ALLUVIONE IN GERMANIA, UN ARTICOLO E UN COMMENTO

Questo è l’articolo, con un po’ di dati.

Alluvioni: ecco le più devastanti della storia d’Italia

Quali sono le alluvioni più devastanti della storia d’Italia? Dal 14 al 19 ottobre 1951 nell’Aspromonte e nella Calabria Jonica, tra Nardodipace, Africo, Canolo, Careri, Plati, si verificò una delle più violente alluvioni del Meridione. Il nubifragio fu causato dalla combinazione di venti di Scirocco e di Levante, provocando 70 morti e ingenti danni a colture e infrastrutture. Il 14 novembre 1951 fu la volta dell’alluvione del Polesine. Un violento nubifragio causò lo straripamento del Po che superò di 80 cm la massima di piena. L’acqua invase borghi, campi, distruggendo raccolti, allagando numerosi comuni, con maggiori conseguenze a Rovigo dove si registrarono 180 morti. Il 4 settembre 1948 un violento nubifragio tra le province di Asti, Albese, Chivass e Piemonte Orientale causò 42 morti. Il 21 ottobre 1953 in Calabria ci furono 51 morti, 100 dispersi e 2000 senzatetto per via del nubigrafio che gonfiò d’acqua la fiumana Valanidi.
Tra il 25 e il 26 ottobre 1954 un violento nubifragio colpì la Campania e la Costiera Amalfitana. I morti furono 318 con un dissesto territoriale senza precedenti. Dal 4 al 6 novembre 1966 a Firenze straripò l’Arno, provocando 35 vittime e numerosi danni alle opere artistico-letterarie; a luglio 1987 , nel territorio della provincia di Sondrio, il fiume Adda ruppe gli argini e nel comune di Valdisotto persero la vita 53 persone. Il 5 maggio 1998 A Sarno il maltempo ed il dissesto idrogeologico provocarono 159 morti. Altrettanto nota l’alluvione di Soverato del 9 settembre 2000, a causa di un grosso nubifragio venne inondato un campeggio e furono 12 le vittime. Dal 13 al 16 ottobre l’evento interessò il Po e gran parte dei suoi afflueti in Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte e Lombardia con 23 vittime e 40 mila sfollati. Da ricordare l’alluvione di Carrara del 23 settembre 2000, in cui per il nubifragio morirono 2 persone; l’alluvione e colata di detrito nel comune di Villar Pellice, datata 29 maggio 2008; l’alluvione di Cancia il 18 luglio 2009, quella di Messina del 1 ottobre 2009; quella di Atrani del 9 settembre 2010.
In termini di vite umane, la catastrofe peggiore rimane quella della diga del Vajont.* Era il lontano 9 ottobre 1963 quando una frana si staccò dal Monte Toc, cadendo nel bacino della diga e creando un’onda che trascinò, investendo i paesi sottostanti, tra cui Longarone. Furono 1909 i morti ufficiali che, secondo altre stime, ammontano a 2000. Sempre una diga causò 356 morti nel 1 dicembre 1923 in Val di Scalve (Bergamo); il pilone centrale della diga del Gleno cedette e le acque del lago artificiale si riversarono nella vallata sottostante. Ma la storia racconta di altre alluvioni: l’alluvione dei Campi Bisenzio che il 22 novembre 1926 procurò una vittima; l’alluvione di Palermo (11 vittime) del 21 febbraio 1931, quando un’ondata eccezionale di precipitazioni per 5 giorni continui e un forte vento di tramontana causarono lo straripamento dei principali fiumi che attraversano la città: il disastro di Molare (111 vittime) del 13 agosto 1935 quando a causa di una violenta precipitazione il lago di Ortiglieto straripò, inondando divrsi paesi e campagne in provincia di Alessandria.
Caterina Lenti, Settembre 2017, qui.

* No, il Vajont no per favore, non mettetemelo fra le catastrofi naturali!

E questa è la riflessione di Giovanni Bernardini.

L’articolo che posto non fa altro che elencare alcune delle più devastanti alluvioni avvenute in Italia. Riporta fatti di 30, 60, 80 anni fa. Eventi tragici che hanno causato o centinaia, in alcuni casi oltre un migliaio di morti ed enormi danni.
Nessuno le allora le attribuì ai “mutamenti climatici”.
Oggi invece la tragica alluvione che ha colpito la Germania viene immediatamente addebitata al clima assassino. Prima ancora di dare notizia delle vittime e dei danni i media puntano l’indice accusatore sul clima. La strage del clima titola “La repubblica”. Se Trump fosse ancora presidente sarebbe lui il responsabile di tutto…
Però… però se 70 od 80 anni fa le alluvioni provocavano centinaia di morti e da allora le cose sono costantemente peggiorate a causa della “umana follia” oggi le alluvioni di vittime dovrebbero provocarne a migliaia, o a decine di migliaia, ce lo dice la logica.
Ma la logica non è il forte dei giornalai di regime.
Gli stessi che questo inverno, di fronte ad un freddo fuori del comune, assicuravano il popolo bue che era il riscaldamento globale a provocarlo.
E che domani indicheranno nel riscaldamento globale antropico la causa di eventuali siccità.
Ad essere davvero globale ai nostri giorni è la propaganda becera.

Poi magari volendo ci sarebbe anche questo

Poi magari, se restano ancora due minuti, può valere la pena di leggere anche questo.

barbara

IRAN, IRAN

Iran

Per conoscere l’Iran.

Sayyid Ebrahim Raisi è un mostro. Fa parte dello stesso clan di Sayyid Khomeini, Sayyid Ali Khamenei, Sayyid Nasrallah. Tutti discendenti di Ali e Fatima. Arabi Sciiti, non persiani. Sono in 2mln solo in Iran e hanno preso il controllo di tutto il potere. Sono fanatici, armano terroristi fondamentalisti, sciiti e sunniti. L’Europa presto capirà chi sono. Stanno destabilizzando paesi dell’ex USSR come ad esempio il Tajikistan e l’Uzbekistan. Hanno un network potente e sparso su tutta la terra. Per loro chi non è musulmano e religioso, è un infedele da sottomettere ed uccidere. Le purghe e uccisioni del 1988 guidate da Sayyid Raisi furono contro intellettuali comunisti atei. Sayyid Ebrahim Raisi è colui che ha ordinato l’impiccagione degli studenti iraniani che protestavano contro il regime teocratico. Sono ad un passo dall’arma nucleare. Devono essere fermati. Vogliono seminare guerre religiose e Jihad.
Sayid Abdulloh Nuri, leader del partito Islamico del Tajikistan cercò di rovesciare il governo diverse volte. Tentò di instaurare in regime teocratico su modello iraniano. È anche l’anello che collega Bin Laden all’intelligence iraniana. Prima del 9/11 volevano pianificare insieme un attacco contro gli USA. I Sayyid in Afghanistan sono svariati milioni e appoggiavano Al Qaeda e Bin Laden.
Chi ispirò la lotta armata di Bin Laden è un Sayyid egiziano, colui che trasformò la Fratellanza Musulmana. Si chiamava Sayyid Qutb. Scrisse un libro che è l’equivalente del Mein Kampf hitleriano, Fi Zalal al-Koran. Ogni fanatico islamico lo legge.
Sono discendenti del Profeta Maometto tramite Ali e Fatima. Non c’è nulla da aggiungere.
Michael Levi

Ashkan Rostami

Perché Khamenei ha scelto Reisi come presidente del suo regime!?
Reisi ha iniziato a lavorare presso il Tribunale Rivoluzionario di Masjed Soleyman all’età di diciotto anni e da allora ha mostrato il suo genio nell’uccidere i combattenti per la libertà.
All’età di 20 anni, come procuratore di Karaj, ha consegnato molti dissidenti alla squadra dell’esecuzione e ha continuato questo lavoro a Kermanshah, Lorestan e Hamedan.
Nel 1985 continuò i suoi crimini come vice procuratore di Teheran, finché nel 1987, come membro dello squadrone della morte, quasi 30 mille dissidenti politici furono giustiziati in prigione.
Per dieci anni, dal 1993 al 2003 è stato capo dell’organismo di ispezione generale e vice capo della magistratura dal 2003 al 2013.
Ha anche inviato i giovani iraniani a tortura e alla morte con tutte le sue forze negli anni e 2017 e 2019!
Nel frattempo, è il genero di Alam al-Huda, l’Imam del venerdì di Mashhad! Quindi dobbiamo sapere ora perché è diventato presidente!

Tra esecuzioni di massa e elezioni farsa ora sarà corsa senza freni all’atomica

Il nuovo leader, che disprezza l’Occidente e vuole la morte di Israele, promette al mondo guai e bugie. E pugno di ferro a casa

di Fiamma Nirenstein

Dunque l’Iran ha da ieri il suo nuovo presidente dopo aver vissuto ancora la farsa che ogni quattro anni mette in scena di fronte al mondo: una cosa che il regime chiama «elezioni» e che la gente schiva per la grande maggioranza. Ebrahim Raisi era sin dall’inizio «il presidente eletto», dato che così aveva deciso Alì Khamenei, il leader supremo. Dei 500 candidati che si erano presentati per la selezione, incluse 40 donne, ne erano rimasti nel setaccio del comitato che scelgono i personaggi possibili solo 7, di cui solo 4 realmente eleggibili. Si dice di lui che è un «ultraconservatore»: ma è una definizione che lascia spazio all’idea che altrove dei riformatori aspettino il loro turno. Non è così. Solo la gente sarebbe la grande riformatrice del Paese, ed è messa a tacere con la forza a regolari puntate. Cerca di dimostrare il suo scontento non venendo a votare per quel che può, e così ha fatto anche stavolta. Il pane in Iran costa 40 dollari al chilo, il salario minimo è di 215 dollari al mese. Spesso i lavoratori non vengono pagati per mesi, l’obbedienza al regime è un obbligo che si paga con la vita, la libertà di opinione e di manifestazione è una barzelletta che finisce sempre in lacrime.
Ebrahim Raisi, 60 anni, nei suoi vari ruoli determinanti nel sistema giudiziario iraniano è il diretto responsabile di migliaia di condanne a morte per i più svariati crimini di violazione delle sacre leggi del regime degli Ayatollah, quindi di violatore seriale di diritti umani. Questo dovrebbe creare un serio imbarazzo internazionale, anche adesso durante le trattative di Vienna cui gli Stati Uniti sembrano tenere tanto per il rinnovo del Jcpoa, l’accordo nucleare del 2015 per cercare, del tutto inutilmente di bloccare il progetto della bomba iraniana. Illusione. L’Iran infatti, dopo aver firmato l’accordo che poi il presidente Trump ha cancellato, ha seguitato a perseguire il suo piano di diventare una potenza atomica devota prima di tutto alla distruzione fisica di Israele e poi di tutto l’Occidente, secondo le prove asportate in faldoni originali di migliaia di pagine dal Mossad e anche secondo le difficoltose verifiche dell’Iaea, l’agenzia atomica internazionale sempre impedita nei movimenti dal regime.
Intanto, al comando del generale Qasem Soleimani guerreggiava ovunque, Libano, Siria, Iraq, Yemen, Gaza nel grande disegno imperialista di occupazione del Medio Oriente. Ora che è stato eliminato, il regime prosegue nel suo disegno. Così farà Raisi.
Raisi sarà un altro presidente della serie: negli anni 90 Rafsanjani che probabilmente approvò l’esplosione del centro ebraico di Buenos Aires, è stato dipinto come una colomba; Mohammad Khatami, sospettato di essere moderato, fu rapidamente sostituito con l’invasato Mahmoud Ahmadinejad. Poi Hassan Rouhani e il suo ministro degli esteri sempre sorridente Javad Zarif diventarono grandi amici di Obama e anche dell’Unione Europea mentre programmavano il migliore imbroglio del secolo, l’accordo nucleare, e seguitavano a usare il terrorismo internazionale e la persecuzione interna come armi preferite del regime. Per la gente, le cose sono seguitate a cambiare in peggio. Ne ha goduto, nel tempo la crescita del rapporto con Russia e Cina. E si è anche consolidata l’amicizia con tutta la falce islamista estrema anche sunnita, da Erdogan a Hamas, regolarmente ospite di Teheran.
Quali garanzie di mantenere la parola data sia sulla questione atomica che su qualsiasi altro patto con un Occidente disprezzato e vilipeso da Raisi, un «guardiano» professo del sistema «velayat-e faqih», che determina la struttura giuridica e morale del mondo interiore ed esterno cui si ispira l’Iran odierno, è certo una domanda che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il resto del mondo si sta ponendo in queste ore. Il popolo iraniano sa la risposta, ed è certamente triste.
(il Giornale, 20 giugno 2021)

Indignados di tutto il mondo, cosa dite sul nuovo presidente dell’Iran che torturava donne incinte?

Ebrahim Raisi è stato nominato nuovo presidente dell’Iran. Noto come “il macellaio” per aver giustiziato migliaia di dissidenti dell’opposizione nel 1988 mentre prestava servizio come vice procuratore di Teheran, Raisi avrebbe ordinato anche la tortura di donne incinte, rivela il Mail on Sunday. Si ritiene che 30.000 prigionieri siano stati messi a morte – impiccati da gru edili o fucilati – durante l’epurazione. L’ayatollah-dissidente Hossein Ali Montazeri lo ha definito “il più grande crimine nella storia della Repubblica Islamica” quando uscì la notizia che l’Iran stava ripulendo e cancellando le fosse comuni dove aveva sepolto le vittime di quel massacro.
Farideh Goudarzi, che è stata incarcerata per far parte di un gruppo politico vietato, ha raccontato al Mail di come Raisi l’abbia fatta torturare durante la gravidanza e costretta a partorire in prigione. Allo stesso modo Mahmoud Royaee, un altro prigioniero politico interrogato da Raisi durante le esecuzioni del 1988, ha affermato che ha emesso una condanna a morte di un detenuto che era nel bel mezzo di un attacco epilettico.
“Sono stata arrestata con mio marito e mio fratello nell’estate del 1983” ha raccontato Goudarzi. “Ero incinta al momento dell’arresto e mi restava poco tempo prima della nascita del mio bambino. Nonostante le mie condizioni, mi hanno portato nella stanza delle torture subito dopo il mio arresto. Era una stanza buia con una panca nel mezzo e una varietà di cavi elettrici. Una delle persone che era presente durante la mia tortura era Ebrahim Raisi, allora procuratore capo di Hamedan e uno dei membri del ‘comitato della morte’. Dopo la nascita di mio figlio, ci trasferirono in isolamento. Sono stati giorni così orribili in quanto ho dovuto subire diversi interrogatori ogni giorno con il mio bambino appena nato…”.
Mahmoud Royaee ha raccontato al Sun della propria tortura per mano di Raisi. Royaee ha trascorso dieci anni in prigione dove ha subito torture dopo che gli è stata offerta la possibilità di fare una confessione televisiva, ma ha rifiutato. Mahmoud fu così dichiarato colpevole di essere in “guerra con Dio” e gli fu detto che “meritava di essere ucciso”. “Raisi picchiava i prigionieri con un cavo elettrico” ha raccontato Royaee. “La prima volta che sono stato picchiato sulla pianta dei piedi ho provato a contare ma il dolore lo ha reso impossibile. Era anche uno dei pochi giudici che firmava una sentenza religiosa per qualcuno che veniva gettato da un dirupo”.
Di cosa sia capace questa gente è purtroppo storia nota. Come ormai certa ipocrisia in Occidente. Dove sono legioni di indignados che da un anno accusano l’Occidente di essere iniquo, malvagio e razzista, abbattendo statue e nomi? Dove sono le piazze che hanno protestato contro Donald Trump? Dove le marce arcobaleno? Dov’è l’Onu, che era pronto a mandare ispettori in Italia per fare inchieste sul nostro famigerato razzismo? Ah, l’Onu. Ha appena eletto il paese di Raisi nella Commissione per i diritti delle donne. Abbiamo capito, sì?

Colgo l’occasione per ricordare anche la martire Zahra Kazemi. E a proposito del moderato Khatami

Senza dimenticare che nel frattempo… Cosa del resto ampiamente prevista con l’ascesa al potere del presidente abusivo Joe Biden, che continua a restare presidente nonostante le continue nuove prove di brogli che continuano a emergere. Tempi bui ci aspettano. Per l’Iran, per Israele, per l’umanità intera.

Iran

Per conoscere l’Iran.

Italia

Davide Riccardo Romano

Questo titolo mostra bene come le parole sono spesso il problema. E in un mondo dove bisogna stare attenti a non usare parole sbagliate per definire qualcuno, sorprendono questi gravi errori che si ripetono da decenni.
“Conservatori” erano Churchill, Reagan o Margaret Thatcher. Gente eletta democraticamente. Non il giudice di un regime teocratico che ha fatto carriera sul sangue di tanti innocenti e ha vinto elezioni truccate. E già, le elezioni farsa infatti (come previsto nel precedente post) sono diventate elezioni e basta. Possiamo chiamarla ancora informazione, quando si ribalta la realtà e si trasforma un criminale fanatico eletto in elezioni truffa in un “conservatore”?
Aveva ragione Mark Twain quando diceva: “Se non hai letto il giornale non sei informato. Se hai letto il giornale sei informato male.”

Germania

Ashkan Rostami

Questo è Majid. un manifestante iraniano aggredito dalla polizia. Dove? A Tehran? In US? NO. Ad Amburgo in Germania, davanti ambasciata del regime. Polizia tedesca ha attaccato manifestanti e aggredito tante persone come Majid che manifestavano contro il regime islAmico in Iran. Dove siete per inginocchiarvi? Scendete in piazza ?

Prepariamoci fratelli, che la fine è vicina.

barbara

GRAN BRUTTA BESTIA LA VECCHIAIA

Che quando non è benedetta dal dono della lucidità è una vera tragedia.

Ricapitolando: bisogna che la Germania ci comandi perché è giusto così. Bisogna che vengano eserciti stranieri a metterci in riga perché noi da soli non lo sappiamo fare. Bisogna cambiare nome all’Europa perché è l’unico continente a non avere un nome geografico. Il tutto senza una sola frase completata, una sola frase con un qualche nesso con la precedente, una sola frase di senso compiuto.

Ma se solo sospettassi di potermi ridurre così fra due anni mi ammazzo subito, garantito.

barbara

FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE, PARTE TERZA

Per cominciare col botto, vi faccio vedere in diretta come si fabbrica un allarme sanitario: buon divertimento!

Viva l’Italia, presa a tradimento
l’Italia assassinata dai giornali e dal governo
l’Italia derubata e colpita al cuore
l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare
viva l’Italia, l’Italia che non resiste più.

Il fatto è che anche di fronte a un così palese esempio di invenzione pura e semplice di fatti inesistenti, chi è pieno di dubbi e magari mi scrive in privato per ragionare e riflettere insieme, forse avrà un dubbio in meno e un motivo per tranquillizzarsi in più, ma per chi ha la fede, la fede convinta nel pericolo sovrastante, nella seconda ondata che arriverà, non esistono argomenti validi. E se è vero che il famoso “credo quia absurdum” è una bufala e che nessun apologeta cristiano ha mai pronunciato questa frase, adesso però l’enunciato è diventato validissimo: più è assurdo, e più ci credono.
Passo a questo pezzo che riprende, ma molto meglio di come lo avevo fatto io ieri, il tema dei crimini del governo.

Piergiorgio Molinari 

Devo ammetterlo: sono spaventato. In queste ore si è scoperto che il governo del bifolco tinto, sostenuto da PD e Cinque Stelle, già dal 12 febbraio aveva sul tavolo uno studio intitolato “Scenari di diffusione di 2019-NCOV in Italia” nel quale si avvertiva del rischio imminente. In particolare, tale studio sottolineava la mancanza di letti di terapia intensiva e paventava un numero di vittime compreso tra le 35mila e le 60mila (ci è andata bene, con “soli” 35mila morti circa). E cosa fece il governo del bifolco tinto, del PD e dei Cinque Stelle da quel 12 febbraio? Be’, per prima cosa inviò subito in Cina 18 tonnellate di materiale sanitario, compresi quei camici e quelle mascherine che nelle settimane successive sarebbero mancati tragicamente. Poi, assieme alle Sardine e ai sindaci di Milano (Sala) e Bergamo (Gori) giocò al “razzismo è l’unico virus”, ad “abbraccia un cinese”, e mandò in onda spot per dire che “il contagio è molto difficile”. Il tutto mentre il segretario PD Zingaretti organizzava spritz sui navigli e i conduttori TV proni a sinistra (ossia, tutti) si mostravano alle telecamere intenti a mangiare beffardamente involtini primavera per irridere chi invitava alla cautela – memorabile anche la gag con la simpaticissima Littizetto travestita da flacone di Amuchina.
Finché, dopo tre settimane così trascorse tra balocchi ideologici e risatine supponenti, la gente cominciò a morire per davvero e si fecero prendere dal panico. Allora, il 9 marzo il bifolco decise per decreto il lockdown di un’intera nazione, trasformando un’emergenza sanitaria gestita criminalmente in un una criminale catastrofe non solo sanitaria, ma anche economica e sociale. Ed essendo appunto criminali, nel frattempo sospendevano pure i diritti costituzionali, gesto senza precedenti nella storia repubblicana.
Insomma, anche solo questo – e c’è molto altro – dovrebbe bastare perché un popolo mediamente passivo desse un segnale di indignazione, o almeno di insofferenza. Invece no: convinti da decenni di propaganda che non sappiamo fare le rivoluzioni, noi italiani tratteniamo il fiato dietro le mascherine, ci vantiamo di aver gestito la crisi “nel migliore dei modi” (anche se siamo il quinto paese al mondo per morti in rapporto alla popolazione e il primo per calo del PIL), e affolliamo le pagine FB delle “Bimbe di Giuseppe Conte”. Dimostrando così di essere il popolo più stupido, apatico, vigliacco e masochista del globo. Solo i cubani e i nordcoreani sono peggio di noi, ma almeno loro rischiano di finire in galera, in un campo di lavoro o direttamente fucilati, mentre gli italiani invece non si ribellano perché hanno paura che un vigile urbano li multi. [In parte sì, ma ce ne sono anche tanti realmente convinti che il governo abbia ragione, che il pericolo incomba e che le limitazioni siano necessarie e giuste, e si fanno un vanto di obbedire alla lettera a quanto imposto; la tizia in spiaggia, a cinque-sei metri dalla persona più vicina, con la mascherina ben tirata da sotto gli occhi a sotto il mento, di sicuro non lo fa per paura della multa. D’altra parte è da oltre un secolo che il comunismo al potere è specializzato in lavaggio del cervello].
A questo punto, di fronte a gente che si lascia massacrare, derubare, imbavagliare, e poi cagare in testa per scherno, e ciò nonostante indossa obbediente la ”mascretina” plaudendo entusiasta ai propri defecatori assassini e ladri, comincio a pensare che abbiano ragione questi ultimi. Insomma, sono arrivato anch’io a disprezzare i miei connazionali, ormai convinto che meritino solo di essere umiliati e sfruttati tanto da vivi quanto da morti. Ciò implica che forse sono divenuto come Conte, quelli del PD e dei Cinque Stelle, e che sono probabilmente pronto a entrare in politica. Questo sì, mi spaventa.
(Inoltre, penso che Conte, il PD e i Cinque Stelle debbano essere trascinati a processo per i loro crimini, assieme ai magistrati eversivi e golpisti.)

In Germania il coraggio di protestare lo hanno

ma dalle nostre parti si guardano bene dal parlarne, non sia mai che anche a noi venga un barlume di idea di prendere esempio e insorgere contro il tiranno.

Propongo infine questo pezzo che mi sembra interessante, anche se con qualche piccola riserva

Angelo Michele Imbriani 

Decalogo per i terrorizzati dal contagio.

Da imparare a memoria e ripetere mattina, sera, prima e dopo i pasti.

1. I test sierologici non sono strumenti diagnostici. Se il test è negativo, potresti aver contratto da poco l’infezione ed essere contagioso, senza aver ancora sviluppato anticorpi. Se il test è positivo vuol dire che si è entrati in contatto con un virus tempo prima, ma non è detto né che il virus sia ancora attivo, né che si sia contagiosi, né che si tratti del Covid 19 e non di un coronavirus affine.

2. Un tampone positivo non vuol dire né che si è malati, né che si è contagiosi. Il tampone rileva l’RNA del virus, non la carica virale necessaria a scatenare la malattia e a contagiare altre persone. La carica virale andrebbe misurata con una piastrina, che non viene fatta.

3. È improbabile che gli asintomatici abbiano sufficiente carica virale da risultare contagiosi [su questo non metterei la mano sul fuoco, a meno che per asintomatici non si intendano persone diventate asintomatiche perché guarite, nel qual caso sicuramente non sono contagiose]

4. Per contagiarti devi essere esposto a una adeguata carica virale, ossia devi stare a stretto contatto per un tempo non breve con una persona infetta. Non puoi contagiarti se qualcuno ti passa vicino per strada o ti parla per due minuti, a una minima distanza, a meno che non ti tossica o starnutisca in faccia [cosa che a nessuno è mai venuto in mente di fare, neanche prima, per cui non si capisce per quale motivo dovrebbe venirci in mente di fare adesso e gli altri abbiano la necessità di premunirsi nel caso dovessimo avere il ghiribizzo di scaraventargli in faccia uno starnuto o una raffica di tosse, magari con annessa scatarrata].

5. La stragrande maggioranza dei contagi avvengono o sono avvenuti in ospedali, case di riposo, abitazioni private. In ogni caso, in luoghi chiusi dove le persone stanno a stretto contatto per ore. Aver paura del contagio all’aria aperta è paranoia più che prudenza.

6. La mascherina chirurgica, se sostituita dopo poche ore e non riutilizzata, protegge le altre persone dai tuoi virus e batteri, non protegge te. Una mascherina chirurgica male utilizzata o una mascherina “comunitaria”, ossia una di quelle comunemente in commercio non protegge nessuno da nulla.

7. Quando un virus diventa meno aggressivo e letale ma continua a diffondersi significa che si è adattato all’ospite (noi) in una convivenza sempre più pacifica. È un segnale positivo, non di allarme.

8. Il distanziamento sociale, l’uso ripetuto di gel antibatterici, la paura stessa, la vita sedentaria e al chiuso non fanno altro che indebolire le naturali difese immunitarie dell’organismo che sono invece la fondamentale protezione da questa e da ogni altra malattia.

9. abitudini quotidiane e stili di vita largamente o universalmente diffusi continuano a rappresentare un rischio di malattia grave e anche di morte enormemente maggiore rispetto al Covid 19, da quelle che si potrebbero modificare, senza che molti lo facciano, come fumo, alimentazione sbagliata, vita sedentaria, obesità, a quelli e quelle che comportano un rischio che invece siamo disposti ad accettare senza domandarci ad ogni istante se stiamo in “sicurezza”, dagli spostamenti in automobile, ai lavori domestici, a molti lavori extra domestici, a diversi sport o attività di svago. Riflettendo su questo, la paura paralizzante o condizionante del Covid 19, che comporta rischi minori, e la paura di un contagio molto meno probabile di un incidente o di una malattia conseguente alle abitudini e pratiche di cui sopra, non possono che apparire sciocche e irrazionali.

10. Infine, se nonostante tutto continui ad essere spaventato, puoi prendere le tue precauzioni – indossare una mascherina FFP2, evitare gli assembramenti e, il più possibile, i luoghi pubblici chiusi o i mezzi di trasporto, uscire di meno, sanificare continuamente abitazione, vestiti, oggetti – senza però pretendere di limitare la libertà e di condizionare la vita degli altri che non hanno paura.

In sostanza se neanche i nove punti precedenti ti hanno rassicurato, continua ad avere paura, ma senza rompere i coglioni.

E la cosa più patetica, ma anche penosa, sono le mascherine “sfiziose”, cucite con amore, con stoffe carine, magari da coordinare col vestito: come qualcuno che si mettesse a fare tendine ricamate per la finestra della prigione, avendo talmente introiettato l’idea della prigione come posto giusto in cui vivere, da arrivare a sentirla come una vera casa. In questo caso, vivere come normale la privazione dell’espressività del viso, ossia di una parte essenziale della propria personalità. E questo davvero sconvolge.
Continua

barbara

DUE PESI E DUE MISURE, COME SEMPRE

La strage di Hanau e il solito doppio standard della stampa mainstream

Mercoledì 19 sera, un uomo di 43 anni, di nome Tobias Rathjen, entra in tre locali nella città tedesca occidentale di Hanau e spara all’impazzata sugli avventori. Nelle tre sparatorie riesce ad uccidere 9 persone, scelte a caso. Poi fugge in casa sua, ammazza sua madre e infine si toglie la vita. I locali erano frequentati soprattutto da immigrati curdi e turchi e le vittime sono per lo più straniere. Si indaga subito sulla pista dell’estrema destra ed emerge che lo stragista, Rathjen, era un razzista convinto. E la stampa, anche in Italia, si scatena. Contrariamente alla prudenza che avvolge sempre ogni attentato di matrice islamica, dove le parole “terrorismo” e “islam” raramente vengono accostate, quella di Hanau diventa, da subito, una “strage neonazista” o semplicemente “strage di estrema destra”.

Dalla nostra stampa più autorevole, abbiamo appreso che in Germania esiste una rete nera, analoga e forse ancor più pericolosa di quella “verde” islamica. Abbiamo visto che l’attentato è stato provocato dal clima di odio provocato dall’AfD. Abbiamo letto su fonti autorevoli che in Germania c’è un crescente problema di terrorismo xenofobo. Ovviamente c’è chi, come il giornalista Gad Lerner, non si lascia sfuggire l’occasione per fare paralleli con Luca Traini, il mancato stragista di Macerata e per proprietà transitiva anche con la Lega, a cui Traini era iscritto. Matteo Salvini ha condannato la strage, ma il suo tweet è stato ritenuto ipocrita e incompleto dai recensori del Foglio. Nel focus di La Repubblica sull’estremismo di destra in Germania, il vicedirettore Carlo Bonini e l’inviata in Germania Tonia Mastrobuoni dipingono un quadro a tinte molto fosche della situazione: estremisti neonazisti che creano comunità chiuse nella Germania orientale, infiltrazioni brune nella polizia e nei servizi segreti, reti neonaziste consolidate e addestrate. Addirittura l’inviata azzarda, pur con tutti i dovuti distinguo, un parallelo con la situazione dei primi anni Venti, quelli del caos post-bellico, in cui le milizie nazionaliste, i Corpi Franchi, dilagavano e facevano il bello e il cattivo tempo.

Ma la Germania odierna merita tutto ciò? A giudicare dall’attentato subito dai tre locali di Hanau: assolutamente no. Prima di tutto: non è stato affatto dimostrato che il killer, Tobias Rathjen, facesse parte di una qualsivoglia organizzazione. Non era membro di alcun partito. Non risulta essere parte di una rete terroristica clandestina. Non risultano, stando a quanto si sa ora, addestramenti o contatti con terroristi che lo abbiano iniziato alla via della violenza politica. Non stiamo parlando di un soggetto radicalizzato, o nel mirino di polizia e servizi segreti, perché era un bancario senza precedenti penali. Tobias Rathjen era un nazionalsocialista? Nella sua confusa memoria lasciata come testamento e nei suoi video si trovano delirii di vario genere, fra cui istigazioni puramente razziste a sterminare i popoli di Africa, Medio Oriente e Asia Centrale. Ci sono messaggi rivolti agli americani affinché si ribellino contro una società segreta di adoratori del diavolo (di cui solo lui, a quanto pare, conosceva l’esistenza) che si nasconderebbe in basi segrete. Ci sono messaggi rivolti ai tedeschi in cui afferma che la Germania è controllata da servizi segreti che manipolano la mente. In questo guazzabuglio di teorie cospirative, più che il Mein Kampf, vediamo tanto materiale che potrebbe dar lavoro a psicologi e psichiatri. Dunque, se un uomo apparentemente tranquillo dà sfogo alla sua violenza repressa in un giorno di ordinaria follia, ha senso lanciare l’allarme sull’estrema destra, le sue presunti reti e organizzazioni clandestine? Secondo ogni criterio: no.

Si potrebbe dire la stessa cosa dei lupi solitari del jihad che agiscono da terroristi pur non avendo mai visto di persona un veterano dell’Isis o un campo di addestramento di Al Qaeda? Si potrebbe, ma sarebbe comunque scorretto. I lupi solitari del jihad sono l’ultimo anello di una lunga catena, che parte dalle grandi organizzazioni transnazionali del terrorismo, come l’Isis, che lanciano appelli in tutto il mondo per reclutare musulmani radicali autoctoni alla guerra santa contro l’Occidente. A volte lo fanno solo online, ma nella maggior parte dei casi, si avvalgono di predicatori di odio e intere moschee radicali, per spingere i “solitari” ad agire nel nome della collettività jihadista. Nel caso di Rathjen, stando a quel che si sa finora, non c’è nulla di tutto questo. Gli unici elementi di cui disponiamo suggeriscono che il suo sia veramente un caso psichiatrico e basta. Un elemento instabile (ma in regolare possesso di una pistola e bravo a usarla) che a un certo momento della sua vita ha deciso di fare una fine violenta tirandosi dietro più “nemici” possibili. Eppure, come sempre, vediamo che la stampa mainstream, al seguito di una politica altrettanto mainstream, ha sviluppato una capacità incredibile: privatizza le colpe della sinistra e del jihadismo e collettivizza quelle della destra. Quando a uccidere erano i brigatisti rossi, si trattava di “compagni che sbagliano”, e non di un’organizzazione abbastanza strutturata da consentire loro addestramenti all’estero e armi straniere. Quando a uccidere sono terroristi che inneggiano ad Allah e prestano giuramento allo Stato Islamico, sono “lupi solitari” e “squilibrati”. Ma quando ad uccidere è un folle che fa discorsi deliranti dai toni complottisti e razzisti, allora è subito “strage neonazista”, la colpa è della destra tedesca tutta (e per proprietà transitiva anche della Lega) e del “clima di odio” che crea.

 Stefano Magni, 22 Feb 2020, qui

Evidentemente anche ammazzare la madre è roba da suprematisti bianchi, è noto che tutti i nazisti lo facevano regolarmente.

(PS: sarò via un paio di giorni, ma come al solito vi programmo un paio di coccole che vi faranno compagnia)

barbara

I CONTI IN TASCA + VARIE ED EVENTUALI

Conti legali, dico. In tasca alla piratessa.

Breve e sicuramente incompleto – non sono giurista e non credo di conoscere tutti i fatti – dei reati commessi dalla sopracitata criminale internazionale:

– violazione delle acque territoriali libiche
– interferenza con l’azione della guardia costiera libica
– sottrazione a quest’ultima di decine di persone che sarebbero state di sua competenza
– partecipazione attiva nella tratta dei negri in combutta con organizzazioni negriere internazionali
– tenuta in ostaggio di decine di prigionieri per due settimane
– violazione delle acque territoriali italiane
– speronamento di una motovedetta della Guardia di Finanza italiana
– tentato omicidio delle persone a bordo della motovedetta

Credo che un bel po’ di decine di anni di galera lì dentro ci siano (e si guardi bene il signor Avvocato dal venirmi a dire che sbaglio) e spero proprio che almeno un bel po’ se li faccia, anche se la Germania ha la faccia da cunicolo di venirci a dire che l’arresto è sbagliato perché salvava vite. È proprio vero che la Germania che prima deportava ebrei adesso ha cambiato ramo e si è messa a deportare negri. E forse qualcuno dovrebbe informare il Signor Presidente della Repubblica Tedesca che l’occupazione tedesca del territorio italiano è terminata da quasi settantacinque anni, anche se forse il suo cuore dice di no. D’altra parte sembrerebbe esserci una bella botta di tedeschi che sulla loro antigonessa nazionale  non sembrano nutrire sentimenti di grandissima solidarietà (nei commenti; chi non conosce il tedesco li metta in un traduttore automatico).

Che poi, a proposito di Antigone, chissà se le pasionarias dell’identificazione sono al corrente del fatto che in quella originale, quella di Sofocle, la storia si conclude col palcoscenico pieno di cadaveri; la circostanza potrebbe dare spunto a interessanti considerazioni psicanalitiche nei confronti dei fautori dell’accostamento fra le due donne, non trovate?

Per concludere aggiungo alcune interessanti osservazioni di Marcello Veneziani, un Nicola Porro incazzato di brutto,

quello che è stato giustamente definito il migliore commento dell’anno
commento
e infine il peggiore, in assoluto, fra tutti i disastri provocati dalla signora Carola:
gretacarola
barbara

PICCOLO BILANCIO PROVVISORIO DELLA PASQUA CRISTIANA

Ci sarebbe stato bene il titolo “Pasqua di sangue”, ma con 100.000 cristiani assassinati ogni anno in quanto cristiani, 274 al giorno, 11 ogni ora, uno ogni 5 minuti, dove lo trovi un giorno che non sia di sangue?

Sri Lanka
Esplosioni (autocombustione?) in otto tra chiese e alberghi frequentati da stranieri; centinaia di morti, molte centinaia di feriti.

Germania
Lancia un petardo in chiesa durante la messa di Pasqua gridando “Allahu akhbar”. Panico tra i fedeli, 24 feriti (ma era “pesantemente ubriaco”, quindi non è mica colpa sua)

Epperò sullo Sri Lanka il signore in bianco ha parlato, non crediate, eccome se ha parlato, sentite un po’ qua.

(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 21 APR – “Ho appreso con tristezza e dolore la notizia dei gravi attentati che, proprio oggi, giorno di Pasqua, [eh, proprio il giorno di Pasqua, ma tu guarda la combinazione, chissà come mai] hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka. Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza [affettuosa vicinanza, avete sentito? Affettuosa vicinanza! Ma che tenero!] alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza. [colpita. Così. Da un fulmine? Da un meteorite? Da una bomba inesplosa della prima guerra mondiale che si è improvvisamente svegliata?] Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi [scusa caro, ma il Signore non aveva affidato le pecorelle al Suo vicario? E tu cosa fai, gliele rimandi indietro? Come si fa con la merce difettosa che non si vuole tenere? Magari Gli chiedi anche i soldi indietro?] e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”. [drammatico evento, mi raccomando. Drammatico evento, come l’eruzione di un vulcano, come un terremoto, come un uragano, come un’alluvione, come uno tsunami. Non sia mai che ti venga in mente di dire che è stato un efferato crimine perpetrato da coloro con cui ti baci in bocca] Così il Papa nel messaggio di Pasqua.

Posso? SIGNOR PAPA, MA VAFFANCULO, VA’.

barbara

FACEBOOK, LA SVEZIA, LA RELIGIONE DI PACE, I PENSIONATI ECCETERA ECCETERA

Durante l’interrogatorio, la pensionata ha spiegato: “Mi sono arrabbiata quando ho letto come funziona con gli immigrati e come essi evitino le punizioni per tutto ciò che fanno. Vengono assolti anche se rubano e fanno altre cose. È ingiusto che coloro che commettono gravi crimini possano essere rilasciati…”. La pensionata ha detto che non avrebbe scritto quelle parole se avesse saputo che era illegale. Evidentemente l’ha fatto con la convinzione errata di vivere ancora in uno Stato di diritto democratico. A gennaio, la donna è stata condannata a pagare un’ammenda di 4 mila corone svedesi (443 dollari). Vive con una pensione di soli 7 mila corone svedesi (775 dollari) qui.

Della Svezia prostituita alla religione di pace, della Svezia con interi quartieri in cui non entra neppure la polizia, della Svezia in cui gli stupri aumentano in maniera esponenziale, della Svezia in cui essere ebrei è altamente sconsigliato, si è scritto ripetutamente in questo blog. Adesso sappiamo che la Svezia non è neppure più uno stato di diritto. Non per gli infedeli, per lo meno; diciamo che c’era uno stock di diritti da distribuire, e si è scelto di distribuirli tutti ai fedeli della religione di pace, lasciandone totalmente sprovvisti tutti gli altri. L’aria della non equa distribuzione spira un po’ dappertutto, ma la Svezia, come sempre, è all’avanguardia.

Da noi, per il momento, anche se fortemente sconsigliato, non è, credo, ancora vietato dalla legge. A scoraggiare gli incauti provvede però quella signorina allegra di facebook. L’ultima vittima della serie è Alberto Levy, che per questo post
A. Levy
è stato sospeso per un mese. Gli amici che ne sono a conoscenza vorrebbero diffonderlo, ma non si azzardano a pubblicare il suo post per non rischiare di essere a loro volta sospesi. Per questo ho voluto fare questo post, affinché chi voglia far conoscere la sospensione di Alberto Levy e il motivo per cui è stata messa in atto, lo possa fare condividendo questo post. Come potete vedere, nel titolo e in tutta la prima parte, che compare nelle condivisioni, ho evitato il termine tabù che potrebbe scatenare l’ira del feisbucchiano Minosse che sta orribilmente, e ringhia: essamina le colpe ne l’intrata; giudica e manda secondo ch’avvinghia.

E per non farci mancare niente, aggiungiamo la Germania, a suo tempo aiutata dalle SS musulmane, che ricambia il favore rifiutando di dichiarare terrorista Hezbollah. Come cantava quel tale, “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.

barbara