VIVA DRAGHI! VIVA LE NOVITÀ! VIVA LE RIAPERTURE!

E poi ancora viva il ritorno alla normalità, viva la libertà, libiam nei lieti calici e viva tutto, viva viva viva!

E leggo in giro un sacco di gonzi che esultano: finalmente! Era ora! Vedi che le proteste funzionano! Hai visto Draghi come ha rimesso in riga Speranza! Qualcuno, per contro, ha evocato “il poliziotto buono e quello cattivo” che lavorano in tandem per spedirti in galera, e la cosa ha funzionato ancora una volta. E, a proposito di Speranza e dell’appello di Giorgia Meloni per sfiduciarlo, guardate un po’ qui, casomai qualcuno non riuscisse a ricordarle tutte:

Questi invece sono i gentiluomini che si sono mobilitati in suo soccorso

cliccando qui potete leggere un po’ meglio

Mentre il solito Galli, sconvolto da queste spropositate quanto sconsiderate aperture, gufa come al solito, prevede sfracelli e catastrofi e invoca chiusure totali, probabilmente sine die. Magari con massiccio intervento di delatori e di avvisi come questo apparso in un condominio, segnalato da Nicola Porro su quarta Repubblica

Forse farebbe bene a ricordare che

Nel frattempo, se vi restano ancora tre minuti, andate a leggere anche questo.

barbara

SE QUESTE SONO DONNE

Anch’io ce l’ho, nel caso qualcuno dovesse nutrire qualche dubbio. E poi ho anche tutto un corpo intorno, capace di lavorare e di creare e di comunicare in tanti modi diversi; e infine, lassù in cima, ho una testa con dentro un cervello. Quindi, possedendo così tante cose oltre a lei, non ritengo di avere particolari motivi per esibirla. Ma questo, evidentemente, non vale per tutti; per alcune povere creature lei, evidentemente, è l’unico valore di cui dispongono, altrimenti non si capisce perché dovrebbero sbandierarla in questa maniera. O che sia per far sapere che ce l’hanno, nella speranza di rimediare qualche botta? Certo che lo schifo è tanto, ma proprio proprio tanto.

E oltretutto neanche capaci di essere originali, visto che l’hanno copiata dalla Spagna.

Qui

barbara

E HA IL CORAGGIO DI RISENTIRSI

se ci si permette di attribuire a lui la definizione di persona di sinistra. (I grassetti sono miei)

Insulti e solidarietà   

La leader di un partito politico, sovranista e nostalgico, viene volgarmente offesa da un professore universitario, e questa non è una bella cosa, anzi, è cosa deprecabile. Il mondo si scandalizza e le dichiara solidarietà. Una nota giornalista, invece, non riesce a dichiararle la sua solidarietà e spiega perché. La leader di partito ha una storia tutta sua, per niente invidiabile da chi non coltivi nostalgie di carattere fascista. Si è ripetutamente espressa secondo i suoi convincimenti sul fenomeno migratorio, ha a suo modo negato la sua solidarietà a vittime del razzismo e della discriminazione di genere, soprattutto ai danni di diversi, ha sempre dimostrato la sua comprensiva complicità con le frange del fascismo neonazista e antisemita. Insomma, non proprio un esempio di illuminata politica del rispetto e della tolleranza. Ora, però, si ritrova improvvisamente lei stessa vittima di un attacco che, apparentemente femminofobo, è nei fatti un insulto alla persona e alla sua politica.
Al di là della condanna degli insulti specifici rivoltile, che contribuiscono a rendere sempre più incivile questa nostra epoca di inciviltà, vien fatto di chiedersi, con Popper, se sia davvero giusto e conveniente essere tolleranti con gli intolleranti, essere rispettosi con gli irrispettosi, essere civili con gli incivili, accogliere a braccia aperte gli xenofobi. La lezione dei nostri giorni ha già ampiamente dimostrato a quale punto di degrado possa arrivare una società che accetta intolleranza, odio, pregiudizio, discriminazione, scambiando la propria tolleranza dell’intolleranza per riconoscimento della libertà di espressione altrui. La libertà dell’altro di spargere odio porta solo alla privazione graduale di ogni spirito di reciproco rispetto. All’intollerante è opportuno ricordare, una volta ogni tanto, che di intolleranza si può anche morire, come mostra la cronaca dei nostri giorni, e, quanto meno, si può anche soffrire. E non sempre a morire o a soffrire deve essere necessariamente l’altro. L’odio produce odio, l’insulto produce insulto. È venuto il momento che la politica cominci a pensare a creare incontri, anziché scontri, occupandosi di risolvere i problemi del paese, anziché disporsi a sempre nuove campagne elettorali. È venuto il momento che la politica riacquisti uno stile – e speriamo molto in Draghi –, perché lo stile non è sempre e solo questione di forma.
Ovviamente, la giornalista è stata sommersa dagli insulti dei nostalgici pro-leader del partito politico in questione, e la leader del partito politico stessa non ha certo sentito opportuno esprimerle la sua solidarietà di donna. Per questo, e per riequilibrare le sorti, le esprimo io la mia solidarietà di essere umano. Per quel che vale.
Dario Calimani, 23 febbraio 2021, qui.

Un paio di annotazioni.
“un attacco che, apparentemente femminofobo, è nei fatti un insulto alla persona e alla sua politica.”
E certo, chi mai potrebbe pensare che “vacca” sia un insulto attribuitole in quanto donna! A quale uomo non è capitato di sentirsi dare della vacca quando si vuole criticare il suo operato.

“non ha certo sentito opportuno esprimerle la sua solidarietà di donna”
Di donna? Come di donna? Non era tutto riferito alla politica, alle scelte, ai comportamenti? Da dove salta fuori adesso la donna?
In ogni caso ricordiamoci: definire “persona di sinistra” una persona che non manca occasione per esprimere concetti opinioni posizioni scelte di sinistra significa appiccicare arbitrariamente e impropriamente un’etichetta. Chiamare invece una persona nostalgica (del fascismo), complice delle frange del fascismo neonazista e antisemita, intollerante irrispettosa incivile xenofoba, attribuirle intolleranza odio pregiudizio discriminazione, quello no, quello va benissimo. E se è tutto falso va meglio ancora. Che dire: applausi a scena aperta a un appartenente alla banda dei moralmente superiori.
PS: *fobo significa che * incute terrore. Chi chiama vacca una donna non prova, nei suoi confronti, terrore, bensì disprezzo: si tratta di misogino, non di femminofobo.

barbara

UN PO’ DI INSALATA MISTA

Caso Meloni 1. Chiamata pubblicamente pesciaiola, rana dalla bocca larga, vacca e scrofa da un signor docente universitario, è intervenuto Mattarella, è intervenuto Draghi, è intervenuta la sinistrissima Paola Concia, è intervenuta perfino l’ANPI… Ci sono tutti? Ah no, ne manca uno: manca la commissione Segre contro l’odio. Manca, soprattutto, l’ineffabile signora Segre.

Caso Meloni 2. Erica Persephónē Gazzoldi

Le hanno dato della scrofa, vero? A me, pare un insulto specista, più che altro… povere scrofe…
Commento lasciato sul profilo dell’Oca Signorina, che, manifestamente controvoglia, si vede costretta a prendere le parti di Giorgia Meloni, in quanto donna, ferocemente insultata, ma non sembra avere, lei attentissima a ogni commento e a ogni singola microscopica sfumatura, pronta a gettarsi nella mischia con maschio ardimento a ogni minimo alitar di vento, alcunché da dire.

Covid 1. È morto Mauro Bellugi. All’ex calciatore di Inter, Bologna, Napoli e della Nazionale, 71 anni compiuti il 7 febbraio, erano state amputate entrambe le gambe nei mesi scorsi per complicazioni legate al Covid. (qui)

Piergiorgio Molinari

Grazie alla stampa, sempre puntuale e obiettiva, oggi abbiamo scoperto che il famoso virus cinese può addirittura portare all’amputazione delle gambe. D’altra parte si sa che il devastante virus è diverso da tutti gli altri incontrati dalla razza umana nel corso della storia – ed è per questo che lo stiamo appunto combattendo con misure mai adottate prima, quali la soppressione delle libertà individuali, l’autodistruzione dell’economia, i lockdown e le mascretine. Poi leggi oltre le prime due righe e scopri che il famoso calciatore a cui hanno amputato le gambe e che è quindi morto “a causa del Covid” era in realtà malato di una grave forma di talassemia. Allora ti documenti, e scopri che la talassemia è una malattia le cui complicanze, casualmente, in certi casi portano ad amputazioni e alla morte. Cani. Rognosi. Sciacalli. Merde. Criminali.
(Inoltre, penso che Conte, il PD e i Cinque Stelle debbano essere trascinati a processo per i loro crimini, assieme ai magistrati eversivi e golpisti.)

Covid 2. Il terrorista Massimo Galli dichiara: «mi ritrovo ad avere il reparto invaso da nuove varianti, e questo riguarda tutta quanta l’Italia e fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri».  Ma il suo ospedale smentisce categoricamente: «nel periodo dal 23 dicembre 2020 al 4 febbraio 2021, sono stati ricoverati 314 pazienti positivi a Covid. I dati raccolti hanno rilevato la presenza di 6 pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a sequenziamento». Sparate analoghe sono venute in passato anche dal suo socio terrorista Andrea Crisanti, che in questo momento sta spiegando perché è assolutamente certo che ci sarà la terza ondata per cui l’unica soluzione è il lockdown nazionale. A Guantanamo dovrebbero portarli.

Covid 3: i morti. Dove guardando i grafici abbiamo le prove di come e qualmente lorsignori ci stiano prendendo sonoramente per il culo.

Covid 4. Chiudere adesso per riaprire a Pasqua. Decisamente Draghi non ha fatto altro che prendere il testimone da Conte e proseguire la corsa. Poi naturalmente chiuderemo a Pasqua per poter aprire a maggio e chiuderemo a maggio per poter aprire a Pentecoste. Mi ricorda quella filastrocca di mia nonna: Questa zé a storia del sior Intento che dura poco tempo che mai no se distriga, vuto che te a conta o vuto che te a diga? Dìmea. No se dize mai dìmea parché questa zé a storia del sior Intento che dura poco tempo che mai no se distriga, vuto che te a conta o vuto che te a diga? Còntemea. No se dize mai còntemea parché questa zé a storia del sior Intento che dura poco tempo che mai no se distriga, vuto che te a conta o vuto che te a diga? Dìmea. No se dize mai dìmea parché questa…

Coca Cola. L’azienda sta impartendo lezioni ai suoi dipendenti affinché imparino a essere meno bianchi: “essere meno bianchi significa: essere meno oppressivi; essere meno arroganti; essere meno sicuri; essere meno difensivi (non è strepitoso questo invito a non difenderci?); essere meno ignoranti; essere più umile; ascoltare; credere; non essere apatici; ” e “smetterla con la solidarietà bianca”. Per avere un’idea di cosa stiamo parlando, imparatevi anche le 8 identità bianche

 E io, che sono il politically correct fatto persona grido: negro. NEGRO. NEGRO. NEGRO.

La caricatura di Ollio e Melania escort.
Dare della escort a Melania Trump costa. Alan Friedman legnato di brutto: è stato bandito da Rai1. Il direttore Stefano Coletta, intervenuto in Commissione di Vigilanza Rai, dove è presente Daniela Santanchè, che non ha fatto passare la cosa, ha ordinato di non invitare più il giornalista americano nelle trasmissioni della sua rete: aveva definito in tv la moglie di Donald Trump “escort“.
Roba da matti. Poi s’ è scusato, non intendeva quello e lo spero. Non è la prima volta che si usa il termine legato al nome di Melania, colpevole forse perché donna e bella. Anni fa ci provò anche un tabloid inglese e quei giornalisti vennero anche a cercarmi nella speranza di scoprire qualcosa di brutto su di lei, visto che l’avevo incrociata quando faceva la modella a Milano (io quasi non me ne ricordavo, ma quelli hanno i detective?).
Avevo conosciuto anche Trump, ma non avevo niente da dire di particolare: faceva la modella, punto. Quel tabloid scrisse il peggio, senza prove, e gli costò un tot di milioni di dollari andati tutti in beneficenza. Stanno ancora a leccarsi le ferite. 
Roberto Alessi, qui.

Israele. Anche la Guinea Equatoriale si accinge a trasferire l’ambasciata a Gerusalemme. Digitando in google “Guinea Equatoriale ambasciata Gerusalemme” il primo articolo che compare è quello di Infopal (haha), grazie al quale scopro – mi era evidentemente sfuggito – che anche il Malawi la trasferirà (haha). Anche loro avranno un bel po’ di “ferite” da leccarsi.

Mettiamoci ancora una cosa molto politicamente corretta

e concludo con una cosa che nessuno dovrebbe mai dimenticare

“pressoché remota”…

E mi raccomando: compatite le scrofe quadrupedi per l’oltraggioso accostamento.

barbara

POST IN CUI SI CONTEMPLA COME E QUALMENTE IL PERFIDO AMAN ERESSE LA FORCA A CUI IMPICCARE IL SAGGIO MORDECHAI E VI FINÌ LUI STESSO IMPICCATO

Succede dunque che un giornalistucolo di nome Mottola “intervista” Giorgia Meloni. Fra virgolette perché, più che un’intervista, assomiglia a un agguato: chiede, interrompe durante la risposta, aggredisce, incalza, continua a non lasciare rispondere, tende tranelli, infila notizie false, insiste con fare petulante come un bambino che vuole a tutti i costi il gelato e cerca di prenderti per stanchezza… Non sa evidentemente, il meschinello, con che razza di tigre del Bengala ha a che fare, e la tigre, nonostante tutte le trappole tese, lo straccia, letteralmente. Che fare allora? Semplice: si taglia e si cuce con ineffabile fantasia, e si ottiene il risultato che invano si era inseguito sul campo di gioco, tipo – tanto per restare in tema di attualità – mostrare una “sintesi” di Italia Argentina tagliando i gol italiani e i cartellini all’Argentina e magari riproponendo tre volte, da angolazioni diverse, il gol degli avversari. E vedendo questa meravigliosa sintesi esulta lo scanzinello:

Peccato che esista anche l’intervista integrale, a impiccare lo scanzinello, in cui possiamo ammirare la nostra tigrotta fare a pezzettini il coglioncello servo di partito di turno:

Il guaio è che sono talmente cretini che neanche arrivano a rendersi conto di essere stati impiccati alla loro stessa forca (ma sarà poco carino quando fa sì sì con la testolina come i cagnolini che una volta tanti usavano mettere sul lunotto posteriore facendo finta di avere capito?)

barbara

QUANDO LA REALTÀ SUPERA LA FANTASIA

Sì lo so, è tremendamente banale, ma non ci sono altre espressioni adeguate.

REALTÀ VS FANTASIA 1

Covid a Napoli, scuole chiuse per maltempo e si ferma anche la didattica a distanza: genitori in rivolta

L’ordinanza del sindaco Luigi de Magistris per l’allerta meteo con la chiusura delle scuole, prorogata anche a oggi, ha scatenato attriti tra genitori e dirigenti scolastici. Sotto accusa le scuole Bracco, Quarati, Maiuri, Cuoco-Schipa, E. A. Mario che non hanno erogato Didattica a distanza per le prime classi della primaria che erano in presenza, ma anche per tutte le altre di ogni ordine e grado come segnalato dai genitori degli alunni dell’istituto comprensivo Madonna Assunta che hanno definito la decisione «ingiustificata». Si sono quindi rivolti al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli il quale ha inviato una nota per capire «perché il maltempo impedisce la didattica a distanza». A rispondere in merito sono tutte le organizzazioni sindacali che attraverso un comunicato unitario chiariscono che la Dad è prevista «esclusivamente per l’emergenza Covid e non per allerta meteo» e a non essere conformi alle leggi vigenti sono le scuole che invece hanno erogato tale servizio «avvalendosi del volontarismo dei docenti, che da contratto di lavoro non avrebbero dovuto. Come federazione stiamo valutando con i nostri legali di adire alle vie legali, nel caso si siano verificati eventuali abusi» precisa Graziano Forlani di Gilda Unams. (qui)

Randellate sulle gengive, pannocchia gigante abbrustolita e rovente nel culo, aghi sotto le unghie dei piedi, serie di frustate sulle natiche (rigorosamente nude) con nerbo di bue… Per me possono andare bene tutte, anche in combinazione, ma se avete idee migliori sono disponibile a prenderle in considerazione.

REALTÀ VS FANTASIA 2

Giovanni Bernardini

PAZZI

Non lo credevo possibile, eppure riescono ancora a stupirmi.
Per Natale, santo Stefano e capodanno divieto di spostarsi da un comune all’altro. Peccato che in Italia ci siano comuni con oltre un milione di abitanti ed altri con meno di mille.
Sono vietati gli spostamenti fra regioni. E’ vietato sciare ma nelle località di montagna sarà consentito aprire alberghi e ristoranti. Per cosa? Per ammirarli vuoti? Per aumentare le spese fisse in assenza di ricavi?
Lo abbiamo detto e ripetuto in tanti. Questo è un governo di incompetenti malati di ideologia ed incollati alle poltrone. Ma le cose stanno anche peggio. Questi sono PAZZI, pazzi da legare.
Sono incapaci del più elementare ragionamento logico. Non vedono cose che qualsiasi comune mortale vede benissimo. Vivono in un mondo tutto loro. Un mondo allucinato fatto di DPCM, “ristori”, covid come “occasione” per la “riconversione verde dell’economia”, la “parità di genere” e stronzate di questo tipo.
Stanno letteralmente distruggendo il paese, hanno già trasformato la costituzione in un rotolo di carta igienica.
Altro che “dialogo costruttivo fra governo e opposizioni”!
Questi vanno fermati, prima che la loro furia nichilista ci porti in fondo al baratro.

Alberto Godena

Maledetti!!!

– I ristoratori potevano risollevarsi con i pranzi di Natale ed hanno imposto il divieto di spostamento tra un comune l’altro.
– Gli alberghi potevano riempirsi con l’ultimo dell’anno, hanno imposto il cenone in camera decretando in pratica la chiusura delle strutture.
– Il settore croceristico poteva recuperare un anno disastroso ed hanno vietato le crociere.
– Impianti di risalita e alberghi in montagna sono condannati al fallimento.
– Vogliono mettere in una quarantena solo punitiva (perché indipendente da un eventuale tampone negativo) chi torna dall’estero.

Questa gente andrà processata ed auspicabilmente condannata all’ergastolo solo perché purtroppo da noi non esiste la sedia elettrica.

Tra l’altro il nostro illustre governo evidentemente ignora che lo sci è uno sport individuale che si pratica all’aperto e scafandrati in un modo che non ha molto da invidiare al personale ospedaliero dei reparti covid, che i biglietti per gli impianti di risalita sono quasi ovunque acquistabili online (e dove non lo sono non dovrebbe volerci moltissimo per organizzarsi in tal senso) e per la risalita ci sono le cabine famigliari.

E ignora altresì che ci sono figli con genitori anziani separati da poche centinaia di metri ma in comuni diversi, e quanto ai dialoghi costruttivi…

DPCM Natale, il vicepresidente Carloni esprime il totale disappunto della Regione Marche

“Esprimo il totale disappunto della Regione Marche per questo modo di procedere del Governo senza alcun confronto. Le chiusure anche a Natale penalizzano i cittadini e creno forti disparità”. Queste le parole del vicepresidente Mirco Carloni a margine della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che si è svolta giovedì mattina.

“Abbiamo ricevuto mercoledì notte – ha proseguito Carloni – la bozza del DPCM che non tiene conto delle nostre posizioni, nemmeno quelle concordate in conferenza delle Regioni. Abbiamo espresso un giudizio negativo e la nostra contrarietà rispetto alle decisioni del Governo, che anche a Natale costringe i cittadini a non spostarsi tra Comuni. Queste posizioni creano forti disparità tra i cittadini, non tengono affatto conto che in Italia e in particolare in regioni come le Marche, esistono centinaia di piccole realtà, tanti piccoli Comuni e con una popolazione spesso anziana che rischia di restare sola e isolata anche durante le festività natalizie. Verrà impedito ai familiari e ai congiunti di trascorrere insieme anche il giorno di Natale e quello di Santo Stefano, si pensi ad esempio a famiglie che vivono a pochi chilometri di distanza ma in Comuni diversi, a chi non vede da tempo genitori anziani, a chi ha vissuto settimane in isolamento, a chi vive in realtà molto piccole. Decisioni che avranno una ricaduta sociale soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione. Riceviamo i sentimenti negativi rispetto a queste scelte. Questo modo di fare crea un danno enorme al nostro territorio, dove la penalizzazione sulla mobilità intercomunale incide fortemente anche dal punto di vista economico.
Siamo entrati in zona arancione ingiustamente – incalza Carloni – senza alcun preavviso e senza alcuna concertazione con le autorità centrali, nonostante dati che già cominciavano a stabilizzarsi e a scendere, come dimostra il calo dell’indice Rt delle ultime settimane. Sono state danneggiate le nostre attività economiche che hanno risentito di una stretta calata dall’altro. C’è una totale mancanza di dialogo. Il confronto è soltanto formale, non c’è nulla di sostanziale.
Quando un Governatore – ha concluso il vicepresidente – o addirittura tutta la Conferenza fanno delle proposte congiunte, ragionevoli e calate sui territori, e puntualmente queste proposte cadono nel vuoto, di fronte a questo modo di procedere ci pare evidente che il nostro parere, il parere delle Regioni che rappresentano i cittadini, non interessi a nessuno”.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it

A “quelli”, per la verità, non interessa il parere di nessuno, neppure quello del CTS, se contrasta con quello che il conte Dracula ha deciso per i sudditi.

REALTÀ VS FANTASIA 3

Giorgia Meloni 

Lo scorso 17 ottobre gli scienziati del CTS mettevano nero su bianco che i protocolli di sicurezza imposti ai ristoranti erano efficaci, quindi non c’era alcun bisogno di chiuderli. È stato il Governo a scegliere di inasprire le misure, dando un’altra pesantissima mazzata ad un settore fondamentale dell’economia italiana. Conte e i suoi sodali dimostrano ancora una volta di voler scaricare la propria incapacità di gestione dell’epidemia sulle imprese e sulle partite iva, compromettendo l’intera economia italiana.
Come abbiamo detto fin dall’inizio, se i protocolli di sicurezza imposti a tutte le categorie sono efficaci le attività devono riaprire tutte subito, se non lo sono Conte deve chiedere scusa e risarcire le imprese che hanno investito i loro soldi per adeguarsi alle norme anti Covid.

E per quanto riguarda il blocco degli spostamenti, mi sa che deve essere andata così

Concludo con un’altra botta di realtà che neanche con la più sfrenata fantasia si sarebbe potuta, in questi duemila anni, immaginare

barbara

VOGLIAMO DISCORRERE UN PO’ DI ECONOMIA?

Presto presto, dobbiamo diminuire i parlamentari! Costano troppo, anzi troppissimo! Bisogna tagliare le spese! Subito subitissimo, se no non ne usciamo!

Conte alza gli stipendi: quanto guadagnano ora i dirigenti di Palazzo Chigi

L’Italia è messa in ginocchio dagli effetti del Covid-19, ma per i dirigenti di palazzo Chigi c’è l’aumento in busta paga. Alla faccia della lotta alla casta

I drastici effetti economici provocati dall’emergenza Coronavirus sono purtroppo sotto gli occhi di tutti, tra attività chiuse e infinite difficoltà nella ripartenza.
Il governo non sempre si è dimostrato concretamente al fianco di chi è stato maggiormente colpito in questi mesi. L’auspicio è che con l’arrivo dei soldi del Recovery Fund si possa fornire il giusto carburante per il rilancio del nostro Paese, ma a una settimana dal vertice dei leader previsto a Bruxelles per giovedì e venerdì prossimi è andato in scena uno scontro totale tra il Parlamento europeo e il Consiglio sul Bilancio pluriennale della Ue e il Recovery Fund, che potrebbero restare così bloccati. Come se non bastasse, mentre l’Italia è ancora in ginocchio, i dirigenti di palazzo Chigi sono pronti a brindare. Magari, rispettando le nuove limitazioni sul distanziamento nelle case e sull’obbligo di indossare la mascherina, si potrebbe organizzare una grande festa.
Eh sì, perché per loro sarebbe previsto un bell’aumento in busta paga. Chi se ne frega se gli italiani ogni giorno devono fare i conti con le realtà più tristi e sgradevoli. Tanto le loro buste paga si preparano a essere rimpolpate. Come riportato dall’edizione odierna di Libero, il nuovo contratto proposto dall’Aran arriverebbe a garantire fino a 1.126 euro lordi in più al mese. In tal modo i dirigenti di seconda fascia della Presidenza del consiglio, destinatari della somma prevista dall’agenzia che rappresenta lo Stato nella contrattazione con i sindacati del pubblico impiego, giungerebbero a una simile cifra addizionando le diverse voci (aumento generalizzato, incremento per ridurre il divario dai loro colleghi di prima fascia, fondo legato al risultato).

“Un giusto ricompenso”

[Ho controllato: esiste. Ma finora non l’avevo mai sentito]

Anche gli altri dirigenti di palazzo Chigi sono pronti a esultare: nella peggiore delle ipotesi potrebbero sommare 331,80 euro di aumento ai 136,80 euro della retribuzione di risultato, arrivando così ad avere una busta paga più pesante di 468,6 euro. Mica male. Alt, però. Non è mica finita qui: questi sono solamente i numeri portati al tavolo dall’Aran, cioè la “parte datoriale”, che durante il confronto con i sindacati potrebbero addirittura lievitare. Alla faccia della lotta alla casta (con la poltrona degli altri) portata avanti dai grillini fino al 4 marzo 2018. Chi sa se organizzeranno quelle stesse mobilitazioni nazionali che erano soliti promuovere quando al governo vi erano gli altri.
L’8 ottobre sul sito dell’Unadis è apparso un comunicato mediante cui è stato annunciato l’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto dei circa 300 dirigenti della Presidenza del consiglio dei ministri: stando ai numeri calcolati nell’anno 2015, si tratterebbe di 101 afferenti alla prima fascia e 169 di seconda fascia. La trattativa si è riaperta dopo dieci anni di blocco. Per l’Unione nazionale dei dirigenti dello Stato si tratta di un momento “molto importante, nonostante il ritardo con cui si è arrivati, per dare il giusto riconoscimento, economico e giuridico, ai dirigenti di Presidenza, impegnati in settori cruciali per il nostro Paese”. L’Unadis, insieme a Cgil e Cisl, ha chiesto di arrivare a un accordo in tempi celeri, ragionevolmente entro la fine del 2020. I fondi per il rinnovo, nello specifico per la riduzione della forbice tra prima e seconda fascia, erano stati stanziati con la legge di Bilancio dello scorso anno.
Luca Sablone – 10/10/2020, qui.

E ora una saggia riflessione, preceduta da questa significativa immagine

Fabrizio Fabbro

Non muore nessuno se non si va dal #Parrucchiere per due mesi. Al massimo muore quel salone (e magari il titolare è tua sorella, tua mamma, tuo zio) e nel quale la ragazza che fa lo shampoo è in affitto nella casa che hai acquistato ad uso investimento e per il quale stai pagando un mutuo.
Non muore nessuno saltando la ceretta dall’#estetista. Al massimo chiude quello studio… che magari è di tua figlia, tua moglie… o che fornisce di prodotti tuo figlio che verrà licenziato a fine mese se non raggiunge l’obbiettivo di vendita. Cosa accadrà mai saltando due mesi di #Danza, al massimo chiude quella Scuola … che potrebbe essere però della tua compagna o di tua sorella ed è aperta da soli 30 anni. Puoi anche non andare in #palestra per 60 giorni. Che ci interessa!?!? Puoi sempre fare del sano esercizio fisico nel giardino di casa… Poi se non riaprirà più perché non sarà in grado di pagare gli affitti arretrati, continuerai a fare step sul gradone della veranda… E sì, se è di tuo padre che mantiene te e tuo fratello agli studi!?! Al #ristorante? Ma cucinate a casa vostra che si mangia anche meglio… tanto quando avranno chiuso più della metà dei locali perché i titolari sono in ginocchio… tu potrai ottimizzare l’arte dell’uso del lievito che hai messo a fuoco in questi mesi. Sperando che il ristorante non sia del tuo datore di lavoro. #Sartoria? Ma davvero vai ancora dalla sarta? Ma compra su Amazon come tutti! Anche se la sartoria l’ha fondata tua nonna ed hai messo la tua fideiussione personale sul leasing per l’acquisto dei nuovi macchinari. E che dire dei #bar? Meglio se chiudono, no!?!? Così tuo marito torna a casa prima la sera e non perde tempo a parlare di pallone con gli amici… Sperando però che non sia il proprietario di quel locale. #Contadini? Ma dai!!! Che le mele dall’estero riusciamo ancora a prenderle e, del sano vino all’etanolo, lo importiamo senza problemi.
Esiste un punto in cui le misure per contrastare il #virus uccidono più del virus stesso.

È FACILE DIRE DI STARE A CASA QUANDO HAI LO STIPENDIO GARANTITO. MA NON #ANDRATUTTOBENE #ACASADITUTTI

Fulvio Del Deo

Proibire la musica, gli spettacoli. Finora c’erano riusciti solo i talebani quando tenevano in scacco l’Afghanistan.

Stefano Burbi

Quando sento dire che è giusto chiudere le “attività non essenziali”, non posso non pensare alla mancanza di empatia e di sensibilità che mostrano le persone che lo pensano, adducendo come motivazione il “bene comune” e la salute.
Cosa vuol dire “non essenziale”? Pensate ad un mondo senza musica, senza spettacoli, senza cinema, e vediamo se vi sembrerà ancora lo stesso mondo; parlate alle tante persone che lavorano per gli spettacoli dal vivo e vediamo cosa vi diranno su queste attività, per loro essenziali per poter vivere; pensate che vi tolgano lo stipendio sicuro che ogni mese giustamente riscuotete e forse riconsidererete il concetto di “non essenziale”.
Se prevedete dei congrui risarcimenti, e non delle elemosine, per ognuno dei lavoratori dei settori che reputate non necessari e di cui potete fare a meno, continuate pure a ritenere che sia giusto chiuderli o ridimensionarli. Altrimenti tacete. Purtroppo non si ragiona con chi ha paura e la paura va rispettata. Ma, a maggior ragione, si deve anche rispettare un semplice ed elementare diritto: quello di vivere.
Stefano Burbi

Con due immagini della protesta dei lavoratori dello spettacolo in Piazza Duomo

e un video

NOTA: non sono vestiti di nero in segno di lutto, come ho letto in un articolo, ma perché il nero è l’unico colore ammesso nel teatro e nello spettacolo in genere: devi concentrarti unicamente su quello che stai facendo, sulla tua parte, sulla gestualità, sull’espressione, senza rischiare di essere distratto da colori fantasie luccichii.

Noi abbiamo cominciato ieri sera, rigorosamente in nero, ovviamente, e così:

1_stampare il proprio copione, evidenziare le proprie parti e custodirlo in una bustina/pinzarlo per evitare fogli volanti. 

2_portare una penna e/o una matita personali 

3_indossare la mascherina fino al raggiungimento della propria postazione (che sarà debitamente indicata). [in realtà qualcuno l’ha tenuta per tutta la serata, anche per leggere le parti; qualcuno l’ha abbassata, io l’ho messa in tasca]

4_indossare un maglione ed eventualmente un doppio calzino in quanto prevederemo 5 min di areazione tra un’ora e l’altra di lavoro 

5_igienizzarsi le mani all’ingresso 

6_portare una busta grande tipo quelle del supermercato che possa contenere TUTTI i vostri accessori che non dovrebbero entrare in contatto con quelli degli altri: la vostra giacca, la vostra borsa e le vostre scarpe (lavoreremo come sempre scalzi).

7_una volta rispettate tutte le restrizioni….RESPIRIAMO E GODIAMOCI LA VITA E IL POTERE RIGENERATORE DEL TEATRO e scordiamoci del mondo per 2 ore!!!

Se avete problemi con una qualsiasi di queste indicazioni fatemi sapere 

io ho mascherine in abbondanza, penne e buste igienizzate e posso stampare qualche copione in più 🙂

E ora godetevi, sempre in tema di economia con cui eravamo partiti, ma anche in tema di grande rappresentazione, questa strepitosa Giorgia Meloni

e se vi resta ancora una briciola di tempo e di pazienza andate anche a leggere questo e a guardare questa, ancora gran bella donna, tra l’altro, a sessant’anni suonati.

barbara

FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE, PARTE SECONDA

Partiamo dal fatto che con dati come questo

ogni giorno dovremmo avere un bollettino della vittoria, che ci annuncia che le cose stanno andando ogni giorno meglio, che la guerra ormai è pressoché vinta, e invece? Ogni giorno un grido d’allarme, un invito a essere prudenti, più prudenti, ancora più prudenti, sempre più prudenti. Nonostante lo svuotamento di corsie e terapie intensive sia continuato con le discoteche aperte, queste vengono chiuse, per punire chi ha osato voler vivere – e ridare un po’ di ossigeno alla disastrata economia. E per non rischiare che qualcuno si accorga di quanto le cose stanno andando bene, si droga la realtà.

Comincio con qualche dato e fatto concreto. Di dati concreti ne ho già mostrati molti, nelle settimane e mesi passati, ma qualcuno in più non farà sicuramente male. E un dato estremamente concreto, e gravissimo è questo documento

seguito da questa testimonianza

Poi ci vengono sbattute addosso le testimonianze dei “pentiti” diventati ragionevoli, salvo spacciare per morte da covid addirittura una probabile morte per droga

rubata qui

Ultima vittima illustre di questo tritacarne mediatico, Flavio Briatore, andato all’ospedale per una prostatite, sottoposto a tampone perché oggi come oggi un tampone, come il titolo di dottore a chi parcheggia l’auto, non si nega a nessuno, risultato positivo e voilà, eccoti servito il Briatore ricoverato – addirittura spacciato per ricoverato in terapia intensiva – per covid, che gli sta tanto ma tanto bene così impara.

Le stesse mistificazioni, a quanto pare, vengono messe in atto anche in Spagna, altro Paese governato dalla sinistra con velleità di controllo China-style

E ancora più grave è quanto segue.

Giorgia Meloni   

Rivelazioni clamorose oggi su La Repubblica riguardo la gestione dell’epidemia da parte del Governo. Repubblica rivela il famoso “documento segreto” sulla previsione dell’epidemia da coronavirus di cui aveva parlato Urbani, un direttore del ministero della Salute, ma di cui il Governo non aveva fatto sapere più nulla. Ebbene uno studio dettagliato di un esperto (vero), Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler, è stato presentato al Comitato Tecnico scientifico e quindi al Governo, il 12 febbraio prevedendo esattamente quello che è poi accaduto nei fatti, e cioè la diffusione dell’epidemia, il numero insufficiente di terapie intensive e un numero di morti “tra i 35.000 e i 60.000”. Insomma, era tutto prevedibile (e previsto), ma nonostante questo il Governo non ha fatto assolutamente nulla per contenere l’epidemia (era il periodo di “abbraccia un cinese” e “no alla quarantena”), non ha fatto nulla per preparare il nostro sistema sanitario alla tempesta che stava per arrivare e non ha fatto nulla neppure per reperire mascherine e protezioni individuali (che spediva in Cina). Le responsabilità penali di queste inadempienze che hanno con ogni probabilità contribuito ad aggravare la crisi Coronavirus, competono alla magistratura, ma di certo le responsabilità politiche sono chiare e lampanti e non possono restare senza conseguenze.

Che cosa dimostra tutto questo? Che il virus è indubbiamente stato, nei primi mesi, un grandissimo bastardo, ma non è stato lui l’assassino di oltre 35.000 nostri connazionali. Possiamo tranquillamente calcolare che almeno quattro persone su cinque, a tenerci bassi, sono state assassinate dal governo: con la scelta di non predisporre nulla contro la tempesta che sapeva essere in arrivo, con il rifiuto di mettere in quarantena chi arrivava dalla Cina, con il rifiuto di isolare i focolai, con la scelta di mettere i positivi nelle case di riposo, con la scelta di sconsigliare fortemente l’esecuzione delle autopsie (da quando in qua non si fanno autopsie a tappeto sui morti per malattie sconosciute?!) che avrebbero permesso di correggere da subito alcuni errori medici dovuti alla mancata conoscenza di alcuni effetti del virus (per la verità ignoro se la disposizione sia venuta direttamente dal governo o dagli “esperti”, ma dato che gli “esperti” sono stati scelti dal governo, quest’ultimo ne è comunque direttamente responsabile), con il vergognoso accaparramento di decine di migliaia di mezzi di protezione a proprio beneficio, sottratti alla popolazione e agli ospedali (centinaia di medici e altro personale ospedaliero morti per mancanza di protezione), e credo che volendo si potrebbe continuare ancora a lungo. Che cosa voglio dire con questo? Che non è del virus che dobbiamo avere paura, bensì di questo governo. Che il modo migliore per difendere la nostra salute e quella dei nostri cari non è andare in giro mascherati e castrare la nostra vita sociale, bensì cambiare governo: è lui che ha reso micidiale il virus e gli ha permesso di fare strage, molto più della natura del virus stesso. Taiwan, con lo stesso virus e una politica diversa, su 25 milioni di abitanti, ha avuto sette morti. SETTE.
Continua

barbara

POLITICAMENTE CORRETTO PARTE SECONDA

Si condividano o no i sentimenti espressi in questo monologo, che avevo già postato qualche anno fa, credo che sia la cosa più giusta da pubblicare in questo momento, e sono sicura che tutti gli amici apprezzeranno.

Il monologo più politicamente scorretto della storia del cinema… Da “La 25^ Ora” – Monty Brogan (uno strepitoso Edward Norton) allo specchio nel bagno del bar del padre.

“Sì fanculo anche tu.
Affanculo io Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e chi ci abita!
In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle.
In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina.
In culo ai Sikh e ai Pachistani che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti, puzzano di curry da tutti i pori, mi mandano in paranoia le narici. Aspiranti terroristi, e rallentate cazzo!
In culo ai ragazzi di Chelsea con il torace depilato e i bicipiti pompati che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e se lo sbattono in faccia sul Gay Channel.
In culo ai bottegai Coreani con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica. Sono qui da 10 anni e non sanno ancora mettere due parole insieme.
In culo ai Russi di Brighton Beach. Mafiosi e violenti. Seduti nei bar a sorseggiare il loro The con una zolletta di zucchero tra i denti. Rubano, imbrogliano e cospirano. Tornatevene da dove cazzo siete venuti.
In culo agli Ebrei Ortodossi, che vanno su e giù per la 47a nei loro soprabiti imbiancati di forfora, a vendere diamanti del Sud Africa dell’apartheid.
In culo agli agenti di borsa di Wall Street che pensano di essere i padroni dell’universo. Quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas Gordon Gecko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora! Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita! E Bush e Cheney non sapevano niente di quei casini? Ma fatemi il Cazzo di piacere!!
In culo alla Tyco! Alla Worldcom!
In culo ai Portoricani. Venti in una macchina e fanno crescere le spese dell’assistenza sociale.
E non fatemi parlare di quei pipponi dei Dominicani. Al loro confronto i Portoricani sono proprio dei fenomeni.
In culo agli Italiani di Bensonhurst, con i loro capelli impomatati, con le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant’Antonio. Che agitano la loro mazza da baseball firmata “Jason Giambi” sperando in un’audizione per i Soprano.
In culo alle signore dell’Upper East Side con i loro foulard di Hermes e i loro carciofi di Balducci da 50 Dollari, con le loro facce pompate di silicone, truccate laccate e liftate. Non riuscite ad ingannare nessuno vecchie befane!!
In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno 5 passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita 137 anni fa. E muovete le chiappe! È ora!
In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con 41 proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia!
In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti.
In culo alla Chiesa che li protegge non liberandoci dal male. E dato che ci siamo ci metto anche Gesù Cristo. se l’è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all’Inferno e poi gli Hallelujah degli angeli per il resto dell’eternità. Provi a passare 7 anni nel carcere di Otisville.
In culo ad Osama bin Laden, Al Qaeda, e a quei cavernicoli retrogradi degli integralisti fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati vi auguro di passare il resto dell’eternità con le vostre 72 puttane ad arrostire a fuoco lento all’Inferno. Stronzi cammellieri con l’asciugamano in testa, baciate le mie nobili chiappe Irlandesi.
In culo a Jacob Elinsky. Lamentoso e scontento.
In culo a Francis Sloterym il mio migliore amico che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza.
In culo a Naturelle. Le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena. Mi ha venduto alla polizia, brutta puttana.
In culo a mio padre. Con il suo insaziabile dolore. Che beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri e inneggiando ai Bronx Bombers.
In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue. Dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho. Dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto le faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi.
No… No, in culo a te Montgomery Brogan. Avevi tutto e l’hai buttato via brutto testa di cazzo!”

E per finire in bellezza beccatevi anche questa splendida Giorgia Meloni

A proposito: signora Segre, sentito niente? Commissione Segre, sentito niente? Crociati contro l’odio, sentito niente? E allora andate affanculo anche voi, tutti insieme appassionatamente.

barbara

IN MARGINE

In margine alle proteste per l’uccisione di George Floyd

In margine al confronto politico

In margine all’orrido razzismo schiavista dei bianchi

terminato oltre un secolo e mezzo fa

In margine al razzismo

Ditemi: secondo voi che cos’è il razzismo? Rifiutarsi di avere a che fare con un negro? Rifiutarsi di dare la mano a un negro? Rifiutarsi di stare vicino a un negro? Ignoranti! Imbecilli! Teste di rapa! Capre capre capre! Razzismo è uno zio bianco che tiene sulle ginocchia il nipotino negro e lascia che si diverta a salire e scendere, questo è razzismo, ignoranti! Intanto guardate il video, così finalmente imparate qualcosa

e poi leggete l’articolo. Se non sapete il francese mettetelo in un traduttore automatico.

In margine ai diritti umani

e alla commissione Onu sulla condizione della donna, di cui l’Iran è stato membro: accoltella la donna che lo ha denunciato, in tribunale, di fronte al giudice: il giudice scappa, le guardie giurate non si muovono e lui ha agio di colpirla 21 volte prima che riesca a raggiungerlo e a fermarlo la sorella di lei. Sopravvissuta a stento, le telefona per informarla che è uscito di prigione e che completerà il lavoro. Lei si rivolge al tribunale, ma viene cacciata in malo modo (qui).

In margine alla cosiddetta rivolta degli intellettuali

contro la dittatura del politicamente corretto e la cancellazione della libertà di parola. Premettendo che loro sono progressisti a tutto tondo. Precisando che le nefandezze della “destra radicale” non sono tollerabili. Chiarendo che le violenze della polizia non sono accettabili. Denunciando le ingiustizie sociali. Non dimenticando di attaccare il populismo di Donald Trump. Preoccupandosi di includere tutte le minoranze culturali… Per carità, non voglio dire che sarebbe stato meglio se fossero stati zitti, ci mancherebbe, ma forse un pelino di coraggio in più non avrebbe guastato. Tanto, anche con tutti questi materassi di political correctness con cui si sono corazzati, li hanno massacrati di critiche e di accuse lo stesso. Almeno potevano farsi massacrare per qualcosa che ne valesse la pena. (qui)

barbara