QUALCUNO POTREBBE CORTESEMENTE TRADURMELO IN ITALIANO?

Perché questa lingua non la so, e non la trovo su google translate. Grazie.

Con la fine dello Stato di Emergenza covid, dal primo maggio 2022 non sarà più obbligatorio il Green Pass, indipendentemente dall’età, e cambiano anche le regole, come confermato dal Corriere della Sera, per l’accesso ai luoghi di lavoro.
Per aprile, lo ricordiamo, l’accesso ai luoghi di lavoro è consentito a tutti con Green Pass base (anche da tampone negativo), da maggio invece il Green Pass viene eliminato per tutti con l’unica eccezione delle categorie professionali con obbligo vaccinale (come ad esempio i sanitari) e per gli over 50 che comunque hanno l’obbligo di vaccinarsi o completare le vaccinazioni entro il 15 giugno 2022.
Attenzione però: per gli over 50 rimane l’obbligo di vaccinarsi fino al 15 giugno 2022. È prevista la multa di 100 euro per gli over 50 che non si vaccinano. Una persona con più di 50 anni che abbia effettuato solo la prima dose del ciclo vaccinale dopo il primo febbraio 2022, può dunque essere multata. Tuttavia, in considerazione del fatto che il Green Pass non sarà più richiesto per andare in ufficio o in fabbrica, il datore di lavoro dal 1 maggio non effettuerà più controlli in questo senso.
Informiamo inoltre che, come da indicazione del Ministero della Salute (Circolare 8 aprile 2022), la quarta dose (seconda dose booster) del vaccino contro il Coronavirus è disponibile per: anziani over 80, anziani residenti nelle RSA, soggetti fragili over 60 (con gravi patologie concomitanti/preesistenti) e disabili gravi.

Ho grosse difficoltà anche con quest’altra cosa, che ho trovato in due versioni.

Siamo pronti a togliere le mascherine, anche al chiuso, a partire dal 1° maggio? E’ attorno a questo interrogativo che ruota il ragionamento del Governo.
Dal 1° maggio infatti, come previsto nell’ultimo decreto Covid, scatterebbe lo stop all’obbligo di mascherine al chiuso: e dunque, via le mascherine nei supermercati, nei centri commerciali, nei negozi e così via, con l’eccezione sicuramente delle scuole, dove studenti e docenti dovrebbero continuare a portarle fino a fine anno. Tuttavia, a causa della risalita dei contagi e dell’arrivo di nuove varianti ancora poco conosciute, come Xe, l’atteggiamento di Palazzo Chigi è cauto.
Per questo, sulle mascherine al chiuso, nei prossimi giorni ci si incontrerà ancora e verrà presa una decisione, come confermato da Repubblica.“Credo che la direzione sia quella che si passi a una raccomandazione, perché sono convinto che in questi due anni gli italiani abbiano preso una consapevolezza diversa, come per le mascherine all’aperto, e vedo cittadini che le indossano ancora”. Al posto di una nuova proroga dell’obbligo, quindi, l’Esecutivo potrebbe optare per una “raccomandazione”, fa sapere il sottosegretario alla Salute Andrea Costa
Diverso invece il capitolo trasporti. Per Costa “una riflessione che invece si può fare è mantenere ancora l’uso della mascherina per i mezzi di trasporto. Questa è la posizione che sostengo io e mi auguro che si possa arrivare a questa sintesi”. Molto probabile, quindi, che per prendere mezzi pubblici, bus, tram, metro, treni e aerei si continui ad indossarle obbligatoriamente.
Oltre ai trasporti, il Governo sta ragionando sulla possibilità di mantenere le mascherine obbligatorie anche nei cinema. Per mezzi e cinema però si potrebbe passare dalla mascherina FFP2 alla chirurgica. Dovrebbe quasi sicuramente proseguire anche l’obbligo, almeno fino a giugno, di mascherine chirurgiche anche negli uffici e in generale in tutti i luoghi di lavoro.

Mascherine, dove rimangono obbligatorie dopo il 1 maggio

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini

La scelta definitiva sarà fatta dalla cabina di regia del governo, ma l’orientamento è quello di mantenerla (al chiuso) ancora per alcune settimane
Mezzi di trasporto, cinema e teatri, palazzetti dello sport: sono questi i luoghi dove si certamente si continuerà a indossare la mascherina anche dopo l’1 maggio. È ancora presto, secondo gli esperti, per riporre nel cassetto il dispositivo di protezione che da tempo è il simbolo della pandemia. Il governo si riunirà la prossima settimana per decidere il da farsi, ma la direzione di marcia è quella della cautela, per la quale si sta battendo il ministro della Salute Roberto Speranza, in asse con Dario Franceschini.
La cabina di regia e il decreto
Subito dopo il ponte del 25 aprile il premier Mario Draghi convocherà la cabina di regia e poi il consiglio dei ministri per varare un nuovo decreto, che conterrà le date di uscita dalle ultime regole in vigore. «Le mascherine sono e restano un presidio molto importante», ribadisce il responsabile della Salute. E persino un aperturista come il sottosegretario Andrea Costa Riconosce che il governo dovrà valutare se mantenere la protezione per naso e bocca sui mezzi del trasporto pubblico dove «ci può essere una concentrazione di persone e può essere prudente mantenere le mascherine».
Trasporto
Sui mezzi del trasporto pubblico come bus, metropolitane e tram resterà la FFP2 e lo stesso orientamento potrebbe prevalere per aerei, treni e navi.
Cinema e teatri
Il ministro della cultura Dario Franceschini è convinto che le persone che vanno al cinema o al teatro «si sentono più sicure se tutti gli spettatori vicino a loro tengono la mascherina» e spingerà per mantenere cautela ancora per tutta la primavera. D’altronde il numero di contagi è ancora elevato anche il tasso di positività obbliga il governo a mantenere la massima attenzione. Resta da valutare se per cinema teatri sale da concerto e discoteche basterà la mascherina chirurgica o sarà ancora richiesta la FFP2.
Ristoranti e bar
Nel settore della ristorazione dovrebbe prevalere la scelta di rispettare il calendario previsto e togliere l’obbligo di mascherina al chiuso già dal 1 maggio, anche per favorire il turismo e la ripresa economica del settore.
Stadi e palazzetti
Negli stadi via la mascherina visto che si sta all’aperto, l’orientamento del governo è invece di mantenerla nei palazzetti dello sport.
I luoghi di lavoro
La scelta definitiva non è stata ancora fatta ma il governo è orientato a non rimuovere fino a giugno l’obbligo di mascherine al chiuso nei luoghi di lavoro e negli uffici pubblici dove più intenso è il contatto con i cittadini e dove non è possibile mantenere il distanziamento tra le persone. L’idea prevalente è che dovrebbe bastare la chirurgica. Per i luoghi di lavoro privati la decisione, dal primo maggio in poi, spetterà alle aziende.

Ma è solo a me che viene un attacco di diarrea quando sento l’espressione “cabina di regia”? Quanto a tutto il resto, cosa dite, se chiedo a Putin di prestarmi un momentino un paio di bombe atomiche, dite che me le dà?

E, a proposito, per non perdere le buone abitudini, vi regalo questo

e questo

e questo

(lei, per inciso, è la moglie del portavoce di Putin)

barbara

UN PAIO DI DOMANDE E DI CONSIDERAZIONI

Green pass, la road map [itinerario, percorso, calendario, piano, programma: abbiamo la lingua più ricca del mondo, usiamola, cazzo] per l’abolizione: ristoranti all’aperto, stadi, cinema e ospedali

Le date dal 20 febbraio al 15 giugno con le scadenze delle misure restrittive

Comincerà questa settimana la discussione all’interno del governo per fissare la road map per uscire dalla pandemia come annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. 
No, un momento ragazzi: dalla pandemia siamo già usciti. È dalle aberrazioni del governo che dobbiamo uscire.

Alcune date di allentamento delle misure sono già state decise. Ecco quale potrebbe essere il percorso.
? Potrebbe? Non hai appena detto che sono state già decise?

20 febbraio
Capienza negli stadi

Il 20 febbraio si potrà tornare negli stadi con una capienza al 75%. Saranno le singole strutture sportive a decidere se vendere subito i biglietti per arrivare alla massima capienza consentita dal nuovo provvedimento.

10 marzo
Pop corn al cinema

Dal 10 marzo si tornerà a mangiare e a bere nelle sale dei cinema e dei teatri, dove i bar potranno riaprire. La chiusura era prevista fino al 31 marzo, ma l’Aula della Camera — che ha approvato in via definitiva il decreto Covid che proroga lo stato di emergenza e le norme del super green pass — l’ha modificata.

Visite in ospedale
Sempre dal 10 marzo sarà possibile visitare i familiari ricoverati in ospedale per 45 minuti al giorno.
Per i guariti dal Covid basterà fare un tampone dopo aver completato il ciclo vaccinale primario. Per chi ha tre dosi il tampone non sarà necessario. La regola sarà valida in tutta Italia, anche nelle terapie intensive e la novità è che i direttori sanitari non potranno impedire l’accesso dei parenti.

31 marzo
Stato di emergenza

Scade lo stato di emergenza e il governo ha deciso di non rinnovarlo, a meno di improvvise impennate della curva di epidemiologica dovute a nuove variante.
E così ci siamo parati il culo: GRANDI!!

Bar e ristoranti all’aperto
La prima misura riguarderà l’eliminazione del green pass obbligatorio per bar e ristoranti all’aperto.
Bene. E per il lavoro? E, a parte questo, perché bar e ristoranti solo all’aperto? Se è finito lo stato di emergenza – che peraltro era da quel dì che era fuorilegge – e non dico “finita l’emergenza” perché quella è da un bel po’ che è finita, perché chiedete il green pass per bar e ristoranti al chiuso?

Sport all’aperto
Subito dopo si esaminerà l’eliminazione dell’obbligo di green pass per svolgere attività sportiva all’aperto
Bene. E  per il lavoro? E perché solo le attività sportive all’aperto? E “si esaminerà l’eliminazione” significa che potrebbe anche non venire eliminato?

Colori
Il governo dovrà esaminare l’ordine del giorno del Parlamento per superare del tutto il sistema a colori delle fasce di rischio.
? Io sapevo il sistema dei colori per le regioni: da dove salta fuori questa novità dei colori per le fasce a rischio? O è uno di quei trucchetti che la buttate lì facendo finta che esista così noi ci abituiamo e quando poi la introducete non ce ne accorgiamo neppure e ci inculate un’altra volta di santa ragione? E quali sarebbero esattamente le fasce a rischio? Gli ultrottantenni? Ultrasettantenni? Ultrasessantacinquenni, quelli a cui non potete permettere di andare in pensione perché sono troppo giovani ma per recluderli sono dei poveri vecchietti da proteggere peggio dei panda? E va da sé naturalmente che le “fasce” sono tutte stampate in blocco con lo stesso stampino.

Autobus e metro
Se la curva epidemiologica continuerà a scendere gli studenti con più di 12 anni potranno salire sugli autobus anche con il solo tampone negativo e non più con il green pass rafforzato.
“Solo” con il tampone negativo?! “Anche”?! Ma com’è umano lei! E con ancora tre mesi di scuola, quante volte dovranno farsi stuprare il naso? E, a parte questo: e per il lavoro?

15 giugno
Obbligo vaccinale per gli over 50

Scade l’obbligo vaccinale per gli over 50, quindi dovrà essere stabilito dove potrà essere eliminato il green pass rafforzato nei luoghi al chiuso.

E questa proprio non l’ho capita. Proviamo a seguire il ragionamento secondo logica: il green pass serve per dimostrare di essere vaccinati, giusto? Per gli over 50 il vaccino è obbligatorio e quindi per fare qualunque cosa, compreso il lavoro, devono avere il green pass, giusto? Se invece il vaccino non fosse obbligatorio, non sarebbero neppure obbligati ad avere il green pass, giusto? Ora, dal 15 giugno gli over 50 non sono più obbligati a essere vaccinati, quindi non dovrebbero più essere obbligati ad avere il green pass rafforzato (gli hanno dato le vitamine? O non l’avranno anche pompato con un po’ di ormoni?), giusto? Ecco, no: il governo si riunirà per decidere dove potrà essere eliminato. Aspetta che vado a prendere un po’ d’aria perché mi è venuto mal di testa.  
…..
(Ecco, tornata)
Forse per i contadini – purché non vi sia un affollamento superiore alle tre persone per ettaro? Ma ovviamente non per il lavoro in stalla. E per i boscaioli? E a tutti gli altri in culo?

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini, qui.

E pensate che si sia toccato il fondo? Col piffero: adesso arrivano i commenti:

fiorerosa1951

19 febbraio 2022 | 17:30

se il contagio e ‘maggiore al chiuso diventa necessario mantenere le attuali misure mentre all’aperto occorre il distanziamento altrimenti si vanifica quanto sopportato finora. Il green pass non deve essere un problema per la tranquillità di tutti ad ottobre

Cioè, si propone di sacrificare l’estate per salvare l’autunno. Beh, una cosa a questo delicato fiorellino rosa la dobbiamo riconoscere: l’originalità. E insieme a tutta la sua originalità lo/la mando con tutto il cuore affanculo.

barbara

IN MERITO AI FATTI DI SABATO SCORSO

Che quanto accaduto sia estremamente grave, è sotto gli occhi di tutti; che il governo abbia giocato uno dei giochi politici più sporchi della storia d’Italia, è sotto gli occhi di chiunque abbia voglia di aprirli.
E veniamo ora alle proposte di sciogliere i gruppi fascisti che insieme a un accorato grido di dolore da tante parti d’Italia si leva verso di loro.

Niram Ferretti

I VIRTUOSI AUTORITARI

Dopo ventiquattro anni, è dal 1997 che esiste, si vuole procedere allo sciogimento di Forza Nuova, partito di chiara ispirazione neofascista.
Si può legittimamente sostenere che un partito neofascista che ha percentuali risibili di consensi (in realtà, più che un partito è una setta che crede nella criogenesi di una forma di vita estinta da settantasei anni), non dovrebbe esistere in Italia, anche se nessuno obbietta che esista un partito neocomunista, ma non può essere il Parlamento per decreto a scioglierlo.
I partiti non si sciolgono a colpi di maggioranza, ma, se reputato necessario e in casi di emergenza, dal governo, e dalla magistratura. Non è il PD che può deciderlo, non siamo ancora in Venezuela. E conforta che anche Forza Italia, difficilmente accusabile di essere parafascista o subdolofascista o criptofascista, come FDI o la Lega,si sia opposta. E si è opposta perché chiara è la strumentalizzazione politica che muove questa mozione, la stessa strumentalizzazione che ha voluto dare i natali alla ridicola Commissione contro l’odio.
In ventiquattro anni, nessuno ha ritenuto, giustamente, che Forza Nuova fosse una emergenza nazionale, e per un motivo molto semplice, perché non lo è, e non lo sarà mai, se non per alcuni talebani dal pugno chiuso che si credono i soli depositari di ciò che significa democrazia, libertà, progresso, e che, incapaci di promuovere un programma che non abbia come capisaldi la teologia dell’immigrazione e la pedagogia gender, ha bisogno dello spauracchio fascista per darsi una maggiore consistenza.

E dunque nessuno finora ne aveva chiesto lo scioglimento – al massimo la chiusura della loro sede – perché non rappresenta un’emergenza nazionale. Ma non solo per questo.

Niram Ferretti

IL FANTOCCIO STRUMENTALE

Improvvisamente, dopo ventiquattro anni di esistenza si scopre che Forza Nuova, il movimento neofascista fondato da Roberto Fiore nel 1997 e con una percentuale di votanti da prefisso telefonico (lo 0,37% alle politiche del 2018) rappresenta un pericolo per la democrazia.
Si invoca il suo scioglimento, si fa riferimento alla Legge Scelba del 1952, la quale recita al primo articolo che “si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».
Benissimo. Ma come mai, ci si è accorti solo adesso che Forza Nuova rientra in questi canoni? Davvero dopo tutti gli episodi del passato, aggressioni nei confronti di extracomunitari, negazionismo smaccato della Shoah, ostentato suprematismo razziale, omofobia programmatica, ecc. l’episodio che ha fatto aprire gli occhi a tutti sulla pericolosità eversiva del partito è stato l’assalto alla sede della CGL da parte di una dozzina di militanti?
Come mai prima di questo episodio, nessuno nelle istituzioni riteneva che Forza Nuova avesse il carattere potenzialmente eversivo e minaccioso delle Brigate Rosse?
Forse perché in questo momento c’è un partito di destra, erede del MSI che ottiene ampi consensi ed è il primo partito italiano nelle intenzioni di voto alle prossime politiche nazionali?
Non si cerca disperatamente e con programmatica persistenza di fare, e in questo caso la metafora ha un doppio senso ben chiaro, di tutta l’erba un fascio?
Certo, Roberto Fiore non ha alcun legame diretto con Giorgia Meloni, ma…per la sinistra, alla fine sono “sempre loro”.
Mentre i comunisti di una volta possono diventare ulivisti, piddini, o verdi, oppure restare orgogliosamente comunisti come Cossutta, Diliberto, Bertinotti, Marco Rizzo, i fascisti restano sempre uguali a se stessi anche quando affermano di non esserlo più, di avere fatto passi avanti. Ci vogliono sempre prove, attestati, esami del sangue, e non bastano mai perché, ovviamente, non possono, non devono mai bastare.
La realtà è tuttavia assai più semplice. Forza Nuova, per chi non si fa intontire dalla vulgata imposta da quasi tutta l’informazione unita, è solo un pretesto, serve per continuare ad agitare lo spettro del fascismo, l’avanzata nera, ma chi si teme veramente non è una setta di esaltati, ma un partito in crescita, che potrebbe, non sia mai per tutto l’apparato organizzato, arrivare al governo del paese, e se la destra unita, compresa Forza Italia, manifesta la sua contrarietà allo scioglimento del partito, perché ritiene che essa sia, come di fatto è, una mossa strumentale, ecco che questa diventa una dimostrazione della complicità, di un legame mai disciolto, e anche Berlusconi, in fin dei conti, sulla condanna del fascismo non è mai stato troppo esplicito…
Forza Nuova è il fantoccio che serve indirettamente a mascariare in primis Fratelli di Italia, e in secundis la destra tutta.

E infatti c’è chi addirittura propone…

Giovanni Bernardini

FUORI LEGGE?

Qualcuno nel PD sogna di mettere fuori legge FdI. Un certo signor Provenzano, esponente del PD ha stabilito che FdI è “fuori dall’arco democratico”, quindi…
Tanto per chiarire per sciogliere un partito occorre:
1) Che esista una legge che consente, in certi casi, che un partito possa essere sciolto.
2) Una sentenza della magistratura che autorizza il ministero dell’interno ad emettere un decreto di scioglimento di detto partito.
3) In casi di assoluta necessità ed urgenza e di pericolo IMMINENTE per la democrazia il ministero dell’interno può agire senza aspettare la decisione della magistratura e sciogliere d’imperio un partito
4) In questo caso la successiva sentenza del magistrato dovrà confermare la decisione presa d’urgenza dal ministero dell’interno per renderla davvero definitiva. Comunque si apre la strada ad una lunga serie di ricorsi e contro ricorsi che può arrivare sino alla corte costituzionale.
5) In nessun caso è ammissibile che un partito possa essere sciolto a colpi di maggioranza. Ad esempio, PD e 5S si mettono d’accordo, definiscono “fascista” un partito di opposizione, si vota in parlamento, quel partito è messo fuori legge così PD e 5S governano allegramente da soli. NO, questo NON si può fare. Per ora l’Italia non è il Venezuela.
6) A parte ogni dissertazione giuridica, è fin troppo evidente che se si comincia a pensare di mettere fuori legge partiti che hanno un seguito reale nel paese si entra nella logica della guerra civile. Nessuna forza politica può accettare di esser costretta al silenzio per decreto. Nessuna persona ragionevole può sul serio pensare di percorrere una simile via. Purtroppo un personaggio come Letta ragionevole non è…

Già: se un presidente americano dell’altra corrente ha troppo seguito e troppo successo, si fabbrica un dossier a suo carico incastrando finti testimoni, e si cerca di ottenerne l’impeachment; se uno stato legifera per difendere i propri bambini da manipolazioni perverse e pervertite, si minaccia di tagliargli i fondi per tentare di farlo tornare al gregge; se un partito di opposizione ha successo si programma di scioglierlo, come ha fatto Hitler con l’intera opposizione il 27 gennaio 1933 (NOTA per quelli che vedono analogie, o addirittura strette analogie con quanto sta accadendo qui e prevedono che si finirà alle camere a gas per chi non ha il green pass, spiegando che anche lì non è esploso tutto in una volta ma hanno proceduto lentamente, facendo abituare la popolazione, e ci sono voluti ANNI: fra la nomina di Hitler a cancelliere e l’incendio del Reichstag che ha permesso di mettere fuorilegge tutti i partiti, sono passati 28 giorni). Ma torniamo alle vicende di sabato scorso. Succede dunque che ad un certo punto un tizio sul palco fa un annuncio clamoroso

E che cosa succede? Niente, assolutamente niente. Allora Giorgia Meloni interroga in proposito, in Parlamento, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, già responsabile nel nessun intervento al rave party di Viterbo, meno di due mesi fa, con 3000 partecipanti, droga a carriole e un ragazzo morto, e ora responsabile dello stesso comportamento nei confronti di un assalto alla sede di un sindacato preannunciato, e violenti scontri di piazza. Ascoltiamo dunque l’oscena risposta del ministro, che comincia ad articolarsi dopo ben due minuti e mezzo di un’intera muta di cani menati per l’aia.

Capito? Non è intervenuta perché altrimenti si sarebbero potuti verificare disordini, mentre così, grazie a lei, si è svolto tutto pacificamente. Ma, a parte questo, dal momento che si sapeva con certezza che i capi manipolo sarebbero andati alla manifestazione, e dal momento che sono sottoposti a limitazioni per cui partecipare a manifestazioni è loro vietato – cosa che il ministro ha la faccia da culo di ricordare in aula -, predisporre un po’ di agenti che impedissero loro di andarci mentre uscivano di casa? Troppo difficile, signor ministro? Troppo complicato? Troppo intelligente per essere alla sua portata? No: per un simile comportamento non basta essere inetti, fa notare Giorgia Meloni, e non basta neppure essere stupidi, aggiungo io. Ci vuole dell’altro, come precisa Giorgia Meloni e come, già due giorni prima dell’interrogazione parlamentare, aveva scritto Niram Ferretti:

Niram Ferretti

FUNZIONALI

Di tutta un’erba un fascio, o meglio un fascio littorio.
Si accorpa e aggrega ciò che non si vuole separato, che si esige unito. I megafoni massmediatici lo evidenziano all’unisono.
Ma che strano, è proprio davvero strano, che una formazione politica come Forza Nuova, di fascisti conclamati, ben tenuta sotto osservazione, improvvisamente agisca durante una protesta sostanzialmente pacifica. Davvero strano che li si lasci devastare un ufficio della CGIL (un po’, ma forse solo un po’ ricordano i clowns che vennero fatti entrare come una lama incandescente dentro un panetto di burro a Capitol Hill. Fatti entrare).
Nessun complotto, ci mancherebbe, nessuna dietrologia, ma ecco che dopo l’infiltrato di Fanpage che mostra il numero tre di FDI in convenevoli camerateschi (è il caso di sottolinearlo) con un fascista da macchietta (ma come è che i fascisti sono sempre delle macchiette alla fine? Semplice, perché il farsesco appartiene all’originale), arrivano i fascisti “veri”, o perlomeno quelli doc, i Fiore, Er Pantera, altri, che giravano da anni e anni, ma che solo adesso si scoprono pericolosi, forse issimi, l’onorevole Emanuele Fiano si spaventa, e dunque ecco la mozione parlamentare per sciogliere il gruppo, solo ora? Ma che strano.
E’ il rauco La Russa, quello che ha chiamato i figli come capi indiani (poveri ragazzi) che lo fa presente con euclidea logica forense.
«È una mozione strumentale, temo inserita in quello che sta accadendo negli ultimi giorni. A che serve una mozione? Non è il Parlamento che deve decidere sull’eventuale scioglimento di un partito, decisione estrema, ma il governo. E non l’ha fatto finora, né questo né quelli precedenti: come mai? Delle due l’una: non avevano le motivazioni per scioglierli o hanno preferito tenerli lì, magari come strumenti utili per la strategia della tensione?».
Strategia della tensione. Bisognerebbe rileggersi lo Sciascia de “Il Contesto”
Forse che sì, forse che no, senza scomodare il Vate, aureolato dal Ventennio.
Nel mentre cascano dal pero, per così dire, frasi senza dubbio antisemite, dell’avvocato Michetti. Sprovveduto? Non lo sappiamo con certezza.
Tutto fa brodo, o meglio broda, quella delle streghe, l’importante è che, girato l’intruglio nel paiolo, l’odore che ne emani sia fetido abbastanza e convenga, nei pressi di un ballottaggio che assegnerebbe la capitale, a una precisa parte in gioco, quella che ha come leader il pisano Letta, tornato da Parigi per raddrizzare le sorti di un partito pencolante, pugno chiuso e inflessibile determinazione, soprattutto contro il fascismo, il pericolo incombente. E dal paiolo l’effluvio che emana fa dire in coro, “Ucci, ucci, sento odor di fascistucci”.
Roberto Fiore oggi è perfetto per i pifferai del babau fascista. Gli stessi che, oltreoceano, per quattro anni, hanno mascariato Donald Trump. Funzionale all’apparato di sinistra, proprio lui.
Se gli avessero pronosticato che un giorno sarebbe stato l’inconsapevole Willi Mutzenberg di Enrico Letta, non ci avrebbe mai creduto.

Certo, chiamarlo un tentativo di golpe sarebbe esagerato, ma che un tentativino di golpettino non ci sia stato, io la mano sul fuoco non ce la metterei. Certo comunque che anche loro, sti fascisti

barbara

MA CERTA GENTE È CAPACE SOLO DI FRIGNARE E PIANTARE CASINI?

In farmacia, appena si entra, si vede di fronte a sé un cartello che dice: “Qui si effettuano tamponi rapidi e consegna del green pass”. Entra una signora e chiede:
– Qui fate tamponi?
– Sì.
– E li fate subito al momento?
– Sì.
– Quindi posso farlo adesso?
– Sì.
– Ah. Perché adesso vengo da X dove mi hanno detto che la prima disponibilità è per lunedì prossimo
– No, qui può farlo subi
– E prima ancora venivo da Y dove mi mandavano ancora più in là
– No, qui non ci sono problemi, glielo facciamo subi
– Si rende conto che ormai ho girato mezza provincia?!
– No ma guardi che qui non abbiamo nessun prob
– Ma le sembra possibile?! Fanno una legge e poi non mettono in condizione di farla rispettare?!
– Ma guardi che qui come le ho det
– No ma io non ce l’ho mica con lei, io ce l’ho col governo che non si rende conto che può capitare che uno debba partire e gli tocca rinunciare perché

Nel frattempo in farmacia entra una persona, poi un’altra, poi un’altra mentre la signora continua a parlare parlare parlare dell’impossibilità di fare il tampone a una farmacista che non aspetta altro che di poterle fare il tampone e liberarsi finalmente di questa piattola.

– Guardi, se viene di là poss
– Perché, dico, mi obblighi a fare il tampone, ok lo faccio, me lo fai pagare, ok, lo pago, ma tu devi darmi la possibilità di farlo!
– Bene, venga di là e lo facc
– Perché io devo partire domani mattina capisce? Devo partire domani mattina e mi vengono a dire che la prima disponibilità per il tampone è per lunedì?! Ma si rende conto?!

Interviene il figlio della titolare:

– Signora, se mi dà la tessera sanitaria inserisco i dati per il green pass.
– E poi mi fa il tampone?
– Sì, guardi, lei esce, gira a destra ed entra dall’altra porta, li facciamo lì.
– Ah, perché ormai ho girato mezza provincia, una cosa vergognosa…

Eccheccazzo, ma vaffanculo, va’!

barbara

QUANTO AVEVA RAGIONE MONTANELLI!

Barbero, lo “storico” che quando parla di storia infila puttanate a raffica, si dichiara contrario all’obbligo del green pass per accedere all’università, però contemporaneamente sembrerebbe favorevole all’obbligo vaccinale, che secondo logica dovrebbe essere un obbligo più “pesante” rispetto al green pass, visto che quello si può ottenere anche col tampone o avendo contratto la malattia ma tant’è, si sa che da quello c’è da aspettarsi di tutto. Tranne la logica e il sapere di che cosa sta parlando. Per meglio contestualizzare cito da Stefano Feltri

L’appello promosso da 300 professori universitari, a cominciare dal celebre storico Alessandro Barbero, in difesa degli evasori vaccinali indica uno dei punti più bassi della pur deprecabile storia degli intellettuali firmaioli all’italiana. L’appello contesta l’obbligo del green pass in università, con argomentazioni assai fragili, ma il punto più indifendibile del testo è quello che avalla l’equivalenza che circola nei più osceni gruppi estremisti tra richiesta del passaporto vaccinale e le stelle gialle cucite sugli abiti degli ebrei prima della Shoah. Questo è il significato del passaggio su «altri precedenti storici che mai avremmo voluto ripercorrere». Già un simile ammiccamento, tanto più se arriva da storici di professione, dovrebbe squalificare la loro iniziativa in modo indelebile. Ma sorvoliamo per un attimo su questa aberrazione e stiamo al merito.
Assurdità surrettizia La logica di Barbero, dettagliata in una intervista al Corriere della Sera, è la seguente i vaccini sono efficaci, ma il governo è pavido perché non osa imporre l’obbligo vaccinale e segue l’approccio di un obbligo surrettizio, qual è l’esibizione di un certificato di vaccinazione, dunque questa richiesta va contestata.
(qui)

Ma non è di Barbero che voglio parlare, bensì di Selvaggia Lucarelli che, evidentemente in disaccordo con lui, gli rifila una presa per il culo micidiale (e, che si sia o no d’accordo col suo dissentire da Barbero, resta micidiale lo stesso):

Risultato? Social rigurgitanti di scema oca cretina stupida assurda sprovveduta antipatica acida spocchiosa ciuccia da rinchiudere presuntuosa irritante ignorante rapa cosa vuoi aspettarti da una come quella smettetela di leggerla smettetela di parlare di lei spaventoso montagne di schifezze assurdo pazzesco…

Diceva il buon Montanelli: con certa gente bisognerebbe sempre avvertire: attenzione, adesso faccio una battuta, poi metterla fra virgolette e poi, una volta chiuse le virgolette, riavvertire: attenzione, la battuta è finita, adesso parlo seriamente.

barbara

L’IMPORTANTE È PARLARE CHIARO

L’idea iniziale era di metterci un commento, ma cosa vuoi commentare qua? E questo sarebbe un avvocato? Mi viene da chiedermi se, come sono risultate false le pretese specializzazioni in Austria e negli Stati Uniti, non sia il caso di verificare anche l’autenticità della laurea.

barbara

A PROPOSITO DI GREEN PASS

Un mantra che ricorre spesso in profili blog siti social dei soliti noti è che “questa vergogna c’è solo in Francia e in Italia”. Ebbene no, signori: il green pass è in vigore in tutta l’Unione Europea, con l’unica eccezione della Romania, perché ha pochissimi vaccinati, e la parziale eccezione di Spagna e Germania, dove la decisione spetta alle singole regioni, per cui alcune lo hanno e altre no. Oltre che negli stati dell’Unione Europea, il green pass è in vigore anche in Svizzera Norvegia Islanda Vaticano e naturalmente in Israele. In Austria è richiesto anche per sedersi a un tavolo all’aperto: tu ti siedi e il cameriere prontamente arriva e ti chiede di mostrarglielo. L’unica cosa di cui Italia e Francia hanno l’esclusiva è il bordello messo in piedi contro il green pass: prima la Francia, poi, come al solito, l’Italia si è appecoronata (ho ancora il ricordo di una rivolta studentesca in Francia, in un anno talmente lontano che non ricordo più quale sia – forse negli anni Ottanta – e immediatamente sono insorti anche gli studenti italiani al grido di “Parigi chiama, Roma risponde!”). Sto cercando di dimostrare che il green pass è buono giusto santo? No, ho semplicemente dimostrato che i novax sono dei mentitori seriali compulsivi., oltre che complottardi di prima grandezza.

barbara

EST MODUS IN REBUS

E qualcuno sa ancora dove sta di casa, questo signor Modus.
Ieri un’amica, con cui stavo attraversando il centro, mi ha chiesto cortesemente di comprarle una certa cosa. Perché, ha spiegato, non era sicura che si potesse entrare senza green pass, e lei non lo ha. Niente proteste, niente invettive, niente recriminazioni; ha fatto una scelta – senza escludere del tutto la possibilità di modificarla – che comporta determinate limitazioni, e lei le accetta, salvo chiedere, quando possibile, un piccolo aiuto agli amici per sopperire ad alcune esigenze.

Altri, invece, non l’hanno neanche mai sentito nominare.

“Aggiungo pure questo: se io risiedessi in Italia, credo che mi organizzerei con altra gente e compirei degli attentati contro il ministro della sanità Speranza, contro il capo di governo Mario Draghi e contro tutti coloro che propongono o appoggiano l’idea dell’obbligo vaccinale per tutti i cittadini residenti in Italia. Io questa gente la odio a morte e se non ci fosse il rischio di finire in galera, credo che gli ammazzerei tutti a picconate in testa.”

“quelli che stanno morendo come mosche dopo essersi vaccinati”

“Giusto per farvi capire quanto velocemente stiamo andando verso Buchenwald e Dachau varie.” [varie…]

Poi ci sono questi qua

Poi c’è quello che oltre al modus, non sa dove stiano di casa neanche i numeri

Questa non sono del tutto sicura che sia collegata ai vaccini, ma è comunque collegata al clima di odio e violenza che si sta sempre più scatenando.

Poi c’è questo pacifico manifestante che insieme ai buoni pacificamente protesta contro i cattivi. Aggredito e minacciato di morte (“ti taglio la gola se non te ne vai”) da uno dei manifestanti contro il green pass del comparto scuola [insegnante?] che protestavano davanti al ministero dell’Istruzione a Roma,  Francesco Giovannetti, videogiornalista di Repubblica e del gruppo Gedi, è stato portato in ambulanza in ospedale. Molti manifestanti presenti si sono dissociati dall’aggressione e hanno chiesto scusa a Giovannetti.

Il 99% dei commenti su YT invece sono tutto un unico osanna al coraggioso che “ha avuto il coraggio di fare quello che tutti dovremmo fare.”

Dall’altra parte della barricata c’è questo medico, severo, se vogliamo, ma giusto.

Dario Teodoro

STUDIO MEDICO

Si ricorda ai Sigg.ri Pazienti che la vaccinazione anti Covid19 resta NON obbligatoria.
Ci sono un sacco di posti dove il GreenPass non è richiesto.
In terapia intensiva, per esempio, entrano quasi tutti senza.
Anche le pompe funebri in genere non fanno storie.

Sì lo so, figli di puttana ce ne sono da entrambe le parti, frustrati con montagne di odio da scaricare ce ne sono da entrambe le parti, invasati fuori di testa ce ne sono da entrambe le parti. Quello che non si sopporta è che i novax (ma occhio che non ce ne sia uno in giro quando pronunciate la parola “novax”, o rischiate un cazzotto in faccia come se gli aveste detto una parolaccia contro la sua mamma) si atteggino come uniche vittime di odio e recitino la parte dei martiri.

E adesso andate immediatamente a leggere questo, e guai a voi se vi azzardate a disobbedire.

barbara