarpe (lavoreremo come sempre scalzi).

7_una volta rispettate tutte le restrizioni….RESPIRIAMO E GODIAMOCI LA VITA E IL POTERE RIGENERATORE DEL TEATRO e scordiamoci del mondo per 2 ore!!!

Se avete problemi con una qualsiasi di queste indicazioni fatemi sapere 

io ho mascherine in abbondanza, penne e buste igienizzate e posso stampare qualche copione in più 🙂

E ora godetevi, sempre in tema di economia con cui eravamo partiti, ma anche in tema di grande rappresentazione, questa strepitosa Giorgia Meloni

e se vi resta ancora una briciola di tempo e di pazienza andate anche a leggere questo e a guardare questa, ancora gran bella donna, tra l’altro, a sessant’anni suonati.

barbara

È ARRIVATA LA STASI

Altroché se mi ricorda!

qui

Angelo Michele Imbriani 

Questa è veramente l’ultima occasione per rinsavire. Se nemmeno di fronte alla possibilità evocata e addirittura auspicata da un ministro della Repubblica che un vicino di casa vi denunci perché state facendo un pranzo in famiglia o avete invitato degli amici e siete in una decina di persone, che la polizia faccia irruzione in casa vostra e vi sanzioni, se neanche di fronte a questo capite che c’è un problema di libertà, allora la paura vi ha proprio fulminato il cervello. E che siate amici recenti o di vecchia data, più o meno stimati in passato, quell’amicizia e quella stima finiscono qui, perché siete responsabili anche voi di tutto questo. Statevene pure “in sicurezza”, ma ben distanziati da me, perché siete voi che mi fate paura, non il virus

E avere paura di questa feccia sembrerebbe la cosa più logica, e soprattutto normale, del mondo, ma a quanto pare non tutti hanno neuroni a sufficienza – e soprattutto senso morale a sufficienza, senso della legalità a sufficienza, senso civile a sufficienza, per trovarlo logico e normale.

Daniel Haviv

A me sembra una cosa giusta e ovvia che una persona denunci un’altra per “diffusione di malattia infettiva” (questo reato esiste) [cioè secondo questo signore invitare a pranzo zii e nonni è esattamente la stessa cosa che scopare, sapendo di essere sieropositivi, senza preservativo e senza informare il partner. Preciso identico. A proposito di neuroni], come e’ obbligo rivolgersi alla polizia se si assiste ad un reato. Ma anche sul piano della giustizia spicciola: le persone oneste e ligie alle leggi se ne stanno chiuse in casa e rinunciano a vedere i nipoti per mesi e poi viene una ciurma di menefreghisti e si riunisce contrariamente alle regole infettandosi a vicenda e poi i genitori e i nonni quando tornano a casa. Se capita a me eccome se li denuncio. Ne’ fascismo ne’ comunismo ma solo sanita’ e legalita’.

Ma non è il solo.

Cristina Pietropaolo

Siamo in piena pandemia globale ed è cosa buona e giusta segnalare festini illegali alle autorità competenti! Per festeggiare si può benissimo aspettare il vaccino di AstraZeneca!!!

Servono commenti a questi deliranti deliri? Che fanno il paio con quello, anche se in ambito leggermente diverso, che l’amico “Cullà” ha denunciato nei commenti al post precedente:

Io so che ancora non ho ripreso la mia collaborazione con le scuole e già mi è stato chiesto di istruire un ragazzino autistico sul fatto che “se si alza in piedi durante la lezione rischia di ammalarsi e di far star male i suoi compagni e la sua mamma”.

Io questa cosa la chiamerei circonvenzione di incapace. E abuso d’autorità. E abuso di potere. E violenza privata. E mi sa che ci stanno ancora parecchie altre cose.

Potrebbe bastare? No, non può bastare:

Angelo Michele Imbriani 

Continuiamo a lanciare il nostro grido di allarme sullo stato della libertà in Italia.

Eugenio Capozzi

“Mentre però è vincolante la norma sulle mascherine all’aperto, inseriremo una forte raccomandazione sulle mascherine all’interno delle abitazioni private in presenze di persone non conviventi. Non riteniamo di introdurre una norma vincolante ma vogliamo dare il messaggio che se si ricevono persone non conviventi anche in casa bisogna usare la mascherina”.
Lasciamo perdere la follia e l’insulto di obbligare i cittadini ad usare all’aperto un dispositivo totalmente inutile (anzi spesso dannoso) solo per “educare” e “dare un segno”, come è stato senza pudore anche affermato da membri del governo e degli “scienziati” di regime. Ma che il capo di un governo di un paese formalmente democratico, con una costituzione che prevede all’articolo 13 l’inviolabilità della libertà personale e all’articolo 14 l’inviolabilità del domicilio, dichiari che “non ritiene” di “introdurre una norma vincolante” di indossare la mascherina in casa, ma vuole “lanciare il messaggio”, e che anche solo ipotizzi la possibilità di imporre per legge un comportamento alle persone che stanno entro le proprie mura domestiche, è qualcosa che va oltre ogni limite della legalità, della decenza, del pudore. Siamo di fronte ad uno sconfinamento impensabile, mai visto in Italia nemmeno in tempo di dittatura e di guerra in termini di violazione dei diritti fondamentali della persona. Che, d’altra parte, si pone in diretta continuità con la costante violazione operata dal governo (e dalle regioni, e da molti comuni) in primavera tanto della libertà personale quanto della libertà di circolazione (articolo 6), oltre che dell’articolo 7, che non prevede lo stato di emergenza per motivi sanitari.
In un paese in cui la società civile fosse dotata di un sufficiente attaccamento alle proprie libertà comunque basterebbe anche questa sola frase per invocare la decadenza immediata del governo in carica e dei governi regionali che percorrono la stessa strada vergognosa, e ricorrere in ogni sede giuridica disponibile per sconfessare queste decisioni dittatoriali, come è successo in Spagna pochi giorni fa.”  

Il giochino è sempre quello: non riteniamo di, per ora non è necessario che, non vorremmo arrivare a, e intanto la gente comincia ad abituarsi all’idea che potrebbe diventare necessario che, potrebbero ritenere di, potrebbero arrivare a. E quando decidono che è diventato necessario arrivare a, tutta quella brava gente è pronta a ingoiare la nuova supposta senza neanche un sussultino. Aggiungo una sacrosanta osservazione dell’amico Fulvio Del Deo

Fulvio Del Deo 

Alle feste ci si diverte così i coviddi colpiscono. Ha fatto bene il ministro Speranza a dare l’incarico ai nostri dirimpettai di segnalarci alle Autorità Sanitarie in caso dovessero vederci ridere in compagnia, perché l’allegria e la libertà sono i semi del male. Adesso spero che il ministro Speranza si ricordi di mettere in guardia anche i dirimpettai che vorrebbero farsi i fatti loro: chi si volta dall’altra parte è complice delle malefatte che finge di non vedere.
In foto, una situazione di piena sicurezza sanitaria, non solo perché tutti sono imbavagliati, ma nessuno si diverte pericolosamente.

E concludo con un impeccabile Pierluigi Battista.

Pierluigi Battista

Nella guerra contro il virus a noi cittadini spetta l’osservanza delle regole che quotidianamente ci vengono indicate: indossare la mascherina, mantenere le distanze di sicurezza, lavarsi spesso le mani o detergerle con gel igienizzante. Bene, facciamolo, stiamo attenti. Ma a chi ha le redini della politica e chiede per sé la gestione di un’emergenza l’appellarsi alla sensibilità civile dei cittadini non basta: non può assolversi e sperare solo nella disciplina di tutti noi. Non ci sono tamponi sufficienti e per ottenerli occorre sottoporsi a code apocalittiche: il destino non c’entra, hanno avuto tre mesi almeno per pensarci e provvedere, e non l’hanno fatto. I bus, le metropolitane, i treni regionali e dei pendolari sono zeppi di persone non distanziate, costrette a rischiare il contagio per andare al lavoro o a scuola, bisognava avere un piano di rafforzamento e incremento del trasporto pubblico: hanno avuto tre mesi almeno per pensarci e provvedere, ma non l’hanno fatto. Mancano le strutture per chi deve stare in isolamento ma non abita in una casa spaziosa dove non contagiare famiglie e conviventi: hanno avuto tre mesi almeno per pensarci e provvedere, ma non l’hanno fatto. Scarseggiano i test rapidi: hanno avuto tre mesi almeno per pensarci e provvedere, ma non l’hanno fatto.

Mancano le dosi del vaccino anti-influenzale fortemente consigliato per non stressare il sistema sanitario: hanno avuto tre mesi per pensarci e provvedere, ma non l’hanno fatto. Occorrono più medici e infermieri, ma i bandi partono solo adesso: hanno avuto tre mesi per pensarci e provvedere, ma non l’hanno fatto. Avrebbero potuto avere trenta miliardi del Mes per rafforzare il nostro sistema sanitario che nel Sud è già in pericolo di collasso: hanno avuto parecchi mesi per provvedere, ma non l’hanno fatto per stupidi pregiudizi ideologici e per i veti incrociati che paralizzano ogni decisione. Mancano all’appello migliaia e migliaia di insegnanti: hanno avuto sei mesi per pensarci e provvedere, ma non l’hanno fatto. Mascherine sempre, distanziamento necessario e lavarsi le mani spesso, spessissimo: facciamolo, è urgente e necessario. Abbiamo avuto mesi per pensarci e provvedere, lo abbiamo fatto. Tutto il resto, no. E si permettono pure di fantasticare sul nostro «modello italiano». Pensateci, e provvedete. (qui)

POST SCRIPTUM: alla fine della fiera, pare che le autorità competenti siano arrivate alla conclusione che tutte queste puttanate di reclusione e mascherina e distanziamento eccetera non servono a un accidente. Non che non si sapesse – e che anzi, sono pesantemente dannose, essendo noto che i contatti umani, e tanto più quanto più sono stretti, innalzano le difese umanitarie immunitarie (grazie a Cullà per la segnalazione. Però dal momento che sono a difesa della vita umana sono anche umanitarie, no?). Ma dubito che in Italia questo verrà recepito, o anche solo se ne prenderà visione, prima della fine di luglio 2021.

barbara

LA VERITÀ, TUTTA LA VERITÀ, NIENT’ALTRO CHE LA VERITÀ

Ecco: se qualcuno dovesse venirvi a raccontare che è un bugiardo, sappiate che sono voci false e tendenziose, volgari calunnie, e se le propagate a vostra volta andrete all’inferno, perché lui dice sempre la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.

Altra verità sacrosanta è che bisogna assolutamente ridurre il numero dei parlamentari di 345 unità, perché ci costano troppo.
450
No ma cosa c’entra? Quelli ci servono assolutamente per consigliare Conte, no? No?
da solo
Sì, ok, ha fatto tutto da solo, i 450 li ha ignorati, ha fatto tutto di testa sua, però è vero che ha fatto tutto bene e tutto giusto, no? No?

Angelo Michele Imbriani

Dopo Cassese e Ainis, un altro autorevole costituzionalista si esprime in modo molto critico sulla gestione dell’emergenza. Si tratta di Cesare Mirabelli che è stato anche Presidente della Consulta. Sebbene sottolinei che “la tenuta della democrazia è salda”, Mirabelli muove obiezioni sostanziali alla condotta del governo.
La proroga dello stato di emergenza non si giustifica, perché mancano alla base del provvedimento gli elementi di straordinarietà e temporaneità. Infatti, l’emergenza sanitaria attualmente non c’è ed è al massimo una eventualità futura. Non si può dichiarare una emergenza preventiva, anche perché se davvero accadesse qualcosa di improvviso e di grave ci sarebbero gli strumenti per affrontare la situazione anche senza stato di emergenza.
Il punto più delicato riguarda “l’esercizio dei diritti di libertà: i diritti costituzionali non possono essere soppressi o sospesi. E’ legittimo limitarli, se la legge lo dispone per salvaguardare un altro bene costituzionale come la salute, ma ciò deve essere giustificato, temporaneo, proporzionato al fine da seguire, con un bilanciamento tra i diritti in gioco”.
Ad esempio, la libertà di circolazione, secondo la Costituzione, può essere limitata in via generale solo se la legge lo stabilisce. Con dei provvedimenti amministrativi, come Dpcm e ordinanze regionali, lo si può fare solo per situazioni locali circoscritte, come terremoti o altre catastrofi naturali. “Al contrario, desta preoccupazione vietare in modo assoluto la libertà di circolazione o il diritto di riunione”.
Mirabelli rileva anche che il tribunale costituzionale tedesco ha dichiarato illegittimo il provvedimento che chiudeva gli edifici di culto, ritenendo che esso equivalesse alla soppressione della libertà religiosa.
Mirabelli è molto critico nei confronti dei Dpcm, che mancano di quelle forme di garanzia – controllo del Parlamento e del Presidente – che è invece prevista per i decreti legge.
Infine, il monito più preoccupante: “quando si toccano i diritti costituzionali e di libertà, temo un rischio di assuefazione”.
Per quanto mi riguarda non è già più un rischio ma una realtà: l’assuefazione alla soppressione delle libertà personali in cambio del feticcio della sicurezza sanitaria.

Però almeno i verbali li ha resi pubblici, no? No?
verbali
Restando in tema sanitario, immagino che avrete già visto – e doverosamente festeggiato, come minimo a champagne – la splendida novità:

August 13, 2020

È di oggi, mercoledì 12 agosto, la notizia della nomina dell’ex premier Mario Monti alla presidenza della Commissione per la Salute e lo Sviluppo sostenibile, appena istituita dall’Oms Europa.
Lo scopo? “Ripensare le priorità relative alle politiche da attuare alla luce della pandemia e formulare raccomandazioni circa gli investimenti e le riforme per migliorare la resilienza dei sistemi sanitari e di protezione sociale”.
(…) MG Maglie su Twitter c(ommenta): “Mi pare naturale che quei venduti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha coperto la Cina, ora diano incarico a Mario Monti  di controllare la spesa sanitaria. E’ quello che ci ha fatto tagliare la sanità per 8 miliardi. L’uomo giusto al posto giusto”.

https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/24170711/mario-monti-maria-giovanna-maglie-oms-poltronissima-uomo-giusto-posto-giusto-ricordate-cosa-fece-tempo-adietro.html

Poi ci sono le pistole che ci misurano la temperatura: fidatevene, perché anche loro non possono che dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, no? No?

Covid, lo scanner confonde le vampate della menopausa con la febbre

Lunedì 10 Agosto 2020

Le donne in menopausa potrebbero vedersi ingiustamente negare l’accesso ad aeroporti, pub e ristoranti in cui si misura la temperatura all’ingresso. Questo a causa del fatto che le vampate di calore potrebbero essere scambiate per febbre, uno dei sintomi del Covid-19. A sollevare il tema sono i gestori di una app inglese sulla menopausa, Meg’s Menopause, in un articolo sul quotidiano britannico Daily Mail. Gli scanner della temperatura in uso per l’accesso ai luoghi pubblici, come le pistole puntate in fronte, secondo i gestori della app non misurano la temperatura interna del corpo. Rilevano invece la temperatura della pelle che, sebbene tenda a correlarsi con i picchi della temperatura corporea interna, può variare a seconda dell’ambiente e dell’attività.

I dispositivi possono solo effettuare una stima della temperatura corporea interna misurando il calore irradiato dalla pelle utilizzando la tecnologia a infrarossi. Per questo motivo, secondo la dottoressa Ornella Cappellari, di Meg’s Menopause, vi è un possibile rischio che con le donne in menopausa si venga erroneamente tratti in errore in caso di vampate di calore. «La maggior parte delle donne – evidenzia la dottoressa Cappellari, già ricercatrice dello Univerity College London – soffre di vampate di calore, che possono causare un aumento della temperatura della pelle rilevabile dai controlli della temperatura del Covid-19. La menopausa è una delicata fase di transizione per la maggior parte delle donne. Può capitare di andarvi incontro molto facilmente oppure no». Anche Derek Hill, professore di scienza dell’imaging medico dello University College London, sentito dal Mail Online spiega che è possibile che una termocamera possa erroneamente contrassegnare una vampata di calore come temperatura elevata. Per l’esperto «non è necessariamente sbagliato usare questi dispositivi senza contatto per la lettura di massa» ma un termometro a infrarossi inserito nell’orecchio con un marchio CE potrebbe essere meglio. (qui)

Ma passiamo alle cose veramente serie, come per esempio i dolori del giovane George.

Niram Ferretti

LE PREOCCUPAZIONI DI GEORGE

George Soros, in una intervista oggi pubblicata su “La Repubblica” esprime la sua preoccupazione. Per che cosa? Per L’Italia.

Ascoltiamolo.

“La mia principale preoccupazione in questo momento riguarda l’Italia. Matteo Salvini, leader antieuropeo ha guadagnato consensi finché, sopravvalutando il suo successo, ha commesso l’errore fatale di provocare la crisi di governo. La sua popolarità è in declino, ma è in ascesa quella di Giorgia Meloni di Fratelli di Italia, ancora più estremista e della stessa coalizione”.

L’estremista ancora più estremista Giorgia, sarà forse lusingata da questa caratterizzazione fatta dal grande speculatore, che, nella stessa intervista, qualifica Trump come un imbroglione e un violatore della Costituzione americana (varie volte), anche se non spiega come l’avrebbe violata.
Dobbiamo preoccuparci noi per la preoccupazione di Soros?
Nel mentre, apprendiamo dalla stessa intervista che ha donato 220 milioni di dollari alla “causa dell’eguaglianza razziale e alle cause dei neri”. L’intervistatore gli chiede cosa ne pensa di Black Lives Matter e lui risponde prevedibilmente:

“E’ davvero importante. E’ la prima volta che una larga maggioranza della popolazione, non solo gli afroamericani, riconosce che l’attuale discriminazione contro i neri può essere ricondotta alla schiavitù”.

Frase memorabile. Tutta colpa della schiavitù se George Floyd è stato ucciso e se altri neri americani vengono uccisi dalla polizia, così come è senz’altro colpa della schiavitù se percentualmente la maggioranza dei crimini negli Stati Uniti è commessa dai neri americani.
Trump l’imbroglione, la Meloni estremista, Black Lives Matter un movimento importante (quanti sono i denari da parte di Soros che sono arrivati direttamente nelle sue casse?)
Il pensiero di Soros è luminoso, lui è l’alfiere della Società Aperta, di un mondo senza confini e paratie in cui le differenze nazionali, le identità troppo connotate (come quella ebraica, per esempio) saranno dissolte e finalmente verrà alla luce l’Umanità.
Non è un pensiero particolarmente originale. Idee simili le avevano già avute Saint Simon, il suo discepolo Auguste Comte e, naturalmente, Karl Marx. Ognuno, a suo modo, voleva disalienare gli uomini e renderli più felici. E’ esattamente l’impegno di Soros, il quale, ha devoluto la parte più consistente della sua enorme sostanza, 32 miliardi di dollari (sì, leggete bene) alla costellazione di ONG che compone la sua creatura, la Open Society Foundations, la quale, in suo nome, continuerà a operare anche dopo la sua morte.

Già, il razzismo, problema sempre attuale e veramente drammatico, soprattutto quello fra bianchi e neri

WHITE LIVES DON’T MATTER

Lorenzo Capellini Mion

North Carolina

Lunedì Darius Sessoms, 25 anni, si è avvicinato a Cannon Hinnant di 5 anni mentre il piccoletto era sulla sua bicicletta e gli ha sparato in testa uccidendolo. Sessoms è un vicino di casa della famiglia del bambino ammazzato e avrebbe agito senza apparente motivo.
Darius-Cannon
Ad assistere alla scena le sorelline di 7 e 8 anni del povero bimbo che sono sotto shock e lo saranno per la vita.
Se non abbiamo sentito parlare della sorte di Cannon Hinnant è perché è totalmente inutile alla narrativa. Non si inginocchierà nessuno ma lo ricordiamo noi, perché anche la sua vita conta.
R.I.P. Cannon

Fulvio Del Deo

Roma 10 Agosto: stanotte clandestino della Guinea aggredisce passanti con una bottiglia spaccata. Arrivano i poliziotti e li ferisce.
3 somali aggrediscono alle spalle una ragazza per rubarle il marsupio, il compagno la difende e viene pestato con calci, pugni e un bastone.
Un clandestino del Mali dopo apprezzamenti ad una donna, aggredisce il compagno e lo ferisce con le forbici, mandandolo in ospedale.
Questo in una sola notte.. ed è solo un assaggio di cosa verrà
avanguardia
E infine questo (attenzione: non è per stomaci delicati)

(mi viene indicato come non disponibile, provate ad andarlo a vedere qui, dove io lo vedo)

barbara

QUOS VULT PERDERE IUPITER…

Li fa diventare comunisti. Quelli che seguono sono articoletti del sinistrissimo organo ufficiale della sempre più sinistra UCEI, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

A cosa punta Donald. Fa discutere l’ultimo azzardo di Trump, che ieri su Twitter è arrivato ad auspicare il rinvio delle elezioni fino a quando “le persone potranno votare come si deve, con le dovute garanzie e in sicurezza”. Per Repubblica l’obiettivo principale di Trump non sarebbe però un rinvio, prerogativa del Congresso, ma “bloccare, per quanto gli è possibile, il voto per posta che (secondo lui e secondo i sondaggi) favorirebbe troppo il suo avversario Joe Biden”.

Cioè, quelli che riportano senza commenti (come in questo caso del resto), il che significa che concordano, l’articolo che dichiara “inevitabile” il prolungamento dell’emergenza deciso dall’avvocato dal curriculum fasullo, col pretesto che il virus circolerebbe ancora – ignorando evidentemente che ci sono miliardi di virus che circolano sistematicamente da quando è nata la vita sulla Terra – e all’unico scopo di continuare a impedirci di votare, con l’attiva complicità del figlio di Bernardo, hanno la faccia come il cubo di attribuire a Trump, senza una sola prova a favore, gli stessi sporchi obiettivi. Esattamente come a suo tempo hanno denunciato la grave deriva autoritaria e dittatoriale di Orban, salvo dimenticare che lui aveva chiesto i pieni poteri al parlamento, a differenza del nostro avvocaticchio, e dimenticarsi poi, quando, a emergenza finita, ha restituito al parlamento i suddetti pieni poteri, di darne notizia.

Mascherine e sicurezza. “Sbagliato guardare alle frontiere. Tre positivi su quattro sono italiani”, spiega al Corriere il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in merito all’accusa rivolta ai migranti sbarcati in queste settimane di essere un pericolo perché positivi al Covid-19. “I migranti falso pericolo”, le parole riportate dal quotidiano del ministro che invita gli italiani a continuare a mantenere le più elementari misure di prevenzione dal contagio, tra cui l’uso delle mascherine.

Ancora giochini coi numeri! Oltre ai giochini con le parole: prima parla di “italiani”, il che dovrebbe far supporre che “gli altri” siano stranieri (tutti, circa l’8% della popolazione) residenti in Italia, ma poi parla esplicitamente dei “migranti [ossia clandestini, perché le cose vanno chiamate col loro nome] sbarcati in queste settimane”, ossia 14.438 persone da gennaio ad agosto. Questo significa che il 99,976% è responsabile del 75% dei contagi, e lo 0,024 è responsabile del restante 25%, ossia oltre mille volte la loro consistenza numerica. Ma non dobbiamo gridare al pericolo clandestini, no no no, quello è un falso pericolo percepito da noi fascisti, razzisti, populisti, sovranisti dalla fervida fantasia.

Ieri era il quarantesimo anniversario della più sanguinosa strage fascista avvenuta nel dopoguerra in Italia, quella del 1980 di Bologna.

E questa è la storica Anna Foa, e perfino gli storici, se sono comunisti, preferiscono cancellare i fatti quando questi si permettano di configgere stupidamente con l’ideologia.

Contrasto a omotransfobia e misoginia. Oggi approda nell’Aula della Camera il ddl contro l’omotransfobia e la misoginia. Il testo della legge modifica gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, spiega La Stampa. Più precisamente, basandosi sulla legge Mancino del 25 giugno 1993, verranno estesi agli episodi d’odio fondati sull’omofobia e sulla transfobia i reati già previsti nel codice penale, aggiungendo alla discriminazione “razziale, etnica e religiosa” quella fondata “sul genere e sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

Come ha giustamente osservato qualcuno, esistono leggi che puniscono qualunque tipo di violazione dei diritti delle persone, dall’aggressione fisica a quella verbale, dallo stalking al mobbing eccetera; ora, se qualcuno sente il bisogno di una legge speciale che tuteli i diritti dei froci (se penso che non ci sia niente di male a essere froci, non vedo in che modo la parola froci possa essere intesa come offensiva e, di conseguenza, perché non dovrei usarla) non vorrà per caso dire che per questo qualcuno i froci non sono persone? Cioè, tutti i sostenitori della legge non saranno per caso degli omofobi della peggior specie che tentano di mascherarsi fingendo di essere dalla loro parte e volerli proteggere?

Restando in tema di persone che Giove ha deciso di perdere, ecco il nostro meraviglioso manlietto nazionale che
libici
E giustamente qualcuno prevede per il futuro
zoccole
E per finire vi offro questa meravigliosa collana di perle che l’amico Fulvio Del Deo ha pazientemente infilato per noi.

Fulvio Del Deo

Qultura a 5 stelle.

  1. Pinochet dittatore del Venuezuela (Luigi Di Maio)
  2. Napoleone combatté ad Auschwitz (Alessandro Di Battista)
  3. I Mille sbarcarono a Quarto (Carlo Sibilia)
  4. Matrimoni fra specie diverse purché consenzienti (Carlo Sibilia)
  5. L’Irlanda è un Paese mediterraneo (Angelo Tofalo)
  6. In America microchip nel corpo umano (Paolo Bernini)
  7. Il 50% della popolazione romena è criminale (Luigi Di Maio)
  8. Il pil cresce con l’uso dei condizionatori (Barbara Lezzi)
  9. Per sostituire l’economia dell’Ilva si può rilanciare la produzione di mitili (Barbara lezzi)
  10. Stato civile: italiano (Filippo Gallinella)
  11. Difendiamo il cibo italiano, no al grano saraceno (Filippo Gallinella)
  12. Possiamo dare 5.000 euro al mese ad ogni pensionato (Giulia Sarti)
  13. Per la pace mondiale per fortuna c’è Putin (Alessandro Di Battista)
  14. Sul Ponte Morandi si potranno fare i picnic (Danilo Toninelli)
  15. In 3 giorni Dio creò il mondo (Carlo Sibilia)
  16. Lo sbarco sulla luna è una farsa (Carlo Sibilia)
  17. Andiamo a dire a Gillet Gialli che siamo al loro fianco (Luigi Di Maio & Alessandro Di Battista)
  18. Il Restitution day è l’evento politico più importante dagli omicidi di Falcone e Borsellino (Carlo Sibilia)
  19. Il tunnel del Brennero lo usano in tanti (Danilo Toninelli)
  20. Abbracciamo gli amici libici per la tragedia di Beirut (Manlio Di Stefano)

barbara

IL RAZZISMO È TALMENTE BRUTTO

che qualunque mezzo è lecito per combatterlo, e quindi non possiamo che approvare questo superbo spettacolo di lotta senza quartiere all’infame sentimento.

Poi naturalmente combattere il razzismo significa accogliere chiunque arrivi, non importa chi, non importa come, non importa in quali condizioni di salute.

Fulvio Del Deo

Da Betta:

“Quindi mi state dicendo che in Bangladesh vendevano certificati falsi a 36 euro per partire con la febbre verso il nostro Paese, che è in corso una caccia a 600 positivi introvabili sparpagliati per l’Italia, ma che abbiamo respinto un Jet privato con 4 americani sani a bordo atterrato in Sardegna?
Siete meravigliosi!

Cioè, qui si fa del terrorismo psicologico sui “focolai” di qualche manciata di positivi, perlopiù asintomatici, e ci mettono in casa 600 positivi con la febbre? Per poi rinchiuderci in casa un’altra volta perché è finalmente arrivata la sospirata seconda ondata? E con questa scusa impedirci di nuovo di andare a votare? Direi che ci sta proprio bene questo
contecess
e anche questo, tiè
governanti
E per combattere il razzismo bisogna anche evitare accuratamente di mostrare agli italiani che cosa succede là dove sbarcano i clandestini, non sia mai che, cattivi come siamo, ci venga da manifestare qualche pensiero ostile.

Stefano Zangrillo

Ci fosse stato un cazzo di TG che avesse fatto vedere agli italiani la situazione drammatica che stanno vivendo a Lampedusa e a Porto Empedocle. Il grido disperato del Sindaco al Governo “Venite a vedere con i vostri occhi invece di pontificare dalle comode poltrone romane” non ha diritto ad essere divulgato dalle TV, il fatto che si è assistito a turisti in fuga per l’imminente sbarco di 180 clandestini di cui 44 in grave stato di instabilità mentale (come riferito dalla ONG Ocean Viking) che si vanno ad aggiungere ai 300 già sbarcati (tra cui 34 infetti da covid) non deve trovare spazio in nessun TG nazionale. Come accadde per i terremotati, anche questi italiani vengono silenziati e lasciati soli nella discarica creata dal Governo. Altro che Villa Pamphili! Li prenderei così come stanno a tavola
governo
e li farei stare 10 giorni sulle banchine di Lampedusa e Porto Empedocle.

E va da sé che il razzismo si combatte anche accettando gioiosamente quella che sembra tanto disturbare

Marina Terragni

Mai sentita una donna che dice ad altre donne “succhiami il c…o”? Et voilà, eccola qua! Emilia Decaudin, responsabile delle donne nel Partito Democratico newyorkese.

Ed eccola dunque la nostra Emilia
Emilia Decaudin 1
che in effetti sotto il vestito sembra avere un bel po’ di roba,
Emilia Decaudin 2
nonostante il viso così inconfondibilmente femminile.
Emilia Decaudin 3
E un po’ più in là la stessa Marina Terragni dice anche

La parola madre va abolita in quanto transfobica.
Fra un po’ mi metto a picchiare

E deve essere veramente cattiva e razzista, oltre che spaventosamente priva di tatto, per volere a tutti i costi usare l’orrenda parola “madre”.

E poi vi metto questa cosa qui, che non è granché in tema però mi è piaciuta un sacco e comunque è utile da sapere, soprattutto per chi ha figli in età scolare.

barbara

SEGUENDO LA LOGICA

Se un bianco non può doppiare un attore nero, né interpretare Otello dipingendosi la faccia di nero (oggettivamente, non è che l’Europa pulluli di doppiatori neri o attori teatrali neri, meno che mai cinquant’anni fa o cento anni fa) perché si tratta di indebita appropriazione culturale, perché, si chiede l’amico Shevathas, un negro dovrebbe poter fare il programmatore?

Sempre restando in tema di antirazzismo, che noi adoriamo con tutta la nostra anima, con tutto il nostro corpo e con tutta la nostra mente, non possiamo che applaudire, meglio se in piedi, l’iniziativa della Mercedes:

La Mercedes cambia look e lo fa ribadendo il suo impegno nella lotta al razzismo e a ogni forma di discriminazione: nel 2020 le W11 della scuderia campione del mondo in carica avranno una livrea nera al posto della tradizionale argento.
mercedes-nera
Che a me poi verrebbe da chiedermi in che modo cambiando il colore dell’auto si aiuteranno i negri di Harlem a uscire dal ghetto ed emanciparsi, ma si sa che io sono una brutta persona, e per mimetizzarmi e non farmi troppo notare applaudo anch’io. E altrettanto entusiasticamente e inpiedamente applaudiamo anche i nostri eroici piloti di Formula 1 che non esitano a inginocchiarsi in segno di… Boh, questo non lo so: non si può mica sapere tutto nella vita, no?

Piloti ricoperti d’oro da regimi autoritari e razzisti ci spiegano l’antirazzismo

Alla partenza del Gran Premio d’Austria di Formula Uno di questa domenica abbiamo assistito, cosa alquanto irrituale nel contesto sportivo automobilistico, ad un atto politico organizzato dal campione del mondo Lewis Hamilton per sostenere l’”anti-razzismo”, ma anche nei fatti, apertamente, il movimento Black Lives Matter.
Il clou è stato rappresentato dalla foto di gruppo dei piloti di Formula Uno con la maggior parte di essi inginocchiati al momento dell’inno nazionale, secondo il gesto reso celebre negli ultimi anni, ma soprattutto nelle ultime settimane, dalla campagna del movimento radicale “nero”.
È legittimo chiederci, certo, contro quale “razzismo” i piloti manifestino. E la risposta è facile. Puntano il dito contro il “razzismo” americano o in generale occidentale. Cioè puntano il dito, paradossalmente, contro l’unica parte del mondo che il razzismo è stata, nel tempo, in grado di riconoscerlo e in grandissima parte di superarlo – contro l’unica parte del mondo verso la quale persone di ogni razza ed etnia ogni anno accorrono alla ricerca di quei diritti e di quelle opportunità che non si vedono riconosciute dai propri compatrioti nelle terre natali.
E mentre punta il dito contro l’America e l’Occidente, la Formula Uno stabilisce un fondamentale accordo di sponsorizzazione con la compagnia petrolifera dell’Arabia Saudita. E si fa ricoprire di soldi da Paesi autoritari, razzisti e nemici dei diritti umani come la Russia, il Barhain, gli Emirati Arabi, la Cina o il Vietnam.
Hamilton non si inginocchia per il fatto che la Cina reprima i diritti degli hongkongesi o che sterilizzi forzatamente le donne della minoranza uigura, Non si inginocchia per l’oppressione dei montagnard in Vietnam, né per la persecuzione degli sciiti in Barhain, Quando si troverà a correre in quei Gran Premi, non ci saranno pugni chiusi, ma i sorrisi di sempre.
Con che coerenza, allora, ci si tappano gli occhi contro le più palesi violazioni di diritti e ci si scaglia invece proprio contro il Paese al mondo che conferisce più opportunità a qualsiasi minoranza?
A pensarci bene, forse, in realtà una coerenza c’è. La genuflessione di domenica in nome dell’”anti-razzismo” forse è più parente di quanto si pensi delle genuflessioni alla Cina, al Vietnam o al Barhain. In entrambi i casi semplicemente si va dove sono i soldi. In Occidente i soldi stanno con la gigantesca macchina di marketing del “virtue signalling” e del “politicamente corretto”, in altri Paesi stanno con i relativi regimi statali. E non c’è nessuna necessità di scegliere tra i soldi garantiti dall’opportuno “lip service” al progressismo occidentale e quelli del “lip service” ai peggiori sistemi autoritari del resto del mondo – perché tanto non c’è alcuna vero conflitto tra queste due sfere che si rispettano perfettamente in nome di una sorta di amorale “cujus regio, ejus religio”.
È come per la Lega Calcio che si proclama in prima linea nella battaglia per i diritti delle donne e contro il femminicidio ed allo stesso tempo decide di andare a disputare la finale della Supercoppa italiana a Riyadh con tanto di segregazione sugli spalti. Qualcuno forse ci ha visto una contraddizione?
Ma la perfetta recita “anti-razzista” del Gran Premio austriaco ha avuto, a suo modo, la sua piccola nota stonata. Sei piloti – Charles Leclerc, Max Verstappen, Kimi Raikkonen, Daniil Kvyat, Antonio Giovinazzi e Carlos Sainz Jr – hanno rotto le righe e non si sono inginocchiati. E forse, più degli altri quattordici, il vero segnale lo hanno mandato loro: c’è anche chi, non senza qualche rischio personale in termini di immagine, è disposto a sostenere che la sostanza dei valori e dei comportamenti vale più dell’adesione a riti conformisti di sottomissione al “verbo di successo”.
E alla fine Charles Lecrerc, il “principino” monegasco della Ferrari, è persino arrivato davanti ad Hamilton.

Marco Faraci, 7 Lug 2020, qui.

Ebbene sì, purtroppo questa bellissima festa antirazzista antifascista antituttelecosebrutte, è stata guastata da un branco di fascisti razzisti (e secondo me anche leghisti populisti sovranisti) che sono rimasti in piedi,
piloti
cose che proprio non si possono vedere che uno si chiede ma che problemi ha la gente? (Ci avete fatto caso? È la moda linguistica del momento: quando si vede un comportamento che a qualcuno appare follemente incomprensibile, tipo camminare per la strada a ottocento metri dalla persona più vicina senza mascherina, pretendere, da parte di qualche genitore, che a settembre la scuola riparta, rifiutarsi di dire avvocata sindaca ministra ingegnera, la sconsolata domanda che parte è: “Ma che problemi ha la gente?”)

Restiamo in materia di antirazzismo e logica ferrea? Ma sì, restiamoci! Ed ecco questa gentile signora che con inoppugnabili argomenti scientifici ci spiega che i bianchi (la razza bianca? gli sporchi bianchi? I bianchi di merda?) sono un errore genetico recessivo (sic!) e usano il suprematismo bianco per difendersi, perché sanno benissimo che i negri, avendo la genetica dominante, sono destinati a dominare e non appena conquisteranno il potere faranno sparire i bianchi dalla faccia della terra. Leggere per credere.

E ancora un esempio di antirazzismo militante:

Fulvio Del Deo

Atalanta, Georgia.

Secoriea ha 8 anni ed è insieme alla sua mamma Charmaine. Sono in macchina con un’amica e vorrebbero andare a fare compere in un negozio. Lungo la strada incontrano i manifestanti “antirazzisti” che non vogliono farla passare. Loro sono tipe toste e non si lasciano intimidire da ipocriti fighetti che giocano alla rivoluzione. Non sanno però che i fighetti sono cinici e spietati e, come i loro predecessori nazisti, devono ubbidire all’ordine di farsi ubbidire. Così sparano e uccidono la bimba.

Dice ma quelle sono nere,
Sicoriea
mamma Sicoriea
di sicuro si vedeva anche attraverso i vetri della macchina che sono nere, se ce l’hanno coi bianchi perché sparare a loro? E dai su, non fatela tanto lunga, con tutti i boveri negri ammazzati dai bianchi cosa sarà mai una in più o una in meno.

E ancora in tema di violenza e di logica:

Fulvio Del Deo

Ricordate quando succedeva solo in Israele, che i palestinesi tiravano sassi alle auto e voi dicevate: “E’ per via dell’occupazione, quelli hanno preso la loro terra…”
E adesso perché non dite lo stesso?
Su, ripetete con me: “Ci ammazzano, ci fanno a pezzi e ci mettono nel trolley, ci pisciano addosso, ci spaccano la testa col machete, ci tirano i sassi ecc., perché abbiamo preso la loro terra!”

E ancora

Lorenzo Capellini Mion

Solo per ricordare che i luoghi di contagio del virus di Wuhan siano i bar, i ristoranti, i piccoli negozi, le spiagge, le chiese, i seggi elettorali e i comizi di Trump.
per protestare 1
per protestare 2
Pagliacci

Poi godiamoci questo spezzoncino di politica interna

E concludiamo la carrellata con Silvietta nostra, che finalmente ha concesso la sua prima intervista. A chi? Al giornale dei Fratelli Musulmani, ovvio!

“PER ME IL MIO VELO È UN SIMBOLO DI LIBERTÀ” – PER LA PRIMA VOLTA SILVIA ROMANO (PARDON, AISHA) PARLA DELLA CONVERSIONE E DELLA PRIGIONIA: “COPRENDO IL MIO CORPO SO CHE UNA PERSONA POTRÀ VEDERE LA MIA ANIMA” – “NEL MOMENTO IN CUI FUI RAPITA, INIZIAI A PENSARE: È UN CASO O QUALCUNO LO HA DECISO? QUESTE PRIME DOMANDE CREDO MI ABBIANO GIÀ AVVICINATO A DIO” – “PENSAVO DI ESSERE LIBERA PRIMA, MA SUBIVO UN’IMPOSIZIONE. SENTO DENTRO CHE DIO MI CHIEDE

1 – SILVIA ROMANO SI RACCONTA DOPO IL SEQUESTRO: “VI SPIEGO PERCHÉ HO DECISO DI CONVERTIRMI ALL’ISLAM”

Sono passati quasi due mesi da quando Silvia Romano è stata liberata ed è tornata in Italia. Era il 9 maggio scorso quando il premier, Giuseppe Conte, rivelò che la cooperante milanese, rapita nel novembre del 2018 mentre si trovava in Kenya con l’associazione Africa Milele, e tenuta prigioniera per oltre un anno e mezzo

Oggi, Silvia, che intanto si è convertita all’Islam e si fa chiamare Aisha, ha raccontato per la prima volta i mesi della prigionia e la decisione di diventare musulmana. Lo ha fatto rilasciando una lunga intervista al giornale online La Luce, di cui è direttore Davide Piccardo esponente della comunità islamica di Milano.

La decisione di partire per il Kenya

“Prima di essere rapita – ha dichiarato la ragazza – ero completamente indifferente a Dio, anzi potevo definirmi una persona non credente; spesso, quando leggevo o ascoltavo le notizie sulle innumerevoli tragedie che colpiscono il mondo, dicevo a mia madre: vedi, se Dio esistesse non potrebbe esistere tutto questo male”.
E neppure il volontariato era tra le sue priorità: “Fino alla fine del mio terzo ed ultimo anno di università, non avevo un particolare interesse nel partire e andare a fare volontariato. Verso la fine della tesi mi interessai moltissimo all’argomento che stavo trattando: la tratta di donne ai fini della prostituzione, da lì ho avuto uno scatto nei confronti delle ingiustizie.
Ho sentito il bisogno di andare e mettermi in gioco aiutando l’altro nel concreto. L’idea di continuare a studiare e rimanere qui non mi andava, volevo fare un’esperienza vera, per crescere e per aiutare gli altri”.
Così è nata l’idea di andare in Kenya [a far giocare i bambini, che come tutti sanno è il primo dei bisogni del terzo mondo]. Un’esperienza che le ha letteralmente cambiato la vita. “Nel momento in cui fui rapita, iniziando la camminata, iniziai a pensare: io sono venuta a fare volontariato, stavo facendo del bene, perché è successo questo a me? Qual è la mia colpa? [Perché, prima era convinta che le cose brutte capitassero solo alle persone cattive? Che era scema l’avevamo capito da quel dì, ma fino a questo punto?!]
È un caso o qualcuno lo ha deciso? – ha continuato Silvia -. Queste prime domande credo mi abbiano già avvicinato a Dio, inconsciamente. Ho iniziato da lì un percorso di ricerca interiore fatto di domande
È così che ha cominciato un percorso di avvicinamento alla religione: “Il passaggio successivo è avvenuto dopo quella lunga marcia, quando già ero nella mia prigione; lì ho iniziato a pensare: forse Dio mi ha punito.
Un altro momento importante è stato a gennaio, ero in Somalia in una stanza di una prigione, da pochi giorni. Era notte e stavo dormendo quando sentii per la prima volta nella mia vita un bombardamento, in seguito al rumore di droni. In una situazione di terrore del genere e vicino alla morte iniziai a pregare Dio chiedendogli di salvarmi perché volevo rivedere la mia famiglia.
Gli chiedevo un’altra possibilità perché avevo davvero paura di morire. Quella è stata la prima volta in cui mi sono rivolta a Lui. Poi a un certo punto ho iniziato a pensare che Dio, attraverso questa esperienza, mi stesse mostrando una guida di vita, che ero libera di accettare o meno”.

Il velo come simbolo di libertà: “Mi sento protetta da Dio”

Infine, ha concluso la giovane milanese: “Sicuramente dopo aver accettato la fede islamica guardavo al mio destino con serenità nell’anima, certa che Dio mi amasse e avrebbe deciso il bene per me. Quando provavo paura per l’imminenza della morte o ansia per non avere notizie della mia famiglia e del mio futuro, trovavo consolazione nelle preghiere”.
Sulla questione velo, che ha indossato sin dal suo ritorno in Italia a maggio, ha detto: “Per me il velo è simbolo di libertà.
silvia
Quando vado in giro sento gli occhi della gente addosso; non so se mi riconoscono o se mi guardano semplicemente per il velo; in metro o in autobus credo colpisca il fatto che sono italiana e vestita così. Ma non mi dà particolarmente fastidio. Sento la mia anima libera e protetta da Dio“. (Qui. Segue il testo integrale dell’intervista, nel caso qualcuno avesse voglia di papparselo, che comunque secondo me ne vale la pena. Poi magari ci sarebbe anche questo)

E chiudo con questa cosa, che non c’entra niente ma la trovo bellissima.
ennio Ezio
barbara

LIQUAMI SPARSI

Difficile il lavoro per questo post, perché per non farne un’opera delle dimensioni dell’Enciclopedia Britannica bisogna scartare almeno il 90% dei liquami che si trovano in giro, e la scelta del “meglio” è tutt’altro che facile. Insomma, questa è la mia selezione La quale, se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta. (Pura propaganda e captatio benevolentiae, naturalmente, perché lo sanno tutti che quando annoio e quando rompo e quando provoco e quando faccio incazzare lo faccio sempre apposta, oh se lo faccio apposta!)

E cominciamo con questa foto, per la quale l’unico aggettivo che mi viene in mente è “imbarazzante”.
fiori negro
E la faccio commentare da Fulvio Del Deo.

Il poveretto è attonito e resta con le mani in tasca. Probabilmente si sente preso per il culo.
Invece le tre stronzette pensano di fare cosa gradita, come quando danno le noccioline alla scimmietta. Il loro, è un razzismo peggiore di quello palese.

Che poi in effetti no, ci starebbero benissimo anche patetica, demente, squallida. Se mi ci metto ne trovo sicuramente anche delle altre.

Passo alla deturpazione dei monumenti all’uomo che ha contribuito a liberare l’America dalla schiavitù e che per questo è stato assassinato, volontariamente e premeditatamente, lui,
Lincoln
e a quello che ha contribuito a liberare l’Europa dal nazismo
Churchill
E proseguo con questo gioiello
ospedale ped
che sembra effettivamente il modo migliore per rendere giustizia a questo individuo
floyd
E proseguiamo con questa toccante e ispirata scena evangelica
lava piedi
così commentata da

Niram Ferretti

REPENT

La distruzione del senso della realtà, della proporzione delle cose procede implacabile, per tappe.
La nuova religione laica dei Diritti Umani e dell’Antirazzismo continua a chiedere fedeli e… penitenti.
Prima ci si inginocchia. Poi si lavano i piedi.
E’ successo a Cary, nel North Carolina. Due uomini e una donna sono inginocchiati per lavare i piedi a due pastori di colore, un uomo e a una donna. C’è una piccola folla. Vengono raggiunti da alcuni ufficiali di polizia che si inginocchiano a loro volta. Mentre uno dei due lavatori chiede perdono attraverso un megafono, si sentono singhiozzi e pianti.
L’uomo chiede perdono a Dio, davanti a due pastori di colore a cui sono stati lavati i piedi come Gesù fece agli Apostoli prima della sua Passione. Chiede perdono per il colonialismo, per il pregiudizio, per l’ingiustizia.
Con voce accorata chiede perdono per la segregazione e per avere messo le ginocchia sul collo di George Floyd simbolo di tutti coloro ai quali sono state messe le ginocchia sul collo. A questo punto il megafono passa a una donna bionda la quale dice che è un onore e un privilegio per lei trovarsi inginocchiata lì.
Mancano solo le processioni dei flagellanti. Forse, a qualcuno, verranno in mente.
Quando si tocca il fondo, in realtà non lo si tocca mai, perché sia apre una botola e si sprofonda ancora ulteriormente.

E la botola si è infatti aperta a Londra, dove il sindaco musulmano ha approvato l’abbattimento delle statue di personaggi non più rispondenti ai “canoni attuali” – ossia quelli relativi alla sua, chiamiamola così, cultura – e provvederà a farne rimuovere molte altre ancora.

E veniamo al razzismo nostrano con un recente fatto di cronaca.

[] Un’altra conferma di questo rapido ritorno alla normalità viene da Mario Balotelli, licenziato dal Brescia per giusta causa. Il motivo? Non partecipava alle riunioni con i compagni. Prima a quelle online su Zoom o WhatsApp. Poi a quelle, meno virtuali, sul campo. Mal di pancia, indisposizioni varie giustificate con certificati, ai quali il presidente Cellino ha risposto con il licenziamento. Ora i due si vedranno in tribunale. Un duello tra giganti perché anche Cellino, con i suoi 32 esoneri di allenatori in carriera, è un bel fenomeno. Qui la novità è che, al posto di un altro allenatore, il presidente abbia licenziato Balotelli, eterna promessa naufragata tra mille cretinate da adolescente incompreso. Solo che ormai Mario ha 30 anni, e di super gli resta poco.

Ed ecco il commento:
Balotelli
Restando in casa nostra, questa è la vergognosa sceneggiata che ha avuto come palcoscenico la camera dei deputati:
in ginocchio
Anche a uno sguardo frettoloso e superficiale appare chiara la sapiente corografia della scena: il popolo che si protende plasticamente verso la salvifica giustizia
quarto stato
(per la verità avevo in mente anche un altro quadro, ma non riesco a ricordare quale) e davanti a loro l’eroina, la pulzella senza macchia e senza paura che combatte intrepida contro il tiranno e lo affronta seria ma serena,
con lo sguardo dritto e aperto nel futuro, e anche un po’ commossa – compostamente commossa – perché consapevole dell’importanza della missione che le è stata affidata da Dio in Persona
Giovanna d'Arco
D’altra parte sappiamo che la boldrinessa è usa a cambiare le proprie maschere a comando:

Per fortuna in casa nostra abbiamo ancora qualcuno che conosce il significato delle parole decenza e dignità

Quanto invece all’indegna sceneggiata boldriniana, rubo ancora una volta le parole a Niram Ferretti:

IL PENOSO SHOW

Il penoso show di Laura Boldrini alla Camera, in cui dopo avere detto,
“Io non respiro perché sono donna, non respiro perché sono disabile, immigrata, perché sono ebrea, perché sono musulmana, perché sono gay, perché ho la pelle nera”, dimenticando dall’elenco “Perché Sono cristiana, perché sono nordcoreana, perché sono tibetana, perché sono venezuelana, perché sono cubana, perché sono iraniana, ecc”
il penoso show della Boldrini che dopo avere pronunciato queste marmoree parole si è inginocchiata marmorea insieme ad altri parlamentari ci dice come sia terrificante e nemica dell’intelligenza e del pensiero critico, la demagogia, la maleodorante, asfittica demagogia,
il penoso show di Laura Boldrini ci dice di come sia facile essere parlati invece di essere parlanti, attori che recitano un copione scritto da altri con parole banali, grondante una retorica ripugnante
il penoso show di Laura Boldrini ci dice di come il totalitarismo del pensiero unico ci voglia tutti sudditi, inginocchiati, davanti alle medesime parole confezionate per fare apparire chi vi aderisce, nobile, giusto, migliore, dalla parte delle vittime
il penoso show di Laura Boldrini ci dice come sia disinvolto lo sprezzo assoluto del ridicolo
Ci dice come sia necessario, assolutamente necessario, ribellarsi a questa melassa, a questa capitolazione cerebrale, a questa inaudita violenza intellettuale.

E ancora in casa nostra abbiamo un ministro dell’educazione (dovrete passare sul mio cadavere per farmi usare l’orrendo neologismo imposto dall’aberrante moda del politicamente corretto) signora Azzolina, membro (membro, sì: non è una membra) di un governo che non è stato capace di vedere un’epidemia che già stava impazzando tra di noi, che non è capace di vedere che adesso se n’è andata, ma sa con certezza che a ottobre ritornerà e sarà più cattiva e feroce che pria, e che di conseguenza ha programmato la riapertura a settembre con le mascherine, coi banchi distanziati e le gabbie in plexiglas ma poi ha cambiato idea e adesso sostiene di non avere mai programmato niente del genere, il che mi ricorda quella compagna di università che essendo di formazione cattolica viveva il sesso con un notevole senso di colpa, soprattutto nel periodo in cui scopava con tre contemporaneamente, e nelle sue confidenze scendeva anche in dettagli sulle dimensioni di suo gradimento, e poi quando si è sposata, a 34 anni, mi ha raccontato che si è sposata vergine. Ma questa è un’altra storia. La reinverginata signora Azzolina, dicevo. Che non solo replica stizzita a chi protesta per il plexiglas, ma impartisce anche delle strepitose lezioni di inglese:
plexiglas
E concludo con questo autentico delirio.

Roberto Giovannini

Che epoca meravigliosa… J. K. Rowling, la donna che ha inventato Harry Potter, è finita nel bel mezzo di una bufera di sciroccati. Commentando su Twitter un articolo intitolato “Creare un mondo post-Covid-19 più equo per le persone che hanno le mestruazioni”, ha scritto: “Le persone che hanno le mestruazioni. Sono sicura che ci fosse una parola per quelle persone. Qualcuno mi aiuti. Wumben? Wimpund? Woomud?”. Naturalmente la parola esatta è “women”, donne. Per aver osato sostenere che le mestruazioni sono cose da donne è stata insultata in ogni modo (strega, puttana, transfobica, nazifemmina, ecc.). Al che lei ha pure rincarato la dose: “Se il sesso non esiste, non ci può essere attrazione per lo stesso sesso”. Adorabile. Perché in fondo femministe da trincea, odiatori, antirazzisti del piffero, oppressi di ogni tipo e tutta la compagnia dei fiocchi di neve di questi tempi sciagurati può essere (deve essere) demolita con la cosa che a loro proprio manca. La logica.

Va detto che l’abominevole Rowling è recidiva in questo genere di nefandezze: meno di sei mesi fa una ricercatrice aveva sostenuto che il sesso biologico è un dato oggettivo e che quindi le transessuali non sono vere donne, e naturalmente è stata licenziata, e la Rowling, indovinate un po’: si è schierata dalla sua parte! E anche in quell’occasione si è scatenato il finimondo.
D’altra parte come stupirsi se, sempre nel Regno Unito, la portavoce dell’associazione delle levatrici è stata costretta a dimettersi per avere detto che a partorire sono solo le donne? (Effettivamente, come ha a suo tempo ricordato l’amico Enrico Richetti, a rigor di termini ciò è falso: partoriscono anche le mucche, le pecore, le gatte, le tope…) E a questo punto dobbiamo arrenderci all’evidenza: finiremo male, perché, come ricorda Schiller – giusto nella Pulzella d’Orleans, per riprendere un altro tema di questo post (sì, certo, ho googlato) – Contro la stupidità gli stessi dei lottano invano.

barbara

LA TURCHIA, I CURDI, TRUMP, E ALCUNE ALTRE COSE

Premessa

“imbecille, coglione, omofobo, razzista, incompetente e bipolare, ignorante, idiota, improvvisatore, pericoloso, traditore, irresponsabile, inaffidabile, inetto, imbarazzante, megalomane, pig-president, mossa assurda, mossa insensata, una pugnalata alla schiena, una minchiata inenarrabile, decisione inopportuna brusca e indecorosa, errore di calcolo miope, strategia suicida, STIA ATTENTO DONALD TRUMP. C’È SEMPRE LA FINE CHE FECE IL CATTOLICO JOHN FITZGERARLD KENNEDY…”

Ecco, io mi sono rotta i coglioni. Non ne posso più di questa orgia di insulti, giudizi, valutazioni (per non parlare della bufala ripresa da tutte le testate del mancato aiuto dei curdi nella seconda guerra mondiale – frase tolta dal contesto stravolgendone completamente il senso, come chiunque può verificare ascoltando direttamente l’audio completo), non se ne può più di questi attacchi rabbiosi, sbavanti, livorosi, di questo linciaggio, tutti superesperti di strategia militare, di politica internazionale, pronti a spartirsi le spoglie, a me il fegato a te la milza a lui l’intestino crasso all’altro i reni. E basta cazzo, datevi una calmata!
E ora cedo la parola ad altri che, come me, prima di chiedere l’intervento del boia vorrebbero aspettare per capire meglio.

Senti, io non capisco questo improvviso risveglio. Erdogan è al potere dal 2003, poco dopo essere uscito di prigione, durante questi 16 anni ne ha fatte di cotte e di crude, e nessuno ha mai mosso un dito, nemmeno quando ha fatto massacrare i suoi stessi soldatini di leva diciannovenni accusandoli di essere stati al fianco dei golpisti, e nemmeno quando ha cinto d’assedio la base NATO di Incirlik, costringendo gli USA a portare in Romania le armi nucleari, per sicurezza. Ora che non sta facendo nulla di più o di meno di quello che ha fatto finora, solo perché Trump ha detto che il suo paese si è rotto i coglioni di mandare a morire suoi giovani in guerre tribali infinite dall’altro lato del mondo, solo adesso tutti si indignano e si scoprono “amici dei curdi”? Ma di quali curdi, visto che sono una quarantina di milioni, che parlano lingue differenti, che sono di diverse religioni e, soprattutto, che ce ne sono di pacifici, ma anche di molto feroci?
Fulvio Del Deo

E vorrei che non si dimenticasse che nel genocidio armeno una grossa fetta del lavoro sporco sono stati i curdi a compierlo, esattamente come ucraini e lituani hanno dato una robusta mano ai nazisti negli stermini di massa nell’Europa dell’est. E aggiungerei che quando Saddam Hussein ha gassato 5000 curdi, nessuno ha fiatato.

Ok, siamo tutti preoccupati, commossi e indignati per i poveri Curdi. Ok. Se si vuole esprimere un umanissimo e civilissimo sentimento, va bene. Ma se si pretende di fare una critica, una osservazione, una denuncia politica, no che non va bene. In questo caso non basta inveire contro Trump e contro la stessa Europa, che “abbandonano” e “tradiscono” i Curdi: bisogna indicare quale sarebbero l’alternativa e la soluzione. E fare i conti con questa eventuale alternativa, che magari potrebbe essere poco piacevole.
Che cosa dovrebbe fare, ad esempio, Trump? Occupare militarmente per decenni quella regione? Iniziare una operazione Enduring Freedom a favore dei Curdi? Lanciare un po’ di bombe umanitarie su Ankara? Occupare la Turchia e costringere Erdogan a nascondersi in qualche buca per poi catturarlo, processarlo sommariamente e impiccarlo? Forse sono film già visti. Con le relative marce della pace e le bandiere a stelle e strisce incendiate da coloro che ora sbraitano contro Trump.
Se si indica una alternativa si può pretendere che la propria sia una posizione politica. In caso contrario è solo moralismo. Inutile.
Poi certo possiamo sempre cavarcela boicottando le noci e i melograni turchi sugli scaffali dei supermercati. E stiamo a posto.
Angelo Michele Imbriani

Non direi che gli Stati Uniti si sono serviti dei curdi, hanno combattuto insieme contro l’isis; del resto i Curdi combattono per il loro stato no? L’Europa c’entra perché è INEFFICENTE, ma CONDANNA TRUMP che si ritira! e lo dico ancora una volta dove sono le forze italiane, le forze di tutti gli stati europei? Gli italiani sanno sempre condannare e giudicare, ma chi cazzo sono internazionalmente parlando? dove sono i suoi soldati? se tanto amano i curdi che si facciano valere come gli americani e che cambino la guardia! L’America è in Medio Oriente dal 2001… che l’ Europa mollusca si vergogni di fronte a TRUMP.
Deborah Politi-Kornfeld

Siria. «Noi cristiani abbiamo paura della Turchia, ma i curdi ci usano»

@LeoneGrotti 11 ottobre 2019

La Turchia ha bombardato i quartieri cristiani di Qamishli, ferendo un’intera famiglia. Ma la vera storia è più complessa: «I curdi hanno sparato dai nostri quartieri per farci attaccare ed ergersi così a difensori dei cristiani agli occhi dell’Occidente. Ma non lo sono affatto»

«I cristiani in Siria sono spaventati, non sanno dove andare o dove nascondersi. I turchi hanno attaccato i loro quartieri di Qamishli, ma lo hanno fatto per rispondere al fuoco curdo, che sta usando i cristiani per combattere una guerra mediatica». [Esattamente come i palestinesi sparavano su Gilo dalle chiese e dalle case di cristiani di Beit Jala, in modo che il fuoco di risposta israeliano andasse a colpire i cristiani o addirittura le chiese (ricordate il grido di dolore “gli ebrei sparano alla Madonna!” quando nella risposta è stata colpita una statua?) Non c’è niente da fare: musulmani gli uni, musulmani gli altri, e le tattiche sono identiche] La situazione nel Nord-est della Siria, dopo l’inizio dell’offensiva turca, è grave ma è molto più complessa di come viene raccontata in questi giorni sui principali quotidiani, come testimonia a tempi.it Afram Yakoub, direttore generale della Confederazione assira.

L’INVASIONE TURCA DELLA SIRIA

Il 9 ottobre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ottenuto il benestare del suo omologo americano Donald Trump, ha lanciato l’operazione militare “Fonte di pace”. L’obiettivo del Sultano è creare una zona cuscinetto in un’area profonda 30 chilometri lungo tutto il confine settentrionale siriano di 450 chilometri, dove poi ricollocare un milioni di rifugiati siriani scappati in Turchia. L’area, abitata da diverse etnie, è attualmente controllata dai curdi e dalle milizie Ypg, che hanno aiutato gli Stati Uniti a riconquistare le città occupate dallo Stato islamico, e che fin dal 2012 hanno creato in tutto il Nord-est della Siria una regione autonoma ribattezzata Amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale o Rojava. La Turchia accusa le milizie Ypg di essere terroristi affiliati al Pkk e l’invasione ha anche lo scopo di cacciarle dal confine.

«I CURDI USANO I CRISTIANI»

Mercoledì l’esercito turco ha bombardato un quartiere di Qamishli. Sul web sono circolate le foto dei cristiani feriti. Le immagini sono autentiche, ma non dicono tutto: «Le milizie Ypg hanno bombardato le postazioni turche dai quartieri cristiani», spiega Yakoub a tempi.it. «Lo hanno fatto per provocare i turchi, che infatti hanno colpito le case cristiane. Sono i curdi ad aver diffuso le immagini dei cristiani feriti: la loro strategia infatti è di guadagnarsi l’appoggio dell’Occidente atteggiandosi a difensori dei cristiani. Ma i curdi sono tutto tranne che nostri protettori. Ci usano per combattere la loro battaglia mediatica, che in guerra può essere importante tanto quanto quella armata».

Nei bombardamenti turchi è stata ferita un’intera famiglia cristiana. Il padre e i bambini hanno riportato ferite lievi, la madre invece è in gravi condizioni (come si vede nella foto pubblicata sopra). Yakoub, 39 anni, originario di Qamishli e accolto in Svezia nel 1989, ha una fitta rete di contatti nella sua città natale, dove vivono ancora molti suoi parenti. «Cristiani e curdi hanno una relazione molto tesa», continua. «Bisogna ricordare che i curdi sono una minoranza nel Nord-est della Siria, ma vogliono creare una regione autonoma sotto il loro controllo. Per riuscire nel loro intento, usano i cristiani come moneta di scambio».

«I CURDI VOGLIONO CACCIARE I CRISTIANI»

L’anno scorso, come raccontato da tempi.it, i curdi hanno chiuso quattro scuole cristiane nel Nord-est del paese perché si erano rifiutate di adottare i provvedimenti di politica dell’educazione emanati dal governo locale, che prevede testi ispirati al nazionalismo curdo. Monsignor Jacques Behnam Hindo, arcivescovo siro-cattolico di Hassaké-Nisibi, da anni ripete che «i curdi vogliono sradicare la presenza cristiana da questa regione della Siria».

Ieri è tornato a dichiarare ad Acs:

«Qui ognuno ha i propri interessi e i cristiani ne pagano le conseguenze. Ho invitato i curdi a desistere dai loro piani di creare una regione autonoma, cui non hanno alcun diritto. Ora il conflitto è divenuto ancor più grave di prima e temo che saranno in tanti ad emigrare. Dall’inizio della guerra in Siria il 25 per cento dei cattolici di Qamishli ed il 50 per cento dei fedeli di Hassaké hanno lasciato il Paese assieme al 50 per cento degli ortodossi. Temo un simile esodo se non maggiore. L’Europa dovrebbe fare mea culpa».

La situazione, insomma, è molto complessa. La soluzione, secondo il direttore generale della confederazione assira, è solo una: «La minoranza assira ha paura tanto dei curdi quanto dei turchi. L’unica modo di uscirne sarebbe avere una vera democrazia in Siria e uno Stato unito. Nel frattempo i cristiani sono spaventati e non sanno dove andare».

UNIONE EUROPEA, LA GRANDE ASSENTE

Un dramma di cui l’Unione Europea, che si sta completamente disinteressando dell’invasione turca, dovrebbe occuparsi: «In Europa vivono mezzo milione di assiri e mezzo milione di curdi», dichiara a tempi.it Attiya Gamri, della confederazione assira dell’Ue. Gamri risiede in Olanda e la sua famiglia è originaria di Qamishli, dove si è stabilita oltre cent’anni fa dopo il genocidio turco. «È triste che Bruxelles non prenda posizione. Non si è alzata una voce quando i curdi hanno chiuso le nostre scuole a Qamishli e ora non parlano mentre i turchi ci attaccano. Abbiamo sofferto molto negli ultimi anni, vogliamo rispetto, democrazia e diritti umani». (qui)

Per quanto grave sia la situazione, non sembra tuttavia che siamo in presenza di un genocidio, come molti strepitano, svilendo sempre più questa parola a forza di spararla a destra e a manca, e sempre a sproposito. Per concludere, invito a leggere questo articolo di Caroline Glick, che dimostra inconfutabilmente che quella di Trump è stata la decisione più giusta, più ragionevole, più sensata, più razionale che potesse prendere nella situazione in cui, non per propria scelta, si trovava, e che tutte le contumelie che ho diligentemente elencato più sopra sono puri e semplici deliri.

Certo che guardare la Turchia di oggi
donne-turche-oggi
e pensare che appena 13 anni fa si poteva vedere una cosa come questa…

barbara

IMMAGINIAMO

Rito
Immaginiamo che questo adolescente si chiami Rito.
Immaginiamo che abbia un po’ di peluria sotto al naso e il mono-sopracciglio, che sia un po’ sovrappeso, che non si lavi molto ed emani perennemente odore di ascella.*
E immaginiamo adesso che Rito abbia delle piccole ossessioni, come molti adolescenti: ogni mercoledì si rifiuta di entrare a scuola per protesta, e si siede davanti al suo cancello con un cartello che rivendica un futuro più sano per l’umanità.
Immaginiamo che lui denunci lo scempio della natalità altissima che c’è in alcuni paesi sottosviluppati che, se non si riduce subito, porterà la popolazione del pianeta a 10 miliardi di persone nel 2035.
Immaginiamo che la sua protesta sia contro il nuovo schiavismo che è la regola in molti paesi asiatici come la Cina, ma che si sta importando anche qui in Europa.
Immaginiamo che la sua protesta sia anche contro la tratta di africani che sbarcano in Europa per diventare schiavi, spacciatori o prostitute.
Immaginiamo poi che Rito denunci la discriminazione e la persecuzione delle donne, che avviene legalmente nei paesi islamici perché la legge dello Stato ricalca le farneticazioni scritte nel Corano. E immaginiamo che Rito chieda che, per questa e mille altre ragioni, sia messo ufficialmente al bando l’islam e condannato come crimine contro l’umanità.
Immaginiamo poi che questo ragazzino rivendichi aria pura da respirare, rispetto della natura e dell’umanità, giustizia e uguaglianza in tutto il mondo.
Secondo voi, susciterebbe attenzione mediatica, o lo porterebbero di corsa in una casa-famiglia a Bibbiano, togliendo la potestà ai genitori per non aver fatto rispettare l’obbligo scolastico?

Fulvio Del Deo, qui

* [ma anche dopo due settimane in barca senza doccia e senza bidè, volendo…]

Impostata in modo contrario, ma esattamente sulla stessa linea, ci sarebbe anche questa cosa qui.

barbara

SEA-WATCH E DINTORNI ANCORA

Un po’ di cose raccattate in giro per la rete, con alcune riflessioni che condivido e che ritengo utili (è un po’ tanta roba, ma portate pazienza che domani vi faccio riposare, così se volete potete leggere anche a rate).

In arrivo a Lampedusa una carovana di parlamentari del Pd a difesa della SeaWatch.
Siamo su Scherzi a Parte…
Per certi politici l’Italia non ha leggi, non ha confini, non ha regole, non ha dignità.
Per loro vengono prima i clandestini?

Vengono prima i soldi che ricavano dai clandestini.

Questa storia è scandalosa. I naufraghi proprio non interessavano a nessuno. Questa deficiente li ha portati a spasso per due settimane solo per entrare in Italia (aveva tutte le possibilità del mondo, ma non le interessavano). E i politici di sinistra stanno dimostrando che le leggi le debbono rispettare solo i loro nemici…
Ah, a proposito:ho le palle piene di sentir chiamare “flussi migratori” queste buffonate. Il flusso migratorio che viola coscientemente le leggi (piacciano o meno) è un atto delinquenziale come tutti gli abusi. E siccome di delinquenti ne abbiamo a sufficienza, questa capitana andrebbe punita senza sconti. (qui)

Da Ornella, che di Africa ne ha vista un bel po’.

“Questa presunzione tutta razzista, provinciale e presuntuosa per la quale si possa vivere una vita dignitosa soltanto in Europa, e in Africa no, mi ha veramente stancata. Sotto la retorica dell’accoglienza spesso e volentieri si legge un disprezzo per l’Africa, generalizzato e superficiale, che fa venire i brividi. L’Africa ha più di 50 paesi, diversissimi, con ricchezze e bellezze uniche, culture meravigliose e nuove opportunità. C’è la povertà, ma non c’è solo quella. Prima di tutto, un po’ di rispetto, questo continente lo merita.” (qui)

CAPITANA vs CAPITANO (qualcuno mi ricorda perché il semipremier lombardo ha questo soprannome??). Tra una vertigine e l’altra ho cercato di buttare giù qualche riga, alle quali premetterei che sarebbe ora in questo disgraziato Paese di rispettarci un po’ di più l’un con l’altro, comprendendo tanto le motivazioni di chi propende all’accoglienza tanto quelle di chi invece ha le sue ragioni per negarla. Direi che un po’ di visione a lungo termine e l’attuazione di un sano “principio di precauzione” sarebbe utile a tutti.
Ciò premesso, direi che la Capitana (della nave) ha avuto in vita sua tante possibilità, indubbiamente è preparata, è plurilaureata e ha un curriculum come un papiro, ma questo non le dà alcun diritto di sentirsi al di sopra della legge, né di infrangere le leggi degli Stati altrui, men che meno interpretare a suo insindacabile giudizio il Diritto marittimo. Aggiungerei che costei non ha studiato – se lo avesse, qualche sacrosanto dubbio dovrebbe averlo – un po’ di antropologia e di “antropologia delle migrazioni”: chi le dice che lei possa spostare persone, con relativi usi e costumi, dove più le aggrada, e che i riceventi debbano sottostare alla SUA visione del mondo senza esprimere alcuna forma di resistenza? Lei e i suoi fan non si rendono conto che se anche nel Sud d’Italia si è arrivati a votare un Salvini, probabilmente gli elettori (che saranno beceri, ma ne hanno il diritto; di sicuro non sono stupidi) hanno avuto le loro ragioni. IO personalmente non li approvo, ma questo non mi rende cieco di fronte alle loro motivazioni. Qualcun altro, dall’alto delle sue lauree e dei suoi curriculum, è invece cieco, ma solo in determinate direzioni guarda caso.
E non ho toccato il più grave argomento: quanto questa emigrazione dall’Africa PEGGIORA le condizioni degli Stati e delle popolazioni locali?? Perché ricordiamoci: l’Africa è un continente in grandissima parte in pace; dove la crisi alimentare è stata abbondantemente superata (e chi veramente muore di fame non emigra); ed è in forte sviluppo economico… Certo non è l’Europa, ma chi si sta muovendo in questa emigrazione economica sta togliendo al suo continente, al suo Paese, alla sua gente la speranza di un miglioramento futuro.
Ora, se è vero che, a detta di qualcuno, è impossibile fermare le migrazioni e la storia lo dimostrerebbe (a dire la verità, la storia dimostra che non è affatto detto: tante migrazioni sono state bloccate o abbondantemente diluite), è anche vero che quasi mai le migrazioni sono state accettate supinamente, anzi più erano incontrollate più hanno scatenato conflitti anche sanguinosi.
Gianni Pellegrini, qui.


Franco Londei

Come sapete non sono un salvinista, non condivido nulla delle idee di questo personaggio, NULLA, ma mentiremmo a noi stessi se non ammettessimo che in questa vicenda della Sea-Watch c’è una sfida palese alle leggi di questo paese, che possono essere giuste o sbagliate, ma che fino a che ci sono vanno rispettate. Che poi Salvini ne approfitti per fare propaganda è un altro paio di maniche, ma la sinistra pretenda pure il rispetto dei Diritti dei migranti a bordo, pretenda qualsiasi cosa e qualsiasi intervento di salvaguardia di quei poveracci in mare da settimane, ma non faccia l’errore di pretendere una sorta di salvaguardia per gli operatori della ONG. Io quando stavo bene ho collaborato con diverse ONG e la prima cosa che si impara in questo mestiere e che, d’accordo o meno, si rispettano le leggi del paese dove si opera. Non esiste nel Diritto Internazionale ed umanitario una regola che ti permetta di bypassarle. (qui)

Fulvio Del Deo

Parole come “umanità” e “accoglienza” non hanno nulla a che vedere con lo sporco traffico umano che questi nuovi negrieri stanno compiendo. Questo gioco criminale sta estirpando giovani dalla loro terra e li sta portando qui a vivere un’esperienza di vuoto ed emarginazione, di giornate caratterizzate dal nulla assoluto, di attese interminabili che renderanno piacevole perfino “essere liberi” di essere assunti per chiedere l’elemosina agli angoli delle strade e fuori ai supermercati, mettendo a posto i carrelli in cambio di qualche spicciolo.
Nella foto vedo solo uomini, giovani e forti (qui; cliccare sulla foto per ingrandire)
seawatch

Fulvio Del Deo

Nella generazione dei suoi nonni, anche loro bianchi e ricchi come lei, si sono dedicati allo spostamento di persone, via dalle loro case per eliminarle dal paese.
Adesso lei, insieme alla generazione dei suoi coetanei, continua a spostare persone, e le allontana dalle loro case per scaricarle in un paese da danneggiare. (qui)

Il fine dei pirati è demolire gli stati

Gian Micalessin

Adesso Sea Watch ha calato la maschera e issato la sua vera bandiera. Quella della pirateria umanitaria.
Una pirateria che, al pari delle navi corsare al servizio degli stati nazionali del XVII secolo non agisce per fini propri, ma per soddisfare gli interessi di nuove entità sovranazionali poco disposte a metterci la faccia. A garantire la «lettera di corsa» alle navi con teschio e tibie e il soldo ai loro capitani di ventura pensavano, un tempo, Paesi come Inghilterra, Francia e Spagna interessati a bloccare i commerci del nemico senza esibire e le proprie cannoniere. Oggi la pirateria umanitaria interpretata con un tocco di romantico femminismo dalla 31enne Carola Rackete, capitana di Sea Watch, svolge esattamente la stessa funzione. La capitana Rackete che si dice in dovere di forzare il blocco «per salvare 42 naufraghi allo stremo» sa bene di mentire. E sa altrettanto bene che il suo aiuto ai quei 42 «naufraghi» sarebbe stato molto più sollecito se li avesse sbarcati in Tunisia o in qualsiasi altro porto del Mediterraneo raggiungibile durante i 15 giorni trascorsi a comiziare e far politica davanti a Lampedusa. Ma la «lettera di corsa» garantitale formalmente dall’opaca organizzazione umanitaria di cui è al soldo le richiede altro. Le richiede di approdare solo ed esclusivamente in Italia perché solo da quel ventre molle, dove l’anomalia di un esecutivo giallo-verde ostacola la compattezza dell’Unione, può iniziare lo sfondamento dei cancelli della «fortezza Europa». La missione assegnata alla capitana Carola come a tanti altri capitani mercenari è insomma quello di penetrare in Italia per scavare una breccia nelle mura dell’Europa. Ma per conto di chi? La risposta è semplice. Per ottenerla basta seguire il denaro fatto affluire nelle casse di organizzazioni umanitarie come Sea Watch. Nel XVII e XVIII secolo i corsari servivano agli stati nazionali per garantirsi il controllo dei traffici. Oggi i «pirati umanitari» servono a fare carne di porco delle frontiere e delle ingombranti legislazioni nazionali per far spazio ad entità multi o sovra-nazionali. Entità come i giganti del web o le grandi aziende globalizzate che considerano gli stati, i loro confini, i loro sistema fiscali e le loro leggi sul lavoro alla stregua di limitazioni obsolete da abbattere quanto prima. Spazzare via il concetto d’inviolabilità delle frontiere legittimando l’arrivo di manodopera a basso costo da trasformare in futuri consumatori dei servizi delle aziende globali è la via più breve per accelerare la fine dei vecchi stati nazionali. Per questo la vera missione della capitana Carola non è quella di salvare o proteggere il carico umano di cui s’è impossessata andando incontro ai trafficanti e violando la zona di soccorso assegnata alla Libia. La vera missione di questa capitana di sfondamento è riversare quel carico umano nella breccia del vallo italiano per dividere il nostro Paese e spaccare l’Europa. Dribblando i divieti di Salvini e scaricando sulle coste italiane quei 42 migranti utilizzati alla stregua di ostaggi la Capitana avrà esaurito il suo compito. Potrà dimostrare a chi la paga di aver contribuito a inasprire i rapporti tra l’Italia e un’Olanda che offre ai pirati di Sea Watch la sua copertura di bandiera. Potrà consolare le anime belle di una Germania che mentre lascia agire impunemente la concittadina Carola Rackete scarica in Italia migranti narcotizzati e si vanta di aver deportato in un Paese in guerra come l’Afghanistan più di 530 migranti irregolari. (qui)

I PALADINI DELLA GIUSTIZIA

di Niram Ferretti

Tra i demagoghi di provincia, Leoluca Orlando è in pole position da anni. Re della retorica più melensa, delle banalità più insulse, patetico menestrello di un multiculturalismo da operetta, ora si fa promotore della cittadinanza onoraria all’equipaggio della Sea Watch.
«Per rendere omaggio a cittadini e cittadine che negli ultimi mesi sono protagonisti di una operazione di umanità e professionalità; un atto di amore e coraggio che giorno dopo giorno ha salvato e salva vite umane, ridato speranze e costruito un ponte di solidarietà nel mare Mediterraneo, anche contro logiche, politiche e leggi che poco hanno di umano e civile».
La logica del cuore, la nobiltà d’animo contro la durezza di leggi disumane come quelle volte a impedire l’immigrazione indiscriminata. Perché la vera nobiltà d’animo consiste nell’accoglienza sempre e comunque, anche di chi domani non vorrà integrarsi e costruirà società parallele come in Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Svezia o, non trovando qui il Bengodi finirà sfruttato dalla criminalità organizzata come le donne nigeriane, oppure ne prenderà parte con solerzia.
Ma oggi la nuova figura iconica della sinistra a corto di proletari e rivoluzionari è quella del migrante. E’ il migrante infatti che riassume l’umiliato e offeso, il diseredato, l’uomo e la donna da riscattare e da redimere. E a sinistra sono tutti potenziali redentori, laici, si intende.
Leoluca Orlando appartiene alla luminosa genia dei Saviano, dei Lerner, dei Gino Strada, degli Ovadia. Loro stanno con l’Umanità oppressa, con quelle che identificano come vittime. Tutto il resto è secondario una volta che sono state individuate perché a quel punto si sa esattamente chi sono le canaglie e gli oppressori. E il gioco è fatto. (qui)

Ed ecco qui, in tutta la sua bellezza, il nostro bel satrapetto.
alibabaorlando
Poi c’è anche il Dalai Lama, che ha qualcosa da dire in merito

mentre su quelle famose “convenzioni internazionali” di cui i fans della novella Antigone che sfida le leggi in nome della giustizia morale (“se aveste un pizzico di cultura, sapreste che un tale di nome KANT scriveva:”Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.”…. Ma immagino non sappiate nemmeno chi sia costui…. Figuriamoci se per voi possa esistere la LEGGE MORALE!!!” No, questo non vi dico dove si trova: non ho nessuna intenzione di fare pubblicità gratuita a qualcuno a cui non la farei neanche a pagamento), può essere utile dare un’occhiata qui. Quanto ai sinistri, a me fanno venire in mente questa:

PS: per un momento, girando oggi in rete (in realtà il calendario dice che sarebbe ieri, ma fino a quando non vado a letto rimane sempre oggi) mi era venuto il sospetto che il Ghisberto fosse passato di qui e mi avesse rubato un’idea; poi, prima di accusarlo di plagio, ho voluto verificare e ho constatato che in effetti no, semplicemente la stessa idea era venuta anche a lui, già qualche mese fa:
smartphone
barbara