MA VOI PER CASO CREDEVATE

che la telenovela fosse conclusa? Quella della Telecom (uno, due, tre), intendo.

Eravamo rimasti al nuovo contratto, stipulato un po’ meno di tre anni fa. Mi propongono la formula 29 euro al mese, telefonate incluse sia a fissi che a cellulari. Mi conviene, perché con la precedente pagavo molto di più, e accetto. Non mi dicono che non è inclusa l’IVA – colpa mia: avrei dovuto pensarci e chiederlo, e vabbè. Non mi dicono neanche che quella è un’offerta promozionale che dura tre mesi, dopodiché si passa a 36 che con l’IVA diventano 43 che poi col tempo aumentano fino a 54. A gennaio mi chiamano per propormi un nuovo contratto (“sa, stiamo facendo delle offerte promozionali perché tanti clienti se ne vanno” – “e ci credo che se ne vanno! Siete una manica di ladri farabutti delinquenti assassini”. Incassa senza fiatare: fa parte del suo mestiere): “ventinove e nove per sempre” chiamate incluse e modem fibra. Decisa a non farmi rifregare chiedo quanto viene con l’IVA, dice che no, quello è il prezzo finale. Chiedo quanto dura la promozione, dice no, è per sempre. OK, accetto. Viene l’incaricato per firmare il contratto e lì scopro i primi due imbrogli: le rate non sono mensili, bensì di quattro settimane, per cui in un anno ce ne sono 13; e ci sono tre opzioni fra cui scegliere: modem fibra, chiamate gratis e un’altra che non ricordo. Dato che navigo tanto e telefono poco, l’incaricato mi suggerisce la fibra; per le chiamate pagherò 19 centesimi alla risposta con durata illimitata. Alla fine mi convince e scelgo quello. A questo punto scopro che per il modem pagherò 48 rate di 5 euro ciascuno. (Ma non era una delle tre opzioni gratuite?) E mi lascia sconcertata il prezzo; è un prezzo normale per un normale modem fibra sul mercato, dice. Io non me ne intendo, non ho idea, poi però vado a vedere in internet e trovo che un modem normale può costare da due a dieci volte di meno. Due giorni dopo viene il tecnico che mi porta e installa il modem, attiva la nuova linea, mi dà il nuovo numero. E comincio la mia nuova navigazione superveloce. Che di super non ha assolutamente niente. Vero che il mio pc ha più di cinque anni, ha l’artrosi, i reumatismi, un po’ di gotta, un principio di cataratta, per non parlare dell’Alzheimer che avanza a grandi passi, e va molto a rilento, però se con un modem normale per entrare in un sito impiegavo 10 secondi invece che due, con questo mi aspetterei di impiegarne al massimo cinque, non nove e mezzo se tutto va bene. Poi mi rendo conto che col telefono che dipende dal modem, se manca la corrente resto senza telefono. Mi rendo conto che anche se metto la suoneria al volume più basso, anche se la azzero, anche se sfilo lo spinotto dal telefono, anche se lo sfilo dalla presa, anche se stacco la cornetta, il maledetto suona sempre a volume massimo, ossia da infarto. E nel frattempo il modem mostra di essere difettoso: ogni volta che accendo il pc, appena quello ha finito di caricarsi il modem si spegne, resta spento per qualche secondo e poi comincia a ripartire, e ci mette dai due ai tre minuti.
Chiamo la telecom, mi risponde un’operatrice dalla Romania. Spiego del nuovo contratto, dico che sono ogni giorno più pentita della scelta e voglio cambiare tipo di contratto e prendere quello con le telefonate incluse, tanto più che essendo il modem difettoso dovrebbero riprenderselo indietro comunque. Dice qualcosa che mi dà l’impressione che non abbia capito granché, dico scusi, ha capito quello che ho detto? Sto riassumendo, dice. Poi dice che verrò richiamata. Non mi richiamano, io sono immersa in un mare di casini, non torno a chiamare ripromettendomi di farlo al più presto e nel frattempo passa un mese.
Oggi mi arriva la bolletta. Cartacea, con due euro di spesa a carico mio, e non online come avevo espressamente richiesto. Col bollettino per pagare in posta, e non domiciliata come avevo espressamente richiesto, fornendo all’incaricato il mio numero di c/c che lui aveva diligentemente trascritto. E la tariffa non è 29,9 bensì 30,96. Chiamo. Fortunatamente stavolta mi risponde un’operatrice dall’Italia, e le espongo tutta la sequela: il modem difettoso, la richiesta di cambiare tipo di contratto, la chiamata precedente senza riscontro, le comunicazioni online, le fatture domiciliate, l’importo maggiorato. Ha inserito una alla volta tutte le segnalazioni, ha detto che sarò richiamata entro 48 ore e si provvederà a tutto. Poi poverina ha detto che sarei stata chiamata per dare un voto, pregandomi di darle 10, e lo avrei dato volentieri perché è stata davvero molto gentile, ma quando mi hanno richiamata mi hanno chiesto quanto, da 1 a 10 consiglierei a qualcun altro di abbonarsi con telecom, indicando con 1 negatività assoluta e con 10 positività assoluta e io naturalmente ho detto 1.
Perché non cambio? Perché da tutti quelli che hanno cambiato, da qualunque operatore a qualunque altro operatore, ho sempre sentito storie di complicazioni a non finire. Eccheppalle però. Basta, ho proprio bisogno di una bella cura.

PIESSE: se il gattaccio malefico si azzarda a fare lo spiritoso, oltre alle solite scarponate sul muso si prende anche una scarica di randellate sulle gengive.

barbara

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MASSÌ DAI

Questa la dedico al gattaccio malefico.

Poi un mezzo valzerino da sola me lo sono fatto anch’io. Perché – aprite bene le orecchie, anzi gli occhi – ho guardato insieme all’ortopedica l’immagine della mia vertebra dalla risonanza e, udite udite, LA VERTEBRA È PRATICAMENTE SALDATA. Dopo 58 giorni di busto al posto dei previsti 90 (il busto però devo continuare a portarlo fino alla scadenza) perché noi ragazze dei primi anni Cinquanta siamo fenomenali. Poi, sì, c’è che il resto della colonna vertebrale è drammaticamente peggiorato rispetto all’anno scorso, e vabbè.

barbara